Primo schema della “Filotea. Introduzione alla vita devota”

Posté par atempodiblog le 24 janvier 2026

Primo schema della “Filotea. Introduzione alla vita devota”

San Francesco di Sales Filotea

Il 24 gennaio 1604, predicando S. Francesco di Sales in occasione di un’Indulgenza che cadeva il giorno di S. Timoteo, parlò si efficacemente dello zelo di questo santo Vescovo per la salute del suo popolo, che parecchie persone ne furono commosse, fra le quali Luisa di Chàtel, nativa di Normandia, che il signor di Charmoisi aveva sposata a Parigi.
Educata alla Corte, dalla sua giovinezza, questa dama possedeva tutti i vantaggi che il mondo stima, e la sua educazione e le sue belle qualità nutrivano nell’anima sua lo spirito del mondo e mantenevano nel suo cuore l’amore della vanità, opposto alla grazia del cristianesimo:
commossa però dalle parole del nostro Santo venne a gettarsi ai suoi piedi, per manifestargli il desiderio che aveva concepito di convertirsi e darsi a Dio senza riserva.
Il santo Pastore la ricevette come una pecorella smarrita, che dal deserto della vanità torna all’ovile della devozione; cominciò per metterle in iscritto i suoi consigli; e queste lettere formarono in seguito il primo abbozzo dell’ammirabile libro dell’Introduzione alla vita divota (primo schema della Filotea).

San Francesco di Sales. Negli insegnamenti e negli esempi
Diario Sacro estratto dalla sua vita e dalle sue opere per cura delle “Visitandine di Roma”.
Libreria Editrice F. Ferrari

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Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera

Posté par atempodiblog le 16 janvier 2026

Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera
Tratto da: La profezia che non finisce. Il filo rosso dei prodigi e dei misteri che nasce da Fatima. Di Savero Gaeta e Andrea Tornielli. Ed. PIEMME

La Madonna a Pontmain

17 gennaio, giorno dell’apparizione […] Viene infatti spontaneo chiedersi quale sia la motivazione della costante presenza della Madonna nella storia dell’umanità, in particolare negli ultimi due secoli.

La risposta, ragionevole e semplice nel contempo, è il profondo desiderio che la Vergine ha di aiutarci, chiedendoci però – come segno della nostra buona volontà – la nostra adesione alle sue richieste.

In uno dei canti mariani più noti e popolari, Santa Maria del cammino, si implora:

“Vieni, o Madre, in mezzo a noi. Vieni Maria quaggiù”.

Lei continua a venire, ma pochi – persino dopo averla invitata – sono poi disposti a riconoscerne la presenza, ad ammettere che quanto vivamente richiesto è stato davvero da Lei corrisposto. […]

«Senza dubbio», spiega padre Livio Fanzaga, «la sequenza di quanto videro i bambini a Pontmain si può raccontare proprio come una sacra rappresentazione, di quelle che nel Medioevo venivano sceneggiate nelle chiese.

Dapprima l’apparizione della Vergine, la cui figura fu poi contornata da un ovale blu con quattro candele spente (due in prossimità delle ginocchia e due all’altezza delle spalle). Il suo vestito era azzurro scuro, trapunto di stelle d’oro, e le mani con le palme rivolte in avanti, in segno di accoglienza (come, nella Medaglia miracolosa).

Mentre tutti i presenti intonavano il Magnificat, le Litanie lauretane e la Salve Regina, su uno striscione bianco ai piedi di Maria si andò componendo la già citata scritta (che oggi è riportata tutt’intorno all’abside della basilica):

“Ma pregate figli miei; Dio vi esaudirà in poco tempo; mio Figlio si lascia commuovere”.

Ella sembrava muovere le labbra per pronunciare queste parole, ma la voce non si udiva. Dopo un po’ le parole sparirono e il volto della Madonna assunse un’espressione di immenso dolore.

A questo punto le comparve sul petto una croce rossa, sulla quale c’era Gesù tutto sanguinante, e sulla sommità la scritta “Gesù Cristo” anch’essa rossastra».

È da notare che, poco prima, una suora aveva iniziato a guidare la recita delle ventisei invocazioni ai martiri giapponesi, composta dai Fratelli delle Scuole cristiane e allora molto popolare in quelle zone, per contare le quali si utilizzava una coroncina rossa.

In sostanza ciò che Maria ci dice a Pontmain è che, anche nelle situazioni più drammatiche, la via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera. Preghiera personale e preghiera comunitaria.

Verso la fine dell’anno Don Michel Guérin potrà scrivere al vescovo: «Non mi è possibile contare il numero dei pellegrini che da ogni parte della Francia vengono qui a invocare Maria e a iniziare una vita sinceramente cristiana.

Non ho mai visto nella mia lunga vita qualcosa di più edificante. È una festa continua.

Tutti i giorni, dalle cinque del mattino fino al vespro, si celebrano Messe, senza interruzione, sui tre altari della nostra chiesa».

Cinque mesi dopo l’apparizione, il 29 giugno, si sarebbe registrato il primo miracolo, la guarigione del piccolo poliomelitico Emilio Gratien.

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A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione

Posté par atempodiblog le 12 janvier 2026

A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione
di Padre Angelo Maria Tentori – Sorriso tra gli abeti. La Vergine dei Poveri di Banneux

La Vergine dei Poveri di Banneux

15 gennaio 1933. […] Commento alla prima apparizione. […] È passato un po’ di tempo, ma questo messaggio non ha perso nulla della sua attualità, anche perché la Madonna precorre i tempi. Lei è profezia, e spesso anticipa le situazioni che avverranno parecchi anni dopo, non per soddisfare le nostre inutili curiosità, ma per premunirci.

Quella sera, a casa Beco, solo Mariette è sveglia. È in attesa, preoccupata per il fratellino che non è ancora rientrato. Gli altri fratelli e sorelle sono già a letto. Il papà si addormentato, cullando una delle più piccole. La mamma si è assopita anche lei, nel tentativo di addormentare l’ultima arrivata, di tre mesi; e Mariette è accanto al pagliericcio del fratellino ammalato. Continua a guardare dalla finestra. Probabilmente, anche questo quadro d’insieme ha il suo significato. C’è in questa famiglia non solo una povertà materiale, ma anche quella spirituale: una povertà completa. La famiglia si è come dimenticata del Signore e naturalmente hanno l’impressione che il Signore si sia dimenticato di loro. E quindi si rinchiudono in se stessi nello sforzo di andare avanti come possono, appoggiandosi sulle loro poche forze e risorse.

Solo Mariette, esce da questo isolamento, se non altro con un gesto esteriore: l’attesa del fratellino e il guardare fuori dalla finestra. Ma il Signore e la Madonna non si erano dimenticati di questa famiglia.

E poi, nonostante l’apatia e l’indifferenza religiosa, qualche Ave Maria veniva recitata casualmente dalla piccola Mariette, e quel quadretto della Vergine sopra il suo pagliericcio dimostrava che qualche speranza nel suo aiuto persisteva. Allora vuol dire che, almeno nel loro subcosciente un’attesa c’era. Un’attesa di Lei, quell’attesa che spesso sopravvive anche in chi ha abbandonato la fede. Perché la speranza nella Vergine Santa è sempre l’ultima a morire.

E la Madonna, a Banneux, dimostra che Lei non delude i suoi figli che, in qualche modo, attendono qualcosa dalla loro Madre del Cielo. A differenza di tante altre apparizioni, questa volta la Madonna non incontra la veggente lontano da casa sua. È Lei che si presenta alla porta di casa. Entra nel giardino e attende. Ci manca poco che bussi alla porta. Ciò esprime una vicinanza e una presenza familiare che mai aveva manifestato prima. Va a domicilio, come per una visita, rinnovando il mistero della Visitazione. Come allora, è Lei che si mette in cammino per andare a trovare qualcuno.

La Madonna va a portare la sua presenza e il suo messaggio nel luogo più naturale, che è la casa, l’ambiente familiare. Si mette come alla pari con la piccola; quasi come una sorella maggiore, dato che l’età che dimostra potrebbe essere sui 18-19 anni, secondo la valutazione di Mariette. Quando la bambina la scorge attraverso la finestra, Lei è già lì; non l’ha vista venire. Mentre cullava il piccolo René, Lei era venuta e aspettava che la piccola ancora una volta sollevasse il drappo che faceva da cortina alla finestra e si affacciasse. […]

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La stella, l’unica compagna silenziosa e misteriosa

Posté par atempodiblog le 6 janvier 2026

I re magi

I secoli erano passati sulle fiamme di Isaia senza spegnerle. L’eco delle sue grida risuonava ancora, almeno nel cuore della Vergine. La vaga e sorda attesa del genere umano si precisò e localizzò nei tre sovrani d’Oriente. I Magi erano i maggiori personaggi d’Oriente; non dobbiamo lasciarci ingannare dai loro nomi e prenderli per maghi. Erano invece sapienti ed erano re; perché in Oriente i sapienti erano re. La grande scienza dell’antichità, quale l’Oriente la concepiva, portava scettro e corona. Essi furono avvertiti da una stella; perché loro erano anche astronomi. […] 

Solo la stella indicava la strada. Era l’unica compagna silenziosa e misteriosa. Il viaggio stesso doveva essere silenzioso. La stella era l’immagine della luce interiore che li illuminava e li guidava.

L’Epifania era la loro luce. L’Epifania! Che parola! La Manifestazione! Arrivati nella capitale della Giudea non chiesero se il Re dei Giudei fosse veramente nato, ma in quale luogo fosse nato. La loro fiducia era assoluta.

Il fatto era certo: “abbiamo visto la sua stella – dissero – e siamo venuti ad adorarLo”.

Tratto da: Fisionomie di santi, di Ernest Hello

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A Betlemme, vicino alla Madonna/ Per meglio amare la Divina Bontà

Posté par atempodiblog le 31 décembre 2025

A Betlemme vicino alla Madonna per meglio amare la Divina Bontà

Mio Dio, perché vivremo noi l’anno venturo se non per meglio amare la Divina Bontà?

O il Signore levi noi dal mondo o levi il mondo da noi; o Egli ci faccia morire, o ci faccia amare la sua morte più della nostra vita.

Quanto desidererei vedervi a Betlemme, vicino alla Madonna!

A lei sola conviene maneggiare quel piccolo Bambino, ma la sua carità è tanto grande, da lasciarlo vedere, toccare e baciare a chi vuole; domandateglielo, ve lo darà; e avendolo ottenuto, rubategli nascostamente una di quelle goccioline che stillano dai suoi occhi.

È meraviglioso quanto giovi quel liquore ad ogni sorta di mal di cuore…

San Francesco di Sales. Negli insegnamenti e negli esempi
Diario Sacro estratto dalla sua vita e dalle sue opere per cura delle “Visitandine di Roma”.
Libreria Editrice F. Ferrari

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Maria offre la sua famiglia come esempio e modello

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2025

Maria offre la sua famiglia come esempio e modello
La Madonna a Ghiaie di Bonate? Una proposta di riflessione – Padre Angelo Maria Tentori. Ed. Paoline

La fuga in Egitto

La Madonna a Ghiaie di Bonate […] È un messaggio che riguarda la famiglia ed è rivolto alle famiglie. Per cui abbiamo pensato che, in questi tempi di negazione e di frantumazione del concetto e del valore stesso della famiglia, fosse utile ripresentare questo messaggio della Madre del Cielo per ridare ai giovani e ai meno giovani la fiducia in questo caposaldo della vita umana e della Chiesa.

Ci sembra necessario che essi, al di là di ogni attuale condizionamento culturale, riprendano a credere che è possibile creare una vera famiglia come il Signore l’ha ideata e in grado di costituire il punto di riferimento per se stessi e per i propri figli.

Infatti questo è ciò che la Madonna è venuta a dire più di mezzo secolo fa quando il senso della famiglia era ancora abbastanza forte. Ma lei, come sempre, precede gli avvenimenti per prepararci e non lasciarci travolgere.

Maria appare con san Giuseppe e il Bambino per offrire la sua famiglia come esempio e modello.

Nello stesso tempo ci confida che cosa si debba fare per raggiungere questo ideale, assicurandoci il suo aiuto e la sua protezione.

Sappiamo che il cardinale Schuster, arcivescovo di Milano in quei tempi, papa Pio XII e papa Giovanni XXIII erano privatamente favorevoli. Per brevità riportiamo solo un’espressione di papa Giovanni XXIII: “Che cosa aspettano quei di Bergamo a fare il trionfo delle apparizioni della Madonna delle Ghiaie?”.

Ulteriore motivo che ci ha incoraggiato a compiere questo studio e presentazione fu la decisione del papa [Giovanni Paolo II] di fare inserire nel serto delle litanie lauretane la nuova invocazione: “Regina della Famiglia”.

Il papa volle che questa invocazione, già in uso nei fedeli della Madonna di Ghiaie, fosse posta dopo quella di “Regina del Santo Rosario”, forse per ricordare che proprio la recita quotidiana del santo rosario all’interno della famiglia può essere quell’elemento di forza che garantisce la compattezza e la santità della stessa.

Inoltre questa invocazione fu posta prima di “Regina della Pace”, diventando ulteriore richiamo perché la pace nel mondo deriva dalla pace che regna nelle famiglie.

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La nascita di Gesù raccontata dalla Venerabile Maria di Ágreda

Posté par atempodiblog le 21 décembre 2025

La nascita di Gesù raccontata dalla Venerabile Maria di Ágreda
di Miriam – I primi sabati di Fatima
Fonte: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Suor Maria di Gesù di Ágreda (1602-1665) è una religiosa dell’Ordine delle Concezioniste Francescane, mistica e scrittrice della Spagna del XVII secolo. Dopo la professione dei voti, cominciò ad avere prove fisiche e morali che si susseguivano in lei con tale intensità che, come essa stessa confessò, per oltre 40 anni provò dolori di morte ma senza morirne, insieme a doni eccezionali, sia esteriori (poi venuti meno) che interiori. Suor Maria scrisse varie opere d’edificazione spirituale, la più nota delle quali è la «Mistica Città di Dio», una sorta di biografia della Madonna, da cui è stato estratto il racconto della nascita di Gesù.

Il parto indolore della Madre di Dio dans Commenti al Vangelo Il-parto-indolore-della-Madre-di-Dio

“Maria santissima e Giuseppe entrarono in questo alloggio preparato per loro… Questo era tutto fatto di macigni naturali e rozzi senza alcuna particolarità ed era tale che gli uomini lo giudicarono adatto solo come rifugio di animali; l’eterno Padre, però, l’aveva destinato ad essere abitazione e riparo del suo stesso Figlio…

San Giuseppe accese del fuoco con gli attrezzi che a tale scopo aveva portato con sé. E poiché il freddo era grande, vi si avvicinarono per riceverne un po’ di sollievo; mangiarono il povero cibo che avevano portato con incomparabile gioia delle loro anime, sebbene la Regina del cielo e della terra, essendo prossima l’ora del suo parto divino, fosse tanto assorta e rapita nel mistero che non avrebbe mangiato niente, se non si fosse frapposta l’obbedienza al suo sposo.

Una volta terminato di mangiare, ringraziarono il Signore come facevano sempre. Dopo essersi trattenuti per breve tempo in tale ringraziamento e nel parlare tra loro dei misteri del Verbo incarnato, la prudentissima Vergine, che sapeva già vicina l’ora del suo felicissimo parto, pregò il suo sposo Giuseppe di ritirarsi a riposare e a dormire un poco, perché la notte era già molto avanzata.

Il santo uomo ubbidì alla sua sposa e le chiese che ella pure facesse lo stesso; a tal fine aggiustò e preparò con i panni portati con sé una mangiatoia piuttosto larga, posta in terra per gli animali che vi si riparavano. Lasciando così sistemata in questa sorta di letto Maria santissima, il santo Giuseppe si ritirò in un angolo della grotta, dove cominciò a pregare.

Subito fu visitato dallo Spirito divino e sentì una forza soavissima e straordinaria da cui fu rapito ed elevato in un’estasi in cui gli fu mostrato tutto ciò che avvenne in quella notte nella fortunata grotta, perché non riprese i sensi fino a che non lo chiamò la divina sposa.

La Regina delle creature, nel luogo in cui si trovava, fu nel medesimo tempo mossa da una forte chiamata dell’Altissimo con un’efficace e dolce trasformazione, che la sollevò al di sopra di tutte le cose create, e sentì nuovi effetti del potere divino; questa estasi fu infatti una delle più belle ed ammirabili della sua santissima vita…

Dal talamo verginale, dunque, il bambino Dio nacque solo e senz’altra cosa materiale o corporea che lo accompagnasse.

La volontà divina fu che la prima volta la beatissima Madre vedesse il suo Figlio, uomo-Dio, glorioso nel corpo.

Già era tempo che la prudentissima ed accorta Signora chiamasse il suo fedelissimo sposo san Giuseppe… Conveniva, tuttavia, che anche con i sensi del corpo vedesse, toccasse, venerasse e adorasse il Verbo incarnato prima di qualsiasi altro mortale, perché egli solo era fra tutti eletto come dispensatore fedele di così eccelso mistero.

Uscì dall’estasi per volontà della sua divina sposa e, ripresi i sensi, la prima cosa che vide fu il bambino Dio nelle braccia della sua Madre vergine, appoggiato al suo sacro volto e adagiato sul suo petto. Qui lo adorò tra le lacrime con profondissima umiltà. Gli baciò i piedi con tale giubilo ed ammirazione che gli sarebbe venuta meno la vita, se questa non gli fosse stata conservata dalla forza divina, ed avrebbe perso i sensi, se in quella circostanza non gli fosse stato necessario farne uso.

Dopo che il santo Giuseppe ebbe adorato il bambino, la prudentissima Madre chiese licenza al suo medesimo Figlio di sedersi e lo avvolse in fasce e pannicelli, che il suo sposo le porgeva con incomparabile riverenza, devozione e delicatezza. Così fasciato, la stessa Madre divina lo depose nella mangiatoia, dopo aver posto un po’ di paglia e di fieno su una pietra per adagiarlo nel primo letto che Dio fatto uomo ebbe sulla terra al di fuori delle braccia di sua madre.

Subito da quelle campagne venne con somma prontezza, per volontà divina, un bue. Entrato nella grotta si unì all’asinello che la medesima Regina aveva portato. Ella comandò loro di adorare, con la riverenza di cui erano capaci, il loro Creatore e di riconoscerlo tale. Gli umili animali obbedirono al comando della loro Signora e si prostrarono davanti al bambino, lo riscaldarono col proprio fiato e gli prestarono l’ossequio negato dagli uomini.

Così, Dio fatto uomo fu avvolto in panni e posto nella mangiatoia, fra gli animali, adempiendosi miracolosamente la profezia che dice: «Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende»”.

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Il nome nuovo

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2025

Il nome nuovo
Tratto da: L’ave Maria, preghiera di tutti – di don Alessandro Pronzato, Gribaudi Editore

Maria Immacolata

L’Angelo, salutando la Madonna, Le recapita subito un dono: il nome nuovo.

Non la chiama Maria, ma “Piena di Grazia”.
 Ave (o, rallegrati), Piena di Grazia.

Il termine greco, kecharitoménè, è quasi intraducibile. La gamma piuttosto vasta delle nostre espressioni non riescono a raggiungere il significato profondo del vocabolo, devono accontentarsi di sfiorarlo.
Così sgraniamo tutta una serie, non di traduzioni, ma di semplici approssimazioni:
Piena di Grazia, Colmata di Grazia, Favorita da Dio, Preferita da Dio, Gratificata, Privilegiata, Tu che sei diventata oggetto di amore particolare da parte di Dio, Tu che hai sperimentato l’amore benevolo di Dio…
I filologi puntualizzano che si tratta del perfetto passivo di un verbo che contiene la parola charis, che significa grazia, ma nel senso molto ampio di amore, bontà, favore, bellezza, incanto, simpatia, fascino, armonia, seduzione, attrattiva, splendore, favore elargito.

Ora, l’indicazione fornita dal passivo è trasparente:
Maria non è soggetto, ma oggetto.
E’ Colei che consente al dispiegamento dell’azione divina. E quindi riceve in abbondanza Amore e Bellezza.

La “Grazia” diventa cosi suo possesso abituale (dono, non conquista!).

Giustamente la Bibbia di Gerusalemme traduce:
“Tu che sei stata e rimani colmata del favore divino”.

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Con Maria Immacolata verso il Santo Natale di Gesù

Posté par atempodiblog le 29 novembre 2025

Maria Immacolata
di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
Tratto da: L’Avvento con sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Brani scelti da padre Gilberto Silvestri dalle opere del santo. Libreria Editrice Vaticana (LEV)

Con Maria Immacolata verso il Santo Natale dans Avvento Maria-Immacolata

I. Preservare Maria dalla colpa originale era conveniente per le tre Persone divine. Conveniva al Padre, in quanto Maria era la sua figlia primogenita. Come Gesù fu il primogenito di Dio, così Maria, destinata a diventare madre di Gesù, fu sempre considerata come la primogenita adottiva di Dio. Per questo Maria fu sempre posseduta da Dio con la sua Grazia: Il Signore mi ha posseduta fin dal principio (Pr 8,22 Vg). Perciò per l’onore del Figlio, convenne che il Padre preservasse la Madre da ogni macchia di peccato. Convenne anche perché questa sua figlia era destinata a schiacciare la testa del serpente infernale, che aveva sedotto l’uomo come si legge: Questa ti schiaccerà la testa (Gen 3,15). Perciò come avrebbe potuto permettere che essa ne fosse stata prima sua schiava? Di più, Maria fu anche destinata ad essere l’avvocata dei peccatori. Anche per questo convenne che Dio la preservasse dalla colpa, affinché essa non comparisse rea dello stesso delitto degli uomini, per i quali avrebbe dovuto intercedere.

II. Avere la Madre immacolata convenne al Figlio. Egli stesso la scelse per sua Madre. Non si può credere che un figlio, potendo avere per madre una regina, voglia scegliersi una schiava. E come si può pensare che il Verbo eterno potendo avere una madre immacolata e sempre amica di Dio, la volesse macchiata e nemica un tempo di Dio?
Di più, dice sant’Agostino: “La carne di Cristo è la carne di Maria”. Il Figlio di Dio non avrebbe potuto prendere carne da una sant’Agnese, santa Gertrude o santa Teresa, perché queste sante vergini prima del battesimo avevano la macchia della colpa. Quindi il demonio avrebbe potuto rinfacciargli di avere la stessa carne che un tempo era stata a lui sottoposta. Il Figlio di Dio invece non ebbe orrore di farsi uomo nel seno di Maria, perché Maria era stata sempre pura e immacolata. Inoltre dice san Tommaso che Maria fu preservata da ogni colpa attuale, anche veniale, perché altrimenti non sarebbe stata una Madre di Dio idonea. Molto meno idonea sarebbe stata, se avesse avuto la macchia del peccato originale che rende l’anima odiosa a Dio!

III. Convenne allo Spirito Santo che questa sua sposa diletta fosse immacolata. Egli volle che questa sua sposa fosse redenta in maniera diversa da gli altri uomini: preservandola dalla caduta del peccato. Se Dio preservò il corpo di Maria dopo la morte, tanto più si deve credere che preservasse la sua anima dalla corruzione della colpa! Per questo lo Sposo divino la chiama “orto chiuso”, “fonte segnato”, perché i nemici non entrarono mai nell’anima benedetta di Maria. Pertanto la lodò chiamandola tutta bella, sempre amica e tutta pura: Tutta bella tu sei amica mia, in te nessuna macchia (Ct 4,7).

Botti di Capodanno, l'appello dei medici degli ospedali: “E' una tradizione negativa e pericolosa” dans Articoli di Giornali e News Santo-Natale

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Maria SS. Immacolata (da recitarsi dal 29 novembre al 7 dicembre)

 

Botti di Capodanno, l'appello dei medici degli ospedali: “E' una tradizione negativa e pericolosa” dans Articoli di Giornali e News Santo-Natale

“Pregate. Pregate. Pregate ogni giorno durante la novena dell’Immacolata le preghiere di consacrazione ai Cuori di Gesù e di Maria”. (Messaggio della Madonna di Medjugorje del 28 novembre 1983)

Freccia dans Viaggi & Vacanze La preghiera di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù e la preghiera di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

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Cristo regna dalla Croce/ La potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2025

Cristo regna dalla Croce/ La potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto
di Padre Livio Fanzaga – La pazienza di Dio. Vangelo per la vita quotidiana, Ed. Piemme

Cristo re dell'universo dans Anticristo Cristo-Re-dell-Universo

Il potere del maligno è stato sconfitto
La festa della regalità universale di Gesù Cristo riveste un valore straordinario, se la cogliamo nel suo genuino significato. Essa vuole affermare una verità evangelica fondamentale e cioè che il mondo, caduto fin dal principio sotto il potere del maligno a causa del peccato, è stato redento. Il giogo con cui satana teneva assoggettati gli uomini è stato spezzato e ora è Gesù Cristo il Re dei re e il Signore dei signori, come lo chiama l’Apocalisse.

San Paolo sintetizza con una frase molto efficace l’opera della redenzione, quando afferma che per mezzo del suo Figlio diletto il Padre “ci ha liberati dal potere delle tenebre”. Anche Gesù fa spesso allusione al potere tenebroso del maligno, che incombe in modo particolare nel momento della passione. Egli ne conosce molto bene la forza e si guarda bene dal sottovalutarla. Non esita infatti a chiamare satana “il principe di questo mondo”, mentre l’apostolo Giovanni afferma che “tutto il mondo è posto sotto il potere del maligno”.

Ebbene, Gesù è quel “forte” sul quale il principe di questo mondo non ha nessun potere. Egli lo caccerà fuori dal regno che gli appartiene per diritto di creazione e di redenzione. Con la venuta di Cristo e il compimento della salvezza “il principe d questo mondo è stato giudicato”.

Cristo è Re, ma si è conquistato il Regno sconfiggendo satana. Ed è proprio sotto la croce che il duello immane ha vissuto il suo momento culminante. […]

Siamo stati liberati dalla croce
Gli uomini hanno costruito i regni con la forza delle armi e del denaro. Perfino le religioni a volte si sono imposte con questi metodi. Gesù al contrario ha riconquistato il mondo al Padre mediante la sofferenza e l’amore. Gesù in croce infligge il colpo mortale al potere del maligno perché oppone la sua obbedienza alla disobbedienza, la sua umiliazione alla ribellione, la sua mitezza alla violenza, il suo perdono all’odio distruttore.

È respingendo il male col bene che Gesù ha vinto l’immane duello e ha ottenuto la più grande delle vittorie. Quando satana, infliggendo a Gesù il supplizio della croce, credeva di averlo vinto per sempre; quando pensava di aver compiuto il suo grande capolavoro facendo l’uomo complice del più nefando e orrendo dei delitti, ecco che invece viene vinto dalla potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto. […]

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L’essenziale è altrove

Posté par atempodiblog le 21 novembre 2025

l amleto di shakespeare

“Il fatto stesso, ora più che noto, che condividiamo il 99% del nostro patrimonio genetico con lo scimpanzé dovrebbe convincerci fino in fondo che l’essenziale è altrove: se geneticamente, soltanto un uno per cento distingue uno scimpanzé da Shakespeare, questa è proprio la prova che non sono i geni di Shakespeare ad aver scritto l’Amleto”.

Fonte: La vita in vendita, di Jacques Testart e di Christian Godin – Lindau
Tratto da: Darwin ha preso un granchio! di Francesco Agnoli – Fede & Cultura

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Tenere lo sguardo sul Volto di Gesù

Posté par atempodiblog le 21 novembre 2025

Tenere lo sguardo sul Volto di Gesù ci rende capaci di guardare i volti dei fratelli. È il suo amore che ci spinge verso di loro. E la fede in Lui, nostra pace, ci chiede di offrire a tutti il dono della sua pace.

Papa Leone XIV

Papa Leone XIV

Padre Christian de Chergé, il priore del monastero di Tibhirine, beatificato insieme ad altri diciotto religiosi e religiose martiri in Algeria, dopo aver vissuto l’esperienza dell’incontro faccia a faccia con dei terroristi, ha avuto da Cristo, nella comunione con Lui e con tutti i figli di Dio, il dono di scrivere parole che ci parlano ancora oggi, perché vengono da Dio.

Domandandosi quale preghiera avrebbe potuto rivolgere al Signore dopo una prova così difficile, parlando di chi aveva invaso con la violenza il monastero, scrisse:

«Ho il diritto di domandare “disarmalo”, se non comincio a domandare “disarmami” e “disarmaci”, come comunità? È la mia preghiera quotidiana».

Proprio nella stessa terra del Nordafrica, circa 1.600 anni prima, Agostino rimarcava: «Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi».

Tratto dall’introduzione de “La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole”, di Papa Leone XIV – Libreria Editrice Vaticana

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Maria, Madre di ogni uomo

Posté par atempodiblog le 16 novembre 2025

Maria, Madre di ogni uomo
Maria ha un cuore grande quanto l’amore sconfinato di cui l’Onnipotente l’ha ricolmata e può raccogliere in esso tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi
Tratto da: Maria, dolce Madre – Padre Livio Fanzaga
Fonte: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Maria Madre di ogni uomo

Come farà Dio a pensare proprio a me, dal momento che ci sono così tanti uomini sulla terra? E’ una domanda che molti si pongono e poi concludono chiudendosi in uno sconsolato scetticismo. Da una parte sentono Dio lontano, nascosto oltre le immensità celesti e disinteressato per ciò che accade sotto il sole. Dall’altra non riescono a immaginare che qualcuno possa occuparsi personalmente di loro in un mondo dove l’indifferenza regna sovrana. Tuttavia, è impossibile che Dio non conosca e non si interessi per ognuna delle sue creature, in particolare dell’uomo creato a sua immagine.

Infatti, se noi esistiamo ciò è dovuto al fatto che, istante dopo istante, l’Onnipotente ci fa vivere, traendoci dall’abisso del nulla alla luce dell’essere. Se Dio non ci pensasse e non ci volesse anche per un solo momento, noi cesseremmo immediatamente di esistere. Egli ci tiene costantemente nel palmo della sua mano, dalla quale nessuno può divincolarsi. O siamo nella mano della sua misericordia o in quella della sua giustizia, osservava S. Caterina da Siena.

Anche la Madonna, pur essendo una creatura, ci conosce tutti, uno per uno, e si prende cura come se ognuno di noi fosse il suo figlio unico.

Tutti sono presenti nella loro irrepetibile identità al suo cuore materno e non può assolutamente accadere che Lei si dimentichi di un solo uomo che il Figlio le ha affidato. Infatti, nel momento del suo concepimento, ogni essere umano è dato in consegna a Maria, secondo il desiderio di Gesù sulla croce: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26).

Maria ha un cuore grande quanto l’amore sconfinato di cui l’Onnipotente l’ha ricolmata e può raccogliere in esso tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Se le madri umane, per quanti figli possano generare, li conoscono tutti uno ad uno senza confonderli, tanto più Maria, che genera ognuno dei suoi figli alla luce della grazia, li conosce nei loro tratti inconfondibili e si occupa di loro, senza perderli mai di vista.

La Madre non solo ha presente ogni uomo con i suoi bisogni, le sue debolezze e le sue risorse, ma di ognuno conosce il progetto di Dio e l’aiuta ad attuarlo. Come ha fatto con il suo Figlio Gesù, Lei ci accompagna dall’inizio al termine della nostra avventura sulla terra. Può certo accadere che una madre terrena si dimentichi dei suoi figli o li abbandoni, ma questo non avverrà mai con la Madonna. Fino all’ultimo istante Lei vigila sulla vita di ciascuno, perché possa essere con Lei in Paradiso.

Nella luce di Dio la Madonna vede il progetto divino su ogni essere umano. Lei ci prende per mano e con infinita pazienza ci guida per realizzarlo. Se cadiamo, ci rialza; se ci perdiamo viene a cercarci; se siamo stanchi ci prende fra le braccia. Il suo amore materno non lascia nulla di intentato per strappare dalle spire del serpente infernale quei suoi figli che si sono fatti sedurre e imporre le catene della schiavitù.

La consapevolezza che abbiamo una madre celeste che ci conosce, che si preoccupa per noi e che interviene ad aiutarci con l’onnipotenza del suo amore, è una sorgente di forza e di consolazione che imprime uno slancio straordinario alla vita. La scoperta della presenza della Madonna nella nostra esistenza personale non è infatti una suggestione o un’illusione come i non credenti possono pensare. Si tratta infatti di un’esperienza reale, che produce frutti straordinari, come dimostrano tutti coloro che si affidano alla Madonna. Come non vedere l’effetto di questa maternità nella vita eccezionale di Giovanni Paolo II?

Scoprire la presenza di Maria nella propria vita come madre amorosa che ci stringe al cuore con un amore unico e fedele è una delle grazie più grandi della vita. Abbiamo infatti trovato il mezzo più facile per incontrare Gesù e divenire suoi amici. E’ una grazia che la Madonna ci concede volentieri se abbiamo l’umiltà di chiederla.

Divisore dans San Francesco di Sales

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Tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2025

“L’unica cosa che dobbiamo chiedere a Dio nella preghiera è la voglia di essere santi”.

San Carlo Acutis

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Chi conosce la vita dei santi sa benissimo che essi hanno conosciuto la gioia di pregare. Si tratta di quella gioia che è in Dio e che egli ci dona nella preghiera. La Madonna vuole che questa sia l’esperienza di tutto il popolo di Dio, perché tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera.

di Padre  Livio Fanzaga – Perché credo a Medjugorje, ed. SugarCo

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Con Cristo nasce il concetto di Persona

Posté par atempodiblog le 8 octobre 2025

Con Cristo nasce il concetto di Persona
di Francesco Agnoli

Con Cristo nasce il concetto di Persona dans Citazioni, frasi e pensieri Con-Cristo-nasce-il-concetto-di-Persona

Enrico Berti, nel suo In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica (Laterza, 2007) dedica un capitolo a Il Cristianesimo e la nascita della persona. Vi ricorda che nell’insegnamento evangelico “v’è una concezione nuova del valore del singolo individuo umano, espressa ad esempio da affermazioni quali ‘i vostri nomi sono scritti nei cieli’, ‘persino i capelli del vostro capo sono contati’, e dalla parabola della pecorella smarrita o da quella della dracma perduta, che la padrona cerca mettendo sottosopra l’intera casa.

Qui sembra che sia valorizzata non solo la natura umana, ossia ciò che è comune a tutti gli uomini, ma anche l’individualità dell’uomo, per cui ciascuno è individuo unico e irripetibile…
Nei Vangeli non compare il termine persona, ma c’è il concetto ad essa corrispondente. E c’è la sottolineatura dell’indipendenza di tale concetto dalla condizione sociale, politica, economica, nonché della sua applicazione anche agli ultimi, ai più piccoli dal punto di vista politico, sociale ed economico”.

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