Egli viene ad abitare in noi

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2011

Egli viene ad abitare in noi dans Scala della perfezione solehgj

Mi sembra che la prova migliore dell’amore di Dio sia questa: egli viene di persona nella sua divinità ad abitare in noi.

Dio ha dato se stesso una prima volta nella sua umanità, come riscatto per noi, quando si offrì al Padre celeste sull’altare delle croce: è stato uno splendido dono e un grande pegno d’amore. Quando però viene in noi di persona nella sua divinità, per condurci alla salvezza e renderci capaci di conoscerlo e amarlo, ci ama in misura completa poiché dona a noi se stesso: non potrebbe fare di più. Eppure, qualcosa di meno non riuscirebbe a soddisfarci.

Per questo motivo sì dice che la giustificazione di un’anima in stato di peccato tramite il perdono, viene attribuita e appropriata all’opera dello Spirito Santo. Lo Spirito è amore e, quando Dio giustifica l’anima, rivela il suo amore nel modo più esplicito, poiché toglie il peccato e unisce l’uomo a sé. Non c’è nulla di più grande che Dio possa fare per una creatura umana, ed è giusto che sia attribuito allo Spirito Santo.

Con la sua venuta questo amore increato produce nella nostra anima ogni bene e tutto quello che ad esso prepara. Questo amore di Dio diventa nostro prima che noi possiamo amarlo poiché, innanzitutto, ci purifica dai peccati, ci rende capaci di amarlo, rafforza la volontà perché alzi un argine contro il male, e ci sprona alla virtù attraverso una impegnativa ascesi del corpo e dello spirito.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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Cercare Dio

Posté par atempodiblog le 15 février 2011

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Chi desidera cercare Dio in modo intelligente e vuole davvero trovarlo, non deve permettere ai suoi pensieri di innalzarsi sopra il sole o spaziare per il firmamento, immaginandosi la maestà dì Dio più abbacinante di tanti astri solari messi insieme. Farà bene invece a dimenticarsi del sole e di tutto il firmamento, considerandoli creature che gli sono inferiori, e a pensare a Dio e a sé sul piano spirituale. Se l’anima riesce in ciò, guarda davvero oltre se stessa e vede le realtà supreme.

Anche la parola « dentro » dev’essere intesa allo stesso modo. Si dice comunemente che l’anima dovrebbe vedere Dio in tutte le cose e dentro di sé. È vero che Dio è in tutti gli esseri creati ma non come la polpa è nel guscio della noce o come un oggetto piccolo è contenuto dentro uno grande. Dio si trova in tutte le cose, e con la sua pre­senza le conserva nell’essere, ma è presente in modo spiri­tuale, tramite la potenza della sua natura benedetta e della sua purezza invisibile.

Chiunque desidera cercare Dio dentro il mondo deve dimenticarsi di tutte le cose materiali, tanto effimere, non considerare il proprio corpo e neppure la propria anima; fisserà l’attenzione unicamente sulla natura increata di Dio che lo ha fatto, gli ha dato la vita, lo sostiene nell’essere e gli dà la ragione, la memoria e l’amore.

Tutti questi doni gli giungono attraverso la somma grazia e potenza di Dio. Ecco quale dev’essere il modo di agire dell’anima quando è toccata dalla grazia; altrimenti servirà a ben poco voler cercare Dio dentro di sé o nella sua creazione.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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Nient’altro che l’amore di Gesù

Posté par atempodiblog le 13 novembre 2010

Nient'altro che l'amore di Gesù dans Scala della perfezione gesn

Verrà il momento in cui i tuoi nemici dovranno rendersi conto che sei irremovibile, che non ti lasci andare all’ira o alla depressione e non ti scomponi più di tanto per tutto quello che ti possono fare o dire. Quando i tuoi avversari si accorgeranno che sei risoluto nell’affrontare quanto ti capita, bello o brutto, piacevole o penoso, e che tutti i tuoi pensieri e desideri sono diretti ad amare soltanto Dio, si sentiranno quanto mai scornati. Cambieranno tattica per tentarti con l’adulazione e solleticare la tua vanità.

Ti rammenteranno il bene compiuto e le virtù che possiedi, aggiungendo che tutti ti lodano, parlano della tua santità e ti tengono in gran conto per il modo come vivi. Il loro inganno consiste nell’indurti a credere quanto vanno dicendo, in modo che ti compiaccia di quelle stupide fantasie e ti senta soddisfatto di te stesso.

Se sei saggio, tratterai tutte le esagerazioni del genere come untuose falsità di un nemico che ti offre una coppa di veleno camuffata da miele. Continua a ripeterti: “Non sono nulla, non possiedo nulla e non desidero nient’altro che l’amore di Gesù”.

Focalizza la mente su questo desiderio, rafforzalo e custodiscilo con la preghiera e altri esercizi spirituali. Non separartene mai ed esso ti farà camminare diritto. Questo desiderio del Signore Gesù ti proteggerà dai pericoli, inevitabili ma non schiaccianti, finché ti condurrà – ne sono sicuro – ad amarlo perfettamente.

D’altro canto, continuerai a valerti di qualsiasi altra industria spirituale, fino a che ti serve, perché il desiderio di Gesù ti incalzi sempre più forte.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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Stimolare il desiderio di Dio

Posté par atempodiblog le 14 janvier 2010

Stimolare il desiderio di Dio dans Citazioni, frasi e pensieri fuocherello

Il rapporto tra le attività spirituali e il desiderio è simile a quello tra la legna e il fuoco. Più si getta legna sul fuoco e maggiore sarà la fiamma. Allo stesso modo, più sono diversificati gli esercizi spirituali compiuti per stimolare il desiderio di Dio, più questo sarà tenace e arden­te.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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Nelle circostanze difficili

Posté par atempodiblog le 30 décembre 2009

Nelle circostanze difficili dans Perdono sorridere

Chi ama Dio dal profondo del cuore non fa gran fatica a sopportare qualsiasi circostanza difficile, perché l’amore divino combatte per lui e impercettibilmente distrugge i moti dell’ira e del risentimento.

L’unione spirituale con Dio e l’esperienza del suo amore benedetto lo rendono così tranquillo e pacificato, così paziente e raccolto per cui critiche, disprezzo, disonore e oltraggi mossi contro di lui non lo scalfiscono. Riescono soltanto appena a toccarlo, poiché egli rifiuta di montare in collera in tali frangenti. Se lo facesse, perderebbe la pace, cosa che assolutamente non vuole. Preferisce lasciar senz’altro cadere tutti i torti subiti piuttosto che attendere la resipiscenza dell’offensore e la sua richiesta di perdono. Trova che è più facile e di fatto è così per lui.

Però chi compie tutto questo è l’amore divino, che apre gli occhi dell’anima alla visione di Dio e la corrobora con le gioie che ne accompagnano l’esperienza. Il conforto che uno ne riceve è tale che non gli importa nulla di ciò che la gente può fare o dire a suo danno.

La disgrazia peggiore che potrebbe soffrire sarebbe comunque la perdita della visione spirituale di Dio ed egli è pronto a sostenere qualsiasi altro male, ma non quello. Per la fragile natura umana può essere difficile, se non impossibile, sopportare la sofferenza fisica con gioia e pazienza, senza amarezza, senz’ira, senza lasciarsi deprimere. Ma non è impossibile che l’amore divino vi induca un’anima, quando le concede il dono prezioso di se stesso.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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Umiltà e amore

Posté par atempodiblog le 30 décembre 2009

Umiltà e amore dans Scala della perfezione walterhilton

Se desideri realizzare un progresso rapido e consistente nella perfezione, fissa l’attenzione senza posa sopra due punti: umiltà e amore. Vale a dire: “Io non sono nulla e voglio una cosa soltanto”. Stampa in modo indelebile il vero significato di queste parole nelle profondità della mente e della volontà, così che ti guidino anche quando non ci pensi in modo specifico.

L’umiltà dice: “Io non sono nulla e non possiedo nulla”. L’amore dice: « Una cosa soltanto desidero, Gesù ». Queste due corde, quando sono toccate con destrezza dalle dita della ragione e ben tese dal pensiero di Gesù, producono una dolce armonia sull’arpa dell’anima. Infatti, più è basso il suono che produci sulla corda dell’umiltà, più la corda dell’amore risponde con un suono alto.

Sotto l’influsso dell’umiltà, meno pensi di essere e di possedere, più grande sarà il tuo amore e il tuo desiderio di Gesù.

Non parlo qui soltanto dell’umiltà che l’anima prova al vedere i propri peccati, la sua fragilità e le miserie di questa vita, o quando considera i risultati di altri fedeli migliori di lei. Benché questo tipo di umiltà sia vera e genuina, è pur sempre elementare, alla portata dei più sprovveduti. Non è pura, fine, compiuta virtù.

L’umiltà perfetta invece afferma: “In confronto a Gesù, che è tutto, tu non sei nulla”.

Ti dovresti anche rendere conto che non possiedi nulla, come una nave completamente vuota, incapace di riempirsi da sola. Per quante buone opere tu possa compiere, spirituali o corporali, non hai niente finché non senti in cuor tuo l’amore di Gesù. Solo questo liquore prezioso può saziarti e nulla d’altro.

Dalla “Scala della perfezione” di Walter Hilton

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