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Due cuori che battono l’uno nell’altro

Posté par atempodiblog le 8 juin 2024

Due cuori che battono l’uno nell’altro
Si perviene al cuore del Figlio per mezzo del cuore della Madre
Tratto da: L’affidamento a Maria, di Padre Livio Fanzaga – Edizioni Ares

Due cuori che battono l'uno nell'altro dans Fede, morale e teologia Ges-e-Maria

Non si comprende nel suo straordinario valore la devozione al cuore immacolato di Maria (né la consacrazione a Esso richiesta dalla Madonna stessa), se non la si pone in rapporto con la devozione al cuore sacratissimo di Gesù. Queste due devozioni, che non hanno fatto che crescere nella Chiesa in questi ultimi secoli, sono fra loro intimamente connesse, al punto che l’una conduce necessariamente all’altra. Non è, infatti, possibile essere devoti del cuore immacolato di Maria senza approdare al cuore divino del Salvatore, sorgente della grazia e della vita eterna, alla quale anela ogni creatura, prima fra tutte la vergine Maria. Riguardo a questi due cuori vale in modo particolare la felice espressione di san Bernardo “Ad Jesum per Mariam”. Si perviene al cuore del Figlio per mezzo del cuore della Madre.

La consacrazione al cuore immacolato di Maria, che si è particolarmente diffusa in epoca moderna, è uno dei segni che questo è il tempo della Vergine e ha più di un semplice significato devozionale, legato al cammino spirituale mistico delle anime. La richiesta di consacrazione della Russia, che la Madonna ha fatto a Fatima perché questa nazione potesse convertirsi e perché potesse esser evitata la seconda guerra mondiale, sta a indicare il grande valore salvifico che la Divina Sapienza ha posto nella devozione al cuore della Madre della Chiesa e dell’umanità. Tuttavia il cuore di Maria è solo un tramite. In quel mare di infinita purezza e di splendore senza macchia le nostre miserie e ferite vengono sanate e purificate perché noi possiamo essere donati, come nuove creature, al cuore divino del Verbo Incarnato.

Chi ha la grazia di immergersi nel cuore di Maria si troverà ad ardere di amore per il cuore di Gesù. La ragione di questo miracolo risiede nella stessa natura del cuore della Piena di Grazia. Ti sei mai chiesto a chi Maria ha donato tutta sé stessa? Fin dal momento dell’Incarnazione il cuore del Figlio e quello della Madre sono stati una cosa sola. L’amore reciproco li ha fusi insieme; il cuore, come l’amore, esiste per essere donato. Maria ha donato il suo a Gesù e, dal momento in cui il Verbo Incarnato ne ha avuto uno, quello di Maria ha dimorato in esso. Possiamo affermare con certezza che i cuori di Gesù e di Maria battono l’uno nell’altro e che è impossibile separarli.

Questi fiumi di grazia e di amore, che sono le due devozioni ai sacri cuori, in realtà non sono che un unico grande fiume che ha atto fiorire meraviglie di spiritualità nel corso dei secoli. La fonte di ogni grazia è senza dubbio il cuore divino di Gesù Cristo, dal quale attinge anche il cuore immacolato di Maria. L’intento della Madonna, quando raccomanda la consacrazione al suo cuore immacolato, è quella di donarci a Gesù rivestiti della sua purezza e del suo amore. Ella vuole raccoglierci tutti nel suo cuore perché possiamo essere, con lei, una sola cosa nel cuore divino del Salvatore: “Desidero”, afferma la Regina della pace nel messaggio dato a Medjugorje il 25 luglio 1999, “che il mio cuore e il cuore di Gesù e il vostro cuore si fondano in un unico cuore di amore e di pace”.

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Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 8 juin 2024

Cuore Immacolato di Maria
La devozione al Cuore Immacolato di Maria ha superato vari ostacoli, radicandosi anche attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia, con in testa Fatima. Dove la Madonna chiese la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese
a cura di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

Cuore Immacolato di Maria dans Apparizioni mariane e santuari Sacro-Cuore-di-Maria

Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria, attendendo con salda speranza il compimento della promessa fatta dalla Madre Celeste ai tre pastorelli di Fatima: “Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà”. Sarà questo trionfo il preludio al tempo di pace “per quanti diranno di  a mio Figlio”, prima dell’ultimo combattimento escatologico che si concluderà con il secondo, definitivo e glorioso avvento dell’Agnello, Nostro Signore Gesù Cristo, come profetizzato da san Giovanni Evangelista nell’Apocalisse. La Madre e il Figlio, dunque, i cui Sacri Cuori sono così intrecciati e perfettamente uniti nello stesso mistero di salvezza da non poter essere separati. Lo insegnava già san Giovanni Eudes (1601-1680), fondatore della Congregazione di Gesù e Maria, il quale fu il primo a celebrare con i suoi confratelli le feste del Sacro Cuore e del Cuore Immacolato.

Le rivelazioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) furono poi il più potente impulso alla devozione al Sacro Cuore, che si diffuse nonostante l’ostilità dell’eresia giansenista. Il radicamento del culto al Cuore Immacolato di Maria passerà, anch’esso superando vari ostacoli, attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia. Come l’apparizione del 27 novembre 1830 a santa Caterina Labouré, che dopo aver contemplato la figura radiosa dell’Immacolata vide apparire i Sacri Cuori di Gesù e Maria, il primo coronato di spine, il secondo trafitto da una spada, oltre a una M intersecata dalla I di Iesus e sormontata da una croce, con tutto intorno 12 stelle. È l’immagine divenuta celebre con la diffusione della Medaglia Miracolosa, lo straordinario compendio di simboli disseminati in tutte le Sacre Scritture e che ricordano in particolare la partecipazione di Maria all’opera redentrice del Figlio. Questa mirabile partecipazione, che fa di Maria la Corredentrice, è già implicita nelle parole rivolte da Dio a Satana subito dopo il peccato originale (Gn 3, 15), è espressa poi nella profezia di Simeone (“E anche a te una spada trafiggerà l’anima”; Lc 2, 35) e culmina nel segno grandioso della Donna vestita di sole (Ap 12).

Questo disegno divino, in cui il dolore acquista senso e diventa tutt’uno con l’Amore, è proseguito con Fatima. Qui, il 13 giugno 1917, la Madonna comunicò alla piccola Lucia dos Santos (1907-2008) la sua missione: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. Il 10 dicembre di otto anni più tardi, Lucia, già in convento, vide Maria e al suo fianco Gesù Bambino, che le disse: “Abbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, ricoperto delle spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle”. Fu allora che la Vergine fece a Lucia la solenne promessa sulla Comunione riparatrice dei cinque sabati: “A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

Nel 1944 la memoria liturgica venne estesa da Pio XII a tutta la Chiesa, a ricordo della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, operata due anni prima dallo stesso pontefice su invito della beata Alexandrina Maria da Costa. La celebrazione, inizialmente stabilita al 22 agosto, nell’Ottava dell’Assunta, venne spostata al giorno attuale (il primo sabato dopo il Sacro Cuore di Gesù) dalla riforma del 1969, con il grado di memoria facoltativa, poi resa obbligatoria da san Giovanni Paolo II. La liturgia ci ricorda che Maria, sede della Sapienza, meditava nel silenzio quotidiano la volontà divina e “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. La Madre Celeste ha assecondato ogni ispirazione della Grazia. Proprio per questo è necessario imitarla e combattere al suo fianco contro il male, affinché Lei e il Figlio possano regnare – come diceva san Massimiliano Maria Kolbe – “in ogni cuore che batte sulla terra”. In vista della gloria eterna.

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Sacro Cuore di Gesù

Posté par atempodiblog le 7 juin 2024

Sacro Cuore di Gesù
Attraverso le straordinarie rivelazioni a santa Margherita Maria Alacoque, il Signore stabilì le devozioni dell’Ora Santa e della Comunione riparatrice nei primi venerdì del mese. Quest’ultima pratica è legata alla “Grande Promessa” sulla salvezza eterna
a cura di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

Sacro Cuore di Gesù dans Fede, morale e teologia Sacro-Cuore

Il 27 dicembre del 1673, nel giorno della festa di san Giovanni Evangelista (l’apostolo che nell’Ultima Cena aveva reclinato il capo sul petto di Nostro Signore per sapere chi lo tradiva), santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) ebbe la prima grande rivelazione sui segreti del Sacro Cuore di Gesù, che la riempì della sua divina presenza mentre la monaca visitandina era raccolta in adorazione eucaristica. Dopo averla fatta riposare sul suo petto, Gesù le disse: “Il mio Cuore divino è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in sé stesso le fiamme del suo ardente Amore sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie in ordine alla santità e alla salvezza, necessarie per ritirarli dal precipizio della perdizione”.

Il Sacro Cuore le apparve come una fornace incandescente, in cui il cuore di Margherita venne immerso e fatto divampare da Gesù. Il Signore le lasciò un dolore nel costato come segno tangibile che tutto quanto aveva vissuto era reale. In una seconda grande rivelazione le si presentò risplendente di gloria “con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli”, le rivelò fino a quale eccesso era arrivato il suo Amore per gli uomini e il suo dolore nel vedersi ricambiato con ingratitudini e indifferenze. In riparazione alle offese e ai peccati, Gesù domandò a Margherita di comunicarsi ogni volta che il sacerdote glielo avesse consentito e in particolare il primo venerdì di ogni mese; le chiese inoltre di pregare, prostrandosi con la faccia a terra, tutti i giovedì sera dalle undici a mezzanotte, dicendole che a quell’ora le avrebbe partecipato la tristezza mortale provata nel Getsemani.

Attraverso la mistica francese, il Signore stabilì dunque le devozioni dell’Ora Santa e della Comunione riparatrice nei primi venerdì del mese. Quest’ultima pratica è legata alla “Grande Promessa” sulla salvezza eterna: il fedele che per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì, si comunicherà in stato di grazia morirà certamente in grazia di Dio perché, come ha promesso Gesù, “il mio Cuore si renderà asilo sicuro in quel supremo momento”. In un’altra rivelazione Gesù disse a Margherita che tra i tanti sacrilegi e freddezze “ciò che più mi amareggia è che ci siano dei cuori a me consacrati che mi trattano così” e le comunicò il desiderio di una nuova festa: “Ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del Santo Sacramento [il Corpus Domini] sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa Comunione e facendo un’ammenda d’onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri”.

Margherita, che da molti non era creduta, riuscì poi a diffondere la devozione al Sacro Cuore grazie all’aiuto del gesuita san Claudio de la Colombière, che divenne la sua guida spirituale. Gesù affidò a santa Margherita anche la missione di chiedere a Luigi XIV di consacrare la Francia al suo Sacro Cuore e di rappresentarlo sugli stendardi del regno: ma il re non assecondò la richiesta, ricevuta nel 1689, esattamente cento anni prima dell’inizio della Rivoluzione francese. Il culto del Sacro Cuore – che rivela il vero volto dell’Amore, pronto al sacrificio e alla morte in croce – incontrò inoltre la forte avversione degli eretici giansenisti, ma nonostante ciò si diffuse da un luogo all’altro della cristianità. Nel 1794, con la bolla Auctorem Fidei, Pio VI confutò una volta per tutte gli oppositori del Sacro Cuore, ribadendo che ad esso si deve il culto di latria (cioè di adorazione, dovuta solo a Dio) perché nell’adorare il Cuore di Gesù, segno della sua sacra umanità, i fedeli adorano “il Verbo Incarnato con la propria Carne di Lui”, nella sua unione perfetta di vero Dio e vero uomo.

Fu infine il beato Pio IX, nel 1856, a estendere la solennità liturgica a tutta la Chiesa. Negli anni seguenti si diffusero gli atti di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù per le famiglie e le nazioni. Il primo Paese a essere consacrato fu nel 1874 l’Ecuador, grazie al suo presidente Gabriel Garcia Moreno, poi ucciso dalla massoneria. Gli atti di consacrazione ci ricordano la necessità di riconoscere Cristo sia nei nostri cuori sia nella vita pubblica nostra e degli Stati.

Va fatto almeno un cenno ai principali precursori del culto al Sacro Cuore, come le tre sante e mistiche tedesche che vissero nel XIII secolo nel monastero di Helfta – cioè Matilde di Magdeburgo, Matilde di Hackeborn e Gertrude la Grande – e come san Giovanni Eudes (1601-1680), che potrebbe essere proclamato Dottore della Chiesa per i suoi insegnamenti sull’unità mistica tra il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria: “Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria”.

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Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 20 février 2024

Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria
di fr. Benedetto Penza – L’Osservatore Domenicano

Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria dans Carlo Acutis Carlo-Acutis-e-i-pastorelli-di-Fatima

Carlo dopo la SS. Eucaristia ha sempre avuto una grandissima devozione per la Madonna. Per lui erano molto importanti i luoghi dove nel corso dei secoli la Vergine si era manifestata sia per operare miracoli, sia per guidare i suoi figli alla vera vita. L’ultimo viaggio che fece Carlo nel 2006 fu proprio in un luogo mariano, ovvero a Fatima. Carlo aveva avuto molti segni dai pastorelli di Fatima. Aveva sognato anche Francisco che gli chiedeva di riparare e offrire sacrifici affinché la gente amasse e onorasse di più l’Eucaristia. Pochi giorni dopo la morte di suor Lucia, avvenuta nel 2005, Carlo la sognò mentre gli diceva che con la pratica dei Primi Cinque Sabati del mese si potevano cambiare i destini del mondo.

Un’altra volta, quando aveva circa otto anni, aveva visto la Madonna di Fatima che durante una processione in chiesa si fermava davanti a lui e gli donava il suo Cuore e glielo poggiava sul petto. Gli diceva di consacrarsi al suo Cuore Immacolato e al Sacro Cuore di Gesù.

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Devozione e preghiera: perché è popolare il culto del Sacro Cuore di Gesù

Posté par atempodiblog le 16 juin 2023

Devozione e preghiera: perché è popolare il culto del Sacro Cuore di Gesù
Alle origini di un culto molto popolare che ha ispirato chiese, atenei, oratori. Dalle visioni di santa Margherita Maria Alacoque a Papa Francesco: non un’immaginetta ma il cuore della rivelazione
di Riccardo Maccioni – Avvenire
Tratto da: 
Radio Maria

Parole accorate che ci vengono dal Cielo dans Fatima Sacro-Cuore-di-Ges

Non un’immaginetta per devoti ma «il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio», «il cuore della rivelazione, il cuore della nostra fede perché Cristo si è fatto piccolo» scegliendo la via di «umiliare sé stesso e annientarsi fino alla morte» sulla Croce. Con queste parole papa Francesco ha riflettuto in più occasioni sul Sacro Cuore di Gesù, o meglio della “solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù” che nel 2023 si celebra 16 giugno.

Si tratta di una festa mobile che però, nella vita della Chiesa orienta l’intero mese di giugno. Nello specifico cade il venerdì dopo il Corpus Domini ed è strettamente legato al giorno successivo cioè al sabato, dedicato invece al “cuore immacolato di Maria”. Anche se la prima celebrazione risale al XVII secolo, probabilmente nel 1672 in Francia, la devozione al sacro cuore di Gesù ha origini molto più antiche. Punto di partenza è per così dire la figura di san Giovanni apostolo che tantissime iconografie ritraggono nell’Ultima Cena con il capo appoggiato al cuore di Gesù. Notevole impulso venne poi anche nel Medio Evo da figure come Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hackeborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (1256-1302) ed Enrico Suso (1295-1366).

Tuttavia la vera diffusione del culto va attribuita a san Jean Eudes (1601-1680) e soprattutto a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Quest’ultima, monaca visitandina nel monastero di Paray-le-Monial, ebbe per 17 anni apparizioni di Gesù che le domandava appunto una particolare devozione al suo cuore. La prima visione risale al 27 dicembre 1673 festa di san Giovanni evangelista e la santa nella sua autobiografia la raccontò così: «Ed ecco come, mi sembra, siano andate le cose. Mi disse: Il mio divin cuore è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie in ordine alla santità e alla salvezza necessarie per ritirarli dal precipizio della perdizione. Per portare a compimento questo mio grande disegno ho scelto te, abisso di indegnità e di ignoranza, affinché appaia chiaro che tutto si compie per mezzo mio».

Al centro di un acceso dibattito teologico, la festa del Sacro Cuore fu autorizzata nel 1765 limitatamente alla Polonia e presso l’Arciconfraternita romana del Sacro Cuore. Fu solo con Pio IX, nel 1856, che la Festa divenne universale, accompagnandosi da subito alla dedicazione di congregazioni, atenei, oratori e chiese, la più famose della quali è probabilmente la Basilica di Montmartre a Parigi. Raccogliendo o meglio riunendo le tesi del dibattito sul significato teologico nel sacro Cuore di Gesù si celebra insieme il cuore come organo umano unito con la divinità di Cristo e l’amore del Signore per gli uomini di cui il cuore è simbolo.

Tradizionalmente nella solennità del Sacro Cuore di Gesù si celebra la Giornata di santificazione sacerdotale.

La preghiera al Sacro Cuore
Sono tante le preghiere dedicate al Sacro Cuore di Gesù, a cominciare dall’atto di consacrazione, ispirato da santa Margherita Maria Alacoque. Di seguito il testo dell’offerta della giornata, che tanti fedeli ripetono ogni mattina.

«Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen».

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Il nostro prossimo è nel Sacro Petto del Salvatore

Posté par atempodiblog le 10 juillet 2022

Il nostro prossimo è nel Sacro Petto del Salvatore dans Citazioni, frasi e pensieri Nel-Sacro-Cuore-di-Ges

Chi mira il prossimo fuori del petto del Sal­vatore corre rischio di non amarlo puramente, né co­stantemente, né ugualmente; ma là dentro, chi non l’amerà?
Chi non lo sopporterà? Chi non avrà tolle­ranza per le sue imperfezioni? Chi potrà riputarlo sgarbato, o noioso?…
Ora il nostro prossimo è pro­prio lì, nel Sacro Petto del Salvatore, degno tanto di essere amato, che l’Amante divino muore per lui d’amore.

San Francesco di Sales. Negli insegnamenti e negli esempi
Diario Sacro estratto dalla sua vita e dalle sue opere per cura delle “Visitandine di Roma”.
Libreria Editrice F. Ferrari

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I tre passi della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 25 juin 2022

I tre passi della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

I tre passi della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dans Fede, morale e teologia Sacro-Cuore-di-Maria

Caro amico, per  comprendere il significato dell’affidamento a Maria e il valore della consacrazione al suo Cuore Immacolato devi guardare alla Madonna come a quella madre che Gesù ti ha donato e accettarla come guida e ispiratrice della tua vita.

Su questa via è necessario che tu compia tre passi decisi, ognuno dei quali rappresenta una tappa fondamentale sulla strada della perfezione.

Perseverando lungo questo cammino, realizzerai quella appartenenza totale a Maria che è racchiusa nella bella espressione “Totus tuus”.

Infatti al dono che la santa Vergine ti fa del suo cuore materno deve corrispondere il dono del tuo cuore. L’amore della Madre deve essere contraccambiato dall’amore del figlio.

Il primo passo che devi compiere è quello di aprire il tuo cuore. E’ senza dubbio quello più importante, senza il quale la Madonna non può entrare nella tua vita ed è impossibilitata a svolgere verso di te il  suo compito  materno.

Aprire il cuore significa fare lo sforzo di avvicinarsi al suo amore materno, anche se sei impantanato nel male e schiavo delle tue passioni, del mondo e del demonio.

Anche se tu fossi il più grande peccatore della terra, affermano concordemente i grandi dottori mariani, non devi temere di accorrere presso il cuore della Madre, la quale è sempre pronta a perdonare, a confortare e a rialzare.

Lo sguardo del peccatore verso il cuore materno di Maria è l’inizio della sua resurrezione e della sua salvezza. L’indifferenza, l’ostinazione, o, peggio ancora, il disprezzo, le bestemmie e le offese alla Madonna sono indice di quella chiusura interiore che porta alla perdizione eterna.

Aprendo il cuore alla grazia che la Madonna ti ha ottenuto, tu le dai la possibilità di esercitare verso di te la sua sollecitudine e il suo tenerissimo amore.

La Madonna ti prende per mano e ti rialza; ti cura le ferite, versando l’olio della sua dolcezza; ti insegna a farei i primi passi sulla via della salvezza; apre il tuo cuore alla speranza mostrandoti la grandezza e la bellezza della vita.

E’ quella tappa del cammino lungo la quale Maria ti insegna a purificare il cuore, sostenendoti nel combattimento spirituale contro il male che ti assedia e che fermenta in te.

Quanti lungo questa tappa si sono stancati e, dopo aver messo mano all’aratro, sono tornati indietro! Questo è anche il tuo pericolo se non terrai fortemente per mano la Madonna, come il bambino che, non essendo ancora capace di camminare, si aggrappa alla madre e non se ne vuole mai allontanare.

Se tu sarai perseverante e tenace sulla via dell’umiltà, della fiducia e della buona volontà, la Madonna ti porterà così vicino al suo cuore che potrai comprendere e gustare sempre di più l’acqua pura e viva del suo immenso amore.

Entrando nel Cuore Immacolato della Madre e immergendoti nel mare sconfinato della sua pienezza di grazia, entrerai nella tappa più luminosa del cammino spirituale.

La santa Vergine ti rivestirà della veste della sua santità e ti presenterà al Figlio suo come una vergine sposa adorna per il suo sposo. Allora, poiché sei tutto di Maria, sarai tutto di Gesù.

Aprire il cuore, purificare il cuore, donare il cuore: sono i tre passi che devi compiere sulla via dell’affidamento e della consacrazione.

La meta finale è l’intima unione dell’anima con il Verbo Incarnato. Egli infatti è la vera vite e noi siamo i tralci. Egli è il Capo e noi siamo le membra del suo mistico Corpo. La via che ci conduce alla meta è Maria.

Affidandoti al Cuore Immacolato  il cammino spirituale si compie nel segno dell’amore. Accogliere e sperimentare l’amore di Dio, per poi donarlo al prossimo,  è l’essenza stessa del cristianesimo.

I sacri cuori di Gesù e di Maria ci fanno toccare con mano che Dio è amore.

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Il nome di Dio è Misericordia

Posté par atempodiblog le 24 juin 2022

Il nome di Dio è Misericordia. La grande enciclica di Pio XII sul Sacro Cuore di Gesù e l’amore divino
Dall’enciclica di Pio XII Haurietis Aquas (15 maggio 1956), sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù
Tratto da: Il Timone

Il nome di Dio è Misericordia dans Fede, morale e teologia Sacro-Cuore-di-Ges

[...] È nel profeta Geremia che si ha un lontano presagio di questo stupendo prodigio, che sarebbe stato l’effetto del misericordiosissimo ed eterno amore di Dio: «D’un amore eterno ti ho amato e perciò ti ho tirato a me pieno di compassione… Ecco che verranno giorni, dice il Signore, e io stringerò con la casa di Israele e con la casa di Giuda una nuova alleanza… Questa sarà l’alleanza che avrò stretta con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Io metterò la mia legge nel loro interno e la scriverò nel loro cuore, e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo…; perché farò grazia alle loro iniquità e del loro peccato non mi ricorderò più». [...]

il Divin Redentore — nella sua qualità di legittimo e perfetto Mediatore nostro — avendo, sotto lo stimolo di una accesissima carità per noi, conciliato perfettamente i doveri e gli impegni del genere umano con i diritti di Dio, è stato indubbiamente l’autore di quella meravigliosa conciliazione tra la divina giustizia e la divina misericordia, che costituisce appunto l’assoluta trascendenza del mistero della nostra salvezza, così sapientemente espressa dall’Angelico Dottore in queste parole: «Giova osservare che la liberazione dell’uomo, mediante la passione di Cristo, fu conveniente sia alla sua misericordia che alla sua giustizia. Alla giustizia anzitutto, perché con la sua passione Cristo soddisfece per la colpa del genere umano: e quindi per la giustizia di Cristo l’uomo fu liberato. Alla misericordia, poi, poiché, non essendo l’uomo in grado di soddisfare per il peccato inquinante tutta l’umana natura, Dio gli donò un riparatore nella persona del Figlio suo. Ora questo fu da parte di Dio un gesto di più generosa misericordia, che se Egli avesse perdonato i peccati senza esigere alcuna soddisfazione. Perciò sta scritto: “ Dio, ricco di misericordia, per il grande amore che ci portava pur essendo noi morti per le nostre colpe, ci richiamò a vita in Cristo”». [...]

Le rivelazioni, di cui fu favorita Santa Margherita Maria, non aggiunsero alcuna nuova verità alla dottrina cattolica. Ma la loro importanza consiste in ciò che il Signore — mostrando il suo Cuore Sacratissimo — in modo straordinario e singolare si degnò di attrarre le menti degli uomini alla contemplazione e alla venerazione dell’amore misericordiosissimo di Dio per il genere umano. Infatti, mediante una così eccezionale manifestazione Gesù Cristo espressamente e ripetutamente indicò il suo Cuore come un simbolo quanto mai atto a stimolare gli uomini alla conoscenza e alla stima del suo amore; ed insieme lo costituì quasi segno ed arra di misericordia e di grazia per i bisogni spirituali della Chiesa nei tempi moderni. [...]

Di questa universale pienezza di Dio è appunto immagine splendidissima il Cuore stesso di Gesù Cristo: pienezza, cioè, di misericordia, propria della Nuova Alleanza, nella quale «apparvero la benignità e la filantropia del Salvatore nostro Dio», poiché: «Dio non ha mandato il Figliuol suo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». [...]

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Rinnoviamo la consacrazione ai Sacri Cuori

Posté par atempodiblog le 23 mars 2022

Rinnoviamo la consacrazione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, nostro sicuro rifugio nel tempo della tribolazione
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Rinnoviamo la consacrazione ai Sacri Cuori dans Fede, morale e teologia NXXE9682

Cari amici,
alla Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria che il Santo Padre compie venerdì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, dobbiamo unire anche la nostra, insieme a quella di tutta la Chiesa.
In particolare la Regina della pace ci esorta alla Consacrazione ai Sacri Cuori, nel tempo in cui satana è sciolto dalle catene: “In modo speciale adesso in cui satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio ” (1 gennaio 2001).

La Consacrazione può essere fatta con una formula classica o con parole molto semplici insieme alle preghiere del mattino e della sera.

“All’inizio (o al termine) di questa giornata, Madre mia, rinnovo la mia Consacrazione al tuo Cuore Immacolato e al Cuore Sacratissimo di tuo Figlio Gesù”.

La consacrazione, per essere efficace, esige in cammino interiore, che ha come centro il nostro cuore, in modo tale che lo conduca ad essere una cosa sola con i Cuori di Gesù e di Maria.

Il primo passo, che la Madonna ci richiede innumerevoli volte, è quello di aprire il cuore, come quando apriamo la porta di casa per fare entrare una persona di cui ci fidiamo.
Si tratta di accogliere Gesù e Maria nella nostra vita, in modo tale da viverla con loro in ogni momento, cosi che la possano guidare, proteggere e rendere ricca di opere buone.
Per fare questo è necessario vivere in grazia di Dio e confessarci ogni volta che, per disgrazia, dovessimo compiere dei peccati gravi.

Il secondo passo che la Madonna ci chiede è quello di purificare il cuore, perché sia sempre più degno di essere la dimora di Gesù e Maria.
Si tratta di un lavorio quotidiano sui nostri difetti, sulle nostre debolezze, sui nostri vizi e comportamenti, in modo tale da essere sempre più una immagine viva di Gesù e Maria.
E’ come il lavoro che facciamo in giardino quando ad una ad una strappiamo tutte le erbe infestanti che cercano di prevalere.

Il terzo passo al quale la Madonna ci esorta è quello di donarLe il Cuore, in modo tale che sia tutto suo e di suo Figlio Gesù.
In questo modo Gesù e Maria diventano l’amore della nostra vita, come ci ha testimoniato S. Giovanni Paolo II, il Papa “Totus tuus”.
Grazie alla Consacrazione ai Sacri Cuori avremo la luce e la forza per superare le difficoltà , i pericoli e gli inganni di questo tempo di prove.

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Russia e Ucraina, l’abbraccio e il perdono

Posté par atempodiblog le 17 mars 2022

Russia e Ucraina, l’abbraccio e il perdono
Il 25 marzo papa Francesco consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, rinnovando il gesto di san Giovanni Paolo II
di Don Federico Pichetto – Il Sussidiario

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“Siete andati così bene fino ad oggi, perché adesso voi cattolici tirate fuori il vostro armamentario magico?”. Il bicchierino del primo caffè della mattina finisce nel cestino insieme alla tagliente frase che la collega pronuncia commentando la notizia della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina, decisa da papa Francesco per il prossimo 25 marzo, festa dell’Annunciazione e giornata di preghiera della Chiesa in adorazione eucaristica per le cosiddette “24 ore per il Signore”, momento penitenziale forte all’interno della Quaresima.

Eppure ai vescovi dell’Ucraina che quotidianamente vivono sotto le bombe, rischiando la loro vita per non abbandonare il popolo, non è venuto in mente niente di più concreto e di più solido che chiedere al Papa di compiere proprio quel gesto, attribuendogli un grande significato simbolico, penitenziale e decisivo per le sorti della nazione ucraina.

Il tutto si arricchisce di un’attenzione che lascia trapelare quanto il Pontefice condivida fermamente questa decisione: infatti non solo lui compirà l’atto nella Basilica di San Pietro, ma lo stesso giorno la consacrazione sarà ripetuta dal cardinal Krajewski – Elemosiniere del Papa – proprio a Fatima.

La Chiesa dalla quale ci si aspetta iniziative diplomatiche, provvedimenti per i profughi, raccolte di beni per i più poveri, si presenta ai fedeli con un gesto così apparentemente straniante che viene da chiedersi in quale brandello di esperienza della vita esso trovi senso e fondamento. Il fatto è che consacrare qualcosa, nella dinamica della fede, significa determinare un’appartenenza, un destino, un abbraccio, significa avere fiducia che ciò che veramente cura l’esistenza – e cambia la storia – non è qualcosa che l’uomo può fare, ma un bene a cui deve cedere. Nella mentalità comune l’umanità è abituata prima a mettercela tutta e poi a farsi aiutare, come se la questione dirimente fosse l’azione umana, lo sforzo del singolo: nell’esperienza cristiana ciò che cura e guarisce è lo sguardo di un Altro, l’abbraccio di Qualcuno che cambia il nostro cuore in profondità.

È la Grazia che mette in moto la libertà, non la libertà che genera la Grazia. C’è un punto dell’esistenza, un istante del vivere, in cui l’unica cosa davvero concreta da desiderare è il cambiamento del cuore. In quel preciso spazio la preghiera diventa necessaria come l’aria, affinché il fiotto di un’inaudita primavera irrompa nel grigiore con cui normalmente percepiamo tutto. Mettersi nell’ottica di offrire questo abbraccio all’Ucraina e alla Russia significa scegliere lo sguardo di Dio, uno sguardo che va oltre la politica e le evidenti responsabilità storiche della guerra, per offrirsi a chi piange e a chi soffre come “misericordia” che argine gli errori delle nazioni e restituisce alla storia l’identità di un popolo, identità che è superiore alle barriere degli Stati e che trova nel pieno riconoscimento della reciproca fraternità la sua più completa manifestazione.

Dio sta dalla parte dell’umano, Dio sta dalla parte delle nostre ferite. La maternità di Maria non è un pio esercizio di immaginazione, ma l’irruzione nel tempo di una forza impensata, non scontata, dirompente. Nessuno può fare finta di niente di fronte a Uno che ti abbraccia e ti perdona. È così che Dio spazza via tutte le resistenze, tutte le meschinità, anche il perfido cinismo con cui siamo abituati a bere il primo caffè della mattina.

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Il 25 marzo il Papa consacrerà Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 15 mars 2022

Il 25 marzo il Papa consacrerà Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria
L’atto avverrà durante la Celebrazione della Penitenza che Papa Francesco presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato del Papa
della Redazione di Vatican News

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Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre. Lo rende noto in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. Per la consacrazione è stato scelto il giorno della festa dell’Annunciazione del Signore. Lo annuncia in un tweet anche il Papa, invitando a pregare per la pace.

La Madonna, nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima, aveva chiesto la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, affermando che, qualora non fosse stata accolta questa richiesta, la Russia avrebbe diffuso “i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni – aveva aggiunto – saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte”. Dopo le apparizioni di Fatima ci sono stati vari atti di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria: Pio XII, il 31 ottobre 1942, consacrò tutto il mondo e il 7 luglio 1952 consacrò i popoli della Russia al Cuore Immacolato di Maria nella Lettera apostolica Sacro vergente anno:

“Come pochi anni fa abbiamo consacrato tutto il mondo al Cuore immacolato della vergine Madre di Dio, così ora, in modo specialissimo, consacriamo tutti i popoli della Russia al medesimo Cuore immacolato”.

Paolo VI, il 21 novembre 1964, rinnovò la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato alla presenza di Padri del Concilio Vaticano II. Papa Giovanni Paolo II compose una preghiera per quello che definì Atto di affidamento da celebrarsi nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981, solennità di Pentecoste. Questo il testo:

O Madre degli uomini e dei popoli, Tu conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo, accogli il nostro grido rivolto nello Spirito Santo direttamente al Tuo cuore ed abbraccia con l’amore della Madre e della Serva del Signore coloro che questo abbraccio più aspettano, e insieme coloro il cui affidamento Tu pure attendi in modo particolare. Prendi sotto la Tua protezione materna l’intera famiglia umana che, con affettuoso trasporto, a Te, o Madre, noi affidiamo. S’avvicini per tutti il tempo della pace e della libertà, il tempo della verità, della giustizia e della speranza.

Poi, per rispondere più pienamente alle richieste della Madonna, volle esplicitare durante l’Anno Santo della Redenzione l’atto di affidamento del 7 giugno 1981, ripetuto a Fatima il 13 maggio 1982. Nel ricordo del Fiat pronunciato da Maria al momento dell’Annunciazione, il 25 marzo 1984 in piazza San Pietro, in unione spirituale con tutti i Vescovi del mondo, precedentemente convocati, Giovanni Paolo II affida al Cuore Immacolato di Maria tutti i popoli:

E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore: abbraccia con amore di Madre e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli. In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.

Nel giugno del 2000 la Santa Sede ha rivelato la terza parte del segreto di Fatima e l’allora arcivescovo Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, sottolineò che suor Lucia, in una lettera del 1989, aveva confermato personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva la Madonna: Sì, è stata fatta – aveva scritto la veggente – così come Nostra Signora l’aveva chiesto, il 25 marzo 1984″.

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Fuochi del Sacro Cuore in Trentino Alto Adige

Posté par atempodiblog le 13 juin 2021

Fuochi del Sacro Cuore in Trentino Alto Adige
Tratto da: Radio Maria FB

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Accade la sera della domenica dopo la festa del Corpus Domini, di solito verso metà giugno. (Nel 2021 la data sarà domenica 13.06.2021). Tutti gli anni sulle pendici delle montagne del Trentino Alto Adige ardono suggestive immagini di fuoco raffiguranti il cuore di Gesù.

Le origini risalgono ad un’epoca da tempo tramontata: fu nel 1796, quando la regione tirolese venne minacciata dai bavaresi, al tempo strettamente legati a Napoleone e le truppe francesi, che i tirolesi chiesero aiuto al Sacro Cuore di Gesù, questo li salvò e per ringraziarlo accesero dei grandissimi fuochi in cima a monti e colli. E questo rito tanto spettacolare si ripete ancora oggi ogni anno la prima domenica dopo il Corpus Domini verso metà giugno…

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La Chiesa consacra le Filippine, come ogni anno dal 2014, al Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 12 juin 2021

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Nel giorno in cui il Paese festeggia l’Indipendenza, il 12 giugno, la Chiesa consacra la nazione delle Filippine, come ogni anno dal 2014, al Cuore Immacolato di Maria. L’evento, cadendo nel giorno della festa nazionale, acquista “maggiore rilevanza”.

Mons. Bernardo Pantin ha spiegato che è possibile fare una consacrazione anche nelle diocesi o nelle parrocchie, specialmente per coloro che non possono seguire la consacrazione nazionale. 

Fonte: Vatican News Service

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La cella 21 di Auschwitz riporta ancora un’incisione del Sacro Cuore

Posté par atempodiblog le 7 juin 2021

La cella 21 di Auschwitz riporta ancora un’incisione del Sacro Cuore
Le incisioni sul muro sono toccanti e ispiratrici almeno quanto un capolavoro di Caravaggio
di J.P. Mauro – Aleteia

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L’arte cattolica ha svolto molte funzioni nel corso della storia, dall’educazione alla fede all’ispirazione spirituale.

Le opere d’arte più famose e apprezzate, ad ogni modo, impallidiscono di fronte a una semplice incisione su un muro di un campo di concentramento nazista. Anche se non è a colori e la definizione non è ottimale, si tratta dell’opera che un artista ha realizzato nel suo momento di massima disperazione, ed esprime la speranza e la fiducia in Cristo di fronte al terrore e alla disperazione che i campi volevano instillare nelle loro vittime.

Nel tragico campo di Auschwitz non sono certo mancate storie ispiratrici di perseveranza cattolica di fronte alla persecuzione. È lì che San Massimiliano Kolbe si è sacrificato per salvare un ebreo, che è poi sopravvissuto e ha partecipato alla beatificazione del sacerdote. L’esempio di San Massimiliano ha ispirato e ispirerà ancora la devozione di intere generazioni.

Le incisioni
Dietro l’angolo della cella in cui San Massimiliano Kolbe è andato incontro al suo destino c’è un altro esempio della pervicacia della fede cattolica. Lì, nella cella 21, ci sono due incisioni: il Sacro Cuore di Gesù e la Crocifissione.

Suor Kathy DeVico, badessa del monastero di Redwoods, identifica l’artista come Stephan Jasienski, secondo tenente delle Forze Armate polacche. Jasienski, prigioniero di guerra, ha inciso quelle immagini usando le proprie dita. È morto ad Auschwitz nel 1944, ma la sua proclamazione della fede è ben visibile ancora oggi.

“Cos’ha impedito al cuore di Stephen di indurirsi per l’amarezza?”, ha chiesto la badessa. “Cosa gli ha impedito di odiare i suoi nemici? Chiaramente la sua preghiera, il suo obiettivo, mentre sedeva nella sua cella delineando quell’immagine con il dito, era far sì che il suo cuore diventasse simile a quello di Cristo. Il cuore di Gesù è immagine del nostro cuore più vero… Forse Stephan ha trovato il suo cuore attraverso quello di Cristo”.

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Consacrata al Sacro Cuore. E la Polonia fermò i comunisti

Posté par atempodiblog le 29 juillet 2020

Consacrata al Sacro Cuore. E la Polonia fermò i comunisti
Il 27 luglio 1920, di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa, i vescovi polacchi consacrarono la nazione al Sacro Cuore di Gesù. In risposta alle loro lettere, Benedetto XV promosse preghiere per la Polonia, derise dai comunisti. Che nei giorni dell’Assunta, però, dovettero fare i conti con quello che passò alla storia come “Miracolo della Vistola”.
di Wlodzimierz Redzioch – La nuova Bussola Quotidiana

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Lunedì 27 luglio, nella chiesa delle suore visitandine a Cracovia, è stata celebrata una Messa di ringraziamento (nella foto, dalla Curia Arcivescovile di Cracovia) nel centenario dell’atto di consacrazione della nazione polacca al Sacro Cuore di Gesù.

Nel 1920, di fronte alla minaccia bolscevica, i vescovi polacchi si radunarono a Jasna Góra sotto la guida del primate polacco, il cardinale Edmund Dalbor, e il 27 luglio appunto consacrarono la nazione e l’intera patria al Sacro Cuore di Gesù, ribadendo l’atto di elezione della Madonna a Regina di Polonia. “Nel momento in cui nuvole scure si radunano sulla nostra patria e sulla nostra Chiesa, gridiamo come tuoi discepoli sorpresi da una tempesta in mare: Signore, salvaci, perché stiamo morendo. E come una volta, stendendo la mano destra, con una sola parola hai calmato la tempesta, ora, Signore, allontana il pericolo che ci minaccia”, supplicavano i vescovi.

L’episcopato si impegnò quindi a diffondere tra i fedeli (specialmente nei seminari) la devozione al Sacro Cuore di Gesù e incoraggiare le famiglie a consacrarsi a Lui.

Di quali “nuvole scure” parlavano i vescovi polacchi? Nel 1918, un anno dopo la rivoluzione bolscevica, il Consiglio dei Commissari del Popolo (il governo bolscevico) prese la decisione di formare nell’ambito dell’Armata Rossa la cosiddetta Armata Occidentale per realizzare militarmente la “rivoluzione mondiale”. Il 10 marzo 1920, a Smolensk, ebbe luogo una riunione dei capi dell’Armata Rossa, del “Fronte Occidentale” e dei commissari comunisti, tra cui anche Stalin, che presero delle decisioni circa l’attacco alla Polonia e all’Europa che doveva svolgersi lungo la traiettoria Varsavia-Poznan-Berlino-Parigi.

Nell’estate del 1920 l’Armata Rossa avanzava minacciosamente verso il fiume Vistola fino alle porte di Varsavia. E in queste circostanze i vescovi polacchi presero la decisione della consacrazione della nazione polacca al Sacro Cuore di Gesù. Nello stesso tempo, per smuovere le coscienze di tutti inviarono delle lettere: alla nazione, agli episcopati del mondo intero e al Papa, chiedendo a Benedetto XV la benedizione e preghiere per la Polonia minacciata dai bolscevichi. Nella coraggiosa lettera alle Chiese nel mondo i vescovi davano un’analisi puntualissima della situazione, scrivendo: “La Polonia non aveva intenzione di combattere; vi è stata costretta. Inoltre, non combattiamo affatto contro la nazione, ma piuttosto contro coloro che hanno calpestato la Russia, che ne hanno succhiato il sangue e l’anima, aspirando a occupare nuove terre. Come uno sciame di cavallette che, dopo aver distrutto ogni segno di vita in un luogo, si sposta altrove, costretto dalla propria azione distruttrice a migrare; similmente ora il bolscevismo – ‘avvelenata’ e saccheggiata la Russia – si volge minaccioso verso la Polonia”.

Ma i vescovi prima di tutto volevano attirare l’attenzione del mondo sul fatto che i polacchi non fossero i soli ad essere minacciati: “Per il nemico che ci combatte, la Polonia non è l’ultima meta della sua marcia; è piuttosto una tappa e una piattaforma di lancio verso la conquista del mondo”. L’espressione “conquista del mondo” non era per nulla troppo ardita perché “il bolscevismo ha avvolto con una rete sovversiva, come un ragno, nazioni lontanissime dalla Russia (…) E oggi tutto è pronto per questa conquista del mondo. In tutti i paesi vi sono schiere già organizzate, che aspettano soltanto il segnale di battaglia; fervono i preparativi di continui scioperi, che dovranno paralizzare la vita normale delle nazioni. La discordia fra le diverse classi sociali si sta trasformando in un odio esasperato e influenze internazionali bloccano astutamente ogni giudizio e autodifesa delle nazioni”. Allora tutti dovevano essere coscienti che in questa situazione “la Polonia è l’ultima barriera posta sulla strada del bolscevismo verso la conquista del mondo: se dovesse crollare, il bolscevismo si spanderebbe nel mondo intero, con tutta la sua potenza distruttrice. E l’ondata, che oggi minaccia di invadere il mondo, è veramente terribile”.

I vescovi polacchi sottolineavano che rischio corresse la Chiesa con il bolscevismo: “Oltre alla dottrina e all’azione, il bolscevismo porta nel suo petto un cuore pieno di odio. E questo odio è rivolto soprattutto contro il cristianesimo, di cui è decisamente una negazione, si rivolge contro la croce di Cristo e contro la sua Chiesa. (…) Il bolscevismo è proprio l’incarnazione e la manifestazione sulla terra dell’Anticristo”. Parole chiare e vere che non tutti in Occidente volevano sentire.

Purtroppo, il mondo rimase sordo alle richieste di aiuto dei polacchi. Sembrava che tutti, anche le cancellerie occidentali, fossero rassegnati alla vittoria comunista. E, paralizzati, non facevano niente. Invece nelle varie Chiese cominciarono le preghiere per la Polonia, sollecitate dallo stesso Pontefice. Il 5 agosto Benedetto XV inviò al Cardinale Vicario di Roma, Basilio Pompili, una lettera che esprimeva tutta la vicinanza del Papa al popolo polacco: “Signor Cardinale, con vivo compiacimento abbiamo appreso che Ella, seguendo il Nostro suggerimento, ha ordinato che domenica prossima nella Venerabile Chiesa del Gesù siano innalzate fervide solenni preghiere all’Altissimo per invocare le misericordie del Signore sulla sventurata Polonia. Gravissime ragioni Ci inducono a bramare che l’esempio dato da Lei, Signor Cardinale, sia seguito da tutti i Vescovi del mondo cattolico. È nota, infatti, la materna ansiosa sollecitudine con la quale la Santa Sede ha seguito sempre le fortunose vicende della Nazione Polacca. Quando tutte le Nazioni civili si inchinavano silenziose dinanzi alla prevalenza della forza sul diritto, la Santa Sede fu sola a protestare contro la iniqua spartizione della Polonia e contro la non meno iniqua oppressione del popolo polacco. Ma ora vi è molto di più; ora non solo è in pericolo l’esistenza nazionale della Polonia, ma tutta l’Europa è minacciata dagli orrori di nuove guerre. Quindi non è soltanto l’amore verso la Polonia, ma è l’amore verso tutta l’Europa che Ci muove a desiderare che i fedeli tutti si uniscano a Noi nel supplicare l’Altissimo affinché per intercessione della Vergine Santissima, protettrice della Polonia, voglia risparmiata al popolo polacco questa suprema sciagura, e nello stesso tempo voglia allontanare questo nuovo flagello dalla dissanguata Europa”.

La massiccia campagna di preghiere della Chiesa intera veniva derisa dagli ambienti socialisti e comunisti in Occidente. Il giornale socialista Avanti! così derideva l’iniziativa del Pontefice: “Il Papa fa assegnamento sull’intercessione della Madonna. (…) Sta fresco il Romano Pontefice se crede nell’efficacia della Vergine! Tre milioni di soldati indossano la divisa russa. (…) Questi soldati e i loro cannoni varranno assai più che non tutti i Rosari del mondo. Fra giorni ne avremo la prova”. Ma la realtà doveva smentire le sprezzanti parole dei rivoluzionari italiani.

Allo scontro finale tra l’esercito polacco guidato dal maresciallo Piłsudski e l’Armata Rossa si arrivò nei giorni dell’Assunta del 1920. La battaglia di Varsavia venne combattuta per più di 10 giorni: dal 13 al 25 agosto. Malgrado la superiorità numerica dei soldati bolscevichi, l’esercito polacco sconfisse i comunisti. Quest’anno si celebra il centesimo anniversario di questa epica battaglia che è passata alla storia come “il Miracolo sulla Vistola”. Ma nasce una domanda: chi vorrà ricordare la vittoria dei polacchi che cento anni fa salvarono l’Europa del comunismo?

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