Santa Margherita Maria Alacoque. La capacità di amare dice chi siamo veramente

Posté par atempodiblog le 16 octobre 2025

Santa Margherita Maria Alacoque. La capacità di amare dice chi siamo veramente
di Matteo Liut – Avvenire

Santa Margherita Maria Alacoque. La capacità di amare dice chi siamo veramente dans Fede, morale e teologia Santa-Margherita-Maria-Alacoque

È il cuore il centro della nostra identità: è lì che troviamo la verità di noi stessi perché la nostra capacità di amare dice chi siamo veramente.

Allo stesso modo è il cuore di Cristo il luogo dove possiamo toccare con mano il volto autentico di Dio. Di un Dio che si fa compagno di strada soprattutto quando si tratta di affrontare sofferenze, ferite, limiti della vita.

Ecco perché quella al Sacro Cuore è una delle devozioni più sentite ancora oggi: ci parla di un’umanità consolata, amata, salvata. E la salvezza non passa dalle nostre capacità intellettuali – sebbene esse siano fondamentali –, ma dal centro del nostro mondo, dal cuore, appunto.

Di questo messaggio profetico fu portatrice santa Margherita Maria Alacoque, religiosa e mistica del XVII secolo. Nel momento in cui il mondo sembrava aver trovato la “luce della ragione” questa testimone del Vangelo indicò proprio la via del cuore.

Nata nel 1647 in Francia, entrò a 24 anni tra le Visitandine e da religiosa visse numerose esperienze ascetiche e mistiche legate al Sacro Cuore di Gesù, la cui festa si diffuse proprio grazie a lei (oltre che a san Giovanni Eudes). Fu però incompresa da superiori e compagne, fino a quando trovò una guida illuminata nel beato Claudio La Colombière, il quale la spinse a descrivere le proprie esperienze nell’autobiografia. Morì nel 1690 e fu canonizzata nel 1920.

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San Gennaro. Il coraggio di un amico e Pastore vince il mondo

Posté par atempodiblog le 19 septembre 2025

San Gennaro. Il coraggio di un amico e Pastore vince il mondo
di Matteo Liut – Avvenire

San Gennaro. Il coraggio di un amico e Pastore vince il mondo dans Amicizia San-Gennaro

Quella di san Gennaro è un’affascinante storia di amicizia e di coraggio. È la storia di un pastore dal cuore grande e di un uomo capace di relazioni piene. La storia di testimone di quel Vangelo che ci invita tutti a non lasciare indietro nessuno, soprattutto coloro che fanno più fatica, che rimangono ai margini o che patiscono più di altri la violenza del mondo. E così san Gennaro decise di non lasciare indietro il diacono Sosso (o Sossio), che era stato arrestato proprio mentre si recava all’incontro con il vescovo.

Nato forse nella città partenopea nella seconda metà del III secolo, Gennaro era vescovo di Benevento e i fatti legati al suo martirio avvennero nel 305 durante la visita pastorale ai fedeli di Pozzuoli, mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano.

Sosso era amico di Gennaro, che aveva incontrato a Miseno, e stava andando a Pozzuoli quando venne arrestato. Gennaro, assieme a due compagni, Festo e Desiderio, decise di andare a portargli conforto in carcere e fece pressione per la sua liberazione. Il proconsole della Campania, Dragonio, però, fece arrestare anche il vescovo e i compagni. Il gruppo venne prima condannato a morire nell’anfiteatro fra le zanne degli orsi, poi, per evitare disordini, dovuti alla simpatia della gente per i prigionieri, furono decapitati.

Per Napoli san Gennaro non è solo un patrono, ma l’emblema di una fede di popolo, capace di prendersi cura di tutti e di cambiare la storia.

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Giovanni Eudes. Il cuore di Dio è il luogo che dona la vera pace

Posté par atempodiblog le 19 août 2025

“Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria”.

San Giovanni Eudes

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Giovanni Eudes. Il cuore di Dio è il luogo che dona la vera pace
di Matteo Liut – Avvenire
Tratto da: Radio Maria

Non cerchiamo altro se non amore: tutti abbiamo bisogno di un abbraccio che accoglie e consola. E solo nel cuore di Dio trova pace il nostro cuore.

Nel XVII secolo san Giovanni Eudes intuì che la devozione per i sacri cuori, di Maria e di Gesù, portava con sé proprio questo messaggio: la fede cristiana è un’esperienza che sgorga dal cuore, centro dell’intera esistenza e quindi è una dimensione totalizzante, che spinge alla testimonianza.

Nato nel 1601 a Ri, in Normandia, nel 1625 venne ordinato sacerdote per la Congregazione dell’Oratorio di Gesù e Maria Immacolata di Francia. Nel suo ministero a Caen si dedicò ai malati di peste (ammalandosi anch’egli e guarendo) ma il suo autentico “carisma” si espresse nelle missioni parrocchiali.

Nel 1643 fondò la Congregazione di Gesù e Maria per rispondere all’esigenza di offrire una valida formazione al clero e nel 1651 nacque la congregazione femminile: l’Ordine di Nostra Signora della Carità.

Si dedicò anche a recuperare le ragazze dalla strada e fondò una Congregazione di religiose per dare loro assistenza, l’ordine di «Nostra Signora della Carità del Rifugio».

Fu autore di diverse opere, la più conosciuta delle quali è «Il cuore ammirabile della Madre di Dio».

Morì nel 1680 ed è stato proclamato santo nel 1925 da papa Pio XI.

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Madonna della Neve. Il Vangelo è “sorpresa” che apre all’inaspettato

Posté par atempodiblog le 5 août 2025

Madonna della Neve. Il Vangelo è “sorpresa” che apre all’inaspettato
di Matteo Liut – Avvenire
Tratto da: 
Radio Maria

Madonna della Neve. Il Vangelo è “sorpresa” che apre all’inaspettato dans Apparizioni mariane e santuari Basilica-di-Santa-Maria-Maggiore-Roma-Salus-Populi-Romani-Madonna-della-Neve

La Parola di Dio è sorprendente e credere è un’esperienza che genera l’inaspettato. La fede, insomma, è come una nevicata nel cuore dell’estate a Roma: pone un segno di contraddizione che spiazza e spinge a riscoprire ciò che di incredibile permette di fare il Vangelo.

Ecco perché celebrando oggi la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, che nella devozione popolare prende il semplice nome di Madonna della Neve, ci viene ricordato che quando l’umanità incontra Dio tutto cambia e tutto può succedere.

La Basilica venne edificata da papa Liberio nel IV secolo  e per questo è chiamata anche Liberiana  in seguito a un segno prodigioso: sul monte Esquilino nevicò e il Pontefice fece edificare una chiesa proprio tracciando il perimetro dell’area sulla quale era caduta la neve.

La tradizione colloca il miracolo al 5 agosto dell’anno 352 e lo collega a una visione avuta sia da Liberio sia da un patrizio romano, Giovanni, che poi finanziò la costruzione: Maria apparve loro chiedendo di costruire l’edificio nel punto che avrebbero trovato ricoperto dal manto bianco.

Di fatto si tratta del santuario mariano più antico d’Occidente, custode anche del titolo di «Madre di Dio», solennemente attribuito a Maria nel Concilio di Efeso del 431: una donna che genera al mondo il figlio di Dio, e quindi Dio stesso, è proprio come un manto di neve che ricopre la terra ad agosto.

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Nostra Signora del Pilar. Quel solido pilastro nel cuore della Spagna

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2021

Nostra Signora del Pilar. Quel solido pilastro nel cuore della Spagna
di Matteo Liut – Avvenire

Nostra Signora del Pilar. Quel solido pilastro nel cuore della Spagna dans Apparizioni mariane e santuari Pilar

La tradizione vuole che quello della Vergine del Pilar sia il Santuario più antico della Spagna, tanto che la devozione mariana legata a questo luogo è sentita come parte integrante dell’identità spagnola in tutto il mondo. A costruire a Saragozza la prima cappella dedicata a Maria sarebbe stato san Giacomo il Maggiore, che volle rendere grazie alla Madre di Dio apparsagli in quel luogo su un pilastro («pilar» in spagnolo) per sostenerlo davanti alle delusioni per i scarsi risultati nella sua opera di evangelizzazione. Storicamente è accertata la presenza della chiesa mariana prima dell’invasione araba del 711. Di certo la Madonna del Pilar ha accompagnato la storia della Spagna ed è cresciuta nel cuore dei fedeli anche grazie ad alcuni segni prodigiosi. Il suo messaggio è chiaro: la fede è un pilastro saldo che non teme i nostri insuccessi.

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Quando la misericordia di Maria supera l’immaginazione degli scettici

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Pietro Giuliano Eymard. Apostolo dell’Eucaristia, padre per gli emarginati

Posté par atempodiblog le 2 août 2020

Pietro Giuliano Eymard. Apostolo dell’Eucaristia, padre per gli emarginati
di Matteo Liut – Avvenire

Pietro Giuliano Eymard. Apostolo dell'Eucaristia, padre per gli emarginati dans Fede, morale e teologia Pierre-Julien-Eymard
2 agosto, memoria liturgica

È dall’Eucaristia che sgorga la vita dei cristiani nel mondo, è da quel pane consacrato che i credenti attingono la forza per cambiare la storia, partendo dagli ultimi, dai dimenticati, da chi è ai margini. È da questa consapevolezza che partì nella sua opera san Pietro Giuliano Eymard, sacerdote francese ricordato come “apostolo dell’Eucaristia”. Nato a La Mure d’Isère nel 1811, prete nel 1834, a Lione entrò nella congregazione dei Padri Maristi.

Nel 1851 davanti al Santissimo Sacramento nel santuario di Fourvière visse un’esperienza spirituale che lo portò a fondare nel 1856 la Congregazione del Santissimo Sacramento con al centro la devozione eucaristica, ma con un apostolato attivo a favore dei poveri delle periferie di Parigi e dei sacerdoti in difficoltà. Nel 1858 nacquero le Ancelle del Santissimo Sacramento. Il fondatore morì nel 1868 ed è santo dal 1962.
Altri santi. Santo Stefano I, papa (III sec); sant’Eusebio di Vercelli, vescovo (IV sec.).

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La testimonianza dei coniugi Martin: la santità della tenerezza

Posté par atempodiblog le 19 mars 2015

La testimonianza dei coniugi Martin
Zelia e Luigi presto santi: la santità della tenerezza
di Matteo Liut - Avvenire

La testimonianza dei coniugi Martin: la santità della tenerezza dans Coniugi Martin Coniugi-Martin

Quando si conobbero ad Alençon Luigi Martin (1823-1894) e Zelia Guerin (1931-1877) capirono che il loro progetto di vita andava vissuto assieme, ma non s’immaginavano che avrebbero dovuto quasi “convertirsi” per capire a pieno il senso del matrimonio. Dopo essersi sposati il 13 luglio 1858, infatti, vivevano quasi come due consacrati, proprio perché entrambi, prima di incontrarsi, pensavano alla vita da religiosi. Poi grazie a una guida spirituale capirono il grande valore della chiamata alla generazione della vita e, sempre insieme, si aprirono a questo dono: ebbero nove figli, anche se solo cinque femmine arrivarono all’età adulta. Quattro di queste entrarono nel Carmelo, la quinta scelse un’altra congregazione religiosa. La più piccola, nata nel 1873, morì giovanissima, ma la sua incredibile esperienza spirituale la portò a essere riconosciuta come santa e dottore della Chiesa: si tratta di santa Teresa di Lisieux.

Luigi era un orologiaio e Zelia realizzava merletti, quindi la loro situazione economica era buona, ma in casa Martin lo stile era all’insegna dell’essenzialità, della semplicità, ma anche della dolcezza, della delicatezza e della tenerezza. Virtù che santa Teresina raccontò di riconoscere molto bene nel padre. La partecipazione alla vita della parrocchia, ai sacramenti e l’impegno verso gli ultimi erano la “corona” di una quotidianità vissuta nella condivisione di gioie e dolori ma anche nell’entusiasmo di veder crescere il nucleo domestico. Per Zelia non vi era impegno più affascinante ed entusiasmante dello stare accanto ai propri figli e la morte di alcuni di loro era stata accolta con serenità pur nella sofferenza. Zelia morì a 45 anni di tumore, Luigi 17 anni dopo, consumato dalla sclerosi ma sempre fedele al progetto che aveva condiviso fin dall’inizio con la moglie.

Il loro messaggio è chiaro: anche fare i genitori è una vocazione che va coltivata, fatta crescere, custodita e sostenuta spiritualmente. Ora, sempre insieme, la Chiesa li riconoscerà santi.

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