Tutto Per Dio – Il miracolo dell’intenzione

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2013

Tutto Per Dio – Il miracolo dell’intenzione

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Che gioia pensare che la nostra “piccola” vita animata da grandi intenzioni soprannaturali supera incomparabilmente ciò che il mondo
chiama una gran vita, quando questa è pavesata da intenzioni meschine!

E’ difficile avere una intenzione perfetta orientata verso Dio. Quasi tutti i nostri movimenti sono misti a qualcosa di secondario. Tralasciamo il caso di colui che cerca il male. Parliamo qui di un cristiano che cerca Dio…, ma non Dio solamente…, Dio e un suo piccolo capriccio, una soddisfazione dell’amor proprio, un desiderio di benessere o di vanità…

“Per chi o per cosa agisco? Nella mia toeletta?… per piacere a Monica… o forse Giovanni! Nel mio lavoro? Per un sorriso del mio superiore! Nei miei compiti, nelle mie lezioni? Per ricevere i rallegramenti di un professore a cui voglio particolarmente bene… ?”

Sopprimere ogni miscuglio

Per qualche tempo, prima di agire, imponiti, con uno sforzo concreto ed esplicito, di eliminare , questo miscuglio, se esiste, per riuscire ad eliminarlo in modo spontaneo e costante in ogni caso.

Per essere più precisi: sforzati di agire per quel motivo che ti sembra più nobile. Prendiamo il caso di uno studente: devo fare il compito di francese; posso farlo: perché, in questo momento, è il mio dovere di cristiana e rappresenta la volontà di Dio su di me”, ecco il motivo perfetto, “oppure perché questo mi prepara il mio avvenire”, motivo eccellente, ma d’ordine umano e inferiore al precedente che era del tutto soprannaturale, “oppure perché mi da modo di essere apprezzata, mi da la possibilità di brillare”, motivo già molto meno nobile.

Bisogna sforzarsi di non lasciare mai dominare in noi motivi meno nobili, anche se legittimi, al punto di soffocare il vero motivo soprannaturale.

Potremmo ripetere altrettanto per i piatti da lavare, per i lavori di laboratorio, d’ufficio o dei campi.

Non credere tuttavia che tutto sia perduto se un’intenzione meno nobile fa capolino nel corso di un’occupazione.

Per riassumere, cerca di dare un movente sempre più soprannaturale a tutto ciò che fai cercando di agire per Gesù…

Tratto da: La Religione nella tua Vita di Gaston Dutil

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La religione nei settori dell’esistenza

Posté par atempodiblog le 19 décembre 2008

A cosa serve il lievito se rimane fuori dalla pasta?

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Si racconta che Napoleone aveva un cervello a casellari: per ogni affare un casellario, che egli apriva e chiudeva a volontà. Ciò gli permetteva , ad esempio, di dettare simultaneamente varie lettere a diversi segretari. Incominciava col dettare una frase a un segretario e , mentre questi scriveva, egli procedeva dettando ad un altro una lettera del tutto differente. Così faceva lavorare nello stesso tempo sette o otto segretari e non si sbagliava mai perché nel suo cervello apriva e chiudeva, per così dire, i cassetti di ciascun affare.

Che Napoleone abbia avuto un cervello a casellario, tanto meglio per lui, a noi poco importa. Ma è deplorevole il fatto che la vita di certi cristiani si divida in settori. [..]

Aggiungiamo infine che per i “benpensanti” c’è un settore di lusso… un po’ come quello della musica. E’ lo scomparto della vita cristiana, lo scomparto della religione! In teoria si ammette che ci deve essere; ma proprio questo scomparto viene aperto solo in determinati momenti: un minuto e mezzo per la preghiera del mattino, n minuto per la preghiera della sera (dico un minuto perché a questo minuto si comincia a sonnecchiare), altri trenta minuti per la Messa la domenica, diciamo quaranta se c’è la spiegazione del Vangelo. Dopo di che si chiude questo cassetto a doppio giro di chiave affinché non abbia a invadere gli altri!

Ebbene questa non è che una caricatura della religione insegnataci da Gesù.

La religione non deve avere un posto a parte nella vita, in un certo senso non deve affatto avere n suo settore, perché deve penetrare tutti i settori dell’esistenza. Non basta che abbia il “suo posto”, deve inserirsi dappertutto, introdursi e installare dovunque per illuminare e divinizzare ogni cosa nella vita. Bisogna lasciarla invadere tutto e penetrare per ogni dove… solo così essa darà il vero senso alla vita e alla vera felicità.

La religione deve permeare tutti i settori dell’esistenza:

-         Il settore della vita professionale (scolastica per coloro che studiano) dimostrandoti che questo lavoro può essere santificato se fatto con Gesù e per lui.

      Il lavoro sarà lieto e più facile se Gesù ti accompagnerà in ufficio, al laboratorio, all’officina, nella fattoria, nei campi, al negozio, a scuola… in ogni luogo!

-         Il settore della vita familiare. Soprattutto qui Gesù deve penetrare, in ogni suo particolare aspetto. Se vi lascerai entrare Cristo, che cambiamento di umore durante i pasti e le conversazioni, nei rapporti fra genitori e figli, nei momenti di riposo in famiglia… Poiché Gesù partecipa a tutto.

-         Il settore dei divertimenti perché ogni cosa appartiene a Cristo. Divertirsi di cuore offrendo a Gesù il sollievo quando il lavoro è finito, significa fare la volontà di Dio e vivere da buon cristiano. Ma possiamo allora abbandonarci alla leggerezza, se Gesù è con noi nei nostri divertimenti? Possiamo vedere al cinema film di ogni genere? Possiamo abbandonarci alla scompostezza che si nota sulla spiaggia e altrove se Gesù e con noi, nei nostri momenti di riposo?

-         Le fanciulle e le donne comprenderanno che Gesù è presente nel settore della toeletta, esse hanno il diritto e anche il dovere di rendersi graziose, non per attirare su di se gli sguardi più o meno torbidi dei giovani e degli uomini, ma per affinare le anime, per elevarle verso Cristo che irradierà attraverso la grazia del loro aspetto esteriore, e attraverso la bellezza della loro anima;

-         Il settore degli affetti. Si, hai bisogno d’affetto, hai bisogno di amare e di essere amato, non solo non è male questo, ma è Dio che lo vuole; si tratta tuttavia di comprendere bene come significa amare, come prepararsi ad amare e come si deve amare. Non c’è che un modo per questo: che Gesù regoli tutti i tuoi affetti! Domanda a Lui di insegnarti ad amare. L’amore è una cosa bella e grande, ma è qui soprattutto che bisogna ricordarsi di Gesù e mettere i suoi insegnamenti davanti a tutto e il suo ideale nel cuore;

-         E infine non dimenticare il settore della vita sociale e culturale. Per troppa gente, e forse anche per te, la religione è uno strato di pittura su un muro, essa non vi penetra, basta perciò un po’ di umidità per farla cadere.

Ma la religione è ben altra cosa. La religione – cioè la conoscenza di Gesù, l’amore di Gesù, la fedeltà a Gesù – è qualcosa che deve riempire tutta la vita, così come l’acqua impregna interiormente la spugna immersa in secchio d’acqua.
E’ così bello mettere la religione che Gesù ci ha insegnato, non “accanto” ma nella nostra vita.

Quando “immergiamo” in Cristo la nostra stessa vita con gli sforzi, il lavoro, le gioie, le pene e la sofferenza di ogni giorno, allora la religione porta gioia, serenità, felicità vera.


Tratto da « La religione nella tua vita » di Don Gaston Dutil

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