Alla scuola di Gesù

Posté par atempodiblog le 16 février 2013

Alla scuola di Gesù dans Cardinale Ivan Dias adorazionebambini

“Non basta studiare sui libri o nelle aule di scuola, ma bisogna vivere alla scuola dell’Unico Maestro, il Signore Gesù Cristo”.

Card. Ivan Dias

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Maria è il più bel mondo che Dio abbia mai creato

Posté par atempodiblog le 11 février 2013

L'Ave Maria è l'ultimo soccorso dans Charles Peguy

Maria è il più bel mondo che Dio abbia mai creato, diceva san Luigi Maria di Montfort: «Dio ha riunito tutte le acque e le ha chiamate mare, ha riunito tutte le grazie e le ha chiamate Maria». E aggiungeva: «Maria è la bussola che punta sempre verso Gesù… è la calamita che attira lo Spirito Santo».

Card. Ivan Dias

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Sotto il segno di Maria

Posté par atempodiblog le 24 septembre 2012

Le apparizioni mariane dei tempi moderni
Dal Montfort a Medjugorje, una sintetica presentazione delle principali apparizioni di Maria e del loro significato. Viviamo un’epoca di tremenda lotta, scatenata dalle forze del male contro la Chiesa. E Maria combatte.
di Padre Livio Fanzaga
Fonte: Il Timone febbraio 2008
Tratto da: Armi di Salvezza

Sotto il segno di Maria dans Anticristo 23roi1e

Per comprendere il significato delle apparizioni mariane degli ultimi due secoli, che si sono succedute in Europa, ravvivando in modo straordinario la fede, è necessario fare riferimento alla figura di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716), uno dei più grandi apostoli mariani di tutti i tempi. Quando il santo bretone scrisse il suo Trattato della Vera Devozione, presumibilmente nell’eremo di Saint-Eloi, nell’autunno del 1712, nessuno poteva prevedere l’eccezionale influsso che questo libretto avrebbe esercitato fino ai nostri giorni.

Il manoscritto, dimenticato in un baule, è stato ritrovato nel 1842 e pubblicato nel 1843. Fu un caso o un disegno della divina Provvidenza? Per chi vede la storia nella luce della fede non vi è dubbio che il capolavoro del Montfort sia stato pubblicato nel momento giusto, quando era incominciata a spuntare l’alba di quei “tempi di Maria” che egli aveva profetizzato. È stato Jean Guitton (1901-1999), filosofo e accademico di Francia, a far notare che l’opera aveva incominciato a diffondersi pressoché in concomitanza con l’apparizione della Madonna a Rue de Bac, a Parigi (1830), dando inizio così a quel ciclo di apparizioni che caratterizzano la fase più recente della storia della Chiesa.

Secondo questa interpretazione, l’apparizione della Madonna della Medaglia miracolosa rappresenta l’inizio di un tempo particolare, quello che per il Montfort è caratterizzato dalla lotta senza quartiere fra Maria e i suoi umili servi da una parte, e Satana e i suoi seguaci dall’altra: «Il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il calcagno di Lei e cioè gli umili servi e figli ch’ella susciterà per muovergli guerra» (Trattato della vera devozione, 54). «Gli ultimi tempi» per il Montfort non sono necessariamente quelli che precedono immediatamente la venuta di Gesù Cristo nella gloria come Giudice del mondo.

Si tratta piuttosto di un periodo storico caratterizzato dallo scatenamento del Mysterium iniquitatis, al quale Dio risponde inviando Maria in soccorso della Chiesa. Il Montfort vedeva questi tempi profilarsi all’orizzonte e lui stesso, senza forse rendersene conto, li stava preparando con la sua mirabile opera.

Dopo l’apparizione a Rue de Bac, a Parigi, le apparizioni mariane si susseguono durante l’intero secolo XIX sulla terra di Francia. Prima La Salette (1846), poi Lourdes (1858) e infine Pontmain (1871) e Pellevoisin (1876). Si tratta di apparizioni che hanno avuto una straordinaria risonanza ecclesiale, ben oltre i confini francesi. Durante il secolo XX la “strategia” di Maria si è allargata ad altri Paesi del continente europeo, manifestando una premura particolare della Madre di Dio per quelle nazioni di antica cristianità, che corrono il pericolo di smarrire le radici della fede.

La prima apparizione di quello che viene chiamato “il secolo infernale” ha luogo a Fatima (1917) e la sua importanza è tale da rappresentare una grandiosa profezia che illumina il cammino della Chiesa e dell’umanità fino ai nostri giorni. Le apparizioni di Banneux (1932) e Beauring (1933) precedono la grande carneficina della seconda guerra mondiale e testimoniano la volontà della Madonna di essere presente nei momenti più bui della storia umana. Nella seconda parte del secolo, contrassegnata da trasformazioni profonde e dense di pericoli, che coinvolgono anche la Chiesa, la Madonna è più che mai presente con le sue apparizioni ad Amsterdam (1945), a Roma (Tre Fontane, 1947) e con la lacrimazione di Siracusa (1953).

Qui si fa allusione solo alle manifestazioni in ambito europeo, che hanno ricevuto un’esplicita approvazione ecclesiastica. In realtà, le apparizioni mariane degne di considerazione sono assai più numerose e ormai coinvolgono anche gli altri continenti. AI riguardo, il fenomeno di maggior impatto ecclesiale è senza dubbio quello rappresentato da Medjugorje (1981) dove, da oltre un quarto di secolo, accorrono pellegrini da ogni parte. Si tratta di apparizioni che sono ancora sotto il giudizio della Chiesa, ma che hanno fatto della parrocchia di quel villaggio della Bosnia Erzegovina uno dei santuari mariani più frequentati del mondo.

Ci si interroga giustamente sulla ragione di questa “epifania mariana” degli ultimi due secoli e ci si chiede se si possa intravedere, nella molteplicità degli interventi di Maria, un piano divino di salvezza che si va realizzando. A questo riguardo, va tenuto presente qual è il compito che l’Onnipotente ha assegnato alla Madre di Dio nella fase ultima della storia della salvezza. Maria, Assunta in cielo e Regina del cielo e della terra, esercita la sua missione di Madre della Chiesa e dell’umanità. Le apparizioni fanno parte della sua sollecitudine materna in obbedienza ai disegni di misericordia dell’Altissimo. A partire da Rue de Bac in poi, le apparizioni mariane manifestano una precisa strategia divina, in risposta all’attacco furioso dell’impero delle tenebre nei Paesi di antica cristianità.

Siamo infatti negli anni in cui l’illuminismo, con il culto della dea ragione, pretende di sostituire la fede dei popoli del continente europeo e i movimenti politici che ne sono derivati perseguitano la Chiesa, dando origine alla grande stagione dei martiri. Incomincia ad affermarsi e a diffondersi quel «rifiuto di Cristo» (l’espressione è di Giovanni Paolo Il in Memoria e identità, p. 120, Rizzoli 2006) che, a partire dalla Francia, si diffonde in tutto l’Occidente. È sintomatico che nel segreto de La Salette la Madonna faccia per la prima volta esplicitamente riferimento alla figura misteriosa dell’Anticristo.

Nel secolo XX, dopo l’«inutile strage» della prima guerra mondiale, si affermano le «ideologie del male» (ancora in Memoria e identità, p. 15), in particolare il comunismo e il nazismo, dopo le quali si va affermando un «nuovo totalitarismo, subdolamente celato sotto le apparenze della democrazia» (ibid., p. 63). Le «correnti dell’antievangelizzazione» imperversano con la furia di un uragano fino ai giorni nostri. Non solo la fede è rifiutata, ma vengono colpite «le basi stesse della morale umana, coinvolgendo la famiglia e propagandando il permissivismo morale: i divorzi, l’amore libero, l’aborto, l’anticoncezione, la lotta contro la vita nella fase iniziale come in quella del tramonto, la sua manipolazione. Questo programma opera con enormi mezzi finanziari, non soltanto nelle singole nazioni, ma anche su scala mondiale» (ibid. p. 62).

Ci troviamo indubbiamente in una fase della storia in cui il mysterium iniquitatis opera con impressionante violenza, soprattutto nelle nazioni di antica evangelizzazione, con l’intento di eliminare il cristianesimo, emarginando e perseguitando la Chiesa. In questo quadro gli interventi di Maria rivelano il loro profondo significato, in quanto sono la risposta del Cielo al dilagare dell’impostura anticristica. (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 675). In questo senso la prima di esse, quella della Medaglia miracolosa, rivela profeticamente il grande combattimento escatologico in atto, con la vittoria di Maria su Satana. Infatti la Madonna appare con in mano un globo che presenta al Signore, mentre con i suoi piedi schiaccia la testa al serpente infernale. In questo modo la Madre di Dio illumina la Chiesa sull’offensiva in atto dell’impero delle tenebre e preannuncia la sua vittoria, che non potrà mancare.

Ciò che deve essere chiaro è il fatto che la Chiesa oggi è più che mai nell’occhio del ciclone anticristiano. Non sono pochi ad affermare che l’epoca della grandi persecuzioni non è affatto conclusa. La Madonna però è più che mai presente e prepara il suo esercito per la vittoria. È quanto ha autorevolmente affermato il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per la Propagazione della Fede, inaugurando 1’8 dicembre 2007, come inviato pontificio, il 150mo anniversario delle apparizioni di Lourdes: «L’apparizione della Vergine a Lourdes – ha affermato il Prefetto – come le altre apparizioni mariane rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all’inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine… Anzi, questa è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette. Il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio». Il cardinale Dias ha poi ricordato quanto il cardinale Wojtyla disse pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro: «Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l’abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l’anti-chiesa, tra il Vangelo e l’antivangelo».

Parole – ha precisato il cardinale Dias – «che trent’anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l’affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l’aumento dell’azione dell’Anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini… Ma proprio per questo è discesa dal cielo una Madre preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo… La Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino Figlio Gesù Cristo… Ella dunque ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male. Le armi da usare in questa lotta dovranno essere la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l’accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo».

«La vittoria finale», ha concluso il cardinale Dias, «sarà di Dio. E Maria combatterà alla testa dell’armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando la testa al serpente» (L’Osservatore Romano, 11 dicembre 2007).

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San Luigi Grignon di Montfort e la “scorciatoia” per la santità, testimonianza del card. Dias

Posté par atempodiblog le 28 avril 2010

 San Luigi Grignon di Montfort e la “scorciatoia” per la santità, testimonianza del card. Dias  dans Cardinale Ivan Dias sanluigimariagrignionde

Una “scorciatoia” per la santità dei sacerdoti del terzo millennio: “San Luigi Maria Grignion de Montfort ci mostra come conoscere, amare e servire Nostro Signore avendo Maria come nostra Madre, modello e guida” – La testimonianza del Card. Ivan Dias

Il “Trattato sulla vera devozione a Maria”, scritto da San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716) agli inizi del 1700, sebbene sia indirizzato a tutti i cristiani in generale, può essere applicato in maniera particolare ai sacerdoti, perché essi “siano santi” secondo il desiderio espresso da Papa Giovanni Paolo II, e siano sacerdoti “secondo il Sacro Cuore di Gesù”. Una testimonianza sull’importanza del “Trattato” nella sua vita sacerdotale, è stata presentata dal Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, intervenuto il 24 maggio a Dublino, al Seminario sul tema “La Nuova Evangelizzazione: sacerdoti e laici. La grande sfida del nuovo millennio”.

Il Card. Dias ha confidato che nel piccolo volume provvidenzialmente acquistato in una libreria di Bombay, conobbe il segreto che San Luigi Maria Grignion de Montfort rivelava, “una scorciatoia per la santità”: “il segreto è Maria, il capolavoro della creazione di Dio. Luigi de Montfort ci mostra come conoscere, amare e servire nostro Signore con Maria come nostra Madre, Modello e Guida. Questo libro è un tesoro inestimabile”. Nel Trattato, la cui lettura è stata raccomandata da molti Pontefici, San Luigi Maria Grignion de Montfort “presenta una vivida immagine della Beata Vergine Maria che è molto rilevante nel suo rapporto con i sacerdoti”.

Il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli si è quindi soffermato sulle tre principali dimensioni della vocazione sacerdotale: una chiamata alla santità, una chiamata al servizio, una chiamata al combattimento spirituale. “San Luigi Maria ci insegna come Maria possa ricoprire un ruolo essenziale in ognuna di esse” ha detto il Cardinale. La santità consiste nell’amare Dio sopra ogni cosa con tutto il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente. Per raggiungere questo obiettivo, Grignion de Montfort invita a consacrarsi completamente a Gesù attraverso Maria, in una “schiavitù d’amore”. Una schiavitù che certamente non degrada la persona umana, ma nobilita e innalza la dignità umana.

La Vergine Maria costituisce un esempio da seguire: “Ella si è consegnata totalmente a Dio come sua creatura senza tenere nulla per se stessa. La sua intera esistenza è stata rivolta unicamente a Dio. In questo modo la Beata Vergine Maria insegna a noi sacerdoti a guardarci dal metterci su un piedistallo o a prendere per noi stessi la gloria dovuta solamente a Dio. Un sacerdote deve costantemente ricordare a se stesso che la sua vocazione sacerdotale è un libero dono di Dio, dato non per meriti personali, talenti o traguardi raggiunti, ma per la sua santificazione e per costruire il popolo di Dio”.

Riguardo al tema dell’umile servizio dell’amore che caratterizza la vocazione sacerdotale, il Card. Dias ha ricordato che alla scuola di spiritualità di Monfort, “un sacerdote che consacra se stesso come schiavo dell’amore non può mai considerare come sua proprietà personale alcuna cosa che possiede: la sua posizione e i suoi talenti, i suoi beni materiali, le persone affidate alle sue cure pastorali. Ogni cosa viene data a lui solo per essere amministrata”. Quando l’Arcangelo Gabriele si allontanò da Maria dopo l’Annunciazione, Maria non si compiacque delle nuova dignità di cui era stata investita, di essere la Madre di Dio, “ma andò in fretta ad aiutare sua cugina Elisabetta che, in età avanzata, aspettava un bambino”. Alle nozze di Cana, mentre tutti festeggiavano durante il banchetto, Maria si accorse delle giare di vino che erano vuote e convinse Gesù a compiere il suo primo miracolo. “Per Maria, essere creatura del Signore significa uscire e incontrare le necessità degli altri, e continua a fare questo anche oggi, dal suo trono in cielo. Maria ci insegna… a mettere il nostro tempo e i nostri talenti al servizio di Dio e del prossimo”. Il Cardinale quindi ha citato alcuni episodi evangelici della vita di Cristo, legati al servizio, che costituiscono un valido esempio per lo svolgimento del ministero sacerdotale.

La terza considerazione del Card. Dias legata alla vocazione sacerdotale, ha riguardato il combattimento spirituale. La lotta contro il male ha avuto inizio nel giardino dell’Eden, all’inizio della storia umana. Già allora Dio volle che Maria entrasse in scena e vi rimanesse fino alla fine dei tempi. Negli oltre duemila anni della storia della Chiesa, il combattimento tra le forze del bene e quelle del male si è svolto con intensità variabile, nella Chiesa, in generale, e negli individui. I Santi, in particolare, hanno sperimentato questo scontro più pienamente, con persecuzioni, sofferenze, difficoltà di vario genere. “Molte persone, compresi i sacerdoti, preferiscono vivere una vita mediocre per non essere assillati da Lucifero e dai suoi demoni – ha affermato il Card. Dias -. De Montfort capì molto presto questa battaglia, e lui stesso ebbe molto a soffrire per le astuzie del Maligno”. L’antidoto a tutte le tentazioni del Maligno (ricchezza, successo, potere) è la povertà di spirito, che significa distacco da tutto quello che ci allontana da Dio, e soprattutto l’umiltà, che intenerisce il cuore di Dio e lo fa guardare giù verso i poveri e gli umili. E’ proprio ciò che de Montfort propone nella consacrazione a Gesù attraverso Maria. Il Card. Dias ha quindi ricordato le apparizioni della Vergine a Santa Caterina Labouré ed il significato della Medaglia Miracolosa, in cui la Vergine è raffigurata nell’atto di schiacciare con il piede la testa del serpente, il diavolo. “La più grande umiliazione di Lucifero – ha affermato il Cardinale – è di essere schiacciato dalla Beata Vergine Maria, un essere puramente umano appartenente ad una categoria inferiore a quella degli angeli: Lei lo ha schiacciato non solo perché è la Madre di Dio, ma a motivo della sua umiltà, che è il colpo di martello con cui ha schiacciato l’incallito orgoglio di Lucifero”.

Il Card. Dias ha concluso il suo intervento ricordando che nei tempi in cui viviamo la sublime chiamata al sacerdozio richiede di essere “uomini di Dio e uomini per gli altri”, e “nel Trattato sulla vera devozione a Maria abbiamo un segreto che può aiutare noi preti a portare avanti in modo efficace queste spinte della nostra vocazione sacerdotale, in modo che siano ben accette agli occhi di Dio. Il segreto è Maria, attraverso cui San Luigi Maria Grignion de Montfort ci chiama a consacrarci come schiavi dell’amore di Gesù”. (S.L.) (Agenzia Fides 26/5/2007; righe 69, parole 1034)

Tratto da: Luci sull’Est

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L’omelia del Cardinale Ivan Dias nel 150° anniversario delle apparizioni a Lourdes

Posté par atempodiblog le 23 décembre 2007

L’omelia del Cardinale Ivan Dias *
nel 150° anniversario delle apparizioni a Lourdes

L'omelia del Cardinale Ivan Dias nel 150° anniversario delle apparizioni a Lourdes dans Antonio Socci

Ci siamo riuniti ai piedi della Vergine Maria per inaugurare l’anno Giubilare in preparazione per il 150° compleanno delle sue apparizioni in questo luogo benedetto. Vi porto un saluto molto cordiale di Sua Santità il Papa Benedetto XVI che mi ha incaricato di esprimervi il suo amore e sollecitudine paterna, di assicurarvi delle sue preghiere e di darvi la sua benedizione apostolica. Come pellegrini riuniti nell’amore del Cristo, vogliamo ricordare con gratitudine ed affetto le apparizioni che hanno avuto luogo qui nel 1858. Cerchiamo insieme di sentire le palpitazioni del cuore materno della nostra cara Mamma celeste, di ricordare le sue parole e di ascoltare il messaggio che ci propone ancora oggi.
Conosciamo bene la storia di queste apparizioni. La Madonna è discesa dal Cielo come una madre preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo. È apparsa alla Grotta di Massabielle, che all’epoca era una palude dove pascolavano i maiali, ed è precisamente là che ha voluto far sorgere un santuario, per indicare che la grazia e la misericordia di Dio superano la miserabile palude dei peccati umani. Nel luogo vicino alle apparizioni, la Vergine ha fatto sgorgare una sorgente di acqua abbondante e pura, che i pellegrini bevono e portano nel mondo intero manifestando il desiderio della nostra tenera Madre di far arrivare il suo amore e la salvezza di suo Figlio fino agli estremi confini della terra. Infine, da questa Grotta benedetta, la Vergine Maria ha lanciato una chiamata pressante a tutti per pregare e fare penitenza e così ottenere la conversione dei poveri peccatori.

Il messaggio della Vergine oggi

Ci si può chiedere: quale significato può avere il messaggio della Vergine di Lourdes per noi oggi? Io desidero collocare queste apparizioni nel più ampio contesto della lotta permanente e senza esclusione di colpi tra le forze del bene e le forze del male cominciata all’inizio della storia umana,
nel Giardino del Paradiso, e che proseguirà fino alla fine dei tempi. Le apparizioni di Lourdes sono, difatti, tra le prime della lunga catena di apparizioni della Madonna che hanno avuto inizio 28 anni prima, nel 1830, a Rue du Bac, a Parigi, dove è stata annunciata l’entrata decisiva della Vergine Maria nel cuore delle ostilità tra lei e il demonio, come è descritto nei libri della Genesi e dell’Apocalisse. La Medaglia, detta miracolosa, che la Vergine fece incidere in questa circostanza la rappresentava con le braccia aperte da dove uscivano dei raggi luminosi, significando le grazie che distribuiva al mondo intero. I suoi piedi si posavano sul globo terrestre e schiacciavano la testa del serpente, il diavolo, indicando la vittoria che la Vergine portava sul mentitore e sulle forze del male. Intorno all’immagine si leggeva l’invocazione:
«Oh Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te». È da notare che questa grande verità della concezione immacolata di Maria sia stata affermata qui 24 anni prima che il Papa Pio IX l’abbia definita come dogma di fede (1854): quattro anni più tardi qui a Lourdes, Nostra Signora ha voluto lei stessa rivelare a Bernadette che era l’Immacolata Concezione.
Dopo le apparizioni di Lourdes, la Madonna non ha smesso di manifestare nel mondo intero le sue vive preoccupazioni materne per la sorte dell’umanità nelle sue diverse apparizioni. Dovunque ha chiesto preghiere e penitenza per la conversione dei peccatori, perché prevedeva la rovina spirituale di certi Paesi, le sofferenze che il Santo Padre avrebbe subìto, l’indebolimento generale della fede cristiana, le difficoltà della Chiesa, la venuta dell’Anticristo e i suoi tentativi per sostituire Dio nella vita degli uomini: tentativi che, malgrado i loro successi splendenti, sono destinati tuttavia all’insuccesso.
Qui a Lourdes, come in tutto il mondo, la Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino figlio Gesù Cristo.
La Vergine Maria ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male. Come segno della nostra partecipazione alla sua offensiva, Ella chiede fra l’altro la onversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l’accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo. Queste potrebbero sembrare delle piccole cose, ma sono potenti nelle mani di Dio al quale nulla è impossibile. Come il giovane Davide che, con una piccola pietra ed una fronda, ha abbattuto il gigante Golia venuto al suo incontro armato di una spada, di una lancia e di un giavellotto (cf. 1 Sam 17, 4-51), anche noi, coi piccoli grani della nostra corona, potremo affrontare eroicamente gli assalti del nostro avversario temibile e vincerlo.

Come Bernadette e con lei

La lotta tra Dio ed il suo nemico è sempre rabbiosa, e lo è ancora più oggi che al tempo di Bernadette, 150 anni fa. Il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio; di un relativismo che erode i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di
una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa. Questa battaglia fa innumerevoli vittime nelle nostre famiglie e tra i nostri giovani.
Alcuni mesi prima dell’elezione di Papa Giovanni Paolo II, 9 novembre 1976, il Cardinale Karol Wojtyla diceva: «Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l’abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l’anti-chiesa, tra il Vangelo e l’anti-vangelo». Una cosa è tuttavia certa: la vittoria finale appartiene a Dio. E Maria combatterà alla testa dell’armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando il capo del serpente.

Alla Grotta di Massabielle la Vergine Maria ci ha insegnato che la vera felicità si troverà unicamente al cielo. «Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro», ha detto a Bernadette. E la vita di Bernadette ce l’ha illustrato molto chiaramente: lei che aveva avuto il privilegio singolare di vedere la Madonna, è stata segnata profondamente dalla croce di Gesù, fu consumata interamente dalla tubercolosi, ed è morta giovane, all’età di 35 anni.
In questo Anno Giubilare, ringraziamo il Signore per tutte le molte grazie corporali e spirituali che ha voluto concedere a tante centinaia di migliaia di pellegrini in questo luogo santo, e per l’intercessione di Santa Bernadette, preghiamo la Madonna perché ci fortificarci nel combattimento spirituale di ogni giorno affinché possiamo vivere in pienezza la nostra fede cristiana mettendo in pratica le virtù che distinguevano la Vergine Maria, il fiat, il magnificat e lo stabat: questo vuol dire una fede intrepida (fiat), una gioia senza misura (magnificat) ed una fedeltà senza compromessi (stabat).
Oh Maria, Nostro Signora di Lourdes, sei benedetta tra tutte le donne, e Gesù il frutto delle tue viscere è benedetto. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi, poveri peccatori, adesso ed all’ora della nostra morte. Amen.

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* Legato pontificio a Lourdes e prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Una sintesi dell’omelia è riportata dall’edizione italiana de L’Osservatore Romano del 10-11 dicembre 2007.

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Tratto da Holy Queen

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Le apparizioni mariane

Posté par atempodiblog le 14 décembre 2007

Il cardinale Dias a Lourdes
Le apparizioni mariane per salvare l’uomo dal peccato

(©L’Osservatore Romano – 11 dicembre 2007)

Le apparizioni mariane dans Anticristo cardivandias

L’apparizione della Vergine a Lourdes, come le altre apparizioni mariane, « rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all’inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine ». Lo ha detto il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, durante la messa celebrata sabato scorso a Lourdes per inaugurare, come inviato speciale del Papa, l’Anno celebrativo del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni. Anzi « questa lotta – ha aggiunto il cardinale – è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette. Il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio; di un relativismo che erode i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa ». E ancora: « Questa battaglia fa innumerevoli vittime nelle nostre famiglie e tra i nostri giovani ». Il cardinale ha poi ricordato quanto il cardinale Wojtyla disse pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro: « Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l’abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l’anti-chiesa, tra il Vangelo e l’antivangelo ». Parole, ha aggiunto il cardinale Dias, che trent’anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane « insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l’affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l’aumento dell’azione dell’anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini ». Ma proprio per questo « è discesa dal cielo una Madre – ha aggiunto – preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo ».
Nella grande basilica sotterranea di San Pio X lo ascoltano migliaia di fedeli provenienti da diversi Paesi del mondo per non mancare al solenne appuntamento con la celebrazione dell’anniversario di « quelle apparizioni – avverte il cardinale Dias – vere e proprie irruzioni mariane nella storia del mondo, che segnano l’entrata decisiva della Vergine nel pieno delle ostilità tra lei e il diavolo, come è descritto nella Genesi e nell’Apocalisse ». Per questo motivo il Prefetto ha invitato i fedeli a non abbassare la guardia « qui a Lourdes come in tutto il mondo. La Madonna sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino figlio Gesù Cristo ». Ella dunque « ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male ». Le armi da usare in questa lotta dovranno essere « la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l’accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo ». « La vittoria finale – ha concluso il cardinale Dias la sua omelia – sarà di Dio. E Maria combatterà alla testa dell’armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando il capo del serpente ». Terminata la celebrazione della messa il cardinale ha guidato il lungo corteo processionale che, entrando nel santuario dalla porta Saint Michel, ha fisicamente inaugurato la peregrinatio del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni.

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