Le 7 apparizioni di San Giuseppe che dovresti conoscere

Posté par atempodiblog le 18 mars 2026

Le 7 apparizioni di San Giuseppe che dovresti conoscere
Tratto da: ChurchPOP

San Giuseppe e Gesù Bambino

Non si ama la Santa Vergine se non si onora il suo protettore e sposo, San Giuseppe. Il mese di marzo è importante per le famiglie e per la Chiesa perché è il mese di San Giuseppe, il Santo patrono delle famiglie e della Chiesa.
Molti santi hanno avuto una visione o un’apparizione di San Giuseppe, in particolare Santa Teresa d’Avila, suor Maria di Gesù Crocifisso, ecc.

Le apparizioni di San Giuseppe
Talune apparizioni di San Giuseppe sono state riconosciute in luoghi che sono diventati grandi santuari, noi abbiamo voluto raccogliere soltanto le più significative:

1) Apparizioni di Cotignac
In Francia, a Cotignac, il 7 giugno 1660, verso l’una, un giovane pastore, Gaspard Ricard, pascola il suo gregge sul monte Bessillon. Il caldo è opprimente. Ha sete. Improvvisamente vede “un uomo al suo fianco”, che gli dice mostrandogli una roccia: «Io sono Giuseppe; toglila, e berrai». Gaspard dubita. L’apparizione ripete il suo consiglio. Egli sposta la roccia senza difficoltà e scopre una sorgente…

Questa è l’unica apparizione riconosciuta dalla Chiesa di San Giuseppe apparso singolarmente e non accompagnando la Madonna.

2) Apparizioni di Kalisz
In Polonia, a Kalisz, verso il 1670, un uomo, Stobienia, soffrendo molto per una brutta malattia e non avendo alcuna speranza, pregava Dio di lasciarlo morire. Si rivolse a San Giuseppe, patrono della buona morte. La notte seguente, un uomo venne da lui ed egli riconobbe in lui San Giuseppe. Questi disse al malato: «Tu guarirai quando farai dipingere un quadro della Sacra Famiglia con la scritta “Rivolgetevi a Giuseppe” e l’offrirai alla chiesa collegiale di Kalisz» . D’allora, i fedeli ricevono molte grazie e Kalisz è diventata un grande santuario.

3) Apparizioni di Knock
In Irlanda, a Knock (vicino a Dublino), il 21 Agosto 1879, sotto gli occhi di 18 persone, la Santa Vergine appare, in piedi, vestita di bianco e con una corona d’oro. Sembra che preghi. L’accompagnano San Giuseppe e San Giovanni Evangelista “vestito da vescovo che predica”. I testimoni vedono anche un “altare” sul quale vi è un “agnello” dietro al quale è piantata una croce.

4) Apparizioni di Fatima
In Portogallo, a Fatima, il 13 Ottobre 1917, mentre la folla assiste al miracolo del sole, i tre veggenti vedono la Sacra Famiglia con San Giuseppe e Gesù Bambino che benedicono il mondo.

6) Apparizioni di Zeitoun
A Zeitoun, un sobborgo del Cairo (Egitto), dove secondo la tradizione, apparse la Madonna dal 2 aprile del 1968 al settembre del 1970 sulla cupola di una chiesa copta. Furono apparizioni in cui parteciparono più di 100.000 persone e che potevano durare da 15 minuti fino a 2 ore. Furono apparizioni silenziose in cui per ben due volte apparve anche San Giuseppe assieme a Gesù Bambino.

7) Apparizioni di Ghiaie di Bonate
Il 13 maggio 1944 la Vergine Maria apparve con il Bambino Gesù e San Giuseppe, nella provincia di Ghiaie di Bonate a Bergamo, Italia. Si fece chiamare la Vergine della famiglia. Apparve ad una bambina di sette anni, Adelaide Roncalli. Per sei volte, tra il 13 maggio e il 13 luglio del 1944, il miracolo del sole fu visto non soltanto da migliaia di testimoni ma fu catturato dall’osservatorio astronomico di Venezia, quindi a ben 200 km di distanza da luogo dell’apparizione.

Queste sono solo alcune delle tante apparizioni di San Giuseppe, che celebriamo il 19 marzo.

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Cotignac, l’apparizione più famosa di san Giuseppe

Posté par atempodiblog le 18 juillet 2024

Cotignac, l’apparizione più famosa di san Giuseppe
7 giugno 1660, Cotignac, sud della Francia: san Giuseppe appare a un giovane pastore assetato e gli fa scoprire una sorgente dalle proprietà miracolose. Un’apparizione, riconosciuta dalla Chiesa, che non smette di dare i suoi frutti.
di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

Cotignac, l’apparizione più famosa di san Giuseppe dans Apparizioni mariane e santuari San-Giuseppe

Siamo in un piccolo comune nel sud della Francia (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra). È il 7 giugno 1660 e un giovane pastore, di nome Gaspard Ricard, pascola le sue pecore sul monte Bessillon. È circa l’una di pomeriggio e il caldo è intenso. Esausto per la sete, Gaspard si sdraia a terra. All’improvviso vede apparire un uomo dall’aspetto imponente e venerabile, che gli indica un grande masso lì vicino e gli dice: «Io sono Giuseppe, solleva questa roccia e berrai».

Gaspard, alla vista di quel masso, esita (più tardi, la sera di quel 7 giugno, otto uomini insieme riusciranno a spostarlo con notevole difficoltà). Ma Giuseppe gli ripete il comando. Stavolta il pastore obbedisce, solleva la roccia con estrema facilità e vede scorrere abbondante acqua dolce. Beve con gusto a quell’inaspettata sorgente, ma quando rialza il capo si accorge di essere rimasto solo.

Verso le tre di pomeriggio Gaspard si reca alla piazza principale di Cotignac e racconta quanto gli è accaduto. La notizia dell’apparizione di san Giuseppe si diffonde rapidamente e i pellegrini scoprono che quella sorgente sul Bessillon ha proprietà fuori dall’ordinario: non pochi ne tornano guariti da febbri, malattie agli occhi e altre infermità; soprattutto, non si contano le grazie spirituali, di guarigione e fortificazione interiore.

Con le donazioni dei devoti si deciderà di costruire una cappella. Due mesi dopo l’apparizione, il 9 agosto, venne benedetta la posa della prima pietra. I lavori furono completati nell’ottobre del 1660. Ma già l’anno seguente, vista l’insufficienza della chiesa per l’afflusso di fedeli, fu avviata una costruzione più grande. Si tratta del santuario consacrato nel 1663 – tuttora esistente e meta di pellegrinaggi – che sorge accanto al luogo della fonte miracolosa, dove è inciso nella lingua locale [vedi foto accanto, di Marina Cristea] un significativo passo del profeta Isaia: Haurietis aquas in gaudio de fontibus Salvatoris, «Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza» (Is 12, 3).

L’apparizione avvenne mentre imperversava in Francia il giansenismo, che con la sua durezza e la sua errata idea della Misericordia divina allontanava le persone dai sacramenti, in primis Confessione ed Eucaristia, criticando pure il culto dei santi e della stessa Vergine Maria.

Al riguardo va ricordato che a Cotignac si è manifestata nello spazio di meno di un secolo e mezzo l’intera Sacra Famiglia. Nel 1519, dunque agli albori della crisi religiosa avviata da Lutero, il piccolo comune francese era stato infatti teatro di due apparizioni – avvenute il 10 e 11 agosto (a circa tre chilometri di distanza dal luogo dove poi sarebbe apparso da solo san Giuseppe) – della Madonna con Gesù Bambino in braccio. La Madre di Dio aveva chiesto al veggente, il boscaiolo Jean de la Baume (talvolta indicato come “de la Saque” o “de la Mire”, per via del fatto che all’epoca i cognomi erano raramente fissati), di riferire al clero e ai consoli di Cotignac di adoperarsi per la costruzione di una cappella sotto il titolo di Nostra Signora delle Grazie e di andarvi «in processione, per ricevere i doni che voglio diffondervi». E tempo dopo quella chiesa, presto edificata in obbedienza al comando celeste (la prima pietra fu posta il 14 settembre, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, del 1519), era stata affidata alle cure degli Oratoriani.

Si tratta della stessa famiglia religiosa a cui nel secolo successivo, a seguito dei fatti legati alla sorgente sul Bessillon, il vescovo di allora, l’italiano Giuseppe Zongo Ondedei, in una lettera datata 31 gennaio 1661, affidò la cura del luogo e della cappella in onore di san Giuseppe. «Noi, volendo seguire (…) le vie che la Divina Provvidenza ci ha tracciato e per non separare le cose che ha voluto unire, abbiamo creduto che non ci fosse niente di meglio di affidare l’amministrazione della cappella dello sposo [Giuseppe] a coloro che assolvono così bene quella della sposa [Maria]», scrisse il vescovo Ondedei. Accanto al santuario, sorse anche un piccolo monastero.

Più di un secolo dopo, la Rivoluzione francese indusse ad un abbandono di quel luogo benedetto. Il monastero cadde in rovina, mentre la cappella rimase in piedi, curata dai parroci di Cotignac e aperta due-tre volte l’anno ai fedeli, in particolare per la solennità del 19 marzo.

Il XX è stato il secolo della rinascita del culto sul Bessillon. Nella lettera pastorale dell’1 febbraio 1971, in cui ricordava l’eccezionalità della visita di san Giuseppe, monsignor Gilles-Henri-Alexis Barthe, vescovo di Fréjus-Tolone (1962-1983), scriveva: «Abbiamo indubbiamente dimenticato troppo il privilegio di questa visita del Santo Patriarca a uno dei giovani più umili del nostro Paese. [Giuseppe] si è ritirato di nuovo nel suo silenzio, ma la primavera continua a scorrere, assistendo al suo passaggio. C’è stato un tempo in cui più pellegrini venivano a pregarlo. Nelle gioie e nelle speranze, nei dolori e nelle angosce di questo tempo, quante lezioni possiamo imparare da san Giuseppe, il benefattore giusto, attento e silenzioso. Quante grazie dobbiamo chiedergli per l’umanità, per la Chiesa di cui è Patrono, per il nostro Paese, per la nostra diocesi».

Nell’Anno Santo 1975, il ritorno in Francia dei benedettini del monastero di San Benedetto di Médéa (Algeria) si è rivelato provvidenziale per Cotignac: i religiosi hanno acquisito il santuario di San Giuseppe e ricostruito il monastero (affidandosi all’architetto Fernand Pouillon), avendo cura di armonizzare i nuovi edifici con quelli del XVII secolo. Il resto è storia recente.

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