Le parole dell’anno a venire…

Posté par atempodiblog le 1 janvier 2017

Le parole dell’anno a venire... dans Citazioni, frasi e pensieri T_S_Eliot

“Le parole dell’anno trascorso appartengono al linguaggio dell’anno trascorso e le parole dell’anno a venire attendono un’altra voce…”.

Thomas Stearns Eliot

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Cantico di Simeone (di T. S. Eliot)

Posté par atempodiblog le 1 février 2015

Cantico di Simeone
di Thomas Stearns Eliot

Cantico di Simeone (di T. S. Eliot) dans Citazioni, frasi e pensieri 14vgpqh

Signore, i giacinti romani fioriscono nei vasi
E il sole d’inverno s’insinua sui colli di neve;
La stagione ostinata si sofferma.
La mia vita è leggera, in attesa il vento di morte,
Come una piuma sul dorso della mano.
La polvere nel sole e la memoria negli angoli
Attendono il vento che gela verso la terra morta.

Concedi a noi la pace.
Per molti anni camminai in questa città,
Mantenni fede e il digiuno, provvedetti ai poveri,
Ho dato e avuto onori ed agiatezza.
Chi giunse alla mia porta fu respinto.
Chi si ricorderà della mia casa, dove vivranno i figli dei miei figli,
Quando verrà il tempo del dolore?
Prenderanno il sentiero della capra, la tana della volpe,
Fuggendo i volti stranieri e le spade straniere.

Prima che venga il tempo delle corde, delle sferze e dei lamenti
Concedi a noi la pace.
Prima delle stazioni della montagna di desolazione,
Prima dell’ora certa del dolore materno,
Ora in questa stagione di nascita e morte,
Possa il Figliolo, il Verbo non pronunciante e impronunciato ancora,
Accordare la consolazione d’Israele
A un uomo di ottant’anni e che non ha un domani.

Secondo la tua parola.
Ti loderanno e soffriranno a ogni generazione
Con gloria e derisione,
Luce su luce, salendo la scala dei santi.
Non per me il martirio, l’estasi del pensiero e della preghiera,
Non per me la visione estrema.
Concedi a me la tua pace.
(E una spada trafiggerà il tuo cuore,
Anche il tuo).
Sono stanco della mia vita e della vita di quelli che verranno,
Muoio della mia morte e della morte di quelli che verranno.
Che  il tuo servo si parta
Dopo aver visto la tua salvezza.

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Il cammino dei Re Magi

Posté par atempodiblog le 6 janvier 2015

Il cammino dei Re Magi dans Citazioni, frasi e pensieri 2lmqwxk

Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
E disertavano, e volevano, donne e liquori,
E i fuochi notturni s’estinguevano, mancavano ricoveri,
E le città ostili e i paesi nemici
Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
Ore difficili avemmo.
Preferimmo viaggiare di notte,
Dormendo solo a tratti,
Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
Che questo era tutta follia.

Poi all’alba giungemmo a una valle più tiepida,
Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
E tre alberi contro il cielo basso,
E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
Poi arrivammo a una taverna con l’architrave coperta di pampini,
Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d’argento,
E piedi davano calci agli otri vuoti.
Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.

Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo farei di nuovo, ma considerate
Questo considerate
Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
Per una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certo,
Ne avemmo prova e non avemmo dubbio. Avevo detto nascita e morte
Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
Come un’aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
Io sarei lieto di un’altra morte.

T.S. Eliot - Il viaggio dei Magi
Tratto da: Libertà e Persona

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L’Arcivescovo predica nella Cattedrale la mattina di Natale del 1179

Posté par atempodiblog le 25 décembre 2014

L’Arcivescovo predica nella Cattedrale la mattina di Natale del 1179
di Thomas Stearns Eliot -
Assassinio nella cattedrale

 L’Arcivescovo predica nella Cattedrale la mattina di Natale del 1179 dans Fede, morale e teologia nwiqyx

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Quattordicesimo versetto del secondo capitolo del Vangelo di San Luca. In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Diletti figli di Dio, la mia predica di questa mattina di Natale sarà molto breve. Vorrei soltanto che voi in cuor vostro meditaste il profondo significato e mistero delle nostre Messe di Natale. Perché ogni volta che una Messa vien detta, noi facciamo rivivere la Passione e la Morte di Nostro Signore; e in questo giorno di Natale noi la diciamo per celebrare la sua Nascita.

Così nello stesso momento noi ci rallegriamo della Sua venuta per la salvezza degli uomini e di nuovo offriamo a Dio il Suo Corpo e il Suo Sangue in sacrificio, per riparazione e risarcimento dei peccati del mondo intero. Fu in questa notte appena passata che una schiera dell’esercito celeste apparve davanti ai pastori di Betlemme, cantando “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”; così questo momento è l’unico in tutto l’anno in cui noi celebriamo insieme la Nascita di Nostro Signore e la Sua Passione e Morte sulla Croce.

Diletti figli, per il Mondo, dal suo punto di vista, questo è uno strano comportamento. Perché chi nel Mondo si rattrista e si rallegra nello stesso tempo e per la stessa ragione? Infatti, o la gioia è superata dal dolore o il dolore sarà cacciato via dalla gioia; così è solo in questi nostri cristiani misteri che noi possiamo rallegrarci e rattristarci insieme, e per la stessa ragione. Ora pensate per un momento al significato della parola “pace”. Non vi pare strano che gli angeli abbiano annunciato la pace, quando invece il mondo è incessantemente sconvolto dalla guerra e dalla paura della guerra? Non pare a voi che quelle angeliche voci si siano sbagliate e che quella promessa si sia risolta in delusione e in inganno?

Riflettete ora su come parlò della Pace il Nostro Signore. Lui disse ai suoi discepoli: “Pace io vi lascio e la mia pace io do a voi”. Voleva Egli dire pace come noi la intendiamo? Il Regno d’Inghilterra in pace con i suoi vicini, i baroni in pace con il Re, e il capofamiglia che conta i suoi pacifici guadagni, il focolare ben tenuto, il miglior vino sulla tavola per l’amico, la moglie che canta ai bambini? Quegli uomini che erano Suoi discepoli nulla sapevano di queste cose: essi partirono per viaggi lontani, per soffrire sulla terra e sul mare, per conoscere la tortura, la prigionia, la disillusione, per soffrire la morte con il martirio. Che cosa intendeva dunque Egli dire? Se volete saperlo, ricordatevi che Egli disse anche: “Non come quella che dà il Mondo è la mia pace; ed è la mia pace che io do a voi”. Perciò Egli diede la pace ai Suoi discepoli, ma non la pace come la dà il Mondo.

Considerate ancora una cosa alla quale forse non avete mai pensato. Non soltanto noi nella festa di Natale celebriamo insieme la nascita di Nostro Signore e la sua morte: ma nel giorno che segue noi celebriamo il martirio del suo primo martire, il beato Stefano. È per caso, voi credete, che il giorno del primo martire segue immediatamente quello della nascita di Cristo? Assolutamente no. Proprio come noi ci rallegriamo e rattristiamo insieme, per la nascita e la passione di Nostro Signore, così anche – fatte le debite proporzioni – noi ci rallegriamo e rattristiamo insieme per la morte dei martiri.

Noi ci rattristiamo per i peccati del mondo che li ha martirizzati; ci rallegriamo perché un’altra anima si annovera tra i santi in Paradiso, a gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. Diletti figli, noi non consideriamo un martire semplicemente un buon cristiano che è stato ucciso perché è cristiano: questo ci farebbe soltanto rattristare. Né lo consideriamo semplicemente un buon cristiano che fu eletto tra le schiere dei santi: perché questo ci farebbe soltanto rallegrare: e mai il nostro rattristarci e il nostro rallegrarci sono come quelli del mondo.

Un martirio cristiano non avviene mai per caso, perché non si diventa santi per caso. Un martirio è sempre un disegno di Dio, per il suo amore per gli uomini, per avvertirli e guidarli, per riportarli sulla sua strada. Non è mai un disegno dell’uomo; perché il vero martire è colui che è diventato lo strumento di Dio, che ha perduto la sua volontà nella volontà di Dio, e che non desidera più niente per se stesso, neppure la gloria di essere un martire.

Sicché, come sulla terra la Chiesa si rattrista e si rallegra insieme, in un  modo che il mondo non può capire, così in paradiso i santi stanno molto in alto proprio perché qui, su questa terra, sono stati molto in basso; e si contemplano non come noi li vediamo, ma nella luce della divinità dalla quale essi traggono il proprio essere.

Io vi ho parlato oggi, diletti figli di Dio, dei martiri del passato, e vi chiedo di ricordare soprattutto il nostro martire di Canterbury, il beato arcivescovo Elpigio; perché è giusto, nel giorno della Nascita di Cristo, ricordare che cosa è quella Pace che Lui ci ha portato; perché, diletti figli, non credo che io predicherò più davanti a voi; e perché è possibile che tra breve voi abbiate ancora un nuovo martire, che forse non sarà neppure l’ultimo. Io vorrei che voi custodiste nei vostri cuori le parole che vi dico, perché possiate ricordarle in un altro momento. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

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La coltura degli alberi di Natale (T. S. Eliot)

Posté par atempodiblog le 5 décembre 2014

La coltura degli alberi di Natale (T. S. Eliot) dans Avvento 8yi35t
Glade Jul, di Viggo Johansen

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale
E alcuni il possiamo trascurare:
Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,
Il rumoroso (essendo i bar aperti fino a mezzanotte),
E l’infantile – che non è quello del bimbo
Che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato
Spieganti l’ale alla cima dell’albero
Non solo una decorazione, ma anche un angelo.
Il fanciullo stupisce di fronte all’albero di Natale
Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia
Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto.
Così che il rapimento splendido, e lo stupore
Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto
Dei primi doni ricevuti (ognuno
Con un profumo inconfondibile e eccitante),
E l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento
Atteso e che stupisce al suo apparire.
E reverenza e gioia non debbano
Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza
Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio.
Nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento
Nella pietà del convertito
Che si potrebbe tingere di vanagloria
Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli
(E qui ricordo con gratitudine anche
Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco):
Così che prima della fine, l’ottantesimo Natale
(Significando qui per “ottantesimo” l’ultimo qualunque
esso sia)
Le accumulate memorie dell’emozione annuale
Possano concentrarsi in una grande gioia
Simile sempre a un grande timore, come nell’occasione
In cui il timore giunse ad ogni anima:
Perché l’inizio ci ricorderà la fine
E la prima venuta la seconda venuta.

di Thomas Stearns Eliot

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9 giugno: anniversario della morte di Charles Dickens

Posté par atempodiblog le 9 juin 2014

“Non esiste miglior critico dickensiano del signor Chesterton”.

Thomas Stearns Eliot

9 giugno: anniversario della morte di Charles Dickens dans Charles Dickens 2yux9ph

“Charles Dickens, il più grande scrittore inglese, nato proprio due secoli fa. Il più grande drammaturgo inglese, William Shakespeare - o almeno così alcuni scrittori sostengono plausibilmente - potrebbe anche essere stato cattolico. E’ difficile fare una tale affermazione su Dickens: G.K. Chesterton, però, (che certamente ha capito Dickens meglio di Dickens stesso) ha davvero affermato che Dickens era cattolico nel cuore: e, come io sosterrò, questa non è affatto una affermazione così stravagante come potrebbe sembrare a prima vista”.

William Oddie – Catholic Herald
Tratto da: Il blog dell’Uomo Vivo

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…sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’esser buono…

Posté par atempodiblog le 20 mai 2014

…sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’esser buono… dans Riflessioni 9kqs8o

La citazione completa dai Cori dalla Rocca  di T.S. Eliot è: “Essi cercano sempre di evadere/ dal buio esteriore e interiore/ sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’esser buono”.

Mi ha colpito tale citazione che da tempo tra amici ripetiamo senza comprenderne il significato. Ora mi è chiaro che la lotta buona di alcuni per avere delle buone leggi ha finito con il diventare una lotta ideologica, prescindendo dall’impegno irrinunciabile di ciascuno ad “esser buono”.

Perché siamo liberi e la nostra libertà in ogni momento può fare delle scelte che nemmeno ci immaginavamo. Come conferma questo passaggio della Spe Salvi:

“Poiché  l’uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche fragile, non esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente consolidato. Chi promette un mondo migliore che durerebbe irrevocabilmente per sempre, fa una promessa falsa; anzi, egli ignora la libertà umana”. Anzi “se ci fossero strutture che fissassero in modo irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la libertà dell’uomo, e, per questo motivo, non sarebbero per nulla  delle strutture buone (…) In altre parole: le buone strutture aiutano, ma da sole non bastano. L’uomo non può essere mai redento semplicemente dall’esterno” (Spe salvi, 24,45).

di Anna Vercors

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L’amore cristiano non è quello delle telenovele

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2014

L'amore cristiano non è quello delle telenovele dans Citazioni, frasi e pensieri s2eey1

“Guardate che l’amore di cui parla Giovanni non è l’amore delle telenovele! No, è un’altra cosa”.

Papa Francesco

24awj0k dans Gilbert Keith Chesterton

Terminato il tormento
Dell’amore insoddisfatto
Più grande tormento
Dell’amore soddisfatto”.

Thomas Stearns Eliot

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“In tutto ciò che valga la pena fare, sino ad ogni piacere, c’è un punto di dolore o di noia che deve essere preservato, proprio perché il piacere possa rivivere e durare. L’allegria della battaglia viene dopo il primo timore della morte; l’allegria nel leggere Virgilio viene dopo la noia dell’apprendimento; la gioia del bagnante, dopo il primo colpo dell’acqua fredda e il successo del matrimonio viene solo dopo la delusione della luna di miele”.

Gilbert Keith Chesterton

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Potete eludere la Vita, ma non la Morte

Posté par atempodiblog le 25 octobre 2013

Potete eludere la Vita, ma non la Morte dans Citazioni, frasi e pensieri 8uto

O anima mia, che tu sia pronta per la venuta della Straniera,
Che tu sia pronta per colei che sa come fare domande.
O stanchezza di uomini che vi stornate da Dio,
Per la grandezza della vostra mente e la gloria della vostra azione,
Per le arti e le invenzioni e le imprese temerarie,
Per gli schemi della grandezza umana del tutto screditata
Che riducete la terra e l’acqua al vostro servizio,
Che sfruttate i mari e sviscerate le montagne,
Che dividete le stelle in comuni e preferite,
Impegnati a ideare il frigorifero perfetto,
Impegnati a risolvere una morale razionale,
Impegnati a stampare più libri che potete,
A far progetti di felicità e a buttar via bottiglie vuote,
Passando dalla vacuità ad un febbrile entusiasmo
Per la nazione o la razza o ciò che voi chiamate umanità;
Sebbene abbiate dimenticato la via al Tempio,
V’è una che ricorda la via alla vostra porta:
Potete eludere la Vita, ma non la Morte.
Non rinnegherete la Straniera.

di Thomas Stearns Eliot
Tratto da: I cori della Roccia

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Sul petto degli altri

Posté par atempodiblog le 23 février 2013

Sul petto degli altri dans Citazioni, frasi e pensieri tseliot

“L’uomo di oggi è uno che recita volentieri il mea culpa: battendo sempre, però, sul petto degli altri”.

Thomas Stearns Eliot

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Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza!

Posté par atempodiblog le 4 février 2013

«Fatichiamo invano se il SIGNORE non edifica con noi. / Potete reggere forse la Città se il SIGNORE non resta con voi? / Mille vigili dirigono il traffico / Non sanno dirvi né perché venite né dove andate…» (T. S. Eliot, Cori da “La Roccia”)

Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza! dans Citazioni, frasi e pensieri madonnaxx

Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza!
di Luisella Saro, curatore Don Gabriele Mangiarotti
Tratto da: Cultura Cattolica

Passo ogni giorno, in via Spalti, davanti all’oratorio Pio X. E’ la strada per andare a scuola, la scorciatoia per arrivare in centro.
Ho visto ragazzi giocare a calcio, il campo sportivo riempirsi per le gare durante il Grest. Ho visto uscire camion pieni, mentre l’oratorio si svuotava. Ho visto escavatori e ruspe e l’edificio, segnato dagli anni, sgretolarsi sotto i loro colpi. Ho visto cumuli di macerie.
Sempre uguale, nel piazzale d’ingresso, la statua della Madonna: la veste bianca e azzurra, le mani giunte in preghiera e quello sguardo materno e forte che quando ti sfiora non lo dimentichi più.
Passando davanti al cancello, nei mesi il panorama è cambiato: prima, dietro le sue spalle, le aule del catechismo, le sale delle riunioni e delle feste; ora, solo una montagna di calcinacci. Lei lì, sempre uguale.
Il tempo logora le cose che si logorano; spesso sono gli uomini a distruggerle. Lei no. Le ruspe l’hanno risparmiata. E’ ancora lì, tra i detriti, bella come il primo giorno. Le mani giunte in preghiera e quegli occhi materni e forti che han visto crescere i padri e i nonni dei bimbi che per ultimi, quest’estate, han deposto un fiore ai suoi piedi.
Oggi ho immaginato di varcare il cancello e di mettermi dietro a Lei, accanto a quelle macerie frutto del tempo e dell’incuria degli uomini. L’oratorio sarà ricostruito e, nuovo, tornerà ad essere luogo di vita e di incontro, di testimonianza cristiana. Penso che anche questo nostro mondo in rovina ha bisogno di essere ri-edificato perché sia più umano: un mondo di uomini per gli uomini. E che compito nostro, per i talenti che abbiamo ricevuto, è collaborare alla costruzione del Regno.
Dentro questa scena ho capito. La politica, la famiglia, l’educazione, l’informazione, la cultura non devono inventare nulla. Basta che seguano. Che guardino dove Lei guarda, guardino Chi guarda. Perché Cristo è l’umanità compiuta, l’alfa e l’omega del cosmo e della storia. L’Architetto è Lui.
E allora

«In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina
Dove i mattoni sono caduti
Costruiremo con pietra nuova
Dove le travi sono marcite
Costruiremo con nuovo legname
Dove parole non sono pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio
C’è un lavoro comune
Una Chiesa per tutti
E un impiego per ciascuno
Ognuno al suo lavoro»
(T. S. Eliot, Cori da “La Roccia”)

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Umanità e Chiesa

Posté par atempodiblog le 19 avril 2011

« È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità? »
Thomas Stearns Eliot

Umanità e Chiesa dans Citazioni, frasi e pensieri dongiussani

Ma come fa un uomo del mio tempo, un uomo di questo tempo, parlando di cultura, usando la parola cultura, a non tener presente questa frase qui?! Dimentica i quattro quinti del mondo.
[...] innanzitutto è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, perché se io ho bisogno di una cosa, le corro dietro, se quella cosa va via. Nessuno correva dietro.
La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo.

Don Luigi Giovanni Giussani

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Preghiera per il discernimento a Maria

Posté par atempodiblog le 14 septembre 2010

Preghiera per il discernimento a Maria dans Preghiere elliotqo7

Non permettere che ci prendano in giro con le loro falsità.
Insegnaci quando dobbiamo preoccuparci e quando no.
Insegnaci a rimanere quieti,
anche in mezzo a queste rocce
la nostra pace è nella Sua volontà.

-Thomas Stearns Eliot-

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Dov’è…?

Posté par atempodiblog le 21 décembre 2008

Dov'è...? dans Citazioni, frasi e pensieri elliotqo7

Dov’è la vita che abbiamo perduto vivendo?
Dov’è la saggezza che abbiamo perduto sapendo?
Dov’è la sapienza che abbiamo perduto nella informazione?

-Thomas Stearns Eliot-

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Tratto da ‘Choruses from the Rock’

Posté par atempodiblog le 8 novembre 2007

Tratto da 'Choruses from the Rock' dans Citazioni, frasi e pensieri thomasstearnseliot

«Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa?
Perché dovrebbero amare le sue leggi?
Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare.
È gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri.
Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli.
Essi cercano sempre d’evadere dal buio esterno e interiore sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono».

di Thomas Stearns Eliot

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