Quattro santi delle cause impossibili e le preghiere con cui invocarli

Posté par atempodiblog le 21 mai 2026

Quattro santi delle cause impossibili e le preghiere con cui invocarli
Santa Rita non è l’unica ad occuparsi dell’impossibile, altri tre santi possono essere invocati come potenti intercessori
di Philip Kosloski e Maria Paola Daud – Aleteia

Santa Rita da Cascia San Giuda Taddeo Santa Filomena da Mugnano del Cardinale e San Gregorio Tauma

Sotto il peso del dolore, di fronte a situazioni disperate in cui nulla funziona più e tutto sembra andare contro di noi, spesso si raccomanda di pregare l’intercessione di santa Rita da Cascia, la patrona delle cause impossibili. Ma santa Rita non è la sola. Altri tre santi hanno fama di essere eccellenti “avvocati” presso Dio.

Santa Rita da Cascia, San Giuda Taddeo, Santa Filomena e San Gregorio Taumaturgo sono ampiamente noti per la loro intercessione a favore delle cause impossibili.
La comunione dei santi (communio sanctorum) è l’unione spirituale dei membri della Chiesa cristiana, viventi e defunti. Fanno tutti parte di un unico “corpo mistico”, con Cristo come capo, in cui ogni membro contribuisce al bene di tutti e condivide il benessere di tutti.

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, la comunione dei santi è la Chiesa stessa:
“Che cosa è la Chiesa se non l’assemblea di tutti i santi? La comunione dei santi è precisamente la Chiesa… Non veneriamo la memoria dei santi solo a titolo d’esempio, ma più ancora perché l’unione di tutta la Chiesa nello Spirito sia consolidata dall’esercizio della fraterna carità. Poiché come la cristiana comunione tra coloro che sono in cammino ci porta più vicino a Cristo, così la comunione con i santi ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla fonte e dal capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso popolo di Dio”.

Affermata nel Credo degli Apostoli, la comunione dei santi esiste nei tre stati della Chiesa – Chiesa militante, penitente e trionfante. La Chiesa militante (Ecclesia militans) consiste in coloro che sono vivi sulla Terra, la Chiesa penitente (Ecclesia poenitens) in quanti si sottopongono alla purificazione in Purgatorio per prepararsi al Paradiso e la Chiesa trionfante (Ecclesia triumphans) in quanti sono già in Cielo. L’uso più antico conosciuto della definizione “comunione dei santi” per riferirsi a questo corpo mistico che unisce viventi e defunti si ritrova nelle opere del vescovo, teologo e compositore di inni San Niceta di Remesiana (ca. 335–414). Da allora, il concetto ha giocato un ruolo centrale in tutte le formulazioni del credo cristiano.

I cristiani appartenenti alla Chiesa cattolica romana chiedono l’intercessione dei santi in Cielo, le cui preghiere sono viste come un aiuto per gli altri cristiani sulla Terra, come leggiamo in Apocalisse 5, 8. Spesso nella vita ci troviamo di fronte a situazioni in cui nulla sembra funzionare, e sentiamo come se il mondo fosse contro di noi. In questi casi, come con tutto nella vita, la cosa più appropriata è cercare Dio e implorare il suo intervento divino. I cattolici capiscono che i santi sono utili a questo proposito, portando rapidamente le loro richieste davanti al Padre Celeste.

In particolare, ecco quattro ausiliatori celesti ampiamente noti per la loro intercessione a favore delle cause impossibili:

Santa Rita da Cascia
Santa del XV secolo, durante la sua vita era nota per la sua assistenza alle vittime della peste. Non contrasse mai la malattia, una preservazione miracolosa che ha portato probabilmente alla sua associazione alle cause impossibili.

O santa patrona dei bisognosi, Santa Rita, le cui suppliche di fronte al Divino Signore sono quasi irresistibili, che per la prodigalità nel garantire favori sei stata chiamata Avvocata di chi non ha Speranza e perfino dell’impossibile, Santa Rita, così umile, pura, mortificata, paziente e con un amore compassionevole tale per il tuo Gesù Crocifisso da poter ottenere da Lui qualunque cosa chiedi, per conto di tutti coloro che hanno fatto con fiducia ricorso a te aspettandosi, se non sempre sollievo, almeno conforto, sii propizia alla nostra richiesta, mostrando il tuo potere presso Dio a favore di chi ti supplica; sii prodiga con noi come sei stata in tanti splendidi casi, per la maggior gloria di Dio, per la diffusione della tua devozione e la consolazione di chi confida in te.
Ti promettiamo, se la nostra richiesta verrà esaudita, di glorificarti rendendo noto il tuo favore, di benedirti e cantare le tue lodi per sempre. Confidando nei tuoi meriti e nel tuo potere presso il Sacro Cuore di Gesù, ti preghiamo di donarci [menzionare la propria richiesta]. Santa Rita, prega per noi, perché possiamo essere resi degni delle promesse di Cristo. Amen.

San Giuda Taddeo
Giuda è un santo spesso dimenticato nel corso della storia per via del suo nome. I cristiani non volevano pregarlo perché si chiamava in modo simile a Giuda Iscariota. Giuda è però un amico di tutti coloro che affrontano casi impossibili, ed è noto per la sua grande intercessione.

Santissimo apostolo San Giuda, servo e amico fedele di Gesù, la Chiesa ti onora e ti invoca a livello universale come patrono dei casi difficili, di ciò su cui quasi si dispera. Prega per me, indifeso e solo. Intercedi presso Dio per me perché offra un aiuto rapido e visibile dove si dispera quasi di riceverlo. Vieni in mio aiuto in questa grande necessità, perché io possa ricevere la consolazione e l’aiuto del Cielo in tutte le mie necessità, tribolazioni e sofferenze, soprattutto [esporre la propria richiesta], e perché io possa lodare Dio con te e con tutti i santi per sempre. Beato San Giuda, prometto di ricordare sempre questo grande favore donatomi da Dio, di onorarti sempre come mio speciale patrono e di incoraggiare con gratitudine la devozione nei tuoi confronti. Amen.

Santa Filomena
Giovane del III secolo, Filomena sarebbe stata dimenticata se non fosse stato per una visione miracolosa che l’ha collegata a una tomba scoperta più di 1.500 anni dopo.

Signore, ti supplichiamo di donarci il perdono dei nostri peccati per intercessione di Santa Filomena, vergine e martire, che era sempre gradita ai tuoi occhi per la sua castità e la professione di ogni virtù. Amen.

Illustre vergine e martire Santa Filomena, guardami prostrato davanti al tuo trono, dove la Santissima Trinità si è degnata di collocarti. Pieno di fiducia nella tua protezione, ti imploro di intercedere per me presso Dio, dalle vette celesti degnati di guardare il tuo umile servo! Sposa di Cristo, sostienimi nella sofferenza, fortificami nella tentazione, proteggimi nei pericoli che mi circondano, ottienimi le grazie necessarie, e soprattutto [menzionare la richiesta].
Al di sopra di tutto, assistimi nell’ora della morte. Santa Filomena, potente presso Dio, prega per noi. Amen.

O Dio, Santissima Trinità, ti ringraziamo per le grazie che hai effuso sulla Beata Vergine Maria e sulla tua ancella Filomena, attraverso la cui intercessione imploriamo la tua misericordia. Amen.

San Gregorio Taumaturgo
Non molto noto nella Chiesa occidentale, San Gregorio è noto in Oriente come operatore di miracoli, e sono di fatto molti i miracoli associati alla sua vita e alla sua intercessione.

O San Gregorio, confessore e sacerdote del Signore, ti prego di intercedere presso il nostro Signore Dio per me, perché purificato da ogni vizio possa essergli gradito in tutto, e perché mi doni la pace di tutti i suoi servi. Amen.

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Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 28 juin 2025

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
de La Redazione di Luci sull’Est

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria dans Beato Alano de la Roche Cuore-Immacolato-di-Maria

Cuore…
Anzitutto il Cuore della Madonna è un vero cuore di carne, ma il cuore, in senso biblico, simboleggia la persona nella sua interezza di anima e corpo. Ecco perché il Cuore della Madonna ha non solo un significato materiale ma anche spirituale. Il cuore è il centro della persona umana, è la sua coscienza, il suo intelletto e la sua volontà come pure la sede dell’amore e di tutti i sentimenti. Quando dunque parliamo del Cuore della Madonna dobbiamo aver presenti tutte queste realtà. Nel Vangelo di san Luca troviamo scritto per due volte che la Madonna «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19; 2,51). La Bibbia ci dice dunque che la Madonna conservava dentro di sé tutto ciò che si diceva di Gesù, tutti gli eventi della vita di Gesù come pure tutte le parole di Gesù e i suoi esempi. Da questo già scopriamo che il Cuore Immacolato di Maria è lo scrigno in cui sono conservati tutti i misteri della vita di Gesù e tutta la sua dottrina. Al riguardo san Gregorio Taumaturgo chiamava il Cuore di Maria «vaso e ricettacolo di tutti i misteri». La Madonna non solamente li custodiva nel suo Cuore ma li meditava pure. Ecco il “proprio” del Cuore Immacolato di Maria: conservare e vivere gli insegnamenti e gli esempi di Gesù e tramandarli agli altri con le sue parole e azioni.

…Immacolato…
Il Cuore della Madonna è prima di tutto immacolato, ovvero privo di ogni macchia, di ogni peccato e imperfezione. Fin dal primo istante in cui fu creata la Madonna, e per tutta la sua vita terrena, il suo Cuore fu sempre immacolato. Già il Concilio di Trento lo aveva confermato in modo solenne: nessuno «può evitare, nella sua vita intera, ogni peccato anche veniale, se non in virtù di un privilegio speciale, come la Chiesa ritiene nei riguardi della Beata Vergine». Il suo Cuore, dunque, non fu mai contaminato né dalla sporcizia del mondo né dalle insidie di satana.

Teologicamente parlando, era moralmente impossibile che questo Cuore si macchiasse anche minimamente.

San Massimiliano spiega così questa impossibilità:

«“Io sono l’Immacolata Concezione”. E questo è il suo primo privilegio.
C’è differenza tra le espressioni “Immacolata Concezione” e “concepita immacolatamente”? La differenza è come quella che esiste ad esempio tra i termini bianco e bianchezza.
Il bianco può sporcarsi ma la bianchezza non subisce alcun cambiamento.
Questo titolo, “Immacolata Concezione”, è molto importante e dimostra che l’Immacolata è tutta bella, senza alcun peccato» (CK 96).

Il Cuore della Madonna fu dunque sempre purissimo, infatti, prima che Pio XII istituisse per tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, si festeggiava la festa del Cuore purissimo di Maria. La Chiesa ha sempre creduto in questa totale purezza del Cuore della Madonna, purezza e immacolatezza che furono solennemente confermate dal dogma dell’Immacolata Concezione. Proprio Pio IX così parla della Madonna nella Bolla Dogmatica: «Giglio tra le spine; terra assolutamente inviolata, verginale, illibata, immacolata, sempre benedetta e libera da ogni contagio di peccato; giardino delle delizie piantato da Dio stesso, senza difetti, splendido, abbondantemente ornato di innocenza e di immortalità e protetto da tutte le insidie del velenoso serpente; legno immarcescibile che il tarlo del peccato mai poté intaccare; fonte sempre limpida [...], del tutto Immacolata; innocente, anzi innocentissima; illibata nel modo più eccelso; santa e assolutamente estranea al peccato; tutta pura, tutta intemerata, anzi l’esemplare della purezza e dell’innocenza; più bella della bellezza; più leggiadra della grazia».

Riflettendo sull’autorivelazione fatta dalla Madonna a Lourdes con le parole “Io sono l’Immacolata Concezione”, san Massimiliano M. Kolbe elabora il seguente ragionamento:

«L’Immacolata a Lourdes, nella sua apparizione, non dice: “Io sono stata concepita immacolatamente”, ma: “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Con ciò Ella determina non solo il fatto dell’Immacolata Concezione, ma anche il modo con il quale questo privilegio le appartiene. Perciò, non è qualcosa di accidentale, ma fa parte della sua stessa natura. Ella stessa è la Concezione Immacolata» (SK 486).

«Con queste parole Ella affermò chiaramente di essere non soltanto “Concepita senza peccato”, ma anzi la stessa “Immacolata Concezione”; ne viene di conseguenza che Ella è l’immacolatezza medesima. Per la verità Ella è una concezione, poiché ha cominciato ad esistere nel tempo, tuttavia è Immacolata Concezione [...] l’Immacolata [...] dice di se stessa: “Io sono Concezione”, ma, contrariamente a tutte le altre persone umane, la “Concezione Immacolata”» (SK 1292). In uno scritto in cui commentava la formula di consacrazione all’Immacolata giunse a questa conclusione: «L’Immacolata Concezione appartiene in certo qual modo all’essenza dell’Immacolata» (SK 1331).

Padre Alessandro M. Apollonio chiarisce in che modo si debbano intendere tutte queste affermazioni di san Massimiliano: «L’Immacolata Concezione appartiene alla natura della Vergine Maria nel senso che Ella è nata con essa e non l’ha mai perduta [...]. Se ha trionfato sempre la grazia, non è a motivo della natura, ma della volontà di Dio e della libera e meritoria cooperazione della Vergine». Già prima aveva precisato la differenza tra l’irresistibilità della grazia (dottrina condannata dalla Chiesa) e l’invincibilità della grazia, spiegando in che modo per la Madonna la grazia fu invincibile ma non irresistibile: «La grazia che la Vergine ebbe in pienezza sin dal suo concepimento non poté essere irresistibile per natura sua, se di fatto la Vergine non ha mai resistito, è merito della sua volontà che non ha voluto resistere, anche se, assolutamente parlando, poteva farlo. Ciò significa che Dio ha circondato Maria di una tale sovrabbondanza di grazia e di attrazioni alla verità e al bene, ha sostenuto così potentemente la sua volontà verso il bene, da rendere psicologicamente impossibile il peccato, anche se, dal punto di vista della natura umana, anche in Maria, il peccato rimaneva sempre fisicamente possibile (in senso diviso, nello stesso istante dell’eternità)».

Rifacendosi allo studio e alle dichiarazioni di padre Ernesto Piacentini sulla mariologia di san Massimiliano Kolbe, il padre Apollonio trae la seguente conclusione: «L’essenza soprannaturale di Maria è la sua Immacolata Concezione». Queste argute riflessioni di san Massimiliano e le chiarificazioni fatte dal padre Apollonio ci permettono di riflettere su una verità ancora poco approfondita e dibattuta: l’essenza stessa del Cuore della Madonna è, in certo modo, l’immacolatezza stessa, l’immacolatezza «fa parte della stessa natura» (SK 486), del Cuore di Maria Santissima, come pure che l’Immacolata Concezione «appartiene in certo qual modo all’essenza» del Cuore immacolato di Maria. Non c’è dubbio che siamo di fronte ad un grande mistero.

…di Maria
Ogni cuore umano è il cuore di una persona umana, e il Cuore Immacolato è il Cuore di Colei che si chiama Maria: «Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria. Questo grande Iddio possiede un tesoro e un emporio ricchissimo, dove ha racchiuso tutto quanto possiede di bello, di splendido, di raro e di prezioso, perfino il proprio Figlio. E questo tesoro immenso è Maria, che i santi chiamano: tesoro del Signore, dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti» (TVD 23). Sono le celebri parole del Montfort, utilissime per aiutarci a comprendere il valore e il significato del nome della Madonna, ovvero della persona umana a cui appartiene il Cuore Immacolato.

Questo nome non è stato scelto dagli uomini ma da Dio; al riguardo ecco come il Guéranger giustifica questa tesi: «Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L’angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l’Incarnazione del Verbo: “Gli porrai nome Gesù”. Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità».

Forse qualcuno potrebbe ancora dubitare visto che il Guéran­­ger parla solo di possibilità, di convenienza e non di certezza; occorre dunque rifarsi al grande devoto della Madonna, ovvero a sant’Alfonso, il quale, senza alcun dubbio, ci assicura che «il nome augusto di Maria dato alla divina Madre non fu trovato sulla terra né inventato dalla mente o dalla fantasia degli uomini, come avviene per tutti gli altri nomi, ma scese dal Cielo e fu imposto per ordine divino, come attestano san Girolamo, sant’Epifanio, sant’Antonino e altri. “Il nome di Maria – dice Riccardo di san Lorenzo – è stato tratto dal tesoro della Divinità”. “O Maria, tutta la Trinità ti diede tale nome, superiore a ogni nome dopo quello del Figlio tuo” e lo arricchì di tanta maestà e potenza che “al proferirsi del tuo nome volle che tutti prostrati lo venerassero, il Cielo, la terra e l’inferno”».

Nel provare quanto è potente il santissimo nome di Maria, dimostreremo anche quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria. «Fugge il demonio e trema l’inferno quando dico: Ave Maria», scrive il beato Alano e similmente aveva già detto san Germano: «Con la sola invocazione del tuo nome onnipotente rendi sicuri i tuoi servi da tutti gli assalti del nemico». E anche Tommaso da Kempis ci assicura che «al tuono di questo grande nome il demonio fugge e l’inferno trema». Questa verità ci viene assicurata anche da un gran numero di esorcisti, i quali testimoniano che durante gli esorcismi non c’è cosa che il demonio odi di più e che lo tormenti maggiormente che il sentir invocare il santissimo nome di Maria, poiché fu tramite Lei, tramite questa pura creatura umana, che Dio gli schiacciò la testa e gliela schiaccerà per tutta l’eternità. Il diavolo è superbo e non sopporta di essere vinto da una creatura di natura a lui inferiore, per questo odia tanto la Madonna. Dio, da parte sua, vuole sempre umiliare il diavolo per mezzo della Vergine Maria: «La Santissima Vergine, unita con Cristo da un legame strettissimo e indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un’eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato [...]. Scelta e preparata dall’Altissimo da tutta l’eternità e da Lui preannunciata quando disse al serpente: “Porrò inimicizia fra te e la donna”, schiacciò veramente la testa di quel velenoso serpente» (beato Pio IX, Bolla Dogmatica Ineffabilis Deus). Per tutto questo sant’Alfonso conclude: «Beato chi, nelle battaglie con l’inferno, invoca sempre il bel nome di Maria. Quante vittorie su questi nemici hanno riportato i devoti di Maria con il suo santissimo nome». Ecco quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria!

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Il ‘fenomeno’ delle Apparizioni mariane

Posté par atempodiblog le 17 janvier 2013

Il ‘fenomeno’ delle Apparizioni mariane
Le Apparizioni della Madonna si presentano come un segno di Dio per il nostro tempo, una parola profetica a noi rivolta per mezzo di Maria, madre dell’umanità.
di Giuseppe Daminelli
Tratto dal: mensile mariano Madre di Dio – Ed. San Paolo

Il ‘fenomeno’ delle Apparizioni mariane  dans Apparizioni mariane e santuari mariaaiutocristiani

Il ‘fenomeno’ delle Apparizioni mariane è quanto mai vasto, sia in senso temporale che spaziale. Esso percorre tutte le epoche storiche della Chiesa, a cominciare dalla prima Apparizione a noi nota: quella di Maria a San Gregorio Taumaturgo (+ 270) per istruirlo intorno ai misteri della fede, secondo il racconto di San Gregorio Nisseno (cfr. PG 46, 909-913).
Una concentrazione di Apparizioni mariane si localizza nell’Europa Occidentale durante l’Ottocento e il Novecento: sono almeno le 7 Apparizioni approvate dal magistero episcopale o papale che rievocano località ormai note come Centri di fede e di pellegrinaggio: Rue du Bac a Parigi (1830), La Salette (1846), Lourdes (1858), Pontmain (1871), Fatima (1917), Beauraing (1932-1933), Banneux (1933).
Se si prendono in esame le 232 presunte Apparizioni che costellano il secolo che si è appena chiuso, il campo di riferimento si allarga smisuratamente e tocca aree culturali diverse da quella europea.
L’intensificarsi delle Apparizioni di Maria nell’età contemporanea, mentre è accettato dalla maggioranza dei credenti con semplicità, talvolta con credulità, diventa problematico per altri ambienti più critici e attenti al quadro globale della rivelazione. Molti si meravigliano di queste Apparizioni; e si chiedono: « Non potrebbe il Signore della Chiesa stesso rivelare la sua volontà? ».
Alcuni teologi hanno tentato una risposta a questi interrogativi, del tipo: « Chi si meraviglia in questo modo non ha capito chi è veramente Maria. Ella è il prototipo della Chiesa, la Chiesa nella sua forma più pura, la Chiesa come dovrebbe essere o, come dovrebbe cercare d’essere. Ella è ora ‘a disposizione’ del Figlio, per mostrare ai Cristiani ciò che la Chiesa è in realtà, o dovrebbe essere » (cfr. Hans Urs von Balthasr).

bernadettasoubirous dans San Gregorio Taumaturgo
Lamberto Lombardi: L’Apparizione della Vergine Immacolata a Bernadetta Soubirous, alla Grotta di Massabielle.

Apparizioni e funzione storico-salvifica di Maria

Al riguardo, il termine « rivelazione privata » non è molto felice. Esso è giustificato se si considera che, oltre alla Parola di Dio del Nuovo Testamento, non c’è da aspettarsi per il mondo nessuna rivelazione del Dio Uno e Trino. Ma l’abbiamo compresa nella sua profondità e pienezza? Non abbiamo bisogno sempre di nuove spiegazioni per capire ciò che in essa è contenuto in profondità di grazia, ma anche in richiesta di grazia? In che misura ne siamo assorbiti?
Il Cristianesimo, come il Giudaismo, è la religione della Parola. Nelle teofanie la manifestazione sensibile è al servizio della Parola. L’importante non è il fatto di vedere la divinità, ma quello di ascoltare la sua Parola… Questo prevalere dell’ascoltare sul vedere è uno dei caratteri essenziali della rivelazione biblica.
Il Nuovo Testamento insiste su questo principio: siamo nel regime dell’ascolto della Parola e non della visione: « Beati piuttosto quelli che ascoltano la Parola e la mettono in pratica » (Lc 11, 28). « Beati quelli che pur non vedendo, crederanno » (Gv 20, 29).Le Apparizioni si spiegano a motivo della triplice base della funzione storico-salvifica cui Dio ha chiamato Maria, della spiritualità di servizio che la caratterizza, del nostro bisogno permanente di esegesi vitale della Parola da parte di Colei che personifica la « Chiesa immacolata ».
Non è solo il passato a spiegare i segni di una più assidua presenza di Maria nel nostro tempo. Le mariafanie illuminano il passato, in quanto attualizzano il Vangelo e ne mettono in rilievo alcuni dati importanti. In ognuna di esse Maria non appare un assoluto, né esprime una maternità captativa: al contrario, richiama alle esigenze evangeliche [preghiera-penitenza], suscita il senso della solidarietà umana [« …non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro »], conduce ai Sacramenti [« …voglio una Cappella »].

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Vicka, una dei presunti ‘Veggenti’ di Medjugorie, in una foto degli ultimi Anni ’80.

Sollecitudine materna di Maria verso il mondo

Le Apparizioni mariane non vogliono né possono sostituire i lineamenti biblici di Maria: la fondamentale « mariafania » è contenuta negli scritti del Nuovo Testamento; tuttavia, le Apparizioni sono interventi che manifestano la sollecitudine materna di Maria verso il mondo. Non è un personaggio del tempo passato, ma una persona viva che si interessa dei suoi figli e li guida verso il Cristo. Non un esempio da copiare, ma una presenza; o meglio, un esempio dinamico che aiuta nella concretizzazione della risposta cristiana.
Anzi, alla luce biblica dei corpi risorti (1Cor 15, 40-49), le Apparizioni di Maria sono incontri con la sua persona pneumatizzata, con il suo corpo glorificato, che pur appartenendo ad una dimensione extra-spazio-temporale realizza in modo misterioso ma profondo una comunione personale con il Veggente e, tramite questi, con i suoi figli ancora peregrinanti.
Poiché il messaggio della Vergine ai suoi diversi Veggenti comporta generalmente una proiezione sul futuro con toni apocalittici, le Apparizioni non possono comprendersi fuori dalla prospettiva dell’avvenire della Chiesa e del mondo.
I ripetuti inviti alla conversione, come prerequisito per la pace nel mondo o per il trionfo del Cuore immacolato di Maria [ vedi Fatima], indicano nella Vergine la ‘donna’ dell’Apocalisse (cfr. 12, 1) che scende in lizza nella Chiesa contro il ‘drago’, simbolo delle forze attuali disgregatrici della società e del cosmo. Così Maria diviene l’estremo tentativo intriso di maternità che Dio compie per provocare il ritorno al Vangelo della salvezza, impedire il folle cataclisma e ispirare fiducia nelle sue promesse.
La presenza carismatica di Maria nel nostro tempo non dipende dagli studi mariologici, ma dal libero disegno di Dio, che si manifesta in modo « femminile e materno » per unificare il mondo in Cristo mediante il richiamo irresistibile della Madre.

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Le  Apparizioni di Fatima e la profezia della conversione della Russia – Fatima, « Domus Pacis ».

Il Signore, con il suo Spirito di verità e di comunione, può liberare noi e la Chiesa dalla vana credulità che corre verso i « segni e prodigi », dimenticando lo statuto di fede adulta richiesta dal Vangelo. E nello stesso tempo, egli ci preserva dalla fredda chiusura agli interventi di Dio nella storia mediante  Maria, che mirano a convertire i cuori, sostenere la speranza, preparare la  Chiesa agli impegni futuri.
Dobbiamo infatti convincerci che l’armonia del piano divino richiede la presenza di Maria in tutti gli avventi del Cristo sul mondo. « Pertanto – afferma la Redemptoris Materla Chiesa, in tutta la sua vita, mantiene con la Madre di Dio un legame che abbraccia nel mistero salvifico il passato, il presente e il futuro… » (RM 47).
Ogni Apparizione mariana, che si presenta con i caratteri dell’autenticità, non fa che esprimere e rafforzare tale intimo legame e permettere alla Vergine di meglio esercitare la sua missione a favore dell’umanità: « Maria, l’eccelsa figlia di Sion, aiuta tutti i suoi figli – dovunque e comunque essi vivano – a trovare in Cristo la via verso la casa del Padre » (RM 47).

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