Digiuno e preghiera per la pace: da Nord a Sud, la mobilitazione della Chiesa italiana

Posté par atempodiblog le 13 mars 2026

Digiuno e preghiera per la pace: da Nord a Sud, la mobilitazione della Chiesa italiana
Oggi la giornata indetta dalla Cei, con centinaia di iniziative che vedranno protagonista la comunità cristiana. Da Bolzano a Cagliari, passando per Roma, sono previste Messe, Via Crucis e adorazioni eucaristiche. «La gente è preoccupata per la guerra, per questo la risposta dei fedeli è stata immediata»
di Roberta Pumpo – Avvenire

Digiuno, preghiera e poi pace: le priorità da ristabilire dans Articoli di Giornali e News Digiuno-e-preghiere

Dall’arcidiocesi di Cagliari a quella di Foggia-Bovino, dalle diocesi di Grosseto e Pitigliano-Sovana-Orbetello all’arcidiocesi di Pisa, per ribadire che «la guerra non è e non può mai essere la risposta» e implorare dal Signore che taccia il fragore delle armi. Sono centinaia le comunità in Italia che hanno aderito alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta per oggi dalla Conferenza episcopale italiana. Sarà anche l’occasione per pregare per padre Pierre al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas, ucciso il 9 marzo in un bombardamento mentre soccorreva un parrocchiano ferito in un precedente raid.

Incontri, Messe, Via Crucis, recita del Rosario, adorazioni eucaristiche: sono tante e diverse le iniziative organizzate dalle comunità per invocare la fine dei conflitti in Medio Oriente e in ogni angolo della Terra ferito da guerre, macerie e lutti. Un’invocazione costante in questi giorni, risuonata già l’11 marzo nelle parole del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Da Assisi, dove ha presieduto la Messa per implorare il dono della pace in Ucraina, volgendo lo sguardo al mondo intero, ha sottolineato che «non dobbiamo mai dimenticare che ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: san Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace».

Oggi invece, a Cagliari, la cappella del Seminario arcivescovile, a partire dalle 19, ospiterà la preghiera per la pace guidata dall’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei. A seguire, nella Sala Benedetto XVI, padre Pier Luigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane, racconterà la sua esperienza. Missionario in Costa d’Avorio e in Niger, fu sequestrato dalla sua casa, nel villaggio di Bomoanga, nel 2018 da un gruppo jihadista, trascorrendo due anni e tre settimane di prigionia nel Sahel prima della liberazione nell’ottobre 2020. «Di fronte alle tante guerre che feriscono i popoli – ha affermato l’arcivescovo – la comunità cristiana sente il dovere di intensificare la preghiera e il digiuno, affidando al Signore il desiderio di pace che abita il cuore dell’umanità. La pace non è solo assenza di conflitto, ma nasce dalla conversione dei cuori, dal riconoscimento della dignità di ogni persona e dalla volontà di costruire relazioni di giustizia e fraternità».

L’arcivescovo di Foggia-Bovino Giorgio Ferretti presiederà alle 19 la Messa in Cattedrale. «In tutte e 54 le parrocchie dell’arcidiocesi si celebrerà una Messa per la pace – spiega il presule –. Sarà un venerdì di Quaresima particolare. Noi credenti abbiamo l’arma del digiuno e della preghiera per chiedere al Signore di far tacere le armi, di risparmiare i deboli e di donare la pace al mondo. La celebrazione eucaristica in Cattedrale vuole essere un segno di unità dell’arcidiocesi. Parteciperanno in particolare molte religiose, una rappresentanza delle diverse parrocchie, il capitolo canonico metropolitano. Siamo grati alla Cei per aver indetto questa Giornata. A Foggia, ma ovunque in Italia, si avverte il desiderio di pace in un mondo dove ormai, come diceva papa Francesco, si combatte una terza guerra mondiale a pezzi».

Nelle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello sono stati organizzati momenti di preghiera fin dal mattino, con la recita comunitaria delle Lodi, e molte chiese resteranno aperte fino alle 22 per l’orazione davanti al Santissimo Sacramento. Nella parrocchia di Santa Lucia, a Grosseto, la Giornata va a innestarsi nella vita liturgica quotidiana. Il parroco, frate Valerio Mauro, spiega che «la mattina la Messa e le Lodi sono ordinarie. È stata aggiunta la recita del Rosario perché, solitamente, nei venerdì di Quaresima questo è sostituito dalla Via Crucis». Oggi, invece, «sia il Rosario sia la Via Crucis saranno adattati al tema della pace. Per la Giornata abbiamo promosso anche l’adorazione eucaristica dalle 20 alle 21». In questi giorni la preghiera è stata intensificata «perché è l’unica cosa che si può fare adesso; non ci sono altre strade», afferma in modo deciso. Non lontano dalla parrocchia c’è la base del 4° Stormo dell’Aeronautica Militare e «si nota che i voli non sono più sporadici».

Corale anche la risposta delle chiese della Versilia. Monsignor Roberto Canale, parroco del Duomo di San Martino a Pietrasanta, nell’arcidiocesi di Pisa, racconta che appena ha condiviso la proposta della Cei sui canali social «la risposta dei fedeli è stata immediata. C’è una grande sensibilità da parte di tutti quelli che credono nel potere della preghiera. Hanno aderito tutte le parrocchie limitrofe. La gente è preoccupata e si sente impotente».
Alle 17 si terrà la Via Crucis e dalle 20 alle 21,30 l’adorazione eucaristica. Quest’ultima scelta d’orario non è casuale perché è proprio «l’ora della cena – spiega monsignor Canale –. I fedeli sanno che questo è un invito concreto al digiuno e alla preghiera, un modo per “alzare” il cuore più che la voce».

La Caritas della diocesi di Roma promuove invece un incontro di preghiera alle 13 nella cappella Santa Giacinta della Cittadella della Carità presieduta dal vice direttore dell’organismo pastorale, don Paolo Salvini. «La cappella di Santa Giacinta è da sempre un punto di riferimento aperto al territorio», racconta il direttore della Caritas Giustino Trincia. Ogni mattina alle 8 si celebra la Messa per gli oltre cento ospiti della struttura, gli operatori e i residenti in zona. Oggi l’Eucarestia sarà dedicata particolarmente alla pace, seguendo anche le indicazioni della Cei. «Aderiamo con convinzione all’appello della Cei – aggiunge Trincia –. Alle 13, orario solitamente dedicato al pranzo, ci fermeremo per la preghiera. Ciò che non viene consumato fisicamente, viene donato idealmente e materialmente in opere di carità. Sarà un momento incentrato sulla Parola di Dio, sulla meditazione e, soprattutto, sul silenzio».

Nel segno di Chiara Lubich la preghiera promossa dall’arcidiocesi di Trento che aderisce alla Giornata indetta della Cei con una Messa che sarà presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi in Cattedrale. La liturgia era già in programma in memoria della morte della fondatrice del Movimento dei Focolari, avvenuta il 14 marzo 2008. Sarà l’occasione per invocare la fine dei conflitti e implorare il dono della pace, di cui la stessa Lubich fu “seminatrice” durante la Seconda guerra mondiale e poi per tutta la sua vita.

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L’Eucaristia ha come fine: farci Dio (per partecipazione)

Posté par atempodiblog le 11 juin 2020

L’Eucaristia ha come fine: farci Dio (per partecipazione) dans Chiara Lubich Corpus-Domini-a-tempo-di-blog

L’Eucaristia non è che porti soltanto frutti belli, buoni, di santità, d’amore; non è nemmeno che abbia come primo scopo quello di aumentare l’unità con Dio e fra noi (come è comunemente intesa l’unità) e serva perciò a nutrire la presenza di Gesù in mezzo a noi. Sì, anche questo. Ma il compito dell’Eucaristia è un altro. L’Eucaristia ha come fine: farci Dio (per partecipazione). Mescolando le carni vivificate dallo Spirito Santo e vivificanti del Cristo con le nostre, ci divinizza nell’anima e nel corpo. Ci fa Dio dunque. Ora Dio non può stare che in Dio. Ecco perché l’Eucaristia fa entrare l’uomo, che se ne è cibato degnamente, nel seno del Padre, colloca l’uomo nella Trinità in Gesù. Nello stesso tempo l’Eucaristia non fa questo di un uomo soltanto, ma di molti, i quali, essendo tutti Dio, non sono più molti, ma uno. Sono Dio e tutti insieme in Dio. Sono uno con lui, persi in lui. Ora questa realtà, che opera l’Eucaristia, è la Chiesa. Che cos’è la Chiesa? È l’uno provocato dall’amore reciproco dei cristiani e dall’Eucaristia. La Chiesa è formata da uomini divinizzati, fatti Dio, uniti al Cristo che è Dio e fra loro. Se vogliamo il tutto visto un po’ all’umana, espresso cioè con termini umani – con un esempio che la Scrittura usa – la Chiesa è un corpo, il cui capo è Cristo glorioso. Ma come Cristo è nel seno della Trinità, così la Chiesa è chiamata ad essere, e lo è già sin da quaggiù, nei membri in cui l’Eucaristia opera, nel seno del Padre. E se in parte non lo è ancora, è in viaggio verso di esso. L’uomo poi travolge con sé tutto il creato, perché ne è la sintesi. Tutto quanto è uscito da Dio ritorna perciò, per l’Eucaristia, nella Trinità.

Chiara Lubich, La Dottrina spirituale, Citta Nuova, 2001, p. 173

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Seguire Gesù

Posté par atempodiblog le 9 juin 2016

Chiara Lubich

Cronista: “Come fai con tutte le persone che devi seguire?”
Chiara Lubich: “Io non devo seguire le persone. Io devo seguire Gesù. È Gesù poi che segue le persone”.

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Trattiamo il prossimo come vorremmo essere trattati noi al suo posto

Posté par atempodiblog le 25 juillet 2014

Trattiamo il prossimo come vorremmo essere trattati noi al suo posto dans Chiara Lubich 2u3vbzn

“Ogni prossimo, che incontriamo nella nostra giornata, amiamolo così. Immaginiamo di essere nella sua situazione e trattiamolo come vorremmo essere trattati noi al suo posto. La voce di Dio che abita dentro di noi suggerirà l’espressione d’amore adatta ad ogni circostanza”.

Chiara Lubich

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La volontà di Dio

Posté par atempodiblog le 15 mars 2011

La volontà di Dio dans Chiara Lubich chiaralubich

Certamente la sua volontà non ci è sempre chiara. Come Maria anche noi dovremo domandare luce per capire quello che Dio vuole. Occorre ascoltare bene la sua voce dentro di noi, in piena sincerità, consigliandoci se occorre con chi può aiutarci. Ma una volta compresa la sua volontà subito vogliamo dirgli di sì. Se, infatti, abbiamo capito che la sua volontà è quanto di più grande e di più bello possa esserci nella nostra vita, non ci rassegneremo a « dover » fare la volontà di Dio, ma saremo contenti di « poter » fare la volontà di Dio, di poter seguire il suo progetto, così che avvenga quello che Lui ha pensato per noi. E’ il meglio che possiamo fare, la cosa più intelligente.

Chiara Lubich 

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Perdonare è la forma più elevata dell’amore

Posté par atempodiblog le 12 janvier 2011

Perdonare è la forma più elevata dell'amore dans Chiara Lubich sorridere

Siate i primi a perdonare, a sorridere, a fare il primo passo e vedrete sbocciare la felicità sul viso dei vostri fratelli! Perdonare è la forma più elevata, più bella dell’amore. In ricompensa, riceverete la felicità e pace immensa.

Chiara Lubich

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Fu così che ti trovai

Posté par atempodiblog le 23 juillet 2009

Fu così che ti trovai dans Chiara Lubich cuoreb

Quando si parla d’amore, Signore, forse gli uomini pensano ad una cosa sempre uguale. Ma quanto è vario l’amore! Ricordo che quando t’ho incontrato non  mi  preoccupavo  d’amarti.
Forse  perché  eri  Tu  che  mi  hai  incontrato e  Tu  stesso pensavi a riempire il mio cuore.
Ricordo che alle volte ero tutta fiamma, anche se il fardello della mia umanità mi dava noia e avevo l’impressione di trascinare il peso.
Allora, già d’allora per grazia tua, capivo un po’ chi ero io e chi Tu, e vedendo quella fiamma come un dono tuo.
Poi mi hai indicato una via per trovarti.«Sotto la croce, sotto ogni croce – mi dicevi – ci sono io. Abbracciala e mi troverai».
Me l’hai detto molte  volte e  non  ricordo le  argomentazioni  che adducevi.  So  che  mi  hai convinta.
Allora, al sopravvivere d’ogni dolore, pensavo a te, e con volontà ti dicevo il  mio  sì…  Ma la croce restava il buio che incupiva l’anima, lo  strazio che la dilaniava, o altro…  Quante sono le  croci  della  vita!  Ma  Tu,  più tardi,  mi  hai  insegnato  ad  amarti  nel  fratello  e  allora, incontrato  il  dolore,  non  mi  fermavo  ad  esso,  ma  accettatolo,  pensavo  a  chi  mi stava accanto,  dimentica  di   me  e  dopo  pochi   istanti,  tornata  in  me,  trovavo  il  mio  dolore dileguato.  Così per anni  e anni:  ginnastica continua della croce,  ascetica dell’amore.  Sono passate  tante prove e Tu  lo sai:  Tu che conti  i capelli del mio capo,  le hai annoverate nel tuo cuore. Ora l’amore è un altro: non è solo volontà.
Lo sapevo che Dio è Amore, ma non lo credevo così.

di Chiara Lubich

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