Carlo Acutis non era normale per niente

Posté par atempodiblog le 3 janvier 2026

Carlo Acutis non era normale per niente
di Giuseppe Signorin – Mienmiuaif
Tratto da: Don Bosco Land

San Carlo Acutis

Carlo Acutis era un ragazzino normale. Con le scarpe da ginnastica. Continuano a ripeterlo, io spero solo per far capire che la santità è alla portata di tutti, che tutti possono diventare santi, a qualsiasi età, in qualsiasi momento. E questo è verissimo. Il timore è però che il concetto si stia traducendo così: Carlo Acutis era un ragazzino normale, con le scarpe da ginnastica, quindi è sufficiente comportarsi in maniera normale, con le scarpe da ginnastica, e vivere come vivono tutti, per andare in Paradiso.

Ma Carlo Acutis non era normale per niente: sì, indossava le scarpe da ginnastica, ma cosa doveva mettersi ai piedi, un paio di sandali greco-romani come forse i martiri dei primi secoli? Carlo Acutis era uno con le scarpe da ginnastica, ma con le scarpe da ginnastica ci andava ogni giorno in chiesa ad adorare Dio e a partecipare alla Santa Messa. A quell’età… E poi pregava e consigliava di pregare il Rosario e aiutava i poveri, gli ultimi, chiunque incontrasse per strada.

Carlo Acutis era addirittura uno che faceva i “fioretti”: un millennial che fa i fioretti?! Ma quando mai? I fioretti sono sacrifici, rinunce, a favore di qualcun altro, qualcosa di assolutamente soprannaturale: quale ragazzino normale della sua età con le scarpe da ginnastica fa cose del genere? Carlo Acutis era uno che proponeva di confessarsi una volta a settimana, per sbarazzarsi anche dei peccati veniali: nemmeno la Madonna a Medjugorje osa tanto!

Carlo Acutis era uno che organizzava mostre più scioccanti di quelle di Damien Hirst, con squali e mucche in formaldeide dentro teche di vetro: Carlo Acutis andava oltre, esibiva la gloria di Dio esponendo tutta una documentazione sui miracoli eucaristici, cioè Dio che si fa Ostia per nutrirci e in certi casi da Ostia si fa carne e sangue, tessuto cardiaco per la precisione, per nutrire la nostra fede incredula. Un ragazzino normale post Medioevo si occupa di queste cose?

Carlo Acutis era uno che aveva predetto la sua morte. Era uno intelligentissimo, a quanto si legge, un genio dell’informatica e pensava cose come: «Un piccolo essere si rivolge all’Essere. Un finito all’Infinito. Un momento all’Eterno. Un ignorante all’Onnisciente».

Anche santa Teresina avevano cercato di addomesticarla e farne un santino pucci pucci con le roselline, ma c’aveva visto meglio Giovanni Paolo I quando l’aveva definita una «mazza di ferro», lei che amava così tanto Giovanna D’Arco e aveva chiesto di morire come Gesù, fino a sentirsi abbandonata da Dio, fino a diventare quasi atea.

Carlo Acutis era uno pieno di allegria ma nelle sue meditazioni non mancava lo spazio per l’inferno e Fatima [...]:

«Se veramente le anime corrono il rischio di dannarsi, come le Scritture affermano, e in modo particolare la Madonna apparendo a Fatima nel 1917 ha confermato, mi chiedo il motivo per cui oggi non si parli quasi mai dell’inferno, perché è una cosa talmente terribile e spaventosa che mi fa paura il solo pensarci».

Carlo Acutis era uno che adesso c’ha il cuore intatto esposto in un reliquiario. Carlo Acutis era uno che sapeva quanto, il bene per farlo bene, si deve pagare:

«Invocare Dio? Si fa presto a dire. Ci vuole tanta energia, fiducia, amore, assiduità, diligenza, sofferenza, se si vuole invocare con profitto il Signore. È vero, si può farlo spontaneamente, istintivamente, emotivamente, ma si corre il rischio di non riuscire. Si può fare un buco nell’acqua».

Carlo Acutis era un ragazzino normale nel senso che non ha vissuto trentasette anni seduto in cima a una colonna come san Simeone Stilita, ma non era un ragazzino normale nel senso che si comportava come tutti gli altri ragazzini: Carlo Acutis è sempre stato speciale, è un dono che il buon Dio c’ha mandato per darci (e soprattutto darmi) una svegliata.

(Le cit. di Carlo Acutis le ho trovate su alcuni articoli di Aleteia in cui si fa riferimento al libro di Luigi Francesco Ruffato: Carlo Acutis. Adolescente innamorato di Dio).

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Tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2025

“L’unica cosa che dobbiamo chiedere a Dio nella preghiera è la voglia di essere santi”.

San Carlo Acutis

Tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera dans Citazioni, frasi e pensieri Festa-dei-Santi-e-commemorazione-dei-fedeli-defunti

Chi conosce la vita dei santi sa benissimo che essi hanno conosciuto la gioia di pregare. Si tratta di quella gioia che è in Dio e che egli ci dona nella preghiera. La Madonna vuole che questa sia l’esperienza di tutto il popolo di Dio, perché tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera.

di Padre  Livio Fanzaga – Perché credo a Medjugorje, ed. SugarCo

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“Solitudine e unicità”

Posté par atempodiblog le 2 octobre 2025

“Solitudine e unicità”

“Siamo unici perché è Dio, il nostro Creatore, il nostro Redentore, che ci rende unici, irripetibili”. San Carlo Acutis

In un compito scolastico, l’insegnante chiese a Carlo e ai suoi compagni di classe di disegnare qualcosa che li descrivesse al meglio. Carlo ha deciso di rappresentarsi così:
Disegnò una foglia, curata nei minimi dettagli, in cui spiccava il colore verde, che rappresentava per lui la vita. Ma all’interno del verde, ha incluso anche il giallo. Per lui, il giallo della foglia rappresentava il momento del tramonto, l’arrivo dell’autunno, quando le foglie iniziano a cadere.
Da un lato, vedeva la sua vita rappresentata da quell’area verde; sentiva tutta la sua forza, e voleva usarla tutta per Dio, per Cristo, perché tutti potessero conoscerLo e amarLo. Dall’altra parte, il giallo indicava il tramonto, il che significava che sentiva che la vita era davvero fugace e ne percepiva la caducità.
Era consapevole che da un momento all’altro la vita terrena poteva spegnersi, chiudendosi come il sipario di un palcoscenico, dove gli attori escono dalla scena di questo mondo. Ma la speranza e l’ottimismo non lo hanno mai abbandonato, perché sapeva che anche se questa vita terrena è destinata a finire, subito dopo ci presenteremo davanti a Dio, per vivere eternamente accanto a Lui.

Si descriveva con queste semplici parole: “Solitudine e unicità”.
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Taken and translated (by FSCAP) from “Spiritual Insight: Riflessioni e appunti degli esercizi spirituali di Carlo Acutis” by Antonia Salzano Acutis with Fr. Giovanni Emidio Palaia, page 139. (Piemme, 2025)
Fonte: FSCAP

“Solitudine e unicità” dans Fatima La-foglia-disegnata-da-San-Carlo-Acutis-a-scuola

Un libro raccoglie appunti, riflessioni, disegni inediti di San Carlo Acutis
A colloquio con uno degli autori che ci racconta i pensieri profondi di Carlo
di Veronica Giacometti – ACI Stampa

“Spiritual Insight”/ Edizioni Piemme è uno dei quattro volumi ufficiali che raccontano la storia, la vita e i pensieri di San Carlo Acutis. Il volume è stato scritto e redatto da Antonia Salzano Acutis, la mamma di Carlo e da don Giovanni Emidio Palaia, accademico della Pontificia Accademia di Teologia e della Pontificia Accademia Mariana Internazionale e scrittore. Il libro è prezioso perché raccoglie riflessioni e appunti dagli esercizi spirituali di San Carlo Acutis. E anche disegni inediti.

Con noi ne ha parlato proprio lo stesso autore, don Giovanni Emidio Palaia. “San Carlo Acutis è stato un ragazzo che ha vissuto solo 15 anni. Ma questi 15 anni li ha saputi vivere in perfetta armonia con tutta la sua umanità e la sua vivacità. Ma anche e subito da questo libro si vede, si chiama “Spiritual insight”. Io ho voluto che ci fosse un titolo per tutte le lingue, che rimanesse uguale. Carlo ha avvertito sin da bambino, il desiderio di pregare, di stare in silenzio. Questo volume nello specifico, rispetto agli altri, raccoglie diverse esperienze, appunti, note, testimonianze e disegni che Carlo ha redatto in uno dei luoghi più belli della cristianità, che è La Verna, dove San Francesco ricevette le stimmate…. Carlo si recava per 15 / 30 giorni a La Verna, partecipava due volte alla Santa Messa. Leggeva e meditava la Parola di Dio e aveva con sé un libretto degli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, stampato proprio a Milano dalla Comunità di San Fedele. E ha imparato molto presto che così come noi esercitiamo il corpo, ci impegniamo tanto per avere un buon fisico, una buona salute, abbiamo anche un organismo spirituale e bisogna imparare ad utilizzarlo e a valorizzarlo con la grazia di Dio, i sacramenti, la Parola. Carlo capiva, ci vuole silenzio e preghiera”, dice Don Palaia ai microfoni di ACI stampa / EWTN News.

“Questo è un libro che ha richiesto tantissimi anni di lavoro da parte mia personalmente e della mamma del santo Carlo Acutis e ci ha aiutato anche il padre, il signor Andrea, e hanno partecipato tutti i familiari, perché ho avuto la possibilità di conoscere quasi tutti i compagni di scuola di Carlo, i professori, i parenti e abbiamo cercato di raccogliere le note personali di Carlo dal computer”, continua Don Giovanni Emidio nel racconto di questa stesura.

A un certo punto della sua ricerca lo scrittore è riuscito a trovare dei disegni inediti di Carlo, di cui ha deciso di svelare solo alcuni dei commenti di Carlo.

“Iniziamo da una foglia, che si vede proprio nel libro. Venne richiesto a Carlo di rappresentare la sua vita con un’immagine e lui ha disegnato una foglia che è in alcune parti verde. Il verde, così come il libro richiama la vita, richiama la speranza. Sappiamo oggi, ci dicono gli scienziati, che noi tendiamo sempre a cercare il colore verde che è un colore che ci rassicura, ma nella foglia poi compare anche il giallo che non ricorda più la vita, ma il tramonto, la fine. Mi ha colpito da subito che aveva circondato la foglia da quasi una raggiera, una luce. Cioè, noi siamo come persone umane, create a immagine e somiglianza di Dio, splendenti se siamo nella grazia di Dio, se ci nutriamo di Dio. Ha scritto per descriversi due parole che qui vengono riportate con i suoi commenti e le parole sono solitudine e unicità. Perché ciascuno di noi, per conoscere se stesso, per conoscere Dio, per interiorizzare la sua parola, ha bisogno di silenzio e solitudine”, continua Palaia nell’intervista da ACI Stampa / EWTN News.

Nel libro si parla anche dell’affetto e la devozione di Carlo Acutis verso la Madonna, in modo speciale Carlo era particolarmente affascinato dalle apparizioni di Fatima. “Nel libro c’è una sua immaginetta proprio del cuore immacolato di Maria, come aveva detto anche Papa Ratzinger, il centro del messaggio di Fatima è la devozione al cuore immacolato di Maria. E Carlo aveva capito che la devozione al cuore immacolato di Maria ha uno scopo ben preciso e non è solo quello di fare la prima comunione i primi 5 sabati dei mesi. Lui aveva intuito che meditando il mistero della vita di Cristo e di Maria nel Rosario si finisce per innamorarsi di Maria. E quando ci si innamora di Maria ci si innamora del cuore più bello dell’umanità e più gradito a Dio. Noi ci auguriamo appunto che la testimonianza di Carlo possa aiutare tanti ragazzi innanzitutto ad amare la vita. Carlo scoppiava di vita e oggi invece tanti ragazzi nel mondo pensano al suicidio, vanno in depressione molto presto”, conclude infine Palaia.

Questo libro è davvero uno strumento utile per pregare, meditare, pensare e conoscere questo nuovo Santo che Dio ci ha regalato.

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Acutis e Frassati sono santi

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2025

Acutis e Frassati sono santi
Papa Leone li ha proclamati ufficialmente santi durante la messa di canonizzazione in piazza San Pietro alle 10 pronunciando la formula di rito in latino. Si tratta della prima liturgia di canonizzazione del Pontefice dall’inizio del pontificato
de La Radazione di Toscana Oggi

Acutis e Frassati sono santi dans Articoli di Giornali e News San-Carlo-Acutis-e-San-Piergiorgio-Frassati

Il Papa ha proclamato ufficialmente santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, pronunciando durante la messa di canonizzazione in piazza San Pietro la formula di rito in latino.

“Ad onore della Santissima Trinità – le sue parole –, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della fede cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti nostri fratelli nell’episcopato, dichiaro santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis e li iscrivo nell’Albo dei santi, stabilendo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i santi”. All’annuncio della doppia canonizzazione, la folla in piazza San Pietro ha risposto con un fragoroso applauso.

“Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che prima di iniziare la messa per la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis si è presentato a piedi sul sagrato e ha salutato la piazza, guardando la distesa di fedeli affluiti già dalle prime ore di questa mattina. “Prima di cominciare la solenne celebrazione della canonizzazione, volevo dire un saluto, una parola a tutti voi, perché se da una parte la celebrazione è molto solenne, è anche un giorno di molta gioia”, ha detto il Papa: “E volevo salutare soprattutto tanti giovani, i tanti ragazzi che sono venuti per questa Santa Messa”, ha proseguito: “Veramente è una benedizione del Signore trovarci insieme, voi che siete venuti da diversi Paesi. È veramente un dono di fede che vogliamo condividere”.

I varchi della piazza più famosa del mondo sono stati aperti alle 6, e i fedeli erano già in fila dai diversi accessi, pronti a passare i consueti controlli. Imponente il piano di sicurezza delle forze dell’ordine, scattato questa notte. Presenti le delegazioni ufficiali dall’Italia, dalla Gran Bretagna, dalla Polonia e dall’Ordine di Malta.

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L’insegnante di Acutis: «Aveva Gesù nel cuore»

Posté par atempodiblog le 22 août 2025

L’insegnante di Acutis: «Aveva Gesù nel cuore»
Suor Monica Ceroni, sua docente alle medie: «Non aveva bisogno di ostentare la fede, era la sua bussola fissa nelle scelte quotidiane. Teneva viva la dinamica bella dello stare insieme e riusciva a far sì che tutti fossero importanti e accettati»
di Annamaria Braccini – Chiesa di Milano. Il portale della Diocesi Ambrosiana

Acutis, la mamma: “Mio figlio esempio di pace per questo mondo in guerra” dans Apparizioni mariane e santuari Beato-Carlo-Acutis

«Credo che per definire la santità di Carlo si debba ricorrere a quanto papa Francesco diceva a proposito della santità: “I santi della porta accanto”. Ricordo Carlo come il santo, l’alunno, il compagno del banco accanto». Suor Monica Ceroni, insegnante di Carlo Acutis alle scuole medie presso l’Istituto Marcelline di piazza Tommaseo, non ha dubbi. Il futuro santo dei millennials era «un ragazzo normalissimo, solare che, come tutti, aveva alcune materie preferite e altre nelle quali faceva più fatica, non perché faticasse negli studi, ma perché semplicemente non erano quelle a lui più congeniali».

L’ora di religione era tra le sue preferite?
Sì. La sua valutazione in religione era sempre ottima, ma perché il suo modo di esprimersi e di partecipare alle lezioni aveva sempre un tratto particolare. Tuttavia in lui non vi era nessuna ostentazione della fede. Quello che ricordo come un aspetto molto indicativo e che indico a mia volta ai giovani di oggi, era la sua capacità di stare con tutti i ragazzi della sua classe, coloro che percepiva come amici, come fratelli addirittura, e quelli che invece erano considerati i più umili e i meno considerati. Carlo riusciva a far sì che tutti fossero importanti e accettati.

Io trovo che questo sia un comportamento tipico del ragazzo cristiano, che non aveva bisogno di dire «così fa Gesù» per fare qualcosa. Il fatto è che Carlo aveva Gesù nel cuore. Penso che un santo questo deve fare. Se ci immaginiamo un “santino” non troviamo Carlo, se invece andiamo a scoprirne i tratti che fanno di un ragazzo quindicenne, un ragazzo capace di vivere l’esperienza cristiana, allora lo troviamo.

Le è accaduto spesso di ripensare a Carlo in questi quasi vent’anni dalla sua morte?
Certamente. Mi è capitato anche con altri ragazzi che sono già in cielo, con Consuelo, con un altro Carlo e naturalmente con Carlo Acutis. Loro fanno parte di quei miei santi protettori che hanno protetto e continuano a proteggere questa scuola, i ragazzi che conosco, soprattutto quelli particolarmente in difficoltà. Penso a quando sono arrivata in Brasile e ho trovato, nella nostra Università di San Paolo, un poster enorme a caratteri cubitali di Carlo, che era morto da soli 3 anni.

La pastorale giovanile della nostra Università era già impostata su di lui. Poi, anche in altre parti del mondo dove abbiamo delle scuole, Carlo è diventata la figura di riferimento per tutta la pastorale dell’anno. Come si potrebbe non tornare spesso a lui con la memoria? L’eco di questo ragazzo, del suo modo di essere, quello che colpisce sempre della sua personalità – lo ripeto perché mi pare un carattere importante -, è che non ha mai avuto bisogno di ostentare la fede, ma Gesù è stato la sua bussola fissa nelle scelte quotidiane.

Nella sua vivacità, tornando ad allora con il ricordo, si percepiva la santità o, per lo meno, l’unicità di un alunno molto particolare?
Questa è una domanda che mette in gioco e alla prova noi educatori. Io non mi ero certo accorta di avere come alunno un santo, ma questo mi ha spinto a chiedermi se tra i banchi, oggi, ci possono essere i santi del Terzo millennio. Carlo non era sicuramente il prototipo dell’alunno “perfettino” che tante volte, come docenti, noi desideriamo: quello attento, che fa tutti i compiti, che è ordinato, che ha sempre i libri con sé, che non arriva in ritardo, che non prende mai note. Era il ragazzo che continuamente ti mette in discussione, per capirlo fino in fondo. Per noi educatori penso che possa essere uno stimolo importante.

Ogni ragazzo è se stesso – un originale come diceva Carlo -, fatto a immagine di Dio e come Dio lo desidera. È questo che noi dobbiamo andare a scoprire e far emergere. Lui era quello che teneva viva la dinamica bella dello stare insieme, laddove i giovani adesso mi paiono più cupi. Oggi ci sono in giro tanti ragazzi tristi e questo dice che la storia ci interpella anche attraverso i linguaggi. Sono sicura che se Carlo fosse qui oggi, sarebbe già passato dalla rete al metaverso, con la capacità di essere pienamente un ragazzo di 15 anni che sa riempire la vita, la sua e quella degli altri.

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Cilento. Novi Velia, il Sacro Monte: il santuario del cuore di Acutis

Posté par atempodiblog le 11 juillet 2025

Cilento. Novi Velia, il Sacro Monte: il santuario del cuore di Acutis
In questo luogo si recava pellegrino il futuro santo. In estate avviene la riapertura annuale della chiesa che si trova a 1700 metri di altezza
di Nicola Nicoletti – Avvenire

Cilento. Novi Velia, il Sacro Monte: il santuario del cuore di Acutis dans Apparizioni mariane e santuari Il-santuario-del-Sacro-Monte-di-Novi-Velia

A 1705 metri di altezza lo sguardo si perde tra le Isole Eolie e Capri dalla parte del mare, dall’altra si è immersi nel verde della macchia mediterranea. Siamo sul Sacro Monte di Novi Velia (Salerno), dove un santuario richiama da secoli pellegrini da tre regioni.

Dalla Basilicata, Calabria e provincia di Salerno arrivano in estate, da soli o in compagnia, famiglie e parrocchie sulla cima del Gelbison.«Abbiamo scelto che il Sacro Monte fosse chiesa giubilare della diocesi di Vallo della Lucania e che, accompagnati della presenza di Maria, sia possibile riconciliarsi vivendo un’esperienza di silenzio e preghiera». Portando un mazzo di fiori il vescovo di Vallo della Lucania, Vincenzo Calvosa, ha accolto i fedeli nei giorni scorsi, quando il santuario si è riaperto dopo la chiusura annuale. In inverno, quando la neve imbianca la vetta del monte, le porte della chiesa sono chiuse, riaprono l’ultima domenica di maggio sino alla seconda domenica di ottobre, i mesi di Maria.

E quassù, per pregare e trovare aria fresca e leggera, arrivava con la mamma Carlo Acutis. Il ragazzo in vacanza nel Cilento, partiva da Centola, paesino originario dei nonni materni non lontano dal mare cristallino di Palinuro. Grazie agli anziani del paese aveva scoperto questo rifugio come di nido d’aquila che custodiva la chiesetta dedica a Maria, un’occasione unica per passeggiare tra castagni e faggi.

La storia del luogo di culto richiama avvenimenti di un passato incerto e di fede antica. La prima notizia sicura è del 1323, quando Tommaso Marzano, barone di Novi, acquista dal vescovo di Capaccio, Filippo Santomagno, il Santuario per donarlo ai celestini, monaci benedettini che aveva chiamato a Novi Velia all’inizio del secolo. Non è sbagliato pensare che già in precedenza, grazie al monachesimo italo greco, una cappella fosse frequentata dai pastori. Monaci eremiti, amante dei luoghi semplici e nascosti, i monaci avrebbero diffuso già dal Mille il culto mariano. Dai Celestini nel 1800 il santuario passa alla Chiesa diocesana che ne ha fatto il principale luogo di preghiera.

Statua-Madonna-con-Bambino-Novi-Velia-Cilento dans Fede, morale e teologia

Alla riapertura di quest’anno i fedeli hanno avuto la sorpresa di vedere il restauro della statua. Il lavoro ha ripulito il simulacro in legno della Madonna con il Bambino tra le braccia, riportando i colori originari, scoperti sotto gli strati sovrapposti delle tempere. Adesso don Aniello Panzariello, don Walter Santomauro e don Antonio De Marco aspettano i pellegrini saliti anche a piedi, per accompagnarli nel cammino di speranza del Giubileo sulla vetta del Gelbison, tra la pace della natura e le canzoni dei pellegrini.

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Acutis, la mamma: “Mio figlio esempio di pace per questo mondo in guerra”

Posté par atempodiblog le 12 octobre 2024

Acutis, la mamma: “Mio figlio esempio di pace per questo mondo in guerra”
Oggi la memoria liturgica del beato ragazzino che ha speso la sua vita amando l’Eucaristia e servendo gli altri. Iniziative in tutto il mondo con orazioni e novene. Al santuario della Spogliazione, dove riposa il suo corpo, in serata la santa messa celebrata dall’arcivescovo di Assisi- Nocera Umbra- Gualdo Tadino
di Federico Piana – Vatican News

Acutis, la mamma: “Mio figlio esempio di pace per questo mondo in guerra” dans Apparizioni mariane e santuari Beato-Carlo-Acutis

È un giorno speciale, quello di oggi. Speciale perché tutta la Chiesa festeggia la memoria liturgica del beato Carlo Acutis, il ragazzino salito agli onori degli altari dopo una breve vita spesa a servire gli altri e ad amare l’Eucaristia e la Chiesa. Speciale perché in tutto il pianeta, in queste ore, non si contano parrocchie e cappelle nelle quali, in suo onore, si celebrano messe e recitano rosari o si sono svolte novene in preparazione della festa.

Messe e musica
Nel santuario della Spogliazione di Assisi, dove il suo corpo riposa tra le orazioni e le invocazioni di mezzo mondo, le iniziative per celebrarlo e ricordarlo sono cominciate quattro giorni fa con momenti di preghiera e riflessione, musica e addirittura una tavola rotonda sul disagio giovanile. Questa mattina nella chiesa del santuario, la messa celebrata da fra Simone Calvarese, ministro provinciale della Provincia serafica dei frati minori cappuccini e in serata quella presieduta da monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi —Nocera Umbra — Gualdo Tadino e vescovo di Foligno. Sempre nel santuario della Spogliazione, le note e le preghiere serali in un concerto di Martín Valverde, noto musicista di lingua spagnola.

“Bello ricordare il suo legame con Maria”
La decisione di far cadere la memoria liturgica in questa giornata non è stata presa solo per ricordare la sua dipartita verso il Cielo che si è consumata il 12 ottobre del 2006, quando Carlo aveva appena 15 anni: «Oggi in Spagna si festeggia la Madonna del Pilar ed in Brasile quella di Aparecida ed è bello notare questo legame tra Carlo e Maria che lo ha caratterizzato tutta la vita» spiega ai media vaticani Antonia Salzano, mamma di questo testimone appassionato di Cristo che verrà canonizzato durante il Giubileo del 2025.

Devozione senza confini
E se ieri sera anche la diocesi di Milano lo ha voluto ricordare con una celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria Segreta che Carlo frequentava quotidianamente — e dove ha potuto maturare una delle frasi più celebri e profonde «l’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo» — si deve prendere felicemente atto che la devozione al beato ha travalicato ogni confine. «Dal Giappone alla Cina, dall’India all’Africa, dagli Stati Uniti all’Australia: in tutti i continenti pregano e si rivolgono a Carlo» dice la mamma che non smette di pensare a come la mostra sui miracoli eucaristici ideata da suo figlio per il web stia ora continuando a sbarcare in moltissime parrocchie di ogni angolo della Terra, solo negli Usa se ne contano migliaia alle quali vanno aggiunti 100 campus universitari. «Sicuramente mio figlio sarà contento perché ripeteva spesso che lo addolorava vedere quelle immagini che mostravano file interminabili ai concerti e sedie vuote davanti ai tabernacoli».

Le molte conversioni
Antonia Salzano non tiene più conto neanche delle notizie dei presunti miracoli e conversioni che stanno inondando l’associazione Amici di Carlo Acutis che lei ha fondato per supportare la causa di canonizzazione: «Arriva una lettera al giorno. Non so sei siano davvero miracoli o conversioni. Scrivono da tutto il mondo persone che avevano problemi gravi e che rivolgendosi a Carlo li hanno risolti: molte donne che non potevano avere bambini, coppie che si stavano separando. Ma anche gente che dichiara di essere guarita da tumori. Certo, non possiamo certificarli ma possiamo prendere atto di una cosa: le segnalazioni sono sempre più in aumento». In questa giornata in cui non c’è nazione dove non si commemori il beato ragazzino, sua mamma indica Carlo anche come un esempio di pace per un mondo dilaniato dalle guerre: «Lui amava tutti, non faceva distinzione di provenienza e religione. Al suo funerale, la Chiesa era gremita, anche fuori, di clochard, extracomunitari, gente di ogni razza. Carlo non dava peso alle differenze, guardava tutti con gli occhi del Signore». Il mondo dovrebbe annotare. E prendere esempio.

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Sant’Alessandro Sauli e Carlo Acutis

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2024

La pesca del santo/ Un compagno nella vita di Carlo
Sant’Alessandro Sauli e Carlo Acutis

Sant'Alessandro Sauli e Carlo Acutis dans Amicizia Carlo-Acutis

“Chi combina le combinazioni?”. (San Pio da Pietrelcina)

Sabato 7 ottobre 2006. [...] Sulla soglia della clinica i miei pensieri giravano vorticosi. Mentre due infermieri portavano Carlo dentro la clinica, infatti, mi girai d’istinto per guardare dalla parte opposta della strada. Notai la chiesa dei padri Barnabiti dove sono custodite le reliquie di sant’Alessandro Sauli. Conoscevo bene quella chiesa, ma quella mattina mi sentii come attratta da essa. Qualcosa mi disse: girati, guarda là. Immediatamente ne compresi il motivo, Sant’Alessandro Sauli era casualmente divenuto quell’anno compagno nella vita di Carlo.

Ogni 31 dicembre a Milano, infatti, si usa fare “la pesca del santo”. Si dice che il santo che uscirà accompagnerà in modo speciale, per tutto l’anno, la persona che lo ha “pescato”. Quell’anno gli capitò sant’Alessandro Sauli, un vescovo barnabita, vissuto nel 1500, patrono dei giovani, la cui festa cade l’11 ottobre, un giorno che rimarrà scolpito per sempre anche nella storia del mio Carlo. Mi colpì che quella chiesa si trovasse proprio di fronte alla De Marchi. Istintivamente lo affidai a sant’Alessandro ed entrai in clinica. [...]

Domenica 8 ottobre. All’alba mi recai a Messa nella chiesa dei padri Barnabiti per chiedere l’intercessione del Signore e della Vergine Santissima. Pregai anche sant’Alessandro Sauli. Ho imparato grazie a Carlo che i santi sono sempre presenti. Poco dopo rientrai in clinica. Mi permisero di vedere Carlo. Era ancora sotto il suo scafandro, sempre sofferente. Mi confidò che non era riuscito a dormire granché. Poco dopo, il medico che lo seguiva decise di chiedere il trasferimento all’ospedale San Gerardo di Monza, dove esiste un centro specializzato per quel tipo di leucemie. Ci portarono nel reparto di ematologia pediatrica, all’undicesimo piano, dove ci avevano riservato la stanza numero undici. [...]

Mercoledì 11 ottobre. Clinicamente i medici lo considerarono morto quando il suo cervello cessò ogni sua attività vitale. Erano le 17.45 dell’11 ottobre del 2006. L’11 ottobre, lo stesso giorno in cui morì il suo santo dell’anno, Alessandro Sauli.
[...] I medici decisero di non staccare il respiratore finché il cuore non avesse smesso di battere da solo. Per questo motivo ci rimandarono a casa dicendoci che ci avrebbero telefonato non appena il cuore avrebbe cessato ogni sua pulsazione.

Giovedì 12 ottobre. Quando il sacerdote diede la benedizione finale dicendo «la Messa è finita, andate in pace», per pura coincidenza le campane della chiesa iniziarono a suonare a festa. Sembrò a molti come se Carlo volesse renderci partecipi della festa che in Cielo con il suo arrivo era appena iniziata.

Ci venne data la notizia che il cuore di Carlo aveva smesso di battere alle 6.45 del 12 ottobre, vigilia dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. Per noi non fu un caso quella coincidenza. Avevamo perso l’unico figlio, un dolore immenso, ma ci sosteneva la speranza che non era scomparso definitivamente dalle nostre vite, anzi, che sarebbe stato vicino a noi più di prima e che ci attendeva per una vita migliore. [...]

Tratto da: Il segreto di mio figlio. Perché Carlo Acutis è considerato un santo, di Antonia Salzano Acutis con Paolo Rodari. Ed. PIEMME

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Il beato Carlo Acutis sarà canonizzato

Posté par atempodiblog le 23 mai 2024

Il beato Carlo Acutis sarà canonizzato dans Articoli di Giornali e News Beato-Carlo-Acutis

La madre del “Beato Carlo Acutis” Antonia Salzano, ha fatto un sogno con San Francesco d’Assisi che le ha detto:

– «Suo figlio occupa un posto molto alto in cielo e dopo essere stato canonizzato, ne verrà una: Generazione di santi».

Poi lei sognò suo figlio Carlo che le disse:

– «Sarò beatificato presto e poco dopo Canonizzato».

Tratto da: San Michele Arcangelo shalom

Carlo-Acutis-canonizzazione dans San Carlo Acutis

Il beato Carlo Acutis sarà canonizzato
COMUNICATO DELLA POSTULAZIONE

Lodiamo il Signore per questa grande notizia!

Oggi, giovedì 23 maggio, Papa Francesco, ricevendo in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito al Beato Carlo Acutis.
Con questa decisione del Pontefice si giunge al felice esito della Causa aprendo la via alla canonizzazione.
Il Papa prossimamente convocherà un Concistoro ordinario pubblico
nel quale fisserà la data della cerimonia della canonizzazione.
Ringraziamo il Signore che nella Sua Provvidenza ha disposto che
Carlo Acutis venga iscritto nel Catalogo dei Santi.
La nostra gratitudine va anche a Papa Francesco che ha approvato questo ultimo passo dell’iter di canonizzazione.
Estendiamo la nostra riconoscenza ai fedeli di tutto il mondo che hanno pregato e continuano a rivolgersi a Carlo Acutis.

Dott. Nicola Gori
Postulatore della Causa.

Tratto da: Associazione Amici di Carlo Acutis

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Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 20 février 2024

Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria
di fr. Benedetto Penza – L’Osservatore Domenicano

Carlo Acutis/ Un tesoro da custodire gelosamente: la devozione alla Beata Vergine Maria dans Fatima Carlo-Acutis-e-i-pastorelli-di-Fatima

Carlo dopo la SS. Eucaristia ha sempre avuto una grandissima devozione per la Madonna. Per lui erano molto importanti i luoghi dove nel corso dei secoli la Vergine si era manifestata sia per operare miracoli, sia per guidare i suoi figli alla vera vita. L’ultimo viaggio che fece Carlo nel 2006 fu proprio in un luogo mariano, ovvero a Fatima. Carlo aveva avuto molti segni dai pastorelli di Fatima. Aveva sognato anche Francisco che gli chiedeva di riparare e offrire sacrifici affinché la gente amasse e onorasse di più l’Eucaristia. Pochi giorni dopo la morte di suor Lucia, avvenuta nel 2005, Carlo la sognò mentre gli diceva che con la pratica dei Primi Cinque Sabati del mese si potevano cambiare i destini del mondo.

Un’altra volta, quando aveva circa otto anni, aveva visto la Madonna di Fatima che durante una processione in chiesa si fermava davanti a lui e gli donava il suo Cuore e glielo poggiava sul petto. Gli diceva di consacrarsi al suo Cuore Immacolato e al Sacro Cuore di Gesù.

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L’Angelo custode

Posté par atempodiblog le 2 octobre 2023

“Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo custode che deve diventare il tuo migliore amico”.

Beato Carlo Acutis

L'Angelo custode dans Angeli Carlo-Acuris-e-l-Angelo-custode

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Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374)

Posté par atempodiblog le 11 juin 2023

Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374)
Tratto da: Beato Carlo Acutis • Miracoli Eucaristici ed Apparizioni Mariane

Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374) dans Fede, morale e teologia Beato-Carlo-Acutis-Miracoli-Eucaristici-ed-Apparizioni-Mariane

«Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse:
“Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)».

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Carlo Acutis, oggi l’anniversario della nascita del Beato legato fortemente al Cilento

Posté par atempodiblog le 3 mai 2023

Carlo Acutis, oggi l’anniversario della nascita del Beato legato fortemente al Cilento
Carlo Acutis era un giovane speciale, che non si è mai accontentato di vivere la fede in modo superficiale, ma ha cercato di approfondirla e di farla conoscere agli altri, soprattutto ai giovani
di Luisa Monaco – Info Cilento

Carlo Acutis, oggi l’anniversario della nascita del Beato legato fortemente al Cilento dans Fede, morale e teologia Carlo-Acutis

Il 3 maggio 1991 nasceva a Londra il beato Carlo Acutis, una figura che ha segnato il mondo della fede e della tecnologia. Carlo era un giovane appassionato di informatica, sport e animali, ma soprattutto della fede, che viveva con gioia e contagiosità.

Il legame con il Cilento
Il suo legame con il Cilento era molto forte, essendo la madre originaria di Centola. Carlo e la sua famiglia visitavano spesso questa terra meravigliosa, dove lui stesso ha avuto modo di conoscere il Santuario Eucaristico di San Mauro La Bruca, di cui è diventato il grande ambasciatore nel mondo.

Carlo Acutis era un giovane speciale, che non si è mai accontentato di vivere la fede in modo superficiale, ma ha cercato di approfondirla e di farla conoscere agli altri, soprattutto ai giovani. Per questo motivo, ha creato una mostra sui miracoli eucaristici che ha fatto il giro del mondo, dimostrando che la fede può essere vissuta in modo moderno e accattivante.

Il suo slogan, “l’Eucarestia è la mia autostrada per il Cielo”, dimostra la sua grande devozione verso questo Sacramento, che per lui era il centro della sua vita. Carlo partecipava alla messa ogni giorno, per incontrare Gesù e riceverlo nella Santa Comunione, e trascorreva del tempo in adorazione per stare con lui.

Chi era Carlo Acutis
Ma Carlo non si limitava a vivere la fede in modo personale, ma cercava di condividerla con gli altri, soprattutto con i più bisognosi. Aveva un grande cuore per i poveri, i senza fissa dimora e i bisognosi, ai quali portava cibo e indumenti.

Per Carlo, la fede non era solo una questione personale, ma doveva essere testimoniata agli altri, soprattutto ai giovani. Diceva: “Tutti nasciamo come originali, ma la maggior parte finisce per vivere come fotocopie”, invitando i coetanei a vivere la fede in modo autentico e personale.

La vita di Carlo è stata breve ma intensa, segnata dalla malattia che lo ha portato alla morte giovanissimo, a soli 15 anni, il 12 ottobre 2006. Ma la sua fama di santità è rimasta e si è diffusa in tutto il mondo. Lo scorso ottobre, è stato beatificato dal Papa, diventando uno dei santi moderni più amati ed invocati in tutto il mondo.

Oggi, vogliamo ricordare Carlo Acutis anche per il suo legame con il Cilento, la terra di cui la madre era originaria e che lui stesso ha amato tanto. Questo giovane straordinario è diventato un ponte tra il Cilento e il mondo intero, portando la bellezza della fede e della tecnologia in ogni parte del globo.

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La corona del Rosario, “arma” dei Santi

Posté par atempodiblog le 18 février 2023

La corona del Rosario, arma dei Santi
Da Padre Pio a Carlo Acutis, da S. Alfonso a S. Giovanni Bosco la recita del Rosario è stata sempre parte integrante della vita spirituale dei Santi
di Gianluca Giorgio – ACI Stampa
Carlo Acutis: “Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo” dans Carlo Acutis Il-Rosario-la-scala-pi-corta-per-salire-in-Cielo-Beato-Carlo-Acutis

Il Rosario è una forma di preghiera che nasce all’interno dell’Ordine domenicano. Incoraggiata nelle Regole della fraternità di San Domenico, questa rappresenta uno dei modi più autentici di pregare la Madre di Dio. San Domenico, il beato Alano della Rupe e molti altri santi ne hanno custodito il segreto e la devozione.

Tra questi brilla anche San Pio da Pietrelcina. Sacerdote cappuccino, scomparso nel 1968, ne diffuse il culto e la spiritualità. Devotissimo alla Madonna, incoraggiava i propri devoti alla recita, fedele e costante, della preghiera mariana. Per loro disegnò i Gruppi di preghiera che si riuniscono, ogni mese, per la celebrazione della Messa, preceduta dalla recita del Rosario. Amava ripetere che la Madonna non gli aveva mai negato una grazia. La chiamava l’arma, non separandosene mai. Alla morte la lasciò in eredità ai suoi figli spirituali sparsi nel mondo, in continuità con il proprio apostolato sacerdotale.

Questa insegna a vivere con Cristo e Maria per le strade della vita. I venti misteri, gioiosi, gloriosi, dolorosi e luminosi, rivivono la vita del Redentore, permettendo di meditare sul mistero assunto. Questo è tanto altro è contenuto nel mistero di questa orazione, che è stata definita il breviario del Popolo di Dio.

Sant’Alfonso Maria de Liguori, il beato Carlo Acutis, San Serafino da Montegranaro, e molti santi hanno intessuto la propria giornata di rosari.

Don Dolindo Ruotolo e il venerabile Marcellino da Capradosso la recitavano, per la strada, in cammino. San Giovanni Bosco la diffuse nei propri oratori e per i suoi ragazzi.

Un tempo, nelle famiglie, si recitava la corona tutte le sere. Chiunque può, in pochi minuti, recitarlo in strada, in macchina o in casa. Un solo mistero o i cinque misteri di dieci poste, aiutano il contatto con Maria. Oggi come ieri e domani il santo Rosario resta una delle preghiere più belle che le persone possono rivolgere alla propria Madre, per onorala ma di più amarla.

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Il santo Rosario, la vera arma

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La voglia di essere santi

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2021

La voglia di essere santi dans Citazioni, frasi e pensieri Acutis

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