La statua esposta a piazza del Plebiscito: l’intreccio con papa Pio IX e la storia del dogma
Posté par atempodiblog le 9 mai 2026
La statua esposta a piazza del Plebiscito: l’intreccio con papa Pio IX e la storia del dogma
Papa Pio IX pregò davanti a questa statua per la liberazione dello Stato Pontificio
di Antonio Tarallo – ACI Stampa

Una statua, un’immagine, una storia. Una storia importante per la Chiesa, addirittura legata alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. [...] in piazza Plebiscito a Napoli, campeggiava in tutta la sua bellezza la statua dell’Immacolata della chiesa del Gesù Vecchio a Napoli. Tra l’altro, proprio quest’anno i duecento anni dalla sua incoronazione. Davanti a questa statua, papa Leone XIV, stasera ha letto l’atto di affidamento scritto dal cardinal Battaglia. Una statua con una grande storia che per comprenderne davvero l’importanza, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. La storia insegna sempre e ci racconta anche il presente. Oggi, papa Leone XIV che prega davanti a questa statua per liberare il mondo dalla schiavitù della guerra. E nel passato, invece, fu pregata da papa Pio IX per altra liberazione. Ma, ora, dobbiamo comprendere bene questa storia.
Dobbiamo giungere al periodo della rivoluzione mazziniana (1848-49) che aveva portato alla costituzione della Seconda Repubblica Romana, di chiara estrazione massonica e anticristiana. Fu proprio con l’insorgere di questa nuova situazione politica, che papa Pio IX fu costretto all’esilio a Gaeta. Intanto, la questione sul dogma dell’Immacolata era sempre più imminente nella vita della Chiesa e nel pensiero del pontefice. Mentre era in esilio a Gaeta, papa Mastai pensava sempre di più all’annosa questione. Il 6 dicembre del 1848 era stata istituita una commissione di cardinali per affidare loro “l’incarico di fare, conforme alla loro prudenza e dottrina, un diligente, profondo e completo esame dell’argomento, comunicandoci successivamente con pari scrupolosità il loro parere”. Nasce, allora, la lettera “Ubi primum” del 2 febbraio 1848 che si chiudeva con l’invito ai vescovi a far pervenire alla Santa Sede il parere del clero e di tutti i fedeli riguardo la questione del dogma.

Questo, dunque, il clima che si respirava in quel periodo. Il dogma che “incalzava” papa Pio IX, la Chiesa che si interrogava su questa tematica, e lo stesso pontefice relegato a Gaeta, città del Lazio ma sotto il regno di Napoli, del Regno borbonico. Napoli era la capitale del Regno delle due Sicilie: Napoli con le sue tante chiese. In una di queste, la chiesa del Gesù Vecchio, vi era una particolare statua della Vergine, ritratta come Immacolata. Pio IX passando per la città partenopea, più volte si fermò in preghiera davanti a questa statua: la stessa che tale don Placido Baccher (oggi venerabile) – che tra l’altro Pio IX conobbe personalmente – aveva fatto realizzare per ringraziare la Vergine di aver liberato durante la sua prigionia in Castel Capuano, durante la Repubblica Partenopea del 1799. Si narra che alla vigilia dell’uccisione, mentre stava recitando il Santo Rosario, Baccher vide la Madonna che pronunciò queste parole: “Confida, figliuolo; domani sarai liberato da questo orrido carcere. Tu però dovrai essere mio e sarai chiamato in una delle principali chiese di Napoli a zelare le glorie del mio immacolato concepimento”.
“Immacolata Concezione”, appellativo che sarà dato a Maria ufficialmente solo con la promulgazione del dogma da parte di Pio IX che, intanto, proprio davanti a quella statua aveva pregato per la liberazione dello Stato pontificio e di lui stesso. Aveva fatto un voto a quella statua: se fosse stato liberato lo Stato pontificio, allora si sarebbe impegnato per promulgare il famoso dogma mariano: “Perciò, dopo aver offerto senza interruzione, nell’umiltà e nel digiuno, le Nostre private preghiere e quelle pubbliche della Chiesa a Dio Padre, per mezzo del suo Figlio, affinché si degnasse di dirigere e sostenere la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; (…) dichiariamo, pronunziamo e definiamo: La dottrina, che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio”. Il dogma fu promulgato, lo Stato Pontificio liberato. Anche il papa.
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