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Andrai alla GMG Seoul 2027? Seminarista Coreano consiglia 3 Chiese da visitare in Corea del Sud

Posté par atempodiblog le 7 février 2026

Andrai alla GMG Seoul 2027? Seminarista Coreano consiglia 3 Chiese da visitare in Corea del Sud
In questi luoghi, la fede è stata vissuta con audacia e difesa con coraggio in mezzo alla persecuzione!
di Harumi Suzuki – ChurchPOP

Giornata Mondiale della Gioventù in Corea del Sud Andrew Sanguu Kang

Se hai intenzione di partecipare di persona alla Giornata Mondiale della Gioventù in Corea del Sud, il seminarista Andrew Sanguu Kang ha condiviso tre chiese che ogni pellegrino dovrebbe conoscere.

Attraverso i suoi social, il 29enne originario di Cheongju ha fatto conoscere questi luoghi che, lungi dall’essere semplici destinazioni turistiche, sono stati fondamentali per la nascita e la crescita del cattolicesimo in Corea. Custodiscono infatti il cuore della fede cattolica coreana, dove la storia, il martirio e la speranza parlano ancora oggi!

1. Cattedrale di Myeongdong: il Cuore Vivo della Fede di Seoul
Molti credono che Myeongdong sia solo una zona commerciale, ma in realtà è un luogo importante per il cattolicesimo coreano. I primi cattolici del paese si riunivano qui per ricevere lezioni di catechismo.

“Un fatto impressionante, perché chiunque poteva partecipare, nobile o schiavo: la fede apparteneva a tutti”.

Inaugurata nel 1898, la Cattedrale di Myeongdong, primo edificio in mattoni della Corea, è diventata il simbolo di una fede che stava gettando solide radici.

“Negli anni ’70 e ’80, durante la lotta per la democrazia, la Cattedrale è diventata un santuario di verità e coraggio, proteggeva i giovani che lottavano e attendevano la libertà. Questa chiesa ci ricorda che la fede è viva e che ancora oggi continua a dare coraggio e pace ai coreani”.

2. Santuario di Seosomun: dove la Fede si è rifiutata di Morire
Nel cuore di Seoul si trova uno dei luoghi di martirio più antichi e sacri del paese. Durante la dinastia Joseon, è stato teatro di esecuzioni pubbliche in cui innumerevoli cattolici sono stati uccisi solo perché credevano in Cristo.

“Laici, studiosi e persino madri hanno scelto la fede piuttosto che la paura. Il loro coraggio ha trasformato un luogo di morte nel fondamento della Chiesa cattolica coreana”.

Oggi, Seosomun è un luogo che invita a capire che la testimonianza dei martiri non appartiene solo al passato, ma che continua a parlarci ancora ad oggi!

“Nel silenzio di Seosomun, il loro coraggio parla ancora: la fede non può essere messa a tacere. La verità non muore mai”.

3. Santuario dei Martiri di Gapgot: una Fede che è arrivata via Mare
Per chi cerca un luogo più isolato, il Santuario di Gapgot sull’isola di Ganghwa è una tappa obbligata. Quest’isola era storicamente una fortezza che proteggeva la capitale, poi è diventata una porta per l’evangelizzazione.

“Quando la persecuzione ha reso impossibile viaggiare via terra, missionari e credenti sono arrivati segretamente via mare, sbarcando sulla spiaggia di Gapgot. Anche Sant’Andrea Kim, primo sacerdote coreano, è arrivato qui nel 1845 per aprire una rotta segreta per i missionari”.

Molti cattolici sono stati giustiziati in questo luogo per aver mantenuto la loro fede. Oggi, il santuario sorge dove i martiri hanno versato il loro sangue ed è ancora un punto di pellegrinaggio per coloro che desiderano approfondire la propria vita spirituale.

“Non è solo un luogo per guardare al passato, ma per pregare, rinnovare la fede e ringraziare Dio per il coraggio che la Chiesa ha avuto in Corea”.

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Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera

Posté par atempodiblog le 16 janvier 2026

Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera
Tratto da: La profezia che non finisce. Il filo rosso dei prodigi e dei misteri che nasce da Fatima. Di Savero Gaeta e Andrea Tornielli. Ed. PIEMME

La Madonna a Pontmain

17 gennaio, giorno dell’apparizione […] Viene infatti spontaneo chiedersi quale sia la motivazione della costante presenza della Madonna nella storia dell’umanità, in particolare negli ultimi due secoli.

La risposta, ragionevole e semplice nel contempo, è il profondo desiderio che la Vergine ha di aiutarci, chiedendoci però – come segno della nostra buona volontà – la nostra adesione alle sue richieste.

In uno dei canti mariani più noti e popolari, Santa Maria del cammino, si implora:

“Vieni, o Madre, in mezzo a noi. Vieni Maria quaggiù”.

Lei continua a venire, ma pochi – persino dopo averla invitata – sono poi disposti a riconoscerne la presenza, ad ammettere che quanto vivamente richiesto è stato davvero da Lei corrisposto. […]

«Senza dubbio», spiega padre Livio Fanzaga, «la sequenza di quanto videro i bambini a Pontmain si può raccontare proprio come una sacra rappresentazione, di quelle che nel Medioevo venivano sceneggiate nelle chiese.

Dapprima l’apparizione della Vergine, la cui figura fu poi contornata da un ovale blu con quattro candele spente (due in prossimità delle ginocchia e due all’altezza delle spalle). Il suo vestito era azzurro scuro, trapunto di stelle d’oro, e le mani con le palme rivolte in avanti, in segno di accoglienza (come, nella Medaglia miracolosa).

Mentre tutti i presenti intonavano il Magnificat, le Litanie lauretane e la Salve Regina, su uno striscione bianco ai piedi di Maria si andò componendo la già citata scritta (che oggi è riportata tutt’intorno all’abside della basilica):

“Ma pregate figli miei; Dio vi esaudirà in poco tempo; mio Figlio si lascia commuovere”.

Ella sembrava muovere le labbra per pronunciare queste parole, ma la voce non si udiva. Dopo un po’ le parole sparirono e il volto della Madonna assunse un’espressione di immenso dolore.

A questo punto le comparve sul petto una croce rossa, sulla quale c’era Gesù tutto sanguinante, e sulla sommità la scritta “Gesù Cristo” anch’essa rossastra».

È da notare che, poco prima, una suora aveva iniziato a guidare la recita delle ventisei invocazioni ai martiri giapponesi, composta dai Fratelli delle Scuole cristiane e allora molto popolare in quelle zone, per contare le quali si utilizzava una coroncina rossa.

In sostanza ciò che Maria ci dice a Pontmain è che, anche nelle situazioni più drammatiche, la via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera. Preghiera personale e preghiera comunitaria.

Verso la fine dell’anno Don Michel Guérin potrà scrivere al vescovo: «Non mi è possibile contare il numero dei pellegrini che da ogni parte della Francia vengono qui a invocare Maria e a iniziare una vita sinceramente cristiana.

Non ho mai visto nella mia lunga vita qualcosa di più edificante. È una festa continua.

Tutti i giorni, dalle cinque del mattino fino al vespro, si celebrano Messe, senza interruzione, sui tre altari della nostra chiesa».

Cinque mesi dopo l’apparizione, il 29 giugno, si sarebbe registrato il primo miracolo, la guarigione del piccolo poliomelitico Emilio Gratien.

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Nostra Signora d’Arabia

Posté par atempodiblog le 13 janvier 2026

Nostra Signora d’Arabia
Maria madre, protettrice e compagna di milioni di cattolici lontani dalle loro terre d’origine: il Vicariato di Arabia del nord e la Solennità di Nostra Signora d’Arabia

di AP – Agenzia Fides

Nostra Signora dell Arabia

Il sabato (o la domenica) dopo il Battesimo del Signore viene celebrato in tutta la Penisola Arabica come Solennità di Nostra Signora d’Arabia (OLA). Quest’anno la celebrazione in Bahrain è stata presieduta dal Vicario Apostolico di Arabia del nord, Aldo Berardi, O.SS.TT., sabato 10 gennaio nella Cattedrale di Awali, in partenza l’indomani per il Kuwait in attesa dell’arrivo Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, per la consacrazione della Chiesa di Nostra Signora di Ahmadi a Basilica Minore del Vicariato (vedi Agenzia Fides 1/8/2025) che comprende Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Il vescovo Berardi, inoltre, ha confermato all’Agenzia Fides che nelle restanti chiese del Vicariato la Solennità di OLA verrà celebrata sabato 17 gennaio.

Di seguito la storia, tratta da uno scritto della Confraternita di Sant’Areta e Compagni del Vicariato di Arabia del nord, cui promotore episcopale e guida è il Vicario Apostolico, delle origini di questa devozione e di come si è sviluppata ed evoluta nel Golfo.

La venerazione della Beata Vergine Maria con titoli locali o nazionali è un tratto distintivo della spiritualità cattolica, che riflette l’intimo legame tra Maria e i diversi popoli del mondo. Fin dai primi secoli, i cristiani hanno invocato la Madre di Dio in modi che parlano della loro storia, cultura ed esperienza vissuta. Pertanto, ogni paese – e spesso ogni città o regione – custodisce un titolo mariano che esprime il modo in cui i fedeli percepiscono la presenza materna di Maria in mezzo a loro.

Papa Francesco, ad esempio, nutriva una profonda devozione per Nostra Signora di Luján, patrona della sua patria.
I cattolici giapponesi guardano alla Vergine di Tsuwano, che simboleggia la sopravvivenza del cristianesimo in Giappone durante un periodo in cui veniva soppresso.
La Spagna vanta una straordinaria abbondanza di titoli mariani, da Nostra Signora di Montserrat a Nostra Signora del Pilar, ognuno nato da secoli di preghiera, miracoli e devozione popolare.

In questo vasto e variopinto arazzo di affetto mariano, il titolo di Nostra Signora d’Arabia spicca per la sua risonanza spirituale unica. A differenza di molte invocazioni mariane radicate in culture a maggioranza cristiana o in tradizioni secolari, questo titolo è emerso in una regione in cui il cristianesimo vive in silenzio, umilmente e spesso senza segni esteriori.

Eppure, proprio nel cuore della Penisola Arabica, Maria è stata accolta come madre, protettrice e compagna da milioni di cattolici lontani dalle loro terre d’origine. Il suo titolo esprime non solo l’identità geografica, ma anche la profonda fiducia di una Chiesa che vive in diaspora, trovando in Lei una tenera custode che veglia sui suoi figli mentre navigano nella vita e nella fede nel Golfo.

Le radici della devozione a Nostra Signora d’Arabia risalgono alla metà del XX secolo, quando i Padri Carmelitani Scalzi, provenienti dall’Iraq, giunsero in Kuwait alla fine degli anni ’40 per assistere la crescente comunità cattolica. Tra le loro priorità pastorali c’era il nutrimento spirituale di un gregge eterogeneo: lavoratori, famiglie e migranti che desideravano ardentemente un senso di casa e la protezione divina in una terra lontana dalla propria. Fu in questo contesto che i Carmelitani introdussero un’immagine mariana, in seguito nota come Nostra Signora d’Arabia, per fungere da presenza materna unificante per i cattolici sparsi nel Golfo.

L’immagine attuale deriva da una statua del 1919 della Madonna del Monte Carmelo proveniente dalla Basilica del Monastero Stella Maris di Haifa, in Israele. Una litografia di questa immagine, portata ad Ahmadi, in Kuwait, il 1° maggio 1948, fu venerata pubblicamente a partire dalla festa dell’Immacolata Concezione di quello stesso anno, grazie all’impegno di padre Teofano Ubaldo Stella, O.C.D., primo Prefetto Apostolico e poi Vicario Apostolico del Kuwait, incaricato da Papa Pio XII.

Nel 1949, con la crescente devozione, la Legione di Maria iniziò a utilizzare la propria immagine della Madonna dei Miracoli, spingendo il vescovo Stella a commissionare una nuova statua in Italia. Scolpita in cedro del Libano, la statua della Madonna con Bambino fu portata a Papa Pio XII per la benedizione. Il 17 dicembre 1949, alla vigilia dell’Anno Santo del Giubileo, Papa Pio XII benedisse personalmente la statua appena realizzata nei Palazzi Vaticani e fu fotografato mentre pregava davanti ad essa: un gesto straordinario che segnò profondamente l’inizio della devozione. La statua fu trasportata in aereo in Kuwait e accolta con gioia il 6 gennaio 1950 al Santuario Ahmadi, dove divenne presto il punto focale della preghiera quotidiana.

Papa Pio XII dimostrò ulteriormente il suo affetto per questo titolo mariano quando, nel 1956, donò al Santuario Ahmadi un grande cero decorato, scelto tra quelli offertigli durante la celebrazione della Candelora di quell’anno. L’anno successivo, rispondendo alla richiesta del nuovo Vicario Apostolico del Kuwait, Victor León Esteban San Miguel y Erce, il Santo Padre emanò il decreto Regnum Mariae, datato 25 gennaio 1957, dichiarando formalmente Nostra Signora d’Arabia Patrona Principale del territorio e del Vicariato Apostolico del Kuwait.

Il primo grande trionfo di questa devozione si ebbe nel 1960, in occasione del decimo anniversario dell’arrivo della statua in Kuwait. In segno di gratitudine per gli innumerevoli favori che si riteneva fossero stati ricevuti per intercessione di Maria, il Vicario Apostolico del Kuwait invitò i fedeli a contribuire per tutto il 1959 alla creazione di una preziosa corona d’oro. Realizzate con cura nei minimi dettagli, del peso di oltre due libbre di oro puro e ornate di diamanti, rubini e perle del Golfo – tra cui una offerta personalmente dal Vicario Apostolico – le corone furono mandate a Roma e presentate a Papa San Giovanni XXIII il 17 marzo 1960. Tramite il Segretario di Stato, il Cardinale Domenico Tardini, il Papa delegò il Cardinale Valerian Gracias, Arcivescovo di Bombay, a incoronare la statua in suo nome. Dopo una solenne Messa pontificale il cardinale pose le corone d’oro sul capo di Gesù Bambino e della Madonna, suggellando uno dei capitoli più belli della storia iniziale di questa devozione.

Nei tempi moderni, il defunto vescovo Camillo Ballin, MCCJ, appassionato devoto mariano e pastore visionario, ha guidato una rinnovata identità mariana per la Chiesa nel Golfo. Sotto la sua guida, la statua di Nostra Signora d’Arabia è stata solennemente e canonicamente incoronata ad Ahmadi nel 2011, in una cerimonia presieduta dal cardinale Antonio Cañizares Llovera per conto di Papa Benedetto XVI. Il 5 gennaio 2011, Papa Benedetto XVI ha approvato il patrocinio di Nostra Signora d’Arabia come Patrona Principale del Golfo Arabico, sia del Vicariato Apostolico del Kuwait che del Vicariato Apostolico d’Arabia, successivamente riorganizzati nel Vicariato Apostolico dell’Arabia Settentrionale e nel Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale.

Il Vescovo Ballin ha inoltre chiesto alla Santa Sede di fissare la Solennità di Nostra Signora d’Arabia al sabato successivo al Battesimo del Signore, con il permesso pastorale di celebrarla la domenica. Come espressione culminante della sua devozione, ha avviato e guidato la costruzione della Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia in Bahrain, poi consacrata nel 2021 dal cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-prefetto del Dicastero per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari (vedi Agenzia Fides 9/12/2021).

Su queste basi, il vescovo Berardi, successore di Ballin, ha ulteriormente affermato il significato duraturo di questa presenza mariana. Nel 2025, ha supervisionato l’elevazione del Santuario Ahmadi, sede della venerata statua originale, alla dignità di Basilica Minore. Il Vescovo Aldo osserva che la presenza ininterrotta di una statua mariana per oltre 75 anni nel cuore della Penisola Arabica è straordinaria, dato il contesto culturale e religioso della regione, dove le immagini sacre sono generalmente limitate. La sua sopravvivenza e la sua continua venerazione testimoniano non solo la protezione discreta ma potente di Maria, ma anche la fede incrollabile di una Chiesa che vive la sua testimonianza con silenzio, umiltà e profonda devozione.

Oggi, la devozione a Nostra Signora d’Arabia continua ad approfondirsi. La sua immagine è un simbolo di unità per la straordinariamente eterogenea comunità cattolica del Golfo, un faro di speranza per migranti e lavoratori e un promemoria che la Madre di Dio accompagna i suoi figli anche in terre dove l’espressione cristiana deve essere vissuta con discrezione e umiltà.

Questa fiorente devozione – plasmata dai missionari, rafforzata dalla visione pastorale e santificata dalle preghiere di milioni di persone – rimane una radiosa testimonianza del vivo cuore mariano della Chiesa nella Penisola Arabica.

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A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione

Posté par atempodiblog le 12 janvier 2026

A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione
di Padre Angelo Maria Tentori – Sorriso tra gli abeti. La Vergine dei Poveri di Banneux

La Vergine dei Poveri di Banneux

15 gennaio 1933. […] Commento alla prima apparizione. […] È passato un po’ di tempo, ma questo messaggio non ha perso nulla della sua attualità, anche perché la Madonna precorre i tempi. Lei è profezia, e spesso anticipa le situazioni che avverranno parecchi anni dopo, non per soddisfare le nostre inutili curiosità, ma per premunirci.

Quella sera, a casa Beco, solo Mariette è sveglia. È in attesa, preoccupata per il fratellino che non è ancora rientrato. Gli altri fratelli e sorelle sono già a letto. Il papà si addormentato, cullando una delle più piccole. La mamma si è assopita anche lei, nel tentativo di addormentare l’ultima arrivata, di tre mesi; e Mariette è accanto al pagliericcio del fratellino ammalato. Continua a guardare dalla finestra. Probabilmente, anche questo quadro d’insieme ha il suo significato. C’è in questa famiglia non solo una povertà materiale, ma anche quella spirituale: una povertà completa. La famiglia si è come dimenticata del Signore e naturalmente hanno l’impressione che il Signore si sia dimenticato di loro. E quindi si rinchiudono in se stessi nello sforzo di andare avanti come possono, appoggiandosi sulle loro poche forze e risorse.

Solo Mariette, esce da questo isolamento, se non altro con un gesto esteriore: l’attesa del fratellino e il guardare fuori dalla finestra. Ma il Signore e la Madonna non si erano dimenticati di questa famiglia.

E poi, nonostante l’apatia e l’indifferenza religiosa, qualche Ave Maria veniva recitata casualmente dalla piccola Mariette, e quel quadretto della Vergine sopra il suo pagliericcio dimostrava che qualche speranza nel suo aiuto persisteva. Allora vuol dire che, almeno nel loro subcosciente un’attesa c’era. Un’attesa di Lei, quell’attesa che spesso sopravvive anche in chi ha abbandonato la fede. Perché la speranza nella Vergine Santa è sempre l’ultima a morire.

E la Madonna, a Banneux, dimostra che Lei non delude i suoi figli che, in qualche modo, attendono qualcosa dalla loro Madre del Cielo. A differenza di tante altre apparizioni, questa volta la Madonna non incontra la veggente lontano da casa sua. È Lei che si presenta alla porta di casa. Entra nel giardino e attende. Ci manca poco che bussi alla porta. Ciò esprime una vicinanza e una presenza familiare che mai aveva manifestato prima. Va a domicilio, come per una visita, rinnovando il mistero della Visitazione. Come allora, è Lei che si mette in cammino per andare a trovare qualcuno.

La Madonna va a portare la sua presenza e il suo messaggio nel luogo più naturale, che è la casa, l’ambiente familiare. Si mette come alla pari con la piccola; quasi come una sorella maggiore, dato che l’età che dimostra potrebbe essere sui 18-19 anni, secondo la valutazione di Mariette. Quando la bambina la scorge attraverso la finestra, Lei è già lì; non l’ha vista venire. Mentre cullava il piccolo René, Lei era venuta e aspettava che la piccola ancora una volta sollevasse il drappo che faceva da cortina alla finestra e si affacciasse. […]

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Medjugorje, quello che vuol dire la nostra Madre Celeste/ Testimonianza di Mirjana ad un festival dei giovani

Posté par atempodiblog le 3 janvier 2026

Medjugorje, quello che vuol dire la nostra Madre Celeste/ Testimonianza di Mirjana ad un festival dei giovani
Tratto da: Radio Maria FB

Mirjana di Medjugorje

«[…] Voi certamente sapete che la Madonna qui a Medjugorje ha dato a ciascuno di noi sei veggenti una missione. La mia è la preghiera per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio, quelli che noi chiamiamo “i non credenti”.

La Madre Celeste non dice mai “non credenti”. Se tu dici a qualcuno “sei un non credente”, tu lo hai condannato.

In questi [...] anni non l’ho mai sentita condannare qualcuno.

Lei dice: “Coloro che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio”

Quando pregate per loro pregate anche per voi stessi e per il vostro futuro. Chiede anche il nostro esempio.

Non chiede che andiamo a fare la predica ad altri; chiede che parliamo con la nostra vita, affinché i non credenti possano vedere attraverso di noi Dio ed il Suo Amore.

Vi prego di prendere sul serio queste cose, perché ciascuno di noi ha un non credente vicino: o in famiglia o a casa o sul posto di lavoro.

Questo non credente guarda noi e la nostra vita. Dobbiamo chiederci: “Vede Dio in noi? Vede l’Amore di Dio?”, perché noi risponderemo di questo.
Noi che diciamo di essere figli di Dio. Noi che diciamo di aver conosciuto l’Amore di Dio.

Vi racconterò un esempio simpatico:

Ho problemi con la schiena. Una sera sono venuta a Messa e volevo sedermi. C’era posto e mi sono accomodata.

Invece i pellegrini che erano lì hanno cominciato a sgridarmi: “Alzati. Questo è il nostro banco. Come osi? Noi siamo venuti prima di te”.

Io mi sono alzata.

Un attimo dopo è venuta una signora che faceva parte di quel gruppo e mi ha riconosciuta e ha riferito loro che sono una dei veggenti. A quel punto mi hanno offerto tutto il banco.

Ma come pensate che sia ciò davanti agli occhi di un non credente che per la prima volta la Madonna ha chiamato qui a Medjugorje?

Se entro in una chiesa e dentro ci sono quelli che dicono di conoscere l’Amore di Dio e si comportano in quel modo: non entrerei più in una chiesa. E di chi sarebbe la responsabilità?

Questo è quello che vuol dire la nostra Madre Celeste.

In ogni nostra parola, in ogni nostro comportamento si deve vedere ciò che diciamo di essere; si deve vedere l’Amore di Dio. Perciò abbiamo una grande responsabilità [...]».

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Maria offre la sua famiglia come esempio e modello

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2025

Maria offre la sua famiglia come esempio e modello
La Madonna a Ghiaie di Bonate? Una proposta di riflessione – Padre Angelo Maria Tentori. Ed. Paoline

La fuga in Egitto

La Madonna a Ghiaie di Bonate […] È un messaggio che riguarda la famiglia ed è rivolto alle famiglie. Per cui abbiamo pensato che, in questi tempi di negazione e di frantumazione del concetto e del valore stesso della famiglia, fosse utile ripresentare questo messaggio della Madre del Cielo per ridare ai giovani e ai meno giovani la fiducia in questo caposaldo della vita umana e della Chiesa.

Ci sembra necessario che essi, al di là di ogni attuale condizionamento culturale, riprendano a credere che è possibile creare una vera famiglia come il Signore l’ha ideata e in grado di costituire il punto di riferimento per se stessi e per i propri figli.

Infatti questo è ciò che la Madonna è venuta a dire più di mezzo secolo fa quando il senso della famiglia era ancora abbastanza forte. Ma lei, come sempre, precede gli avvenimenti per prepararci e non lasciarci travolgere.

Maria appare con san Giuseppe e il Bambino per offrire la sua famiglia come esempio e modello.

Nello stesso tempo ci confida che cosa si debba fare per raggiungere questo ideale, assicurandoci il suo aiuto e la sua protezione.

Sappiamo che il cardinale Schuster, arcivescovo di Milano in quei tempi, papa Pio XII e papa Giovanni XXIII erano privatamente favorevoli. Per brevità riportiamo solo un’espressione di papa Giovanni XXIII: “Che cosa aspettano quei di Bergamo a fare il trionfo delle apparizioni della Madonna delle Ghiaie?”.

Ulteriore motivo che ci ha incoraggiato a compiere questo studio e presentazione fu la decisione del papa [Giovanni Paolo II] di fare inserire nel serto delle litanie lauretane la nuova invocazione: “Regina della Famiglia”.

Il papa volle che questa invocazione, già in uso nei fedeli della Madonna di Ghiaie, fosse posta dopo quella di “Regina del Santo Rosario”, forse per ricordare che proprio la recita quotidiana del santo rosario all’interno della famiglia può essere quell’elemento di forza che garantisce la compattezza e la santità della stessa.

Inoltre questa invocazione fu posta prima di “Regina della Pace”, diventando ulteriore richiamo perché la pace nel mondo deriva dalla pace che regna nelle famiglie.

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Harissa, “segno di unità e speranza”. Il santuario mariano simbolo del Libano

Posté par atempodiblog le 1 décembre 2025

Harissa, “segno di unità e speranza”. Il santuario mariano simbolo del Libano
Il santuario di Nostra Signora del Libano domina la costa di Jounieh dal 1908. Meta di pellegrinaggi, luogo di dialogo tra fedi e simbolo di coesione nazionale, continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale per tutto il Paese
di Amerigo Vecchiarelli – Agenzia SIR

Nostra Signora del Libano

Sulla collina di Harissa, a 650 metri di altitudine, si erge la bianca statua della Vergine Maria, con le braccia aperte verso il mare e la città di Jounieh, distesa sulla costa sottostante. Il santuario di Nostra Signora del Libano, principale centro mariano del Paese, ha da poco superato i cento anni e continua ad attirare ogni anno una moltitudine di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

La collina fu scelta nel 1904, in occasione del cinquantesimo anniversario del dogma dell’Immacolata Concezione.

La grande statua, realizzata a Parigi in bronzo e successivamente ricoperta di bianco, giunse in Libano nel 1906 e fu collocata su un piedistallo a spirale che ancora oggi domina la valle. Il santuario venne inaugurato nel 1908 e, da allora, ogni primo maggio apre il mese mariano con la festa dedicata a Nostra Signora del Libano.

Il luogo ha assunto nel tempo un significato profondo per i cristiani libanesi e per le comunità della diaspora, che conservano copie della statua in molte parti del mondo. Nelle vicinanze sorgono luoghi simbolici per la vita ecclesiale del Paese: la sede patriarcale maronita di Bkerké, la nunziatura apostolica, il convento dei Missionari di San Paolo, quello dei francescani, e le sedi dei patriarcati siro-cattolico e armeno-cattolico.

Il santuario è frequentato anche da fedeli musulmani, che nutrono una speciale venerazione per Maria, rendendo Harissa un punto di incontro spirituale per cristiani, musulmani e drusi. Non a caso, il Libano è spesso definito “il Paese di Maria”: il culto mariano è diffuso su tutto il territorio e la maggior parte delle chiese custodisce almeno un altare dedicato alla Madre di Dio. I maroniti, comunità cristiana più numerosa, mantengono una devozione profonda e radicata.

In un Paese dalle radici cristiane antiche ma segnato da conflitti e incertezze, Harissa rappresenta un forte valore simbolico. Sebbene il Libano resti la società più pluralista del Medio Oriente, il senso di vulnerabilità tra i cristiani – stimati oggi attorno al 35-40% della popolazione – è in aumento. In questo contesto, Nostra Signora del Libano diventa per molti un segno di conforto, continuità e speranza.

Nel 1997, durante la sua storica visita, Giovanni Paolo II celebrò la Messa proprio ad Harissa, definendo il Libano “un messaggio di tolleranza e apertura” per il mondo. Quelle parole restano ancora oggi un riferimento prezioso per una terra che, nonostante tutto, continua a cercare nella fede una via per il futuro.

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Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”

Posté par atempodiblog le 25 octobre 2025

Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”
Il messaggio della Madonna di Medjugorje del 18 marzo 2025 ci conferma nella vera devozione mariana
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani” dans Apparizioni mariane e santuari Gospa-Medjugorje

Erba (CO), 24/10/2025. (Blog di p. Livio). Il 18 marzo 2025 la Madonna ha dato un bellissimo messaggio che contiene un’espressione che vuol essere anche un rimprovero:

«Non abbiate paura di camminare con me».

Chi può avere paura di camminare con la Madonna? Casomai tutti vorremmo camminare con Lei perché è Colei che ci porta a suo Figlio. Non si può aver paura di camminare con la Madonna, ma queste parole sono rivolte a noi e agli abitanti di Medjugorje.

La Regina della Pace fa questo velato rimprovero perché c’è una mentalità diffusa che potremmo chiamare filo-protestante secondo la quale ci si preoccupa di non dare alla Madonna troppa venerazione, troppo rispetto per paura di toglierlo a Gesù. È un modo molto umano di rappresentarsi il soprannaturale; ho sentito questi ragionamenti anche all’interno della Chiesa Cattolica in predicazioni, catechesi, omelie.

Papa Woytjla era un fervente mariano, un vero discepolo del Montfort e diceva che la Madonna è la via più sicura per arrivare a Cristo; aveva anche elaborato una visione teologica molto vera: se c’è un solo mediatore fra il Padre e l’umanità, che è Gesù Cristo, fra noi e Gesù Cristo c’è la mediazione della Madonna.

Cristo è venuto a noi per mezzo di Maria nel momento dell’Incarnazione e quando lo ha dato alla luce; lo stesso avviene nella nostra vita: ad Jesum per Maria.

Questa è diventata un’espressione di altissima teologia, un punto fermo della teologia cristologica e mariana, la Madonna è l’unica via per arrivare a Gesù. Nei messaggi di Medjugorje la Regina della Pace ha detto innumerevoli volte che Lei è qui per guidarci a suo Figlio, lo ha ribadito anche in questo messaggio.

La Gospa fa questo rimprovero perché anche nell’ambito cattolico si è diffusa l’idea che la devozione a Maria sia esagerata; nel post Concilio molte statue della Madonna sono state spostate dagli altari e collocate in fondo alle chiese.

Questo vento non cattolico ha soffiato qua e là e le tracce sono rimaste; ancora oggi ci sono persone preoccupate della devozione mariana che diminuirebbe la devozione a Gesù Cristo.

Questa non solo è ovviamente una paura infondata, ma chi ha questo timore non sa chi è la Madonna. Difatti, San Giovanni Paolo II ha risposto a questa tendenza dicendo che la Madonna è tutta orientata a Cristo, i suoi occhi e il suo cuore sono totalmente protesi a suo Figlio.

Anche a Medjugorje vediamo che la Madonna è a servizio di Gesù Cristo, è proprio l’Ancella del Signore, è lo strumento della Santissima Trinità.

Arriviamo alla Santissima Trinità attraverso Maria che è la figlia del Padre, madre del Figlio e sposa dello Spirito Santo. Giustamente San Bernardo diceva: “De Maria numquam satis” (Di Maria non si dice mai abbastanza); anche il sommo poeta nel Canto XXXIII del Paradiso dice che la bellezza di Maria è tale che è quasi impossibile descriverla, va al di là di qualsiasi capacità nostra di comprenderla perché Dio l’ha elevata fin dove era possibile elevare una creatura.

Dobbiamo liberarci da questo modo di pensare; qua e là ci sono personaggi preoccupati della troppa devozione mariana come se fosse qualcosa di negativo. È importante aver bene presente chi è la Madonna, è Colei che ci dona Gesù e che ci porta a lui.

La Madonna non ci trattiene mai a sé, tutti quelli che sono mariani sono anche innamorati di Gesù.

A questo riguardo abbiamo avuto la grazia di Papi straordinari; in occasione del Pellegrinaggio presso il Santuario mariano di Nostra Signora di Bonaria, Papa Paolo VI fece una bellissima Omelia in cui disse:

«Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce» (Cagliari, 24 aprile 1970).

San Giovanni Paolo II è cresciuto nella fede leggendo il libretto di San Luigi Maria Grignon de Monfort che riguarda l’affidamento e la consacrazione a Maria.

Papa Francesco prima e dopo ogni viaggio apostolico o operazione medica si recava a pregare in ginocchio davanti alla Salus Populi Romani, effigie mariana a lui tanto cara e ha voluto essere sepolto proprio in Santa Maria Maggiore.

Abbiamo avuto la grazia di tanti Papi mariani che sono stati grandi guide cristiane proprio perché erano mariani.

La Madonna non ci trattiene mai per sé, è tutta orientata a suo Figlio, è la via che porta a Cristo. Più si è mariani e più si è cristiani.

Nel messaggio del 18 marzo 2025 la Madonna ci invita a non aver paura di camminare con Lei perché ci guida a suo Figlio, alla salvezza.

Siamo entrati in una fase della Storia in cui la presenza di Maria è straordinaria: la Madonna appare quotidianamente ormai da oltre quarant’anni. Nonostante questa lunga presenza di Maria, nonostante le sue apparizioni quotidiane ovunque nel mondo si trovassero i veggenti, nonostante i messaggi che ci ha dato e che sono dei capolavori da tutti i punti di vista, pochi la prendono in considerazione: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito» (25 agosto 2011).

Anche la qualità della devozione mariana dev’essere verificata. Dobbiamo approfondire la nostra dimensione spirituale mariana, dobbiamo chiedere alla Madonna la grazia di capirLa, di entrare nel suo mistero, di diventare una sola cosa con Lei. Se diventiamo una sola cosa con Lei, i nostri occhi e nostri cuori si protendono a Gesù come i suoi. Diventiamo tutti desiderosi di fare il possibile per salvare le anime per il regno di Dio. Da devozione superficiale la nostra deve diventare a portarci a un’identità nostra con Maria, come Lei stessa ha detto quando ci ha esortati a essere a sua immagine: «non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia» (30 gennaio 1986).

Lasciamoci permeare da Lei, se saremo suoi vinceremo. Allora sì che saremo veramente cristiani, ameremo Cristo come lo ama Maria. Se noi puntiamo a identificarci con Maria, ad avere il suo cuore, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi affetti, le sue preoccupazioni, a innamorarci di Lei e a essere una sola cosa con Lei, ci troveremo a essere cristiani perfetti, per quanto è possibile qui su questa Terra, perché saremo tutti orientati a Cristo così com’è orientata Maria. Questa è anche la grandezza di alcuni santi mariani come San Giovanni Paolo II il cui motto era proprio a Maria: Totus Tuus.

La Madonna è la porta che introduce in Cristo. Sant’Agostino dice che siamo stati tutti concepiti dal cuore di Maria che, come ha concepito il capo, così ha concepito anche tutte le membra. Siamo tutti nati nel cuore di Maria e quindi dobbiamo in tutto e per tutto assimilare i tratti fondamentali della nostra Madre.

È superficiale, fasulla, banale e carnale l’idea che si debba stare attenti a non amare troppo Maria. Dobbiamo, invece, essere una sola cosa con Maria e con Lei amare Gesù, servirLo, lottare per Lui e lavorare per il suo regno.

Questo messaggio ci conferma nella vera devozione mariana. Rinnoviamo il nostro affidamento totale a Maria, la nostra decisione di fare di Lei la nostra guida e il nostro modello.

«Cari figli! Con amore materno vi prego: datemi le vostre mani giunte, datemi i vostri cuori purificati nella confessione e io vi guiderò a mio Figlio! Perché, figli miei, soltanto mio Figlio, con la Sua luce può illuminare le tenebre, soltanto Lui, con la Sua Parola può togliere la sofferenza. Perciò non abbiate paura di camminare con me perché io vi guido a mio Figlio, alla salvezza. Vi ringrazio». (Con approvazione ecclesiastica)

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Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede

Posté par atempodiblog le 14 octobre 2025

Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede dans Apparizioni mariane e santuari Regina-della-Pace-di-Medjugorje

La mentalità modernista, che è avversa al soprannaturale, domina il modo di pensare e di vivere del nostro tempo e condiziona non poco la vita della Chiesa, come ben vide il Santo Papa Pio X, che non ebbe timore di qualificarla “una peste”.
La “pesta modernista”, tipica degli intellettuali, fa piazza pulita di tutte le manifestazioni soprannaturali che accompagnano la Divina Rivelazione e la vita della Chiesa lungo il corso della storia, come se fra gli abitanti del Cielo e quelli della terra ci fosse una separazione rigorosa.
Si tratta di una presa di posizione astratta e astrusa, perché la manifestazione del soprannaturale nella storia della salvezza è una costante sia del Vecchio come del Nuovo Testamento.
Di più, con l’incarnazione e la venuta di Cristo possiamo ben dire che anche la terra, come il Cielo, è la dimora di Dio e della corte celeste, composta dagli angeli e dai santi.

La bimillenaria storia della Chiesa, in particolare, è popolata di innumerevoli visite degli abitanti del Cielo sulla terra, delle quali molti santi, mistici, dottori della Chiesa, ma anche persone semplici, hanno dato una schietta testimonianza.
C’è da chiedersi perché mai il Governo divino del mondo e delle anime richieda questa presenza, che oggi non è meno frequente dei secoli passati, ma purtroppo è più invisa fino a infastidire chi invece dovrebbe gioire.

Ne fa testimonianza la presenza della Madonna a Medjugorje, con apparizioni quotidiane da oltre quattro decenni, i cui benefici per le anime è la stessa Chiesa ad ammetterli, ma come se la Madonna, invece di scendere sulla terra per aiutarci, se ne stesse in Cielo per riposarsi.
Allora chiediamoci: perché il Cielo non disdegna di scendere in questa valle di lacrime? Perché Gesù, Maria, gli angeli e i santi vengono a trovarci e a parlare con noi?
Il motivo è semplice e sono gli umili che lo capiscono: vengono perché ne abbiamo bisogno per rafforzare la nostra fede, fragile e in balia delle ideologie “che distruggono voi e la vostra vita”, come ha detto la Madonna.

Vi racconto la confidenza di un giovane che si era convertito tanti anni fa a Medjugorje e che poi ha proseguito con fedeltà nel suo cammino. Recentemente mi ha confessato il segno che lo ha portato a credere e che l’ha rafforzato nella fede.
Mentre Vicka pregava su di lui con le mani sulla sua testa, ha visto, guardando verso terra, il piede della Madonna. Lo ha fissato, tanto che gli è rimasto negli occhi dopo tanti anni. Qualcuno ha qualcosa da obbiettare?

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La presenza materna della Madre di Dio e Madre nostra/ Nostra Signora Aparecida, Patrona del Brasile

Posté par atempodiblog le 12 octobre 2025

“Chi avrebbe mai immaginato che il luogo di una pesca infruttuosa sarebbe diventato il luogo in cui tutti i brasiliani possono sentirsi figli di una stessa Madre? Dio sempre stupisce”. (Papa Francesco)

La presenza materna della Madre di Dio e Madre nostra/ Nostra Signora Aparecida, Patrona del Brasile dans Apparizioni mariane e santuari Nostra-Signora-Aparecida-Brasile

La presenza materna della Madre di Dio e Madre nostra/ Nostra Signora Aparecida, Patrona del Brasile
Celebriamo la Madonna Aparecida, Patrona del Brasile. Volgiamo lo sguardo all’anno 1717, quando quella statuetta fu pescata nel fiume Paraíba do Sul

del Cardinale Paulo Cezar Costa – Arcivescovo Metropolita di Brasilia
Tratto da: Vatican News

Il faticoso lavoro di tre pescatori alla ricerca di pesci nel fiume Paraíba… Non riuscivano a prendere nulla; all’improvviso avvenne qualcosa di inatteso: pescarono il corpo della statuetta in ceramica di Aparecida e, poco dopo, la sua testa. Subito dopo, riuscirono a catturare i pesci di cui avevano bisogno.

Possiamo affermare che, attraverso la pesca, Dio dà un primo segno del significato di questa immagine.

Quei poveri pescatori unirono la testa al corpo, restaurando la statuetta. Iniziarono a venerarla e dei segni cominciarono a verificarsi. Se il grande segno che precedette il ritrovamento dell’immagine fu la pesca miracolosa del pesce di cui avevano bisogno, cominciarono a verificarsi ulteriori segni, frutto della venerazione di questa immagine e  frutto dell’amore della gente semplice che si rese conto che stava accadendo qualcosa di speciale: era la presenza materna della Madre di Dio e Madre nostra.

Il popolo brasiliano, oggi, può vivere quell’evento in cui la Madre di Dio ci ha visitato e ha lasciato la sua presenza materna, intrecciandola con la nostra storia.

San Giovanni Paolo II ci spiega il mistero della maternità di Maria e come la sua missione di Madre sia rivolta ad una Chiesa evangelizzatrice: «Riconoscendosi “serva del Signore” (cf. Lc 1,38) e pronunciando il suo “sì”, accogliendo “nel suo cuore e nel suo seno” (cf. S. Agostino, De Virginitate, 6: PL 40,399) il mistero di Cristo redentore, Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma cooperò alla salvezza degli uomini con fede libera e perfetta obbedienza. Senza nulla togliere e nulla aggiungere all’azione di colui che è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo, Maria ci indica le vie della salvezza, vie che convergono tutte a Cristo, Figlio suo, e alla sua opera redentrice.

Maria ci porta a Cristo, come afferma con precisione il Concilio Vaticano II: “La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia (…), e non impedisce minimamente il contatto immediato dei credenti con Cristo, anzi lo facilita” (Lumen Gentium, 60).

Madre della Chiesa, la Vergine santissima è presente in modo singolare nella vita e nell’azione della Chiesa. Proprio per questo la Chiesa guarda sempre a colei che, rimanendo vergine, generò per opera dello Spirito Santo il Verbo fatto carne. Qual è la missione della Chiesa se non quella di far nascere Cristo nel cuore dei fedeli (cf. Ivi, 65), per l’azione dello stesso Spirito Santo, mediante l’evangelizzazione? Così, la “Stella dell’evangelizzazione”, come la chiamò il mio predecessore Paolo VI, indica e illumina le strade dell’annuncio del Vangelo. […]». (San Giovanni Paolo II, Omelia, 4 luglio 1980, Pellegrinaggio apostolico in Brasile,  Aparecida).

In questo modo, il mistero di Aparecida continua a illuminarci, ancora oggi, nella nostre sofferenze, nelle nostre gioie e nelle nostre speranze; e ad indicare la via dell’evangelizzazione come cammino della Chiesa.

Perché l’annuncio del Vangelo deve essere il “compito primario della Chiesa” e la causa missionaria come la prima di tutte le cause. La Madre di Gesù e la Madre Nostra ci aiutino in questo cammino.

Divisore dans San Francesco di Sales

Nostra-Signora-Aparecida-e-san-Carlo-Acutis dans Fede, morale e teologia

Preghiamo con Maria e per mezzo di Maria: Ella è sempre la “Madre di Dio e nostra” (San Giovanni Paolo II):

Signora Aparecida, un figlio vostro
che vi appartiene senza riserva – totus tuus! -
chiamato per misterioso disegno della provvidenza
a essere vicario del vostro Figlio in terra,
si rivolge a voi in questo momento.

Egli ricorda con emozione,
per il colore bruno di questa vostra immagine,
un’altra vostra immagine
la Vergine Nera di Jasna Gora!

Madre di Dio e nostra,
proteggete la Chiesa, il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti
e tutto il popolo fedele;
accogliete sotto il vostro manto protettore
i religiosi, le religiose, le famiglie,
i bambini, i giovani e i loro educatori!

Salute degli infermi e Consolatrice degli afflitti,
confortate quelli che soffrono nel corpo e nell’anima;
siate la luce di quelli che cercano Cristo, redentore dell’uomo;
a tutti gli uomini mostrate che siete la Madre della nostra fiducia.

Regina della Pace e Specchio di Giustizia,
ottenete la pace al mondo,
fate che il Brasile abbia pace duratura,
che gli uomini convivano sempre come fratelli,
come figli di Dio!

Nostra Signora Aparecida,
benedite questo vostro santuario e coloro che in esso lavorano,
benedite questo popolo che qui prega e canta,
benedite tutti i vostri figli, / benedite il Brasile.

Amen.

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Nostra Signora del Pilar

Posté par atempodiblog le 12 octobre 2025

Nostra Signora del Pilar
Tutto nacque dall’apparizione della Vergine all’apostolo Giacomo, che stava pregando per l’evangelizzazione della Spagna. All’intercessione della Madonna del Pilar è attribuito uno dei più grandi miracoli di sempre, riguardante la guarigione del contadino Miguel Juan Pellicer
di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana

Nostra Signora del Pilar dans Apparizioni mariane e santuari Nostra-Signora-del-Pilar

La notte tra il 2 il 3 gennaio del 40, nel corso della sua vita terrena, la Beata Vergine apparve all’apostolo Giacomo che stava pregando sulla riva dell’Ebro e supplicando l’intercessione di Maria per la buona riuscita dell’evangelizzazione in Spagna. La Madonna, accompagnata da diversi cori di angeli che portavano una sua raffigurazione e una piccola colonna di diaspro, comunicò all’apostolo la volontà divina di edificare un tempio a Lei dedicato. Iniziò così la storia del primo santuario della Spagna e certamente tra i primissimi dell’intera cristianità. Solo dopo aver costruito la primitiva cappella, Giacomo tornò a Gerusalemme dove, primo tra tutti gli apostoli, subì il martirio durante le persecuzioni di Erode Agrippa.

La tradizione del Pilar è antichissima ed è confermata dalle rivelazioni avute nell’età moderna dalla beata Anna Caterina Emmerick e, prima ancora, dal dettagliato racconto della venerabile Maria di Agreda che riporta le parole della Vergine all’apostolo: «L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinché in esso gli innalziate un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il Suo sia magnificato […]. Egli darà libero corso alle Sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione». Aggiunse la Madonna: «Questo pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con la santa fede fino alla fine dei tempi».

Sono passati quasi duemila anni e l’attuale gigantesco santuario di Saragozza – sopravvissuto a tre bombe sganciate all’inizio della Guerra civile spagnola (1936-1939), nessuna delle quali esplose – sorge sullo stesso luogo dell’apparizione. Custodisce il prezioso pilastro all’interno di una cappella, con un oculo che consente ai pellegrini di baciarlo e venerarlo. Questa grande devozione verso la Vergine, patrona della Spagna e di tutta l’ispanità, è constatabile anche nella diffusione del nome Pilar, nelle tantissime edicole e nei canti che le sono dedicati.

Ma tornando all’apparizione, un fatto è degno di nota: dopo aver vissuto nel nascondimento nel corso della vita terrena del Redentore e Figlio, la Madre celeste era già venerata dagli apostoli per il suo ruolo speciale nella storia della salvezza. E veniva invocata, come informa la Emmerick riferendo le parole di san Giacomo, quale «base e colonna della Chiesa in terra».

All’intercessione di Nostra Signora del Pilar è attribuito uno dei più grandi miracoli di sempre, avvenuto nel 1640 e riguardante la vicenda del contadino Miguel Juan Pellicer. Tale storia è raccontata dettagliatamente nel libro Il miracolo di Vittorio Messori, che attinge a diversi documenti dell’epoca con decine di testimonianze, comprese quelle dei medici che non poterono fare altro che constatare il prodigio.

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La proposta del cardianle Burke/ Riparare i peccati, al via la preghiera alla Madonna di Fatima

Posté par atempodiblog le 7 octobre 2025

La proposta del cardianle Burke/ Riparare i peccati, al via la preghiera alla Madonna di Fatima
Nove settimane di preghiera dall’8 ottobre al 10 dicembre, giorno in cui cadrà il centenario della Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria. È l’invito del cardinale Burke volto a esaudire la Madonna e diffondere la pratica dei primi sabati: per la pace e la salvezza.
di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana

La proposta del cardianle Burke/ Riparare i peccati, al via la preghiera alla Madonna di Fatima dans Apparizioni mariane e santuari Card-Burke-e-Fatima

Continuano a sorgere nuove iniziative nella Chiesa cattolica in vista dell’ormai imminente centenario dell’apparizione di Pontevedra (Spagna), avvenuta il 10 dicembre 1925. Quel giorno, Gesù Bambino e Maria Santissima apparvero alla venerabile Lucia dos Santos (1907-2005), la più grande dei tre veggenti di Fatima, per spiegarle per la prima volta in cosa consiste la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Una devozione a cui la Madonna aveva solo accennato otto anni prima alla Cova da Iria, nell’apparizione del 13 luglio 1917 (giorno della rivelazione delle tre parti del segreto di Fatima), quando promise che sarebbe tornata a chiedere sia la Comunione riparatrice sia la consacrazione della Russia al proprio Cuore Immacolato. Quella del 10 dicembre 1925 a Pontevedra, dove Lucia si trovava come postulante presso le Dorotee, fu appunto la prima tappa di un nuovo ciclo di apparizioni, per portare a compimento il disegno celeste.

In occasione della ricorrenza, il cardinale Raymond Leo Burke ha lanciato la proposta di una speciale preghiera alla Madonna di Fatima, da iniziare mercoledì 8 ottobre e proseguire fino al giorno del centenario – mercoledì 10 dicembre – per un totale dunque di nove settimane. Si tratta di recitare una preghiera giornaliera scritta dallo stesso porporato statunitense (clicca qui per il testo in italiano), con la quale ci si impegna a praticare la devozione dei primi sabati. È stata creata anche una pagina Internet (guadalupeshrine.org/fatima/) dove è possibile scaricare il testo della preghiera in più lingue e anche la lettera con cui il cardinale Burke presenta la sua proposta, ripercorrendo i passaggi principali di come si arrivò alla Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria.

Qui ci limitiamo a ricordare il culmine dell’apparizione di Pontevedra, dove la Madre celeste mostrò a Lucia il proprio Cuore addolorato e chiese di essere consolata, spiegando i tratti essenziali della devozione dei primi sabati: «Guarda, figlia mia, il mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi, e di’ che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un Rosario e mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del Rosario, con l’intenzione di darmi sollievo, io prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime».

In rivelazioni successive, venendo incontro alle necessità pratiche di molti fedeli, Gesù spiegò a suor Lucia che per l’adempimento della devozione avrebbe considerato valida anche la Confessione di otto giorni o più («purché, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano l’intenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria»; 15 febbraio 1926); inoltre disse che la devozione può essere praticata, in via eccezionale, la domenica che segue il primo sabato del mese, ma solo «per giusti motivi, che sta ai sacerdoti giudicare» (29-30 maggio 1930).

Al netto di quest’ultima eccezione, ricapitoliamo le condizioni generali: 1) Confessarsi il primo sabato del mese o entro otto giorni (o più) prima o anche dopo, purché si riceva l’Eucaristia in grazia. Al confessore va comunicata l’intenzione di riparare le offese al Cuore Immacolato di Maria: se ci si dimentica di esplicitare questa intenzione, si può recuperare alla Confessione seguente; 2) comunicarsi ogni primo sabato, per cinque mesi consecutivi; 3) recitare il Rosario; 4) dopo la preghiera, fare compagnia alla Madonna per un altro quarto d’ora, meditando su uno o più misteri del Rosario (suor Lucia era solita meditarne uno per volta. Ci si può aiutare leggendo un brano della Bibbia o uno scritto spirituale sul mistero che si intende contemplare).

Il fine della devozione dei primi sabati è evidentemente la salvezza delle anime, come detto dalla Madonna stessa. Al contempo, la Santa Vergine ha spiegato come questa devozione sia necessaria per la pace in terra: lo era nel 1917, al tempo della Prima Guerra Mondiale e della rivoluzione bolscevica, capace di spargere «i suoi errori per il mondo» (perciò Maria aveva anche chiesto la consacrazione della Russia, adempiuta con grave ritardo); continua ad esserlo oggi, quando rischiamo un conflitto nucleare; e continuerà ad esserlo fino alla seconda e definitiva venuta di Cristo.

Ieri come oggi, infatti, rimane necessario riparare i peccati, un concetto fondamentale ricordato più volte dal cardinale Burke nella sua lettera. I peccati che offendono i Sacri Cuori di Gesù e Maria richiedono riparazione sia ai fini dell’eternità (la nostra salvezza) che della nostra vita quaggiù. «Siamo profondamente consapevoli – scrive Burke – di come quegli stessi peccati sconvolgano l’ordine della vita nella società, risultando in conflitti civili all’interno delle nazioni e in guerre tra le nazioni, e in attacchi violenti contro la vita umana, il matrimonio e la famiglia, e contro la libertà di praticare la religione in molte nazioni. Gli agenti di quell’ideologia totalmente malvagia che è l’ateismo comunista continuano a diffondere le sue menzogne velenose assieme al loro frutto: la distruzione e la morte».

Contro questi frutti cattivi, c’è una sola risorsa: la nostra conversione a Dio. E un mezzo privilegiato per questa conversione è proprio la pratica dei primi sabati, preludio al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Divisore dans San Francesco di Sales

Preghiera quotidiana in preparazione al
Centenario dell’Apparizione di Gesù Bambino e della Sua Madre Vergine
alla Venerabile Serva di Dio Lucia dos Santos
dall’8 ottobre al 10 dicembre 2025

O Vergine Madre di Dio e mia diletta Madre, Nostra Signora di Fatima e del Sacratissimo Rosario, io contemplo il Tuo Cuore Addolorato e Immacolato trafitto con così tante spine dall’ingratitudine e dai terribili peccati dei tuoi figli. Io sono profondamente e perennemente dispiaciuto di come i miei peccati hanno offeso il Tuo Divin Figlio e Te, Sua Madre Innocente. Con cuore umile e contrito, desidero riparare le offese – grandi e piccole – inferte al Tuo Cuore dai peccati dei Tuoi figli.

Nel Tuo amore materno, Tu mi hai insegnato, attraverso la Tua figlia, la Venerabile Serva di Dio Lucia dos Santos, il modo per riparare i peccati mediante la Devozione dei Primi Sabati. In occasione del 100° anniversario della Tua apparizione, assieme al Bambin Gesù, alla Venerabile Serva di Dio, il 10 dicembre del 1925, io mi impegno ad osservare il Primo Sabato del mese in sincera riparazione dei peccati attraverso la confessione sacramentale dei miei peccati, la degna ricezione della Santa Comunione, la preghiera di cinque decine del Santo Rosario e tenendoTi compagnia per quindici minuti meditando i misteri del Rosario. Ti prego, intercedi per me, affinché la mia pratica della Devozione dei Primi Sabati possa contribuire alla salvezza di tante anime e alla pace nel mondo.

Aiutami anche a portare ad altri il Tuo messaggio della Devozione dei Primi Sabati per la Riparazione. In obbedienza al Tuo consiglio materno, possa la Chiesa, in tutto il mondo, offrirTi questo atto d’amore di cuori umili e contriti in sincera riparazione per i peccati commessi.

Io dono totalmente il mio cuore al Tuo Cuore Addolorato e Immacolato e, con Te, faccio riposare per sempre il mio cuore nel Sacratissimo Cuore di Gesù. Con tutto il mio cuore, io offro questa preghiera a Lui che, solo, è la nostra salvezza. Amen.

Raymond Leo Cardinal BURKE
8 settembre 2025
Festa della Natività della Beata Vergine Maria

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Beata Vergine de La Salette

Posté par atempodiblog le 19 septembre 2025

Beata Vergine de La Salette
di Frate Indovino

Il 19 settembre 1846 (12 anni prima delle apparizioni di Lourdes), su un piano del Monte Pianeau, in prossimità del villaggio di La Salette, la Vergine Maria apparve a due piccoli pastorelli: Massimo Giraud e Melania Calvat. I due bambini, presso una piccola sorgente, su un mucchio di pietre scorsero un globo di fuoco, “come se il sole fosse caduto lì”.

Dapprima, ne furono impauriti, ma poi si avvicinarono. “La Bella Signora” era seduta su quelle pietre, con la testa tra le mani, i gomiti sulle ginocchia e piangeva. In lacrime, affidò ai pastorelli un messaggio da far “conoscere a tutto il suo popolo”. Ella chiedeva di riprendere il cammino della fede, invitava alla penitenza, alla perseveranza nella preghiera, alla fedeltà nel santificare la domenica.

La Vergine è apparsa a La Salette per manifestare la presenza, nella nostra vita, della salvezza del Cristo. È venuta a supplicarci di ascoltare le parole del Figlio e di convertirci, per essere pieni di quella gioia che deriva dal compiere la missione affidata all’uomo da Dio.

Beata Vergine de La Salette dans Apparizioni mariane e santuari Nostra-Signora-di-La-Salette

Preghiera tradizionale a Nostra Signora de La Salette
Fonte: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

RicordateVi, o Nostra Signora de La Salette, vera Madre addolorata, delle lagrime che versaste per me sul Calvario; ricordatevi altresì della cura che avete di me ognora per sottrarmi alla giustizia di Dio, e vedete se, dopo aver fatto tanto per questo vostro figlio, possiate abbandonarlo.
Rianimato da tale consolante pensiero, mi getto ai vostri piedi, nonostante le mie infedeltà ed ingratitudini. Non respingete la mia preghiera, o Vergine Riconciliatrice, ma convertitemi, fatemi la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare Voi pure con una santa vita, affinché io possa un giorno contemplarVi in Cielo. Così sia.

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Siracusa, le lacrime di Maria ancora «refrigerio di speranza e di amore»

Posté par atempodiblog le 2 septembre 2025

Siracusa, le lacrime di Maria ancora «refrigerio di speranza e di amore»
di Alessandro Ricupero – Avvenire

Siracusa, le lacrime di Maria ancora «refrigerio di speranza e di amore» dans Apparizioni mariane e santuari La-Madonna-delle-Lacrime-di-Siracusa

«Le lacrime non sono forse un linguaggio di estremo impatto emotivo che trasmettono con immediatezza la capacità di umanità profonda di chi le versa? Maria, Gesù, i santi sono capaci di piangere. La domanda: lo siamo anche noi?». Se lo è chiesto il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, che ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa nell’ultimo giorno dell’anniversario della Lacrimazione di Maria nella città siciliana.

Dal 29 agosto al 1 settembre del 1953, da un quadretto in gesso del Cuore Immacolato di Maria, posto come capezzale in un’abitazione in via degli Orti, sgorgarono lacrime umane. Un evento prodigioso che fu accertato anche da una commissione scientifica.

«La mariofania avvenuta qui a Siracusa è una storia di popolo. I destinatari del messaggio delle lacrime sono stati tutti i cittadini di Siracusa, un’intera città. Tutti hanno potuto vedere e asciugare il volto in pianto di Maria» ha detto Makrickas, che ha aggiunto: «A tutti apparve chiaro non solo che quel liquido fossero lacrime umane ma che quelle fossero anche le lacrime di Maria e che quel linguaggio così misterioso a tutti chiedesse qualcosa di importante. Come ci chiedesse un cammino di conversione e di preghiera, come il sentimento di compassione verso la sofferenza altrui, come il riconoscimento dell’importanza della famiglia e dell’accoglienza della vita nascente, come la gioia di appartenere a una comunità cittadina destinataria dell’evento miracoloso».

Il cardinale ha ricordato che lo scorso maggio papa Leone XIV ha visitato il santuario di Genazzano «ribadendo la sua fiducia alla Madonna del Buon Consiglio con le parole del Vangelo “Qualsiasi cosa vi dica fatela”. Questo è il suggerimento saggio e sapiente di Maria: realizzare e mettere in pratica la parola di Gesù.

Maria piange con tutti i suoi figli che nella storia soffrono, amano, credono e sperano. Il suo pianto è un messaggio di vicinanza e di consolazione.
Come non pensare che le lacrime di Maria siano state da Lei versate per portare un refrigerio di speranza e di amore».

Ieri la conclusione di giornate molto intense, organizzate dal rettore don Aurelio Russo, ricche di pellegrinaggi (in particolare quello dei giovani), momenti di preghiera, le Messe al mattino in via degli Orti e nel tempio mariano. Tutto è iniziato con la celebrazione per la benedizione del cotone e l’apertura della teca che custodisce la sacra immagine.

«Il cotone non ha tanto il significato che a qualunque costo deve risolvere i nostri problemi – ha detto l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto – il cotone deve assumere il significato di essere uniti con Maria alla Passione di Gesù: viviamo con intensità il mistero del dono della Passione per compiere il mistero della sua volontà nella nostra vita». Durante l’anniversario hanno celebrato la Messa il vescovo della diocesi di Bauchi (Nigeria) Hilary Nanman Dachelem, e poi i vescovi di Noto e Ragusa, Salvatore Rumeo e Giuseppe La Placa.

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Nostra Signora di Marillais

Posté par atempodiblog le 20 août 2025

Nostra Signora di Marillais
di Jean-Daniel Planchot, CM. – LETTRE, aux associés de la Médaille Miraculeuse (Rivista bimestrale, n. 94)

Nostra Signora di Marillais dans Apparizioni mariane e santuari Nostra-Signora-di-Marillais

Le radici del culto mariano qui sono molto antiche. Il Santuario era legato ai monaci e alle monache di Saint-Florent in Anjou. Secondo le cronache dei monaci di Saint-Florent e Saumur, risalenti all’XI secolo, San Maurille, discepolo di San Martin e vescovo di Angers, era venuto a visitare il monastero di Mont Glonne, tra Nantes e Angers.

Ai piedi della collina dove si era ritirato a pregare, si ritrovò improvvisamente avvolto da una luce celestiale, nel luogo della “Croce di Pichon”. Era la Vergine Maria che teneva in braccio il suo Bambino e che gli apparve in un pioppo. Gli disse che Dio e suo Figlio volevano che egli istituisse una festa solenne nella sua diocesi nel giorno della sua nascita, l’8 settembre; festa che non si celebrava ancora in nessun luogo della Chiesa.
Seguendo la volontà del Cielo, il Vescovo istituì una festa solenne chiamata “l’Angevine”.

Fu nel 430, un anno prima del Concilio di Efeso, il terzo Concilio Ecumenico della Chiesa tenutosi dalla fine di giugno 431 al settembre dello stesso anno, in cui Maria fu riconosciuta come Madre del Figlio di Dio che si incarnò nel suo grembo.

San Maurille, in memoria di questa apparizione, fece costruire in questo luogo una piccola cappella, che fu chiamata “Beata Maria de Maurillio”, da cui in francese “Notre-Dame du Marillais”.

Carlomagno passò di qua a causa degli Armoricani che gli resistettero rifiutandosi di pagare i tributi. Il futuro imperatore d’Occidente attribuì poi la sua vittoria, riportata nel 786 dal suo scudiero Audulfus, sui Bretoni a Notre-Dame du Marillais. In segno di gratitudine per la vittoria, fece sostituire la piccola cappella con un’altra più imponente.

Di ritorno sulla Loira dopo aver visitato la tomba di San Martino di Tours nell’anno 800, si recò presso l’Abbazia di Saint-Florent. Contemporaneamente alla costruzione di questa Abbazia, fece erigere la chiesa di Notre-Dame du Marillais e la annesse a quella di Saint-Florent.

I monaci prestarono servizio interrottamente fino al 1793. Una cosa certa di questo Santuario è che vi furono compiuti innumerevoli miracoli. I pellegrini vi accorrevano da ogni parte, persino dalla Germania e dall’Inghilterra, soprattutto l’8 settembre.

Nel 1520 la cappella di Carlomagno fu sostituita da un nuovo edificio in stile angioino. Questo edificio rimase in piedi fino al 1890, nonostante le guerre in Vandea, anno durante il quale il Santuario fu nuovamente incendiato.
Nel 1870, monsignor Freppel, vescovo di Angers, decise di costruire un nuovo Santuario per ravvivare il culto alla Vergine.

Il 15 settembre 1873, cinquantamila persone si riunirono al Marillais.
Il 16 luglio 1878 si insidiarono i Padri Monfortani, che sono a tutt’oggi i responsabili del Santuario.
Dopo la posa della prima pietra, il 24 settembre 1890, la nuova chiesa fu portata a termine nel 1913; mentre la sua consacrazione avvenne solo il 7 ottobre 1920.
Nel 1930 fu annessa la torre con le sue quattro campane e i suoi carillon

L’8 settembre 1931, infine, alla presenza di quarantamila pellegrini, Monsignor Rumeau, Vescovo di Angers, procedette all’incoronazione della statua della Madonna di Marillais.

Ogni domenica alle 16:00 vi è una grandissima partecipazione alla preghiera mariana, recitata innanzi al Santissimo Sacramento: Maria ci conduce a Gesù.

Divisore dans San Francesco di Sales

Preghiera alla Madonna di Marillais
di Monsignor Jean Pierre Marie Orchampt, Vescovo di Angers, 8 settembre 1981

Nostra Signora di Marillais, Vergine Maria, Tu che sei per noi sorella e madre, Ti preghiamo!

A Te affidiamo le nostre sofferenze, Tu le conosci. Intercedi per noi presso tuo Figlio per chiederGli la forza dello Spirito affinché ciascuno di noi possa sopportarle e viverle.

A Te affidiamo le nostre speranze: quelle delle coppie e delle famiglie, quelle dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati.

A Te presentiamo anche, in tutta semplicità, i nostri parenti, i nostri amici e, in modo speciale, coloro che non ripongono la loro speranza in Gesù.

Madre di Gesù e Madre dell’umanità, Tu sai ascoltare tutto.

Tu sei in grado di vedere cosa portiamo nel cuore e di dirlo a Gesù, il tuo amatatissimo Figlio. Grazie! Amen.

Nostra Signora di Marillais, prega per noi

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