Lettera del Santo Padre Francesco al popolo ucraino a nove mesi dallo scoppio della guerra

Posté par atempodiblog le 26 novembre 2022

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AL POPOLO UCRAINO A NOVE MESI DALLO SCOPPIO DELLA GUERRA

Lettera del Santo Padre Francesco al popolo ucraino a nove mesi dallo scoppio della guerra dans Articoli di Giornali e News Papa-Francesco-lettera-agli-ucraini


Cari fratelli e sorelle ucraini!

Sulla vostra terra, da nove mesi, si è scatenata l’assurda follia della guerra. Nel vostro cielo rimbombano senza sosta il fragore sinistro delle esplosioni e il suono inquietante delle sirene. Le vostre città sono martellate dalle bombe mentre piogge di missili provocano morte, distruzione e dolore, fame, sete e freddo. Nelle vostre strade tanti sono dovuti fuggire, lasciando case e affetti. Accanto ai vostri grandi fiumi scorrono ogni giorno fiumi di sangue e di lacrime.

Io vorrei unire le mie lacrime alle vostre e dirvi che non c’è giorno in cui non vi sia vicino e non vi porti nel mio cuore e nella mia preghiera. Il vostro dolore è il mio dolore. Nella croce di Gesù oggi vedo voi, voi che soffrite il terrore scatenato da questa aggressione. Sì, la croce che ha torturato il Signore rivive nelle torture rinvenute sui cadaveri, nelle fosse comuni scoperte in varie città, in quelle e in tante altre immagini cruente che ci sono entrate nell’anima, che fanno levare un grido: perché? Come possono degli uomini trattare così altri uomini?

Nella mia mente ritornano molte storie tragiche di cui vengo a conoscenza. Anzitutto quelle dei piccoli: quanti bambini uccisi, feriti o rimasti orfani, strappati alle loro madri! Piango con voi per ogni piccolo che, a causa di questa guerra, ha perso la vita, come Kira a Odessa, come Lisa a Vinnytsia, e come centinaia di altri bimbi: in ciascuno di loro è sconfitta l’umanità intera. Ora essi sono nel grembo di Dio, vedono i vostri affanni e pregano perché abbiano fine. Ma come non provare angoscia per loro e per quanti, piccoli e grandi, sono stati deportati? È incalcolabile il dolore delle madri ucraine.

Penso poi a voi, giovani, che per difendere coraggiosamente la patria avete dovuto mettere mano alle armi anziché ai sogni che avevate coltivato per il futuro; penso a voi, mogli, che avete perso i vostri mariti e mordendo le labbra continuate nel silenzio, con dignità e determinazione, a fare ogni sacrificio per i vostri figli; a voi, adulti, che cercate in ogni modo di proteggere i vostri cari; a voi, anziani, che invece di trascorrere un sereno tramonto siete stati gettati nella tenebrosa notte della guerra; a voi, donne che avete subito violenze e portate grandi pesi nel cuore; a tutti voi, feriti nell’anima e nel corpo. Vi penso e vi sono vicino con affetto e con ammirazione per come affrontate prove così dure.

E penso a voi, volontari, che vi spendete ogni giorno per il popolo; a voi, Pastori del popolo santo di Dio, che – spesso con grande rischio per la vostra incolumità – siete rimasti accanto alla gente, portando la consolazione di Dio e la solidarietà dei fratelli, trasformando con creatività luoghi comunitari e conventi in alloggi dove offrire ospitalità, soccorso e cibo a chi versa in condizioni difficili. Ancora, penso ai profughi e agli sfollati interni, che si trovano lontano dalle loro abitazioni, molte delle quali distrutte; e alle Autorità, per le quali prego: su di loro incombe il dovere di governare il Paese in tempi tragici e di prendere decisioni lungimiranti per la pace e per sviluppare l’economia durante la distruzione di tante infrastrutture vitali, in città come nelle campagne.

Cari fratelli e sorelle, in tutto questo mare di male e di dolore – a novant’anni dal terribile genocidio dell’Holodomor –, sono ammirato del vostro buon ardore. Pur nell’immane tragedia che sta subendo, il popolo ucraino non si è mai scoraggiato o abbandonato alla commiserazione. Il mondo ha riconosciuto un popolo audace e forte, un popolo che soffre e prega, piange e lotta, resiste e spera: un popolo nobile e martire. Io continuo a starvi vicino, con il cuore e con la preghiera, con la premura umanitaria, perché vi sentiate accompagnati, perché non ci si abitui alla guerra, perché non siate lasciati soli oggi e soprattutto domani, quando verrà forse la tentazione di dimenticare le vostre sofferenze.

In questi mesi, nei quali la rigidità del clima rende quello che vivete ancora più tragico, vorrei che l’affetto della Chiesa, la forza della preghiera, il bene che vi vogliono tantissimi fratelli e sorelle ad ogni latitudine siano carezze sul vostro volto. Tra poche settimane sarà Natale e lo stridore della sofferenza si avvertirà ancora di più. Ma vorrei tornare con voi a Betlemme, alla prova che la Sacra Famiglia dovette affrontare in quella notte, che sembrava solo fredda e buia. Invece, la luce arrivò: non dagli uomini, ma da Dio; non dalla terra, ma dal Cielo.

La Madre sua e nostra, la Madonna, vegli su di voi. Al suo Cuore Immacolato, in unione con i Vescovi del mondo, ho consacrato la Chiesa e l’umanità, in particolare il vostro Paese e la Russia. Al suo Cuore di madre presento le vostre sofferenze e le vostre lacrime. A lei che, come ha scritto un grande figlio della vostra terra, «ha portato Dio nel nostro mondo», non stanchiamoci di chiedere il dono sospirato della pace, nella certezza che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37). Egli dia compimento alle giuste attese dei vostri cuori, sani le vostre ferite e vi doni la sua consolazione. Io sono con voi, prego per voi e vi chiedo di pregare per me.

Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

Roma, San Giovanni in Laterano, 24 novembre 2022


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La Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII

Posté par atempodiblog le 26 novembre 2022

141 anni fa nasceva il Papa dell’Enciclica sulla pace
La Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII
di Antonio Tarallo – ACI Stampa

La Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII dans Articoli di Giornali e News Papa-Roncalli

Il 25 novembre 1881 nasce a Sotto il Monte, un piccolo paese della provincia di Bergamo, Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, l’anima del Concilio Vaticano II,  il pontefice dell’Enciclica Pacem in terris. Pace, parola sempre attuale e quanto mai sospirata da tutti i popoli del globo terrestre.

Il recente conflitto Russia-Ucraina ha aperto uno scenario politico che il mondo aveva già vissuto e che – dopo la fine degli ‘60 e, soprattutto, dopo il crollo del muro di Berlino - non avrebbe mai immaginato di riavere nuovamente di fronte. Il ricordo non può che andare agli anni della cosiddetta “guerra fredda”, a quel contesto politico-storico-ideologico che ha segnato gli inizi degli anni ’60, quando – a seguito degli importanti avvenimenti storici quali la costruzione del muro di Berlino e, soprattutto, la “crisi di Cuba” (il dispiegamento da parte dell’URSS di missili nucleari nell’isola governata da Fidel Castro) – aveva portato il mondo sull’orlo di una terza guerra mondiale. Ed è in questo contesto che si inserisce l’ottava e ultima Enciclica di Papa Giovanni XXIII, la Pacem in terris (11 aprile 1963). Il testo di papa Roncalli si collocava sulla scia dei documenti pontifici del XX secolo sul tema della pace; fra i numerosi scritti, è doveroso ricordare quelli di Benedetto XV, la Lettera ai capi dei popoli belligeranti (1917) e la Pacem Dei (1920), l’Enciclica Ubi arcano (1922) di Pio XI; e, infine, i radiomessaggi di Pio XII nei quali veniva sottolineata la tragicità dell’ inutile strage del secondo conflitto mondiale.

“Pacem in terris”, nelle prime parole, già il senso dell’intera Enciclica in cui la pace è descritta, fin dall’inizio, come “anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi”. Il documento, nella sua immediatezza e semplicità di stile e – al contempo – profondità di argomentazione,  è uno dei testi più belli che il pontificato di Roncalli abbia mai prodotto.  Inoltre, il documento – sul piano pastorale – risultava più che originale: la Chiesa era chiamata – in pieno spirito del Concilio Vaticano II – a un grande impegno di dialogo con la società, superando pregiudizi, timori e tradizionali steccati. A tal proposito, vi è – infatti – un dato importante su cui focalizzare l’attenzione: i destinatari del documento. Giovanni XXIII si rivolge non solo agli uomini credenti, ma anche a quelli non credenti, “a tutti gli uomini di buona volontà”.  Inoltre, nella stessa Enciclica, è possibile riconoscere due fonti di ispirazione: la prima fonte, l’insegnamento tradizionale della Chiesa, naturalmente; la seconda, molto vicina alla personalità dello stesso pontefice, l’insegnamento della Chiesa in materia sociale; Roncalli, nel documento, farà riferimento ai “segni dei tempi”: dalla crescita del ruolo sociale della donna all’affermazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti sociali in generale; dalla richiesta di dignità e di uguaglianza per i popoli in via di sviluppo al ruolo, sempre più importante, che l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) stava assumendo nel panorama della politica internazionale.

L’enciclica si compone di un’introduzione e di cinque capitoli: L’ordine tra gli esseri umani; Rapporti tra gli esseri umani e i poteri pubblici all’interno delle singole comunità politiche; Rapporti tra le comunità politiche; Rapporti degli esseri umani e delle comunità politiche con la comunità mondiale; Richiami pastorali. Le argomentazioni di Giovanni XXIII partono, prima di tutto, da un dato: è Dio a essere il fondamento di ogni ordine morale; ed è proprio su questo elemento che poggiano i diritti della persona; questi, però, comportano altrettanti doveri, indispensabili per regolare  i rapporti tra gli esseri umani: “Nella convivenza umana ogni diritto naturale in una persona comporta un rispettivo dovere in tutte le altre persone: il dovere di riconoscere e rispettare quel diritto. Infatti ogni diritto fondamentale della persona trae la sua forza morale insopprimibile dalla legge naturale che lo conferisce, e impone un rispettivo dovere. Coloro pertanto che, mentre rivendicano i propri diritti, dimenticano o non mettono nel debito rilievo i rispettivi doveri, corrono il pericolo di costruire con una mano e distruggere con l’altra” (I, L’ordine tra gli esseri umani).

Sono queste tematiche - personadiritti e doveri della persona, e di conseguenza, diritti e doveri delle nazioni - a confluire nel concetto di pace di papa Roncalli; sono questi i presupposti per poter  garantire al mondo la pace: “Riaffermiamo noi pure quello che costantemente hanno insegnato i nostri predecessori: le comunità politiche, le une rispetto alle altre, sono soggetti di diritti e di doveri; per cui anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante, nella libertà. La stessa legge morale, che regola i rapporti fra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche” (III, Rapporti fra le comunità politiche). Grazie alle parole-chiave  verità, giustizia, solidarietà operante, e libertà, il concetto di pace contenuto nella Pacem in terris assume un carattere del tutto originale poiché non è soltanto una condizione dei rapporti fra paesi, bensì riguarda tutti i livelli dell’esistenza sociale, fino alla dimensione più intima per ogni persona: la pace, non è solo determinata dall’assenza di guerra, ma è piuttosto un insieme di relazioni – in armonia  - tra gli individui di una comunità e tra le stesse comunità che formano l’immensa famiglia umana.

L’enciclica si chiude con una preghiera che, allo stesso tempo, denota tutto il tono di una esortazione al mondo; Roncalli chiede al Signore di illuminare i governanti affinché “accanto alle sollecitudini per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e difendano il gran dono della pace”; chiede a Lui di accendere “le volontà di tutti a superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie; in virtù della sua azione, si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima pace”.

Divisore dans San Francesco di Sales

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Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla è un crimine

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2022

 Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla è un crimine dans Citazioni, frasi e pensieri No-alla-violenza-sulle-donne

Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo.

Papa Francesco

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Celebri il Natale se Gesù nasce nel tuo cuore

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2022

Celebri il Natale se Gesù nasce nel tuo cuore
Tratto da: Desiderio d’infinito. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Celebri il Natale se Gesù nasce nel tuo cuore dans Avvento Ges-fai-del-nostro-cuore-la-Tua-culla

[...] Il tempo di Avvento [...] è un periodo liturgico di quattro domeniche che ci prepara al Natale. Il mese di dicembre è vissuto freneticamente dall’intera società e noi rischiamo di passare accanto al mistero del Natale senza neppure sfiorarlo.

Ogni Natale è un avvenimento di grazia. Non è il semplice ricordo della venuta di Gesù nel mondo. E’ il mistero dell’incarnazione che si prolunga nella storia e nella vita di ogni uomo.

Tu vivi il Natale se Dio nasce nel tuo cuore. Tu sei quella culla nella quale Maria desidera deporre il piccolo Gesù. Se non si verifica questo grande avvenimento di grazia della nascita del Figlio di Dio nel tuo cuore, anche questo Natale sarà passato invano.

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“Non perdete la speranza nel cambiamento del cuore umano”

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2022

“Non perdete la speranza nel cambiamento del cuore umano”
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Medjugorje Liguria

“Non perdete la speranza nel cambiamento del cuore umano” dans Citazioni, frasi e pensieri Maria-Gospa-Nostra-Madre

La Madonna ci dice una frase bellissima: non perdete la speranza nel cambiamento del cuore umano, il cuore umano può cambiare.

È la prima volta che la Madonna usa le parole: cambiamento del cuore umano. Testimoniando la nostra fede, il nostro amore, con la nostra preghiera possiamo far sì che la grazia operi nei cuori e li cambi, la grazia ha questo potere che Dio converte una persona senza violare la sua libertà.
La Madonna ha detto che può cambiare i cuori e anche i pensieri di una persona senza violare la sua libertà. È un mistero, ma accade. Noi con la preghiera e la nostra testimonianza possiamo far sì che la grazia faccia breccia nel cuore e che le persone si convertano, senza bisogno di importunarle più di tanto.

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Il cardinale Zen condannato a una multa per il fondo a difesa dei manifestanti a Hong Kong

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2022

Il cardinale Zen condannato a una multa per il fondo a difesa dei manifestanti a Hong Kong
Il novantenne porporato salesiano dovrà pagare una multa di circa 500 dollari insieme ad altri cinque amministratori del 612 Humanitarian Relief Fund, ormai disciolto. A maggio era stato arrestato e rilasciato dopo poche ore, con l’accusa di collusione con le forze straniere. Reato per il quale proseguono le indagini e che prevede anche l’ergastolo
di Salvatore Cernuzio – Vatican News

Il cardinale Zen condannato a una multa per il fondo a difesa dei manifestanti a Hong Kong dans Articoli di Giornali e News Cardinale-Joseph-Zen

Una multa di circa 500 dollari è la condanna comminata al cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, per il suo ruolo in un fondo, l’ormai disciolto 612 Humanitarian Relief Fund, istituito per contribuire ai pagamenti delle spese legali e mediche degli attivisti che hanno partecipato alle manifestazioni pro-democrazia del 2019 nell’ex colonia britannica.

Il porporato novantenne è stato giudicato colpevole insieme ad altri cinque amministratori l’avvocato Margaret Ng, l’ex deputato Cyd Ho, la cantante Denise Ho, il professore Hui Po-keung e il segretario del fondo Sze Ching-wee, per non averlo registrato correttamente presso le autorità.

Indagini in corso
Zen e gli altri cinque imputati si sono dichiarati non colpevoli, ma non hanno deposto né chiamato testimoni. Non rischiano il carcere, ma potrebbero tuttavia incorrere in pene più gravi, come l’ergastolo, dal momento che – secondo quanto riferito dai media locali – ancora incombe l’indagine sulle accuse di collusione con forze straniere. Ovvero uno dei quattro reati previsti dalla legge sulla sicurezza nazionale, voluta da Pechino nel giugno 2020 per spegnere le proteste di quattro anni fa.

La stessa legge prevede che qualsiasi organizzazione si registri presso la polizia almeno un mese prima della sua costituzione. Mentre i gruppi costituiti “esclusivamente per scopi religiosi, caritatevoli, sociali o ricreativi” possono essere esentati da questo requisito. Secondo i procuratori, il 612 Humanitarian Relief Fund doveva essere registrato in quanto organizzazione di natura politica, fondata e gestita da più persone, come ha detto il giudice Ada Yim nel pronunciare la sentenza.

L’arresto a maggio
Il cardinale salesiano Zen era finito sotto indagine nel settembre 2021. Mesi prima, testate giornalistiche di Hong Kong lo accusavano di aver incitato gli studenti a ribellarsi nel 2019 contro una serie di misure governative. Il porporato era stato poi arrestato insieme agli altri quattro amministratori il 10 maggio scorso dagli agenti della polizia costituita per vegliare sulla sicurezza nazionale cinese. L’accusa era di “collusione con le forze straniere”, formulata dal tribunale di West Kowloon. Tutti, a cominciare da Zen, erano stati rilasciati poche ore dopo su cauzione dalla stazione di polizia di Wan Chai, dopo esser stati interrogati. L’11 maggio, il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, aveva affermato: “La Santa Sede ha appreso con preoccupazione la notizia dell’arresto del cardinale Zen e segue con estrema attenzione l’evolversi della situazione”.

La prima udienza del processo si è svolta il 19 settembre scorso; il procedimento si è concluso il 23 dello stesso mese. In tutto questo tempo, Zen – molto attivo sui social – è rimasto in silenzio: tramite i suoi account ha chiesto ai followers di pregare per lui. In passato, il cardinale si era esposto anche in prima persona per aver criticato il Partito comunista cinese denunciando pressioni e persecuzioni sulle comunità religiose.

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Papa Francesco: udienza, “campionati in Qatar favoriscano fraternità e pace”

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2022

Papa Francesco: udienza, “campionati in Qatar favoriscano fraternità e pace”
“Preghiamo per la pace nel mondo e per la fine di tutti i conflitti”. “Tanti ucraini soffrono il martirio dell’aggressione”
di M. Michela Nicolais – Agenzia SIR

Papa Francesco: udienza, “campionati in Qatar favoriscano fraternità e pace” dans Articoli di Giornali e News Mondiali-di-calcio-Qatar-2022

“Desidero inviare il mio saluto ai giocatori, ai tifosi e agli spettatori che seguono da vari continenti i campionati mondiali di calcio che si stanno giocando in Qatar”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’udienza di oggi, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana.
“Possa questo importante evento essere occasione di incontro e armonia tra le naizoni, favorendo la fraternità e la pace tra i popoli”, l’auspicio di Francesco.

“Preghiamo per la pace nel mondo e per la fine di tutti i conflitti, con un pensiero particolare per la terribile sofferenza del caro e martoriato popolo ucraino”, l’appello del Papa.

“E pensiamo alla martoriata Ucraina”, ha proseguito: “Questo sabato ricorre l’anniversario del terribile genocidio di Holodomor, lo sterminio per la fame del 1932-33 causato artificialmente da Stalin. Preghiamo per le vittime di questo genocidio, e preghiamo per tanti ucraini – bambini, donne, anziani, giovani – che oggi soffrono il martirio dell’aggressione”.

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Ricordiamoci del Card. Joseph Zen nelle nostre preghiere

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2022

Ricordiamoci del Card. Joseph Zen nelle nostre preghiere

Ricordiamoci del Card. Joseph Zen nelle nostre preghiere dans Preghiere Cardinale-Joseph-Zen

Chiediamo a Dio di proteggere il cardinale Joseph Zen, figlio fedele della Chiesa. Che la sua fede lo sostenga sempre e gli dia forza in questo momento delicato.

Possa Maria, Aiuto dei cristiani, essere al suo fianco per ispirarlo con coraggio. Amen.

Il verdetto del suo processo è atteso per venerdì 25 novembre. Grazie.

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Padre Andrasz, verso gli altari un altro confessore di santa Faustina Kowalska

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2022

Padre Andrasz, verso gli altari un altro confessore di santa Faustina Kowalska
Dopo il beato Michał Sopoćko, anche per padre Józef Andrasz è iniziato il processo di beatificazione in Polonia. È stato il primo direttore spirituale della santa della Misericordia e anche l’ultimo, molto citato da suor Faustina nel suo famoso Diario. È stato una figura importante per la diffusione del culto della Divina Misericordia. Parla il vicepostulatore padre Mariusz Balcerak.
di Wlodzimierz Redzioch – La nuova Bussola Quotidiana

Padre Andrasz, verso gli altari un altro confessore di santa Faustina Kowalska dans Articoli di Giornali e News Padre-J-zef-Andrasz

È ben conosciuta la figura del beato Michał Sopoćko, confessore di suor Faustina Kowalska, ma è molto meno conosciuto padre Józef Andrasz SI (1891 – 1963) che ebbe un ruolo importantissimo nella vita della futura santa. Questo gesuita fu il suo primo direttore spirituale nel noviziato e anche l’ultimo, nell’ultimo anno e mezzo della sua vita. Suor Faustina si confessò con lui anche il giorno della sua morte. Allora non è un caso che santa Faustina nel suo “Diario” ne parli per ben 59 volte.

Nella regione di Nowy Sacz, nella parte sud-orientale della Polonia, da dove proveniva il gesuita, dal 2015 è attivo un movimento di laici che diffondono il suo culto, fanno conoscere la sua figura e pregano per la sua intercessione. L’iniziativa è partita da un gruppo di uomini che si riunivano per l’adorazione di una copia dell’immagine di Gesù Misericordioso, in quel periodo peregrinante nella diocesi di Tarnów.

Recentemente è cominciata a Cracovia la fase diocesana del processo di beatificazione del confessore di santa Faustina, di cui vicepostulatore è padre Mariusz Balcerak SI, teologo, viceprefetto della Basilica del Sacro Cuore di Gesù a Cracovia. Abbiamo chiesto a lui di presentare la figura di p. Andrasz.

Perché padre Andrasz ebbe un ruolo così importante nella vita di santa Faustina?
Per capirlo, bisogna ricordare i fatti. Quando suor Faustina venne a Łagiewniki, p. Andrasz era il confessore “trimestrale” della Congregazione di Nostra Signora della Misericordia, cioè veniva una volta a trimestre per confessare le suore. Faustina si confessò per la prima volta da lui durante gli esercizi spirituali nell’aprile 1933, prima dei voti perpetui. Gli aprì il cuore perché era convinta che questo prete l’avrebbe capita. P. Andrasz, già durante la prima confessione, assicurò suor Faustina che tutto quanto stava vivendo veniva da Dio: prima lei aveva dei dubbi a riguardo. Le sue parole la tranquillizzarono.

Allora giovanissima, suor Faustina aveva dei dubbi su come poter realizzare le richieste di Gesù?
All’inizio suor Faustina giunse alla conclusione che l’intera faccenda, specialmente dipingere l’immagine di Gesù Misericordioso, fosse troppo grande per lei. Perciò cercava aiuto da padre Andrasz, ma lui disse decisamente: “Non la sciolgo da nulla, sorella, e non le è permesso sottrarsi a queste ispirazioni interiori…”. In questo senso il suo ruolo fu decisivo. Suor Faustina trattava padre Andrasz come un’autorità e, poiché era umile e obbediente, gli obbediva. In seguito scrisse: “Adesso Iddio Stesso, tramite padre Andrasz, aveva tolto ogni difficoltà. Il mio spirito era stato indirizzato verso il sole e sbocciò ai suoi raggi per Lui Stesso”. E ancora: “Mi erano state sciolte le ali per il volo e cominciai a volteggiare verso l’ardore del sole e non tornerò in basso fino a quando riposerò in Colui, nel Quale è annegata la mia anima per l’eternità”.

Che ruolo ha avuto padre Andrasz nello sviluppo del culto della Divina Misericordia?
Ancora durante la II guerra mondiale, padre Andrasz, con attenzione e prudenza (poiché il culto non era ancora ufficialmente approvato), iniziò la pratica di pregare la Divina Misericordia tra le suore di Łagiewniki. Ha incoraggiato le suore ad affidarsi a Gesù Misericordioso e a recitare la coroncina. Dopo la guerra, vedendo l’enormità della distruzione materiale, spirituale e morale, ha sostenuto la Chiesa nel suo rinnovamento, dando speranza alle persone e incoraggiandole a credere che Gesù le ama e si prende cura di loro. Inoltre, padre Andrasz ha scritto un libro intitolato Misericordia di Dio, confidiamo in te, pubblicato per la prima volta nel 1947. In esso, descrisse la missione di Suor Faustina e le rivelazioni, spiegò il significato dell’Immagine e cosa significhi aver fiducia in Gesù Misericordioso.

Ma chi era p. Andrasz?
Direi che era un uomo contemplativo in azione. Orante, immerso nella preghiera e nell’amore per Gesù – ma nello stesso tempo molto attivo. Aveva buoni studi, conosceva quattro lingue: latino, greco, francese e tedesco. Condusse ritiri per congregazioni religiose, soprattutto femminili, e per seminaristi; ha scritto per il Messaggero del Cuore di Gesù; è stato direttore della casa editrice L’Apostolato della Preghiera; ha tradotto diversi libri sulla spiritualità, ha partecipato alla promozione del culto del Sacro Cuore di Gesù, era impegnato nella Compagnia Mariana e, inoltre, era impegnato nel lavoro pastorale. Poiché era un buon confessore e direttore spirituale, una buona fama lo circondava a Cracovia. Era un uomo di profonda vita spirituale: frequentò i ritiri ignaziani e li tenne lui stesso. In lui si rifletteva questa “Caritas discreta”, o amore prudente, di cui parla S. Ignazio di Loyola.

Per questo motivo tante persone gli chiedevano di essere una guida spirituale per loro?
Sì. Padre Andrasz svolse un ruolo importante non solo nella vita di suor Faustina, ma anche nella vita di diverse persone, anche beate (la beata Aniela Salawa, madre Paula Tajber, suor Kaliksta Piekarczyk, suor Emanuela Kalb).

Potrebbe essere un esempio e patrono delle guide spirituali?
Potrebbe essere un ottimo patrono dei confessori e dei direttori spirituali, di cui abbiamo tanto bisogno oggi.

Divisore dans San Francesco di Sales

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La mia dolce speranza, sempre…

Posté par atempodiblog le 20 novembre 2022

La mia dolce speranza, sempre... dans Citazioni, frasi e pensieri Scendi-dal-Cielo-Santo-e-coprici-con-il-tuo-Manto

“… Non è vero che la Madonna non ascolta la vostra voce!
Quante grazie ricevete e non ve ne accorgete!
Satana tenta di sfiduciarvi per farvi perdere la devozione a Maria!
No, non fate alla Mamma vostra il torto di dubitare di Lei.
Ella vi ama, vi ama, vi ama e come Mamma, vi ricopre del suo Manto immacolato.
O Maria, o Maria, Tu sei la mia dolce speranza, sempre…!”.

del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo

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19 novembre/ Anniversario della nascita in Cielo di Don Dolindo

Posté par atempodiblog le 19 novembre 2022

19 novembre/ Anniversario della nascita in Cielo di Don Dolindo dans Articoli di Giornali e News Il-bastone-di-don-Dolindo-Ruotolo

Il 19 novembre si commemora la nascita in Cielo del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo. Presso la Parrocchia di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes di Napoli, per tale occasione, sarà esposto alla venerazione dei fedeli il bastone di cui si servì don Dolindo negli ultimi anni della sua vita per visitare gli ammalati.
Alle ore 17:30, presso la suddetta Parrocchia, si terrà l’Adorazione Eucaristica seguita alle ore 18:30 dalla Santa Messa.

Fonte: Gli Angeli Di Padre Dolindo associazione di volontariato

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Novene (Rue du Bac, Kibeho e Beauraing)

Posté par atempodiblog le 17 novembre 2022

Novene (Rue du Bac, Kibeho e Beauraing) dans Beauraing Maria-Nostra-Madre-Novene-mariane

“L’apparizione della Vergine a Lourdes, come le altre apparizioni mariane, rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all’inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine…”. (Card. Ivan Dias)

Sembra che l’origine del termine novena sia da ricercare nel Nuovo Testamento, quando Maria e gli Apostoli dopo l’Ascensione, perseverando in preghiera per nove giorni, hanno atteso e ricevuto lo Spirito  Paraclito, che era stato loro promesso “mentre il giorno di Pentecoste  stava per finire”. (At 2,1). Da allora la preghiera della novena è sempre più frequente nella tradizione della Chiesa.
La stessa Madonna di Medjugorje qui ci invita: “Cari figli, offrite novene, sacrificandovi laddove vi sentite più legati…” (25 VII 1993). (© Informativni Centar «Mir»-Medjugorje)

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa (da recitarsi dal 18 al 26 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Kibeho (da recitarsi dal 19 al 27 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Beauraing (da recitarsi dal 20 al 28 novembre)

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La tomba dei coniugi Wojtyła, meta di pellegrinaggi

Posté par atempodiblog le 8 novembre 2022

Servi di Dio
La tomba dei coniugi Wojtyła, meta di pellegrinaggi
Al cimitero di Rakowicki (Cracovia) sono sepolti i genitori di san Giovanni Paolo II. Per la vigilia di Tutti i Santi, anche il card. Dziwisz è andato a pregare sulla tomba dei coniugi Wojtyła. Un sepolcro visitato da migliaia di persone, segno del culto già diffuso verso questi due Servi di Dio.
di Wlodzimierz Redzioch – La nuova Bussola Quotidiana

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Nel periodo in cui ricordiamo i nostri morti, tanta gente si reca sulle tombe di famiglia. Ma a Cracovia, al cimitero di Rakowicki, c’è una tomba particolare che viene visitata da migliaia di persone. È la tomba delle famiglie Wojtyła e Kaczorowski, dove sono sepolti i coniugi Emilia e Karol Wojtyła senior e il fratello del papa, Edmund. Queste visite sono un segno tangibile del culto dei genitori di san Giovanni Paolo II, oggi Servi di Dio.

Alla vigilia delle celebrazioni di Ognissanti, anche il cardinale Stanisław Dziwisz, insieme al suo segretario don Andrea Nardotto e alle suore del Sacro Cuore di Gesù (tra cui anche suor Tobiana), che servivano nell’appartamento pontificio, hanno visitato il cimitero di Rakowicki per pregare sulla tomba di Emilia, Karol ed Edmund Wojtyła (vedi foto, dell’Arcidiocesi di Cracovia).

La morte della mamma Emilia
Emilia Kaczorowska in Wojtyła morì il 13 aprile 1929. Lasciò il marito, Karol Wojtyła, e due figli: il maggiore Edmund e il giovane Karol junior, il futuro papa. Dopo la Messa funebre nella parrocchia di Wadowice la salma di Emilia fu portata a Cracovia, al cimitero di Rakowicki. Wojtyla senior fece seppellire Emilia in una tomba già esistente che apparteneva ai parenti della moglie e dove fu scritto: “Emilia Wojtyłowa, 26/03 1884 – 13/04 1929”. Il suo corpo è stato poi spostato in un’altra tomba, ma il suo nome e cognome da coniugata non sono stati rimossi dal monumento. Nel 1934, nella parte militare del cimitero furono costruite dal tenente Wojtyła le tombe delle famiglie Wojtyła e Kaczorowski ed è lì che si trova il corpo della mamma di Giovanni Paolo II.

La tragica morte di Edmund Wojtyła
Edmund Antoni Wojtyła era il figlio primogenito di Emilia e Karol Wojtyła. Nacque il 28 agosto 1906. Nel 1924, diede l’esame di maturità e successivamente, negli anni 1924-1929, studiò presso la Facoltà di Medicina dell’Università Jagellonica di Cracovia. Finì gli studi di Medicina discutendo la tesi del dottorato il 29 marzo 1930. Il giovane dottor Edmund Wojtyła cominciò a lavorare in un ospedale pediatrico a Cracovia; poi si trasferì nella città di Bielsko dove dal 1° aprile 1931 lavorò presso il locale ospedale. Nell’autunno del 1932, il dottor Wojtyła divenne il capo del reparto di malattie infettive. Poco dopo, fu portata all’ospedale una ragazza con la scarlattina. Tutti, anche i medici, avevano una terribile paura di contrarre la malattia, allora mortale. Solo Edmund si occupò della malata, facendo del suo meglio per salvarla. Ma, purtroppo, contrasse la malattia lui stesso e morì in pochi giorni. Per il giovane Karol, che aveva 12 anni, fu un momento drammatico. Come rivelò nella conversazione con André Frossard: “La morte di mia madre mi si è profondamente incisa nella memoria, e forse più ancora quella di mio fratello, a causa delle circostanze drammatiche in cui avvenne, e perché io ero più maturo”. Edmund fu sepolto nel cimitero di Bielsko, ma in seguito la sua bara fu trasferita nella tomba di famiglia nel cimitero di Rakowicki a Cracovia, a fianco della madre.

Non mi sono mai sentito così solo”
Nel 1938 Karol Wojtyła junior si trasferì con il padre a Cracovia. Vivevano in un modesto appartamento in via Tyniecka 10. Il giovane Karol lavorava nella fabbrica Solvay e ogni giorno portava a casa nelle gavette il cibo cucinato dagli amici, la famiglia Kydryński. Il 18 febbraio 1941 il giovane operaio Karol, di ritorno dal lavoro nelle cave, venne a prendere da mangiare per il padre dai Kydryński. Poi, con Maria Kydryńska, si diresse a casa: Maria doveva riscaldare la cena per Karol Wojtyła senior, ma quando entrarono nell’appartamento lo trovarono morto. Karol, piangendo, abbracciò Maria e disse tra le lacrime: “Non ero presente alla morte di mia madre, non ero presente alla morte di mio fratello, non ero presente alla morte di mio padre”. Chiamò subito un sacerdote e pregò tutta la notte inginocchiato accanto al corpo del padre defunto. Anni dopo, in una conversazione privata con un amico in Vaticano, Giovanni Paolo II ricordò quella notte dopo la morte del padre. “Non mi sono mai sentito così solo”, confessò. Il funerale ebbe luogo il 22 febbraio 1941 al cimitero di Rakowicki, dove Karol senior fu sepolto in una tomba accanto alla moglie e al figlio Edmund.

Le visite alla tomba dei genitori
Karol Wojtyła per tutta la vita andò in visita sulla tomba dei genitori e del fratello. Lo fece da sacerdote, vescovo, cardinale e anche da Papa. Probabilmente durante una di queste visite sono sgorgati dal cuore del figlio i versi della poesia dedicata alla madre.

«Sulla tua tomba bianca
fioriscono bianchi fiori della vita.
Oh, quanti anni sono stati senza di te,
quanti anni fa?
Sulla tua tomba bianca
da tanti anni già chiusa:
come se in alto qualcosa si innalzasse,
come la morte incomprensibile.
Sulla tua tomba bianca,
o madre, mio spento amore,
con tanto affetto filiale
faccio preghiera:
Dio, donale eterno riposo».

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Supplica a Gesù per le anime del Purgatorio

Posté par atempodiblog le 2 novembre 2022

Supplica a Gesù per le anime del Purgatorio
Tratta da: Radio Maria FB

Supplica a Gesù per le anime del Purgatorio dans Festa dei Santi e dei fedeli defunti Ges

Gesù amabilissimo, oggi Ti presentiamo le necessità delle Anime del Purgatorio. Esse soffrono tanto e desiderano ardentemente venire a Te, loro Creatore e Salvatore, per restare con Te in eterno.
Ti raccomandiamo, o Gesù, tutte le Anime del Purgatorio, ma specialmente quelle che sono morte improvvisamente per incidenti, infortuni o malattie, senza poter preparare la loro anima ed eventualmente liberare la loro coscienza.
Ti preghiamo anche per le Anime più abbandonate e per quelle che sono più vicine alla gloria.
Ti scongiuriamo in modo particolare di aver pietà delle Anime dei nostri parenti, amici, conoscenti ed anche dei nostri nemici. Per tutti intendiamo applicare le indulgenze che ci sarà possibile acquistare.
Accogli, o pietosissimo Gesù, queste nostre umili preghiere. Te le presentiamo per le mani di Maria Santissima, tua Madre Immacolata, del glorioso Patriarca San Giuseppe, tuo Padre putativo, e di tutti i Santi del Paradiso. Amen.

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La morte è sconfitta là dove lo spirito vince

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2022

La morte è sconfitta là dove lo spirito vince
2 novembre 1935 – Dall’agenda tascabile del 1932 di san Giustino Maria Russolillo Apostolo delle Vocazioni – Al cimitero di Pianura

La morte è sconfitta là dove lo spirito vince dans Citazioni, frasi e pensieri San-Giustino-Apostolo-delle-Vocazioni

Ubi est mors victoria tua – Dov’ è, o morte, la tua vittoria? Ora sembra tutt’altro, ecco il trionfo della morte! Vediamo chiaro! La morte trionfa là dove lo spirito è asservito alla materia, sia nella vita presente sia nella futura.
La morte è sconfitta là dove lo spirito vince e si asservisce la carne, nella vita presente e nella vita futura. Omnes quidem resurgemus sed non omnes immutabimur – I morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

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