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Il Corpo di Cristo nelle parole dei santi

Posté par atempodiblog le 4 juin 2026

L’Eucaristia è la suprema manifestazione dell’Amore di Gesù, dopo di Essa non c’è più che il Cielo.
San Pietro Giuliano Eymard

Il Corpo di Cristo nelle parole dei santi
Sono innumerevoli i santi, da Agostino a Teresa di Gesù Bambino, che hanno scritto sul mistero dell’Eucaristia, di cui oggi la Chiesa fa memoria. Ma si ricorda poco santa Giuliana di Cornillon, mistica belga che diede un grande contributo all’istituzione della festa del Corpus Domini.
di Antonio Tarallo – La nuova Bussola Quotidiana

Santa Giuliana di Cornillon e l istituzione della solennità del Corpus Domini

«Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». Anche chi ha partecipato una sola volta alla Santa Messa non può non essere stato colpito da questa frase così importante per ogni cristiano che vive i sacramenti. In quel piccolo pezzo, bianco, puro, l’intera esistenza del Figlio dell’uomo che parla e “ciba” ancora l’umanità. Oggi, viene celebrato proprio Lui, quel Corpo donato all’umanità intera. E tutto ciò potrebbe incutere addirittura timore, solo a pensarci: un Mistero troppo grande per ognuno. Eppure il Signore è semplice, amabile, dolce e soprattutto misericordioso: “cibarsi” di Lui, per seguire Lui. Ci offre, in questo modo, la possibilità di partecipare a quell’Ultima Cena in cui venne istituita l’Eucaristia. E proprio all’Ultima Cena, ricordata ogni Giovedì Santo, dobbiamo fare riferimento per collocare questa solennità. Ed è per questo motivo che la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo viene celebrata proprio di giovedì, precisamente il giovedì successivo a un’altra solennità, la Santissima Trinità, celebrata la domenica dopo Pentecoste (in Paesi come l’Italia, dove il giovedì del Corpus Domini non è più giorno festivo nel calendario civile, le celebrazioni sono in genere spostate alla seconda domenica dopo Pentecoste).

E sull’Eucaristia tanti sono stati, ovviamente, i santi che hanno scritto parole che rimarranno nella storia della Chiesa. Non è facile fare una cernita perché sono stati davvero innumerevoli i volti di santità che hanno affrontato nelle loro meditazioni questo importante “tema”. Forse, è bene cominciare con i dottori della Chiesa. Il primo santo che ci viene in mente è san Tommaso d’Aquino, da sempre considerato il “santo dell’Eucaristia”, colui che proprio alla liturgia del Corpus Domini (come da tradizione) ha dedicato cinque inni eucaristici. Scriveva l’Aquinate: «Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal punto che senza di esso non si può vivere, così il cibo spirituale è necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale non si può mantenere». E poi sant’Agostino. Le sue parole sono davvero affascinanti. Così descrive il pane di vita eterna: «Unità, verità, pietà, carità. Un solo pane: chi è questo unico pane? Pur essendo molti, formiamo un solo corpo. Ricordate che il pane non è composto da un solo chicco di grano, ma da molti». In poche parole, forti, concise, il vescovo d’Ippona riesce a fornire al lettore-fedele una mirabile sintesi dell’Eucaristia. Sotto l’aspetto letterario è finemente abile nello scegliere le parole. Usa il termine pane e lo associa a chicco di grano, anzi chicchi di grano: l’unità della Chiesa è da trovarsi in quel pane. Ma veniamo, ora, ad altro santo e dottore della Chiesa, sant’Alberto Magno, che in merito al Santissimo Sacramento scrive: «Ci trasforma nel Corpo di Cristo, in modo che siamo ossa delle sue ossa, carne della sua carne, membra delle sue membra». Anche in questo caso, in altre parole, troviamo espressa l’unità della Chiesa.

San Francesco d’Assisi e l’Eucaristia. Il binomio è perfetto, lui “alter Christus”. Lui che davanti all’Ostia consacrata esclamava: «Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. Oh ammirabile altezza e degnazione stupenda! Oh umiltà sublime! Oh sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori». Una preghiera che diviene invito per tutti i fedeli. Fra le figure femminili, una delle tante, la carmelitana santa Teresa di Gesù Bambino che nei suoi scritti aveva ben in mente il ricordo, indelebile, della sua prima Santa Comunione: «Quel giorno non era più uno sguardo, ma una fusione: non erano più due, Teresa era scomparsa come la goccia d’acqua nell’oceano». Come sempre, poetica e profonda, santa Teresa.

Merita una particolare attenzione, però, un’altra donna che non viene sempre ricordata e che invece meriterebbe maggiore attenzione proprio oggi, in questo giorno, in cui tutti facciamo memoria dell’importanza dell’Eucaristia. Stiamo parlando di santa Giuliana di Cornillon (c. 1192-1258), mistica agostiniana belga le cui visioni furono fondamentali proprio per l’istituzione della solennità del Corpus Domini. Giuliana, all’età di soli sedici anni, iniziò ad avere delle particolari visioni mistiche. In una di queste vide una luna piena attraversata da una striscia scura. Il Signore le fece comprendere che la luna simboleggiava la Chiesa sulla terra, mentre la striscia scura rappresentava l’assenza di una festa specifica per celebrare l’Eucaristia. Questa visione segnò il cammino spirituale della santa, ripetendosi più volte, e divenne per Giuliana una vera e propria missione da vivere e portare avanti con tenacia. Dopo alcune vicissitudini, grazie alla “complicità” di due altre donne, la beata Eva di Liegi (o di Cornillon) e la beata Isabella, furono coinvolti nell’impresa alcuni sacerdoti e teologi (oltre ad alcuni laici), che contribuirono a promuovere la devozione al Santissimo Sacramento per ottenere finalmente l’istituzione di una festa in suo onore. All’inizio non ci fu grande approvazione per questa iniziativa, giudicata troppo rivoluzionaria. Ma il Signore sapeva i tempi e le strade da percorrere: così il vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, nel 1246, istituì per la prima volta, nella sua diocesi, la solennità del Corpus Domini. La notizia si diffuse rapidamente: la festa venne poi adottata da altre diocesi in tutta Europa. Altra tappa dell’istituzione della solennità: la bolla di papa Urbano IV, Transiturus de hoc mundo, con la quale nel 1264, un anno dopo il miracolo eucaristico di Bolsena, veniva istituita la solennità del Corpus Domini come solennità di precetto per la Chiesa universale.

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Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374)

Posté par atempodiblog le 11 juin 2023

Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374)
Tratto da: Beato Carlo Acutis • Miracoli Eucaristici ed Apparizioni Mariane

Istituzione della festa del Corpus Domini (Belgio, Liegi, 1374) dans Fede, morale e teologia Beato-Carlo-Acutis-Miracoli-Eucaristici-ed-Apparizioni-Mariane

«Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse:
“Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)».

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Santa Giuliana di Liegi e l’istituzione della solennità del Corpus Domini

Posté par atempodiblog le 22 juin 2019

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 17 novembre 2010
 

Santa Giuliana di Liegi e l'istituzione della solennità del Corpus Domini dans Fede, morale e teologia Benedetto-XVI

[Video]

 

Santa Giuliana di Cornillon

Santa-Giuliana-di-Liegi dans Misericordia

Cari fratelli e care sorelle,

anche questa mattina vorrei presentarvi una figura femminile, poco nota, a cui la Chiesa però deve una grande riconoscenza, non solo per la sua santità di vita, ma anche perché, con il suo grande fervore, ha contribuito all’istituzione di una delle solennità liturgiche più importanti dell’anno, quella del Corpus Domini. Si tratta di santa Giuliana di Cornillon, nota anche come santa Giuliana di Liegi. Possediamo alcuni dati sulla sua vita soprattutto attraverso una biografia, scritta probabilmente da un ecclesiastico suo contemporaneo, in cui vengono raccolte varie testimonianze di persone che conobbero direttamente la Santa.

Giuliana nacque tra il 1191 e il 1192 nei pressi di Liegi, in Belgio. E’ importante sottolineare questo luogo, perché a quel tempo la Diocesi di Liegi era, per così dire, un vero “cenacolo eucaristico”. Prima di Giuliana, insigni teologi vi avevano illustrato il valore supremo del Sacramento dell’Eucaristia e, sempre a Liegi, c’erano gruppi femminili generosamente dediti al culto eucaristico e alla comunione fervente. Guidate da sacerdoti esemplari, esse vivevano insieme, dedicandosi alla preghiera e alle opere caritative.

Rimasta orfana a 5 anni, Giuliana con la sorella Agnese fu affidata alle cure delle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon. Fu educata soprattutto da una suora, di nome Sapienza, che ne seguì la maturazione spirituale, fino a quando Giuliana stessa ricevette l’abito religioso e divenne anche lei monaca agostiniana. Acquisì una notevole cultura, al punto che leggeva le opere dei Padri della Chiesa in lingua latina, in particolare sant’Agostino, e san Bernardo. Oltre ad una vivace intelligenza, Giuliana mostrava, fin dall’inizio, una propensione particolare per la contemplazione; aveva un senso profondo della presenza di Cristo, che sperimentava vivendo in modo particolarmente intenso il Sacramento dell’Eucaristia e soffermandosi spesso a meditare sulle parole di Gesù: “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

A sedici anni ebbe una prima visione, che poi si ripeté più volte nelle sue adorazioni eucaristiche. La visione presentava la luna nel suo pieno splendore, con una striscia scura che la attraversava diametralmente. Il Signore le fece comprendere  il significato di ciò che le era apparso. La luna simboleggiava la vita della Chiesa sulla terra, la linea opaca rappresentava invece l’assenza di una festa liturgica, per l’istituzione della quale era chiesto a Giuliana di adoperarsi in modo efficace: una festa, cioè, nella quale i credenti avrebbero potuto adorare l’Eucaristia per aumentare la fede, avanzare nella pratica delle virtù e riparare le offese al Santissimo Sacramento.

Per circa vent’anni Giuliana, che nel frattempo era diventata la priora del convento, conservò nel segreto questa rivelazione, che aveva riempito di gioia il suo cuore. Poi si confidò con altre due ferventi adoratrici dell’Eucaristia, la beata Eva, che conduceva una vita eremitica, e Isabella, che l’aveva raggiunta nel monastero di Mont-Cornillon. Le tre donne stabilirono una specie di “alleanza spirituale”, con il proposito di glorificare il Santissimo Sacramento. Vollero coinvolgere anche un sacerdote molto stimato, Giovanni di Losanna, canonico nella chiesa di San Martino a Liegi, pregandolo di interpellare teologi ed ecclesiastici su quanto stava loro a cuore. Le risposte furono positive e incoraggianti.

Quello che avvenne a Giuliana di Cornillon si ripete frequentemente nella vita dei Santi: per avere la conferma che un’ispirazione viene da Dio, occorre sempre immergersi nella preghiera, saper attendere con pazienza, cercare l’amicizia e il confronto con altre anime buone, e sottomettere tutto al giudizio dei Pastori della Chiesa. Fu proprio il Vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, che, dopo iniziali esitazioni, accolse la proposta di Giuliana e delle sue compagne, e istituì, per la prima volta, la solennità del Corpus Domininella sua Diocesi. Più tardi, altri Vescovi lo imitarono, stabilendo la medesima festa nei territori affidati alle loro cure pastorali.

Ai Santi, tuttavia, il Signore chiede spesso di superare delle prove, perché la loro fede venga incrementata. Accadde anche a Giuliana, che dovette subire la dura opposizione di alcuni membri del clero e dello stesso superiore da cui dipendeva il suo monastero. Allora, di sua volontà, Giuliana lasciò il convento di Mont-Cornillon con alcune compagne, e per dieci anni, dal 1248 al 1258, fu ospite di vari monasteri di suore cistercensi. Edificava tutti con la sua umiltà, non aveva mai parole di critica o di rimprovero per i suoi avversari, ma continuava a diffondere con zelo il culto eucaristico. Si spense nel 1258 a Fosses-La-Ville, in Belgio. Nella cella dove giaceva fu esposto il Santissimo Sacramento e, secondo le parole del biografo, Giuliana morì contemplando con un ultimo slancio d’amore Gesù Eucaristia, che aveva sempre amato, onorato e adorato.

Alla buona causa della festa del Corpus Domini fu conquistato anche Giacomo Pantaléon di Troyes, che aveva conosciuto la Santa durante il suo ministero di arcidiacono a Liegi. Fu proprio lui che, divenuto Papa con il nome di Urbano IV, nel 1264, istituì la solennità del Corpus Domini come festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedì successivo alla Pentecoste. Nella Bolla di istituzione, intitolata Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264) Papa Urbano rievoca con discrezione anche le esperienze mistiche di Giuliana, avvalorandone l’autenticità, e scrive: “Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: «Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)”.

Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennità del Corpus Domini a Orvieto, città in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Città si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena. Un sacerdote, mentre consacrava il pane e il vino, era stato preso da forti dubbi sulla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Miracolosamente alcune gocce di sangue cominciarono a sgorgare dall’Ostia consacrata, confermando in quel modo ciò che la nostra fede professa. Urbano IV chiese a uno dei più grandi teologi della storia, san Tommaso d’Aquino – che in quel tempo accompagnava il Papa e si trovava a Orvieto –, di comporre i testi dell’ufficio liturgico di questa grande festa. Essi, ancor oggi in uso nella Chiesa, sono dei capolavori, in cui si fondono teologia e poesia. Sono testi che fanno vibrare le corde del cuore per esprimere lode e gratitudine al Santissimo Sacramento, mentre l’intelligenza, addentrandosi con stupore nel mistero, riconosce nell’Eucaristia la presenza viva e vera di Gesù, del suo Sacrificio di amore che ci riconcilia con il Padre, e ci dona la salvezza.

Anche se dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa del Corpus Domini venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell’Ungheria e dell’Italia settentrionale, fu ancora un Pontefice, Giovanni XXII, che nel 1317 la ripristinò per tutta la Chiesa. Da allora in poi, la festa conobbe uno sviluppo meraviglioso, ed è ancora molto sentita dal popolo cristiano.

Vorrei affermare con gioia che oggi nella Chiesa c’è una “primavera eucaristica”: quante persone sostano silenziose dinanzi al Tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d’amore con Gesù! È consolante sapere che non pochi gruppi di giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Penso, ad esempio, alla nostra adorazione eucaristica in Hyde Park, a Londra. Prego perché questa “primavera” eucaristica si diffonda sempre più in tutte le parrocchie, in particolare in Belgio, la patria di santa Giuliana. Il Venerabile Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, constatava che “in tanti luoghi […] l’adorazione del santissimo Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa sorgente inesauribile di santità. La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo è una grazia del Signore, che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa. Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare” (n. 10).

Ricordando santa Giuliana di Cornillon rinnoviamo anche noi la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Come ci insegna il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, “Gesù Cristo è presente nell’Eucaristia in modo unico e incomparabile. È presente infatti in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. In essa è quindi presente in modo sacramentale, e cioè sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo” (n. 282).

Cari amici, la fedeltà all’incontro con il Cristo Eucaristico nella Santa Messa domenicale è essenziale per il cammino di fede, ma cerchiamo anche di andare frequentemente a visitare il Signore presente nel Tabernacolo! Guardando in adorazione l’Ostia consacrata, noi incontriamo il dono dell’amore di Dio, incontriamo la Passione e la Croce di Gesù, come pure la sua Risurrezione. Proprio attraverso il nostro guardare in adorazione, il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci come trasforma il pane e il vino. I Santi hanno sempre trovato forza, consolazione e gioia nell’incontro eucaristico. Con le parole dell’Inno eucaristico Adoro te devote ripetiamo davanti al Signore, presente nel Santissimo Sacramento: “Fammi credere sempre più in Te, che in Te io abbia speranza, che io Ti ami!”. Grazie.

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