Ecco perché maggio è il mese di Maria

Posté par atempodiblog le 12 mai 2017

La storia. Ecco perché maggio è il mese di Maria
Maggio è tradizionalmente il mese dedicato alla Madonna. Dal Medio Evo a oggi, dalle statue incoronate di fiori al magistero dei Papi, l’origine e le forme di una devozione popolare molto sentita.
Riccardo Maccioni – Avvenire

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Il mese di maggio è il periodo dell’anno che più di ogni altro abbiniamo alla Madonna. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari a casa e nei cortili, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine. Alla base l’intreccio virtuoso tra la natura, che si colora e profuma di fiori, e la devozione popolare.

Il re saggio e la nascita del Rosario
In particolare la storia ci porta al Medio Evo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». Ma il Medio Evo vede anche la nascita del Rosario, il cui richiamo ai fiori è evidente sin dal nome. Siccome alla amata si offrono ghirlande di rose, alla Madonna si regalano ghirlande di Ave Maria.

Le prime pratiche devozionali, legate in qualche modo al mese di maggio risalgono però al XVI secolo. In particolare a Roma san Filippo Neri, insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore. Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella”. Riferisce la cronaca dell’archivio di San Domenico che «essendo giunte le feste di maggio e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominiciava a cantar meggio e fare festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria….». Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni. Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie, e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Parallelamente si moltiplicavano le pubblicazioni. Alla natura, regina pagana della primavera, iniziava a contrapporsi, per così dire, la regina del cielo. E come per un contagio virtuoso quella devozione cresceva in ogni angolo della penisola, da Mantova a Napoli.

L’indicazione del gesuita Dionisi
L’indicazione di maggio come mese di Maria lo dobbiamo però a un padre gesuita: Annibale Dionisi. Un religioso di estrazione nobile, nato a Verona nel 1679 e morto nel 1754 dopo una vita, a detta dei confratelli, contrassegnata dalla pazienza, dalla povertà, dalla dolcezza. Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio “Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei”. Tra le novità del testo l’invito a vivere, a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine». In ogni caso lo schema da seguire, possiamo definirlo così, è semplice: preghiera (preferibilmente il Rosario) davanti all’immagine della Vergine, considerazione vale a dire meditazione sui misteri eterni, fioretto o ossequio, giaculatoria. Negli stessi anni, per lo sviluppo della devozione mariana sono importanti anche le testimonianze dell’altro gesuita padre Alfonso Muzzarelli che nel 1785 pubblica “Il mese di Maria o sia di Maggio” e di don Giuseppe Peligni.

Da Grignion de Montfort all’enciclica di Paolo VI
Il resto è storia recente. La devozione mariana passa per la proclamazione del Dogma dell’Immacolata concezione (1854) cresce grazie all’amore smisurato per la Vergine di santi come don Bosco, si alimenta del sapiente magistero dei Papi. Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia». Nessun fraintendimento però sul ruolo giocato dalla Vergine nell’economia della salvezza, «giacché Maria – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso». Un ruolo, una presenza, sottolineato da tutti i santi, specie da quelli maggiormente devoti alla Madonna, senza che questo diminusca l’amore per la Madre, la sua venerazione. Nel “Trattato della vera devozione a Maria” san Luigi Maria Grignion de Montfort scrive: «Dio Padre riunì tutte le acque e le chiamò mària (mare); riunì tutte le grazie e le chiamò Maria».

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Maggio con Maria

Posté par atempodiblog le 3 mai 2016

Santo Rosario

Durante l’apparizione quotidiana di [...] domenica 1° maggio, Marija ha riferito che la Madonna ha sorriso alle parole “questo è il tuo mese, il mese di maggio e che potremmo offrire le nostre preghiere, nostri rosari…”.
L’apparizione è stata più lunga del solito.
Marija dice che le apparizioni sono un tempo di grazia e ci invita a pregare in un modo molto particolare per le intenzioni della Madonna.

Fonte: Radio Maria Fb

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Maggio 2015: un mese di gioia, preghiera, penitenza e fioretti

Posté par atempodiblog le 23 mai 2015

Maggio 2015: un mese di gioia, preghiera, penitenza e fioretti
Lettera pastorale dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone
di Luigi Mariano Guzzo – Zenit

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Questo mese di maggio è una nuova, grande occasione per “fare il punto” sulla propria esistenza di credenti. “Un mese di gioia, di preghiera, di penitenza sacramentale, di sacrificio consapevole, di fioretti”. È l’invito che l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, rivolge alla comunità ecclesiale con una lettera dal titolo “Di generazione  in generazione la sua misericordia”.

Il testo è ricco di utili riferimenti biblico-teologici e di preziose indicazioni pastorali, in preparazione anche al prossimo anno giubilare indetto da Papa Francesco sul tema della misericordia.

Sviluppata in quindici paragrafi, la lettera è introdotta da un passo del “Discorso” di Sant’Agostino d’Ippona: “La Misericordia di Dio per saziare la nostra fame, alleviare la nostra arsura, rafforzare la nostra debolezza, cancellare la nostra iniquità, accendere la nostra carità”.

Maria è  Madre della Misericordia. La ragazza di Nazareth deve “toccare il cuore” di ogni credente, al fine di abbracciare il Padre onnipotente che compie “grandi cose nei nostri cuori […], anche nei peccatori più incalliti, anche nelle persone che si sentono più lontane dalla fede e dalla Chiesa”.

“E lo fa – sottolinea l’arcivescovo – anche in coloro che, attraverso altre credenze e  religioni, cerano la verità dell’unico Dio e si sforzano di praticare la sua legge dell’amore. L’Altissimo  preferisce le strade che noi, troppo legati a distinzioni di ceti e di appartenenze sociali, economiche e religiose, neanche imboccheremmo. Egli preferisce il cuore dei poveri e degli umili, particolarmente di coloro che consideriamo reietti e inutili. Nulla è impossibile al Misericordioso. Di fronte a nulla e a nessuno si ferma sia pure non credente o agnostico”.

Come nel cuore del giovane Paul Claudel che, nella sera di Natale del 1866 rimase colpito dal canto del Magnificat nella chiesa di Notre-Dame di Parigi, così anche i credenti devono essere trascinati verso il Padre onnipotente e misericordioso.

Quindi l’arcivescovo offre quattro indicazioni pastorali specifiche che scandiscono le quattro settimane del mese di maggio: “siate misericordiosi” (prima settimana), “non giudicate” (seconda settimana), “non condannate” (terza settimana), “perdonate” (quarta settimana).

Nella prima settimana di maggio la Chiesa diocesana celebra la festa di Sant’Agazio e l’otto maggio la festa della Madonna del Rosario. Rivolgiamoci alla Madre di Dio, raccomanda Bertolone, con le medesime parole della Supplica alla Santa Vergine del Rosario di Pompei. Invocando Maria, Madre della Misericordia, “faremo in modo, a cinquant’anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, che la nostra azione pastorale sia attratta da quel riverbero particolare che è il Volto misericordioso di Cristo”.

Non giudicate è il tema della seconda  settimana. Il giudizio è riservato solo a Dio, non agli esseri umani. “Solo Dio conosce il cuore umano, solo lui può giudicare in ultima istanza […] di fronte a Dio non c’è ergastolo ostativo che tenga”. Ed è un tema questo di scottante rilevanza sociale: il carcere, rileva Bertolone, non è la fortezza dell’odio, ma il luogo dove versare lacrime di redenzione. Piuttosto che emettere condanne, l’atteggiamento del cristiano deve essere quello  di assumere, di fronte alle esperienze del male, atteggiamenti di misericordia.

La domenica 24 maggio, che apre l’ultima settimana del mese, è la Solennità di Pentecoste. Avrà inizio la Missione Giovane e proseguirà, il martedì successivo, con il pellegrinaggio alla Madonna di Porto. L’invito di Maria, in questi ultimi giorni del mese, è quello di perdonare. “Al rancore e alla rabbia bisogna preferire il perdono, che quando viene concesso gratuitamente e senza contropartita, ricompone le lacerazioni, riunisce le coppie divise, avvicina le generazioni, riaccosta i ceti sociali, trasforma i rapporti di subordinazione, cambia il modo di considerare i poveri, gli immigrati, i disagiati, gli affamati ed assetati. Lo stile del perdono ha una portata sociale che […] promuove l’umanesimo integrale in difesa della pace e nella costruzione della giustizia”.

Così facendo, maggio, il mese delle rose e del Rosario, è,  per la comunità diocesana quasi un’anteprima della Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, che dal prossimo 8 dicembre guiderà il cammino giubilare della Chiesa Cattolica. Facciamo in modo, conclude l’arcivescovo Bertolone, che ogni devozione di questo mese mariano batte all’unisono con il ritmo della Chiesa universale, per vivere l’istanza umanizzante del Concilio, sempre da riscoprire e da seguire.

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Alla missione dello Spirito Santo nella SS. Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 15 mai 2015

Questa preghiera può essere recitata come novena in preparazione della solennità della Pentecoste.

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Alla missione dello Spirito Santo nella SS. Vergine Maria
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Gloria eterna d’infinito amore a te, o adorabile Trinità, per la santificazione di privilegio, operata nella SS. Vergine Maria, in vista della dignità di vera Madre di Dio a cui l’hai predestinata! Ecco la missione di corredentrice del genere umano, di mediatrice di tutte le grazie, tutta propria della SS. Vergine Maria.

Ti credo, ti adoro e ti ringrazio, o divino Spirito del Padre e del Figlio, nella concezione immacolata della SS. Vergine Maria! Riconosco nel principio santissimo della vita di Maria, quella che era l’idea e disegno divino anche della nostra origine, secondo il divino Amore creante e elevante.

Grazie eterne a te, o divino Spirito santificatore, perché essendo stata la nostra origine e tutta la nostra vita profanata dal peccato, tu, per la grazia di Gesù salvatore e per mezzo dei santi sacramenti, non cessi di elevare la dignità della nostra natura, già mirabilmente creata, e ora più mirabilmente salvata.

Grazie eterne a te o divino Spirito Santificatore! Ti credo, ti adoro e ti ringrazio o divino Spirito del Padre e del Figlio, nella capacità e pienezza di grazie della SS. Vergine Immacolata, sempre armoniosamente crescente, con una docilità, fedeltà e generosità di corrispondenza a Te, o divino Amore, secondo tutti i tuoi desideri, esigenze e disegni.

Tu operasti nell’Immacolata questa dilatazione ed elevazione di pienezza della grazia dell’anima figlia di Dio, e per questo in specialissimo modo la unisti a Dio Padre, sicché fu trovata così accetta alla SS. Trinità, che tu, o Spirito e Amore, le fosti in special modo mandato dal Padre e dal Figlio.

Fosti in così special modo dato alla Piena di Grazie che, dopo il messaggio angelico tanto umilmente accolto, Tu, o Amore Dio Spirito Santo, la facesti tua sposa in un diluvio di nuova grazia, che dal cielo del soprannaturale filiale, la sollevava al cielo del soprannaturale nuziale, e da questo cielo tu la portavi ancora più in alto nel cielo stesso della Trinità, operando in essa l’incarnazione del Figlio di Dio.

Tu rendesti vera Madre di Dio quell’Immacolata e consacrata Vergine Maria, la nostra Beatissima Vergine madre Maria; e d’allora non cessi, o divino Spirito Amore, con la cooperazione di Maria SS. di formare il Corpo mistico di Gesù, di tutte le anime fedeli alla grazia.

La vita di grazia che è in Maria nella sua pienezza, tu ce la comunichi con la sua cooperazione di Madre della grazia e Mediatrice di tutte le grazie! La sua vita di grazia e di figlia di Dio, la sua vita di grazia e di sposa di Dio, la sua vita di grazia e di madre di Dio, tu ci infondi per mezzo di Maria.

Come il figlio deve somigliare alla madre, così tutto il Corpo mistico di Gesù dev’essere pur degno di Gesù, del suo Spirito e del suo Cuore! Vieni, o Santo Spirito e infondici l’umiltà, la purità, la carità di Maria, affinché anche noi corrispondiamo con la sua stessa fedeltà alla tua grazia.

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Maria è nostra Madre

Posté par atempodiblog le 9 mai 2015

Maria è nostra Madre dans Fede, morale e teologia s276tt

Non a caso né invano i devoti di Maria la chiamano “Madre”. Sembra che non sappiano invocarla con altro nome e non si stancano mai di chiamarla così. E’ giusto, perché Maria è veramente nostra madre, non carnale, ma spirituale delle nostre anime e della nostra salvezza.

di Sant’Alfonso Maria De Liguori – Le Glorie di Maria

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Padre Pio e la Madonna di Pompei

Posté par atempodiblog le 8 mai 2015

Padre Pio e la Madonna di Pompei dans Apparizioni mariane e santuari 8xsmcn

Padre Pio aveva una “stima grandissima” di Bartolo Longo, originario della provincia di Brindisi e fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, e lo incoraggiava nelle sue iniziative.

In occasione dei 50 anni delle stimmate il Cappuccino ricevette da un devoto napoletano un bouquet di rose rosse, ne prese una e disse al donatore: “porta alla Madonna di Pompei questa rosa per me”.

Qualche giorno dopo padre Pio morì e la rosa, rimasta fresca, si richiuse in un bocciolo, che si conserva ancora.

Tratto da: La voce di padre Pio

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Un Rosario di piccoli atti di virtù

Posté par atempodiblog le 31 mai 2014

Un Rosario di piccoli atti di virtù dans Don Dolindo Ruotolo 2wg626q

Onorate la Madonna con un Rosario di piccoli atti di virtù, ispirati ai misteri che si contemplano con qualche particolare e più bella mortificazione e con tre atti di amore a Dio.

Ad esempio:

- Un saluto cordiale quando si è nervosi (Primo Gaudioso)

- Un atto di carità, prestando aiuto (Secondo Gaudioso)

- Un atto di semplicità per amore di Gesù Bambino (Terzo Gaudioso)

- Un’offerta di sé nella Messa (Quarto Gaudioso)

- Una preghiera per i peccatori che si smarriscono (Quinto Gaudioso)

Don Dolindo alla Sig.na Celani, 1°. 5. 1966

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A Maria SS. della perpetua visitazione

Posté par atempodiblog le 22 mai 2014

Preghiera a Nostra Signora della perpetua visitazione utilizzabile sia come novena sia come triduo. Può essere recitata in preparazione della festa liturgica, il 31 maggio, dal 22 al 30 maggio, o in qualsiasi momento per le proprie necessità.

A Maria SS. della perpetua visitazione dans Don Giustino Maria Russolillo euoxu1

O SS. Maria, quando conosco Gesù come vivente in te, la mia conoscenza è più luminosa; quando amo Gesù come tuo figlio, il mio amore è più affettuoso; quando ti seguo e ascolto Gesù in te, la mia scuola è più profittevole.

Quando lo servo e glorifico in te, il mio servizio e la mia lode di gloria è più gradita; quando aderisco e mi unisco a Gesù in te, l’adesione è più durevole, l’unione più intima. Poiché tu, allora, mi comunichi qualcosa della tua mente nel conoscerlo, qualcosa del tuo cuore nell’amarlo, qualcosa della tua vita nel servirlo e glorificarlo.

In te comunico in questo modo col Padre Iddio e con lo Spirito Santo nell’amare e nel glorificare Gesù, e con te, o Maria, divengo strumento delle effusioni della bontà del Signore, nella santificazione delle anime.

Sia gloria al Signore in te, sia gloria a te nel Signore, o santa Maria, poiché con te cessa l’obbrobrio della mia sterilità, della mia decadenza, della mia vecchiaia spirituale.

Nella tua santa visitazione, presenza e permanenza tua nella casa delle anime, viene Gesù e ricevo Gesù vita mia, ed egli diviene in me fonte di bene per tante anime, frutto di gloria per la SS. Trinità.

Beata te, o SS. Maria, perché hai bene accolta l’annunciazione, nella perfezione della tua umiltà; nella perfezione della tua fede hai creduto alla realtà dell’angelo che ti appariva e alla rivelazione che ti faceva, all’ambasciata che ti portava da parte di Dio Padre!

Beata te, o SS. Maria, perché hai creduto alla missione del Dio Figlio, hai creduto all’opera dello Spirito Santo in te e sei entrata nella piena luce dei misteri della Trinità e dell’incarnazione e redenzione!

E hai avuto in te il divin Verbo incarnato, Figlio di Dio e Figlio tuo.

Vieni nella tua santa visitazione a insegnarmi la perfezione della fede e dell’umiltà, a portarmi la beatitudine della fede e dell’umiltà, a lasciarmi la benedizione della fede e dell’umiltà.

Beato Giustino M. della SS. Trinità Russolillo

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L’Ave Maria è una rugiada celeste e divina

Posté par atempodiblog le 19 mai 2014

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La mia Ave Maria, il mio Rosario o la mia corona è la mia preghiera preferita, è la mia pietra di paragone sicura per distinguere quelli che sono condotti dallo spirito di Dio da quelli che sono nell’illusione dello spirito maligno. Ho conosciuto anime che sembrava volassero come aquile fino alle nubi con la loro sublime contemplazione, ed erano, invece, disgraziatamente ingannate dal demonio; ed ho potuto scoprire la loro illusione soltanto con l’Ave Maria ed il Rosario ch’essi rigettavano come non meritevoli della loro stima.

L’Ave Maria è una rugiada celeste e divina che cadendo nell’anima di un predestinato, le comunica una fecondità meravigliosa per produrre ogni sorta di virtù. E più l’anima è irrigata da questa preghiera, più diviene illuminata nello spirito, infiammata nel cuore e fortificata contro ogni suo nemico.

L’Ave Maria è una freccia penetrante ed infocata: se un predicatore la fa precedere alla parola di Dio che annuncia, acquista la forza di trafiggere, commuovere e convertire i cuori più induriti, anche se egli non sia dotato di molti talenti naturali per la predicazione. Fu questa la saetta segreta che la Vergine santa – come ho già detto – suggerì a san Domenico e al beato Alano come la più efficace per convertire gli eretici e i peccatori. Da qui è nata l’abitudine di chi predica – l’afferma sant’Antonio – di recitare un’Ave Maria all’inizio del discorso.

San Luigi Maria Grignion de Montfort

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Con Maria al cospetto della Santità di Dio

Posté par atempodiblog le 19 mai 2014

Con Maria al cospetto della Santità di Dio dans Citazioni, frasi e pensieri 2r798pg

“Sii benedetta eternamente e infinitamente, o Trinità beata, perché mi hai unito alla SS. Vergine Maria e l’hai fatta Madre mia, e sotto il Suo manto di luce e nel Suo cuore di amore e per le Sue mani di grazie, posso presentarmi e restare al cospetto della Tua Santità”.

Beato Giustino M. Russolillo

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Recitare il Rosario ogni giorno

Posté par atempodiblog le 17 mai 2014

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“Il mese di maggio, dedicato a Maria, è un tempo opportuno per cominciare a recitare il Rosario ogni giorno”.

Papa Francesco

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Il Rosario, un ambiente in cui sostare fa bene all’anima

Posté par atempodiblog le 6 mai 2014

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Nelle cose più nobili non si cerca l’utilità, perché hanno in se stesse il valore. Così è di un valore infinito respirare in questa purezza, rifugiandosi nella pace di questa intimità con Dio.

[…] L’uomo ha bisogno di ristorarsi in un santo riposo dove giunga a lui l’alito divino, dove gli vengano incontro le grandi figure della fede.

Questo luogo è, in fondo, la inaccessibilità di Dio stesso, che in Cristo si è rivelato all’uomo. Ogni preghiera incomincia col silenzio interiore, col raccoglimento dei propri pensieri, col pentimento del proprio peccato e col volgersi dell’anima a Dio. Così si apre a noi il mondo sacro, non solo il regno della pace dell’anima e del raccoglimento spirituale, ma veramente il regno di Dio.

Abbiamo sempre bisogno di questo: ma in particolare quando lo sconvolgimento dei tempi ci manifesta una cosa che è sempre vera, ma viene spesso dimenticata in tempi di prosperità e di tranquillità: la nostra condizione di senza-patria. Allora si richiede a noi un coraggio speciale: ci si richiede non solo di essere preparati a perder tutto e a vivere con maggior grandezza d’animo, ma di continuare a sopportare questo esilio di cui in altri tempi non ci accorgiamo. E così abbiamo bisogno più che mai di quel riposo di cui parlavamo, non per accomodarvici pigramente, ma per ritrovare il centro delle cose, per ridiventare calmi e fiduciosi. Perciò è tanto importante il Rosario in un tempo come il nostro, purché naturalmente si metta da parte ogni esagerazione e ogni sdolcinatura e lo si intenda nella sua chiara forza originaria; tanto più importante in quanto esso non richiede una speciale preparazione: chi prega non è obbligato a richiamare pensieri di cui in genere o, almeno, sul momento non si sente capace. Egli entra in un mondo ordinato, incontra figure che gli sono familiari e vi trova le vie che lo conducono all’essenziale.

Recitare il Rosario è trattenersi, raccolti, in un mondo silenzioso e santo, il che appare più chiaro se lo si confronta con la Via Crucis. Questa si presenta appunto come una via e chi prega dopo avere seguito il Signore da una «stazione» all’altra, alla fine ha la sensazione di essere giunto alla mèta. Il Rosario invece non è una via, ma un ambiente e non ha mèta, ma profondità. Sostarvi, fa bene all’anima.

In questo ambiente, chi prega può richiamare anche i propri bisogni. La seconda parte dell’Ave Maria è una preghiera impetratoria, che si può riempire di tutto di ciò che si ha sul cuore. La Madre del Signore invero non è una dea che viva nella sua gloria al di sopra degli uomini senza curarsi di loro: ciò che le avvenne lo accettò per amore degli uomini, Colui che fu suo Figlio è il nostro Salvatore; Ella è una di noi, sebbene il destino comune a noi tutti sia stato da Lei conosciuto in modo tutto particolare. Il cuore cristiano ha sempre sentito in Lei l’amore misericordioso a cui gli uomini possono rivolgersi con confidenza illimitata, e questo sentimento ha espresso nel nome affettuoso di «Madre» datoLe fin dai primi tempi del cristianesimo. Fin da allora il cuore cristiano ha compreso che Maria, perché Madre di Cristo, è anche nostra Madre. Lo stesso mistero della sua maternità include con Cristo, «primogenito fra molti fratelli» (Rm 8, 29), anche noi: perciò i cristiani hanno sempre chiesto il soccorso di Maria, sicuri di far bene.

Ed è bello il modo con cui nell’Ave Maria si esprime la somma dei bisogni umani: ch’Ella interceda per noi con le sue preghiere «adesso e nell’ora della nostra morte». Senza entrare nel particolare, vi si comprendono tutte le miserie dell’umanità, di tutti e di ognuno, raggruppate nei due momenti che decidono della nostra esistenza: l’«adesso», quello dunque in cui dobbiamo compiere la volontà di Dio, scegliere tra bene e male e decidere così il modo della nostra vita eterna; l’altro, «l’ora della nostra morte», che chiude la vita e da a tutto il passato il carattere che importa per l’eternità.

di Romano Guardini – Il Rosario della Madonna, Ed. Morcellina

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Breve spiegazione dell’Ave Maria

Posté par atempodiblog le 4 mai 2014

Breve spiegazione dell’Ave Maria
Tratto da: Il segreto meraviglioso del Santo Rosario di San Luigi Maria Grignon de Montfort

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Ti trovi nell’infelice condizione di chi è in peccato? Invoca la divina Maria; dille: Ave, che vuol dire: io ti saluto con profondissimo rispetto, o tu che sei senza peccato e senza miserie! Ella ti libererà dalla disgrazia dei tuoi peccati.
Sei nelle tenebre dell’ignoranza o dell’errore? Rivolgiti a Maria e dille: Ave Maria, che vuol dire: illuminata dai raggi del sole di giustizia. Ella ti farà partecipe dei suoi lumi.
Sei smarrito? fuori della via del cielo? Ricorri a Maria che vuol dire: Stella del mare, stella polare, guida della nostra navigazione in questo mondo ed Ella ti condurrà al porto dell’eterna salvezza.
Sei nell’afflizione? Supplica Maria. Maria vuol dire: mare amaro, colmo di amarezza quand’era in questo mondo e che attualmente, in cielo, è diventato mare di pura dolcezza. Ella convertirà la tua tristezza in gioia e le tue afflizioni in consolazioni.
Hai forse perduto la grazia? Onora l’abbondanza delle grazie di cui Dio riempì la Vergine Santa e di’ a Maria: Piena di grazia! e dei doni tutti dello Spirito Santo. Ed Ella te ne farà parte.
Ti senti solo, come abbandonato da Dio? Rivolgiti a Maria e dille: Il Signore è con Te più degnamente e più intimamente che nei giusti e nei santi, poiché tu sei quasi una cosa sola con Lui. Egli, infatti, è tuo Figlio, la sua carne è carne tua. E poiché gli sei Madre, tu hai una perfetta rassomiglianza col Signore ed un reciproco amore. Dille ancora: La SS. Trinità è tutta con te, essendone Tu il tempio prezioso. Ella ti rimetterà sotto la protezione e la custodia del Signore.
Sei forse diventato l’oggetto delle divine maledizioni? Di’ a Maria: Benedetta sei tu più di tutte le donne e da tutte le nazioni a causa della tua purezza e fecondità: grazie a Te la maledizione divina fu cambiata in benedizione. Ed Ella ti benedirà.
Hai, forse, fame del pane di grazia, del pane della vita? Avvicinati a Lei che portò il pane vivo disceso dal Cielo; e dille: Benedetto il frutto del tuo seno, Gesù, che tu concepisti restando Vergine, portasti senza fatica e desti alla luce senza alcun dolore. Benedetto Gesù che riscattò il mondo schiavo, guarì il mondo ammalato, risuscitò l’uomo morto, ricondusse in patria l’uomo esiliato, giustificò l’uomo colpevole, salvò l’uomo perduto. Senza dubbio l’anima tua sarà saziata del pane della grazia in questa vita e della gloria eterna nell’altra. Amen.

Concludi la tua preghiera con la Chiesa dicendo: Santa Maria, santa nel corpo e nell’anima, santa per la tua singolare ed eterna dedizione al servizio di Dio, santa perché Madre di Dio che ti dotò di una santità eminente quale conviene a tale infinita dignità.
Madre di Dio, che sei anche Madre nostra e nostra Avvocata e Mediatrice, Tesoriera e Dispensatrice delle grazie di Dio, procuraci prontamente il perdono dei nostri peccati e la riconciliazione con la Divina Maestà.
Prega per noi, peccatori, tu che hai tanta compassione per i miseri, tu che non disprezzi né respingi i peccatori, senza dei quali tu non saresti la Madre del Salvatore! Prega per noi, ora, durante questa breve, caduca e misera vita; adesso, perché di sicuro abbiamo solo il momento presente; adesso, perché giorno e notte siamo attorniati e assaliti da nemici potenti e crudeli.
E nell’ora della nostra morte, così terribile e pericolosa, quando le nostre forze saranno esaurite, quando il nostro spirito e il corpo saranno affranti dal dolore e dal timore; nell’ora della nostra morte, quando Satana raddoppierà gli sforzi a fine di rovinarci per sempre; l’ora in cui si deciderà la nostra sorte per tutta l’eternità, felice o infelice. Oh, vieni allora in aiuto ai tuoi poveri figli, Madre pietosa, avvocata e rifugio dei peccatori. Allontana da noi, in quell’ora, i demoni, nostri accusatori e nostri nemici, il cui aspetto terribile ci incuterà spavento; vieni ad illuminarci nelle tenebre della morte. Guidaci al tribunale del nostro Giudice che è anche tuo Figlio, e intercedi per noi affinché ci perdoni e ci accolga fra i suoi eletti nel soggiorno della gloria eterna. Amen. Così sia.

Chi non ammirerà l’eccellenza del Rosario composto di queste due parti: l’Orazione domenicale ed il Saluto angelico? Esiste, forse, preghiera più gradita a Dio e alla Vergine santa? più facile, più soave, più salutare per gli uomini? Teniamo continuamente nel cuore e sulle labbra quelle preghiere per onorare la SS. Trinità, Cristo Gesù nostro Salvatore e la santissima sua Madre.

Al termine di ogni posta sarà bene aggiungere il Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

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Come si comporta un figlio con sua madre?

Posté par atempodiblog le 4 mai 2014

Come si comporta un figlio con sua madre?
Tratto da: San Josemaría Escrivá

Come si comporta un figlio con sua madre? dans Fede, morale e teologia opbtj9

Come si comporta un figlio con sua madre? In tanti modi diversi, ma sempre con affetto e fiducia. Con un affetto che si manifesterà di volta in volta secondo le occasioni tracciate dalla vita stessa. Lungi da ogni freddezza, si creano così tenere e intime consuetudini domestiche fatte di piccole attenzioni quotidiane che il figlio sente il bisogno di rivolgere alla madre e di cui la madre sente la mancanza se il figlio le dimentica: un bacio, una carezza uscendo o entrando in casa, un piccolo regalo, qualche parola intensa ed espressiva.

Anche i nostri rapporti con la Madre del Cielo richiedono norme di pietà filiale che guidino il nostro comportamento verso di Lei. Molti cristiani adottano l’antica consuetudine dello scapolare, o usano salutare — non c’è bisogno di parole, basta un pensiero — le immagini di Maria che si trovano in ogni casa cristiana o che adornano le strade in tante città. Altri vivono quella preghiera meravigliosa che è il santo Rosario, nel quale l’anima non si stanca di ripetere le stesse cose, come non se ne stancano gli innamorati che si amano veramente, e in cui si impara a rivivere i momenti centrali della vita del Signore. Altri ancora si sono abituati a dedicare alla Madonna un giorno della settimana — proprio il giorno in cui siamo oggi riuniti, il sabato — come un’occasione per offrirle qualche piccola attenzione e per meditare più intensamente sulla sua maternità.

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Novena alla B.V. Maria di Fatima

Posté par atempodiblog le 4 mai 2014

Novena alla B.V. Maria di Fatima (dal 4 al 12 maggio o in qualsiasi momento per le proprie necessità)

Novena alla B.V. Maria di Fatima dans Fatima jf7rbp

Vergine Santissima che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del Santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditando i misteri in esso contenuti, ne raccogliamo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime nostre. Così sia.

- 7 Ave Maria

- Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

Tratto da: Preghiere per la famiglia

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