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Padre Byles, il sacerdote cattolico che salvò centinaia di persone sul Titanic

Posté par atempodiblog le 30 décembre 2015

Padre Byles, il sacerdote cattolico che salvò centinaia di persone sul Titanic
de La Redazione di UCCR
Tratto da: Una casa sulla Roccia

Padre Byles

La tragedia del Titanic è nota a tutti. L’affondamento del transatlantico britannico il 15 aprile 1912, dove morirono circa 2000 persone, è entrato nella storia come una delle più grandi tragedie in mare.

Un dramma che spinse anche a riflessioni filosofiche: in pieno positivismo, il Titanic rappresentava il frutto più maturo della scienza e della tecnologia di allora, ostentato come una nave inaffondabile, il pupillo della nuova era. Colato a picco in sole 2 ore, oltre che un’immane tragedia umana diventò anche una ferita mortale alla«presuntuosa convinzione positivistica della totale affidabilità della tecnica e della indiscussa capacità della scienza di fare della specie umana l’assoluta dominatrice della natura, facendo aprire gli occhi agli intellettuali più avveduti sui limiti del sapere tecnologico-scientifico» (R. Timossi, “L’illusione dell’ateismo”, San Paolo 2009, p. 70,71).

Tra i passeggeri, quel 15 aprile, c’era anche un santo, il reverendo cattolico Thomas Byles, 42 anni, in viaggio verso New York per presiedere al matrimonio di suo fratello. Agnes McCoy, una superstite del Titanic, ha raccontato che padre Byles stava leggendo il suo breviario quando la nave urtò contro l’iceberg. Tanti altri passeggeri superstiti hanno testimoniato che il reverendo aiutò centinaia di persone a trovare delle scialuppe di salvataggio e per ben due volte rifiutò il posto sulla scialuppa per cederla agli altri passeggeri.

Desiderava consolare chi era rimasto intrappolato a bordo della nave, assolvendoli dai peccati, confortandoli con la preghiera e impartendo loro la benedizione. Scelse di restare sulla nave, morendo assieme a loro. Le testimonianze sono state raccolte nel sito web: www.fatherbyles.com. Papa Pio X lo definì «martire per la Chiesa».

In questi giorni padre Graham Smith, con il sostegno del vescovo Alan Williams della diocesi di Brentwood, ha avviato l’iter per la causa di beatificazione di padre Byles, che egli considera «un uomo straordinario che ha dato la sua vita per gli altri».

Una storia di santità che ricorda quella del francescano polacco padre Massimiliano Kolbe, che si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia ebreo, destinato al bunker della fame, nel campo di concentramento di Auschwitz. Venne ucciso dopo due settimane di totale digiuno, durante le quali confortò e pregò assieme ai condannati superstiti. Secondo le testimonianze, mentre l’ufficiale medico di Auschwitz si apprestava ad iniettarli l’acido acido fenico nelle vene, padre Kolbe lo guardò e gli disse: «L’odio non serve a niente, solo l’amore crea!». Le sue ultime parole, porgendo il braccio, furono: «Ave Maria». Era la vigilia della Festa dell’Assunzione di Maria.

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San Massimiliano Maria Kolbe: “Quanto è buona l’Immacolata”

Posté par atempodiblog le 12 septembre 2015

RIFLESSIONI: “Quanto è buona l’Immacolata” – di San Massimiliano Maria Kolbe
Tratto da: Luci sull’Est

immagine madonna della misericordia arzilla

Carissimi figlioli, come desidererei dirvi, ripetervi, quanto è buona l’Immacolata, per poter allontanare per sempre dai vostri piccoli cuori la tristezza, l’abbattimento interiore e lo scoraggiamento.

La sola invocazione ‘Maria’, magari con l’animo immerso nelle tenebre, nelle aridità e perfino nella disgrazia del peccato, quale eco produce nel Suo cuore che tanto ci ama!

E quanto più l’anima è infelice, sprofondata nelle colpe, tanto più questo rifugio di noi poveri peccatori la circonda di amorevole e sollecita protezione.

Ma non affliggetevi affatto se non sentite tale amore. Se volete amare, questo è già un segno sicuro che state amando; ma si tratta solo di un amore che procede dalla volontà. (SK 509).

San Massimiliano Maria Kolbe

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La vita interiore è una cosa fondamentale…

Posté par atempodiblog le 31 août 2015

“Non sono le cose esteriori che ci fanno santi o non santi, ma è il cuore che esprime le nostre intenzioni, le nostre scelte e il desiderio di fare tutto per amore di Dio. Gli atteggiamenti esteriori sono la conseguenza di quanto abbiamo deciso nel cuore, ma non il contrario. Con l’atteggiamento esteriore, se il cuore non cambia, non siamo veri cristiani”.

“Senza un cuore purificato, non si possono avere mani veramente pulite e labbra che pronunciano parole sincere di amore: tutto è doppio, no?, quella doppia vita; parole che pronunciano misericordia, perdono. Soltanto questo lo può fare il cuore sincero e purificato”.

Papa Francesco

La vita interiore è una cosa fondamentale... dans Citazioni, frasi e pensieri Max_Kolbe

La vita interiore è una cosa fondamentale… La vita attiva è la conseguenza della vita interiore e non ha valore se non viene da essa. Vorremmo fare tutto il meglio possibile, con perfezione. Ma se non è collegato alla vita interiore, non serve a nulla. Tutto il valore della nostra vita e della nostra attività dipende dalla vita interiore, la vita dell’amore di Dio e della Vergine Maria, l’Immacolata, e non da teorie né da dolcezze, bensì la pratica di un amore che consiste nell’unione della nostra volontà alla volontà dell’Immacolata.

Prima di tutto e al di sopra di tutto, dobbiamo approfondire questa vita interiore. Poiché si tratta proprio della vita spirituale, i mezzi soprannaturali sono necessari. La preghiera, la preghiera e solo la preghiera è necessaria per far essere la vita interiore e svilupparla; il raccoglimento interiore è necessario.
Non preoccupiamoci di cose non necessarie, ma con mitezza e nella pace, proviamo a custodire il raccoglimento dello spirito e ad essere pronti per ricevere la grazia di Dio. Per questo ci aiuta il silenzio.

di san Massimiliano Maria Kolbe
Tratto da: Milizia Dell’immacolata – Perseveranti con Maria

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La verità ha il carisma dell’inopportunità

Posté par atempodiblog le 3 juin 2015

La verità ha il carisma dell’inopportunità dans Citazioni, frasi e pensieri 28utyyo

A differenza della maschera, che puoi costruirti a tuo piacimento, la verità s’impone con la sua alterità rispetto ad ogni tuo calcolo. Per questo essa ha il carisma dell’inopportunità.

di Monsignor Bruno Forte

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Una Madre dono della bontà e misericordia di Dio

Posté par atempodiblog le 21 février 2015

Una Madre dono della bontà e misericordia di Dio dans Citazioni, frasi e pensieri massimiliano_kolbe

Tu (o DIO) ci hai comandato di diventare bambini, se vogliamo entrare nel regno dei cieli. Tu sai bene che un bambino ha bisogno di una madre: Tu stesso hai stabilito questa legge di amore. La tua bontà e la tua misericordia, perciò, ha creato per noi una Madre, la personificazione della Tu bontà e del Tuo amore infinito, e dalla croce, sul GOLGOTA, hai offerto Lei a noi e noi a LEI…  Inoltre hai stabilito di costituirla Dispensatrice e Mediatrice di tutte le Tue grazie: Tu non rifiuti nulla a Lei, ma neppure Lei è capace di rifiutare alcunché a nessuno…  Diamo uno sguardo dentro noi stessi: non è forse vero che ogni volta che ci siamo offerti con tutta l’anima all’Immacolata, Madre di DIO e Madre nostra, è sempre entrata la pace nel nostro cuore? Chi non lo ha ancora sperimentato, ci provi! Si accorgerà quanto è potente, quanto è buona la Madre di DIO e Madre nostra.

San Massimiliano Maria Kolbe
Tratto da: Missionarie dell’Immacolata

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San Massimiliano Kolbe: l’Apostolo della Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2014

San Massimiliano Kolbe: l’Apostolo della Medaglia Miracolosa dans Fede, morale e teologia 2uyhism

Raimondo, più tardi divenuto frate francescano conventuale col nome di fra Massimiliano fu beatificato dal Papa Paolo VI nel 1971 e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1982. San Massimiliano che morì  martire del lager nazista di Auschwitz, fu un apostolo zelantissimo della Medaglia Miracolosa. Era nato in Polonia, presso Lodz, il 7 gennaio 1894. Entrato nella congregazione dei Frati Minori Conventuali, aveva studiato per sette anni a Roma, ove fu ordinato sacerdote il 28 aprile 1919. Ancor prima dell’ordinazione sacerdotale aveva creato la Milizia dell’Immacolata e, nel 1922, la rivista “ Il cavaliere dell’Immacolata” che diffonderà in tutto il mondo raggiungendo tirature altissime. Volle celebrare la sua prima Messa nella cappella di S. Andrea delle Fratte, dove l’Immacolata era apparsa ed aveva convertito l’ebreo Alfonso Ratisbonne nel 1842. Una manifestazione faziosa di massoni, avvenuta in Piazza San Pietro nel 1917, aveva scosso il giovane, ancora suddiacono.

Con alcuni compagni, altrettanto decisi e zelanti, aveva allora fondato la “Milizia dell’Immacolata”, che oggi conta milioni di adepti in tutto il mondo. Nel programma tracciato dal fondatore, ogni attività di santificazione propria e di apostolato per la conversione degli eretici e specialmente dei massoni, viene posta sotto il patrocinio dell’Immacolata della Medaglia Miracolosa.

I membri della “Milizia” devono portare al collo la Medaglia: “Sul nostro petto – dice il regolamento – essa sarà come un segno della nostra consacrazione interiore”. Tutti inoltre debbono recitare almeno una volta al giorno la giaculatoria della Medaglia, così modificata: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi e per quelli che non ricorrono, specialmente per i nemici della Chiesa”. “Le Medaglie – soleva dire il p. Kolbe – sono le mie cartucce”.

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Nel 1926, scriveva nel periodico “Il Cavaliere dell’Immacolata”: “Bisogna distribuire la Medaglia Miracolosa ovunque è possibile: ai fanciulli, perché la portino al collo, ai vecchi e soprattutto ai giovani, perché sotto la protezione  di Maria abbiano la forza sufficiente per esistere alle innumerevoli tentazioni e pericoli che oggi li insidiano. Anche a coloro che non entrano mai in chiesa, che hanno paura della confessione, si fanno beffe delle pratiche religiose, ridono della verità della fede, sono immersi nel fango dell’immortalità, oppure che se ne stanno al di fuori della Chiesa, nell’eresia: a tutti costoro bisogna assolutamente offrire la medaglia dell’Immacolata e sollecitarli affinché la portino volentieri e, contemporaneamente, pregare con fervore l’Immacolata per la loro conversione”.

Una delle più note conversioni operate dal P. Kolbe per mezzo della Medaglia Miracolosa, fu quella del massone polacco Stempowski, che nel 1927 era Gran Maestro della loggia massonica di Varsavia e della Polonia. Il p. Kolbe si recò a trovarlo nella sua abitazione ed ottenne che accettasse una Medaglia e promettesse di portarla con sé. Terminata la guerra e liberata Varsavia nel 1945, Stempowski fu commosso dalla notizia del martirio dell’umile fraticello nel campo di concentramento, fraticello che anch’egli aveva conosciuto. Fu questo caro ricordo che lo ricondusse in seno alla Chiesa Cattolica. Poco dopo morì con la Medaglia Miracolosa tra le mani ed ebbe sepoltura cattolica.

Quando nel 1939 i tedeschi occupano la Polonia, padre Kolbe si trova nella sua terra e non teme di prendere posizione contro i nazisti. Diventa ben presto una figura scomoda, e nel febbraio 1941 è internato nel lager di Auschwitz al blocco 14 con il numero 16.670. La fine del p. Kolbe commuove ancora il mondo. Nel luglio del 1941, per la fuga di un prigioniero dal campo di Auschwitz, il comandante tedesco Fritsch designò dieci detenuti per la cella della morte, al posto di quello fuggito.

Quando il dito del comandante si fermò sul vicino del p. Kolbe, il pover’uomo scoppiò in un pianto disperato, chiamando a gran voce i suoi bambini e la sua sposa. Fu allora che il p. Kolbe fece un passo avanti, dicendo a Fritsch: “Vi prego di accettare la mia vita in cambio della vita di questo padre di famiglia”. – “Chi siete?”. – domandò il tedesco. – “Un sacerdote cattolico”. – “Accetto!”.

Così il p. Kolbe entrò nella cella della morte con gli altri nove. Abituato ad una vita ascetica ed alle rinunzie, egli poté vedere i suoi compagni morire di inedia ad uno ad uno, assistendoli amorosamente. Alla fine i nazisti, per affrettare la sua morte, gli iniettarono nelle vene un terribile veleno. Morì all’età di 47 anni il 14 agosto 1941, vigilia della festa mariana dell’Assunta, e dopo due settimane di indicibili sofferenze nel porgere il braccio per la puntura di acido fenico, fra’ Massimiliano serenamente esclamò: “Ave Maria”. 

Il suo corpo fu subito bruciato dai tedeschi. Il bunker di Auschwitz è sempre pieno di fiori in sua memoria.

di don Marcello Stanzione

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Triduo a San Massimiliano Maria Kolbe

Posté par atempodiblog le 11 août 2014

Triduo a San Massimiliano Maria Kolbe
Tratto da: Preghiere per la famiglia

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1. O Dio, che hai infiammato di zelo per le anime e di carità per il prossimo san Massimiliano Maria, concedi a noi di lavorare intensamente per la tua gloria al servizio di ogni uomo, nostro fratello.
Gloria al Padre, Ave Maria

2. O Dio, che in san Massimiliano Maria, seguace fedelissimo del Poverello di Assisi, ci hai donato un apostolo della devozione alla Vergine Immacolata, donaci il coraggio di affidare a Lei i nostri corpi, i nostri cuori, le anime nostre, le nostre attività.
Gloria al Padre, Ave Maria

3. O Signore, Ti supplichiamo, perché sull’esempio di san Massimiliano Maria, impariamo a offrire per Te la nostra vita.
Gloria al Padre, Ave Maria

4. O Signore, Ti chiediamo che quel fuoco di carità che san Massimiliano Maria attinse dal Sacrificio Eucaristico, accenda anche i nostri cuori.
Gloria al Padre, Ave Maria

5. O Vergine Immacolata, Madre del Signore e Madre della Chiesa, ottienici di amarti, di servirti, di testimoniarti con una generosità e un ardore almeno pari a quello del tuo apostolo e martire san Massimiliano Maria.
Gloria al Padre, Ave, Maria

O San Massimiliano Kolbe, prega per noi, aiutaci nella presente difficoltà, ottienici un grande amore verso la Vergine Immacolata, un amore ancor più grande del tuo.

Preghiamo:

O Dio, che hai infiammato di zelo per le anime e di carità per il prossimo San Massimiliano Maria, tuo sacerdote, martire e apostolo dell’Immacolata, concedi a noi, per sua intercessione, di lavorare intensamente per la tua gloria al servizio degli uomini, per rassomigliare anche alla morte al Figlio tuo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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Della predicazione

Posté par atempodiblog le 11 août 2014

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“Le belle prediche e l’attività senza la preghiera non portano alcun frutto. Con la preghiera di certo otterrai tutto ciò che è veramente utile. Però devi pregare con molta insistenza e perseveranza; con un fervore sempre maggiore. E per tuo mezzo Iddio compirà miracoli. Sono le ginocchia, non l’intelligenza o la penna, a dare efficacia nell’attività, nella predicazione, nei libri. Preghiera prima e dopo il lavoro. Domanda, ringraziamento e richiesta di perdono”.

San Massimiliano M. Kolbe

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“Tu predichi con accento forte e amaro perché c’è molta amarezza nel fondo del cuore. Devi disporti all’amore soprannaturale e quindi a forte dolcezza che deve sentirsi nelle parole. Così gioverai alle anime.

Quanto meno entusiasmo naturale ci sarà nelle tue prediche, e meno elemento sensibile, più saranno sentite da altri e fruttificheranno in altri per il sopravvento in esse del soprannaturale. Amen.

La predicazione [...] è tutta luce di verità e dolcezza di carità, come immagine del Verbo e dello Spirito. Amen. Alleluia”.

Beato Giustino M. Russolillo

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“Non si offendano le persone con ironie o invettive; specialmente nelle piccole borgate non si dica parola che possa essere giudicata allusiva alla condotta di qualche individuo.

Il predicatore badi a non inasprire menomamente gli erranti. Le sue parole spirino sempre carità e benignità.

Le invettive non ottengono le conversioni: l’amor proprio si ribella. Era questo il metodo che teneva S. Francesco di Sales e che era da lui consigliato. Egli narrava che i protestanti correvano in folla ad udirlo e dicevano che loro piaceva, perché non lo vedevano infuriarsi come i loro Ministri”.

San Giovanni Bosco

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Amare Gesù con il cuore di Maria

Posté par atempodiblog le 17 juin 2014

Giugno: il mese dedicato al Cuore di Gesù. Come ricambiare l’immenso amore che Gesù ha avuto per noi? Ecco il segreto che san Massimiliano ci suggerisce: amare Gesù con il cuore di Maria.

Amare Gesù con il cuore di Maria dans Citazioni, frasi e pensieri 2nv6wm1

Per noi militi dell’Immacolata, l’unico sprone della nostra attività deve essere l’amore al Santissimo Cuore di Gesù.
Che cosa significa Santissimo Cuore di Gesù? Tutti sappiamo che il cuore è il simbolo dell’amore, anche se l’essenza dell’amore è nella volontà. Simbolo di amore è anche il cuore di Gesù. In lui conosciamo l’amore di Gesù.  Tutto si conosce dagli effetti  E Gesù diceva  che l’albero buono si riconosce dai frutti buoni (cfr Mt 7, 17-20). L’amore del cuore di Gesù lo riconosciamo da tanti atti di amore. Tutto ciò che ci circonda è espressione  dell’Amore di Gesù. Tutto  scaturisce dall’amore di Dio. Il Santissimo Sacramento è frutto dell’amore di Dio. Tutta la vita di Gesù e la sua attività è frutto dell’amore del Santissimo Cuore. L’anima che guarda attentamente  tutte queste manifestazioni di amore, vorrebbe ricompensare l’amore con l’amore. Sappiamo però, per esperienza che siamo molto deboli. E qui si manifesta l’amore del Cuore di Dio, che ci dà la sua santissima Madre, perché con il suo Cuore possiamo amare Gesù. Già non con il nostro povero cuore, ma con il cuore Immacolato di Lei. L’amore dell’Immacolata è l’amore più perfetto, con il quale una creatura può amare Dio. Con questo cuore dunque cerchiamo di amare sempre più il Cuore di Gesù e questo sia il nostro più grande scopo. Cercare di conquistare a Lei non solo molte anime, ma il maggior numero possibile e unirle quanto prima  per mezzo di Lei al sacratissimo Cuore di Gesù. Dapprima conquistare il proprio cuore e  poi gli altri. E questo sia il nostro più grande scopo.

Conferenza di Padre Kolbe ai suoi frati a Niepokalanów il 28 giugno 1936
Tratto da: Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe

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«Per Gesù sono pronto a soffrire anche più di così». Un nuovo documentario su Massimiliano Maria Kolbe

Posté par atempodiblog le 17 mai 2014

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Il 28 maggio del 1941 padre Massimiliano Maria Kolbe arrivò nel lager di Auschwitz. Durante il periodo di prigionia, scrisse una sola lettera alla madre, da cui traspare serenità e un totale abbandono alla volontà di Dio: «Mia cara mamma, verso la fine del mese di maggio sono giunto con un convoglio ferroviario nel campo di Auschwitz. Da me va tutto bene. Amata mamma, stai tranquilla per me e la mia salute, perché il buon Dio c’è in ogni luogo e con grande amore pensa a tutti e a tutto». Ripeteva sempre ai compagni di prigionia, sia ai cristiani che ai non cristiani: «L’odio non è forza creativa; solo l’amore crea… Queste sofferenze non ci spezzeranno, ma ci aiuteranno a diventare sempre più forti. Sono necessarie, insieme ai sacrifici degli altri, perché chi verrà dopo di noi possa essere felice». Diceva spesso: «Per Gesù Cristo sono pronto a soffrire anche più di così. L’Immacolata mi aiuterà». Un prigioniero ebreo disse di lui: «Questo prete cattolico è proprio un galantuomo. Finora uno simile qui non l’abbiamo avuto».

Un nuovo e bellissimo documentario in spagnolo ricorda la figura dell’Apostolo dell’Immacolata.

Tratto da: Il Timone

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Le vere armi: il santo rosario e la medaglia miracolosa

Posté par atempodiblog le 18 novembre 2013

Le vere armi: il santo rosario e la medaglia miracolosa dans Citazioni, frasi e pensieri 2eq4bnr

“Una preghiera semplice e sublime insieme che l’Immacolata stessa, apparendo a Lourdes ha indicato, è il santo rosario. Esso divenga la spada di ogni persona che si affida all’Immacolata, così come la medaglietta (la Medaglia Miracolosa) è la pallottola che abbatte ogni male”.

San Massimiliano Maria Kolbe

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2e2mot5 dans Diego Manetti Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa (da recitarsi dal 18 al 26 novembre)

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Mai più staccarsi da Maria Immacolata

Posté par atempodiblog le 14 août 2013

Mai più staccarsi da Maria Immacolata dans Citazioni, frasi e pensieri rz28

“Auguro a tutti che l’Immacolata vi porti per mano e vi stringa tutti e ciascuno singolarmente al suo Cuore immacolato, in modo tale che non siate capaci e non possiate mai più staccarvi da Lei”.

San Massimiliano Maria Kolbe

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L’unione tra lo Spirito Santo e Maria

Posté par atempodiblog le 19 mai 2013

L'unione tra lo Spirito Santo e Maria dans Citazioni, frasi e pensieri mariaelospirito

«Questa unione… è così inesprimibile e perfetta che lo Spirito Santo agisce unicamente attraverso l’Immacolata, la sua Sposa. Di conseguenza, Ella è la Mediatrice di tutte le grazie dello Spirito Santo. Dato che ogni grazia è un dono di Dio Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, perciò non esiste grazia che non appartenga all’Immacolata, offerta a Lei, a sua libera disposizione» (SK 634).

«L’unione tra lo Spirito Santo e la Vergine Immacolata è così stretta che lo Spirito Santo, che ha compenetrato profondamente l’anima dell’Immacolata, non esercita alcun influsso nelle anime se non per mezzo di Lei. Per questo appunto Ella è diventata la Mediatrice di tutte le grazie, proprio per questo Ella è veramente la madre di ogni grazia divina» (SK 1224).

San Massimiliano Maria Kolbe

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Non temere di amare troppo Maria

Posté par atempodiblog le 4 novembre 2012

Non temere di amare troppo Maria dans Citazioni, frasi e pensieri gesmariakolbe

“Non temere di amare troppo la Madonna, perché non arriverai mai ad amarLa come L’ha amata Gesù”.

San Massimiliano Maria Kolbe

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La sconfitta apparente di San Massimiliano Kolbe

Posté par atempodiblog le 14 août 2012

Memoria di San Massimiliano Kolbe. Il Papa: l’amore vince le tenebre dell’odio e dell’egoismo
di Sergio Centofanti – Radio Vaticana

La sconfitta apparente di San Massimiliano Kolbe dans San Massimiliano Maria Kolbe

Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Massimiliano Kolbe, sacerdote francescano polacco morto nel lager nazista di Auschwitz per salvare un padre di famiglia. Il Papa lo ha definito una “luce” che “ha incoraggiato altri a donarsi” per essere vicini ai sofferenti e agli oppressi.

Vincere il male con il bene, l’odio con l’amore: è ciò che ci ricorda il Vangelo odierno dedicato al “comandamento nuovo” di Gesù: “amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Parole che padre Kolbe ha vissuto fino in fondo e che – come dice il Papa – invitano tutti noi a seguire l’amore senza misura del nostro Signore:

“Quelle parole di Gesù, ‘come io vi ho amati’, ci invitano e insieme ci inquietano; sono una meta cristologica che può apparire irraggiungibile, ma al tempo stesso sono uno stimolo che non ci permette di adagiarci su quanto abbiamo potuto realizzare”. (Udienza generale, 9 agosto 2006)

L’amore verso Gesù passa attraverso il sì di Maria. E padre Kolbe, sacerdote mariano nel suo dna, ha continuato a dare speranza e consolazione a quanti erano con lui nel bunker della fame di Auschwitz, totalmente affidato alla Madre di Dio fino alla fine. Era il 14 agosto 1941:

“’Ave Maria!’: fu l’ultima invocazione sulle labbra di san Massimiliano Maria Kolbe mentre porgeva il braccio a colui che lo uccideva con un’iniezione di acido fenico. È commovente costatare come il ricorso umile e fiducioso alla Madonna sia sempre sorgente di coraggio e di serenità”. (Udienza generale, 13 agosto 2008)

I martiri non si scoraggiano nel fare il bene anche quando il male sembra distruggere tutto:

“Apparentemente le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitta, ma proprio nel loro martirio risplende il fulgore dell’Amore che vince le tenebre dell’egoismo e dell’odio. A San Massimiliano Kolbe vengono attribuite le seguenti parole che egli avrebbe pronunciato nel pieno furore della persecuzione nazista: ‘L’odio non è una forza creativa: lo è solo l’amore’”. (Udienza generale, 13 agosto 2008)

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