Gesù non ci ha lasciato soli

Posté par atempodiblog le 24 mai 2020

Gesù non ci ha lasciato soli

Gesù non ci ha lasciato soli dans Commenti al Vangelo Velo-del-Cielo

Non pensare che Gesù, ritornando al Padre, ci abbia lasciato soli, Egli ci assicura che rimane con noi fino alla fine del mondo. L’evangelista Marco sottolinea che, dopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli sono partiti a predicare ovunque, ma il “Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano”. Tu ti chiederai: “Ma Gesù si trova in cielo o in terra?”. Ebbene, la risposta più vera e più calzante è che sono state infrante le barriere che separano il tempo dall’eternità e il cielo è qui sulla terra, nei cuori degli uomini che credono, che si convertono e che portano Gesù nel cuore.

Non ti meraviglia questo evento mirabile della navicella della Chiesa che veleggia ormai da due millenni fra i marosi della storia senza affondare? Gesù di essa ha detto che “le porte dell’inferno non prevarranno”. Per quale motivo? Perché Gesù naviga con noi, sulla barca della nostra vita e della storia e se Lui è con noi, le forze del male non potranno portare l’umanità alla distruzione.

Tratto da: Desiderio d’infinito. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

La missione di Maria è la sua maternità

Posté par atempodiblog le 10 mai 2020

La missione di Maria è la sua maternità dans Fede, morale e teologia MMUN4063auguri-festa-Mamma dans Libri

La missione di Maria è la sua maternità. Essere madre è ciò che la caratterizza più di qualsiasi altra cosa. Lo è come nessuna donna potrebbe esserlo. È infatti madre di Dio, madre della Chiesa e madre dell’umanità. Realizza la sua maternità in una dimensione soprannaturale, ben più ampia e profonda di qualsiasi generazione naturale. Se la madre naturale è un grande dono, la nostra madre celeste è una delle più grandi grazie che l’amore di Dio abbia mai concesso agli uomini.

Maria è madre perché è l’ancella del Signore. Questo è il compito che il Padre le ha assegnato. Prima nei confronti del Figlio suo, poi di tutti noi. Nella sua straordinaria maternità noi vediamo un riflesso di Dio, che ha voluto donarci in Maria la dimensione materna del suo amore.

Tratto da: La pazienza di Dio. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga - Ed. Piemme

Publié dans Fede, morale e teologia, Libri, Mese di maggio con Maria, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Posté par atempodiblog le 3 mai 2020

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020 dans Coronavirus 20200426-163648

Messaggio di Medjugorje a Marija del 25/04/2020

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale.
Figlioli, pregate nella solitudine lo Spirito Santo affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza.
Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore e che la preghiera sia come un deserto.
Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite.
Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 0a842660b173357e0771df267457a0fb dans Fede, morale e teologia

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Questo messaggio è in linea con quelli precedenti che la Madonna ci ha dato attraverso la veggente Marija in questo tempo di Coronavirus, in questo tempo di prova. Questi messaggi sono rivolti soprattutto a quelli che hanno risposto alla chiamata, a quella grande moltitudine di persone che si alimentano da questa fonte di grazia straordinaria.

Nel messaggio del 25 febbraio 2020 la Madonna ci aveva avvisato di non lasciarci inondare dalle preoccupazioni terrene, esortandoci alla conversione, questa dev’essere la nostra preoccupazione principale. Il virus attacca il corpo, ma c’è un virus spirituale, il virus del peccato e dell’incredulità che attenta alla nostra vita spirituale e nel messaggio di Natale ha detto: “le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale”. Allora la prima guarigione è quella che riguarda l’anima, che riguarda il cuore, attraverso il quale Dio parla all’uomo e prende dimora in lui.

La Madonna ci ha anche detto che se avessimo pregato e digiunato, se ci fossimo decisi per la santità, la pace sarebbe arrivata nei nostri cuori e nelle nostre famiglie e in più le nostre preghiere sarebbero state ascoltate, le nostre suppliche sarebbero state esaudite.

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale”. La conversione è una grazia che viene da Dio e una decisione personale e ha i suoi piccoli passi. Dio che tocca il cuore, risveglia la coscienza e iniziamo a percepire un’inquietudine, l’inutilità di una vita senza Dio, dedicata alle cose effimere, un’infelicità di fondo. Poi pian piano arriva la luce di Dio che ci fa capire che siamo prigionieri del male e del peccato, si incomincia a vedere l’orrore del peccato che è un veleno, o se volete, è un dolce con dentro il veleno, per cui la Madonna ha detto: “satana vi distrugge con quello che vi offre”, e si comincia a vedere la vita che dura come un battito di ciglia. La conversione è come guidare una macchina, percepisci che non stai facendo la strada giusta, vai avanti, ma a dato momento capisci proprio che quella è una strada sbagliata, cosa fai? Ti fermi, freni, fai una curva a “U” e torni indietro. La conversione è la decisione di tornare indietro dalla strada sbagliata e di incominciare la via della salvezza. Probabilmente la Madonna ha visto che forse in pochi hanno deciso per la conversione e per questo ci esorta: “alla conversione personale”. E la Madonna dice che dobbiamo metterci in ascolto dello Spirito Santo: “pregate nella solitudine lo Spirito Santo”.

Cos’è la solitudine? Tu sei solo, se a un dato momento metti il silenziatore alle tue passioni, alle tue angosce, a tutto ciò che ti disturba, e nel silenzio del tuo cuore ascolti la voce di Dio, la voce della Spirito Santo, “affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio”, cioè arrivi a capire che Dio c’è, che Dio è vicino, che Dio ti vuole bene, che Dio ti perdona, che Lui solo è il Salvatore, Lui solo ti dà la felicità, e quindi decidi per Dio! Credo che anche voi sappiate a memoria la preghiera: “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della Tua luce …..”. La  Madonna  ha  voluto che questa preghiera si dicesse a Medjugorje prima della S.Messa della sera, “per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza”. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo per questo tempo tre grazie particolari: la prima grazia è la santità, cioè essere in grazia di Dio, la grazia del perdono, di pentirci dei peccati e poi faremo la Confessione appena sarà possibile, come ha detto il Papa. 

Gesù, apparendo agli Apostoli nel Cenacolo, ha detto: “pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non saranno rimessi”. Che lo Spirito Santo ci purifichi dai peccati che si sono depositati sulla nostra anima, cancelli ogni traccia di male, in modo tale che il nostro cuore diventi il tempio della Santissima Trinità. Perché vivere in grazia di Dio è bello, siamo belli davanti a Dio e siamo belli anche davanti a noi stessi e davanti agli altri. E poi vi consiglio due dei sette doni dello Spirito Santo per questo tempo: il dono della sapienza, che poi è il dono della fede, che ti fa ragionare in termini soprannaturali, ti fa vedere le cose dal punto di vista di Dio, vedere le cose nella luce della verità, della bontà, del perdono, della compassione, nella luce della speranza. Non è un problema di cultura, ci sono persone che hanno poca cultura, ma hanno il dono della sapienza. Chiediamo il dono della sapienza, sentire come Dio sente, pensare come Dio pensa, guardare come Dio guarda. E poi il dono della fortezza, o se volete del coraggio, il coraggio di decidere, il coraggio di fare. Perché oggi siamo in un tempo di battaglia, di combattimento spirituale, per cui noi, animati dalla luce di Dio e dalla sua sapienza, e sorretti dalla sua fortezza, diventiamo testimoni invincibili, guerrieri di Dio invincibili.

Nella seconda parte del messaggio la Madonna ci mette in guardia da una tentazione sottile del demonio e dice: “Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore”. Siamo nel tempo di prova e ci si innervosisce, ci si arrabbia, ci si scoraggia, si diventa pessimisti, si diventa acidi e la prova, che potrebbe essere un’occasione per avvicinarsi a Dio e rinnovare la nostra vita, diventa una trappola nella quale diventiamo persone scostanti, nervose e in questo modo il nostro cuore si indurisce, non solo verso il prossimo, ma anche verso Dio, ci si arrabbia con Dio: “perché hai fatto questo, perché hai permesso questo, cosa abbiamo fatto di male?”. Lasciamoci correggere da Dio, non induriamo il nostro cuore, Dio ci rafforza attraverso le prove, anche attraverso la potatura, il vignaiolo pota i tralci perché i grappoli possano crescere, come dice il Vangelo. E così stiamo attenti in questo tempo di prova, non arrabbiamoci con Dio, ma ringraziamoLo per questa prova, come dice Vicka: “grazie Signore perché la Croce è grazia, grazie Signore perché la Croce è gioia”, “e che la preghiera sia come un deserto”. Impediamo a satana di indurire, di inacidire il nostro cuore, di far sì che la nostra preghiera diventi un deserto, cioè una preghiera dove manca la Divina Presenza, preghiamo, ma non abbiamo aperto il cuore a Dio. Allora, una volta superata questa tentazione, una volta che ci siamo messi nella disposizione di lasciarci illuminare nella luce di Cristo Risorto, arriveremo alla Pentecoste come gli Apostoli che, usciti dal Cenacolo, erano trasformati. La prima predica di Pietro è stata fantastica, non sembrava più lui, un pescatore che parlava in quel modo. “Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite”. E così anche noi saremo il riflesso dell’amore di Dio e testimonieremo Gesù Risorto con le nostre vite. Negli Atti degli Apostoli avete sentito come hanno risposto gli Apostoli alla persecuzione, con che coraggio hanno predicato, con che coraggio hanno affrontato il Sinedrio e hanno detto: “se sia giusto obbedire a Dio o agli uomini, giudicatelo voi, noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Allora li fecero frustare e, una volta liberi, gli Apostoli ripresero a predicare. E così dobbiamo fare anche noi, ma questo esige il dono della sapienza per predicare e il dono della fortezza per resistere alla cattiveria del mondo, dove satana regna, come ha detto la Madonna il 25 marzo 2020. Permettetemi di dirlo che è bello morire come testimoni coraggiosi, perché sappiamo che Cristo ci abbraccerà, e ci dirà: “vieni servo buono e fedele, entra nella gloria del tuo Signore”.

Al termine la Madonna ci dice di stare tranquilli: “Io sono con voi e vi amo tutti, non escludo nessuno, con il mio amore materno”. È l’amore di una madre che copre la moltitudine di tante mancanze. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.Ma quanti hanno risposto alla sua chiamata, lo sa Dio, ha detto la Madonna, speriamo che siano tanti, aiutiamo la Madonna a salvare le anime.

di Padre Livio Fanzaga
Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Publié dans Coronavirus, Fede, morale e teologia, Medjugorje, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

La fede invitta di Maria

Posté par atempodiblog le 11 avril 2020

La fede invitta di Maria dans Commenti al Vangelo La-piet-di-Michelangelo

Tu hai creduto che era il Figlio di Dio Colui che supplicava Dio di non abbandonarLo. Mentre, spezzata dal dolore, Tu Madre, morta col Figlio, tenevi in grembo il Suo corpo senza vita con lo stesso amore con cui lo tenevi da bambino. Tu sola hai creduto con l’eroismo della fede più grande di quella di Abramo, nella gloria imminente della Resurrezione.

Da dove la sorgente segreta della Tua fede vittoriosa che ha consentito a Dio di diventare uomo, affinché l’uomo fosse partecipe della divina natura?

Come potremo noi, uomini di poca fede, sballottati dalle onde del dubbio e dell’incertezza, in ricerca continua di umane sicurezze, trovare un appoggio sicuro per credere?

La fede invitta di Maria sgorga come acqua trasparente dalle sorgenti inesauribili della sua profondissima umiltà.

Un cuore umile, puro e semplice, crede con la fiducia di un bimbo ad ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Anche la Vergine ha udito il sibilo del serpente infrangere l’altissimo silenzio dell’anima che accoglie e medita la Parola di Verità ma il Suo Cuore neppure per un istante ha distolto lo sguardo dalla divina contemplazione per posarsi sui sinuosi ragionamenti dell’antico e viscido seduttore.

 A noi esseri instabili ma assetati di certezze concedi o Vergine fedele di attingere con le labbra alle sorgenti chiare e fresche della Tua umile fede.

di Padre  Livio Fanzaga – Magnificat. Il poema di Maria, ed. SugarCo

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga, Quaresima, Riflessioni, Santa Pasqua, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Nuova fase del piano della Regina della pace

Posté par atempodiblog le 20 mars 2020

Nuova fase del piano della Regina della pace
di padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Nuova fase del piano della Regina della pace dans Apparizioni mariane e santuari Mirjana-Medjugorje

La veggente Mirjana ha avuto la sua ultima apparizione quotidiana il 25 dicembre del 1982. In quell’occasione la Madonna le ha dato un rotolo con scritti i dieci segreti, che dovranno essere rivelati al mondo, tre giorni prima che accadano, da un Sacerdote da lei scelto. In quell’occasione la Madonna ha detto che sarebbe apparsa a Mirjana ogni 18 di Marzo, fino al termine della sua vita. Così è stato anche il 18 Marzo 2020.

Successivamente il 2 febbraio del 1987 la Madonna ha rivelato a Mirjana che le sarebbe apparsa ogni 2 del mese per pregare per i non credenti. Infatti è proprio il 2 di febbraio che la Chiesa celebra la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, quando si legge la profezia di Simeone, riguardo al rifiuto di credere in Gesù da parte di molti, come della spada che avrebbe trapassato l’anima della Madre. Da allora la Madonna, per ben 33 anni, ha iniziato una straordinaria evangelizzazione rivolta in particolare ai non credenti, a “coloro che non conoscono l’amore di Dio”, la maggioranza dei quali sono dei battezzati che hanno perso la fede.

Nessuno, neppure Mirjana, sapeva quanto sarebbe durata questa iniziativa della Madonna. Ebbene, al termine della apparizione del 18 marzo 2020, la Regina della pace ha rivelato che non sarebbe più apparsa il 2 del mese. Si tratta di una decisione di grande importanza, che indica una nuova fase del piano di Maria e l’avvicinarsi del tempo dei segreti, dei quali Mirjana stessa è depositaria.

Nel frattempo però tre veggenti (Marija, Ivan e Vicka) hanno ancora le apparizioni quotidiane e ad essi la Madonna dà i messaggi, in particolare a Marija ogni 25 del mese. Essi devono ancora ricevere il decimo segreto, prima che incominci la loro rivelazione al mondo.

Attraverso la veggente Vicka la Madonna ha assicurato l’apparizione quotidiana ad uno di questi tre veggenti fino alla fine dei segreti. Le apparizioni quotidiane della Madonna, continueranno quindi fino al raggiungimento del tempo di pace per tutta l’umanità.

In questo suo ultimo messaggio a Mirjana la Madonna ci chiama ad aiutarla a cambiare il mondo e far vincere il suo Cuore Immacolato. Tocca a noi farlo testimoniando la Verità e l’Amore che vengono da Dio.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Medjugorje, Padre Livio Fanzaga | Pas de Commentaire »

Le tentazioni di Gesù nel deserto

Posté par atempodiblog le 29 février 2020

Le tentazioni di Gesù nel deserto
Tratto da: L’ora di Satana (L’attacco del Male al mondo contemporaneo) di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti, Ed. Piemme

Le tentazioni di Gesù nel deserto dans Anticristo Cristo

Se Gesù è il nuovo Adamopossiamo dire che nell‘episodio delle tentazioni del deserto è come se la nuova umanità celebrasse in Cristo la prima vittoria sul Demonio, in virtù di quella grazia divina che rende possibile, per ogni uomo che la domandi, il resistere agli assalti satanici. In Gesù tentato vediamo però anche le nostre tentazioni, quasi come se i Vangeli offrissero una sintesi di quelle prove cui l’umanità tutta è sottoposta da Satana quando questi tenta di blandirne il cuore. Vorrei dunque chiederti di esaminarle nello specifico, per metterne in rilievo il valore di esemplarità rispetto alla vita di ogni uomo.

Intanto bisogna tener presente che le tre tentazioni hanno un filo conduttore, poiché Satana le ha ben preparate, le ha elaborate con calma. Non è che Gesù Cristo va nel deserto e lui lo tenta subito: no, aspetta! Per quaranta giorni Gesù prega e ha fame. Il Nemico studia bene l’avversario e i punti deboli e solo dopo parte all’attacco. Il Diavolo sa benissimo che questo è il Messia, e allora cosa fa? Gli confezione su misura tre tentazioni con cui poterlo sviare dal disegno messianico, verso una prospettiva unicamente terrena, svincolata dal messianismo del servo sofferente, sciolta dal disegno del Padre, che vuole che il Figlio, nell’umiltà e nell’obbedienza, porti su di sé i peccati del mondo fino all’annientamento di se stesso. Questa è l’ottica delle tre tentazioni: offrire a Gesù il miraggio di un trionfo politico e umano.

Entrando poi nello specifico delle tre tentazioni, quella del pane è la più importante, a mio parere, perché mette bene in evidenza, nella risposta di Gesù, come non di solo pane viva l’uomo (Lc 4, 4). Mentre tutte le culture passate – di tutti i tempi e di tutte le religioni- hanno sempre ritenuto che l’uomo avesse due dimensioni, essendo dotato di corpo ma anche di anima, e quindi che avesse fame del pane, ma anche di assoluto, di verità, di vita eterna, di immortalità, oggi all’opposto la cultura dominante ci vuole presentare l’uomo in una prospettiva ridotta, monca, come un semplice animale. Destinato dunque a soddisfare solo i desideri della carne e gli istinti più bassi. Certo, vi sono istinti più raffinati –la gloria, il potere, gli onori- ma in ultima analisi sempre di “carne” in senso paolino si tratta (Rm 8, 6-7). La filosofia di vita su cui si fonda questa opzione per la carne è quella secondo cui l’esistenza umana sarebbe limitata all’orizzonte terreno, per cui essendo “tutto qui”, tanto varrebbe godersi la vita. Citando magari a conferma di questa opzione esistenziale proprio una frase della Bibbia: “Polvere tu sei e in polvere ritornerai” (Gen 3, 19), deformandone il significato – ecco l’opera di Satana l’Ingannatore! – nel senso di ridurre la vita alla sola prospettiva intramondana e dunque al solo desiderio di pane terreno. E così oggi la gente non pensa più alla vita eterna. Ecco perché nei messaggi dati a Medjugorje la Regina della Pace non si stanca di ricordarci che la vita terrena passa e solo l’eternità resta, spronandoci a tendere al Cielo che è l’unica meta della nostra vita! Cioè la Madonna stessa sta lottando contro la tentazione di concepire la vita come un’avventura mondana, dove l’uomo si nutre delle cose di questo mondo e poi sparisce. Ma Gesù ci dice :”Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4), ricordandoci con ciò che l’uomo è stato creato con un’anima immortale, che l’uomo è capace di cibarsi della Verità di Dio, dell’Amore di Dio, e che l’immortalità oltre la morte è il nostro destino. Questa certamente è la più attuale delle tre tentazioni.

La seconda tentazione – quella per cui Satana, condotto Gesù sul pinnacolo del tempio, lo sfida: “Se tu sei il Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti porteranno nelle loro mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra” (Mt 4,6)- rappresenta un pericolo assai diffuso nel mondo contemporaneo, e apparentemente in contraddizione con la visione intramondana di cui dicevamo prima: è la tentazione di voler sfidare Dio a dare prova di essere veramente Dio, è il desiderio e la pretesa di vedere segni e miracoli. In fondo, mancando oggi la vera fede, non restano che i falsi profeti, i quali faranno prodigi e portenti, dice Gesù, capaci di ingannare molti (Mt 24, 24). Bisogna pensare che dietro a tutto questo c’è Satana, poiché l’Anticristo verrà con potenza diabolica, facendo cose strepitose, e ingannerà molti. La seconda tentazione la vedo dunque come una messa in guardia contro i falsi profeti, anticipando un tema che percorre variamente il Nuovo Testamento, fino all’Apocalisse (Ap 13), laddove si parla della Bestia che sale dal mare, del falso profeta che ha il volto di pecora ma la voce di drago, della falsa religione, dei falsi segni, che sono spettacolari – gèttati giù dal tempio!- ma fini a se stessi. Mentre il miracolo di Gesù esprime la compassione, l’amore, la pietà di Dio, i degni di Satana sono spettacolari, sono quelli che attirano, che incantano e , nella cornice dell’impostura anticristica, si moltiplicano, e la gente crede, si lascia attirare, si fa ingannare,  e questa seconda tentazione ha preso il volto di una delle bestie dell’Apocalisse, che vedremo meglio più avanti. Indubbiamente, per vincere questa tentazione, oggi ci vuole molta attenzione, ci vuole molto discernimento spirituale, bisogna vigilare e pregare, e pregare, e soprattutto non allontanarci mai dal vero profeta, che è il papa, vicario di Cristo.

In merito al discernimento degli spiriti e dei segni, bisogna sempre tener presente un insegnamento che ricaviamo da San Giovanni della Croce, nella Salita al monte Carmelo. Questo dottore conduce un attento esame di tutti i fenomeni mistici e arriva a dire che tutti possono essere imitati da Satana – che, in quanto imitatore è detto anche la “scimmia” di Dio-, tutti tranne uno: l’unico fenomeno mistico che il Diavolo non riesce a imitare sono i tocchi dello Spirito Santo sulla punta dell’anima, sono i tocchi divini, sono i baci d’amore interiori, fenomeno mistico così profondo che il maligno non riesce a riprodurlo. Però ricordiamo che tutti gli altri fenomeni mistici possono essere perfette imitazioni diaboliche. Basta ricordare il proliferare di veggenti che si ebbe a Lourdes dopo le prime: erano almeno cinquanta, e un caso risultò così verosimile che il primo biografo di Lourdes, Jean-Baptiste Estrade, diceva: ma questa qui è ancora migliore di Bernadette! Questo – altri casi che potrei citarvi – solo per dirvi che sono tempi in cui il demonio si dà molto da fare con segni e prodigi che cercano di imitare quelli veri ma che, per lo natura, hanno dentro qualcosa di satanico, che solo con il discernimento si può mascherare.

Parlando di falsi profeti e di falsi segni, ecco che torna ancora la figura di Satana come Ingannatore. A questo punto penso che si possa dunque esaminare la terza tentazione di Gesù nel deserto, quella in cui il Diavolo lo sfida ad adorarlo come Dio, come vertice assoluto di quella menzogna e di quell’inganno che costituiscono le trame più profonde delle tentazioni diaboliche contro il Figlio di Dio e contro l’umanità.

Con la terza tentazione (Lc 4, 5 – 8) si entra decisamente nell’orizzonte dell’inganno anticristico – che la Chiesa Cattolica chiama impostura anticristica – che percorre tutta la storia della Chiesa fino alla cosiddetta “massima impostura anticristica” (CCC 675-677). Quest’ultima consiste nell’abiura della verità, nell’illusione che l’uomo possa salvare se stesso con le sue sole forze, per cui l’uomo indica se stesso come Dio e immagina di salvarsi come Dio, rischio dal quale Benedetto XVI ha messo più volte in guardia fin dall’inizio del suo pontificato. La stessa prospettiva dell’uomo che crede di essere il padrone del mondo è in realtà uno strumento del demonio. Si tratta cioè di un’illusione, con la quale il diavolo inganna l’uomo, lo allontana da Dio, per far sì che adori il “Principe di questo mondo”. Insomma, la terza tentazione denuncia proprio l’illusione anticristica anticipando quella società anticristica in cui l’uomo che vuole fare a meno di Cristo dice: i padroni del mondo siamo noi, Dio non c’è, c’è solo l’uomo; l’uomo capisce, è intelligente, ha la potenza, sa salvare se stesso. Ma così facendo la società che rifiuta Dio si prepara a diventare strumento del Principe delle tenebre e ad adorare il Principe di questo mondo.

Esaminando le tre tentazioni, vorrei ancora precisare come quello delle tentazioni di Gesù nel deserto sia un discorso ‘aperto’ – “dopo aver esaurito ogni tentazione, il Diavolo si allontanò da Lui fino al momento fissato” (Lc 4,13) –, non concluso, poiché Satana avrebbe cercato di tentare Gesù successivamente, in particolare in vista della Passione. Ma intanto Gesù ha conquistato una prima vittoria nel deserto, poiché ha respinto il falso messianismo, confermandosi il servo sofferente di Jahvé, che porta la croce nell’umiltà, nel compimento della volontà del Padre, fino alla Passione che Gesù ha affrontato liberamente e che anzi ha desiderato. E nella Passione Gesù accetta fino in fondo il piano del Padre, che ha voluto che il Figlio fosse il servo sofferente, che porta su di sé tutti i peccati degli uomini, che li espia con il suo amore, che li brucia con il suo amore e con la sua obbedienza. Infondo, tutto il peccato del mondo consiste nel disamore, nel disprezzo, nella disobbedienza e nel rifiuto di Dio. Queste sono le radici di tutti i peccati dell’umanità. Gesù, nel suo cuore, con la sua umiltà, con la sua obbedienza al Padre, con il suo amore per il Padre e per gli uomini, con il suo perdono, ha bruciato tutto il male del mondo, ha bruciato tutti i peccati del mondo.

La redenzione è avvenuta nel cuore di Cristo. Cristo è il braciere in cui tutto il peccato, tutto l’odio, il disamore del mondo sono stati bruciati. Ecco quindi il profondo valore redentivo della vittoria di Cristo sul tentatore nel deserto: vincendo Satana, Gesù ha respinto un messianismo terreno di autoglorificazione, scegliendo e accettando di essere il servo sofferente che dentro di sé, con la sua umiltà e con il suo amore, ha bruciato i peccati del mondo per cui in quel cuore noi tutti troviamo la salvezza.

Publié dans Anticristo, Commenti al Vangelo, Diego Manetti, Fede, morale e teologia, Padre Livio Fanzaga, Quaresima, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Il Vangelo perfeziona il Decalogo

Posté par atempodiblog le 15 février 2020

Il Vangelo perfeziona il Decalogo
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Il Vangelo perfeziona il Decalogo dans Commenti al Vangelo Mos-riceve-le-tavole-della-legge

(Sir 15, 15-20; 1 Cor 2, 6-10; Mt 5, 17-37)

Gesù conferma la santità del Decalogo 
Giustamente si afferma che la morale evangelica è una morale basata sull’amore. Amore verso Dio innanzi tutto: Dio amato con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze. In intima unione con l’amore di Dio vi è poi quello del prossimo, che ognuno deve amare come se stesso. Il Vangelo ci svela la misura sconfinata di questo amore, prendendo come riferimento quello infinito di Gesù, che ha amato il Padre e gli uomini fino a sacrificare la propria vita.

Tuttavia la morale evangelica, proposta da Gesù nel discorso della montagna, non sostituisce, ma al contrario conferma la legge del Decalogo, data a Mosè sul monte Sinai. “Non pensare”, dice, “che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti”. Non vi è dubbio, caro amico, che non è immaginabile nessun cammino di santità che non abbia come base i dieci comandamenti. Essi sono il fondamento insostituibile della moralità, nei quali si riflette la legge eterna di Dio che nessuno può mutare, o sostituire o abolire.

In sé e per sé i comandamenti, anche se nella loro completezza e chiarezza sono stati rivelati da Dio, appartengono a quella legge morale naturale che il Creatore ha scritto nell’anima e nella coscienza di ogni uomo. Essi sono la base della moralità universale e il fondamento di tutti gli autentici diritti umani. Nei dieci comandamenti si riflette la santità di Dio e nessun comportamento umano, che voglia essere morale, può minimamente discostarsi da loro. Non illuderti di essere una persona religiosa se non hai fondato la tua vita su questo fondamento eterno della moralità.

Gesù completa e perfeziona il Decalogo
Gesù ribadisce la necessità del Decalogo, ma nel medesimo tempo lo completa e lo perfeziona. “Non sono venuto per abolire”, afferma, “ma per dare compimento.” Gesù completa il decalogo nel senso che lo riporta alla radice dell’amore e nel medesimo tempo svela quei confini divini dell’amore che Mosè e i profeti non conoscevano. Anzi possiamo dire che è proprio la radice dell’amore che marca la differenza fra la legge di Mosè e quella di Cristo: “Vi do un comandamento nuovo: Amatevi come io vi ho amato”, dice Gesù.

Che cosa significa questo per la nostra vita spirituale? Significa che nel nostro cammino di santità dobbiamo incominciare con l’osservanza dei dieci comandamenti. Essi sono come le fondamenta del nostro edificio spirituale. Quando potremo dire di osservarli, allora inizia per noi quel cammino ascendente dell’amore, che ci porta alle più alte vette della vita mistica. Sappi però che sono illusorie e ingannevoli certe forme di misticismo, fuori e dentro il cristianesimo, dove l’esperienza di unione con Dio non si fonda su una solida piattaforma morale.

Non c’è mistica autentica senza moralità. Una vita spirituale genuina ha sempre alla base i dieci comandamenti.

Gesù interiorizza il Decalogo
Gesù dunque conferma il Decalogo e ne fa la base del comandamento nuovo dell’amore. Ma questo non è tutto. L’opera di perfezionamento e di approfondimento di Gesù non riguarda soltanto la formulazione della legge morale, ma anche il nostro modo di osservarla. Conosci certamente le aspre polemiche di Gesù nei confronti di scribi e farisei. Gesù critica in loro due gravi difetti. Innanzitutto il fatto di aver appesantito i comandamenti divini con una lunga serie di precetti umani. Ma più ancora denuncia una osservanza della legge morale solamente esteriore, che non comporta l’adesione del cuore.

Questo è un punto di fondamentale importanza. L’osservanza della legge di Dio deve partire dal cuore. In ultima istanza deve essere sempre un atto di amore. Nella prospettiva cristiana il cuore è il centro della vita morale. E’ nell’intimo della persona umana che nasce la moralità, la quale poi si esprime in comportamenti esteriori. Gesù critica i farisei perché il loro agire esterno è inappuntabile, ma dentro si sé covano il male.

Un cuore puro, aperto alla voce di Dio, è il segno inequivocabile di una autentica moralità. Un cuore puro è la misura della santità. Il Vangelo giustamente sottolinea l’importanza dell’intenzione che sta alla base del nostro agire. Non pochi peccati si consumano nell’intimo di noi stessi, dove soltanto Dio vede. Chi può conoscere le invidie, le gelosie, le mormorazioni, i pensieri malvagi, le maledizioni e cose di questo genere che fermentano nel cuore, inquinandolo, senza che poi si esprimano all’esterno? Caro amico, prima ancora del tuo comportamento esterno, al quale tieni per essere approvato dagli uomini, sorveglia i pensieri e sentimenti presenti nel tuo cuore, che Dio vede e giudica e preoccupati che siano sempre limpidi e irreprensibili.

La legge morale è una e immutabile
Oggi si ama parlare di pluralismo etico e di evoluzione della morale sono affermazioni che nascondono la volontà degli uomini di stabilire loro, secondo i propri criteri e le proprie convenienze, ciò che è bene e ciò che è male.

In realtà esiste una sola legge morale, le cui tracce sono presenti nelle varie culture dell’umanità, ed è quella dei dieci comandamenti essa è impressa nella ragione umana, la quale, se non si lascia offuscare dalle passioni, è ben capace di riconoscerla. Non può esistere una parte del mondo in cui l’adulterio sia un bene e un’altra in cui sia male.

Allo stesso modo occorre affermare che non esiste una evoluzione della morale. Ciò che era male ieri, lo è anche oggi la violazione di uno solo dei comandamenti sarà sempre male, fino alla fine del mondo.

Di qui la necessità della fedeltà, specialmente da parte di chi deve custodire e insegnare la legge di Dio. Oggi, come ieri, abbiamo bisogno di voci, come quelle del Battista, che sappiano dire: “Non ti è lecito!”.

La legge di Dio è santa
Ciò che colpisce nel Decalogo e nell’approfondimento che ne ha fatto Gesù nel discorso della montagna, è il suo altissimo ideale di perfezione. In  nessun’altra cultura umana e in nessun’altra religione potresti trovare una proposta morale così pure ed elevata. Si tratta veramente di una moralità di origine divina, alla quale gli uomini da soli non darebbero mai pervenuti.

Dobbiamo confessare dall’intimo del cuore che la legge di Dio è santa e conduce alla santità. L’uomo di buona volontà ha davanti a sé un cammino sicuro, che lo porta alla piena realizzazione di se stesso, nel perfetto amore per Dio e per il prossimo.

Non avere esitazioni, caro amico. Viviamo in tempi in cui gli uomini ingannano se stessi, proclamando abolita o superata la legge di Dio. Ma intanto si degradano nei vizi e nella schiavitù del male. Tu segui il cammino che Gesù ti indica e farai l’esperienza di una particolare beatitudine, di cui parla il salmista: “Beato è l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore”.

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

La santità del perdono

Posté par atempodiblog le 6 février 2020

La santità del perdono
di padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Messaggio del 25 gennaio 2020 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje

“Cari figli!
Oggi vi invito a pregare ancora di più finché nel vostro cuore sentiate la santità del perdono. Nelle famiglie ci deve essere la santità perché figlioli, non c’è futuro per il mondo senza amore e santità, perché nella santità e nella gioia voi vi donate a Dio Creatore il quale vi ama con amore immenso. Per questo mi manda a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La santità del perdono dans Apparizioni mariane e santuari Gospa-Medjugorje

Trascrizione del commento di padre Livio Fanzaga al messaggio della Regina della Pace dato a Marija il 25 gennaio 2020

Questo messaggio della Regina della Pace è molto breve, però contiene  concetti fondamentali e va interpretato guardando alle parole che vengono usate.
La Madonna dice la parola “santità” per ben quattro volte, quindi certamente questo è il concetto che Le sta più a cuore.
Tuttavia il messaggio inizia con l’invito a pregare di più e la Madonna rinnova questo invito quasi in ogni messaggio e il 25 luglio 2019 ha detto: “la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte”.
Pregare è fondamentale perché nella preghiera incontriamo Dio e facciamo l’esperienza del Suo amore, nella preghiera vediamo noi stessi nella Luce di Dio e prendiamo anche le decisioni fondamentali della nostra vita.
La Madonna sa che, se invita alla santità, rischia di trovare in noi un certo scetticismo, perché pensiamo a persone che fanno digiuni, sacrifici, fanno cose straordinarie, fanno addirittura miracoli! E questo tipo di santità non è alla portata di tutti.
La santità è invece un’opzione possibile anche a quelli che vivono nel mondo, qualsiasi età abbiano, come Lei ha detto:“a qualsiasi età, potete iniziare a diventare Santi”.
Allora la Madonna ci invita, come primo passo, a crescere nella preghiera per chiedere il contatto con Dio, l’esperienza del Suo amore.

Dunque dobbiamo sostare nella preghiera, vivere nella preghiera finché in noi nasca il desiderio di essere Santi, di piacere a Dio, di essere puliti, di avere un cuore aperto al Suo amore, di essere tutti Suoi.
Questo desiderio deve nascere in noi, perché finché non c’è questo desiderio, tutti gli inviti a diventare santi, rischiano di essere come quei semi che cadono sulle pietre e non fruttificano.
In questo messaggio la Madonna vuol parlare di un tipo particolare di santità che è alla portata di tutti e che è importante, soprattutto nella vita quotidiana: la Santità che consiste nella capacità di perdonare.
È bellissima questa espressione della Madonna “la santità del perdono”.
E la Madonna fa riferimento alla santità delle famiglie che consiste nel far sì che nelle famiglie ci sia la capacità di perdonare. 

Perché la Madonna insiste sulla santità del perdono nelle famiglie?
Perché oggi le famiglie si dividono.
Ci sono tante famiglie che cominciano bene, ma dopo un po’ si sgretolano, si rovinano, perché? 
Perché iniziano le incomprensioni, le ripicche, incominciano le vendette, si rompe quel rapporto meraviglioso che è l’amore tra lo sposo e la sposa e arriva il momento in cui uno dei due chiede la separazione.
Ma prima di arrivare a questo c’è una fase di degrado dei rapporti quotidiani, degrado del dialogo, della comprensione, dell’aiuto reciproco.
Nelle famiglie ci saranno sempre tensioni e incomprensioni, fa parte della natura umana e anche alla diversa psicologia tra l’uomo e la donna, allora ci vuole sempre una grande capacità di accettazione reciproca, ma soprattutto una grande capacità di capire e di perdonare.
Mai chiudere la giornata voltandosi le spalle, non dandosi la “buonanotte”, e mai incominciare la giornata come estranei, uno mangia da una parte e l’altro dall’altra e neanche ci si saluta, neanche ci si dice “buongiorno”.

E l’invito della Madonna è questo: “vivete la santità familiare”, sempre disposti a perdonare chiedendo il perdono reciproco.

Bisogna essere capaci di chiedere perdono anche quando si pensa di aver ragione, perché molte volte manca chi fa il primo passo.
Fai tu il primo passo, così rompi i muri della separazione e in questo modo impediamo al demonio di operare, impediamo al demonio di rompere i rapporti tra lo sposo e la sposa, fra i genitori e i figli e anche fra i fratelli.
La capacità di perdonare, di non fare ripicche, di non farla pagare, di non indurire il cuore è fondamentale per evitare la disgregazione delle famiglie.
Poi la Madonna passa dalle famiglie al mondo e nel messaggio del 25 novembre 2019 ha detto: “i cuori sono pieni di odio e di gelosia”.
Quindi questa santità del perdono, che deve cominciare nella vita familiare, deve poi estendersi in tutti i rapporti umani, nei rapporti tra le nazioni, non deve vigere la legge “occhio per occhio, dente per dente”, tu lanci un missile, io te ne lancio due, in questo modo si va verso la guerra.
Ci vuole lungimiranza, intelligenza, ci vuole quella superiorità spirituale per saper dire “soprassiedo, non è necessario farla pagare”.
Nella Bibbia Dio perdona e ritira tutti i castighi che aveva promesso, basta che il popolo si penta, il perdono di Dio richiede il nostro pentimento.
Nell’evento cristiano Gesù si fa Agnello di Dio che espia i nostri peccati per nostro amore, e, dopo la morte in Croce, dopo aver versato il suo sangue col quale ci lava, appare nel Cenacolo agli Apostoli risorto e dice: “ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi”.

Il Cristianesimo è l’unica religione che ha come chiave fondamentale il perdono, il perdono che Dio dà a noi e il perdono che noi dobbiamo dare agli altri, ed è in questo modo, dice la Madonna, attraverso il perdono che vi date tra di voi, che voi assicurate il futuro al mondo.
Noi pensiamo che il futuro è messo in forse dai cambiamenti climatici, è messo in forse dalle armi atomiche, dalle armi chimiche e batteriologiche, certamente, ma la Madonna ci porta a un piano superiore, e ci dice che il futuro del mondo è messo in forse dall’odio, dalla cattiveria, dalla vendetta e che noi possiamo assicurare il futuro del mondo con la santità del perdono, la santità dell’amore, in modo tale che la gioia e l’amore prendano il sopravvento.

La Madonna ci chiama a lavorare sul nostro cuore.
Nel nostro cuore ci sono tanti virus pericolosi: la gelosia, l’invidia, la vendetta, “gliela faccio pagare”, “gli faccio vedere io chi sono”, tutte cose che poi portano alle tragedie.

Possiamo guarire con la preghiera, nella preghiera abbiamo l’amore di Dio e, con la consapevolezza che Dio ci perdona, noi facciamo lo stesso nelle nostre famiglie e nei rapporti umani.
E così si assicura il futuro del mondo attraverso il perdono.
Attraverso la preghiera riscopriamo il desiderio di santità, riscopriamo l’importanza del perdono in un mondo che, dice la Madonna, è in guerra perché i cuori sono pieni di odio e di gelosia.      

Che grazia immensa avremmo, se prendessimo la Madonna come Madre e Maestra: andremmo veloci nel cammino di santità. 

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Medjugorje, Misericordia, Padre Livio Fanzaga, Perdono, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Il giorno del tuo battesimo è scritto nei cieli

Posté par atempodiblog le 12 janvier 2020

Il giorno del tuo battesimo è scritto nei cieli dans Commenti al Vangelo Battesimo

Il giorno del tuo battesimo è scritto nei cieli
Anche noi cristiani ricordiamo più facilmente il giorno della nostra nascita di quello del nostro battesimo. Sulla carta di identità, che portiamo sempre con noi, abbiamo scritto quando siamo nati. Per avere il certificato di battesimo invece dobbiamo andare a richiederlo nella parrocchia dove siamo stati battezzati. Bisogna studiare un modo semplice perché tutti i cristiani si ricordino quando e dove hanno ricevuto il battesimo. In questo modo potrebbero più facilmente celebrare questa splendida ricorrenza e visitare il fonte battesimale dove sono diventati figli di Dio. Non vi è dubbio infatti che il giorno in cui sei stato battezzato è ancora più importante di quello della tua nascita. Infatti in quel giorno da semplice creatura di Dio, sei diventato suo figlio e il tuo nome è stato scritto nel libro di coloro che hanno diritto, per la grazia santificante ricevuta, alla gloria e alla gioia del Paradiso.

Col battesimo hai ricevuto la grazia santificante
Mi stupiscono quei genitori che ritardano negligentemente il battesimo dei loro figli. Una volta mi sono arrabbiato con un giovane di quelli che si dicono “cristiani impegnati”, ma che aveva deciso di non battezzare il suo bambino, finché non avesse deciso lui stesso, una volta pervenuto all’età adulta. Evidentemente non si rendeva conto di quali immensi benefici privava suo figlio. Col battesimo infatti veniamo purificati dal peccato di origine, nel quale siamo nati e che ci priva di Dio. Siamo rivestiti della grazia santificante e diveniamo tempio della Santissima Trinità.

Tratto da: Desiderio d’infinito. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Divisore dans San Francesco di Sales

Rinnova spesso le promesse del tuo battesimo
Nel giorno del tuo battesimo i genitori hanno assunto al tuo posto gli impegni del buon cristiano davanti alla comunità. Ora devi essere tu a rinnovare la tua fede, la tua adesione a Cristo e il tuo impegno per la Chiesa. Nella festività di oggi, come nella notte del Sabato santo e nell’anniversario del tuo battesimo, rinnova con fervore le tue promesse battesimali e ringrazia Dio per averti dato un dono di cui non ne esiste uno più grande.

Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La divina maternità di Maria e la pace

Posté par atempodiblog le 1 janvier 2020

La divina maternità di Maria e la pace
Nel grembo verginale è nata la pace
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

La divina maternità di Maria e la pace dans Fede, morale e teologia Padre-Livio

In questo primo giorno dell’anno, quando la liturgia celebra la divina maternità di Maria, la Chiesa, nella persona del grande papa Paolo VI, ha istituito la giornata mondiale di preghiera per la pace. Esiste un legame strettissimo, direi vitale, fra la divina maternità di Maria e la pace. Che cos’è, infatti, la pace se non quel dono divino che Maria offre a questo mondo inquieto nel momento in cui genera Gesù Cristo?

La pace, prima ancora di essere un dono, è una persona. E’ la stessa persona di Gesù, nella quale si riconciliano, stringendo un’alleanza eterna, Dio e l’uomo. Come l’amore ha la sua sorgente in Dio, così è per la pace. Come non può esistere un amore autentico che non abbia in Dio la sua fonte, così non può esistere una pace che non sia partecipazione alla pace divina.

La pace, prima ancora che riguardare i rapporti fra gli uomini, riguarda la relazione di tutti e di ognuno con Dio. Gli uomini sperimentano l’inimicizia e la divisione, perché non sono in pace con Dio. E’ la rottura del legame di sottomissione e di amore della creatura col Creatore a rendere l’uomo lupo all’uomo.

Dopo la ribellione dei progenitori, la discordia è entrata nel mondo. Tradita l’amicizia con Dio, gli uomini si fanno guerra a vicenda. Il dissidio entra nei rapporti di coppia, mentre il gesto di Caino che uccide Abele si ripete e si dilata nella storia, formando un torrente impetuoso di sangue, che nell’ultimo millennio è sfociato nell’orribile tragedia di due guerre mondiali.

E’ nel grembo di Maria che germoglia il nuovo mondo della pace. E’ il Figlio suo, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, la radice e la fonte perenne della pace.

Publié dans Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

Chiediamo a Giuseppe di preparare il nostro Natale

Posté par atempodiblog le 23 décembre 2019

Chiediamo a Giuseppe di preparare il nostro Natale
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Chiediamo a Giuseppe di preparare il nostro Natale dans Avvento Santa-Famiglia

Non temere di prendere con te Maria
Giuseppe temeva di prendere con sé Maria come sua sposa. Il mistero di santità e di grazia che avvolgeva la Vergine Madre lo sovrastava e lo intimoriva. In lui non c’era il dubbio, ma quel timore santo che il soprannaturale incute ogni volta che si manifesta. L’invito dell’Angelo di non temere a prendere con sé Maria, lo rinfranca e lo incoraggia sulla via dell’accoglienza della volontà di Dio.

Questo invito dell’Angelo conserva una validità permanente, fino alla fine dei tempi. È un invito a ogni cristiano a non temere di accogliere Maria nella propria vita. Abbiamo forse paura che, prendendo con noi Maria, lasciamo da parte il Signore? Quale stoltezza in questo dubbio diabolico.

Rifletti, caro amico. Non è forse vero che Giuseppe prendendo con sé Maria come sua sposa, ha accolto anche Gesù? Non è forse che attraverso Maria è diventato padre putativo di Gesù? E per mezzo della Madre che abbiamo in dono il Figlio. A volte noi dimentichiamo la più evidente delle verità, e cioè che è stata Maria a concepire, a portare nel grembo e a donare al mondo il Figlio di Dio. Anche la Chiesa, come Giuseppe, accoglie il Salvatore dalle mani di Maria.

Verso il Natale con Giuseppe
Giuseppe ha avuto la missione specialissima di preparare il primo Natale. È Lui che conduce Maria nel lungo viaggio, mentre il bimbo divino nel grembo attende impaziente il momento di aprire gli occhi sul mondo degli uomini. È lui che cerca ansioso un alloggio adatto per loro. È lui che conduce Maria nella grotta, rifugio di animali, la pulisce e la riscalda. È 
lui che accoglie i pastori, mostrando loro il Bambino e la Madre.

Questo compito Giuseppe lo svolge volentieri per la Chiesa tutta e per ognuno di noi. Chiediamo a Giuseppe di preparare il nostro Natale. Lui ci aiuterà a mettere Maria e Gesù al centro dei nostri cuori e delle nostre famiglie. Chiediamo a Giuseppe di proteggere dal maligno la pace e la gioia che il Natale porterà ancora una volta a questo mondo triste e inquieto.

Chiediamo anche a Giuseppe di aprire il cuore a tanti padri, perché scoprano il grande dono e la responsabilità della paternità. Come Giuseppe, anche i padri siano custodi della fede e della santità delle loro famiglie.

Publié dans Avvento, Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga, San Giuseppe, Santo Natale | Pas de Commentaire »

«TUTTA BELLA SEI MARIA»

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2019

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (8 dicembre)
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

«TUTTA BELLA SEI MARIA» (Gn 3, 9-15. 20; Ef 1, 3-6. 11-12; Lc 1, 26-38)

«TUTTA BELLA SEI MARIA» dans Avvento Hail-Mary

Maria è immacolata perché madre di Dio
La festività dell’Immacolata Concezione è un sole di purissima luce soprannaturale che risplende in questo periodo di Avvento e che illumina i nostri passi sulla via del Natale. Non è un caso che questa festa sia collocata in un periodo liturgico nel quale ci disponiamo ad adorare il Bambino divino che Maria ha dato alla luce e donato al mondo.

Infatti come avrebbe potuto il Figlio di Dio farsi uomo se non nel grembo verginale di una creatura che mai, neppure nel primo istante del suo concepimento, era stata sfiorata dall’impero del male? Non si comprende il privilegio di Maria di essere concepita senza macchia di peccato originale se non in vista della sua divina maternità. Non è un caso che la santa Vergine a Lourdes abbia atteso il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione e dell’Incarnazione del Verbo, per rivelare il suo nome di Immacolata Concezione.

E’ in vista dell’Incarnazione e per realizzare il suo piano di salvezza che Dio preserva Maria dalla legge universale del peccato originale, che tocca tutti i figli di Adamo. La Madre di Dio non poteva che essere la tutta santa. Questa è la convinzione che il popolo cristiano ha avuto fin dalle origini e che ha strenuamente difeso lungo il corso dei secoli, fino alla solenne proclamazione del dogma da parte del Papa Pio IX.

L’angelo Gabriele la chiama “Piena di Grazia” proprio nel momento in cui sta per divenire Madre di Dio. Colei che fu profetizzata essere nemica strenua del serpente infernale, non poteva certo portare  il veleno del male nel suo sangue. L’inimicizia tra Maria e Satana non poteva ammettere nessun compromesso e nessuna violazione della sua sublime santità. […]

Anche Maria ha fatto un cammino di santità
Maria è la “Tutta Santa” fin dal momento in cui viene creata. Ma anche di lei occorre dire che ha fatto un cammino di Santità. Il Figlio di Dio non cresceva forse in sapienza, età e grazia? I grandi privilegi di Maria non devono offuscare i suoi meriti. Se non avesse meritato non avrebbe cooperato all’opera di redenzione.

Maria ha fatto crescere nel suo cuore i semi di grazia di cui era ricolma, fino a portarli a una pienezza e a una perfezione assolute. Maria è andata crescendo nella grazia perché corrispondeva alla grazia. Dio poteva riversare nel suo cuore grazia su grazia perché la Vergine di Nazareth era un abisso di umiltà. L’umilissima non montava in superbia per i doni ricevuti e tanto meno se ne appropriava.

Anche Maria è stata tentata, ma l’avversario non ha mai potuto neppure sfiorare la sua anima splendente di luce fulgidissima. Chi può comprendere quale fu la fede di Maria, la sua speranza, la sua carità, il suo zelo, il suo coraggio, la sua obbedienza, la sua fortezza, la sua generosità? Tutte le sue virtù crebbero in Maria fino a una perfezione irraggiungibile, alimentate dal fuoco ardente dell’amore e radicate nel terreno profondo dell’umiltà.

La santità di Maria è dono e merito. E’ grazia smisurata e corrispondenza perfetta.

Maria è il segno della vittoria sul male
La “Tutta Santa” è un invito alla santità che Dio rivolge agli uomini attraverso di Lei. A questo mondo che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte è stato dato un segno di speranza. Il male non è onnipotente, il male non è l’ultima parola, il male è stato vinto. Il vincitore del demonio è Cristo e il primo e più grande frutto della sua vittoria si chiama Maria.

In Maria risplende in tutto il suo fulgore la potenza della grazia sul fango del peccato. A noi, che gemiamo sotto l’oppressione del potere delle tenebre sono date di nuovo la forza e la speranza. Maria è il segno celeste del riscatto, Maria è l’Alleluia del trionfo, è l’amen che suggella la sconfitta di Satana.

A Lourdes l’Immacolata è apparsa in una grotta rifugio di animali. Dall’alto illuminava col suo candore celeste un antro oscuro e immondo come il nostro cuore peccatore. Come non vedere in questa immagine un invito a lasciare una vita di peccato, per iniziare un cammino di conversione e di santità, lasciandoci guidare da Colei che è lo “Splendore di grazia”?

Publié dans Avvento, Fede, morale e teologia, Libri, Padre Livio Fanzaga | Pas de Commentaire »

Quello che è in gioco in questo tempo è la fede

Posté par atempodiblog le 1 décembre 2019

Quello che è in gioco in questo tempo è la fede

Quello che è in gioco in questo tempo è la fede dans Anticristo La-Santissima-Trinit-e-Maria

La consonanza tra i messaggi di Medjugorje e la prospettiva escatologica dell’Apocalisse è profonda. Non solo per i tempi del combattimento, bensì anche per mettere in luce come il rischio per l’uomo chiamato alla lotta spirituale sia la perdita della fede. Fin dai primi tempi delle apparizioni la Regina della Pace ha evidenziato la centralità della fede: «Che i frati siano saldi nella fede e proteggano la fede del popolo» (27 giugno 1981); «Che il popolo creda e perseveri nella fede» (28 giugno 1981); «Non c’è che un solo Dio e una sola fede. Credete fermamente e non abbiate paura!» (29 giugno 1981).

Quello che è in gioco in questo tempo è dunque la fede. Non si tratta di stare solo in guardia dalle eresie – che accompagnano la storia della Chiesa fin dalle sue origini, attraverso le dispute cristologiche e trinitarie che, di volta in volta, venivano risolte con i pronunciamenti dottrinali dei concili – bensì di custodire la fede dall’attacco strisciante di una mentalità sempre più diffusa per cui tutte le religioni sarebbero uguali e mere creazioni dell’animo umano. A questo tentativo di confondere le cose appiattendo il complesso e variegato mondo delle religioni a semplice espressione culturale umana, occorre rispondere anzitutto salvaguardando la trascendenza e la divina rivelazione, poi ribadendo che non basta dire che “Dio esiste” o “è uno solo”, bensì occorre riconoscere e adorare l’unico Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo, ovvero la Santissima Trinità. Ma per fare questo passo decisivo verso l’autentica fede in Dio, si deve accogliere Gesù Cristo quale Figlio di Dio venuto ad annunciare al mondo l’amore misericordioso del Padre, guardandosi bene dal rischio – tante volte denunciato da papa Francesco – di ridurre Gesù a semplice maestro di spiritualità, mentre Egli è Dio. Ogni indebita riduzione della figura di Cristo non fa che allontanare dalla verità e conduce verso un vago spiritualismo panteistico e immanentistico che, alla fine, si traduce nella perdita della fede e nel rifiuto del Salvatore.

Come evitare di perdere il senso di Dio? Lo dice la stessa Regina della Pace nel primo messaggio delle sue apparizioni a Medjugorje laddove esorta gli uomini a riconciliarsi con Dio e tra loro, dicendo che per poter fare questo «è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi» (26 giugno 1981). Occorre prendere molto sul serio questo appello se non si vuol restare vittime di quell’apostasia dilagante che sempre più inquina il cuore dell’uomo, conducendolo a rifiutare Dio, perdendo in ultimo anche il senso di se stesso quale creatura bisognosa di riconoscere il proprio Creatore.

Tratto da: La Croce rinnegata. L’apostasia dell’Occidente – di padre Livio Fanzaga con Diego Manetti. Ed. PIEMME

Publié dans Anticristo, Diego Manetti, Fede, morale e teologia, Libri, Medjugorje, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2019

La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia
di Padre  Livio Fanzaga – La firma di Maria

La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia dans Apparizioni mariane e santuari Madonna-Medaglia-Miracolosa

«La Madonna, quando appare, lo fa essenzialmente per risvegliare la fede degli uomini. Perciò la “medaglia miracolosa” – che pure io portò in tasca e al collo come contrassegno della mia appartenenza a Maria – non la interpreto innanzitutto come un’oggetto di protezione, bensì come uno strumento di catechesi. Per fare un paragone, secondo me equivale al quadro di Gesù misericordioso, ispirato dalle indicazioni di suor Faustina Kowalska, nel quale è compendiata l’opera della redenzione.

Come ha detto bene lo scrittore Jean Guitton, la “medaglia miracolosa” è uno straordinario trattato di mariologia: in questo piccolo ovale di latta sono mostrati tutti i grandi misteri di Maria. Perciò vorrei qui invitare i nostri lettori non soltanto a portare sempre con sé la “medaglia miracolosa”, ma anche a meditarla costantemente. […]».

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Jean Guitton, Libri, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Il diavolo non è un simbolo

Posté par atempodiblog le 25 août 2019

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Fede, morale e teologia, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

12345...24