Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera

Posté par atempodiblog le 16 janvier 2026

Maria a Pontmain/ La via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera
Tratto da: La profezia che non finisce. Il filo rosso dei prodigi e dei misteri che nasce da Fatima. Di Savero Gaeta e Andrea Tornielli. Ed. PIEMME

La Madonna a Pontmain

17 gennaio, giorno dell’apparizione […] Viene infatti spontaneo chiedersi quale sia la motivazione della costante presenza della Madonna nella storia dell’umanità, in particolare negli ultimi due secoli.

La risposta, ragionevole e semplice nel contempo, è il profondo desiderio che la Vergine ha di aiutarci, chiedendoci però – come segno della nostra buona volontà – la nostra adesione alle sue richieste.

In uno dei canti mariani più noti e popolari, Santa Maria del cammino, si implora:

“Vieni, o Madre, in mezzo a noi. Vieni Maria quaggiù”.

Lei continua a venire, ma pochi – persino dopo averla invitata – sono poi disposti a riconoscerne la presenza, ad ammettere che quanto vivamente richiesto è stato davvero da Lei corrisposto. […]

«Senza dubbio», spiega padre Livio Fanzaga, «la sequenza di quanto videro i bambini a Pontmain si può raccontare proprio come una sacra rappresentazione, di quelle che nel Medioevo venivano sceneggiate nelle chiese.

Dapprima l’apparizione della Vergine, la cui figura fu poi contornata da un ovale blu con quattro candele spente (due in prossimità delle ginocchia e due all’altezza delle spalle). Il suo vestito era azzurro scuro, trapunto di stelle d’oro, e le mani con le palme rivolte in avanti, in segno di accoglienza (come, nella Medaglia miracolosa).

Mentre tutti i presenti intonavano il Magnificat, le Litanie lauretane e la Salve Regina, su uno striscione bianco ai piedi di Maria si andò componendo la già citata scritta (che oggi è riportata tutt’intorno all’abside della basilica):

“Ma pregate figli miei; Dio vi esaudirà in poco tempo; mio Figlio si lascia commuovere”.

Ella sembrava muovere le labbra per pronunciare queste parole, ma la voce non si udiva. Dopo un po’ le parole sparirono e il volto della Madonna assunse un’espressione di immenso dolore.

A questo punto le comparve sul petto una croce rossa, sulla quale c’era Gesù tutto sanguinante, e sulla sommità la scritta “Gesù Cristo” anch’essa rossastra».

È da notare che, poco prima, una suora aveva iniziato a guidare la recita delle ventisei invocazioni ai martiri giapponesi, composta dai Fratelli delle Scuole cristiane e allora molto popolare in quelle zone, per contare le quali si utilizzava una coroncina rossa.

In sostanza ciò che Maria ci dice a Pontmain è che, anche nelle situazioni più drammatiche, la via da percorrere per la salvezza è quella della preghiera. Preghiera personale e preghiera comunitaria.

Verso la fine dell’anno Don Michel Guérin potrà scrivere al vescovo: «Non mi è possibile contare il numero dei pellegrini che da ogni parte della Francia vengono qui a invocare Maria e a iniziare una vita sinceramente cristiana.

Non ho mai visto nella mia lunga vita qualcosa di più edificante. È una festa continua.

Tutti i giorni, dalle cinque del mattino fino al vespro, si celebrano Messe, senza interruzione, sui tre altari della nostra chiesa».

Cinque mesi dopo l’apparizione, il 29 giugno, si sarebbe registrato il primo miracolo, la guarigione del piccolo poliomelitico Emilio Gratien.

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Nel cuore di Maria è nata la fede della Chiesa/ Maria Santissima Madre di Dio

Posté par atempodiblog le 1 janvier 2026

Nel cuore di Maria è nata la fede della Chiesa/ Maria Santissima Madre di Dio
di Padre Livio Fanzaga

Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Padre Livio e la Mamma del Cielo

La Vergine Maria ha generato il Figlio di Dio che è la nostra pace. L’espressione “Madre di Dio” è molto coraggiosa, ma deve essere intesa rettamente. I Padri conciliari, a Nicea e a Efeso, prima di affermare che Maria è la Madre di Dio hanno precisato qual è il significato di questa espressione cioè che quel Bambino che Maria ha generato è il Figlio di Dio, è il Verbo eterno generato dal Padre, che si è incarnato nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo e ha assunto una natura umana. L’anima di Gesù e il suo corpo, uniti alla sua divinità, costituiscono l’unione ipostatica: la natura umana si unisce alla seconda Persona della Santissima Trinità.

L’Io di Gesù è divino. Nel Vangelo di Giovanni, infatti, risuona quest’Io, che richiama quello di Jahvè la cui voce si è manifestata a Mosé nel roveto ardente. Gesù, per attribuirsi la sua divinità e per affermare che il suo è un Io divino, in diverse espressioni del Vangelo di Giovanni riprende proprio l’espressione Io sono: “Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»” (Gv 8, 58); o ancora: “Ve lo dico fin d’ora prima che accada, perché quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono” (Gv 13,19).

Siccome non si può dividere in Gesù la Persona divina dalla natura umana, possiamo dire che aveva una conoscenza umana illuminata dalla scienza divina del Verbo; aveva una volontà umana intimamente congiunta a quella divina di Dio. La Teologia conciliare ha approfondito questi temi partendo proprio dai Vangeli per difendere la parte più preziosa del Cristianesimo, senza la quale sarebbe una religione come tutte le altre e cioè che Gesù è Dio.

I primi Concili hanno operato per difendere la fede cattolica dalle eresie che confluivano tutte nella medesima affermazione, cioè che Gesù era un uomo e il suo Io era umano. Queste eresie colpivano al cuore la fede cristiana che, invece, riconosce in Gesù il Figlio di Dio e gli attribuisce un Io divino. La Chiesa ha custodito la fede cattolica nel corso dei secoli, ma ha avuto delle crisi tremende come quella ariana che negava la divinità di Gesù Cristo. La Chiesa ha stroncato tutte le eresie che, comunque, ritornano nel corso della Storia; quella ariana, ad esempio, ha colpito il Cristianesimo in Occidente anche negli ultimi decenni, infatti, le correnti moderniste all’interno della Chiesa stessa negavano la divinità del Verbo e riducevano Gesù Cristo a un semplice uomo.

Che Cristo abbia una natura umana è fuori discussione, ma il suo Io è divino! Ecco, allora, perché i Padri conciliari hanno ribadito quest’espressione meravigliosa attribuita alla Vergine Maria: Theotókos, Madre di Dio. La Madonna ha generato un Bambino che il Figlio di Dio, il Verbo che si è fatto Carne; Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo. Tutti i Vangeli sinottici affermano con molta chiarezza la divinità di Gesù Cristo.

Un esempio bellissimo è nel brano in cui Pietro riconosce Gesù perché ha creduto in quello che è il cuore stesso del Cristianesimo e che tutti i pastori della Chiesa devono difendere, anche oggi:

Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?»  Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo. (Mt 16,13-23)

La fede cattolica afferma la divinità di Gesù Cristo e questa Verità di fede deve essere anche oggi testimoniata, affermata e difesa dalle tante eresie che attaccano il Cristianesimo. I pastori e i Magi hanno adorato il Bambino Gesù riconoscendolo Figlio di Dio fattosi uomo, proprio perché Maria stessa lo adorava con Giuseppe; allo stesso modo noi cristiani adoriamo Gesù perché è il Verbo che si è fatto Carne, non è un semplice uomo, un profeta.

La Madonna è stata definita Madre di Dio proprio perché è la prima che ha creduto che quel Bambino che aveva concepito era il Figlio di Dio. Nel momento dell’Annunciazione è racchiusa tutta la fede cattolica perché l’arcangelo Gabriele apre il mistero di Dio quando dice a Maria che avrebbe concepito un figlio per opera dello Spirito Santo e che quel bambino era proprio il Figlio di Dio.

I due misteri principali della fede cattolica sono tutti espressi nel momento dell’Annunciazione: la divinità del bambino che Maria avrebbe concepito verginalmente e la natura trinitaria di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il cuore della fede cattolica è nato nel momento dell’Annunciazione, nella rivelazione dell’angelo, nel cuore della Vergine Maria che è la prima cristiana.

La Madonna ha creduto alle parole dell’angelo che le ha rivelato che il Figlio del Padre sarebbe diventato uomo nel suo grembo per opera dello Spirito Santo. Ecco perché Elisabetta, appena incontra la cugina Maria, la saluta con l’espressione: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

Chi non crede che Gesù è Dio non può ritenersi cristiano. Queste eresie sotterranee che negano la divinità di Gesù Cristo sono ancora latenti, lavorano ancora nelle menti della gente e la allontanano dalla Chiesa e dalle chiese. Queste eresie moderniste negano l’essenza della fede proprio perché riducono Gesù a semplice uomo. Nel nostro cuore dobbiamo coltivare un’intima unione con Gesù perché attraverso la sua natura umana entriamo in comunione con la sua divinità, attraverso la quale entriamo in comunione con il Padre. Gesù ci rivela i misteri di Dio Santissima Trinità con una sola natura divina. Dobbiamo conservare tutto questo nella fede e soprattutto nella preghiera, nell’adesione alla Parola di Dio e in modo particolare ai Vangeli che sono Parola del Verbo che si è fatto Carne.

Il nostro punto di riferimento sia la Vergine Maria la cui fede è la fede della Chiesa. La Chiesa nasce nel momento dell’Annunciazione, quando Maria dice il suo sì totale e incondizionato a Dio.

Nel cuore di Maria è nata la fede della Chiesa.

Paolo VI disse che non può essere cristiano chi non è mariano, non è cattolico chi non ha la fede di Maria. La Madonna è la Madre della Chiesa e di tutti i credenti, è beata perché ha creduto. Che la fede di Maria sia la nostra fede!

La festa di Maria Santissima Madre di Dio cade proprio in apertura del nuovo anno proprio perché la Madre del Verbo lo illumini. La Madonna ci indica Gesù come unica Via, Verità e Vita. Maria ha creduto per prima al mistero della Santissima Trinità e al mistero della divinità del Verbo e, come Madre della Chiesa, custodisce questi misteri. Anche noi, sull’esempio di Maria, dobbiamo custodire queste Verità nei nostri cuori senza cedere alle seduzioni moderniste che ci fanno deviare dalla fede.

Come San Tommaso ripetiamo spesso nel corso della giornata la bellissima espressione che racchiude tutta la fede cattolica: mio Signore e mio Dio. Il Bambino Gesù è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, Maria e Giuseppe lo hanno adorato e sul loro esempio si sono prostrati i pastori e i Magi. L’adorazione del Bambino Gesù alla grotta di Betlemme sia il nostro atteggiamento interiore nei confronti di Cristo, Verbo che si è fatto Carne e seconda Persona della Santissima Trinità. Gesù è il Signore, è il Salvatore, è la luce del mondo, è la Via, la Verità e la Vita!

Il 25 dicembre 2012 la Madonna è apparsa a Medjugorje con Gesù Bambino tra le braccia e non ha dato il Messaggio, ma Gesù Bambino ha iniziato a parlare e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Sono espressioni che ci dicono la profondità, la solidità e l’eternità della fede cattolica.

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Cristo regna dalla Croce/ La potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2025

Cristo regna dalla Croce/ La potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto
di Padre Livio Fanzaga – La pazienza di Dio. Vangelo per la vita quotidiana, Ed. Piemme

Cristo re dell'universo dans Anticristo Cristo-Re-dell-Universo

Il potere del maligno è stato sconfitto
La festa della regalità universale di Gesù Cristo riveste un valore straordinario, se la cogliamo nel suo genuino significato. Essa vuole affermare una verità evangelica fondamentale e cioè che il mondo, caduto fin dal principio sotto il potere del maligno a causa del peccato, è stato redento. Il giogo con cui satana teneva assoggettati gli uomini è stato spezzato e ora è Gesù Cristo il Re dei re e il Signore dei signori, come lo chiama l’Apocalisse.

San Paolo sintetizza con una frase molto efficace l’opera della redenzione, quando afferma che per mezzo del suo Figlio diletto il Padre “ci ha liberati dal potere delle tenebre”. Anche Gesù fa spesso allusione al potere tenebroso del maligno, che incombe in modo particolare nel momento della passione. Egli ne conosce molto bene la forza e si guarda bene dal sottovalutarla. Non esita infatti a chiamare satana “il principe di questo mondo”, mentre l’apostolo Giovanni afferma che “tutto il mondo è posto sotto il potere del maligno”.

Ebbene, Gesù è quel “forte” sul quale il principe di questo mondo non ha nessun potere. Egli lo caccerà fuori dal regno che gli appartiene per diritto di creazione e di redenzione. Con la venuta di Cristo e il compimento della salvezza “il principe d questo mondo è stato giudicato”.

Cristo è Re, ma si è conquistato il Regno sconfiggendo satana. Ed è proprio sotto la croce che il duello immane ha vissuto il suo momento culminante. […]

Siamo stati liberati dalla croce
Gli uomini hanno costruito i regni con la forza delle armi e del denaro. Perfino le religioni a volte si sono imposte con questi metodi. Gesù al contrario ha riconquistato il mondo al Padre mediante la sofferenza e l’amore. Gesù in croce infligge il colpo mortale al potere del maligno perché oppone la sua obbedienza alla disobbedienza, la sua umiliazione alla ribellione, la sua mitezza alla violenza, il suo perdono all’odio distruttore.

È respingendo il male col bene che Gesù ha vinto l’immane duello e ha ottenuto la più grande delle vittorie. Quando satana, infliggendo a Gesù il supplizio della croce, credeva di averlo vinto per sempre; quando pensava di aver compiuto il suo grande capolavoro facendo l’uomo complice del più nefando e orrendo dei delitti, ecco che invece viene vinto dalla potenza d’amore che emana da quel Cuore trafitto. […]

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Maria, Madre di ogni uomo

Posté par atempodiblog le 16 novembre 2025

Maria, Madre di ogni uomo
Maria ha un cuore grande quanto l’amore sconfinato di cui l’Onnipotente l’ha ricolmata e può raccogliere in esso tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi
Tratto da: Maria, dolce Madre – Padre Livio Fanzaga
Fonte: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Maria Madre di ogni uomo

Come farà Dio a pensare proprio a me, dal momento che ci sono così tanti uomini sulla terra? E’ una domanda che molti si pongono e poi concludono chiudendosi in uno sconsolato scetticismo. Da una parte sentono Dio lontano, nascosto oltre le immensità celesti e disinteressato per ciò che accade sotto il sole. Dall’altra non riescono a immaginare che qualcuno possa occuparsi personalmente di loro in un mondo dove l’indifferenza regna sovrana. Tuttavia, è impossibile che Dio non conosca e non si interessi per ognuna delle sue creature, in particolare dell’uomo creato a sua immagine.

Infatti, se noi esistiamo ciò è dovuto al fatto che, istante dopo istante, l’Onnipotente ci fa vivere, traendoci dall’abisso del nulla alla luce dell’essere. Se Dio non ci pensasse e non ci volesse anche per un solo momento, noi cesseremmo immediatamente di esistere. Egli ci tiene costantemente nel palmo della sua mano, dalla quale nessuno può divincolarsi. O siamo nella mano della sua misericordia o in quella della sua giustizia, osservava S. Caterina da Siena.

Anche la Madonna, pur essendo una creatura, ci conosce tutti, uno per uno, e si prende cura come se ognuno di noi fosse il suo figlio unico.

Tutti sono presenti nella loro irrepetibile identità al suo cuore materno e non può assolutamente accadere che Lei si dimentichi di un solo uomo che il Figlio le ha affidato. Infatti, nel momento del suo concepimento, ogni essere umano è dato in consegna a Maria, secondo il desiderio di Gesù sulla croce: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26).

Maria ha un cuore grande quanto l’amore sconfinato di cui l’Onnipotente l’ha ricolmata e può raccogliere in esso tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Se le madri umane, per quanti figli possano generare, li conoscono tutti uno ad uno senza confonderli, tanto più Maria, che genera ognuno dei suoi figli alla luce della grazia, li conosce nei loro tratti inconfondibili e si occupa di loro, senza perderli mai di vista.

La Madre non solo ha presente ogni uomo con i suoi bisogni, le sue debolezze e le sue risorse, ma di ognuno conosce il progetto di Dio e l’aiuta ad attuarlo. Come ha fatto con il suo Figlio Gesù, Lei ci accompagna dall’inizio al termine della nostra avventura sulla terra. Può certo accadere che una madre terrena si dimentichi dei suoi figli o li abbandoni, ma questo non avverrà mai con la Madonna. Fino all’ultimo istante Lei vigila sulla vita di ciascuno, perché possa essere con Lei in Paradiso.

Nella luce di Dio la Madonna vede il progetto divino su ogni essere umano. Lei ci prende per mano e con infinita pazienza ci guida per realizzarlo. Se cadiamo, ci rialza; se ci perdiamo viene a cercarci; se siamo stanchi ci prende fra le braccia. Il suo amore materno non lascia nulla di intentato per strappare dalle spire del serpente infernale quei suoi figli che si sono fatti sedurre e imporre le catene della schiavitù.

La consapevolezza che abbiamo una madre celeste che ci conosce, che si preoccupa per noi e che interviene ad aiutarci con l’onnipotenza del suo amore, è una sorgente di forza e di consolazione che imprime uno slancio straordinario alla vita. La scoperta della presenza della Madonna nella nostra esistenza personale non è infatti una suggestione o un’illusione come i non credenti possono pensare. Si tratta infatti di un’esperienza reale, che produce frutti straordinari, come dimostrano tutti coloro che si affidano alla Madonna. Come non vedere l’effetto di questa maternità nella vita eccezionale di Giovanni Paolo II?

Scoprire la presenza di Maria nella propria vita come madre amorosa che ci stringe al cuore con un amore unico e fedele è una delle grazie più grandi della vita. Abbiamo infatti trovato il mezzo più facile per incontrare Gesù e divenire suoi amici. E’ una grazia che la Madonna ci concede volentieri se abbiamo l’umiltà di chiederla.

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa (da recitarsi dal 18 al 26 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Kibeho (da recitarsi dal 19 al 27 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Beauraing (da recitarsi dal 20 al 28 novembre)

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Tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2025

“L’unica cosa che dobbiamo chiedere a Dio nella preghiera è la voglia di essere santi”.

San Carlo Acutis

Tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera dans Citazioni, frasi e pensieri Festa-dei-Santi-e-commemorazione-dei-fedeli-defunti

Chi conosce la vita dei santi sa benissimo che essi hanno conosciuto la gioia di pregare. Si tratta di quella gioia che è in Dio e che egli ci dona nella preghiera. La Madonna vuole che questa sia l’esperienza di tutto il popolo di Dio, perché tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera.

di Padre  Livio Fanzaga – Perché credo a Medjugorje, ed. SugarCo

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Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”

Posté par atempodiblog le 25 octobre 2025

Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”
Il messaggio della Madonna di Medjugorje del 18 marzo 2025 ci conferma nella vera devozione mariana
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Camminare con Maria/ “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani” dans Apparizioni mariane e santuari Gospa-Medjugorje

Erba (CO), 24/10/2025. (Blog di p. Livio). Il 18 marzo 2025 la Madonna ha dato un bellissimo messaggio che contiene un’espressione che vuol essere anche un rimprovero:

«Non abbiate paura di camminare con me».

Chi può avere paura di camminare con la Madonna? Casomai tutti vorremmo camminare con Lei perché è Colei che ci porta a suo Figlio. Non si può aver paura di camminare con la Madonna, ma queste parole sono rivolte a noi e agli abitanti di Medjugorje.

La Regina della Pace fa questo velato rimprovero perché c’è una mentalità diffusa che potremmo chiamare filo-protestante secondo la quale ci si preoccupa di non dare alla Madonna troppa venerazione, troppo rispetto per paura di toglierlo a Gesù. È un modo molto umano di rappresentarsi il soprannaturale; ho sentito questi ragionamenti anche all’interno della Chiesa Cattolica in predicazioni, catechesi, omelie.

Papa Woytjla era un fervente mariano, un vero discepolo del Montfort e diceva che la Madonna è la via più sicura per arrivare a Cristo; aveva anche elaborato una visione teologica molto vera: se c’è un solo mediatore fra il Padre e l’umanità, che è Gesù Cristo, fra noi e Gesù Cristo c’è la mediazione della Madonna.

Cristo è venuto a noi per mezzo di Maria nel momento dell’Incarnazione e quando lo ha dato alla luce; lo stesso avviene nella nostra vita: ad Jesum per Maria.

Questa è diventata un’espressione di altissima teologia, un punto fermo della teologia cristologica e mariana, la Madonna è l’unica via per arrivare a Gesù. Nei messaggi di Medjugorje la Regina della Pace ha detto innumerevoli volte che Lei è qui per guidarci a suo Figlio, lo ha ribadito anche in questo messaggio.

La Gospa fa questo rimprovero perché anche nell’ambito cattolico si è diffusa l’idea che la devozione a Maria sia esagerata; nel post Concilio molte statue della Madonna sono state spostate dagli altari e collocate in fondo alle chiese.

Questo vento non cattolico ha soffiato qua e là e le tracce sono rimaste; ancora oggi ci sono persone preoccupate della devozione mariana che diminuirebbe la devozione a Gesù Cristo.

Questa non solo è ovviamente una paura infondata, ma chi ha questo timore non sa chi è la Madonna. Difatti, San Giovanni Paolo II ha risposto a questa tendenza dicendo che la Madonna è tutta orientata a Cristo, i suoi occhi e il suo cuore sono totalmente protesi a suo Figlio.

Anche a Medjugorje vediamo che la Madonna è a servizio di Gesù Cristo, è proprio l’Ancella del Signore, è lo strumento della Santissima Trinità.

Arriviamo alla Santissima Trinità attraverso Maria che è la figlia del Padre, madre del Figlio e sposa dello Spirito Santo. Giustamente San Bernardo diceva: “De Maria numquam satis” (Di Maria non si dice mai abbastanza); anche il sommo poeta nel Canto XXXIII del Paradiso dice che la bellezza di Maria è tale che è quasi impossibile descriverla, va al di là di qualsiasi capacità nostra di comprenderla perché Dio l’ha elevata fin dove era possibile elevare una creatura.

Dobbiamo liberarci da questo modo di pensare; qua e là ci sono personaggi preoccupati della troppa devozione mariana come se fosse qualcosa di negativo. È importante aver bene presente chi è la Madonna, è Colei che ci dona Gesù e che ci porta a lui.

La Madonna non ci trattiene mai a sé, tutti quelli che sono mariani sono anche innamorati di Gesù.

A questo riguardo abbiamo avuto la grazia di Papi straordinari; in occasione del Pellegrinaggio presso il Santuario mariano di Nostra Signora di Bonaria, Papa Paolo VI fece una bellissima Omelia in cui disse:

«Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce» (Cagliari, 24 aprile 1970).

San Giovanni Paolo II è cresciuto nella fede leggendo il libretto di San Luigi Maria Grignon de Monfort che riguarda l’affidamento e la consacrazione a Maria.

Papa Francesco prima e dopo ogni viaggio apostolico o operazione medica si recava a pregare in ginocchio davanti alla Salus Populi Romani, effigie mariana a lui tanto cara e ha voluto essere sepolto proprio in Santa Maria Maggiore.

Abbiamo avuto la grazia di tanti Papi mariani che sono stati grandi guide cristiane proprio perché erano mariani.

La Madonna non ci trattiene mai per sé, è tutta orientata a suo Figlio, è la via che porta a Cristo. Più si è mariani e più si è cristiani.

Nel messaggio del 18 marzo 2025 la Madonna ci invita a non aver paura di camminare con Lei perché ci guida a suo Figlio, alla salvezza.

Siamo entrati in una fase della Storia in cui la presenza di Maria è straordinaria: la Madonna appare quotidianamente ormai da oltre quarant’anni. Nonostante questa lunga presenza di Maria, nonostante le sue apparizioni quotidiane ovunque nel mondo si trovassero i veggenti, nonostante i messaggi che ci ha dato e che sono dei capolavori da tutti i punti di vista, pochi la prendono in considerazione: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito» (25 agosto 2011).

Anche la qualità della devozione mariana dev’essere verificata. Dobbiamo approfondire la nostra dimensione spirituale mariana, dobbiamo chiedere alla Madonna la grazia di capirLa, di entrare nel suo mistero, di diventare una sola cosa con Lei. Se diventiamo una sola cosa con Lei, i nostri occhi e nostri cuori si protendono a Gesù come i suoi. Diventiamo tutti desiderosi di fare il possibile per salvare le anime per il regno di Dio. Da devozione superficiale la nostra deve diventare a portarci a un’identità nostra con Maria, come Lei stessa ha detto quando ci ha esortati a essere a sua immagine: «non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia» (30 gennaio 1986).

Lasciamoci permeare da Lei, se saremo suoi vinceremo. Allora sì che saremo veramente cristiani, ameremo Cristo come lo ama Maria. Se noi puntiamo a identificarci con Maria, ad avere il suo cuore, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi affetti, le sue preoccupazioni, a innamorarci di Lei e a essere una sola cosa con Lei, ci troveremo a essere cristiani perfetti, per quanto è possibile qui su questa Terra, perché saremo tutti orientati a Cristo così com’è orientata Maria. Questa è anche la grandezza di alcuni santi mariani come San Giovanni Paolo II il cui motto era proprio a Maria: Totus Tuus.

La Madonna è la porta che introduce in Cristo. Sant’Agostino dice che siamo stati tutti concepiti dal cuore di Maria che, come ha concepito il capo, così ha concepito anche tutte le membra. Siamo tutti nati nel cuore di Maria e quindi dobbiamo in tutto e per tutto assimilare i tratti fondamentali della nostra Madre.

È superficiale, fasulla, banale e carnale l’idea che si debba stare attenti a non amare troppo Maria. Dobbiamo, invece, essere una sola cosa con Maria e con Lei amare Gesù, servirLo, lottare per Lui e lavorare per il suo regno.

Questo messaggio ci conferma nella vera devozione mariana. Rinnoviamo il nostro affidamento totale a Maria, la nostra decisione di fare di Lei la nostra guida e il nostro modello.

«Cari figli! Con amore materno vi prego: datemi le vostre mani giunte, datemi i vostri cuori purificati nella confessione e io vi guiderò a mio Figlio! Perché, figli miei, soltanto mio Figlio, con la Sua luce può illuminare le tenebre, soltanto Lui, con la Sua Parola può togliere la sofferenza. Perciò non abbiate paura di camminare con me perché io vi guido a mio Figlio, alla salvezza. Vi ringrazio». (Con approvazione ecclesiastica)

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Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede

Posté par atempodiblog le 14 octobre 2025

Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

Le apparizioni sono un grande aiuto alla fede dans Apparizioni mariane e santuari Regina-della-Pace-di-Medjugorje

La mentalità modernista, che è avversa al soprannaturale, domina il modo di pensare e di vivere del nostro tempo e condiziona non poco la vita della Chiesa, come ben vide il Santo Papa Pio X, che non ebbe timore di qualificarla “una peste”.
La “pesta modernista”, tipica degli intellettuali, fa piazza pulita di tutte le manifestazioni soprannaturali che accompagnano la Divina Rivelazione e la vita della Chiesa lungo il corso della storia, come se fra gli abitanti del Cielo e quelli della terra ci fosse una separazione rigorosa.
Si tratta di una presa di posizione astratta e astrusa, perché la manifestazione del soprannaturale nella storia della salvezza è una costante sia del Vecchio come del Nuovo Testamento.
Di più, con l’incarnazione e la venuta di Cristo possiamo ben dire che anche la terra, come il Cielo, è la dimora di Dio e della corte celeste, composta dagli angeli e dai santi.

La bimillenaria storia della Chiesa, in particolare, è popolata di innumerevoli visite degli abitanti del Cielo sulla terra, delle quali molti santi, mistici, dottori della Chiesa, ma anche persone semplici, hanno dato una schietta testimonianza.
C’è da chiedersi perché mai il Governo divino del mondo e delle anime richieda questa presenza, che oggi non è meno frequente dei secoli passati, ma purtroppo è più invisa fino a infastidire chi invece dovrebbe gioire.

Ne fa testimonianza la presenza della Madonna a Medjugorje, con apparizioni quotidiane da oltre quattro decenni, i cui benefici per le anime è la stessa Chiesa ad ammetterli, ma come se la Madonna, invece di scendere sulla terra per aiutarci, se ne stesse in Cielo per riposarsi.
Allora chiediamoci: perché il Cielo non disdegna di scendere in questa valle di lacrime? Perché Gesù, Maria, gli angeli e i santi vengono a trovarci e a parlare con noi?
Il motivo è semplice e sono gli umili che lo capiscono: vengono perché ne abbiamo bisogno per rafforzare la nostra fede, fragile e in balia delle ideologie “che distruggono voi e la vostra vita”, come ha detto la Madonna.

Vi racconto la confidenza di un giovane che si era convertito tanti anni fa a Medjugorje e che poi ha proseguito con fedeltà nel suo cammino. Recentemente mi ha confessato il segno che lo ha portato a credere e che l’ha rafforzato nella fede.
Mentre Vicka pregava su di lui con le mani sulla sua testa, ha visto, guardando verso terra, il piede della Madonna. Lo ha fissato, tanto che gli è rimasto negli occhi dopo tanti anni. Qualcuno ha qualcosa da obbiettare?

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Maria è la Madre dell’umanità

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2025

Maria è la Madre dell’umanità
Tratto da: Maria, dolce Madre  Padre Livio Fanzaga

Maria è la Madre dell’umanità dans Fede, morale e teologia Maria-Nostra-Madre

Maria è la Madre di tutti gli uomini, nessuno escluso. Quando Gesù morente in croce la chiama solennemente col nome di “Donna”, vuole indicarci in Lei la nuova Eva, cioè la madre della nuova umanità, composta dagli uomini riscattati dal sangue del Redentore.
La salvezza operata dal Figlio di Dio è universale e riguarda tutti gli uomini di tutti i tempi. Nessuno è escluso, nemmeno l’infimo embrione confinato in un congelatore.

Maria abbraccia col suo Cuore tutti coloro che Gesù ha redento e ha chiamato alla divina figliolanza. Nel suo grembo, nel quale il Verbo si è fatto carne, l’intera umanità è predestinata alla nuova nascita nello Spirito.

Quanto si estende la redenzione, tanto si dispiega la maternità di Maria. L’intera umanità è racchiusa nel suo Cuore materno. Non vi è nessuno che non abbia il suo posto speciale in questa Culla di pace di amore.

La Madonna è madre innanzi tutto dei cristiani, cioè di coloro che sono membra vive del Corpo mistico di Gesù Cristo. Lungo il corso dei secoli, e in particolare in questi nostri giorni inquieti, la Chiesa non ha esitato a proclamarla sua madre.

Questo significa che tutti i membri della Chiesa, in modo speciale i Sacerdoti, il Papa e i Vescovi, sono suoi figli. Per quanto nella Chiesa una persona sia rivestita di dignità, è pur sempre un figlio che Maria tiene per mano e prende in braccio. La presenza della Madre nella Chiesa garantisce quella piccolezza evangelica senza la quale uno non può entrare nel Regno dei Cieli (Mt 18,3).

La sua sollecitudine materna si estende ai bisogni innumerevoli di questa grande famiglia dei figli di Dio. La Madre intercede, provvede e interviene. Che cosa potrebbero fare gli uomini di Chiesa se la Madonna non venisse continuamente in loro aiuto, anche quando non è invocata?

Maria è la Madre dell’intera umanità. Potrebbe forse escludere dalle preoccupazioni del suo Cuore coloro che non la conoscono, che la combattono o che la insultano?
Il suo amore materno abbraccia tutti gli uomini di tutti i tempi, a qualsiasi religione o credo appartengono.
Lei si preoccupa dei problemi di ognuno, in particolare della salvezza eterna delle anime, per le quali prega e ottiene le grazie necessarie.

Come il sole illumina ed effonde il suo calore su tutti gli uomini, buoni o cattivi che siano, così l’amore di Maria si estende in ogni angolo della terra per riscaldare gli essere umani più sconosciuti ed emarginati. Nulla e nessuno sfugge alla sua sollecitudine di madre. Tutti gli uomini gli sono presenti in ognuna delle loro necessità. La Madonna interviene anche nei minimi particolari e si cura di ognuno come se fosse il suo unico figlio.

Se l’umanità ha percorso fin’ora il suo cammino senza precipitare negli abissi scavati dal suo orgoglio, lo deve alla pena che Maria si dà ogni giorno per la sua sorte. In modo speciale di fronte agli immani pericoli del nostro tempo, che mettono in forse lo stesso futuro dell’uomo, quale speranza ci sarebbe se la Madonna non fosse presente in mezzo a noi? Il suo amore è vigilante ed efficace. La Madre del genere umano lo protegge dalle insidie del nemico di sempre, il quale nulla può nei confronti della nuova Eva. Lei vede le sue insidie e si suoi piani di distruzione e di morte. Il suo occhio guarda lontano e prepara per tempo i rimedi necessari.

Maria è più che mai la madre di questa umanità unificata e che sta prendendo coscienza del comune destino. Tocca agli uomini, e in primo luogo ai cristiani, rendersene conto ed accoglierla.

Quando la notte si fa oscura e la bufera imperversa, minacciando di inghiottire la barca alla quale siamo aggrappati, gli occhi di tutti si rivolgeranno alla Stella del mare per implorare protezione e speranza.

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L’aiuto fondamentale della Grazia nel praticare le virtù

Posté par atempodiblog le 19 août 2025

L’aiuto fondamentale della Grazia nel praticare le virtù
di Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

L’aiuto fondamentale della Grazia nel praticare le virtù dans Fede, morale e teologia Padre-Livio-Fanzaga-direttore-di-Radio-Maria

La virtù è una conquista e non è innata. Si realizza con la buona volontà e, naturalmente, con l’aiuto della Grazia. Nella prospettiva cristiana non si può certamente eliminare la Grazia; diversamente cadremmo nel pelagianesimo.

La virtù è la facilità nel fare il bene. Quella facilità che si ottiene dopo un lungo allenamento. Ad es., compiendo tanti atti di fortezza divento un uomo forte. […]
E’ il punto di arrivo di un combattimento spirituale. La virtù è importante perché realizza un’ideale umano ben preciso che è quello dell’uomo buono. […]
La fatica di praticare la virtù serve per realizzare l’uomo buono. Questo uomo buono ha come premio la vita eterna perché realizza in se stesso l’immagine di Gesù Cristo. […]
Una persona che non crede in Dio, che non ha la fede, può realizzare una vita virtuosa? La risposta è affermativa. Abbiamo avuto esempi di atei che erano uomini virtuosi. […]

La differenza tra chi crede e non crede esiste ed è notevole. La virtù di chi non crede è una virtù praticata senza l’aiuto fondamentale della Grazia. Quindi è una virtù dalle gambe corte. Ad es., è un conto la prudenza naturale ed un altro conto la prudenza soprannaturale. Un conto è la fortezza naturale ed un altro conto la fortezza soprannaturale come quella dei martiri.

Certamente anche fra chi non crede è possibile la pratica delle virtù umane, ma non c’è paragone per quanto riguarda la pratica della virtù quando questa pratica è sostenuta dalla Grazia e noi la vediamo nei santi.

I santi arrivano ad apici di virtù con l’aiuto della Grazia.

Bisognosi dell’aiuto della Grazia
Persone moralmente valide si possono trovare anche tra i non credenti, però la loro moralità ha dei limiti perché senza l’aiuto della Grazia non si possono fare grandi passi e, comunque, quando non c’è Dio nella propria vita c’è il pericolo di affermare il proprio io e, quindi, di una visione egocentrica della vita.

La prima grande diversità fra la pratica della virtù del non credente rispetto a quella del credente sta nel fine stesso della virtù: nella prospettiva di un Umanesimo ateo o agnostico la virtù è uno sforzo per migliorare se stessi.

L’obiettivo è la perfezione della persona umana perché divenga padrona delle sue varie inclinazioni e perché riesca a conservare l’equilibrio in tutte le sue azioni, anche nelle situazioni più ardue. Non è difficile incontrare nella nostra società dei non credenti che si applicano alla loro perfezione morale. La negazione di Dio non comporta necessariamente una vita viziosa. Anche un ateo ha un codice di valori a cui si ispira. In ogni caso, si tratta di una moralità che ha come fine ultimo la perfezione di se stessi. Da qui, però, il passo verso una religione umanitaria in cui l’uomo glorifica se stesso, al posto di Dio, è breve.

In questa prospettiva le virtù rischiano di essere al servizio dell’affermazione del proprio io, che è la radice malefica dell’egoismo e delle sue proliferazioni.

La tentazione permanente della cosiddetta “morale autonoma” è il povero io umano posto sull’altare sul quale è detronizzato Dio.

Lo sforzo umano non basta, serve l’aiuto di Dio
Un altro limite di non poco conto della morale autonoma è la fragilità strutturale dell’uomo di fronte alle esigenze del bene. Lo sforzo umano per praticare la virtù è lodevole, ma che cosa è in grado di fare l’uomo con le sole sue forze? L’inclinazione al male della natura umana è una realtà che nessuno, a causa dell’offuscamento della mente e della debolezza del libero arbitrio, riesce efficacemente a contrastare.

Una persona che volesse fare il bene prescindendo dall’aiuto di Dio manca di una grande forza, perché la potenza del peccato che opera in noi è forte. Lo sappiamo dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani: “in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio”. 

San Paolo mette in evidenza la fragilità della natura umana senza l’aiuto della Grazia.

Quindi chi vuole praticare la morale senza l’aiuto della Grazia non fa molta strada.

Anche quando una persona riesce a praticare il bene con le sole sue forze, rimane, comunque, assai lontana da quelle altezze a cui la Grazia di Dio conduce coloro che l’accolgono.

Dalla testimonianza di Gesù durante la sua Passione emerge che senza la Grazia le virtù umane sono come quelle piante da frutto selvatiche che producono soprattutto foglie. Tuttavia, sono utili perché con l’innesto soprannaturale divengono capaci di una nuova vitalità.

Le virtù infuse
Le virtù umane sono virtù infuse, non acquisite. Sono infuse in quanto germi di santità e di grazia che Dio ha seminato in noi che fioriscono grazie alla nostra cooperazione alla Grazia.

La Grazia va chiesta volta per volta, quindi c’è bisogno del sostegno della Grazia attuale, e come risultato finale porta all’imitazione di Cristo. Le virtù, nella loro perfezione assoluta, le trovi in Gesù Cristo. In ultima istanza, con l’aiuto della Grazia, portano ad imitare Gesù che le ha incarnate nel modo più sublime.

La Grazia eleva e perfeziona le virtù umane
Mediante il Battesimo l’uomo viene rivestito della Grazia santificante che è la stessa vita divina infusa nella fragile natura umana, la quale a causa della sua inclinazione al male può compiere il bene solo parzialmente e con grande sforzo.

Senza la Grazia non si fa molto cammino sulla via della bontà e della moralità. […]

L’aiuto soprannaturale per esercitare le virtù
L’esercizio della virtù, pur coinvolgendo il discernimento e lo sforzo personale, è, innanzitutto, reso possibile dall’aiuto soprannaturale.
Le stesse virtù, pur conservando il medesimo nome, in realtà hanno contenuti nuovi perché fanno riferimento ad orizzonti di luce che la semplice ragione nemmeno sospetta.

E’ necessario lo sforzo personale, il quale però per essere efficace ha bisogno dell’aiuto costante della Grazia.

[…] Certamente esse hanno bisogno di essere sviluppate con l’applicazione personale, tuttavia la loro fioritura va ben oltre il nostro contributo e le nostre capacità.

Per vedere i cambiamenti le virtù vanno chieste, supplicate, a Gesù
C’è un momento in cui le virtù devi chiederle a Dio: “Gesù dammi quella virtù che hai praticato, infondila in me”. Alla Madonna puoi chiedere: “Madre dammi tu… infondi in me…”.

Solo allora vedrai cambiamenti in te, perché sono un dono di Dio.
Nella pratica, tu dovrai supplicare Dio perché infonda in te queste virtù, ti faccia partecipe di quelle virtù che Gesù Cristo ha vissuto.
Queste virtù umane, che fioriscono con la Grazia, hanno un momento in cui ricevono dall’Alto un sostegno continuo alla crescita e, non vi è dubbio che, superata la fase ascetica, con l’apporto del nostro sforzo necessario, realizzano la loro perfezione per un dono speciale del Cielo e con il tocco soprannaturale dei doni dello Spirito Santo.

Chiedere le virtù nella preghiera
Nella prospettiva soprannaturale non è sufficiente, ad esempio, applicarsi ad esercitare la virtù della pazienza, ma occorre chiederla in dono nella preghiera. Il seme di questa virtù, come tutte le altre, giunge infatti alla fioritura perfetta per un dono di Grazia che va chiesto oltre le possibilità della nostra buona volontà.

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L’amicizia di Gesù

Posté par atempodiblog le 15 août 2025

L’amicizia di Gesù
di Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

L’amicizia di Gesù dans Amicizia L-amicizia-di-Ges

Caro amico,

non pensare che Gesù chiami alcuni, ma non te. Non c’è nessuna pecorella che Gesù non conosca per nome e nessuna che non ami come se fosse l’unica.

La bellezza della vita sta nella dignità di figlio che ogni uomo ha di fronte a Dio.

Non dire mai che sei sfortunato, perché non hai questa o quella cosa che hanno gli altri. Non invidiare la grazia altrui, come se Dio fosse avaro con te. Dio si concede a tutti con straripante ricchezza.

L’amicizia di Gesù è il più grande dono che si possa desiderare nella vita. Non è riservata ad alcuni privilegiati, ma a tutti coloro che rispondono alla chiamata.

Non ti accadrà mai di essere ignorato da Dio nel corso della tua vita e neppure di una sola giornata.

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La correzione fraterna

Posté par atempodiblog le 13 août 2025

La correzione fraterna
di Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

La correzione fraterna dans Commenti al Vangelo Correzione-fraterna

«Se tuo fratello pecca, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo». (Mt 18,15-20)

La correzione diretta del fratello è una delle espressioni più difficili della carità. Richiede l’esercizio dell’umiltà e della prudenza in alto grado. Soprattutto l’intenzione profonda che anima il nostro intervento deve essere quella di un amore sincero per la persona che intendiamo correggere.

Gesù ci dà un primo suggerimento di grande importanza: “Va’ e ammoniscilo fra te e lui solo”. La correzione a tu per tu, senza che nessuno sappia nulla, né prima né dopo, evita al fratello l’umiliazione davanti agli altri. L’ammonizione stessa va fatta con estrema delicatezza, senza offendere la suscettibilità e trovando le parole e modi adatti per entrare nel cuore. Questo ti sarà possibile se lo farai con umiltà, con stima e rispetto, non dimenticando i lati postivi che il fratello ha e la considerazione che tu hai per lui.

La correzione del fratello ti sarà più facile, se anche tu ti sarai esercitato ad accettare con pace le ammonizioni degli altri nei tuoi confronti. Chi si lascia correggere, impara l’arte di correggere. La correzione fraterna reciproca fa crescere le famiglie e le comunità.

Prega per la conversione dei peccatori
Non dimenticare che le nostre ammonizioni, per quanto prudenti e calibrate, non potranno ottenere nulla se Dio non tocca i cuori.
Non illuderti che la nostra predicazione provochi la fede e non pensare che le nostre parole di correzione possano da sole cambiare i costumi. Tutto questo è solo uno strumento che opera ed è efficace quando è presente la grazia.

Divisore dans San Francesco di Sales

Dice «fra te e lui solo» anche per dare la possibilità alla persona di potersi difendere e spiegare il proprio operato in tutta libertà. Molte volte, infatti, quello che a un osservatore esterno sembra una colpa, nelle intenzioni di chi l’ha commessa non lo è. Una franca spiegazione dissipa tanti malintesi. Ma questo non è più possibile quando la cosa è portata a conoscenza di molti.

di Padre Raniero Cantalamessa

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Il mese di agosto è illuminato da Maria

Posté par atempodiblog le 31 juillet 2025

Il mese di agosto è illuminato da Maria dans Citazioni, frasi e pensieri Il-mese-di-agosto-illuminato-da-Maria

In questo mese di agosto camminiamo nella luce delle grandi feste mariane:
La dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore (il 5 agosto), l’Assunzione della Beata Vergine Maria (il giorno 15) e la festa della Beata Vergine Maria Regina (il 22 di questo stesso mese).
Affidiamo alla protezione divina il tempo di riposo perché giovi alla salute del corpo e rinvigorisca la vita spirituale dell’anima.

di Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

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Nessuna opera di Dio può essere realizzata senza la preghiera

Posté par atempodiblog le 20 juillet 2025

Nessuna opera di Dio può essere realizzata senza la preghiera dans Commenti al Vangelo Marta-e-Maria

La contrapposizione fra Marta e Maria, fra vita contemplativa e vita attiva, non ha riscontri nella realtà. Nessuna opera di Dio può essere realizzata senza la preghiera. Infatti se Dio non agisce con te, che cosa potresti fare da solo? Fai precedere ogni tua attività dalla preghiera. Al risveglio passa in rassegna nella luce di Dio tutto il lavoro della giornata, comprese le cose apparentemente più insignificanti. Ti assicuro che lo realizzerai con una lucidità e una energia che ti lascerà stupito. Infatti non operi da solo, ma con l’aiuto dell’Onnipotente. Lui ti illumina con la sua sapienza, infonde forza nelle tue decisioni, ti sostiene nelle asperità, ti rende impermeabile ai dardi infuocati del nemico e porta compimento ogni cosa a cui poni mano.

Sappi che non vi è nessuna situazione della vita dove Dio non possa intervenire per aiutarti. Ciò che agli uomini appare impossibile, è possibile a Dio. Anche quando non vedi nessuna via di uscita, Dio non ha nessuna difficoltà a indicartene una. I problemi insolubili per gli uomini sono un nulla per la divina onnipotenza. Devi essere consapevole di questa arma invincibile che Dio ti ha messo in mano. La puoi adoperare in qualsiasi momento, perché ogni volta che tu ti rivolgi al Padre celeste, egli ti ascolta. Nelle situazioni più disperate, laddove anche le persone più care non possono far nulla, anche volendolo, tu hai un amico pronto a intervenire in tuo favore.

di Padre Livio Fanzaga – Tempo di fortezza. Una virtù per affrontare il mare agitato dell’esistenza, Ed. Piemme

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Il riposo in Dio

Posté par atempodiblog le 30 juin 2025

Il riposo in Dio
Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Il riposo in Dio dans Fede, morale e teologia Vacanze-cristiane

I mesi estivi possono essere un momento di grazia per un vero riposo, che non è solo quello del corpo. Infatti abbiamo bisogno di riposare anche nella mente e nel cuore, per poter riprendere la forza e la serenità di affrontare il nuovo anno di lavoro.

Per questo è necessario innanzi tutto dedicare il tempo alla preghiera personale, perché, come dice la Regina della pace, la preghiera, quando è esperienza di Dio, diventa per noi “gioia e riposo”.

Anche il contatto con la natura, dopo un anno trascorso nel chiuso delle case e dei luoghi di lavoro, allieta l’anima e la apre alla contemplazione della bellezza e della grandezza dell’opera divina.

“Trovate la pace nella natura e scoprirete Dio, il Creatore, al quale potrete rendere grazie con tutte le creature”.

Dedichiamo il tempo anche a qualche buona lettura, in particolare del Vangelo, in modo tale che “nel silenzio lo Spirito Santo vi parli e possa convertirvi e cambiarvi”.

Le vacanze possono così diventare un tempo di grazia, durante il quale il cuore “anela a Dio Creatore”, che è “il vero riposo della vostra anima e del vostro corpo”.

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Maria, Madre della Chiesa

Posté par atempodiblog le 9 juin 2025

Maria, Madre della Chiesa dans Citazioni, frasi e pensieri Maria-Madre-della-Chiesa

Con la sua fede nel momento dell’Annunciazione Maria è divenuta la Madre di Dio. Con la sua fede perseverante durante l’intero arco di una vita totalmente dedicata al Figlio, Maria è diventata la Madre della Chiesa.

Tratto da: La dottrina cattolica – Il Credo antimodernista di San Paolo VI, di Padre Livio Fanzaga. SUGARCO EDIZIONI

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