C’è un’unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te

Posté par atempodiblog le 3 avril 2016

Il Timone, per gentile concessione dell’editore Gribaudi, propone un brano dall’epilogo di Vita si santa Faustina Kowalska. Biografia autorizzata (2005)

C’è un’unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te
di suor Sophia Michalenko c.m.g.t.

C'è un'unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te dans Beato Michele Sopocko 16m0zus

La missione di Suor Faustina ebbe davvero inizio dopo la sua morte, come aveva predetto. Durante la guerra, la cappella del convento fu aperta al pubblico. Da quel momento, la sua tomba fu meta costante di persone di ogni ceto sociale, desiderose di chiedere la sua intercessione o di ringraziarla per una grazia ricevuta o semplicemente per pregare. A Lagiewniki, la devozione alla Divina Misericordia divenne strettamente connessa con la persona stessa di Santa Faustina. Chi andava a pregare davanti all’Immagine nella cappella del convento, si recava inevitabilmente anche sulla tomba della suora.

Il culto della Divina Misericordia si diffuse quasi spontaneamente per tutta la Polonia. La causa principale era, senza dubbio, l’acuta esigenza che la gente provava in quel frangente storico. Il messaggio di Suor Faustina rispondeva a tale esigenza in modo particolare. Le suore e le ragazze ricordavano il suo amore e la sua preoccupazione per la Polonia. Esse raccontava no le sue predizioni sulla guerra a quanti visitavano la tomba e la cappella. I visitatori, a loro volta, riferivano la cosa ad altre persone ancora.

Il convento di Lagiewniki divenne il fulcro della devozione alla Divina Misericordia. I fedeli vi giungevano per le immaginette, le novene, le coroncine e le litanie alla Divina Misericordia.

Con il permesso delle autorità ecclesiastiche, ogni terza domenica del mese, si tenevano delle speciali forme di devozione alla Divina Misericordia e la domenica dopo Pasqua si celebrava la Festa della Divina Misericordia.

In varie chiese e istituti cattolici ci furono sempre più insediamenti solenni dell’Immagine della Divina Misericordia. I vescovi delle varie diocesi polacche concessero il permesso di pubblicare le immaginette e le preghiere alla Divina Misericordia.

Entro il 1951, nella sola Polonia erano sorti 130 centri di tale devozione.

Durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 in poi, la Devozione alla Divina Misericordia divenne uno scudo di forza e di speranza per molti, particolarmente i detenuti dei numerosi campi di concentramento diffusi in tutta la Polonia, e persino al di là dei suoi confini. Poi essa fu portata dai soldati e dai rifugiati in ogni parte del mondo. La novena, le litanie e la coroncina furono ben presto tradotte in molte lingue. I centri più dinamici sorsero in Francia, negli Stati Uniti e in Australia.

La Congregazione dei Pallottini e quella Mariana furono le principali promotrici, in virtù delle grazie ricevute da alcuni loro membri.

Il crescente successo e l’espansione del culto a metà degli anni Cinquanta parvero contraddire una profezia che Suor Faustina aveva annotato nel suo Diario nel 1935:

Una volta, mentre parlavo con il mio direttore spirituale, ebbi una visione intima, più veloce del lampo, dove la sua anima soffriva molto ed era in una tale agonia che Dio tocca poche anime con un fuoco così intenso. La sofferenza nasce da quest’opera. Ci sarà un tempo in cui quest’opera, che Dio richiede così fortemente, sembrerà completamente vanificata. Allora Dio agirà con grande potenza, e ciò darà prova dell’autenticità di quest’opera. Sarà un nuovo splendore per la Chiesa, anche se essa è in nuce nel suo seno da tanto tempo. Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che lo sappiamo tutti prima della Sua venuta come Giudice.

Egli vuole che le anime Lo conoscano prima come Re di Misericordia. Quando ci sarà questo trionfo, noi saremo già entrati nella vita nuova in cui non c’è sofferenza. Prima, però, la tua anima [del direttore spirituale] sarà saziata di amarezza alla vista della distruzione dei tuoi sforzi. Questa distruzione, però sarà solo apparente, perché Dio non muta ciò che Egli ha decretato. Tuttavia, anche se questa distruzione sarà tale solo esteriormente, le sofferenze saranno reali. Quando accadrà tutto ciò? Non lo so. Quanto durerà? Non lo so.

Ma Dio ha promesso un grande grazie, specialmente a te e a tutti coloro… «che proclameranno la Mia grande misericordia. Io Stesso li difenderò nell’ora della morte, come Mia gloria. E anche se i peccati delle anime fossero neri come la notte, quando un peccatore si rivolge alla Mia misericordia Mi rende la più grande lode e rende gloria alla Mia Passione. Quando un’anima esalta la Mia bontà, Satana trema davanti a essa e fugge nell’inferno più profondo».

La prima parte di questa profezia si compì quasi alla lettera quando la Santa Sede, agendo sulla base di dati imprecisi e insufficienti riguardanti le rivelazioni, con Notificazione del 6 marzo 1959 proibì la diffusione della Devozione della Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina. La decisione di togliere o meno le Immagini della Divina Misericordia dalle chiese in cui in alcuni casi erano state esposte per il culto del pubblico, fu lasciata alla prudenza dei vescovi.

Di conseguenza, le Immagini furono asportate da molte chiese e alcuni sacerdoti smisero persino di predicare la Divina Misericordia. Lo stesso Padre Sopocko fu severamente ammonito dalla Santa Sede e patì molte altre tribolazioni proprio a causa della diffusione di tale culto. Il divieto di diffondere la devozione fu imposto anche alla Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia. Per tale motivo, le Immagini, la coroncina, la novena e qualsiasi altra cosa potesse indicare la propagazione del culto furono ritirate. Sembrava che l’opera della misericordia, così fervorosamente richiesta dal Signore a Suor Faustina, fosse andata completamente distrutta.

In vista del divieto della Santa Sede, le Suore di Nostra Signora della Misericordia a Lagiewniki si rivolsero all’ordinario dell’arcidiocesi di Cracovia, l’Arcivescovo Baziak, chiedendo che cosa fare dell’Immagine che pendeva nell’altare laterale, ricoperta di numerose offerte votive, e come comportarsi riguardo alle celebrazioni che si tenevano in onore della Divina Misericordia. In risposta, l’arcivescovo ordinò che l’Immagine restasse dov’era, e che i fedeli potessero continuare a pregare e a chiedere grazie davanti a quel dipinto. Inoltre, ordinò che fossero mantenute le celebrazioni già esistenti. In tal modo, la devozione alla Divina Misericordia sopravvisse alla prova in questo piccolo centro comunitario di Cracovia, dove erano sepolte le spoglie mortali di Suor Faustina.

Nel frattempo, nel 1963, il Cardinale Ottaviani, Prefetto del Sant’Uffizio, manifestò un grande interesse per il prosieguo della missione di Suor Faustina e chiese all’arcivescovo Karol Wojtyla, promotore della causa di beatificazione di Suor Faustina, di agire rapidamente prima che tutti i testimoni morissero.

Così, ventisette anni dopo la morte di Suor Faustina, il 21 ottobre 1965, con una seduta solenne il vescovo Julian Groblicki, delegato speciale dell’arcivescovo Wojtyla, inaugurò il Processo Informativo riguardante la vita e le virtù di Suor Faustina, la quale, da allora, assunse il titolo di “Serva di Dio”.

Nell’ambito di tale processo, le spoglie di Suor Faustina furono riesumate e trasferite dal cimitero alla cappella del convento il 25 novembre 1966. Wojtyla, di recente nomina a cardinale, concluse il Processo Informativo nella diocesi di Cracovia con seduta solenne il 20 settembre 1967. Gli Atti del Processo Informativo furono ricevuti a Roma dalla Sacra Congregazione per le Cause dei Santi il 26 gennaio 1968 e, per decreto della stessa Sacra Congregazione, il 31 gennaio 1968 ebbe formalmente inizio il Processo di Beatificazione della Serva di Dio Suor Faustina Kowalska, poi canonizzata nel 2000.

Il 15 aprile 1978, in seguito a un accurato esame della documentazione originale, di cui in precedenza la Santa Sede non disponeva, la Notificazione del 1959 fu rovesciata. Dopo un divieto durato vent’anni, la Santa Sede permise nuovamente la diffusione del culto della Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina. La persona che svolse il ruolo principale nel capovolgimento dell’interdizione fu il cardinale Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, il quale sei mesi dopo, il 16 ottobre 1978, fu elevato al soglio pontificio con il nome di Papa Giovanni Paolo II. Così, la seconda parte della profezia che abbiamo richiamato in precedenza iniziò a compiersi. Nel maggio del 1938, Suor Faustina scrisse nel Diario:

Mentre pregavo per la Polonia, udii le parole: «Nutro un amore speciale per la Polonia, e se [la Polonia] obbedirà alla Mia volontà, la esalterò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta».

Che cos’era questa scintilla? La risposta a tale quesito è forse stata rivelata in parte. Una delle richieste più urgenti di Faustina era che la Festa della Divina Misericordia fosse ufficialmente decretata in seno alla Chiesa e che l’Immagine della Divina Misericordia fosse venerata pubblicamente. Il 23 gennaio 1995, con approvazione di Papa Giovanni Paolo II la Congregazione per il Culto Divino concesse ai vescovi polacchi che la domenica dopo Pasqua si festeggiasse ufficialmente la Festa della Divina Misericordia vox populi. La domenica dopo Pasqua del 1995, il 23 aprile, Papa Giovanni Paolo II celebrò la domenica della Divina Misericordia e insediò l’Immagine della Divina Misericordia nel Centro della Divina Misericordia fondato per la diocesi di Roma nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia.

Nel suo discorso del Regina Coeli, il Santo Padre esortò tutti a fare personalmente esperienza di tale misericordia per essere misericordiosi e perdonare (L’Osservatore Romano, edizione inglese, 26 aprile 1995). Nel 1999, la domenica della Misericordia fu celebrata per la prima volta in Piazza San Pietro a Roma.

Suor Faustina sapeva quanto fosse urgente la Festa della Divina Misericodia e pregava fervorosamente perché si celebrasse.

Il 10 aprile 1937, mentre prendeva in mano l’articolo sulla Divina Misericordia pubblicato su «Settimana cattolica» di Vilnius inviatole da Padre Sopocko, l’anima di Santa Faustina venne trafitta da un dardo. La religiosa udì le parole:

«Per il tuo desiderio ardente, affretto la festa della Misericordia».

Per il bene del mondo, preghiamo anche noi con fervore per il completamento e il compimento mondiale di questa promessa.

MARANATHÀ! VIENI, SIGNORE GESÙ, INCARNAZIONE DELLA DIVINA MISERICORDIA!

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Domenica della Divina Misericordia: l’abbraccio con la bontà del Padre

Posté par atempodiblog le 3 avril 2016

Domenica della Divina Misericordia: l’abbraccio con la bontà del Padre
Si celebra questa domenica la Festa della Divina Misericordia. Una ricorrenza istituita nella seconda domenica di Pasqua da San Giovanni Paolo II nel 2000, in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska. Proprio alla vigilia di questa festa, il 2 aprile di 11 anni fa, moriva Papa Wojtyla. Santa Faustina, suora polacca della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia, ebbe straordinarie rivelazioni: nel 1931, in una apparizione, Gesù le chiese di far dipingere l’immagine della sua Misericordia. Sul significato e sull’importanza della Domenica della Divina Misericordia, Elvira Ragosta,  per Radio Vaticana, ha intervistato suor Maria Rosa Lo Proto, segretaria delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto e presidente dei gruppi di preghiera “Figli spirituali di Giovanni Paolo II”:

Domenica della Divina Misericordia: l'abbraccio con la bontà del Padre dans Articoli di Giornali e News 2cgk8p1

R. – E’ un momento di grazia per tutta la Chiesa riscoprire questo grande fiume erompente che dà la possibilità ad ogni uomo di riconoscersi bisognoso della misericordia di Dio per rimettersi in un cammino nuovo e quindi quasi purificati, rigenerati dalle acque preziosissime della Divina Misericordia, ci possiamo ripresentare con cuore libero e gioioso ad avere l’abbraccio del Padre.

D. – Una devozione – quella alla Divina Misericordia – che nasce con l’esperienza di Suor Faustina Kowalska …
R. – Esatto. Nel suo diario, Santa Faustina ricorda di aver pianto perché il pittore ha dipinto Gesù Misericordioso non perfettamente come lei lo vedeva e Gesù la consola dicendo:

“Faustina, non preoccuparti se non mi ha fatto bene come tu volevi: la cosa importante è che coloro che guarderanno la mia immagine si abbandonino alla certezza e quindi alla gioia del mio abbraccio misericordioso”.

D. – La festa venne istituita nel 2000 da Papa Wojtyla, che morì cinque anni dopo, proprio nei Vespri della ricorrenza. Come leggere questo legame con San Giovanni Paolo II?
R. – E’ un legame che si è potuto vedere la sera del 2 aprile, quando in Piazza San Pietro migliaia di persone pregavano e invocavano il Signore per aiutarlo, perché ormai si percepiva il grande momento del suo trapasso; e quindi senz’altro anche quel tratto della Misericordia di Dio è passato attraverso di lui che pregava e si offriva per noi, unito a Maria.

D. – Alla misericordia Papa Francesco ha voluto dedicare quest’Anno giubilare; quanto è importante in questo momento storico molto particolare, la misericordia?
R. – Secondo me, lui come religioso e anche come missionario è stato ispirato, perché forse non tutti ancora abbiamo capito l’importanza di questo grande dono che ci deriva proprio dalla Passione e morte di Gesù. E c’è la famosa coroncina, tanto pregata: il Papa ne ha dato anche in omaggio in Piazza San Pietro. Ci ha fatto anche ripristinare le opere di Misericordia, corporali e spirituali, e questa è un’icona bellissima che dà a noi l’opportunità non solo di rivalorizzare un po’ quelli che sono i cardini della nostra fede, ma rivitalizzarla!

D. – Suor Maria Rosa, la festa della Divina Misericordia spiegata ai ragazzi: lei che è catechista, è stata insegnante, come ha avvicinato i giovani a questa festività? Come ha insegnato loro a pregare, in occasione di questa festività?
R. – Prima di tutto, la testimonianza e soprattutto interessare i ragazzi stessi. Presentavo quasi sempre le parabole del Figliol prodigo e del Buon Samaritano, perché non dimentichiamoci: anche il Buon Samaritano è stato uomo di misericordia, perché è stato capace non solo di fermarsi, di ungere le ferite, ma ha caricato l’uomo ferito sul suo giumento, lo ha portato alla locanda, ha pagato di persona e ha detto all’albergatore: “Ciò che spenderai di più, te lo rifonderò al mio ritorno”. E quindi, certamente, lui è stato misericordioso. Ma in quel Samaritano noi sappiamo che c’è Gesù, quindi si fa presto poi a leggere la misericordia, quando noi leggiamo la Parola di Dio, perché la Parola di Dio è una parola viva, è una parola di verità, è una parola che ti conquista, è una parola che non muore…

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Novena alla Divina Misericordia (dal 25 marzo al 2 aprile 2016)

Posté par atempodiblog le 25 mars 2016

Novena alla Divina Misericordia (dal 25 marzo al 2 aprile 2016) dans Fede, morale e teologia 2r2ypah

La Festa della Divina Misericordia, secondo le apparizioni di Gesù a santa Faustina, deve essere preceduta da una novena, che va recitata ogni giorno a partire dal Venerdì Santo per nove giorni consecutivi, fino al sabato precedente la Festa della Misericordia (seconda Domenica di Pasqua, dal 25 marzo al 2 aprile 2016, ndr).

Gesù per due volte espresse il desiderio che la sua confidente, attraverso una preghiera di nove giorni, si preparasse a questa Solennità. La Santa ci ha trasmesso la promessa del Salvatore rivolta a tutti i fedeli e contenuta in queste parole: “Durante questa novena elargirò alle anime grazie di ogni genere”.

Sebbene il tempo tra il Venerdì Santo e la seconda Domenica di Pasqua possegga un particolare privilegio, tuttavia la novena alla Divina Misericordia può essere recitata anche in qualsiasi altro periodo dell’anno. (Radio Maria)

Per recitare la novena cliccare qui 2e2mot5 dans Diego Manetti NOVENA ALLA DIVINA MISERICORDIA

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La gioia della primavera

Posté par atempodiblog le 20 mars 2016

Santa Faustina

Quando sono andata nell’orto, ho visto che tutto respira la gioia della primavera. Gli alberi in fiore emanano un profumo inebriante, tutto vibra di gioia e gli uccellini cantando e cinguettando in continuazione adorano Iddio e mi dicono: «Rallegrati e gioisci, Suor Faustina». Ma l’anima mia è nelle tenebre e nell’angoscia. La mia anima è così sensibile al sussurro della grazia, sa parlare a tutto ciò che è creato e che mi circonda e so perché Dio ha abbellito così la terra… Ma il mio cuore non può rallegrarsi, poiché il mio Diletto si è nascosto a me, e non riposerò finché non Ti ritrovo… Non riesco a vivere senza Dio, ma sento che anche Dio non può essere felice senza di me, benché Egli basti a Se stesso nella maniera assoluta.

Santa Faustina Kowalska

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L’incontro tra l’Amore ed il peccato

Posté par atempodiblog le 18 mars 2016

Gesù

Quando m’immergo nella Passione del Signore, spesso durante l’adorazione vedo Gesù sotto questo aspetto: dopo la flagellazione i carnefici presero il Signore e Gli tolsero la veste, che si era già attaccata alle Piaghe. Mentre gliela toglievano le Sue Piaghe si riaprirono. Poi buttarono addosso al Signore un mantello rosso, sporco e stracciato, sulle Piaghe aperte. Quel mantello arrivava alle ginocchia solo in alcuni punti. Poi ordinarono al Signore di sedersi su un pezzo di trave, mentre veniva intrecciata una corona di spine, con la quale cinsero la sacra Testa. Gli venne messa una canna in mano e ridevano di Lui, facendoGli inchini come ad un re. Gli sputavano in faccia ed altri prendevano la canna e Gliela battevano in Testa ed altri ancora Gli procuravano dolore dandoGli pugni, altri Gli coprivano il Volto e lo schiaffeggiavano.

Gesù sopportò in silenzio. Chi può comprenderlo? Chi può comprendere il Suo dolore? Gesù aveva gli occhi rivolti a terra. Sentivo quello che avveniva allora nel Cuore dolcissimo di Gesù.

Ogni anima rifletta su quello che ha sofferto Gesù in quei momenti. Facevano a gara per schernire il Signore. Riflettei per conoscere da che cosa potesse derivare tanta malignità nell’uomo. E purtroppo questa deriva dal peccato. Si erano incontrati l’Amore ed il peccato.

Quando andai alla santa Messa in un certo tempio assieme ad una consorella, sentii la grandezza e la Maestà di Dio; sentii che quel tempio era imbevuto di Dio. La Sua Maestà mi investì completamente e, sebbene mi spaventasse, mi riempì di serenità e di gioia. Conobbi che nulla può opporsi alla Sua Volontà. Oh, se tutte le anime sapessero Chi abita nelle nostre chiese, non ci sarebbero tanti oltraggi e tante mancanze di rispetto in quei luoghi santi.

O Amore eterno ed inesplicabile, Ti chiedo una grazia: rischiara il mio intelletto con la luce dall’alto, fammi conoscere e valutare tutte le cose secondo il loro valore. Quando vengo a conoscere la verità, ho nell’anima la gioia più grande.

Santa Faustina Kowalska

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In un libro le parole di Ratzinger sulla centralità dell’idea di misericordia

Posté par atempodiblog le 16 mars 2016

In un libro le parole di Ratzinger sulla centralità dell’idea di misericordia
di Luigi Accattoli – Corriere della Sera

papa francesco e benedetto xvi

Arriva in libreria un testo di Benedetto che parla di Francesco. Arriva senza clamori ma è una prima assoluta: mai il Papa emerito aveva parlato del successore entrando nel merito della sua predicazione, stavolta invece lo fa. E lo fa in appoggio alla linea di Francesco, lodandone l’impegno sul tema della «misericordia». Le parole sul successore sono poche, quattro righe, ma sono in un contesto impegnativo, che tratta della centralità del tema della misericordia nell’attuale stagione della storia cristiana e costituiscono un inquadramento in positivo di quanto il Papa argentino viene proponendo su questo fronte e che non sempre incontra il gradimento degli addetti ai lavori.

«Papa Francesco — afferma Benedetto nel testo che appare ora — si trova del tutto in accordo con questa linea (che pone la misericordia al centro del messaggio cristiano). La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio».

Gli atti in un volume
Queste parole si trovano in un volume della San Paolo che pubblica gli atti di un convegno teologico che si è tenuto lo scorso ottobre a Roma, nella casa dei gesuiti di via degli Astalli. In quel convegno fu letto dall’arcivescovo Georg Gänswein il testo di un’intervista a Ratzinger sul tema della «giustificazione per fede», che è l’affermazione centrale della Riforma luterana: il 31 ottobre Papa Bergoglio andrà a Lund, in Svezia, a celebrare con i luterani i 500 anni della Riforma. Il volume con il testo di Benedetto è curato dal gesuita Daniele Libanori ed è intitolato «Per mezzo della fede. Dottrina della giustificazione ed esperienza di Dio nella predicazione della Chiesa» (San Paolo editore, pp. 199, euro 20).

L’anonimo intervistatore
L’anonimo intervistatore sollecita Ratzinger a svolgere un raffronto tra il sentimento religioso dell’umanità contemporanea a Lutero, segnato dall’idea del peccato e dal bisogno della «giustificazione», e il nostro attuale. Ratzinger sviluppando affermazioni già proposte da cardinale riconosce che oggi non avvertiamo più quel bisogno di scampare alla «collera divina» mossa dal nostro peccato, ma avvertiamo comunque il «bisogno della grazia e del perdono».

«Per me — dice il Papa emerito — è un segno dei tempi il fatto che l’idea della misericordia di Dio diventi sempre più centrale e dominante». A illustrazione di tale progressiva centralità Ratzinger cita la santa polacca Faustina Kowalska (1905-1938), le cui «visioni» (era una mistica e ha lasciato un diario) riflettono «il desiderio della bontà divina che è proprio dell’uomo d’oggi»; e cita il Papa polacco, che canonizzò la connazionale e pubblicò un enciclica sul tema: «Dio ricco di misericordia» (1980).

Ratzinger nomina Francesco
È a questo punto che Ratzinger nomina Francesco, affermando che si trova «in accordo con questa linea».

Non dice nulla di sé, il buon Benedetto maestro di discrezione, ma sarebbe facile aggiungere che al tema della misericordia va ricondotta la sua prima enciclica intitolata «Dio è amore» (2006) e che è sua, presa da un discorso del 30 marzo 2008, l’affermazione che «il nome di Dio è Misericordia», posta da Francesco a titolo del libro intervista con Andrea Tornielli (Piemme 2016).

«La misericordia di Dio»
Conclusione di Ratzinger nell’intervista: «Gli uomini d’oggi sanno di aver bisogno della misericordia di Dio e della sua delicatezza. Nella durezza del mondo tecnicizzato nel quale i sentimenti non contano più niente, aumenta l’attesa di un amore salvifico che venga donato gratuitamente. Mi pare che nel tema della misericordia divina si esprima in un modo nuovo quello che significa la giustificazione per fede».

Non sono affermazioni scontate. Non mancano cattolici che accusano Francesco di operare uno sbilanciamento buonista della predicazione della Chiesa dimenticando la «giustizia divina», la necessità della penitenza, il rischio della «perdizione eterna». In un momento nel quale quelle critiche vanno accentuandosi, l’appoggio che gli viene da Benedetto può risultare prezioso.

Erano già una decina i testi di Benedetto pubblicati dopo la rinuncia al Papato, ma questo è il più importante. Ci dice che la mente teologica del Papa emerito continua a tessere la sua tela. Un tempo l’imbastiva in aiuto al missionario del mondo che fu Papa Wojtyla e ora non disdegna di farlo, dal suo ritiro, ad accompagnamento della predicazione del Papa che propone una «riforma della Chiesa in uscita missionaria».

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Il cammino del perdono

Posté par atempodiblog le 10 janvier 2016

Il cammino del perdono

Coltivare Amore

Un’ascoltatrice di Radio Maria: Ciao padre Livio, buonasera a tutti!

P. Livio: Buonasera anche a te!

Ascoltatrice: Grazie! Sto chiamando a proposito della Divina Misericordia… C’è una domanda che mi martella in testa da tanto tempo, da anni… Ho provato a parlarne con qualche sacerdote, però le loro risposte non mi convincono. Ecco, il discorso è questo: la gente, a volte, si aspetta, da noi che frequentiamo la Chiesa, che perdoniamo qualsiasi cosa… di tutto e di più, ma quando ti ritrovi davanti delle persone… ad esempio dei parenti… Ecco, pongo direttamente questa cosa, brevemente… I parenti da tanti anni ti tormentano a causa di interessi, ti hanno calunniato, ti hanno fatto del male e tanto di più e, poi, dopo tanti anni, anche dopo venti anni, questa gente ti cerca sempre perché vuole “fare pace con te”. Se dai un rifiuto, ti rinfaccia il fatto che tu non li perdoni; “come mai se sei cristiana…”, in maniera ipocrita si scandalizzino di questo.

A me è successo, una volta, che per aver rinunciato a questo mi hanno anche alzato le mani contro. Ecco perché dico che la pace è assurda… A conclusione di tutto questo: come si può perdonare questa gente che soltanto a vederla stai male fisicamente? Stai male proprio fisicamente!

Sto attenta a non odiare, perché so che questo sentimento non deve albergare nel nostro cuore, però sto male e sarebbe falso fare pace, perdonali, quando in realtà tu non sai neanche se li hai effettivamente perdonati, perché sai questa gente ancora ti vuol male.

La prego Padre Livio mi faccia capire perché io non riesco mai a trovare una risposta concreta a tutto questo. Non ho capito la Misericordia fino a dove spingerla perché credo che è quella del cuore. La pace dentro la si trova se veramente si perdona, se si ama il proprio fratello, ma se questo viene meno perché ti fa stare male solo la sua presenza…

Padre Livio:
Ok! Questo è un problema molto diffuso. Ma no, tu hai detto una bella frase. La cosa che veramente…, le caricature del perdono, no?…

No alla caricatura del perdono
Tempo fa successe un fatto molto grave qui ad Erba, come sapete, e abbiamo avuto una bellissima testimonianza di una famiglia che ha perdonato. Poi, però, divenne un caso argomento mass-mediatico che si prolungò per settimane, per mesi… per cui mi ricordo che i cronisti andavano davanti ad una persona, una madre che aveva avuto un figlio ucciso o il marito assassinato e domandavano: “allora… ha perdonato? Ha perdonato? Ha perdonato?”. Cioè… la caricatura del perdono… ma dico: “ma scherziamo?”.

La fatica del cuore
Perdonare è una fatica del cuore, occorre del tempo, non è che dall’oggi al domani faccio scattare il perdono, cioè, non so come dire, è un processo di conquista del proprio cuore e il primo passo, come ha detto bene la signora, è impedire all’odio di entrare nel cuore. Se tu hai ricevuto un torto e lasci che il diavolo ti punga e immetta il suo veleno nel tuo cuore, questo ti indurisce il cuore stesso, quindi la prima cosa da fare è vegliare alla porta del cuore perché non entri l’odio.

Niente odio, niente vendetta
All’inizio ci sarà il desiderio di giustizia, ecc… poi pian piano le cose cambieranno, però una cosa che bisogna fare assolutamente è quella di non odiare e di non vendicarsi, capito? Niente odio, niente vendetta. Dopo, pian piano, si va avanti e si prega per i propri nemici, cioè per quelle persone che mi han fatto del male, io prego per loro e si va avanti ancora pian piano, si vede se sono disposte alla riappacificazione… Se sono sinceramente pentite e mi chiedono perdono, son disposto a darlo; non voglio già dire: “perdono, perdono”, no, se io vedo una persona che mi ha fatto del male che è sinceramente pentita, mi saluta, mi si avvicina… valuto, sia pure non con faciloneria, perché se no è inutile che mi cerca, andiamo a bere mezza bottiglia di champagne che dopodiché litighiamo subito. No, bisogna vedere se il cuore ha fatto il suo cammino interiore.

Perdonare non vuol dire necessariamente stringere amicizia
Il perdono, umanamente parlando, è un cammino, mica tutti possono fare come Gesù Cristo, che dall’alto della Croce, ha detto: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Magari per dire sinceramente quelle parole bisogna essere Gesù Cristo, allora se una persona però ti dice che si è pentita e ti chiede perdono, insomma come il figliol prodigo al Padre, questo lo si dà, ma dare il perdono non significa necessariamente diventare amici, perché l’amicizia è un’altra cosa.

Noi dobbiamo essere in pace con tutti, ma l’amicizia e tutto il resto sono altre cose che non c’entrano col perdono. Io posso perdonare uno che mi ha fatto un torto grave, ma non per questo io divento suo amico, lo rispetto, voglio dire che ci vuole tutto un procedimento al riguardo; questo l’ho voluto mettere bene in evidenza.

La disponibilità a ricevere il perdono
Uno fa un “cammino del perdono” ma guarda se l’altro fa discernimento, se l’altro è disponibile, capito?
A far sì che questa cosa vada in porto ci vuole la disponibilità, perché ci sono quelli che sono doppi, cioè non sono persone sincere, non sono persone affidabili, va guardato cosa c’è nel cuore perché se no quello ti frega due volte, poi ti frega tre volte… scusate, ma questa è la verità per cui non è che quando Giuda uscì per tradire Gesù, il Signore gli disse: “Eh, Giuda! Guarda che ti perdono”. Il perdono non è una caricatura di questo genere, se Giuda fosse andato da Gesù ai piedi della Croce e avesse pianto e chiesto perdono, Dio lo avrebbe perdonato. D’altra parte Gesù avendo visto Pietro in quell’affanno, lo ha guardato e Pietro pianse amaramente. Guardate che pianse amaramente Pietro e per quello fu perdonato.

Il pentimento di chi ha fatto un torto
Ci vuole il pentimento di chi ha fatto il torto. Se ci trovassimo di fronte una persona che non si pente del grave torto commesso, sicuramente io non lo odio, io non mi vendico, io prego per lui e sono disponibile al perdono, magari posso anche aiutarlo dicendo una buona parola, ma il perdono si dà a chi si pente.

Senza pentimento l’assoluzione del prete non è valida
D’altra parte cosa fa Dio? Dio dà il perdono a chi si pente, perché se uno va a confessarsi e non si pente l’assoluzione amministrata dal prete non vale. Non vale se non c’è il pentimento. Senza pentimento non c’è il perdono dei peccati, mettetevelo bene in testa! Questo è Vangelo! Né più, né meno.

Niente commedie
Senza il pentimento non c’è il perdono dei peccati, anche chi ha fatto un grave torto deve pentirsi e chiedere perdono all’altra persona, non deve creare le barricate, deve essere disponibile a darlo anche a tendere la mano, se no si recita la commedia, non si fa qualcosa di serio.

Quando i cuori cambiano si vede nell’altro un fratello
Il perdono si ha quando due persone, una dopo aver ricevuto una grave ingiustizia e l’altra persona che l’ha fatta, si abbracciano, ma perché i cuori son cambiati.

Se uno ha cambiato il cuore si nota, vede nell’altro un fratello. Non c’è niente da fare, se uno è veramente pentito lo abbracci.

Il cambiamento di cuore funziona se uno è veramente pentito, così ti viene spontaneo perdonarlo, se è veramente pentito, ma se non c’è questo pentimento cosa vuoi fare? Stai sulle tue, c’è poco da fare.

Trascrizione di una telefonata intercorsa tra un’ascoltatrice di Radio Maria e Padre Livio Fanzaga durante una Catechesi Giovanile del dicembre 2015

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Ricorda
Durante la santa Messa ho visto Gesù disteso in croce che mi ha detto: «Mia discepola, abbi un grande amore per coloro che ti fanno soffrire, fà del bene a coloro che ti odiano». Ho risposto: «O mio Maestro, Tu vedi bene che non ho sentimenti d’amore per loro, e questo mi rattrista». Gesù mi ha risposto: «Il sentimento non è sempre in tuo potere. Da questo riconoscerai se hai amore, se dopo aver ricevuto dispiaceri e contrarietà, non perdi la calma, ma preghi per coloro dai quali hai ricevuto le sofferenze e desideri per loro il bene». Quando sono tornata… (dal Diario di Santa Faustina Kowalska)

Gesù: «Non lasciarti guidare dal sentimento poiché esso non sempre è in tuo potere, ma tutto il merito sta nella volontà». (dal Diario di Santa Faustina Kowalska)

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L’usanza di estrarre il Patrono particolare per tutto l’anno

Posté par atempodiblog le 31 décembre 2015

Nostro Signore Gesù Cristo

A Capodanno da noi c’è l’usanza di estrarre il Patrono particolare per tutto l’anno. La mattina, durante la meditazione, mi venne uno di questi segreti desideri, e cioè che Gesù Eucaristico fosse il mio Patrono particolare anche per quest’anno, come per il passato. Nascosi però questo mio desiderio al mio Diletto; parlai con Lui di tutto, ad eccezione del fatto che Lo volevo come Patrono.

Quando andammo in refettorio per la colazione, dopo aver fatto il segno della croce, ebbe inizio l’estrazione dei Patroni. Appena mi avvicinai alle immaginette sulle quali erano scritti i Patroni, ne presi una senza pensarci e non la lessi subito. Volevo mortificarmi per qualche minuto. All’improvviso sento nel mio intimo una voce: «Sono il tuo Patrono, leggi». Allora guardai subito quello che c’era scritto e lessi: «Patrono per il 1935 la Santissima Eucaristia». Il cuore mi sobbalzò dalla gioia e mi allontanai alla chetichella dal gruppo delle suore ed andai almeno per un momento davanti al SS.mo Sacramento e là diedi sfogo ai sentimenti del mio cuore. Gesù però mi fece osservare in modo delicato che in quel momento avrei dovuto essere con le consorelle. Andai immediatamente, attenendomi alla regola.

O Santa Trinità, Unico Dio, insondabile nella grandezza della Misericordia verso le creature e specialmente verso i poveri peccatori. Hai mostrato l’abisso insondabile della Tua Misericordia, che nessuna mente, né umana né angelica, è riuscita mai a scandagliare. Il nostro nulla e la nostra miseria sprofondano nella Tua grandezza. O Bontà infinita, chi può adorarti degnamente? Si trova un’anima che possa comprendere il Tuo amore? O Gesù, tali anime esistono, ma non sono molte.

Santa Faustina Kowalska

apettando la mezzanotte

Cliccando sul link sottostante potete scoprire a quale santo siete stati affidati…:

http://infodamedjugorje.altervista.org:80/ilsantodellanno.html

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Santa Faustina e la vigilia di Natale del 1937

Posté par atempodiblog le 23 décembre 2015

Oplatek
Scambio dell’oplatek

Vigilia di Natale 1937. Dopo la santa Comunione la Madonna mi fece conoscere la preoccupazione che aveva avuto nel Suo Cuore a motivo del Figlio di Dio. Ma tale preoccupazione era stracolma di tanto profumo di rassegnazione alla volontà di Dio, che la chiamerei piuttosto delizia e non preoccupazione. Ho compreso in che modo la mia anima deve accettare qualunque volere di Dio. Peccato che io non sappia descrivere ciò così come l’ho conosciuto.

La mia anima è rimasta per tutta la giornata in un raccoglimento più profondo, dal quale niente è riuscito a strapparla, né i suoi doveri, né i rapporti avuti con persone secolari.

Prima del cenone sono andata un momento in cappella per scambiare spiritualmente l’oplatek con le persone che mi amano e sono care al mio cuore, ma sono lontane. Prima di tutto mi sono immersa in una profonda preghiera ed ho chiesto al Signore grazie per loro e poi per ciascuna in particolare. Gesù mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli sia gradito ed una gioia ancora più grande ha riempito la mia anima, nel vedere che Iddio ama in modo particolare coloro che noi amiamo.

Entrata in refettorio, durante la lettura tutto il mio essere venne immerso in Dio. Vidi interiormente lo sguardo di Dio diretto su di noi con grande compiacimento. Rimasi a tu per tu col Padre Celeste. In quel momento conobbi più a fondo le Tre Persone divine che contempleremo per tutta l’eternità, e dopo milioni di anni ci renderemo conto di aver appena iniziato la nostra contemplazione.

Oh, quanto è grande la Misericordia di Dio, che ammette l’uomo ad una così grande partecipazione alla Sua divina felicità, ma nello stesso tempo che gran dolore trafigge il mio cuore per il fatto che molte anime disprezzano questa felicità!

Quando cominciammo a scambiarci l’oplatek, regnò un sincero, reciproco affetto. La Madre Superiora mi fece gli auguri con queste parole: «Sorella, le opere di Dio vanno adagio, perciò non abbia fretta».

In genere tutte le suore con grande affetto mi augurarono sinceramente quello che desideravo maggiormente. M’accorsi che questi auguri provenivano veramente dal cuore, ad eccezione di una suora che, sotto i suoi auguri, nascondeva la malignità. La cosa però non mi fece soffrire molto, poiché avevo l’anima inebriata di Dio, ma m’illuminò sul perché Iddio si comunicasse così poco a quell’anima e conobbi che essa cercava sempre se stessa, perfino nelle cose sante. Oh, quanto è buono il Signore, che non mi permette di andare fuori strada e so che mi custodirà gelosamente, ma solo fino a quando resterò piccola, poiché a Lui, Sovrano eccelso, piace intrattenersi coi piccoli, mentre i grandi li osserva da lontano e li contrasta.

Sebbene desiderassi vegliare un po’ prima della Messa di Mezzanotte, non mi fu possibile, poiché m’addormentai subito anche perché mi sentivo molto debole. Però quando suonarono per la Messa di Mezzanotte, mi alzai immediatamente, sebbene mi vestissi con molta fatica, poiché ogni momento mi sentivo svenire. Quando giunsi alla Messa di Mezzanotte, subito fin dall’inizio m’immersi tutta in un profondo raccoglimento, nel quale vidi la Capanna di Betlemme inondata da tanta luce.

La Vergine SS.ma avvolgeva nei pannolini Gesù, tutta assorta in un grande amore. San Giuseppe invece dormiva ancora. Solo quando la Madonna depose Gesù nella mangiatoia, la luce divina svegliò Giuseppe che si unì a lei nella preghiera. Dopo un po’ rimasi io sola col piccolo Gesù, che allungò le Sue manine verso di me ed io compresi che Lo dovevo prendere in braccio. Gesù appoggiò la Sua testina sul mio cuore e con uno sguardo profondo mi fece comprendere che stava bene accanto al mio cuore. In quel momento Gesù scomparve e suonò il campanello per la santa Comunione. La mia anima non riusciva a reggersi dalla gioia.

Verso la fine della santa Messa però mi sentii così debole, che dovetti uscire dalla cappella e andare nella mia cella. Non fui più in grado di partecipare al tè con la comunità. Ma la mia gioia fu grande per tutta la durata delle feste, poiché la mia anima rimase unita al Signore senza interruzione.

Conobbi che ogni anima vorrebbe le consolazioni divine, ma non rinuncia per nessun motivo alle consolazioni umane, e purtroppo le due cose non sono assolutamente conciliabili fra di loro.

Santa Faustina Kowalska

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Gesù: “Trovano tempo per tutto, solamente non ne trovano per me”

Posté par atempodiblog le 3 novembre 2015

Gesù a santa Faustina Kowalska: “Trovano tempo per tutto, solamente non ne trovano per me”.

famiglia tra tv pc e cellulare

Il tempo per recitare il SANTO ROSARIO si può trovare OGNI GIORNO. Basta volerlo e chiedere l’aiuto di Dio…

Quando qualcuno mi obietta: “Ma io devo lavorare tutto il giorno! Non ho mica il tempo per queste cose! Vorrei ma… non posso!”, io replico: “Non hai proprio tempo! Che peccato! E quindi oggi non avrai avuto neppure tempo per fare colazione, per pranzare, per cenare, per stare su whatsapp e facebook…”. 

Lo sguardo basso dell’interlocutore solitamente conferma che pur non avendo “assolutamente” tempo per pregare (1) non si è saltato alcuno dei tre pasti canonici e (2) si è rimasti “connessi” tutto il giorno.

Quindi: si tratta solo di usare meglio il proprio tempo (e la propria libertà).

di Diego Manetti

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L’Angelo Custode

Posté par atempodiblog le 2 octobre 2015

angelo custode

Un’altra volta, mi trovai accanto una figura luminosa. Era uno spirito raggiante come l’avevo già visto durante il viaggio in ferrovia. Avevo allora notato che su ognuna delle chiese davanti a cui passavo stava un angelo, e ognuno di quegli spiriti, custodi dei vari templi, s’inchinava davanti allo spirito che si trovava accanto a me. Una volta varcata la soglia del convento, questo spirito era scomparso e io avevo ringraziato Dio per la sua bontà di avermi dato per compagno degli angeli.

Quanto pochi, tra gli uomini, riflettono d’avere sempre al fianco un ospite del genere, il quale è al tempo stesso un testimonio a ciascuna delle nostre azioni!

Santa Faustina Kowalska

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Don Giussani: Il Pioppo di Rebora, simbolo del mistero

Posté par atempodiblog le 29 juin 2015

Una volta stavo riflettendo sulla SS. Trinità, sull’Essenza di Dio. Volevo assolutamente approfondire e conoscere chi è questo Dio… In un istante il mio spirito venne come rapito in un altro mondo. Vidi un bagliore inaccessibile e in esso come tre sorgenti di luce, che non riuscii a comprendere. E da quella luce uscivano parole sotto forma di fulmini, che si aggiravano attorno al cielo ed alla terra. Non comprendendo nulla di questo, mi rattristai molto.
Improvvisamente dal mare di luce inaccessibile usci il nostro amato Salvatore, di una bellezza inconcepibile, con le Piaghe sfavillanti: E da quella luce si udì questa voce: «Qual è Dio nella Sua essenza, nessuno potrà sviscerarlo, né la mente angelica, né umana». Gesù mi disse: «Procura di conoacere Dio attraverso la meditazione dei Suoi attributi». Un momento dopo Gesù tracciò con la mano il segno della croce e scomparve.

Santa Faustina Kowalska

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“Se dunque l’umana situazione porta ad intuire l’esistenza del divino, l’uomo non può però dire che cosa Egli sia in se stesso. Perciò non possiamo che usare termini negativi per Lui (Infinito, Immenso, Ineffabile, Incomprensibile, ecc.) o termini totalitari, che anch’essi in fondo, negano condizioni di essere a noi note (Onnipotente, Onnisciente, Onnipresente).  Ed anche gli attributi postivi che diamo a Lui (bontà, giustizia, bellezza, fedeltà, potenza, ecc.) non sono tanto definizioni, quanto introduzioni, dal nostro limitato e vario punto di vista, alla ricchezza di quell’Essere per noi inconcepibile”.

“Una bella poesia di Clemente Rebora intitolata Il Pioppo crea un simbolo pieno di evidenza del rapporto tra la realtà sperimentabile e la sua nascosta e ultima ragione.

‘Vibra nel vento con tutte le sue foglie / il pioppo severo; / spasima l’aria in tutte le sue doglie / nell’ansia del pensiero: / dal tronco in rami per fronde si esprime/ tutte al ciel tese con raccolte cime: / fermo rimane il tronco del mistero, / e il tronco s’inabissa ov’è più vero’.

La ‘pianta’ del mondo, il ‘tronco’ della realtà affonda le sue radici (cioè trae la sua ragione d’essere) ad un livello per noi inafferrabile, dentro un abisso a noi insondabile: è il livello del divino, del mistero”.

“Il significato della poesia confluisce nella affermazione di Gabriel Marcel: «Il mistero [...] è chiarificatore».
Il mistero non è un limite alla ragione, ma è la scoperta più grande cui può arrivare la ragione: l’esistenza di qualcosa incommensurabile con se stessa”.

Don Luigi Giussani

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O Cuore Santissimo, Sorgente di Misericordia

Posté par atempodiblog le 12 juin 2015

O Cuore Santissimo, Sorgente di Misericordia dans Citazioni, frasi e pensieri 1z662h5

O Cuore dolcissimo del mio Signore, pieno di compassione e di insondabile Misericordia T’imploro per i poveri peccatori. O Cuore Santissimo, Sorgente di Misericordia, dal quale scaturiscono raggi di grazie inconcepibili per tutto il genere umano, da Te imploro la luce per i poveri peccatori. O Gesù, ricorda la Tua dolorosa Passione e non permettere che periscano anime redente col Tuo preziosissimo e santissimo Sangue. O Gesù, quando considero il grande prezzo del Tuo Sangue, gioisco per il suo grande valore, dato che una sola goccia sarebbe bastata per tutti i peccatori. Benché il peccato sia un abisso di cattiveria e d’ingratitudine, tuttavia il prezzo pagato per noi è  assolutamente incomparabile. Pertanto ogni anima abbia fiducia nella Passione del Signore, speri nella Misericordia. Iddio non nega a nessuno la Sua Misericordia. il cielo e la terra possono cambiare, ma la Misericordia di Dio non si esaurisce. Oh! Quale gioia arde nel mio cuore, quando considero questa Tua incomprensibile bontà, o Gesù mio. Voglio condurre ai Tuoi piedi tutti i peccatori, affinché lodino la Tua Misericordia per i secoli infiniti.

Santa Faustina Kowalska

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IL CASO/ Da Wojtyła a Francesco: suor Faustina e le “sviste” della Chiesa

Posté par atempodiblog le 13 avril 2015

IL CASO/ Da Wojtyła a Francesco: suor Faustina e le “sviste” della Chiesa
Non tutti sanno, infatti, che l’enorme “sì” che la chiesa sta dicendo alla Divina Misericordia, è stato preceduto da un “no” grande: un “no” pronunciato ai massimi livelli.
di Mauro Leonardi – Il Sussidiario

IL CASO/ Da Wojtyła a Francesco: suor Faustina e le “sviste” della Chiesa dans Articoli di Giornali e News 34htpj4

Ieri, con la Bolla d’indizione Misericordiae Vultus, è stato indetto a san Pietro il giubileo straordinario della Misericordia. Ho scritto “ieri” nonostante il papa abbia promulgato l’editto nella serata di sabato perché non bisogna dimenticare che per la Chiesa la domenica inizia il sabato sera. E ieri era domenica e non una domenica qualsiasi: era, come chiese Gesù a santa Faustina Kowalska il 22 febbraio 1931,  la domenica della Divina Misericordia. 

Il giubileo della Misericordia vivrà uno dei suoi momenti più alti durante la Gmg del 2016, a Cracovia, città della Kowalska e di Karol Wojtyla. Lì ora c’è il Santuario della Divina Misericordia, inaugurato da san Giovanni Paolo II nel suo ultimo viaggio in patria, quello del 2002. Durante quella solenne funzione il papa di allora fece riferimento a una pagina del Diario di quell’umilissima suora nella quale si trovano queste parole di Gesù: “Amo la Polonia in maniera particolare e, se ubbidirà al mio volere, l’innalzerò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia ultima venuta”.

San Giovanni Paolo II nell’omelia disse: “Oggi, in questo Santuario, voglio solennemente affidare il mondo alla Divina Misericordia. Lo faccio con il desiderio ardente che il messaggio dell’amore misericordioso di Dio, qui proclamato mediante santa Faustina, giunga a tutti gli abitanti della terra e ne riempia i cuori di speranza. Tale messaggio si diffonda da questo luogo nell’intera nostra amata Patria e nel mondo. Si compia la salda promessa del Signore Gesù: da qui deve uscire ‘la scintilla che preparerà il mondo alla sua ultima venuta’”. Così, con la citazione esplicita del Diario, egli distoglieva l’attenzione dalla sua persona — perché tutti, quando leggevano quelle parole, pensavano che il soggetto fosse il Papa polacco — ma dall’altra, inserendo la citazione in modo esplicito nella sua omelia, attribuiva alle parole riportate dal Diario un rango diverso da quello della semplice “rivelazione privata”: diventavano parole di un Pontefice. 

Contraddicendo tutti quelli che vogliono contrapporre Giovanni Paolo II all’attuale vescovo di Roma, non solo Papa Francesco ha incastonato nel proprio pontificato una anno santo della Divina Misericordia — cioè di quello che è stato “il tema” del pontificato di Karol Wojtyla — ma l’ha imperniato sul santuario della Divina Misericordia di Cracovia e ha nominato protettori di quella Gmg Wojtyla e Kowalska, la santa che il Papa polacco non solo ha beatificato e canonizzato ma, prima ancora, ha disincagliato dalla condanna con cui il Sant’Uffizio aveva colpito se non lei, per lo meno la sua dottrina. 

Non tutti sanno, infatti, che l’enorme “sì” che la chiesa sta dicendo alla Divina Misericordia, è stato preceduto da un “no” grande: un “no” pronunciato ai massimi livelli. Il 28 novembre 1958 quella che è l’attuale Congregazione per la Dottrina della Fede emanava una Decreto in cui stabiliva:
1) doversi proibire la diffusione delle immagini e degli scritti che presentano la devozione della Divina Misericordia nelle forme proposte da suor Faustina;
2)essere demandata alla prudenza dei vescovi il compito di rimuovere le predette immagini che eventualmente fossero già esposte al culto”.

Tale proibizione venne ritirata il 15 aprile 1978 — cioè pochi mesi prima che il pontificato di Giovanni Paolo II iniziasse — “tenuti presenti i molti documenti originali non conosciuti nel 1959, considerate le circostanze profondamente mutate e tenuto conto del parere di molti ordinari polacchi”. Insomma, una specie di: “ci siamo sbagliati perché le traduzioni del Diario che avevamo erano poco fedeli all’originale”.

Tutti gli storici sanno che Karol Wojtyla, allora cardinale e arcivescovo di Cracovia, fu in primissimo piano nel difendere la suora di cui voleva promuovere la causa di beatificazione. Quando nel 2002 durante il suo ultimo viaggio in patria consacrò il santuario, Giovanni Paolo II, improvvisando, disse: «Qui passavo ogni giorno andando a casa dal lavoro alla Solvay e avendo ai piedi un paio di zoccoli. Mai avrebbe immaginato quel ragazzo con gli zoccoli che un giorno avrebbe consacrato la basilica della Divina Misericordia nel luogo dove tante volte aveva sostato in preghiera». 

Rileggo quanto ho scritto finora e lo trovo un po’ tortuoso, un po’ faticoso. Me ne dispiaccio ma, a volte, “fatica” è il nome con cui si aderisce alla vita. Avrei potuto scrivere che Faustina Kowalska è la scrittrice polacca più letta al mondo, e avrei detto il vero perché la sua opera, che si chiama Diario, ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in 30 lingue. Avrei potuto aggiungere che lei di questo non ha mai saputo nulla perché, morta nel 1938 a 33 anni, dava le sue pagine solo al suo direttore spirituale — don Michele Sopocko — che le ha divulgate dopo la sua morte e che per questo ha passato “i guai suoi”, anche se adesso la Chiesa lo ha proclamato beato.

Avrei detto il vero ma non avrei detto la verità, perché amare la Chiesa significa a volte anche parlare dell’attrito che i santi provano standoci dentro. Qualcuno ha detto che a volte la Chiesa perseguita i santi che poi canonizza. È una frase ad effetto che non è vera, perché la Chiesa non procede per dialettica. Siamo noi uomini che, per capire il misterioso corso della storia, ci innamoriamo di tesi, antitesi e sintesi. La Chiesa è fatta dagli uomini e da Dio, e uomini sono sia i santi che “i meno santi”. Certo è che i santi — quelli come san Francesco, come santa Faustina, come san Sopocko — non sono mai usciti dalla chiesa anche quando sembrava che nella Chiesa Dio si vedesse un po’ meno. I santi non hanno cercato né la rivoluzione né la fuga in avanti: hanno lavorato pieni di speranza fiduciosamente abbandonati tra le braccia della Madre della Speranza.

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Papa presiede indizione Bolla Anno Santo: misericordia è essenza Vangelo

Posté par atempodiblog le 10 avril 2015

Papa presiede indizione Bolla Anno Santo: misericordia è essenza Vangelo
Tratto da: Radio Vaticana

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Sarà una cerimonia solenne, presieduta domani pomeriggio alle 17.30 da Papa Francesco, a fare da cornice alla pubblicazione della Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia. Dopo la lettura di alcuni brani della Bolla, dal titolo “Misericordiae vultus”, davanti alla Porta Santa della Basilica Vaticana, Francesco presiederà la celebrazione dei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia, durante la quale consegnerà a sei rappresentanti della Chiesa nel mondo una copia del docuemnto. La festa della Divina Misericordia è legata indissolubilmente a San Giovanni Paolo II, che la introdusse, e al carisma di Santa Faustina Kowalska, che ne fu l’apostola. Alessandro De Carolis ne ha parlato con mons. Jozef Bart, rettore del Santuario della Divina Misericordia di Roma:

R. – La Divina Misericordia ha sempre acceso una straordinaria gioia nei cuori di tutti i fedeli, perché dalla Divina Misericordia scorrono grazie, grazie infinite. Ma quest’anno viviamo la festa della Divina Misericordia nell’annuncio da parte di Papa Francesco dell’indizione dell’Anno Santo e la gioia è ancora tanto più grande in quanto l’indizione dell’Anno Santo avviene proprio con i primi Vespri della Divina Misericordia.

D. – Che cosa l’ha colpita della decisione di Papa Francesco di indire un Anno della Misericordia?

R. – Quando Papa Francesco ha proclamato la decisione di aprire l’Anno Santo della Misericordia, io ho subito fatto riferimento al Pontificato di Giovanni Paolo II il quale ha fatto del suo pontificato l’immagine della misericordia, ma non solo: Giovanni Paolo II, proprio con la sua morte, con i primi Vespri della Divina Misericordia, ha dato un inizio al cammino di misericordia in questo terzo millennio. Giovanni Paolo II ci ha lasciato una grande eredità e questa eredità è racchiusa, contenuta nell’atto della consacrazione alla Divina Misericordia che Giovanni Paolo II ha compiuto il 17 agosto 2002 a Cracovia, nella capitale del culto della Divina Misericordia. In questo atto di consacrazione, Giovanni Paolo II chiede che tutta l’umanità, tutti gli abitanti della terra facciano l’esperienza di questa misericordia. Bene, la proclamazione di Papa Francesco dell’Anno della Misericordia è una risposta a questo atto di consacrazione, perché il Giubileo della Misericordia porterà a far giungere questo messaggio davvero a tutti gli uomini di buona volontà di questa terra.

D. – Lei da tanti anni è a servizio, in questo Santuario, del carisma di Santa Faustina Kowalska che Giovanni Paolo II volle far conoscere a tutto il mondo. Secondo lei, questo carisma in che modo ha arricchito la Chiesa, la vita dei fedeli?

R. – Giovanni Paolo II, nella “Dives in misericordia”, ha scritto che la Chiesa, la missione della Chiesa, in tutti i momenti della sua storia è quella di proclamare il messaggio della Divina Misericordia e di introdurre gli uomini in questa misericordia. Ora, questa misericordia è l’essenza del Vangelo. Papa Francesco dice che la misericordia è il meglio dell’insegnamento di Gesù, ma con Santa Faustina, con la canonizzazione di Santa Faustina, prima Santa del Grande Giubileo – il 30 aprile 2000 – questa Santa, questa mistica porta una nuova luce per la Chiesa, per l’annuncio della misericordia della Chiesa, per la celebrazione, per la pratica di questa misericordia.

E sono le cinque forme del culto che suor Faustina ci consegna: si tratta della festa della misericordia, della coroncina della misericordia, dell’ora della misericordia, dell’immagine della misericordia e la diffusione di questo culto nel mondo, in mezzo alle persone che sono toccate da moltiformi miserie spirituali e materiali.

D. – Fare l’esperienza della misericordia di Dio, fare l’esperienza del Suo perdono significa anche riscoprire il Sacramento della Riconciliazione…

R. – Sì. La Misericordia apre il cuore dell’uomo al Sacramento della Riconciliazione. Questa Misericordia si può toccare con mano e ogni peccatore, ogni uomo emarginato, già condannato umanamente parlando, invece ha la possibilità di rimettersi in piedi e di diventare santo proprio perché la Misericordia di Dio perdona tutti i peccati. E’ bene dirlo che proprio nella Festa della Misericordia – ciò che avverrà poi durante il Giubileo – la Chiesa concede l’indulgenza, il perdono per i peccati, le pene per i peccati commessi, alle condizioni che richiede l’indulgenza della Chiesa.

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