“Osservate la Croce”

Posté par atempodiblog le 21 mars 2013

“Osservate la Croce” dans Citazioni, frasi e pensieri jozozovkokrizevac

“Osservate la Croce”, dice la Madre. E lei sa perché. Dice: “Osservate le sue piaghe, per imparare ad amare”. L’amore è dare la vita per altri. L’amore è morire per gli altri, offrire me stesso per loro. L’amore è pregare “Padre, perdona a loro”. Questo è l’amore: intercedere, come Gesù crocifisso ha fatto per i peccatori. “Padre, perdona loro”. Osservare la croce significa imparare: Dio mi perdona, non temo; Dio mi perdona, non ho paura. Dio è perdono. Il Padre mi ha perdonato, ha esaudito la preghiera del figlio. Sono felice. Cosa dice Dio a me attraverso i Profeti, ad esempio il profeta Isaia (cap. 43 o 49)? “Io ho scritto il tuo nome sulle palme delle mani. Tu sei mio. Se devi passare le acque o il fuoco, non temere, tu sei mio, sono con te, io ti ho redento. Tu sei prezioso ai miei occhi, non temere. Io ti amo. Una mamma può dimenticare il figlio, ma io non posso”. E’ un paragone con l’amore più forte creato da Dio, l’amore materno. “Può succedere che la mamma perde questo dono per il proprio figlio, ma io non posso, perché ti amo”. Questo amore è mostrato attraverso la Croce, in maniera fortissima, eclatante. “Osservate le sue piaghe” dice la Madre. Ma come no? “Voglio tornare nella mia famiglia, di nuovo con la croce, metterla in un posto particolare nella mia casa, dove i miei figli possono osservarla”.

Padre Jozo Zovko

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Veggenti di Medjugorje alla fiera di Rho (Milano)

Posté par atempodiblog le 20 mars 2013

“Cari figli, soltanto nella fede la vostra anima troverà la pace e il mondo la gioia” (Messaggio del 25 agosto 2002)

Questo è il tema scelto dall’Associazione Mir i Dobro per il prossimo incontro nazionale dipreghiera nello spirito di Medjugorje che si terrà domenica 21 aprile 2013 a Rho (Mi), presso la sede della Fiera, padiglione 22, sulla strada statale del Sempione 28.

Veggenti di Medjugorje alla fiera di Rho (Milano) dans Medjugorje rhofiera

Quest’anno l’incontro avviene nell’anno della fede proclamato da Benedetto XVI affinché, i cristiani, “possano approfondire la conoscenza del mistero di Cristo e testimoniare con gioia il dono della fede in Lui”. Anche noi, insieme, il 21 aprile vogliamo riflettere, ascoltare e pregare perché la fede sia la fonte della nostra pace, come ci dice la Madonna, e sia la gioia per il mondo. Tutti possono aprirsi all’azione di Dio, in qualunque situazione di vita si trovino. L’incontro di Rho vuole essere l’occasione per riavvicinarsi a Dio che ci aspetta sempre e ci ama senza limiti e confini. Da 14 anni, migliaia di persone che sono venute alle giornate di preghiera annuali possono testimoniare che queste parole sono vere, che davvero la Madonna ci aiuta a fare esperienza della misericordia e della pazienza di Dio.
Negli incontri che Mir i Dobro organizza annualmente, sono migliaia le persone che si sono convertite, che si sono confessate dopo anni di lontananza dal Signore, che hanno pianto le loro pene e hanno trovato sollievo e grazia. E’ una nuova rinascita alla fede, fonte della nostra pace e della nostra gioia. Il Papa, sull’anno della fede, aggiunge che “Il cristiano oggi spesso non conosce neppure il nucleo centrale della propria fede cattolica, del Credo, così da lasciare spazio ad un certo sincretismo e relativismo religioso, senza chiarezza sulle verità da credere e sulla singolarità salvifica del cristianesimo (…)
Dobbiamo, invece, tornare a Dio, al Dio di Gesù Cristo, dobbiamo riscoprire il messaggio del Vangelo, farlo entrare in modo più profondo nelle nostre coscienze e nella nostra vita quotidiana”. Tutti siamo chiamati e “l’evangelizzazione non è opera di alcuni specialisti, ma dell’intero Popolo di Dio, sotto la guida di Pastori. Ogni fedele, nella e con la comunità ecclesiale, deve sentirsi responsabile dell’annuncio e della testimonianza del Vangelo”.
Anche il Papa parla della fede come “gioia”: “La gioia cristiana scaturisce da questa certezza: Dio è vicino, è con me, è con noi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele. E questa gioia rimane anche nella prova, nella stessa sofferenza, e rimane non in superficie, bensì nel profondo della persona che a Dio si affida e in Lui confida”.
L’incontro annuale di preghiera organizzato da Mir i Dobro è nato dal suggerimento di Padre Jozo Zovko, parroco di Medjugorje al tempo delle prime apparizioni.
Quattordici anni fa aveva chiesto che si pregasse insieme tutta una giornata per dare la possibilità ai pellegrini, e a chiunque lo desideri, di rivivere assieme l’esperienza di preghiera, di adorazione e di catechesi sperimentata a Medjugorje, origine di molte conversione e di cambiamenti di vita. La giornata organizzata da Mir i Dobro, dunque, si caratterizza per la preghiera lieta e cantata, l’intima contemplazione dell’Eucarestia e la catechesi a partire dalla Parola di Dio e dai messaggi che la Madonna dona a Medjugorje da 31 anni. 20mila persone nella gioia: questa è l’icona della giornata, da anni.
Saranno con noi i veggenti di Medjugorje Jakov Colo e Marja Pavlovic Lunetti, Padre Ljubo Kurtovic, per molti anni guida spirituale dei pellegrini di Medjugorje, che condurrà la preghiera e le catechesi. Sentiremo la testimonianza del cantante Roberto Bignoli e le sue canzoni e l’esperienza di Chiarina Daolio, Presidente di Mir i Dobro. Canteremo con Jakov e con i Figli del Divino Amore e ascolteremo il violino di Melinda. Se sarà possibile, ci sarà un collegamento telefonico con Padre Jozo. E, infine, avremo vicino a noi e con noi la Madonna, durante l’apparizione.
In quest’anno dedicato dal Papa alla riscoperta della fede, saremo invitati a confermare nuovamente la nostra fede durante la S Messa, con la recita del Credo accompagnata dall’accensione di una candela, simbolo della luce ricevuta nel nostro battesimo, che sempre deve ardere. Forse ci saranno altri testimoni che al momento non siamo in grado di confermare.

Notizie utile per partecipare all’incontro nazionale di preghiera organizzata da Mir i Dobro domenica 21 aprile 2013 a Rho Fiera
Sede: Rho Fiera – Padiglione 22 – Strada statale del Sempione 28 – Rho (Mi)
a) L’entrata è gratuita e libera. Per i gruppi che prenotano i posti usufruiscono dei parcheggi della fiera, si chiede un rimborso spese per i servizi utilizzati.
A tutti coloro che parteciperanno si chiede un aiuto per le ingenti spese che l’Associazione Mir i Dobro deve sostenere per organizzare la giornata. Basti pensare che lo scorso anno per poter ospitare 20.000 persone sono stati spesi ben oltre 130.000 euro che chiaramente sono rimasti per più della metà a carico all’Associazione quale debito. Sarà possibile lasciare un’offerta durante la S. Messa o negli appositi contenitori negli stands.
Grazie fin da ora della vostra generosa comprensione e collaborazione
b) Intenzioni di preghiera: durante la giornata sarà possibile lasciare dei bigliettini con intenzioni da preghiera negli appositi cesti che saranno messi sull’altare al momento della Santa Messa e Apparizione.
c) Anno della fede: sarà possibile acquistare presso il banco iniziativa le candele che verranno accese durante la recita del Credo nella S. Messa e contribuire con una piccola offerta all’iniziativa caritativa.
d) Info: sono allestiti all’entrata principale, sarà possibile aderire alle iniziative caritative dell’Associazione, lasciare offerte e aiuti, conoscere le attività, partecipare alla preghiera continuativa per Mir i Dobro, acquistare i cd dei Figli del Divino Amore, di Jakov e di Roberto Bignoli.
e) Stand: Allestiti nel Padiglione accanto al 22 sono forniti di libri e oggettistica varia da permettere ai partecipanti di prendere oggetti (o altro) che verranno benedetti e portati nella propria casa o alle persone care.
f) Sicurezza: è garantita la massima sicurezza, un presidio medico e autoambulanza; per qualunque necessità sono presenti e attivi numerosi volontari dell’Associazione Mir i Dobro e della Protezione civile.
g) Ristoro e pranzo: all’interno dei 2 padiglioni ci sono i servizi igienici sempre in ordine. Sarà aperto un bar all’interno del padiglione accanto al 22 che funzionerà sempre ad esclusione delle ore di Adorazione e della Santa Messa; altri punti di ristoro si trovano all’esterno del padiglione 22 nelle vicinanze.
h) Area bimbi: nel padiglione accanto al 22, come lo scorso anno, vi sarà un luogo destinato ai bambini con tre assistenti. È importante quando si prendono i piccoli avvisare gli interessati.
i) Confessioni: vi saranno sacerdoti disponibili per le confessioni. Troverete cartelli indicatori nel padiglione accanto al 22.
l) Le riviste che saranno distribuite contengono la consacrazione a Maria da leggere insieme quando lo dirà Padre Ljubo. Se qualcuno non dovesse ricevere la rivista può sempre richiederla agli stand o alle info.
Per informazioni: Associazione Mir i Dobro Viggiù (VA) via Roma 33
Tel, 0332 487613 Fax 0332 485025 – E.mail info@miridobro.it

programmamedjugorje dans Padre Jozo Zovko

Tratto da: www.miridobro.it
Aiutiamoli – Il giornalino dell’associazione

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Se non ami non puoi pregare

Posté par atempodiblog le 13 juillet 2012

Se non ami non puoi pregare dans Fede, morale e teologia

Se non amo, non so pregare. San Paolo ha scritto: “Lo Spirito Santo prega in noi, abita in noi, ama in noi”. Se io non amo, non ho lo Spirito Santo, manca lo Spirito. Sono Satana, come dice Gesù a Pietro. Se odio qualcuno, io non posso pregare; se rifiuto qualcuno, io non posso pregare. Questa è la regola per pregare e per amare. Poi: l’amore comincia in te stesso. Ma se tu non sai accettarti così come sei, tu non puoi accettare tuo marito. E se tu non sei contenta del tuo volto, della tua fisionomia come fai a dire “non mi piaci”? Noi tutti siamo belli se sappiamo amare. Subito si avverte chi non ama. Non serve il trucco per amare! L’Amore è importante per vivere. Sai amare tu? Ma non esiste l’amore lontano dal Signore. Dio è amore. Non esiste altra sorgente. Per questo la Madonna ha detto “per poter amare Gesù, dovete amare voi stessi”. Se tu non ami te stesso, non sai amare Gesù. Il Signore ti ha dato tutto. E tu non ami. Come puoi venire in chiesa a pregare con la Chiesa, sacrificarti per la Chiesa con la tua preghiera se tu non sai amare e non sai pregare? Così non puoi pregare. Con il corpo puoi solo recitare. Se non hai cuore tu sei un albero solo con le foglie ma senza frutti. Per questo ci sono cristiani che vanno in chiesa, che recitano ma non danno frutti; poi affermano che è inutile andare in chiesa. Questo succede perché non desiderano amare, non vogliono conoscere la volontà di Dio. E’ molto pericoloso giocare con una Tradizione cristiana e con il Vangelo. La Madonna desidera educarti. Tu sei per Lei un “CARO FIGLIO”, che deve rimanere sottomesso a Lei e crescere sempre. Non dire: non so pregare perché sono nervoso. Un cristiano non deve dire questo…

Padre Jozo Zovko

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Vacanze: il riposo ci deve edificare ed aiutare a crescere nella fede, nella pace e nell’amore

Posté par atempodiblog le 12 juillet 2012

MESSAGGIO DA MEDJUGORJE DEL 25 Luglio 2006
Meditazione di Padre Jozo Zovko per le Coppie di Preghiera

“Cari figli, in questo tempo non pensate solo al riposo del vostro corpo ma, figlioli, trovate il tempo anche per l’anima. Che nel silenzio, lo Spirito Santo vi parli, e permettetegli di convertirvi e cambiarvi. Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Vacanze: il riposo ci deve edificare ed aiutare a crescere nella fede, nella pace e nell'amore dans Medjugorje

Nella natura umana Dio ha creato anche il bisogno del riposo. Durante la Creazione, Dio stesso ha creato un giorno per il riposo e lo ha chiamato il Giorno del Signore. E’ il giorno in cui la Chiesa mette l’Eucarestia come segno dell’incontro con il Signore risorto. E’ il giorno in cui il nostro corpo riposa e l’anima viene colmata di grazia. E’ cosa saggia armonizzare il riposo del corpo con il rinnovamento dello spirito. Dopo il primo viaggio missionario, Gesù mandò i suoi discepoli a riposare. Gli Apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed Egli disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po?” (Mc 6,31).

Nella natura umana esiste il bisogno di trovare l’armonia fra il corpo e l’anima. Persino i pagani dicevano: “Spirito sano in corpo sano”. E’ indispensabile avere cura del proprio corpo, perché esso è da Dio. Tuttavia, l’angoscia e l’eccessivo interesse per il corpo è una deviazione che rispecchia uno stato di salute malferma. Oggi, il culto del corpo e di tutto ciò che è materiale è estremamente esagerato. Il piacere fisicamente è diventato una méta. La promozione e il culto del corpo sono il contenuto dei programmi televisivi, dei giornali, dei film e degli altri mass-media. L’uomo ha perso la sicurezza e si sente indifeso, perché ha perduto la sua armonia. E’ come se nell’uomo la verità fosse inciampata, caduta e scomparsa. Purtroppo, la priorità viene data all’errore che guadagna uno spazio sempre maggiore e sopprime la verità.

Cos’è questa verità? E’ una virtù che protegge l’anima. E’ una virtù che fa trovare il tempo per far riposare l’anima, come c’invita a fare la Madonna in questo messaggio. E’ tempo di vacanze, un tempo per rinnovare la forza fisica e spirituale. Lasciando la nostra casa e la nostra Parrocchia non dobbiamo trascurare la nostra fede, la preghiera e la vita spirituale. Non dobbiamo diventare come coloro che identificano il loro riposo con una vita disgustosa, di solo divertimento e cose simili. Purtroppo, molti cristiani trascorrono il loro riposo senza la Santa Messa e senza la preghiera. Oggi, i centri turistici cercano di introdurre concetti nuovi nei programmi estivi, come ad esempio nuovi divertimenti e attività senza inibizioni. In questa maniera, durante le vacanze tanti cadono molto in basso in senso morale e cristiano. E così, anziché tornare a casa con il corpo e l’anima riposati, essi ritornano con i cuori feriti e con lo spirito, il matrimonio e la vita distrutti.

Materialmente, la Madonna ci invita a trovare ogni giorno il tempo da dedicare alla nostra anima. Pertanto, devo riflettere su come ciò è possibile. Ecco alcuni suggerimenti pratici. Ho bisogno di andare a riposarmi con quanto segue:

1) con la Bibbia,

2) con il mio Rosario familiare,

3) con un libro di contenuto cristiano,

4) con la decisione di andare regolarmente alla Santa Messa,

5) con la decisione di resistere e di evitare programmi non cristiani in cui mi posso imbattere,

6) con la decisione di iniziare ogni giornata con la preghiera e concluderla con la preghiera.

In vacanza è necessario rafforzare la nostra unione familiare, facendo insieme delle passeggiate e parlando con i nostri figli ed i nostri amici.

Dobbiamo sapere come cercare il silenzio. E’ lo Spirito Santo che stupendamente parla nel silenzio. Dobbiamo diventare aperti alle ispirazioni dello Spirito Santo che ci cambia e nobilita. Se solo abbiamo guardato un tramonto e ammirato i meravigliosi colori che si dipingono nel cielo, una tale stupenda esperienza di ciò che è bello, ci libera dai nostri fardelli e dalle nostre frustrazioni Il riposo è meraviglioso e benefico quando ce lo dona lo Spirito Santo. Allora, non vi è alcuna frustrazione o sovraccarico e la nostra anima è riposata e libera. Come ha detto il profeta: “Solo in Dio riposa l’anima mia”.

Che cosa ci dice e ci insegna la nostra Madre Celeste? Ella ci dice che il riposo ci deve edificare ed aiutare a crescere nella fede, nella pace e nell’amore. Ella c’insegna a non perdere la fede e l’anima durante le vacanze, ma usare le vacanze a vantaggio e per il bene sia dell’anima che del corpo. E’ suo desiderio che il riposo sia una occasione per la nostra crescita e arricchimento morale, intellettuale e spirituale.

In questo mese preghiamo per le seguenti intenzioni:

1. Per tutti i giovani che hanno accettato la vacanza come opportunità di peccato e di piacere.

2. Per le famiglie cristiane, perché sappiano come educare i loro figli e guidarli nei misteri della fede e della vita cristiana.

3. Per tutti i poveri che non hanno la possibilità di andare in vacanza, perché non siano sopraffatti dall’invidia e dalla gelosia.

Cari fratelli e sorelle, prego per tutti voi che non avete la possibilità di andarvi a riposare e per tutti voi che potete. La Regina della Pace possa accompagnarvi tutti e proteggervi con la sua benedizione. Prego per voi e vi saluto calorosamente.

Sinceramente vostro

Fra Jozo Zovko

Tratto da: Medjugorje Blog

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Preghiera e digiuno: due ali per l’incontro con Dio

Posté par atempodiblog le 9 juillet 2012

 Preghiera e digiuno: due ali per l'incontro con Dio dans Digiuno

Non dimentichiamo che ci deve essere chi prega per chi non prega mai, proprio come il sole che dà luce a tutti i pianeti e alla terra intera.

Proprio come il cuore serve tutto il corpo, allo stesso modo coloro che ricevono il dono della preghiera sono chiamati a dare gloria a Dio attraverso la preghiera. Essi sono chiamati a pregare affinché altri conoscano e incontrino Dio. Essi sono chiamati a pregare per la conversione e per la pace.

Il digiuno e la rinuncia purificano la fede. È mio desiderio spiegare il concetto di digiuno, che non è ben compreso fra noi. Quandola Nostra Signora parla di digiuno e di rinuncia, Lei non si riferisce solo al cibo, ai pasti e così via. Nello stesso modo, il nostro Signore ci insegna che il digiuno comincia dal cuore e dai cattivi pensieri che lì hanno origine.

Digiunare col pensiero. Oggi dobbiamo imparare a digiunare dai pensieri cattivi, violenti, disordinati, impuri e indegni e a saper rinunciare ad essi. Dobbiamo far coincidere i nostri pensieri col Vangelo e col pensiero di Dio, perciò dobbiamo leggere e meditarela Parola di Dio e le vite dei Santi. Tanti soffrono a causa dei pensieri disordinati e seducenti che li perseguitano giorno e notte. Saper digiunare col pensiero è come rifiutare del cibo contaminato: noi non vogliamo assaggiarlo perché può avvelenarci. Un cuore pieno di pensieri velenosi non può pregare, non può amare Dio né il vicino di casa.

Digiunare con gli occhi. Immagini, scene ed eventi tragici mostrati dalla televisione, dai mezzi di comunicazione, dalla pubblicità o nelle vetrine dei negozi – entrano indisturbati attraverso i nostri occhi, come attraverso due finestre. I nostri sensi sono continuamente colpiti da tantissime immagini immorali e oscene che vediamo nei film o attraverso altri mezzi di comunicazione di massa. Esse riempiono inconsapevolmente i nostri pensieri e li rendono impuri, violenti, e così via. Tali immagini e scene non si perdono né si dimenticano, al contrario, esse ci permeano e, senza che ce ne rendiamo conto, ci formano e ci cambiano. C’è un vecchio detto: “Dimmi quello che stai leggendo ed io ti dirò chi sei e come sei”.

Il mio cuore non deve diventare un secchio della spazzatura. E’ difficilissimo opporsi a questa potente propaganda di pornografia e di immoralità e dire, a se stessi e alla propria famiglia: “Noi siamo cristiani, questo programma non fa per noi. E’ contro noi e contro la nostra morale”. Non accendere la televisione in questa Quaresima è un grande sacrificio e una grande rinuncia, ma è anche una grandissima libertà tramite la quale si testimonia la propria maturità e la propria forza morale.

Digiunare con le orecchie. Il dono dell’udito e della musica appartiene alla natura umana, ma esiste anche la musica satanica. Esistono anche persone che non possono fare a meno della televisione e della musica. Dobbiamo essere vigilanti e saper distinguere tra il frumento e la zizzania – tra ciò che ci distrugge e ci rende schiavi-e ciò che ci nobilita. Mi dispiace molto che tanti anziani perdano ore ed ore davanti al televisore. Essi hanno perso il dono della preghiera che avevano le loro madri. Chi servono coloro che non pregano? E per chi vivono, se sprecano i loro ultimi giorni davanti alla televisione?

Digiuno dalle parole. Siamo una nazione dal linguaggio sporco, pieno di brutte parole, di imprecazioni e di bestemmie, che non sono eredità culturale o nazionale. Esser forti è saper impedire ad una brutta parola di uscire dal nostro cuore: la vittoria di un individuo consiste nel non pronunciare un’imprecazione in un momento di rabbia e nello sradicarla dal nostro vocabolario. Barzellette di cattivo gusto, umilianti e sporche, riempiono varie occasioni di incontro come acqua sporca che ci contamina tutti. Chi bestemmia e impreca è al servizio del maligno: imparare a digiunare con la lingua e a rinunciare alle cattive parole è una grande vittoria della grazia.

Digiunare coi sentimenti. I nostri sentimenti possono essere molto negativi, fino a causare uno stato di malattia della nostra anima. Armonizzare i nostri sentimenti e immergerli nell’amore è il nostro scopo e la nostra vocazione.

Digiunare con l’abbigliamento. Quanti schiavi della moda ci sono! Noi siamo testimoni di come il culto del corpo sia promosso, assieme a quello del piacere, attraverso la moda. Tutto ciò ci sommerge e causa la malattia dell’anima. L’uomo vive e lavora per le cose e per un aspetto bello e falso. E’ doloroso separarsi dagli anoressici ai loro funerali. Cosa ci dice l’eccesso nell’acquisto dei veicoli? Purtroppo, per molti uomini, una macchina è prioritaria rispetto al figlio e alla famiglia. Essere moderati è una virtù, è la grandezza e la forza del Cristiano che mostra di non dipendere dalle cose, ma di servire, invece, il Signore.

Digiunare dal mangiare e dal bere. Molti alcolisti distruggono se stessi, il loro matrimonio, le loro famiglie, la nazione ed anche la loro dignità cristiana. Questa incurabile dipendenza può guarire col digiuno e la preghiera.

Digiunare dalla droga. L’immagine di un giovane che è diventato schiavo della droga è molto triste. Il demone della droga porta con sé molti mali, è il suicidio di una nazione che non ha vigilato sui suoi giovani. Le nostre scuole, i campetti da gioco, i pub e i luoghi di ritrovo sono diventati i luoghi dello smercio di quella sostanza mortale.

Digiuno dai videogiochi, dai giochi d’azzardo, dalle scommesse e simili. Questo vizio è fortissimo se se ne considera il costo dai necrologi quotidiani! L’elenco delle nostre dipendenze e debolezze è infinito! E allora come facciamo a condurre, la nostra famiglia e i nostri cari, attraverso questo mare turbolento?La Regina della Pace ci dice che ciò è possibile solo col digiuno e la rinuncia. Con la preghiera quotidiana possiamo trovare la vera pace in Dio: pace significa forza, pace significa gioia in Dio, pace significa la pienezza di vita nella famiglia e nella Chiesa.

Possiamo contare sulla salvezza e sulla grazia senza rinunce? Preghiera e rinunce sono le due ali tramite le quali un Cristiano si solleva fino alle altezze della sua fede e realizza il suo incontro con Dio. Anche oggi, come nella storia della Chiesa, essere santi e chiamati alla santità è molto importante. Questo è il nostro scopo, ma non possiamo realizzarlo senza la grazia. Riceviamo la grazia dal Signore, aprendo il nostro cuore a Dio attraverso il sacrificio, il digiuno , la preghiera, i Sacramenti, e vivendo immersi nella Parola di Dio. Cari fratelli e sorelle, vi invio i miei sinceri saluti assieme alle mie preghiere e sacrifici per le vostre intenzioni.

 Sinceramente vostro,

Padre Jozo Zovko, o.f.m.

Tratto da: Mir i Drobo

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Cerchiamo Dio, e niente di meno

Posté par atempodiblog le 3 février 2010

Riflessioni di Padre Jozo sulla preghiera.

Cerchiamo Dio, e niente di meno dans Medjugorje padrejozozovko

Durante l’incontro del  15 febbraio 1998 a  Molinetto di Mazzano (BS), Padre Jozo con forza e dolcezza, ci ha aiutati a comprendere il mistero della preghiera, grande dono di Dio fatto all’uomo per permettergli di incontrarLo.

La Madonna invita ancora a pregare. Se tu domandi cosa è Medjugorje, che cosa ha fatto la Chiesa a Medjugorje in questi sedici anni e sette mesi, io semplicemente rispondo: la Chiesa ha pregato, giorno e notte, ha fatto digiuno da sedici anni, ha pregato nelle famiglie, nella parrocchia, sulla collina delle Apparizioni, sul Kricevac. La Madonna, con grande amore e gioia, ha messo i messaggi nei nostri cuori. Due anni fa, in febbraio, la Madonna ha detto : “Cari figli, di nuovo vi invito alla conversione” e l’invito alla conversione è il messaggio più grande tra quelli che Lei ci ha dato. Vivete questo messaggio. La Madonna ha fatto una scala di valori per dirci cosa è importante: la nostra conversione. La conversione arriva con la preghiera. L’uomo che non prega non ha capito niente; l’uomo che non riesce a pregare non crede, non ama, non sa amare. L’uomo che non prega non riesce ad amare l’Eucarestia. Non importa se alla domenica va in chiesa. Provate a chiedergli perché va a messa. Lui non sa spiegare il perché. Tremo nel pensare a quello che potrebbe rispondere. Anche i sacerdoti che non pregano alla domanda del  perché pregano, non so cosa potrebbero rispondere. Solo l’uomo che prega può subito dire, con grande responsabilità, perché e a chi  crede. La preghiera fa incontrare Dio. E’ importante sapere cosa significa per noi pregare: significa un’esperienza con Dio. Incontrare Dio, ricevere la sua presenza, come tutti coloro che l’hanno incontrato. Cosa ha ricevuto Maria Maddalena? La propria conversione. L’uomo che prega si trova come Marta e Maria: nella propria famiglia ospita Gesù. La famiglia ascolta la sua parola, si sente onorata, benedetta, protetta. L’uomo che prega sa con chi si incontra, chi è Colui del quale pronunciamo il nome. E’ il nostro Dio, vivo e risorto, che abita in mezzo a noi. L’uomo che prega sa ascoltare e tenere la parola divina nel proprio cuore.  Questo la Madonna ha detto: “Solo con la preghiera potete cambiare il cuore”. L’uomo che prega con il cuore convertito, è cambiato. Può dire “Io credo”, non perché ha studiato teologia, ma perché “il Signore mi ha dato questo dono”, può dire “Dio è vivo, l’ho incontrato, ho parlato con Lui, ho visto Lui”. L’uomo che prega incontra Dio e sa testimoniare: “Io credo in Dio che è vivo”. Quante volte la Madonna ha detto: “Pregate”. Se oggi tu decidi di vivere anche solo questo messaggio, subito dopo tu sei aperta,  vicina al messaggio della Madonna di ascoltare la Parola di Dio. Nell’ultimo messaggio la Madonna ci invita alla preghiera. Tante volte ha detto ed ha sottolineato: “Pregate ogni giorno il rosario”. Senza la preghiera non si cambia il cuore. Ma come abbiamo il cuore duro! Molti non si sopportano più in famiglia. Per quelle persone che sono nella sala accanto e sono possedute (dal demonio n.d.r.), tutto è cominciato dalla mancanza di amore. Una di quelle ragazze piange e dice: “Mi vogliono portare in ospedale”. Ma no, cara, l’ospedale non serve. Per la tua guarigione ti serve l’amore. Tu non puoi perdonare, non riesci a perdonare, non sei educata in questo. Ti manca questa virtù: sopportare il prossimo, perdonare una ferita, perdonare un’ingiustizia, pregare per quelli che ti fanno male e soffrire. Non è semplice, ma è possibile. E’ grazie alla  preghiera di Gesù sulla croce “Padre perdona loro”, che il Padre ha accettato la preghiera. Per questo la Madonna, nell’ultimo messaggio ha detto: “Non permettete a satana che vi prenda in giro e faccia di voi quello che vuole”. L’uomo che prega chiude le porte davanti a satana e lui non può entrare. Può tentare, ma non riesce ad entrare, non riuscirà a fare nulla. Dov’è la debolezza, la mancanza della fede? E’ nella mancanza della preghiera. Oggi, carissimo, puoi aiutare il tuo popolo. Oggi aiutano di più, sono i veri benefattori della Chiesa, coloro che sanno pregare, che usano questa arma contro il nemico. Oggi la Chiesa è in difficoltà. Sono pochi i posti dove si prega veramente. Le cattedrali sono vuote e perfino la Madonna fatica ad entrare. E’ un problema.
Ma dove è oggi la Chiesa? Come si manifesta? Nella tua santità, nella santità dei sacerdoti che vivono dell’Eucarestia. Se abbiamo cancellato la Messa dalla vita quotidiana o dalla domenica, cosa possiamo aspettarci? Che possiamo vivere in pace, che abbiamo del bene, che in famiglia viviamo bene? Ma come? Non può stare bene l’uomo che perde un valore, un gioiello. Non può stare bene! La moglie che perde l’anello matrimoniale, non può stare bene. E’ nervosa, ha perso un simbolo, un valore che non si può valutare in denaro. Costa tutto, non si può pagare, non si sostituisce. Così non si può sostituire l’Eucarestia. Domenica, c’è la parrocchia che ti chiama, c’è la campana ed il comandamento divino che ti chiamano. Non si può perdere l’anello della fede, dell’unione con Dio Eucarestia.  E’ un dono. Il cuore di un  uomo che non va a Messa, non può avere un sorriso autentico e vero. Non importa ciò che noi pensiamo, ma ciò che dice Dio. Noi non possiamo essere soddisfatti con piccole cose, cerchiamo Dio e niente di meno.

Padre Jozo Zovko – Mir i Drobo

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Dopo Betlemme, l’uomo non può tornare sotto le stelle di nuovo.

Posté par atempodiblog le 26 décembre 2009

Dopo Betlemme, l’uomo non può tornare sotto le stelle di nuovo. dans Medjugorje 11twohu

Grazie per questi duemila anni. Grazie per questa benedizione. In duemila anni gli uomini sono tornati a casa pieni di grazia, di gioia, di benedizione, di ricchezza perché hanno trovato te, sono rimasti sempre con te, Signore. Eccoci a te: abbiamo bisogno di te e della Madre. In questo santo luogo della tua nascita desideriamo lasciare tutti i peccati e dire : “Perdonaci Signore”. Oggi, con pochi altri, ci siamo inchinati e abbiamo baciato il posto dove la Madre ha messo suo figlio. Tra poco, il Padre e la Madre ci offrono lo stesso figlio che dobbiamo mettere non in fascia o in un presepe, ma nel nostro cuore. Dobbiamo dire: “Ecco Signore, il mio cuore è aperto; voglio portarti, voglio darti nel mio cuore, la vita”. Betlemme è un posto dove la dignità dell’uomo è proclamata. Non solo Dio è sceso tra di noi ed è diventato uomo, ma anche l’uomo è diventato figlio di Dio. Questo uomo è nuovo nella dignità umana. Dopo Betlemme, l’uomo non può tornare sotto le stelle di nuovo. La nostra vita è eccezionale, non è paragonabile con nessuno. Davide è stato un grande, ma tu sei di più. Egli è stato solo segno della storia che doveva preparare, quella storia che tu oggi celebri e alla quale  partecipi.  Tu sei felice. Tu sei segno: oggi tu devi lasciare questo posto e tornare a casa come segno perché Betlemme non finisce qui sulla carta geografica, ma continua a vivere. Il nostro Signore è vivo, noi siamo testimoni. Il nostro Signore c’è, noi l’abbiamo visto, baciato, noi abbiamo dato la nostra vita. E lui ci ha dato il suo amore. Carissimi fratelli, celebriamo oggi il Natale e vogliamo ringraziare il Padre perché ha mandato il Figlio. Egli è per ciascuno di noi la salvezza di oggi, la pace di oggi, la vita eterna di oggi. Vogliamo lodare e ringraziare la Madre perché ha offerto il figlio che dà a ciascuno di noi. E’ piccolo, è bambino, non abbiamo paura di lui. La Madre ti ha incontrato e ti ha detto: “Prendilo: tu cerchi l’amore? E’ lui l’Amore. Tu cerchi la grazia, la forza? E’ Lui la grazia, la forza”. Oh, come siamo felici oggi. Sta terminando il nostro pellegrinaggio in questo posto santo, nel giorno di Natale. “Non so dire auguri” No, non puoi dire così se vivi con la Madonna e con il tuo Dio e Salvatore, con il tuo Dio e Redentore, che è diventato uomo e desidera offrirsi a te . Oggi, tu celebri l’Uomo nuovo e la tua grande dignità. Prendi Gesù e rispondi alla sua chiamata: “Non ho altre mani, solo le tue; non ho altri occhi con cui vedere, se non attraverso i tuoi. Attraverso il tuo cuore voglio amare, fare le opere buone. E le tue gambe e piedi per camminare, toccare questa terra e portare pace e bene a tutti”.  Oh come siamo felici oggi, quando possiamo qui, nel luogo dove Cristo è nato, cominciare veramente un nuovo tempo, una nuova nostra era e una nuova nostra vita. Signore grazie per questo regalo. In te speriamo e non solo per Natale. Benvenuto fra di noi, resta con noi, nostro unico Dio e Signore.

Padre Jozo Zovko – Natività del Signore dicembre 1999
Tratto da: Mir i Drobo

Publié dans Medjugorje, Padre Jozo Zovko, Santo Natale | Pas de Commentaire »

 

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