Il parto indolore della Madre di Dio

Posté par atempodiblog le 24 décembre 2016

Il parto indolore della Madre di Dio
del servo di Dio don Dolindo Ruotolo

Il parto indolore della Madre di Dio dans Commenti al Vangelo natale

Ora, la bella aurora della nascita del Re d’Amore era Maria nell’elevazione del suo amore, e la stella tremolante in adorazione era san Giuseppe. Maria era tutta un fulgore di contemplazione e di estasi. Bella nella sua innocenza purissima, circondata da un tenue nembo di luce che la delineava nella notte come placida luna nel firmamento, genuflessa, con le mani congiunte e lo sguardo al cielo, era l’immagine del seno del Padre, e rifletteva da sé qualche barlume dell’eterno mistero.

Contemplava.

Si trovava tra l’eternità senza tempo ed i tempi carichi di secoli; mirava nell’eternità il Verbo, termine dell’eterna generazione del Padre, e mirava nel tempo il percorso dei secoli delle promesse che terminavano in Lei con la generazione temporale del Verbo nell’umana carne.

Era tutta avvolta dalla luce dell’eterna armonia, ed era Essa tutta un’armonia di amore. La grazia rigurgitava per così dire in Lei, tanta ne era l’abbondanza, ed essa vi era immersa in un placidissimo riposo.

Contemplava il cielo, ed un sorriso le sfiorava le labbra nella gioia immensa che vi regnava; contemplava nel suo seno il Verbo eterno che vedeva nel Padre, e la sua vita mortale s’illuminava di splendori eccelsi, poiché essa era Madre di Dio. L’Amore eterno, che l’aveva fecondata, la illuminava tutta ed Essa a poco a poco si trasumanava. Sembrava tutta luce e, come un ferro incandescente nel fùoco, brillava, perché traspariva da Lei il Verbo Incarnato.

Il suo corpo immacolato era come spirito, sembrava trasparente, anzi evanescente nella luce del Verbo. L’eterna vita affiorava dalla piccola creatura umana e la passava come raggio che attraversa un cristallo.

Oh, prodigio di Dio! Le madri sentono dolori immani quando un figlio viene alla luce, e sentono strapparsi quasi la vita dalla piccola vita che irrompe nel mondo; Maria invece sentiva una gioia immensa a misura che il momento della sua maternità s’avanzava. L’amore quasi la liquefaceva ed il suo corpo sembrava fluido come una cascata di fulgori placidissimi.

Fu un momento sublime: tratta a Dio si sentì tutta immersa nella conoscenza dell’infinita sua grandezza, la contemplò amandola, e volle applaudirla con una lode proporzionata che avrebbe voluto trarre dal pieno olocausto di se stessa.

Le ritornò sulle labbra il suo cantico: Magnificat anima mea Dominum e, nell’elevarlo innanzi a Dio con tutto l’impeto del suo amore, non eruppe dal suo cuore una parola ma il Verbo, la lode eterna del Padre, e s’adagiò sul terreno come un raggio di luce, lodando il Padre nell’umana carne. Era l’umiliato per amore e vagì.

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L’infinita misericordia di Dio nel ricercare i peccatori e nell’accoglierli, in uno sguardo generale alle parabole di Gesù

Posté par atempodiblog le 13 septembre 2016

L’infinita misericordia di Dio nel ricercare i peccatori e nell’accoglierli, in uno sguardo generale alle parabole di Gesù
del servo di Dio don Dolindo Ruotolo

L'infinita misericordia di Dio nel ricercare i peccatori e nell'accoglierli, in uno sguardo generale alle parabole di Gesù dans Commenti al Vangelo don_Dolindo_Ruotolo

Si avvicinavano a Gesù i peccatori e i pubblicani per ascoltarlo. Il testo greco dice che gli si avvicinavano tutti i peccatori ed i pubblicani, per far rilevare che tutti erano attratti dalla bontà di Gesù, anche quelli che poi non si convertivano per loro colpa.

C’era, infatti, nel Redentore una potente attrattiva, perché Egli era venuto in terra per rigenerarli ed aveva in sé la delicatezza di una mamma, la premura di un pastore e l’espansione di un affettuosissimo padre. I peccatori, poi, standogli vicino, si sentivano migliori, perché in quell’immensa luce di santità l’anima loro spontaneamente si umiliava.

I farisei e gli scribi non potevano tollerare la bontà di Gesù, perché contrastava troppo con la loro durezza; premurosi com’erano della loro fama e della loro gloria, disprezzavano i peccatori per ostentare anche così la loro pretesa giustizia e riprovavano l’atteggiamento di Gesù, non tanto perché loro dispiacesse, ma per far rimarcare al popolo che Egli non era giusto come loro.

Credevano che la sua familiarità coi peccatori dipendesse per lo meno da superficialità e volevano far rilevare che Egli non sapeva conoscerli, e quindi non era profeta. C’era nel loro rimprovero un insieme di orgoglio, di malignità e di avversione che li rivelava.

Gesù Cristo non rispose smascherandoli, come avrebbe potuto fare, ma rivelò la misericordia di Dio e per conseguenza quella del suo Cuore, aprendo così maggiormente alla fiducia il cuore dei peccatori di tutti i tempi, e manifestando il grande segreto della sua missione divina, Gesù raccontò tre parabole che esprimono la bontà di Dio stesso nel cercare, nell’accogliere i peccatori, e rivelò così che Egli non cercava i traviati né per superficialità di valutazione delle loro colpe, né per semplice compassione naturale, ma perché era Dio e li cercava per usare loro misericordia.

Le tre parabole, poi, manifestavano la valutazione vera che Egli faceva dei peccatori di tutte le nazioni e di tutte le epoche, riguardandoli come pecorelle smarrite dell’ovile di Dio, come valori dell’umanità, perduti con danno comune, e come figli lontani dal cuore paterno. Un pastore cerca la pecorella smarrita per compassione, una donna cerca il valore perduto per interesse, un padre per amore tenerissimo sospira al figlio ribelle, che si è allontanato da lui.

Sono i tre grandi momenti della divina misericordia: il Signore chiama l’umanità peccatrice come pecorella smarrita, la redime pagando il prezzo del suo riscatto, e l’accoglie in un amore paterno immenso che la ridona alla primitiva grandezza. Accolse Israele e lo cercò nel deserto del mondo come pecorella smarrita, portandolo Egli stesso per le vie della vita come un pastore porta sulle spalle la sua pecorella. Venne dal cielo in terra e fece luce per cercare l’umanità perduta e ridonarle il valore perduto col peccato; aspetta al suo Cuore l’umanità traviata ed apostata, immersa nelle sozzure dell’impurità e ridotta ad uno stato di estremo squallore, e l’accoglie con amore paterno riabilitandola.

La misericordia di Dio è sempre ricerca amorosa, valutazione divina di un’anima ed amore immenso nell’accoglierla, ma si può dire che le tre parabole proposte da Gesù riguardassero le tre grandi manifestazioni della misericordia di Dio Uno e Trino: quella fatta al popolo eletto, pecorella sua, il Padre; quella fatta nella redenzione, pagando il prezzo del nostro riscatto, il Figlio, e quella che fa ogni giorno nella Chiesa, e farà in modo meraviglioso alla fine dei tempi, accogliendo al suo Cuore i figli traviati, corrotti ed apostati dal suo paterno amore, lo Spirito Santo.

Gesù parla della gioia del pastore nel ritrovare la pecorella smarrita, della gioia della donna nel rintracciare la dramma perduta, e della gioia del padre nel riabbracciare il figlio traviato, non per dire che Dio ama più i peccatori che i giusti, ma per dire che è così piena e completa la sua misericordia che Egli accoglie i peccatori pentiti come se fossero giusti. Egli parla della festa che si fa nel cielo per un peccatore che si converte, per dirci che è più grande la gioia attuale dei Beati per un’anima che si salva, che per quelle che sono già salve o giuste; anche un padre gode più attualmente della guarigione di un figlio infermo, che della sanità degli altri, il che non significa che egli apprezza più i malati che i sani, ma proprio perché apprezza la salute, gode che il figlio infermo l’abbia recuperata.

Nei peccatori che si convertono c’è poi sempre una ricchezza di umiltà, di riconoscenza e di amore che li rende più cari al Signore, e facilita in loro l’efflusso della grazia.

Il peccato è un male orribile che Dio aborre sempre; ma la vera penitenza può far fiorire il cuore dei peccatori anche più di quello dei giusti, e la tenerezza di Dio riguarda proprio questa fioritura di amore e di virtù.

Si deve notare che Gesù accennò semplicemente le parabole della pecorella smarrita e della dramma sperduta, mentre raccontò con minuti e bellissimi particolari quella del figliol prodigo, per dare maggiore risalto all’amore col quale Dio accoglie come padre i peccatori che vanno a Lui, pentiti.

Il suo Cuore divino non ebbe confini nella tenerezza quando parlò di ciò che l’anima fa per cercare Dio e, nell’esuberanza della parabola, rivelò l’esuberanza dell’amore di Dio. Si direbbe che la delicata sua carità abbia voluto dare più risalto al bisogno che il peccatore sente di Dio che a quello che fa Dio per un peccatore; l’amor suo nel cercarci è infinito, ma l’amor suo nell’accoglierci è tenerissimo, ed è divinamente psicologico che il Redentore si sia trattenuto di più sulla parabola del fìgliol prodigo. L’ampiezza di questa parabola, poi, può anche farci intendere quanto sarà esuberante la misericordia che Dio farà negli ultimi tempi ai figli apostati che ritorneranno al suo Cuore.

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Conquistare le anime con la mansuetudine e la bontà

Posté par atempodiblog le 3 juillet 2016

Conquistare le anime con la mansuetudine e la bontà dans Citazioni, frasi e pensieri Don_Dolindo_Ruotolo

Mandando Gesù i suoi discepoli, fece loro ponderare la difficoltà grande del loro ministero, dicendo: “Andate, io vi mando come agnelli fra i lupi”.

Essi non andavano a fare una raccolta pacifica come chi con la falce taglia i covoni del grano: andavano di fronte ad anime colme di miserie ed agitate da passioni. Essi dovevano vincere le loro resistenze non affrontandole con la violenza ma conquidendole con la mansuetudine e la bontà.

È questo un carattere fondamentale e costante nell’apostolato della Chiesa; qualunque deviazione in questo campo produce solo rovina nelle anime.

È l’esperienza quotidiana che lo conferma, ed è mirabile che la Chiesa vi sia stata sempre fedele nei suoi grandi e santi ministri dell’apostolato e della gerarchia.

del servo di Dio don Dolindo Ruotolo

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La pagliuzza e la trave: suggestioni diaboliche

Posté par atempodiblog le 20 juin 2016

La pagliuzza e la trave: suggestioni diaboliche dans Citazioni, frasi e pensieri La_pagliuzza_e_la_trave

Chi può giudicare mai giustamente, se le azioni dipendono dalle intenzioni, dalla coscienza, dallo stato particolare di responsabilità di ciascuno, e tutto questo ci è nascosto?

Come si può giudicare se spesso siamo soggetti alle allucinazioni della fantasia e dei preconcetti, e vediamo quello che non è, o lo apprezziamo in una falsa luce?

Possiamo dire con assoluta verità che giudicando, sbagliamo sempre, e che viene il tempo nel quale ci accorgiamo con rammarico di avere per lo meno esorbitato.

Giudichiamo o in base di nostre fallaci osservazioni o in base a relazioni fatteci dagli altri, le quali sono anch’esse frutto di giudizi fallaci. Tra queste ombre ingannatrici facilmente vediamo il male dove non c’è, o lo vediamo in una falsa luce ed erriamo.

Tendiamo all’esagerazione nel valutare i difetti altrui, perché l’orgoglio vuol farci credere migliori degli altri e osserviamo con cura anche le minime mancanze, quasi pagliuzze nell’occhio, mentre non guardiamo le nostre che sono grosse come travi.

Gesù condanna perciò la radice stessa dei giudizi, che sta tutta nel voler osservare le debolezze altrui e nel presumere di eliminarle.

Egli parlava dei farisei, censori spietati del prossimo, i quali non vedevano le loro gravi mancanze, ma parlava anche di quelli che in tutti i tempi li avrebbero imitati.

di don Dolindo Ruotolo

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L’amore al prossimo ha qualche cosa di sacro

Posté par atempodiblog le 8 novembre 2015

don dolindo ruotolo

“L’amore al prossimo ha qualche cosa di sacro ed ha il carattere di quella delicatezza che si ha nel trattare le cose sacre, proprio perché appartengono a Dio. È un concetto questo di altissima importanza, che ci fa intendere ancora di più perché Gesù Cristo fa una sola cosa dell’amore verso Dio e verso il prossimo, e perché i santi hanno avuto un’estrema gentilezza nella carità, ed un senso di delicato riguardo anche per le creature irragionevoli od insensibili, come gli animali, i fiori, e tutte le opere del creato”.

di don Dolindo Ruotolo

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Il 6 ottobre 1882 nasceva don Dolindo Ruotolo…

Posté par atempodiblog le 6 octobre 2015

Il 6 ottobre 1882, alla vigilia della solennità della Vergine del SS. Rosario, nasceva don Dolindo…

tomba don dolindo

“Venite a bussare alla mia tomba… io vi risponderò”. (Don Dolindo Ruotolo)

tomba dolindo

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Il sacerdote deve rispettare i fedeli

Posté par atempodiblog le 13 septembre 2015

Il sacerdote deve rispettare i fedeli
del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo

don dolindo

Il sacerdote deve mostrare profonda stima e rispetto dei suoi fedeli, pensando che sono creature di Dio, e che saranno innanzi a Lui la sua gloria, rappresentando essi il frutto delle sue fatiche e il titolo della sua eterna ricompensa. Il trattarli con rispetto profondo e soprannaturale li spinge a rispettarlo e ad amarlo come padre delle anime loro, e li induce più facilmente a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Anche le persone più umili del popolo s’ingentiliscono quando sono trattate con rispetto, e persino i fanciulli si sentono costretti ad una maggiore educazione innanzi al ministro di Dio.

Il sacerdote deve perciò trattare con lo stesso garbo e rispetto tanto i nobili che il popolo, tanto gli uomini che le donne, tanto i vecchi che i fanciulli. Deve evitare qualunque parola volgare, deve dare a tutti del voi o del lei, deve invitarli a sedere se gli parlano, deve alzarsi nel licenziarli, quando è possibile, per mostrare loro la propria deferenza.

Per la strada deve sempre prevenirli nel saluto, e il suo saluto deve essere sempre profumato da un gesto di bontà, da un sorriso, da un inchino, da una parola santa. Deve conciliarsi la fiducia dei piccoli col mostrare di interessarsi di loro, col mettere magari loro la mano sul capo in segno di benedizione e, quando può, col dispensare loro un’immaginetta sacra, che li richiami all’amore delle cose sante. Quanto bene può fare un sacerdote che si comporta così, e che riguarda i suoi fedeli come anime, anime redente dal Sangue di Gesù Cristo!

Egli, che tante volte porta Gesù vivo e vero sul cuore portandolo agli infermi, deve pensare con gioia che cammina con Gesù per andare con Lui alla ricerca delle anime. «Andiamo, Gesù – deve dire esultando – andiamo insieme alla salvezza delle anime». Ed anche quando non porta Gesù vivo e vero sul cuore, egli lo ha nel cuore per il suo santissimo carattere sacerdotale, e deve riguardarsi come un soldato suo, che in ogni passo deve marciare alla conquista delle anime.

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I Magi: innanzi a Gesù e a Maria, infiammati d’amore

Posté par atempodiblog le 6 janvier 2015

I Magi: innanzi a Gesù e a Maria, infiammati d’amore dans Citazioni, frasi e pensieri n3kk7o

I Magi non videro nulla di straordinario, ma videro ciò che era immensamente straordinario da ferire l’anima d’amore: videro Maria col suo Bambino divino e furono talmente colpiti dalla santità della Madre e dalla maestà del Figlio che si prostrarono e lo adorarono, non a mo’ di saluto, perché non avrebbero potuto salutare un infante, ma lo adorarono come Re e come Dio, e gli offrirono doni, come soleva farsi ai re, e doni particolari che si addicevano al Redentore: l’oro, l’incenso e la mirra. Con l’oro lo riconobbero Re, con l’incenso lo confessarono Dio, con la mirra riconobbero la sua condizione di Vittima.

Innanzi a Gesù Cristo e a Maria Santissima si sentirono infiammati d’amore, provarono una felicità mai sentita nella loro vita e, avvertiti in sogno di non ritornare da Erode, temendo di essere vigilati dal tiranno, se ne ritornarono per un’altra strada, segretamente, al loro paese.

di Don Dolindo Ruotolo

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Un Rosario di piccoli atti di virtù

Posté par atempodiblog le 31 mai 2014

Un Rosario di piccoli atti di virtù dans Don Dolindo Ruotolo 2wg626q

Onorate la Madonna con un Rosario di piccoli atti di virtù, ispirati ai misteri che si contemplano con qualche particolare e più bella mortificazione e con tre atti di amore a Dio.

Ad esempio:

- Un saluto cordiale quando si è nervosi (Primo Gaudioso)

- Un atto di carità, prestando aiuto (Secondo Gaudioso)

- Un atto di semplicità per amore di Gesù Bambino (Terzo Gaudioso)

- Un’offerta di sé nella Messa (Quarto Gaudioso)

- Una preghiera per i peccatori che si smarriscono (Quinto Gaudioso)

Don Dolindo alla Sig.na Celani, 1°. 5. 1966

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Il Santo Rosario è l’arpa dell’anima

Posté par atempodiblog le 1 mai 2014

Il Santo Rosario è l'arpa dell'anima dans Citazioni, frasi e pensieri 21a9v6e

Gesù all’anima:

Il Santo Rosario è l’arpa dell’anima, i grani della corona sono corde che si toccano e vibrano in toni diversi e melodiosi, secondo il mistero che si contempla.

Tono dolce nei misteri gaudiosi, arpeggi che si snodano sulla tonalità del mistero.

Tono flebile nei misteri dolorosi: accordi in sordina nell’orazione mia nell’orto; accordo di strappi multipli nella flagellazione; accordi pizzicati nella coronazione di spine; accordi striscianti come gemiti nella condanna a morte e nel peso della Croce; accordi tremolanti, nelle corde acute, e cambi di toni, come singulti, nella mia crocifissione e nella mia morte.

Arpeggi di amore, nei misteri gloriosi. Le dita toccano i grani della corona e l’anima esulta nel mio trionfo.

[...] Accordi vibranti come guizzi di fiamme nei toni dell’Infinito Amore che si dona, e toccando le intime fibre dell’anima degli Apostoli, li muta in suoni invitanti alla vita di pace.

Da una lettera di P. Dolindo a E. C., Napoli, 30 luglio 1961
Tratto da: Riflessioni sul Santo Rosario di Maria

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Coltivare la devozione a Maria nella propria famiglia

Posté par atempodiblog le 1 mai 2014

Coltivare la devozione a Maria nella propria famiglia dans Citazioni, frasi e pensieri jkdstv

Gesù all’Anima:

Coltiva la devozione a Maria nella tua famiglia se vuoi che cresca santamente.
Raccogli tu i tuoi figli nella preghiera e nella recita del santo Rosario.
Con affettuoso garbo materno fa loro sentire la bellezza della preghiera comune.
Non essere mai irruente e dura, perché questo non giova, figlia mia, anzi disorienta.
Con la pace e la dolcezza si ottiene assai più che con l’irruenza e gli scatti.
Tu sei facile ad agitarti ed a smarrirti…
No, figlia mia, abbi fiducia in me, ricorri a me e tutto si accomoda.
Ti benedico

Da una immaginetta del 15 novembre 1946 scritta dal Padre Dolindo Ruotolo alla Signora Immacolata Vasaturo

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Auguri a tutti per questo anno nuovo che sorge pieno di grazie!

Posté par atempodiblog le 30 décembre 2013

Auguri a tutti per questo anno nuovo che sorge pieno di grazie! dans Citazioni, frasi e pensieri Buon_anno_nuovo

“Auguri a tutti per questo anno nuovo che sorge pieno di grazie!
É come un melograno: ha bagliore di rosso che pare fuoco di distruzione e, invece, quel rosso acceso dà la dolcezza della vita al mondo. É come uno spineto che improvvisamente fiorisce”.

di Don Dolindo Ruotolo

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Maria Addolorata, Corredentrice del genere umano

Posté par atempodiblog le 15 septembre 2013

Maria Addolorata, Corredentrice del genere umano dans Citazioni, frasi e pensieri o5bl

Dagli scritti del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo:

Sul Calvario c’era Maria Santissima, 

solenne nel suo dolore, unica adoratrice.

Aveva le mani conserte, 
lo sguardo alla croce,
il Cuore trapassato e pregava.

Certamente pregava per i peccatori, perdonandoli.

Essa, Corredentrice del genere umano, 
aveva raccolto nel suo Cuore 
la grande ricchezza della redenzione, 
e la serbava intatta, 
per dispensarla, poi, agli uomini.

Pregava.

Avrebbe voluto morire in quel momento medesimo 
ma, sapendo che non era volontà di Dio,
rimaneva in terra come lampada accesa 
innanzi al trono della grazia e della misericordia”.

Tratto da: Giuseppe di Nazareth

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Bontà e carità

Posté par atempodiblog le 30 août 2013

Bontà e carità dans Citazioni, frasi e pensieri dt4t

Gesù all’anima:

Sono tre anni che sei Sacerdote, e che ti rivesti di me, inondati della mia luce e del mio amore.
Ti ho dato a pascolare le mie pecorelle, e non puoi pascolarle che nella dolcezza e nella carità.
Inondale di questa luce che parte dal mio Cuore mansueto ed umile. Se le trovi cattive, non irrompere, non gridare, perché così la pecorella cattiva si smarrisce lontano dall’ovile.
Fatti amare con la bontà, col disinteresse, col compatimento e con la carità, perché allora la pecorella si sente carezzata e, vicina al tuo cuore sacerdotale, ascolta il tuo richiamo e obbedisce alla tua voce. Le anime sfuggono a me, perché i Sacerdoti non sanno attrarle con la bontà e con la carità.

gsj dans Canti

Ti trovi in tempesta, figlio mio? Ricorri a Maria con un cuore puro e una preghiera ardente, e Maria farà cessare la tempesta. Fa’ una promessa speciale di onorare in modo particolare Maria nella tua Parrocchia, eleva a Lei un trono di amore e vedrai come prospererà ogni tua iniziativa. Non puoi togliere i disordini in un momento. Se pulisci un vasello incrostato di melma resinosa senza prima a lungo ammollirla, tu spezzi il vasello e non lo pulisci.
Abbi prudenza nel tuo zelo, e avvicina le anime all’Eucaristia perché io le nutrisca e le sani. Formale con la tua preghiera, con la tua pietà, col tuo esempio, e le vedrai tutte strette al tuo cuore, non con vincoli umani ma con i vincoli della grazia e della carità.
Non ti scoraggiare. La croce è un bene per te, e le tue lacrime fecondano il tuo campo.

da una lettera del servo di Dio Don Dolindo del 16 luglio 1953 al Sac. L. B.

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Amiamo Maria ed amaremo Gesù con un amore più vivo

Posté par atempodiblog le 22 juillet 2013

Amiamo Maria ed amaremo Gesù con un amore più vivo dans Citazioni, frasi e pensieri yowf

“Siamo devoti di Maria,   
coltiviamo nel cuore ogni giorno questa devozione   
con particolari ossequi resi alla Madre di Dio,   
chiamiamola mamma nostra;   
ricorriamo a Lei in ogni momento,
perché Maria ci dona Gesù
e ci rende familiari con Lui.

Non c’è cosa più stolta quanto il temere
che l’amore a Maria dispiaccia a Gesù,
o quanto il dire, con un paragone stolto,
che si ama più Gesù che Maria.

No! Questi due amori sono inseparabili;
non si può amare Gesù senza amare Maria,
e se per ipotesi si amasse solo Maria,
Essa penserebbe a darci Gesù.

Colei che diede al mondo il Redentore
lo dà continuamente alle anime;
Colei che fu ripiena di grazie,
le dispensa ai fedeli;
Colei che curò la Chiesa nascente nel Cenacolo,
la cura continuamente in tutti i secoli.

Amiamo dunque Maria,
ed ameremo Gesù con un amore più vivo,
con quell’amore ineffabile
che la nostra Mamma Celeste ci comunicherà
dal suo purissimo Cuore”.

di Don Dolindo Ruotolo

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