Il Primo Cero della Grotta

Posté par atempodiblog le 11 septembre 2014

Il Primo Cero della Grotta dans Apparizioni mariane e santuari hwi9zq

Quando Bernadetta andava alla grotta, teneva un cero in mano. Questo cero era delle sue zie, che erano fierissime di imprestargliene uno a turno.

Un giorno, durante l’apparizione della Vergine, Bernadetta teneva in mano il cero della sua zia più giovane, Lucilla Castérot, sorella di sua madre. Dopo che la vergine era partita, la fanciulla si chinò verso la zia e le disse: “Mi permetti di lasciare il tuo cero alla grotta?”. “Sì, te lo regalo. Se vuoi, va pure a portarlo alla grotta”.

Allora la fanciulla andò fino al fondo della grotta… issò il cero acceso nella sabbia, appoggiandolo alla roccia.

“La Signora mi aveva chiesto, disse la sera a sua zia, se andandomene volevo lasciare il cero ad ardere nella grotta”.

– Perché la Santa Vergine ha chiesto questa cosa a Bernadetta?

Quando tu metti un cero presso l’altare della Santa Vergine, lo fai perché esso prenda il tuo posto presso di Lei. Tu te ne vai, ma il cero resta. La sua piccola fiamma dice alla Vergine: “La tale bambina mi ha messo qui presso di Te. Ella vorrebbe ottenere una grazia, non è potuta restare, perché ha altro da fare: io la chiedo per lei.”

La Santa Vergine diceva a Bernadetta: “Vuole lasciare il suo cero acceso nella grotta perché tenga il suo posto?”. Da allora, vi sono sempre dei ceri accesi nella grotta, a chiedere grazie per gli assenti. Belle preghiere che salgono al Cielo queste piccole fiamme dei ceri!

PROPOSITO: La tua piccola offerta del mattino, fatta bene, resta per tutta la giornata davanti alla Vergine, come il cero. Falla dunque bene.

di Henry Perroy
k3pqtu dans Mormorazione

Le candele non possono certo pregare, ma possono aiutarci a pregare. Le candele hanno diversi significati nella vita dell’uomo.

In primo luogo in ogni candela c’è come un riflesso di quella luce che un tempo scese a Betlemme nel buio del nostro mondo.
Così come la luce delle candele rischiara le tenebre, anche la nostra vita possa essere illuminata dalla vita di Gesù, che ci porta un messaggio che orienta la nostra vita.

La candela ci ricorda il Battesimo, l’inizio del nostro cammino con Cristo e la vocazione alla Vera Vita, alla Vita Eterna.

Che possa sempre più rivelarsi il significato che la Luce ha nella tua vita.

Signore,
Io accendo una candela.
Forse non so pregare nel modo giusto.
Questa candela è un po’ di ciò che possiedo
e un po’ di ciò che sono.

Signore, questa candela, che io qui accendo, sia per me la luce con cui Tu mi illumini nelle difficoltà che mi assillano e nelle decisioni che prenderò. Sia un fuoco attraverso il quale Tu bruci in me ogni malvagità, per trasformarla in qualcosa di nuovo e di buono. Sia un fuoco che scaldi il mio cuore e m’insegni ad amare.

Signore, non posso restare a lungo nella Tua Chiesa. Con questa luce che arde vorrei che restasse qui una parte di me, una parte che desidero donarti.

Aiutami a continuare la mia preghiera in tutto il mio essere e nel lavoro che svolgerò in questo giorno.

Signore, davanti a me c’è una candela. Essa brucia inquieta, a tratti con una piccola fiamma, altre volte con una fiamma più grande. Signore, anch’io sono a volte inquieto/a: lascia che io trovi in Te la calma interiore.

Essa mi offre luce e calore. Signore, lasciami diventare una luce per il mondo.

La candela si smorza, si consuma nel suo proprio compito. Lascia che anch’io diventi un servitore/ una servitrice.

Con questa candela si possono accendere altre candele. Signore, lasciami diventare un esempio per gli altri così anch’essi risplendano e rechino luce al prossimo.

Fonte: Vienna International Religious Centre

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Sant’Agostino

Posté par atempodiblog le 28 août 2012

Una scintilla nascosta dans Citazioni, frasi e pensieri agostino

Viveva una volta in Africa, dove oggi c’è la Tunisia, una famiglia composta dal padre, dalla madre  e da un ragazzo.
Il padre era pagano, la madre si chiamava Monica ed era una fervente cristiana. Il figlio aveva imparato da lei il Catechismo ed era catecumeno, cioè si preparava a ricevere il Santo Battesimo.
Si chiamava Agostino e non fu battezzato perché dava grandi dispiaceri alla mamma.
Era molto intelligente ed era sempre il primo della classe. Poi divenne professore.
Egli aveva voluto dimenticare Dio, ma Dio non si dimenticò di lui e un giorno il Vescovo di Milano, S.Ambrogio, lo convertì.
Agostino divenne un grande Santo, molto più caritatevole. Fu anche lui Vescovo. Nella sua sala aveva fatto scrivere con grandi lettere: “Qui non si parla male del prossimo”.
Quanti cattolici dovrebbero scrivere questa frase nelle loro case!

PROPOSITO: Cercherò di non parlare male di nessuno.

di Henry Perroy

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Solo in prigione

Posté par atempodiblog le 5 avril 2012

 Solo in prigione dans Henry Perroy

Caifa, attendendo l’alba (perché presso gli ebrei era proibito condannare a morte qualcuno durante la notte) ordinò ai soldati di condurre Gesù in una prigione del palazzo. Gesù uscì dunque dalla sala. I soldati lo portarono in un locale basso, freddo, umido, oscuro e, prima di chiudergli la porta in faccia, vollero divertirsi facendolo soffrire. Ah, quale notte passò Nostro Signore!!!
Al lume di una torcia, gli bendarono gli occhi con un fazzoletto sporco; poi , uno dopo l’altro, lo schiaffeggiarono, lo percossero, gli sputarono in viso. Soprattutto quelli che dall’orto degli ulivi erano stati gettati a terra ora vogliono vendicarsi.
“Orsù, dicono, Gesù di Nazareth, tu che dici di essere il Messia, indovina, chi ti ha percosso?”. Eccone uno che gli strappa un po’ di barba. “Indovina: chi te l’ha strappata?”. Eccone un altro che gli da n calcio. Gesù, ha le mani legate, non può difendersi (non lo avrebbe fatto neanche se le sue mani fossero state libere), né ritirarsi dai colpi; tace. Quanto tempo continuarono a divertirsi così, noi non lo sappiamo. Ma quando furono stanchi, lo gettarono su di una pietra gelida, uscirono e lo lasciarono così con la porta chiusa a doppio catenaccio.
Gesù è tutto solo nell’oscurità più profonda, il suo povero viso è già sanguinante; impossibile asciugargli questo sangue misto agli spunti dei soldati, alle lacreime che Egli versa. E nessuno è vicino a Lui!
– Sai che cosa pensa?
– A te, a te che chiamerà a essere sua seguace, ai tuoi peccati grosi o piccoli. Egli offre le sue sofferenze per te!
Perché non vai a fargli oggi una visita in chiesa, dove Egli è spesso solo come un prigioniero?

PROPOSITO: Andrò in chiesa, e consolerò Gesù.

di Henry Perroy

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San Gaetano

Posté par atempodiblog le 7 août 2011

San Gaetano dans Henry Perroy sangaetano 

Ti parlo di un piccolo ragazzo che andava a scuola come te. Egli studiava bene le lezioni ed eseguiva i compiti con cura. Era anche un simpatico compagno, anzi, i ragazzi della sua classe lo chiamavano il Santo.
Finite le scuole, si iscrisse all’università di Padova.
Dopo, sentì un grande desiderio di essere sacerdote per tenere nelle sue mani la piccola Ostia consacrata.
Un giorno il Papa, il quale sapeva che Gaetano era molto buono, lo chiamò per nominarlo Cardinale. Ma egli supplicò il Papa di non nominarlo Cardinale ma di lasciarlo vivere in mezzo ai poveri.
« Si », disse il Papa, « i poveri hanno bisogno di te ».
Un giorno, leggendo nel S. Vangelo ciò che disse Gesù: « Guardate gli uccelli dell’aria che non seminano, non mietono e non hanno granai, ma il Padre Celeste li nutre », decise con tre altri compagni di vivere dell’elemosina che il Signore mandava loro. E il Papa approvò questo loro desiderio.
Pensa che uno di loro divenne poi il Papa Paolo IV: e tutti fecero tanto bene. I romani chiamavano Gaetano « il cacciatore di anime ».
Quando sarai più grande ricordati che la Provvidenza di Dio si occupa anche degli uccelletti. E tu, che sei battezzata, non vali più di loro?
Ricorda che il Signore non abbandona mai chi confida in Lui.

PROPOSITO: Dirò a Gesù che credo alla sua Provvidenza.

di Henry Perroy

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« Ritorna a casa tua… »

Posté par atempodiblog le 15 mai 2011

Il povero ossesso, ora guarito, era sempre seduto ai piedi di Nostro Signore… La bontà di Gesù l’aveva colpito… Avrebbe voluto restare per sempre vicino a Lui…
- Io lo capisco… Si doveva stare così bene con Nostro Signore!
- Tuttavia, Gesù disse a Pietro di togliere gli ormeggi. Gli apostoli e Gesù si diressero verso la barca. Il miracolato li seguiva. Se avesse osato, avrebbe chiesto di salire sulla barca per non lasciare Nostro Signore. Adesso fa la prova. <<Maestr0, dice, prendimi con te…>>, e guardava Gesù con gli occhi pieni di affetto…
- L’ha preso con sé?
- No, Gesù non voleva permettergli di salire nella barca. <<Ritorna a casa tua – gli disse – racconta ala tua famiglia tutto ciò che il buon Dio ha fatto per te>>.
- Pover’uomo, come doveva esser triste!…
- A lungo seguì con gli occhi la barca e nella barca Nostro Signore, poi ritornò a casa sua, dove fece molto bene.
Visono delle fanciulle che desiderano diventare suore. Il buon Dio le vuole invece nel mondo per darvi il buon esempio. Per essere Religiose bisogna essere chiamate da Nostro Signore.

PROPOSITO: Dirò a Nostro Signore: <<Fa’ di me ciò che Tu vuoi, ma se mi chiami, dammi la forza di dire un grande SI’>>.

di Henry Perroy

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Il trifoglio

Posté par atempodiblog le 17 mars 2011

san patrizio trifoglio

- Sai come San Patrizio faceva per spiegare la SS. Trinità?
- No.
- Prendeva un trifoglio. « Quante foglie?, diceva. – Tre. – Questa è una foglia? – Sì. – E quest’altra? – Sì. – E tuttavia, quanti trifogli? – Uno. – Così vi sono tre persone in Dio e un solo Dio.

PROPOSITO: In onore di San Patrizio, oggi dirò molte volte: <<Gloria al Padre, al Figlio, e allo Spirito Santo!>>.

di Henry Perroy

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Santa Cecilia

Posté par atempodiblog le 15 janvier 2011

Santa Cecilia dans Henry Perroy santacecilia

Un giorno a Roma, c’era un grande matrimonio. La figlia di un ricco cittadino romano sposava un ricco abitante della città, chiamato Valeriano. I suoi genitori l’avevano costretta a questo matrimonio. Cecilia aveva detto si per obbedienza. Ma quando fu sposata, disse a suo marito: “Valeriano, io ho un Angelo presso di me che mi protegge; rispettalo”. Valeriano le rispose: « Mi farò cristiano se vedrò il tuo Angelo”. “Non puoi vederlo se non sei battezzato”. Allora Valeriano rispose: “Voglio il Battesimo”. “Va a cercare Urbano. Questi si nasconde perché lo cercano per ucciderlo. E’ nel tal luogo”.
Valeriano andò a trovare Urbano che lo battezzò, di ritorno vide Cecilia in preghiera. Presso di lei, sfolgorante, c’è il suo Angelo.
Incantato, corse da suo fratello Tiburzio per raccontargli ciò che aveva visto.
Tiburzio lo seguì, si presentò a Cecilia, che lo istruì e lo fece battezzare. Anche lui vide l’Angelo… Qualche tempo dopo i due fratelli erano martirizzati e Cecilia rimase vedova.
Il giudice la fece chiamare e le chiese: “Dove sono tutti i beni di tuo marito?”. “Ho dato tutto ai poveri”. Furente, il giudice ordinò di farla venire presso di sé, di chiuderla nella sala delle terme e di aprire tutte le tubature del vapore per farla morire. Cecilia rivestì i suoi abiti migliori ed entrò nel locale delle terme. Due giorni dopo si aprì la porta, Cecilia era piena di vita. Il giudice ordinò di troncarle la testa. Tre colpi di scure. Impossibile staccarle il capo. Cecilia visse ancora tre giorni. Si scoperse la sua tomba nel 1599, la si trovò intatta con le sue belle vesti e un delizioso velo sul capo.
Non dimenticare che tu, come Cecilia, hai presso di te un Angelo. Non fare nulla che possa rattristarlo.

PROPOSITO: Oggi penserò spesso che ho l’Angelo accanto a me.

di Henry Perroy

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L’Annunciazione

Posté par atempodiblog le 25 mars 2010

L'Annunciazione dans Commenti al Vangelo ionec7

L’Annunciazione è una bellissima festa, perché è la festa del SI.
In quel giorno, in verità, furono pronunciati tre SI.
- Tre SI? Io non li vedo.
- C’è anzitutto il SI che Gabriele disse a Dio che lo mandava in un villaggio di Nazareth da una giovane donna di nome Maria. <<Sì, io ci vado>> disse Gabriele.
- Dopo c’è il SI che la Santa Vergine disse all’Angelo che Le chiedeva se accettava di essere la Madre di Dio. <<Sì, io sono la Sua schiava>>, disse Maria.
Infine, c’è il SI che pronunciò il Verbo scendendo sulla terra per obbedire a Suo Padre. <<Sì, Padre mio, Io andrò sulla terra per obbedirti>>, disse Gesù.
- E’ vero, non ci avevo mai pensato…
- E che diresti se aggiungessi un quarto SI?
- Quale?
- Il tuo. SI a un sacrificio che Nostro Signore ti chiede e che tu da molto tempo Gli rifiuti. SI a un piccolo sacrificio che Egli ti chiede oggi.
Vuoi dunque promettergli di dire un bel SI oggi?

PROPOSITO: SI, glielo prometto.

di Henry Perroy 

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Il santo Nome di Gesù

Posté par atempodiblog le 3 janvier 2010

Il santo Nome di Gesù dans Henry Perroy gesg

Oggi è la festa del Nome di Gesù! Egli ricevette questo nome, secondo l’uso ebraico, otto giorni dopo la sua nascita. Anche a te, dopo il tuo arrivo sulla terra, hanno dato un nome al Battesimo.
- Sai cosa vuol dire <<Gesù>>?
- Vuol dire Salvatore.
- E da che cosa ti ha salvata il piccolo Gesù?
- Dall’Inferno.
- Molto bene. Dimmi se tu fossi caduta in un fiume e qualcuno vi si fosse tuffato per salvarti e restituirti alla mamma, ameresti questo salvatore?
- Molto.
- Il piccolo Gesù è questo salvatore… Diglielo spesso: <<Ti amo assai, piccolo Gesù>>.
Del resto, il demonio teme molto questo nome. Qunado sei tentata, quando qualcosa ti spinge a non esser buona, di presto, anche sottovoce: <<Gesù>>; e il demonio se ne andrà.

PROPOSITO: Oggi dirò sovente: <<Gesù>>.

di Henry Perroy

gesw dans Preghiere

Gesù mio, scrivete il Vostro Nome sul mio povero cuore, e sulla mia lingua, acciocché, tentato a peccare, io resista con invocarVi; tentato a disperarmi, io confidi nei Vostri meriti. Fate che il Vostro nome mi infiammi d’amore, e sia sempre la mia speranza, la mia difesa, sempre e l’unico mio conforto.

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San Sinforiano

Posté par atempodiblog le 17 octobre 2009

San Sinforiano dans Henry Perroy sinforiano

Ti racconto la storia di un piccolo martire francese di 12 anni che è molto venerato nella città dove è vissuto, la città di Autun.
La mamma di Sinforiano era molto cristiana e  quando seppe che suo figlio era in prigione e doveva essere ucciso, non si allontanò più dalle porte di quella prigione. Voleva vederlo per aiutarlo a morire per il Signore.
Un giorno, le porte della prigione si aprirono e la madre vide Sinforiano e gridò: “Figlio mio, ricordati della vita eterna, guarda al Cielo dove regna Gesù. Il carnefice non ti toglierà la vita, ma te la cambierà in una migliore”.
Sinforiano guardò sua madre e poi appoggiò egli stesso la testa dove il carnefice doveva decapitarla.
Come erano coraggiosi e forti tanti piccoli martiri e le loro mamme, in quel tempo!

PROPOSITO: Se oggi avrò un dispiacere lo sopporterò senza farmi accorgere da nessuno.

di Henry Perroy

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San Camillo de Lellis

Posté par atempodiblog le 18 août 2009

San Camillo de Lellis dans Henry Perroy delellis

Ecco un Santo del quale non si dovrà imitare la vita che egli condusse per molti anni,perché fu dapprima un grande peccatore… Egli offendeva gravemente il buon Dio con la sua cattiva condotta e perse tutto quello che possedeva giocando a carte…
Il buon Dio permette spesso che i suoi Santi siano stati dei grandi peccatori, affinché i peccatori non si scoraggino mai per le loro colpe, dicendo: “Ho troppo offeso Dio”.
Io ignoro come egli si sia convertito. So soltanto che fece voto di diventare religioso come S. Francesco d’Assisi… Ma egli si era fatto un giorno una piaga su di una gamba… quando indossò la veste dei Cappuccini, questa, battendo sulla piaga, la fece riaprire. Dovette lasciare il convento. Quando la piaga fu bene guarita, rientrò in convento per mantenere il voto, che aveva fatto. Subito la piaga si riaprì… Fu dispensato dal suo voto. Evidentemente Dio non voleva che egli fosse Francescano.
Che cosa doveva fare Camillo? Mentre era all’ospedale per curare la gamba, egli aveva sofferto per il sudiciume che vi regnava. Si sentì allora chiamato da Dio a fondare un Ordine che curasse gli ammalati e aiutasse i moribondi a fare una buona morte. Quel grande Ordine si chiama dei Camilliani, dal nome del suo fondatore.
Essi vestono di nero e recano una croce rossa sul petto. Questi buoni religiosi si occupano degli ammalati e degli infermi. Vedi come il buon Dio si serve delle piccole cose (una piaga a una gamba!), per condurci dove Egli vuole. Camillo, forse, aveva sofferto vedendo la sua piaga riaprirsi… Se egli avesse saputo che quella ferita doveva fare di lui un grande Santo!…

PROPOSITO: Non mi lamenterò mai. Il buon Dio dispone di tutto… Padre Nostro, fa’ come ti piacerà…

di Henry Perroy

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