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San Luigi Maria Grignion di Montfort

Posté par atempodiblog le 28 avril 2024

San Luigi Maria Grignion di Montfort
Fu autore di grandi testi di spiritualità come il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine. E, due secoli dopo, san Pio X non solo raccomandò di leggere l’opera ma accordò per iscritto la Benedizione Apostolica “a tutti quelli che leggeranno questo Trattato”.
a cura di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

22 gennaio 1888: la beatificazione di Luigi Maria di Montfort dans Fede, morale e teologia san-luigi-grignion-de-montfort

San Pio X non solo raccomandò di leggere il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, uno dei capolavori di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716), ma accordò per iscritto la benedizione apostolica “a tutti quelli che leggeranno questo Trattato”. Negli anni Quaranta il giovane Karol Wojtyla, allora operaio nelle cave di pietra della Solvay, portava sempre con sé il libriccino del Montfort, da cui imparò il significato dell’autentica devozione alla Madonna: “Mentre prima mi trattenevo nel timore che la devozione mariana facesse da schermo a Cristo invece di aprirgli la strada – scriverà poi san Giovanni Paolo II – […] compresi che accadeva in realtà ben altrimenti. Il nostro rapporto interiore con la Madre di Dio consegue organicamente dal nostro legame col mistero di Cristo”. Proprio il Trattato ispirò al papa polacco il motto Totus Tuus, le due parole iniziali della consacrazione a Gesù per le mani di Maria.

Secondo di 18 figli, Luigi nacque in Bretagna da una famiglia profondamente cristiana. Dopo gli studi al collegio dei gesuiti di Rennes, nel 1692 si trasferì al seminario parigino di San Sulpizio: nell’occasione il padre gli offrì il cavallo, ma il giovane preferì percorrere a piedi i circa 350 km tra Rennes e Parigi. Nel tragitto donò tutto quello che aveva ai mendicanti. Divenne sacerdote nel 1700. L’anno successivo andò a Poitiers, dove iniziò a operare come cappellano dell’ospedale, che fungeva pure da ospizio per anziani e senzatetto. Più volte fu costretto a lasciare il nosocomio e la città a causa dell’ostilità di alcuni dirigenti. A ciò faceva da contraltare l’affetto dei bisognosi, che arrivarono a scrivere una lettera al superiore del Montfort: “Noi, quattrocento poveri, vi supplichiamo molto umilmente, per il più grande amore e la gloria di Dio, di farci ritornare il nostro venerabile pastore, colui che ama tanto i poveri, il signor Grignion”.

In quella fase conobbe Maria Luisa Trichet, la beata che divenne la prima delle Figlie della Sapienza, il ramo femminile monfortano a cui si affiancò poi quello maschile della Compagnia di Maria. Nel 1703 vide la luce la sua prima opera teologica, L’Amore dell’Eterna Sapienza, dove il Montfort espone la centralità della croce nella vita del cristiano e spiega che Gesù lo si ama poco perché lo si conosce poco: “Conoscere Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, è sapere abbastanza. Sapere tutto e non conoscere Lui, è non saper nulla”. Lo scritto è un caposaldo della sua dottrina, perché vi indica già la vera devozione a Maria come “il più meraviglioso dei segreti” e come la via più semplice e diretta “per acquistare la Divina Sapienza”. Questa consiste appunto nell’appartenenza totale a Cristo, approdo necessario per sviluppare tutte le potenze dell’anima.

Andò in pellegrinaggio per consiglio da papa Clemente XI, che lo nominò missionario apostolico e gli disse: “Nelle sue diverse missioni, insegni con forza la dottrina al popolo e ai ragazzi e faccia rinnovare solennemente le promesse battesimali”. Le sue terre di missione furono soprattutto la natìa Bretagna e la Vandea, dove il santo si profuse nell’insegnamento del Catechismo e in grandi manifestazioni pubbliche di culto, che culminavano spesso nell’innalzamento di una croce. Promosse anche riproduzioni del Calvario, come quella monumentale di Pontchateau, terminata dopo 15 mesi di lavoro di centinaia di persone provenienti da ogni parte della Francia e dall’estero, prima che i suoi nemici convincessero re Luigi XIV a farla distruggere con il pretesto della sicurezza nazionale. Verrà per due volte ricostruita, l’ultima dopo la devastazione dei rivoluzionari francesi.

L’apostolato del Montfort si rivelò fondamentale in un’epoca in cui il cattolicesimo si trovava attaccato in Francia da giansenisti e protestanti vari, deisti e razionalisti. Lui affrontò tutti i nemici della Chiesa con carità e vigore, trasmettendo al popolo le verità di fede, anche attraverso canti popolari da lui composti per accendere ancora di più i cuori dell’amore di Dio. E in tutto questo la sua mariologia, chiaramente cristocentrica, è stata decisiva: “È dunque sicuro – scrive nel Trattato – che la conoscenza di Gesù Cristo e la venuta del suo regno nel mondo non saranno che la conseguenza necessaria della conoscenza della santa Vergine e della venuta del regno di Maria, che lo ha messo al mondo la prima volta e che lo farà risplendere la seconda”.

Per saperne di più:

L’Amore dell’Eterna SapienzaTrattato della vera devozione alla Santa Vergine, Il segreto di Maria, Il segreto ammirabile del Santo Rosario.

La consacrazione del Montfort, per affrontare questi tempi

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Rinnovo delle promesse battesimali

Posté par atempodiblog le 7 janvier 2024

Rinnovo delle promesse battesimali dans Fede, morale e teologia Montfort-e-GP-II-1

[...] tutta la vita spirituale proviene direttamente dal sacramento del santo battesimo, come dimostra un significativo passaggio dell’Atto di consacrazione a Gesù Cristo attraverso Maria, redatto proprio da Montfort. Al centro di questo atto, ci sono le seguenti parole: “Io – a questo punto si pronuncia il nome, ad esempio Louis-Marie o Gianpaolo o Carlo – peccatore infedele, rinnovo e ratifico oggi nelle tue mani (fra le mani di Maria) le promesse del mio battesimo: rinuncio per sempre a Satana, alle sue pompe e alle sue opere, mi dono interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare la mia croce seguendo il suo esempio tutti i giorni della mia vita . . .” (San Louis-Marie Grignion de Montfort, L’amore dell’Eterna Sapienza, n. 225).

Il richiamo alle promesse del battesimo è evidente. Nel corso della liturgia battesimale è stato chiesto a ognuno di noi: “Rinunci a Satana, a tutte le sue opere e a tutte le sue seduzioni?”, e poi: “Credi?”. L’atto del battesimo va di pari passo con la scelta di Dio, la scelta di Cristo, la scelta di vivere nella grazia dello Spirito Santo. Questa scelta, in un certo senso, è la vittoria sul peccato originale. La grazia sacramentale del battesimo cancella il peccato originale. Tuttavia l’uomo che lo riceve deve rinunciare al peccato per corrispondere così alla grazia della giustificazione che gli viene concessa nella fede in Cristo.

Nel sacramento del battesimo vi è un certo ritorno all’inizio, alle origini, quando bisognava scegliere il bene e non il male, la salvezza e non il rifiuto. Se Grignion de Montfort inserisce ciò nel contenuto della sua autentica devozione alla Madre di Dio, lo fa perché Maria, per volontà divina, fin dalla sua Immacolata Concezione, è stata inscritta nel piano di Dio per vincere il peccato attraverso la giustificazione ricevuta dalla grazia che proviene da Cristo.

San Giovanni Paolo II

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Un milione di bambini recita il Santo Rosario

Posté par atempodiblog le 16 octobre 2023

Un milione di bambini recita il Santo Rosario dans Articoli di Giornali e News Un-milione-di-bambini-recita-il-santo-rosario

Un milione di bambini recita il Santo Rosario
I cristiani sviluppano il seme della fede ricevuto da bambini. Per questo anche quest’anno ACS, il 18 ottobre, coinvolge in molte nazioni i più piccini nell’iniziativa Un milione di bambini pregano il Rosario per l’unità e la pace.
di Aiuto alla Chiesa che Soffre

Un-milione-di-bambini-prega-il-santo-rosario dans Cardinale Mauro Piacenza

Cari amici,

Un milione di bambini pregano il Rosario. Il 18 ottobre di ogni anno ACS organizza con grande impegno questa azione. Perché? Perché vogliamo che i bambini imparino e preghino il Rosario. Perché vi chiediamo di impegnarvi personalmente, affinché il maggior numero possibile di bambini accolgano questo invito? Perché siamo giunti alla conclusione che il Rosario è uno strumento dato da Dio e necessario, che segna una differenza decisiva! E da dove viene questa nostra convinzione? Da un lato, dalla richiesta della Madre di Dio nelle sue apparizioni. Dall’altro, dalla sicura esperienza della Chiesa e di molti santi.

Così scrive ad esempio san Luigi Maria Grignon de Montfort:

“Vi scongiuro, pregate ogni giorno il Rosario! Ringrazierete un giorno nel cielo il giorno e l’ora in cui mi avete creduto”.

La sua dichiarazione è soltanto una delle centinaia di santi e papi, che ci hanno fatto riconoscere il valore della preghiera del Rosario. Nelle apparizioni di Fatima ufficialmente riconosciute dalla Chiesa la stessa Madre di Dio ha chiesto ai giovanissimi veggenti di offrire la preghiera del Rosario ogni giorno, per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo. La veggente Lucia ha scritto: “In questi ultimi tempi in cui viviamo, la Santissima Vergine ha attribuito al Rosario una nuova potenza. Non esiste quindi alcun problema, per quanto grave, che non possiamo risolvere attraverso la preghiera del Rosario. Con il Rosario ci salveremo, ci santificheremo, ci affideremo a nostro Signore e otterremo la guarigione di molte anime”.

Un-milione-di-bambini-prega-il-rosario dans Fatima

ACS dalle sue origini fino ad oggi si consacra al messaggio di Fatima e si impegna decisamente ad osservarlo. Per la campagna di preghiera di quest’anno vogliamo volentieri soffermarci su un aspetto della preghiera del Rosario, su cui spesso non si riflette molto. Nella preghiera del Rosario la contemplazione dei misteri della vita di Gesù Cristo è inserita nel contesto della visita dell’arcangelo Gabriele a Maria. Pronunciamo ripetutamente le parole dell’angelo mentre contempliamo importanti misteri nella vita di Gesù. In quel momento così importante della storia della salvezza è un angelo, l’arcangelo Gabriele, che porta il messaggio di Dio alla santa vergine Maria. È ancora un angelo che accoglie la risposta di Maria e la porta a Dio. La Chiesa conosce il mondo degli angeli, la creazione visibile e invisibile. Da essa possiamo imparare che ciascuno di noi ha ricevuto un angelo che è al suo fianco, portatore del messaggio di Dio. Può e desidera aiutarci a cogliere e materializzare la vita nuova ed eterna, che abbiamo ricevuto con il Battesimo. 

“Dal suo inizio (Mt 18, 10) fino alla morte (Lc 16, 22) gli angeli custodiscono sotto le loro ali e nella loro preghiera la vita dell’uomo (Sal 34, 8; 91, 10-13). Un angelo è protettore e pastore al fianco di ogni credente, per portarlo alla vita. Già in questa terra la vita cristiana nella fede prende parte alla comunità dei beati, che unisce uomini e angeli.” (Catechismo della Chiesa Cattolica No. 336). Non è forse un messaggio per il mondo di oggi tornare consapevoli della presenza degli angeli custodi e chiedere il loro aiuto, perché nelle tante sfide del tempo attuale possiamo discernere chiaramente e  compiere scelte giuste? Non sarebbe sensato insegnare di nuovo ai bambini la preghiera dell’angelo custode, che per tanti secoli era così naturale nella vita della Chiesa?

Con questo pensiero abbiamo voluto presentare nella campagna di quest’anno una storia illustrata per i bambini, che parla dell’aiuto dell’angelo a san Giuseppe. Come lui è stato avvisato dall’angelo in sogno e subito è partito per l’Egitto per salvare la vita del Bambino Gesù.

Un-milione-di-bambini-prega-il-Santo-Rosario dans Fede, morale e teologia

Per cui vi invitiamo cordialmente a partecipare anche quest’anno alla preghiera del Rosario il giorno 18 ottobre. Vi chiediamo di organizzare incontri, informare i gruppi di bambini, le scolaresche, i gruppi di preghiera, radio e televisioni, piattaforme digitali, social media… chiamando anche i vostri figli e nipoti. Prestiamo la nostra voce al Signore, che chiama i suoi discepoli anche oggi: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite! A chi è come loro appartiene infatti il Regno di Dio (Mt 19, 14).

Appellandoci alla vostra collaborazione, vi impartiamo la nostra benedizione.

Cardinale Mauro Piacenza – Presidente di ACS Internazionale

P. Anton Laesser CP – Assistente ecclesiastico di ACS Internazionale

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Lo Spirito Santo opera mediante Maria

Posté par atempodiblog le 28 mai 2023

 Lo Spirito Santo opera mediante Maria dans Fede, morale e teologia Spirito

Nel cammino di perfezione Colui che guida e plasma è lo Spirito Santo, perché è a Lui che è stata affidata l’opera della santificazione. Tuttavia lo Spirito Santo opera mediante Maria, così come è avvenuto per la santa umanità del Verbo. […]

Ti ribadisco con il Montfort che la Madre di Dio è sconosciuta e questo è il motivo per cui non solo Gesù Cristo, ma anche lo Spirito Santo sono poco conosciuti.

La Santa Vergine è la porta del mistero. Attraverso di Essa la divina rivelazione si manifesterà nel suo inafferrabile e sconfinato splendore. È mediante la fede di Maria che ci è possibile conoscere i misteri fondamentali della fede, quali la Trinità Santissima e l’Incarnazione del Verbo. Ma per accostarsi e conoscere Maria non si può procedere da soli. Si ha bisogno della grazia dello Spirito Santo. È lui che introduce nella conoscenza della Madre e ne rivela la grandezza. Per questo si deve pregarlo, affinché  ci faccia conoscere e amare Maria come Lei merita e secondo la volontà dell’Altissimo. Conoscere la Madonna è una grazia straordinaria. È un dono dello Spirito Santo che va chiesto con cuore di figli che desiderano addentrarsi nella bellezza e grandezza della loro Madre.

Tratto da: L’affidamento a Maria, di Padre Livio Fanzaga – Edizioni Ares

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Maria e lo Spirito Santo

Posté par atempodiblog le 19 mai 2023

Maria e lo Spirito Santo dans Citazioni, frasi e pensieri Pentecoste

“Chi vuole esperimentare in sé l’opera dello Spirito Santo, deve avere Maria, la sua Sposa fedele e feconda, che lo renda fertile”.

San Luigi Maria Grignion de Montfort

 
Divisore dans San Francesco di Sales

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L’affidamento quotidiano a Maria

Posté par atempodiblog le 23 avril 2023

Pensiero spirituale sull’affidamento quotidiano alla Madonna
di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: 
Blog di p. Livio – Direttore di Radio Maria

L’affidamento quotidiano a Maria dans Fede, morale e teologia Maria-Regina-Montfort

Cari amici, San Giovanni Paolo II da giovane era un cultore degli scritti del Montfort e della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Affidare se stessi, la propria vita, i propri progetti alla Madonna e mettere tutto nelle Sue mani perché disponga Lei è una pratica bellissima, arricchente e molto importante per noi mariani.

L’affidamento a Maria integra le preghiere del mattino e si rinnova alla sera, in chiusura di giornata.

Mentre la Consacrazione ha una sua solennità, l’affidamento diventa una pratica quotidiana alla portata di tutti ed è stata sviluppata soprattutto da San Giovanni Paolo II che in tante occasioni della sua vita – anche le più dolorose – diceva “Totus Tuus”appartengo a Te (Maria), mi affido tutto a Te.

Per il Santo Padre l’affidamento alla Madonna era totale, era un modo di vivere, un camminare con Maria. Questa connotazione mariana di San Giovanni Paolo II era evidente nella sua vita quotidiana, era un rinnovamento continuo a Maria di richiesta di aiuto, sostegno, guida nelle cose di ogni giorno. Per Wojtyla Maria è stata la guida, la forza, la consolazione, la compagnia (insieme a Gesù), in ogni giornata, in ogni momento.

L’affidamento a Maria andrebbe integrato nelle preghiere quotidiane del mattino e della sera. Ciascuno può utilizzare una formula personale, oppure dire semplicemente e umilmente:

Maria, affido me stesso al tuo Cuore Immacolato e per mezzo del tuo Cuore al Sacratissimo Cuore di Gesù.
Ti chiedo la grazia di accompagnarmi in questa giornata.
Ti chiedo la grazia della fortezza, della sapienza, della perseveranza.

Integrando alle preghiere del mattino e della sera questa breve preghiera personale (e personalizzabile nelle richieste), affidiamo a Maria tutta la nostra giornata, affidiamo noi stessi, ci mettiamo sotto la Sua protezione e la Sua guida.

Mentre per la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria c’è una formula solenne specifica, per l’affidamento si possono utilizzare parole proprie. È bene affidare se stessi e le opere della giornata al mattino e alla sera, ma anche nel corso della giornata come formula devozionale che parte dal profondo del cuore, come faceva San Giovanni Paolo II che diceva “Totus Tuus”.

L’affidamento a Maria ci permette di vivere tutta la nostra giornata insieme a Lei.

Mettiamo nelle Sue mani i nostri problemi, le preoccupazioni, le tribolazioni. Lei è nostra Madre e sa consolarci e aiutarci. Affidiamoci a Lei e fidiamoci di Lei.

La Madonna si prende cura di noi e delle nostre preoccupazioni. Una volta che abbiamo affidato a Lei un problema, non continuiamo a preoccuparci, lasciamo che se ne occupi la Madonna perché ha la possibilità di ottenere tutte le grazie necessarie da Dio e le concede quando Lei desidera. Bisogna saper aspettare con pazienza perché la Madonna sa quando è il momento giusto di concedere una grazia.

Quando affidiamo alla Madonna una nostra richiesta di aiuto, un Suo intervento, con fiducia totale rinnoviamolo perché a Lei piace essere pregata, ma non riprendiamoci il problema, lasciamo che sia Lei a occuparsene nei tempi e nelle modalità che solo Lei conosce. I tempi di Dio non sono i tempi nostri.

La Madonna concede sempre le grazie richieste con il cuore e con la fiducia dei figli. Ovviamente devono essere grazie che concorrono al bene. Bisogna saper aspettare però e pregare con fiducia, certi che siamo stati ascoltati e che saremo accontentati. Molte volte se chiediamo la grazia della guarigione per un nostro caro, ad esempio, la Madonna concede la grazia della sopportazione della sofferenza. Il modo con cui Dio concede delle grazie corrisponde alla Sua sapienza.

La Madonna ci fa aspettare, mette alla prova la nostra fede in Dio e la nostre fiducia in Lei, ma poi tutte le grazie richieste arrivano.      
La Madonna riempie di grazie chi prega con fiducia e chi sa aspettare senza farsi prendere dall’impazienza, ma con la certezza che è stato ascoltato e sarà accontentato nei tempi e nei modi di Dio.

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Maria ottiene ed elargisce i doni dello Spirito

Posté par atempodiblog le 5 juin 2022

Maria ottiene ed elargisce i doni dello Spirito dans Fede, morale e teologia Maria-e-lo-Spirito-Santo

Maria è dolce e buona:
Tutto in Lei è dolcezza;
senza respingere alcuno
a tutti dona grazia.
Gesù suo figlio m’incita
ad amarla teneramente,
lo vuole il mio interesse,
posso non far così?

Ella è la Regina
di tutto l’universo
e tiene in suo potere
Cielo ed Inferno.
Ella ha tra le mani
la grazia del suo Figlio,
ottiene ed elargisce
i doni dello Spirito.

Ella è il tabernacolo
in cui Dio si fe’ bambino
Ella è il gran prodigio
del braccio di Dio potente,
Ella è figlia del Padre
Madre di Gesù Cristo
e per mistero altissimo
tempio dello Spirito.

Tratto da: ‘Cantici Mariani di San Luigi Maria Grignion de Montfort

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Nel tuo Cuore, Gesù, dammi dimora

Posté par atempodiblog le 28 avril 2022

Nel tuo Cuore, Gesù, dammi dimora dans Preghiere San-Luigi-Maria-Grignion-de-Montfort

Nel tuo Cuore, Gesù, dammi dimora,
divenga pure il mio paradiso.
Nel tuo Cuore rimanga sempre il mio,
in esso possa vivere senza fine.
Dolce è l’amarti in esso ed in eterno.

Tratto da: ‘Cantico 131,10 di San Luigi Maria Grignion de Montfort

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22 gennaio 1888: la beatificazione di Luigi Maria di Montfort

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2022

22 gennaio 1888: la beatificazione di Luigi Maria di Montfort
di Alfio Mandelli – Monfortani

22 gennaio 1888: la beatificazione di Luigi Maria di Montfort dans Fede, morale e teologia san-luigi-grignion-de-montfort

«In virtù di questo decreto, Noi permettiamo di onorare ormai il venerabile Servo di Dio, Luigi Maria Grignion de Montfort, con il titolo di Beato, di esporre le sue reliquie alla venerazione dei fedeli […] e di ornare le sue immagini con i raggi della gloria».

Con queste parole, il 22 gennaio 1888, nella Loggia, al di sopra del portico della basilica di San Pietro, Leone XIII, il Papa del Rosario, beatificò Luigi Maria di Montfort.

Divisore dans San Francesco di Sales

“La cerimonia era annunciata per le ore 10.00, ma già dalle 9.00 i partecipanti entrarono nella Loggia e presto 3.000 persone si accalcarono nell’aula.

La Loggia era splendida. Drappi rossi e bianchi cadevano lungo le colonne e sotto le arcate; migliaia di luci correvano lungo i muri e sotto il soffitto dorato; luci e drappi producevano un effetto superbo.

Appesi ai muri si vedevano quattro grandi dipinti dove erano rappresentati i miracoli presi in esame dalla Congregazione dei Riti per la Beatificazione di Montfort. Su ogni dipinto, si leggeva un’iscrizione latina che ricordava il miracolo. Un altro grande dipinto, collocato dietro l’altare e dominante l’intera sala, rappresentava la gloria celeste dell’eroe cristiano”.

Divisore dans San Francesco di Sales

La storia della Causa di Beatificazione del nostro santo Fondatore, durata dal 1825 al 1888, ha visto succedersi cinque Papi (Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI, il Beato Pio IX, Leone XIII) e cinque Superiori Generali (Gabriel Deshayes, Louis-Joseph Dalin, François Denis, Basile-Marie Guyot, Amand-René Maurille).

Essa testimonia il radicamento vandeano del Padre di Montfort, un radicamento nella Chiesa locale della diocesi di Luçon. La «Causa» non si sarebbe mai conclusa senza la tenace passione dei Vescovi di Luçon: Monsignor Soyer e Monsignor Catteau. Nello stesso tempo essa sottolinea l’attaccamento «monfortano» alla Sede di Pietro, dimensione universale della Chiesa, significato dai numerosi viaggi a Roma: il Padre Gabriel Deshayes nel 1825, i Padri Marchand e Hilléreau (che in seguito diventerà Vescovo in terra turca: Smirne e Costantinopoli) nel 1830, il Padre Louis-Joseph Dalin nel 1843 e 1853.

La Beatificazione del Padre di Montfort non ha solo impresso sulla sua vita e sulle sue opere il sigillo dell’autenticità ecclesiale, ma è stata l’occasione per una rinnovata presa di coscienza della ricchezza e della profondità della sua spiritualità, un tesoro da condividere con la Chiesa intera.

La storia della Beatificazione del Padre di Montfort praticamente diviene un tutt’uno con la storia della nostra Congregazione. Parallelamente alla «Causa» del Padre di Montfort, veniva richiesta alla Santa Sede l’approvazione delle Congregazioni monfortane. Dopo il lungo periodo degli inizi, segnato da incertezza e tentativi, la Famiglia monfortana assume qui la sua attuale configurazione: una famiglia religiosa. Ma questa «struttura giuridica», lungi dal vincolare, ha dato alla nostra Congregazione il primo soffio missionario oltre i limiti delle terre di Francia. Infatti, i primi Confratelli furono inviati in Haïti nel 1871. Qualche anno più tardi, le legislazioni «anticlericali» costringeranno all’esilio, a un esodo fecondo verso i Paesi Bassi nel 1881 e il Canada nel 1883.

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Il potere di Maria risplenderà particolarmente negli ultimi tempi

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2021

Il potere di Maria risplenderà particolarmente negli ultimi tempi dans Avvento Maria-Immacolata

Dio non soltanto pose inimicizia, ma inimicizie, non solo tra Maria e il demonio, ma tra la stirpe della santa Vergine e la stirpe del demonio; cioè Dio pose inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della santa Vergine e i figli e schiavi del diavolo; essi non si amano scambievolmente, né hanno corrispondenza interiore gli uni con gli altri. I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo (perché è la stessa cosa), hanno sempre perseguitato finora e perseguiteranno più che mai quelli che appartengono alla santissima Vergine, come già Caino perseguitò suo fratello Abele, ed Esaù suo fratello Giacobbe, che sono le figure dei reprobi e dei predestinati.

Ma l’umile Maria avrà sempre vittoria sopra questo superbo, e così grande da giungere fino a schiacciargli la testa ove risiede la sua superbia; scoprirà sempre la sua malizia di serpente; sventerà i suoi piani infernali, dissiperà i suoi consigli diabolici e difenderà fino alla fine del mondo i suoi servi fedeli dai suoi crudeli artigli.

Ma il potere di Maria su tutti i diavoli risplenderà particolarmente negli ultimi tempi, quando Satana tenderà insidie al suo calcagno, cioè ai suoi umili schiavi e ai suoi figli poveri che ella susciterà per fargli guerra. Saranno piccoli e poveri agli occhi del mondo, e bassi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e perseguitati come lo è il calcagno rispetto alle altre membra del corpo; ma, in cambio, saranno ricchi della grazia di Dio, che Maria distribuirà loro abbondantemente; grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori a ogni creatura per il loro zelo ardente, e così fortemente sostenuti dall’aiuto divino, che con l’umiltà del loro calcagno, in unione con Maria, schiacceranno la testa del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo.

Dal ‘Trattato della vera devozione alla santa Vergine’ di  San Luigi Maria Grignion de Montfort

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O Maria! Capolavoro dell’Altissimo!

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2021

O Maria! Capolavoro dell’Altissimo! dans Avvento Maria-Immacolata-Madre-di-Dio

O Maria! Capolavoro dell’Altissimo,

miracolo della Sapienza increata,

prodigio dell’onnipotenza, abisso di grazia!

Riconosco con tutti i santi che soltanto chi ti ha creata

può capire l’altezza, la larghezza

e la profondità delle grazie che t’ha fatto.

Da: ‘L’amore dell’eterna Sapienza’ di San Luigi Maria Grignion de Montfort

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Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2021

Escatologia e apparizioni mariane
Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi
Tratto da: Il tempo dei segreti. A Medjugorje la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti. Ed. PIEMME

Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi dans Anticristo UKEM8201

[…] veniamo ora al rapporto tra storia della salvezza e apparizioni mariane, in particolare quelle moderne, per introdurre le quali prendo lo spunto da quanto scrive il Montfort nel suo già citato Trattato:

«Maria ha prodotto, con lo Spirito Santo, la cosa più grande che vi sia stata e vi sarà mai, che è un Dio-Uomo, e produrrà di conseguenza le cose più grandi che vi saranno negli ultimi tempi. La formazione e l’educazione dei grandi santi che vi saranno verso la fine del mondo è riservata a Lei» (n.35);

«Maria deve essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci come un esercito schierato in battaglia, specialmente in questi ultimi tempi, poiché il
diavolo, ben sapendo che gli rimane poco tempo, e molto meno che mai, per perdere le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi combattimenti; susciterà presto crudeli persecuzioni e tenderà terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri (n.50);

«Ma il potere di Maria su tutti i diavoli risplenderà particolarmente negli ultimi tempi, quando satana tenderà insidie al suo calcagno, cioè ai suoi umili schiavi e ai suoi figli poveri che Ella susciterà per fargli guerra» (n.54).

Da queste citazioni si evince chiaramente il particolare ruolo che, secondo il Montfort, Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi. Se consideriamo poi che il Trattato, pur scritto nel 1712, è stato pubblicato solo nel 1842, comprendiamo lo stretto rapporto con apparizioni di poco precedenti: nel 1830, infatti a Rue du Bac, Parigi, la Madonna appare a Caterina Labouré (1806-1876) nella visione della «medaglia miracolosa», la principale delle quattro apparizioni avute dalla religiosa. Che così descrive proprio quella del 27 novembre:

«Stava in piedi… i piedi poggiavano sopra un globo, o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (in seguito Caterina dirà dl aver visto anche un serpente di colore verdastro e chiazzato di giallo, sotto i piedi della Vergine, N.d.R.). In quel momento… ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro piuttosto ovale, sul quale si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi».

Questi simboli della medaglia hanno un significato ben preciso: la lettera M è l’’iniziale del nome Maria, la lettera I è l’iniziale del nome Iesus (Gesù). ti cuore circondato da spine è di Gesù; l’altro, trapassato da una spada, è di Maria.

La Madonna sì presenta dunque come l’Immacolata  di fatto anticipando il relativo dogma proclamato da Pio IX nel 1854 e “confermato” nel 1858 dalle apparizioni dell’Immacolata Concezione a Lourdes  che esorta gli uomini alla conversione, mettendoli in guardia dalle perverse trame sataniche. Una missione che viene ribadita fino alle odierne apparizioni di Medjugorje dove la Vergine si presenta come Regina della Pace ma altresì promette il trionfo del Suo Cuore Immacolato:

«Cari figli , adesso come mai prima, satana desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò, cari figli, aiutate il mio Cuore Immacolato affinché trionfi in un mondo di peccato» (25 settembre 1991).

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Padre Olivier Maire, testimone di un’accoglienza che non aveva paura

Posté par atempodiblog le 10 août 2021

Padre Olivier Maire, testimone di un’accoglienza che non aveva paura
Il sacerdote superiore provinciale della Congregazione dei Missionari Monfortani, ucciso ieri nella regione di Vandea da un uomo con turbe psichiatriche, aveva dato ospitalità al suo carnefice. Il dolore e lo sgomento della Chiesa francese
di Amedeo Lomonaco – Vatican News

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Un rifugiato ruandese in Francia che un anno fa aveva dato fuoco alla cattedrale di Nantes. A quest’uomo, sofferente di turbe psichiatriche e in libertà vigilata, aveva dato ospitalità padre Olivier Maire, superiore provinciale della Congregazione dei Missionari Monfortani. Non aveva esitato ad accogliere quell’uomo, Emmanuel Abayisenga, che era stato rilasciato sotto controllo giudiziario all’inizio di giugno. Il corpo del religioso è stato ritrovato senza vita a Saint-Laurent-sur-Sèvre, nella regione occidentale di Vandea. Dopo l’assassinio, il giovane ruandese si è presentato alla gendarmeria di Mortagne-sur-Sèvre e ha confessato di aver ucciso il sacerdote. Padre Maire – ha detto il presidente dei vescovi francesi, monsignor De Moulins-Beaufort – “ha vissuto la sequela di Cristo fino alla fine, nell’accoglienza incondizionata di chiunque”. Sono passati cinque anni dalla brutale uccisione di padre Jacques Hamel, ucciso a Rouen, mentre si trovava in chiesa per pregare, da due estremisti che avevano giurato fedeltà al sedicente Stato islamico. Nel caso di padre Maire, gli inquirenti hanno escluso un movente legato al terrorismo. La Chiesa francese è ripiombata nello sgomento. Vicinanza e solidarietà a tutti i cattolici di Francia è stata espressa anche dal presidente, Emmanuel Macron, e dal primo ministro, Jean Castex, che si sono detti profondamente sgomenti per quanto accaduto.

Il dolore dei vescovi francesi
Dopo l’assassinio di padre Olivier Maire la Conferenza episcopale francese e la Conferenza dei religiosi di Francia esprimono la loro immensa tristezza. I presuli francesi assicurano le loro preghiere alla famiglia, ai missionari monfortani. Il vescovo di Rouen, Dominique Lebrun, ricorda le prime e le ultime parole della preghiera che Gesù ci ha insegnato: “Padre nostro” e “liberaci dal male”. Ogni giorno, sottolinea il presule, il cristiano recita questa preghiera e poi ritrova la speranza nella fratellanza che Dio desidera per tutti gli uomini. Con tutti gli uomini di buona volontà, “vuole lottare contro ogni violenza intorno a lui e dentro di lui”. Le sue armi sono quelle “della giustizia, della pace e del perdono”. “Domenica 15 agosto – aggiunge monsignor Lebrun – pregheremo intensamente la Vergine Maria per la Francia, con il cuore nella regione di Vandea”. Il vescovo della diocesi di Luçon, monsignor François Jacolin, ricorda con queste parole padre Olivier Maire: “Era un uomo che aveva dedicato la sua vita al servizio di Dio, al servizio di tutte le persone. La sua morte è una tragedia, ma allo stesso tempo, nella fede, ha un senso. Cristo stesso: se il seme non muore, rimane solo, ma se muore, porta molto frutto. Questo è il pensiero che mi viene quando ricordo la vita di padre Olivier Maire, che si è dato agli altri”.

Martire della carità
Conosciuto per la sua apertura e la profonda fede, si legge nel comunicato della diocesi di Luçon, “padre Olivier Maire è morto vittima della sua generosità, martire della carità”. Padre Olivier Maire, ricorda inoltre la diocesi di dicoesi di Luçon era un “biblista, appassionato per i Padri della Chiesa e il greco patristico, era anche diplomato in psicologia”. “Per lui, gli scritti di San Lugi Maria Grignion di Montfort, redatti 300 anni fa, conservavano tutta la loro attualità per spiegare e vivere la fede. In un incontro internazionale di spiritualità monfortana ha pronunciato queste parole: “La Sapienza Eterna e Incarnata ci chiama … Essa grida che non può essere felice senza di noi, che ci precede, che ci desidera e che non ha altra intenzione che di renderci felici. Essa non può essere felice senza di noi”.

Sgomento dei religiosi e delle religiose di Francia
La nostra reazione, sottolinea suor Véronique Margron, presidente della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia (Corref), nell’intervista rilasciata alla redazione francese di Vatican News, è quella dello sgomento. Sgomento nel pensare, aggiunge, che “un uomo di pace venga assassinato”. I missionari monfortani, ricorda suor Véronique Margron, avevano dato ospitalità a quest’uomo che doveva avere gravi problemi psichiatrici. Oltre allo sgomento, ci sono anche “incomprensione e un sentimento di impotenza”.

Vedremo, aggiunge la religiosa, cosa stabilirà l’indagine e se determinerà che si è trattato di un atto di follia. Dopo l’incendio della cattedrale di Nantes, gli esperti che hanno esaminato quest’uomo non hanno rilevato che potesse compiere azioni pericolose. Per il momento, spiega suor Véronique Margron, ciò che serve non solo ai religiosi e alle religiose, “è prima di tutto il ricordo, la manifestazione del dolore e la condivisione di questo dolore con i fratelli che hanno vissuto con padre Maire, con i suoi genitori e parenti, con tutta la famiglia monfortana”. La seconda fase, afferma infine la religiosa, sarà quella di attendere l’esito dell’indagine per capire se ci sono stati degli errori in questa vicenda.

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Medjugorie. 40 anni

Posté par atempodiblog le 28 juin 2021

Medjugorie. 40 anni
Le apparizioni della Madonna in Bosnia e la “nostra Quaresima”, prima del Regno di Maria
di don Giovanni Poggiali – Alleanza Cattolica

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Sono passati quarant’anni da quel 24 giugno 1981 quando la Madonna apparve sul Monte Podbrdo, la collina delle apparizioni, a Međjugorjie nella Bosnia-Erzegovina. Quaranta è un numero significativo nella Bibbia: ricorda il tempo del pellegrinaggio nel deserto del popolo ebraico uscito dalla schiavitù in Egitto prima di entrare nella terra promessa; ricorda i giorni di Mosè passati sul Monte Sinai prima di ricevere le tavole della Legge, i Dieci Comandamenti; ricorda il profeta Elia che camminò per 40 giorni e 40 notti prima di giungere al Monte di Dio l’Oreb; ricorda ancora i giorni di Gesù passati nel deserto tentato da Satana, dai quali proviene la nostra Quaresima e, infine, ricorda i 40 giorni sulla terra dopo la Risurrezione, prima della salita di Gesù al Padre con l’Ascensione e del dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Un numero, quindi, significativo, non una cifra qualunque, che ha diversi risvolti collettivi e personali che invitano a un esame di coscienza, a un cambiamento, ad una svolta, alla conversione. Infatti, nel deserto, il popolo di Israele fu purificato e fortificato nella fede dalle prove che Dio permise, realizzando alla fine il disegno divino di condurli in una terra feconda, la terra di Caanan.

È proprio la conversione l’invito più frequente della Gospa (“Madonna” in croato) nei messaggi delle apparizioni, anzi, la conversione è la sintesi di tutti i messaggi di Međjugorjie. Da qui, la chiamata alla conversione risuona fino agli estremi confini della terra. Infatti, il 24 giugno è il giorno della Natività di san Giovanni il Battista, il precursore del Messia e il profeta della conversione. Come il Battista ha preparato le vie alla venuta del Signore, così la Madonna invita gli uomini a rinnovarsi nel profondo, a cambiare vita in questo drammatico passaggio storico dell’umanità.

Le apparizioni a Međjugorjie hanno portato frutti fecondi cresciuti dall’albero ormai maturo di quattro decadi, frutti riconosciuti anche dalla Commissione internazionale d’inchiesta su Međjugorjie (cf. il mio Dossier Medjugorjie,in Cristianità, n. 402/2020). La Commissione, guidata dal card. Camillo Ruini, ha constatato la soprannaturalità delle prime sette apparizioni nei primi 10 giorni dell’evento, dal 24 giugno al 3 luglio 1981. Tali frutti sono le conversioni innumerevoli, le vocazioni sacerdotali e religiose, le Famiglie e gli Istituti di consacrati nati come fiori, il ritorno ai sacramenti, soprattutto alla Confessione e all’Eucaristia, le pacificazioni familiari, l’amore alla Chiesa e al Pontefice nell’ortodossia dottrinale. Con le parole della Regina della pace, con il suo invito alla preghiera soprattutto del Rosario, al digiuno, alla Confessione e alla lettura della Sacra Scrittura, Maria ha costruito il suo piano di evangelizzazione a partire da una parrocchia della Bosnia per raggiungere tutte le parrocchie del mondo e contrastare, così, il piano satanico diffuso ormai in tutto il mondo dal relativismo, dal secolarismo, dall’ateismo teorico e pratico e dal rifiuto del Cristianesimo. Una vera e propria apostasia o “religione” di stampo materialista in conflitto con quella autentica del Cristo, Verbo incarnato.

Come risulta dalle testimonianze dei sei veggenti, la Madonna avrebbe avvisato che queste sono le sue ultime apparizioni sulla terra, che Satana, principe di questo mondo, è sciolto dalle catene e «miete le anime» (messaggio a Marija del 25 luglio 2020) e che occorre prepararsi alla battaglia con l’impero delle tenebre resistendo saldi nella fede. Međjugorjie non è cosa per cuori pavidi e avvisa la Chiesa che dovrà attraversare la prova del Getsemani (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 675-677). Ma non dobbiamo temere. Gli «apostoli del mio amore», come li ha chiamati la Madonna negli ultimi mesi – in parallelo con gli «apostoli degli ultimi tempi» di san Luigi Maria Grignion di Monfort (1673-1716) –, non si devono scoraggiare e possono affrontare la lotta spirituale che avverrà tra il bene e il male con le armi della preghiera, del digiuno e dell’amore. La Madonna a Međjugorjie si è rivelata come il compimento del progetto cominciato a Fatima e quindi, alla fine, dopo le prove, il Cuore della Madre trionferà e ci sarà un tempo di pace così come il popolo d’Israele, peregrinante nel deserto per quarant’anni, giunse nella terra promessa, dove scorrevano “latte e miele” (cfr. Es 3,5.8.17).

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San Luigi Maria Grignion di Montfort

Posté par atempodiblog le 28 avril 2021

San Luigi Maria Grignion di Montfort
Fu autore di grandi testi di spiritualità come il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine. E, due secoli dopo, san Pio X non solo raccomandò di leggere l’opera ma accordò per iscritto la Benedizione Apostolica “a tutti quelli che leggeranno questo Trattato”
di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana

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San Pio X non solo raccomandò di leggere il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, uno dei capolavori di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716), ma accordò per iscritto la benedizione apostolica “a tutti quelli che leggeranno questo Trattato”. Negli anni Quaranta il giovane Karol Wojtyla, allora operaio nelle cave di pietra della Solvay, portava sempre con sé il libriccino del Montfort, da cui imparò il significato dell’autentica devozione alla Madonna: “Mentre prima mi trattenevo nel timore che la devozione mariana facesse da schermo a Cristo invece di aprirgli la strada – scriverà poi san Giovanni Paolo II – […] compresi che accadeva in realtà ben altrimenti. Il nostro rapporto interiore con la Madre di Dio consegue organicamente dal nostro legame col mistero di Cristo”. Proprio il Trattato ispirò al papa polacco il motto Totus Tuus, le due parole iniziali della consacrazione a Gesù per le mani di Maria.

Secondo di 18 figli, Luigi nacque in Bretagna da una famiglia profondamente cristiana. Dopo gli studi al collegio dei gesuiti di Rennes, nel 1692 si trasferì al seminario parigino di San Sulpizio: nell’occasione il padre gli offrì il cavallo, ma il giovane preferì percorrere a piedi i circa 350 km tra Rennes e Parigi. Nel tragitto donò tutto quello che aveva ai mendicanti. Divenne sacerdote nel 1700. L’anno successivo andò a Poitiers, dove iniziò a operare come cappellano dell’ospedale, che fungeva pure da ospizio per anziani e senzatetto. Più volte fu costretto a lasciare il nosocomio e la città a causa dell’ostilità di alcuni dirigenti. A ciò faceva da contraltare l’affetto dei bisognosi, che arrivarono a scrivere una lettera al superiore del Montfort: “Noi, quattrocento poveri, vi supplichiamo molto umilmente, per il più grande amore e la gloria di Dio, di farci ritornare il nostro venerabile pastore, colui che ama tanto i poveri, il signor Grignion”.

In quella fase conobbe Maria Luisa Trichet, la beata che divenne la prima delle Figlie della Sapienza, il ramo femminile monfortano a cui si affiancò poi quello maschile della Compagnia di Maria. Nel 1703 vide la luce la sua prima opera teologica, L’Amore dell’Eterna Sapienza, dove il Montfort espone la centralità della croce nella vita del cristiano e spiega che Gesù lo si ama poco perché lo si conosce poco: “Conoscere Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, è sapere abbastanza. Sapere tutto e non conoscere Lui, è non saper nulla”. Lo scritto è un caposaldo della sua dottrina, perché vi indica già la vera devozione a Maria come “il più meraviglioso dei segreti” e come la via più semplice e diretta “per acquistare la Divina Sapienza”. Questa consiste appunto nell’appartenenza totale a Cristo, approdo necessario per sviluppare tutte le potenze dell’anima.

Andò in pellegrinaggio per consiglio da papa Clemente XI, che lo nominò missionario apostolico e gli disse: “Nelle sue diverse missioni, insegni con forza la dottrina al popolo e ai ragazzi e faccia rinnovare solennemente le promesse battesimali”. Le sue terre di missione furono soprattutto la natìa Bretagna e la Vandea, dove il santo si profuse nell’insegnamento del Catechismo e in grandi manifestazioni pubbliche di culto, che culminavano spesso nell’innalzamento di una croce. Promosse anche riproduzioni del Calvario, come quella monumentale di Pontchateau, terminata dopo 15 mesi di lavoro di centinaia di persone provenienti da ogni parte della Francia e dall’estero, prima che i suoi nemici convincessero re Luigi XIV a farla distruggere con il pretesto della sicurezza nazionale. Verrà per due volte ricostruita, l’ultima dopo la devastazione dei rivoluzionari francesi.

L’apostolato del Montfort si rivelò fondamentale in un’epoca in cui il cattolicesimo si trovava attaccato in Francia da giansenisti e protestanti vari, deisti e razionalisti. Lui affrontò tutti i nemici della Chiesa con carità e vigore, trasmettendo al popolo le verità di fede, anche attraverso canti popolari da lui composti per accendere ancora di più i cuori dell’amore di Dio. E in tutto questo la sua mariologia, chiaramente cristocentrica, è stata decisiva: “È dunque sicuro – scrive nel Trattato – che la conoscenza di Gesù Cristo e la venuta del suo regno nel mondo non saranno che la conseguenza necessaria della conoscenza della santa Vergine e della venuta del regno di Maria, che lo ha messo al mondo la prima volta e che lo farà risplendere la seconda”.

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