Il 23 aprile 2017 è la festa della Divina Misericordia

Posté par atempodiblog le 22 avril 2017

Il 23 aprile 2017 è la festa della Divina Misericordia
Fonte: Festa della Divina Misericordia
Tratto da: Santi e Beati

“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia!

L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata otterrà piena remissione di colpe e castighi.

Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”. (Gesù a S. Faustina)

Il 23 aprile 2017 è la festa della Divina Misericordia dans Beato Michele Sopocko Divina_Misericordia

È la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: 

Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q. I, p. 27).

Negli anni successivi – secondo gli studi di don I. Rozycki – Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina:

“Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: 

Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Q. II, p. 345).

La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che “elargirà grazie di ogni genere” (Q. II, p. 294).

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;

- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

“Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta” (Q. II, p. 278).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

- In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene” (Q. I, p. 132) – ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno:

“la remissione totale delle colpe e castighi”.

Questa grazia – spiega don I. Rozycki – “è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest’ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (…). È essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l’ha innalzata al rango di “secondo battesimo”. È chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia” (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione – come dice don I. Rozycki – può essere fatta prima (anche qualche giorno). L’importante è non avere alcun peccato.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che “riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia”, poiché‚ “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto » (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:

- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni – sia alle singole persone sia ad intere comunità;

- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).

Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.

Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l’introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.

Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.

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C’è un’unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te

Posté par atempodiblog le 3 avril 2016

Il Timone, per gentile concessione dell’editore Gribaudi, propone un brano dall’epilogo di Vita si santa Faustina Kowalska. Biografia autorizzata (2005)

C’è un’unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te
di suor Sophia Michalenko c.m.g.t.

C'è un'unica ermeneutica della vita cristiana: Gesù, Misericordia Divina, Confido in Te dans Beato Michele Sopocko 16m0zus

La missione di Suor Faustina ebbe davvero inizio dopo la sua morte, come aveva predetto. Durante la guerra, la cappella del convento fu aperta al pubblico. Da quel momento, la sua tomba fu meta costante di persone di ogni ceto sociale, desiderose di chiedere la sua intercessione o di ringraziarla per una grazia ricevuta o semplicemente per pregare. A Lagiewniki, la devozione alla Divina Misericordia divenne strettamente connessa con la persona stessa di Santa Faustina. Chi andava a pregare davanti all’Immagine nella cappella del convento, si recava inevitabilmente anche sulla tomba della suora.

Il culto della Divina Misericordia si diffuse quasi spontaneamente per tutta la Polonia. La causa principale era, senza dubbio, l’acuta esigenza che la gente provava in quel frangente storico. Il messaggio di Suor Faustina rispondeva a tale esigenza in modo particolare. Le suore e le ragazze ricordavano il suo amore e la sua preoccupazione per la Polonia. Esse raccontava no le sue predizioni sulla guerra a quanti visitavano la tomba e la cappella. I visitatori, a loro volta, riferivano la cosa ad altre persone ancora.

Il convento di Lagiewniki divenne il fulcro della devozione alla Divina Misericordia. I fedeli vi giungevano per le immaginette, le novene, le coroncine e le litanie alla Divina Misericordia.

Con il permesso delle autorità ecclesiastiche, ogni terza domenica del mese, si tenevano delle speciali forme di devozione alla Divina Misericordia e la domenica dopo Pasqua si celebrava la Festa della Divina Misericordia.

In varie chiese e istituti cattolici ci furono sempre più insediamenti solenni dell’Immagine della Divina Misericordia. I vescovi delle varie diocesi polacche concessero il permesso di pubblicare le immaginette e le preghiere alla Divina Misericordia.

Entro il 1951, nella sola Polonia erano sorti 130 centri di tale devozione.

Durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 in poi, la Devozione alla Divina Misericordia divenne uno scudo di forza e di speranza per molti, particolarmente i detenuti dei numerosi campi di concentramento diffusi in tutta la Polonia, e persino al di là dei suoi confini. Poi essa fu portata dai soldati e dai rifugiati in ogni parte del mondo. La novena, le litanie e la coroncina furono ben presto tradotte in molte lingue. I centri più dinamici sorsero in Francia, negli Stati Uniti e in Australia.

La Congregazione dei Pallottini e quella Mariana furono le principali promotrici, in virtù delle grazie ricevute da alcuni loro membri.

Il crescente successo e l’espansione del culto a metà degli anni Cinquanta parvero contraddire una profezia che Suor Faustina aveva annotato nel suo Diario nel 1935:

Una volta, mentre parlavo con il mio direttore spirituale, ebbi una visione intima, più veloce del lampo, dove la sua anima soffriva molto ed era in una tale agonia che Dio tocca poche anime con un fuoco così intenso. La sofferenza nasce da quest’opera. Ci sarà un tempo in cui quest’opera, che Dio richiede così fortemente, sembrerà completamente vanificata. Allora Dio agirà con grande potenza, e ciò darà prova dell’autenticità di quest’opera. Sarà un nuovo splendore per la Chiesa, anche se essa è in nuce nel suo seno da tanto tempo. Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che lo sappiamo tutti prima della Sua venuta come Giudice.

Egli vuole che le anime Lo conoscano prima come Re di Misericordia. Quando ci sarà questo trionfo, noi saremo già entrati nella vita nuova in cui non c’è sofferenza. Prima, però, la tua anima [del direttore spirituale] sarà saziata di amarezza alla vista della distruzione dei tuoi sforzi. Questa distruzione, però sarà solo apparente, perché Dio non muta ciò che Egli ha decretato. Tuttavia, anche se questa distruzione sarà tale solo esteriormente, le sofferenze saranno reali. Quando accadrà tutto ciò? Non lo so. Quanto durerà? Non lo so.

Ma Dio ha promesso un grande grazie, specialmente a te e a tutti coloro… «che proclameranno la Mia grande misericordia. Io Stesso li difenderò nell’ora della morte, come Mia gloria. E anche se i peccati delle anime fossero neri come la notte, quando un peccatore si rivolge alla Mia misericordia Mi rende la più grande lode e rende gloria alla Mia Passione. Quando un’anima esalta la Mia bontà, Satana trema davanti a essa e fugge nell’inferno più profondo».

La prima parte di questa profezia si compì quasi alla lettera quando la Santa Sede, agendo sulla base di dati imprecisi e insufficienti riguardanti le rivelazioni, con Notificazione del 6 marzo 1959 proibì la diffusione della Devozione della Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina. La decisione di togliere o meno le Immagini della Divina Misericordia dalle chiese in cui in alcuni casi erano state esposte per il culto del pubblico, fu lasciata alla prudenza dei vescovi.

Di conseguenza, le Immagini furono asportate da molte chiese e alcuni sacerdoti smisero persino di predicare la Divina Misericordia. Lo stesso Padre Sopocko fu severamente ammonito dalla Santa Sede e patì molte altre tribolazioni proprio a causa della diffusione di tale culto. Il divieto di diffondere la devozione fu imposto anche alla Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia. Per tale motivo, le Immagini, la coroncina, la novena e qualsiasi altra cosa potesse indicare la propagazione del culto furono ritirate. Sembrava che l’opera della misericordia, così fervorosamente richiesta dal Signore a Suor Faustina, fosse andata completamente distrutta.

In vista del divieto della Santa Sede, le Suore di Nostra Signora della Misericordia a Lagiewniki si rivolsero all’ordinario dell’arcidiocesi di Cracovia, l’Arcivescovo Baziak, chiedendo che cosa fare dell’Immagine che pendeva nell’altare laterale, ricoperta di numerose offerte votive, e come comportarsi riguardo alle celebrazioni che si tenevano in onore della Divina Misericordia. In risposta, l’arcivescovo ordinò che l’Immagine restasse dov’era, e che i fedeli potessero continuare a pregare e a chiedere grazie davanti a quel dipinto. Inoltre, ordinò che fossero mantenute le celebrazioni già esistenti. In tal modo, la devozione alla Divina Misericordia sopravvisse alla prova in questo piccolo centro comunitario di Cracovia, dove erano sepolte le spoglie mortali di Suor Faustina.

Nel frattempo, nel 1963, il Cardinale Ottaviani, Prefetto del Sant’Uffizio, manifestò un grande interesse per il prosieguo della missione di Suor Faustina e chiese all’arcivescovo Karol Wojtyla, promotore della causa di beatificazione di Suor Faustina, di agire rapidamente prima che tutti i testimoni morissero.

Così, ventisette anni dopo la morte di Suor Faustina, il 21 ottobre 1965, con una seduta solenne il vescovo Julian Groblicki, delegato speciale dell’arcivescovo Wojtyla, inaugurò il Processo Informativo riguardante la vita e le virtù di Suor Faustina, la quale, da allora, assunse il titolo di “Serva di Dio”.

Nell’ambito di tale processo, le spoglie di Suor Faustina furono riesumate e trasferite dal cimitero alla cappella del convento il 25 novembre 1966. Wojtyla, di recente nomina a cardinale, concluse il Processo Informativo nella diocesi di Cracovia con seduta solenne il 20 settembre 1967. Gli Atti del Processo Informativo furono ricevuti a Roma dalla Sacra Congregazione per le Cause dei Santi il 26 gennaio 1968 e, per decreto della stessa Sacra Congregazione, il 31 gennaio 1968 ebbe formalmente inizio il Processo di Beatificazione della Serva di Dio Suor Faustina Kowalska, poi canonizzata nel 2000.

Il 15 aprile 1978, in seguito a un accurato esame della documentazione originale, di cui in precedenza la Santa Sede non disponeva, la Notificazione del 1959 fu rovesciata. Dopo un divieto durato vent’anni, la Santa Sede permise nuovamente la diffusione del culto della Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina. La persona che svolse il ruolo principale nel capovolgimento dell’interdizione fu il cardinale Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, il quale sei mesi dopo, il 16 ottobre 1978, fu elevato al soglio pontificio con il nome di Papa Giovanni Paolo II. Così, la seconda parte della profezia che abbiamo richiamato in precedenza iniziò a compiersi. Nel maggio del 1938, Suor Faustina scrisse nel Diario:

Mentre pregavo per la Polonia, udii le parole: «Nutro un amore speciale per la Polonia, e se [la Polonia] obbedirà alla Mia volontà, la esalterò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta».

Che cos’era questa scintilla? La risposta a tale quesito è forse stata rivelata in parte. Una delle richieste più urgenti di Faustina era che la Festa della Divina Misericordia fosse ufficialmente decretata in seno alla Chiesa e che l’Immagine della Divina Misericordia fosse venerata pubblicamente. Il 23 gennaio 1995, con approvazione di Papa Giovanni Paolo II la Congregazione per il Culto Divino concesse ai vescovi polacchi che la domenica dopo Pasqua si festeggiasse ufficialmente la Festa della Divina Misericordia vox populi. La domenica dopo Pasqua del 1995, il 23 aprile, Papa Giovanni Paolo II celebrò la domenica della Divina Misericordia e insediò l’Immagine della Divina Misericordia nel Centro della Divina Misericordia fondato per la diocesi di Roma nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia.

Nel suo discorso del Regina Coeli, il Santo Padre esortò tutti a fare personalmente esperienza di tale misericordia per essere misericordiosi e perdonare (L’Osservatore Romano, edizione inglese, 26 aprile 1995). Nel 1999, la domenica della Misericordia fu celebrata per la prima volta in Piazza San Pietro a Roma.

Suor Faustina sapeva quanto fosse urgente la Festa della Divina Misericodia e pregava fervorosamente perché si celebrasse.

Il 10 aprile 1937, mentre prendeva in mano l’articolo sulla Divina Misericordia pubblicato su «Settimana cattolica» di Vilnius inviatole da Padre Sopocko, l’anima di Santa Faustina venne trafitta da un dardo. La religiosa udì le parole:

«Per il tuo desiderio ardente, affretto la festa della Misericordia».

Per il bene del mondo, preghiamo anche noi con fervore per il completamento e il compimento mondiale di questa promessa.

MARANATHÀ! VIENI, SIGNORE GESÙ, INCARNAZIONE DELLA DIVINA MISERICORDIA!

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Il beato Michele Sopocko, confessore di Santa Faustina, salvò 100 ebrei

Posté par atempodiblog le 26 janvier 2015

Il Confessore di Santa Faustina Kowalska salvò 100 ebrei
Dagli archivi dello Yad Vashem le prove di come la Chiesa cattolica si prodigò per salvare gli ebrei

di Paweł Rytel-Andrianik – Zenit

Il beato Michele Sopocko, confessore di Santa Faustina, salvò 100 ebrei dans Articoli di Giornali e News Faustina_e_Don_Sopocko

L’immagine della Divina Misericordia con Gesù che irradia luce ovunque è una delle più diffuse al mondo. Un immagine che suor Faustina Kowalska descrisse e rivelò al suo direttore spirituale don Michał (cioè Michele) Sopoćko.

Suor Maria Faustina Kowalska, fu mistica e veggente, conosciuta come l’Apostola della Divina Misericordia. Nel 2000 papa Giovanni Paolo II l’ha dichiarata santa.

Don Michał Sopoćko, che fu professore di teologia pastorale nella Università Stefan Batory a Vilnius, in Lituania, è noto per essere stato il primo direttore spirituale di santa Faustina Kowalska, ed è stato beatificato nel 2008 da papa Benedetto XVI.

Pochi sanno che il beato don Sopoćko ha contribuito a salvare 100 ebrei dal ghetto di Vilnius, rilasciando loro certificati di nascita falsi, in modo che potessero lasciare il ghetto e fuggire in posti più sicuri.

Mons. Tadeusz Krahel ha trovato le note personali di Sopoćko, in cui è scritto: Prima e all’inizio della guerra un sacco di candidati con istruzione superiore (medici, ingegneri, insegnanti e studenti) sono venuti da me per farsi battezzare. (…) Ho dato i certificati di battesimo sia a quelli battezzati che a quelli non battezzati, e ho indirizzato alcuni di loro verso i miei amici nel paese. Questi sono sopravvissuti alla guerra. Oggi non ricordo tutti i nomi perché l’elenco è stato perso. (…) Ricordo solo poche persone: il dottor Aleksander Steiberg (Sawicki, secondo il documento) con la moglie, che era rimasto a Vilnius come capo dell’ospedale di Wilcza Lapa, il dottor Erdman (Benedetto Szymanski, secondo il documento) con la moglie e la figlia, capo dell’ospedale di S. Elisabetta a Breslavia (…), il dottor Juliusz Genzel e sua moglie, che ora vive a Sidney (Australia)”.

Don Sopoćko aiutò gli ebrei fino al 3 marzo 1942, quando, per evitare carcere, trovò rifugio in Czarny Bór presso il convento delle Orsoline, dove rimase fino alla fine dell’occupazione nazista.

In precedenza aveva inviato ebrei da proteggere e nascondere alle suore Orsoline, dove anche lui trovò rifugio. Altre famiglie ebree che fuggivano dal ghetto di Vilnius, il beato le raccomandò a padre Dean Jan Władysław Sielewicz in Worniany.

Padre Sielewicz insieme al suo Vicario, padre Hipolit Chruściel, nascose gli ebrei nelle case dei loro parrocchiani di fiducia.

Dalle ricerche condotte su archivi diversi risulta che l’assistenza agli ebrei da parte del clero cattolico in Polonia era un fenomeno molto diffuso.

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Una raccolta di testimonianze da parte ebraica circa l’assistenza e la cura con cui vennero accolti da sacerdoti, monaci e monache è stato pubblicato da Mark Paul ed è disponibile al seguente link: http://www.kpk-toronto.org/archives/clergy_recue_kpk.pdf

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Michal Sopocko: testimone della misericordia

Posté par atempodiblog le 15 février 2014

Michal Sopocko: testimone della misericordia dans Beato Michele Sopocko Faustina_e_Don_Sopocko

16 febbraio [...] memoria del Beato Michal Sopocko (1888-1975), “testimone della misericordia” e direttore spirituale di Santa Faustina Kowalska che ha accompagnato nel suo straordinario cammino per diffondere il culto della misericordia.

La religiosa polacca e il Beato Michal si incontrarono per la prima volta a Vilnius: oggi, infatti, nella capitale della Lituania, è possibile fare un vero e proprio “pellegrinaggio della misericordia” fra i luoghi da loro frequentati.

Tra questi spicca una casetta di legno, nella quale Santa Faustina ricevette un centinaio di volte la visita di Gesù. La casetta, sorprendentemente sopravvissuta all’era sovietica, è stata trasformata dal cardinale Audrys Backis, arcivescovo di Vilnius, in un piccolo santuario, che accoglie varie reliquie di Santa Faustina e del Beato.

Padre Sopocko, sacerdote polacco e fondatore della Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso, nacque a Nowosady. Studiò Teologia presso le Università di Vilnius e di Varsavia, concludendo gli studi nel 1926 con un dottorato in Teologia morale.

Diventato direttore spirituale al seminario di Vilnius, nel 1928 cominciò ad insegnare Teologia pastorale all’Università di Vilnius e al seminario di Białystok. Dal1918 al 1932 è stato anche cappellano dell’esercito polacco.

Nei suoi scritti, il Beato Sopocko pose le basi teologiche per le nuove forme di culto della Divina Misericordia. Scrisse in particolare lettere di formazione per le Suore di Gesù Misericordioso, la nuova congregazione religiosa per la quale ha redatto le costituzioni, secondo le indicazioni di Suor Faustina. Basandosi sui testi della futuro santa, ha anche composto delle preghiera alla Misericordia.

A proposito di padre Sopocko, Cristo stesso disse a Faustina: “Ecco l’aiuto visibile per te sulla terra. Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra” (Diario, 53) e la Santa in un altro passo del suo Diario spiega anche come padre Sopocko era un apostolo della misericordia, nonostante l’opposizione.

“O mio Gesù, Tu vedi quanta riconoscenza ho per don Sopocko – scrive – che ha portato tanto avanti la tua opera. Quell’anima così umile ha saputo resistere a tutte le tempeste e non si è scoraggiata per le contrarietà” (Diario, 1586).

Per contro, nel proprio diario lo stesso padre Sopocko descrisse come ha riscoperto la misericordia, attraverso Santa Faustina: “Ci sono delle verità che conosciamo, di cui si sente parlare e di cui si parla spesso, ma che non si comprende. È stato così per me, per quanto riguarda la verità sulla misericordia divina. Bisognava che una semplice suora, Suor Faustina, della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia, guidata da un’intuizione, me ne parlasse”.

“All’inizio non sapevo bene cosa fosse tutto – scrive ancora Sopocko – ascoltavo, dubitavo, mi ponevo delle domande. È solo alcuni anni dopo che ha capito l’importanza di questa opera, l’immensità di questa idea”.

Prende quindi la sua decisione: “La fiducia nella Divina Misericordia, la propagazione del culto di questa misericordia tra gli uomini sarà d’ora in poi il fondamento essenziale della mia vita, con l’aiuto di questa misericordia incommensurabile”.

Dopo la morte di Faustina nel 1938, il Beato cercò di compiere fedelmente ciò che Cristo aveva chiesto. “Il Vangelo non consiste nel predicare che i peccatori dovrebbero diventare buoni, ma che
 Dio è buono per i peccatori”, sosteneva.

Padre Sopocko morì in pieno Anno Santo, il 15 febbraio 1975. Una curiosità: nello stesso giorno morì nell’anno 1682 il direttore spirituale di Santa Margherita Maria Alacoque, il gesuita Claude La Colombière, noto promotore della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Mera coincidenza?

Fu proclamato beato a Białystok, in Polonia, vicino al confine lituano, domenica 28 settembre del 2008.

In quell’occasione, durante l’Angelus a Castel Gandolfo, Papa Benedetto XVI aveva ricordato che fu proprio per suggerimento del suo “confessore e guida spirituale”, che Santa Faustina “descrisse le proprie esperienze mistiche e le apparizioni di Gesù Misericordioso nel ben noto Diario”.

“Anche grazie ai suoi sforzi – aveva spiegato – venne dipinta e trasmessa al mondo l’immagine con la scritta Gesù, confido in Te”, la cui realizzazione fu seguita molto attentamente da Santa Faustina. Nascosta in Bielorussia durante l’oppressione sovietica, questa “sorgente” misteriosa alla quale Cristo ci invita a venire ad attingere la Misericordia, è esposta oggi nel santuario della Chiesa della Santissima Trinità a Vilnius.

Padre Sopocko “si fece conoscere come zelante sacerdote, educatore e propagatore del culto della Divina Misericordia” aveva aggiunto Benedetto XV, concludendo: “Per questa beatificazione si rallegra, nella casa del Padre, il mio amato Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II. È stato lui ad affidare il mondo alla Divina Misericordia”, facendo riferimento al Pontefice polacco non ancora beatificato in quel momento.

Per Papa Wojtyla, la Divina Misericordia era, infatti, il limite posto da Dio al male. Così, le tragedie del XX secolo, non hanno fermato la diffusione del messaggio dell’amore misericordioso, quasi a significare che l’amore ha l’ultima parola.

di Anita Bourdin
Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer
Tratto da: Zenit

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Le rivelazioni non di rado si realizzano in un modo molto diverso dalle nostre aspettative

Posté par atempodiblog le 7 juillet 2013

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[…] Scopro che Santa Faustina è stata proclamata cofondatrice della sua Congregazione, il cui inizio risaliva a mezzo secolo prima. La cosa mi meraviglia non poco perché, secondo la testimonianza del Diario, Gesù le aveva preannunciato che avrebbe lasciato l’attuale Congregazione per fondarne una nuova, di cui le aveva dettato la Regola che avrebbe dovuto ispirarla.
Questa profezia non si avverò mai, anche se poi la nuova Congregazione nacque davvero, per iniziativa di don Sopocko, direttore spirituale di suor Faustina, quando la santa si trovava nel convento di Vilnius in Lituania.
Mi aveva sempre colpito l’inadempienza di questa profezia e mi aveva fatto riflettere sugli insegnamenti di San Giovanni della Croce al riguardo. Il Dottore mistico nella Salita al monte Carmelo invita alla cautele per quanto riguarda le rivelazioni, che non di rado si realizzano in un modo molto diverso dalle nostre aspettative.
Qui in effetti non si tratta di una profezia non realizzata, ma di un agire divino che attua la sua parola andando molto oltre le nostre prospettive. Infatti ora Santa Faustina non è considerata fondatrice di una sola congregazione, ma di due: quella in cui è entrata e quella in cui ha concluso il suo pellegrinaggio terreno, e quella che lei ha progettato e di cui Gesù le ha dato i princìpi ispiratori. Il mio pensiero va spontaneo ai dieci segreti di Medjugorje e mi chiedo se Dio si divertirà ancora un a volta a scompigliare le nostre anguste vedute.

Tratto da: Pellegrino a quattro ruote — Padre Livio Fanzaga

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Fiducia nella Divina Misericordia

Posté par atempodiblog le 2 avril 2013

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Soprattutto la fiducia è un omaggio fatto alla misericordia Divina la quale, in cambio, dona a colui che confida forza e  coraggio per vincere le difficoltà più grandi.
(…) La fiducia in Dio elimina ogni tristezza e abbattimento e colma l’anima di una gioia grandissima, anche nelle condizioni  di vita più difficili.
(…) La fiducia fa miracoli perché essa  ha a suo servizio l’onnipotenza di Dio.
(…) La fiducia dona la  pace interiore che il mondo non può donare.
La fiducia apre la  via a tutte le virtù.

Spirito Santo, donami la grazia di una fiducia inflessibile, per i meriti del Signore Gesù e timorosa, a causa della  mia debolezza.
Quando  la povertà busserà alla mia porta:
Gesù, confido in Te.
Quando una malattia mi affliggerà oppure quando  l’infermità mi toccherà:
Gesù, confido in Te.
Quando il mondo  mi respingerà e quando mi perseguiterà con il suo odio:
Gesù, confido in  Te.
Quando la calunnia nera mi sporcherà e mi riempirà di  amarezza:
Gesù, confido in Te.
Quando gli amici mi abbandoneranno e mi feriranno con le loro parole e le loro azioni: Gesù, confido  in Te.

Spirito di amore e di  misericordia, sii per me un rifugio, una dolce consolazione
e speranza  affinché io non cessi mai di confidare in Te, anche nelle circostanze
più  difficili della mia vita!” (Volume III, pag.  189-200).

Beato Michele Sopocko
Fonte: faustina-messaggio.com

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Dio è buono con i peccatori

Posté par atempodiblog le 16 avril 2012

Dio è buono con i peccatori dans Beato Michele Sopocko

“Il Vangelo non consiste nel predicare che i peccatori dovrebbero diventare buoni,  ma che Dio è buono con i peccatori”.

Don Michele Sopocko

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Il culto della Divina Misericordia

Posté par atempodiblog le 15 février 2012

Il culto della Divina Misericordia dans Beato Michele Sopocko

“Esistono delle verità che si conoscono, spesso se ne sente parlare e se ne parla, ma che non si capiscono. Cosí è stato con me, per quanto riguarda la verità sulla misericordia divina. Tante volte menzionavo questa verità nelle omelie, ci ho pensato durante i ritiri, le ripetevo nelle preghiere della Chiesa – particolarmente nei Salmi – ma non comprendevo il significato di questa verità né approfondivo il suo contenuto, cioè che essa è l’attributo più alto dell’opera di Dio all’esterno. Ci voleva alla fine una semplice religiosa, suor Faustina, della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia (Maddalene), la quale, guidata interiormente, me ne parlò, brevemente e spesso lo ripeteva, stimolandomi così ad esaminare, studiare e a riflettere spesso su questa verità.
[...] all’inizio non sapevo bene di che cosa si trattasse, ascoltavo, dubitavo, mi ponevo delle domande, facevo delle ricerche e mi consigliavo con gli altri – soltanto qualche anno più tardi capìi l’importanza di quest’opera, l’immensità di quest’idea e mi sono convinto io stesso dell’efficacia di quell’antico, quanto grande e vivificante culto, ma trascurato da chi richiedeva ai tempi nostri un rinnovamento.
[...] La fiducia nella Misericordia Divina, il divulgare il culto di questa misericordia tra gli altri e consacrare ad esso, senza alcun limite, tutti i miei pensieri, parole ed opere, senza un’ombra di cercare me stesso, sarà d’ora in poi un principio fondamentale della mia vita, con l’aiuto della medesima misericordia incommensurabile”.

Don Michele Sopocko

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Gioia nella sofferenza

Posté par atempodiblog le 17 février 2011

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La sofferenza, quando viene vissuta senza scopo, di solito bandisce e divora la gioia. Invece la sofferenza, accolta e vissuta con un’intenzione buona, genera una gioia bellissima, purissima e permanente, come la ebbero i martiri.
Tale sofferenza ci avvicina a Dio, al sommo bene, che è il solo a concederci la gioia perenne.
Perciò è la fiducia nella misericordia di Dio che trasforma la sofferenza nella gioia permanente.
E, mediante la giaculatoria “Gesù, confido in Te”, l’anima sofferente viene inondata nel suo profondo da la pace infinita, capace di irradiare esternamente la gioia. Nella tristezza bisogna cercare la consolazione affidandoci con fiducia alla misericordia di Dio, come la trovavano i santi; in tale fiducia si trova il segreto della gioia soprannaturale, nonostante le lacrime amare che continuano a fluire dagli occhi sgomenti. Soltanto Maria Immacolata che ebbe fiducia illimitata, poté inneggiare l’inno di gioia: “il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”, come cantò non solo quando incontrò la cugina Elisabetta, ma probabilmente anche sotto la croce quando la spada del dolore ne trafisse  il cuore, perché ella sempre lodava  la misericordia di Dio in cui confidava.

Don Michele Sopocko

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Santa Faustina Kowalska

Posté par atempodiblog le 14 juillet 2010

Santa Faustina Kowalska dans Beato Michele Sopocko 149qn4m

I diari spirituali, soprattutto quelli delle anime elette di cui la Chiesa riconosce ufficialmente la santità, hanno un particolare interesse e valore in quanto consentono di conoscere dal vivo la stupenda avventura la complessa realtà dell’esperienza spirituale di un’anima in perfetta comunione con Dio, docile all’influsso dello Spirito Santo che opera in lei.

Il caso della suora polacca, Faustina Kowalska, è sotto molti aspetti esemplare. La sua vita terrena è racchiusa nell’arco di trentatre anni, dal 1905 al 1938, dei quali 13 trascorsi in un convento. Nata da poveri contadini, che a stento riuscivano a vivere con le magre risorse di un piccolo campo, dall’infanzia alla morte fu impegnata in lavori umili e faticosi, prima a casa e poi come domestica prestando servizio presso varie famiglie. Finalmente suora, suora di secondo coro, addetta cioè ai lavori manuali, ai servizi del convento. Fu sguattera, cuoca, fornaia, ortolana, portinaia e sempre in sottordine. La sua istruzione scolastica, iniziata all’età di dodici anni è ferma alle prime classi elementari e, per un breve periodo, alla terza classe. L’istruzione religiosa era praticamente a livello di catechismo. Sovraccarica di lavoro manuale e spossante, non aveva tempo sufficiente per approfondire le conoscenze religiose, a volte nemmeno per le ordinarie pratiche di pietà.

A parte il suo luminoso sorriso, non aveva attrattive fisiche. Era una creatura semplice, modesta, di media statura, magrolina, rossa di capelli e col volto cosparso di lentiggini che, non si sa perché, dava fastidio alle consorelle. Aveva di natura una notevole e vivida intelligenza, un carattere forte ma che si piegava all’obbedienza, una sincerità trasparente, un solido buonsenso e giovialità nei rapporti umani. Seria e precisa nell’applicazione al lavoro, la sua vera vita era tutta nell’anima.

Dal 1934 al 1938 per ordine del suo direttore e padre spirituale don Michele Sopocko dottore in teologia, professore di pedagogia e uomo di profonda vita interiore, suor Faustina scrive un diario spirituale. Il diario era noto solo a lui e a due superiore di suor Faustina, fu pubblicato solo dopo la sua morte. Più che raccontare sul filo della memoria la propria vita in ordine cronologico, Suor Faustina prende dai dati biografici l’occasione per descrivere gli incontri della sua anima con Dio.
Infatti i Quaderni I e II sono intitolati La Misericordia Divina nella mia Anima, il III e il V Quaderno Canterò la Misericordia del Signore, e il VI Libro aggiunge Glorifica Anima mia l’Inconcepibile Misericordia di Dio, Sia tutto a Sua Gloria.

Il tema della misericordia di Dio domina il Diario dal principio alla fine.

Nel 1931 Gesù ordina a Suor Faustina di far dipingere una Sua immagine che esprimesse simbolicamente la Sua misericordia e, nel 1935, le chiese di fondare una nuova Congregazione femminile di stretta clausura, tutta intesa alla devozione e al culto della Divina Misericordia.

Suor Faustina scrisse di getto, con una ortografia incerta senza correzione e revisioni in un linguaggio comune che però riesce a trovare le espressioni più appropriate per esprimere con precisione la sua profonda spiritualità.

Tratto da: Radio Maria

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