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A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione

Posté par atempodiblog le 12 janvier 2026

A Banneux si rinnova il mistero della Visitazione
di Padre Angelo Maria Tentori – Sorriso tra gli abeti. La Vergine dei Poveri di Banneux

La Vergine dei Poveri di Banneux

15 gennaio 1933. […] Commento alla prima apparizione. […] È passato un po’ di tempo, ma questo messaggio non ha perso nulla della sua attualità, anche perché la Madonna precorre i tempi. Lei è profezia, e spesso anticipa le situazioni che avverranno parecchi anni dopo, non per soddisfare le nostre inutili curiosità, ma per premunirci.

Quella sera, a casa Beco, solo Mariette è sveglia. È in attesa, preoccupata per il fratellino che non è ancora rientrato. Gli altri fratelli e sorelle sono già a letto. Il papà si addormentato, cullando una delle più piccole. La mamma si è assopita anche lei, nel tentativo di addormentare l’ultima arrivata, di tre mesi; e Mariette è accanto al pagliericcio del fratellino ammalato. Continua a guardare dalla finestra. Probabilmente, anche questo quadro d’insieme ha il suo significato. C’è in questa famiglia non solo una povertà materiale, ma anche quella spirituale: una povertà completa. La famiglia si è come dimenticata del Signore e naturalmente hanno l’impressione che il Signore si sia dimenticato di loro. E quindi si rinchiudono in se stessi nello sforzo di andare avanti come possono, appoggiandosi sulle loro poche forze e risorse.

Solo Mariette, esce da questo isolamento, se non altro con un gesto esteriore: l’attesa del fratellino e il guardare fuori dalla finestra. Ma il Signore e la Madonna non si erano dimenticati di questa famiglia.

E poi, nonostante l’apatia e l’indifferenza religiosa, qualche Ave Maria veniva recitata casualmente dalla piccola Mariette, e quel quadretto della Vergine sopra il suo pagliericcio dimostrava che qualche speranza nel suo aiuto persisteva. Allora vuol dire che, almeno nel loro subcosciente un’attesa c’era. Un’attesa di Lei, quell’attesa che spesso sopravvive anche in chi ha abbandonato la fede. Perché la speranza nella Vergine Santa è sempre l’ultima a morire.

E la Madonna, a Banneux, dimostra che Lei non delude i suoi figli che, in qualche modo, attendono qualcosa dalla loro Madre del Cielo. A differenza di tante altre apparizioni, questa volta la Madonna non incontra la veggente lontano da casa sua. È Lei che si presenta alla porta di casa. Entra nel giardino e attende. Ci manca poco che bussi alla porta. Ciò esprime una vicinanza e una presenza familiare che mai aveva manifestato prima. Va a domicilio, come per una visita, rinnovando il mistero della Visitazione. Come allora, è Lei che si mette in cammino per andare a trovare qualcuno.

La Madonna va a portare la sua presenza e il suo messaggio nel luogo più naturale, che è la casa, l’ambiente familiare. Si mette come alla pari con la piccola; quasi come una sorella maggiore, dato che l’età che dimostra potrebbe essere sui 18-19 anni, secondo la valutazione di Mariette. Quando la bambina la scorge attraverso la finestra, Lei è già lì; non l’ha vista venire. Mentre cullava il piccolo René, Lei era venuta e aspettava che la piccola ancora una volta sollevasse il drappo che faceva da cortina alla finestra e si affacciasse. […]

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Maria offre la sua famiglia come esempio e modello

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2025

Maria offre la sua famiglia come esempio e modello
La Madonna a Ghiaie di Bonate? Una proposta di riflessione – Padre Angelo Maria Tentori. Ed. Paoline

La fuga in Egitto

La Madonna a Ghiaie di Bonate […] È un messaggio che riguarda la famiglia ed è rivolto alle famiglie. Per cui abbiamo pensato che, in questi tempi di negazione e di frantumazione del concetto e del valore stesso della famiglia, fosse utile ripresentare questo messaggio della Madre del Cielo per ridare ai giovani e ai meno giovani la fiducia in questo caposaldo della vita umana e della Chiesa.

Ci sembra necessario che essi, al di là di ogni attuale condizionamento culturale, riprendano a credere che è possibile creare una vera famiglia come il Signore l’ha ideata e in grado di costituire il punto di riferimento per se stessi e per i propri figli.

Infatti questo è ciò che la Madonna è venuta a dire più di mezzo secolo fa quando il senso della famiglia era ancora abbastanza forte. Ma lei, come sempre, precede gli avvenimenti per prepararci e non lasciarci travolgere.

Maria appare con san Giuseppe e il Bambino per offrire la sua famiglia come esempio e modello.

Nello stesso tempo ci confida che cosa si debba fare per raggiungere questo ideale, assicurandoci il suo aiuto e la sua protezione.

Sappiamo che il cardinale Schuster, arcivescovo di Milano in quei tempi, papa Pio XII e papa Giovanni XXIII erano privatamente favorevoli. Per brevità riportiamo solo un’espressione di papa Giovanni XXIII: “Che cosa aspettano quei di Bergamo a fare il trionfo delle apparizioni della Madonna delle Ghiaie?”.

Ulteriore motivo che ci ha incoraggiato a compiere questo studio e presentazione fu la decisione del papa [Giovanni Paolo II] di fare inserire nel serto delle litanie lauretane la nuova invocazione: “Regina della Famiglia”.

Il papa volle che questa invocazione, già in uso nei fedeli della Madonna di Ghiaie, fosse posta dopo quella di “Regina del Santo Rosario”, forse per ricordare che proprio la recita quotidiana del santo rosario all’interno della famiglia può essere quell’elemento di forza che garantisce la compattezza e la santità della stessa.

Inoltre questa invocazione fu posta prima di “Regina della Pace”, diventando ulteriore richiamo perché la pace nel mondo deriva dalla pace che regna nelle famiglie.

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L’Immacolata

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2024

L’Immacolata dans Avvento Maria-e-Ges

La Madonna viene santificata fin dal primo istante della sua esistenza. Santificata significa essere immersa nel mondo di Dio.  E Lei ad un livello al di sopra di ogni altra creatura. Di questo si incaricherà, per parlare in modo umano, lo Spirito Santo che la riempirà di grazia; cioè di Dio, della vita stessa di Dio. In Maria tutto costituisce spazio: spazio tutto dedicato alla presenza di Dio. Da qui la preservazione dal peccato originale, Lei doveva essere sempre tutta posseduta da Dio. […]
Il concepimento immacolato di Maria non significa soltanto l’esenzione dal peccato originale, ma, soprattutto e prima di tutto, una speciale santità consona solo a Colei che era stata destinata a divenire la Madre di Dio. E dopo il concepimento di Gesù, ecco che Maria non solo fa parte della pienezza di Dio, ma assume uno specialissimo rapporto con Dio che a nessuna creatura sarà mai concesso. La presenza fisica del Verbo di Dio in Lei la introduce in un ordine speciale, quello stesso del Verbo Incarnato; dato che la natura umana del Figlio è presa tutta e soltanto da Lei. Doveva essere resa santa prima e più santa, se possiamo dire così, dal contatto fisico con il Verbo Incarnato. Gli scienziati ci assicurano che durante la gestazione non è soltanto la madre che dona al figlio, ma anche il figlio dona alla madre. […] E ci insegna a non separare mai la Madre dal Figlio e il Figlio dalla Madre.

di Padre Angelo Maria Tentori

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“Vedere Napoli e vivere per vederla ancora”

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2014

“Vedere Napoli e vivere per vederla ancora”
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

“Vedere Napoli e vivere per vederla ancora” dans Alfonso Maria Ratisbonne Vedere-Napoli-Ratisbonne

Alfonso Maria Ratisbonne […] giunge a Napoli e ne rimane impressionato per la bellezza naturale, “nessuna scena di natura mi aveva mai più vivamente abbagliato. Contemplavo estatico, bevevo avidamente quelle bellezze che artisti e poeti avevano ritratto con il pennello e con la penna, rimanendo però tanto al di sotto della verità”.

La sua fidanzata gli scrive domandandogli se anche lui era del parere di quelli che dicevano “vedi Napoli e poi muori”. Le risponde subito con questa risposta: “non morire, ma vedere Napoli e vivere per vederla ancora”.

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Le realtà spirituali hanno un loro pudore

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2014

Le realtà spirituali hanno un loro pudore
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

Le realtà spirituali hanno un loro pudore dans Apparizioni mariane e santuari Santa-Caterina-Labour

Il silenzio e il nascondimento sono sempre state caratteristiche del pudore. Anche le realtà spirituali hanno un loro pudore, un pudore che neppure la necessità della proclamazione del Vangelo osa intaccare.

Le apparizioni e la vita della veggente, Catherine Labouré, si sono come intrecciate ed unite in questa caratteristica e ci è molto piaciuto e ha suscitato in noi un travolgente desiderio di silenzio contemplativo perché stanchi ormai dalle troppe parole che vengono dette anche nella Chiesa di oggi.

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La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2014

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo dans Alfonso Maria Ratisbonne 2cygz5s

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne è subitanea, fulminea, che richiama per tanti aspetti quella di Saulo sulla via di Damasco, a tal punto da domandarci se la conversione dell’apostolo delle genti non sia avvenuta anche per l’intercessione di Maria SS. che aveva saputo di quel giovane fariseo che si distingueva tanto nella persecuzione dei suoi figli, dei fratelli del suo Gesù.

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Vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2014

La Madonna chiede di vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

Vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite dans Apparizioni mariane e santuari Rue-du-Bac

La Madonna chiede a Catherine di far sapere questo suo cruccio, provocato dal comportamento delle comunità al suo confessore; anche se al momento non è lui il superiore, in futuro lo diventerà, e che, allora, faccia tutto il possibile perché la regola sia messa in vigore.

Sappiamo, infatti, per esperienza che quando le regole non vigono più, gli abusi e le confusioni e le ingiustizie con le divisioni abbondano.

Qui la Madonna specifica alcuni di questi abusi, pochi in verità, e che a noi, oggi, sembrano di poca entità, anzi molto poca. Vuole che Catherine trasmetta al suo confessore, da parte sua, di vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite.

Le letture
A quel tempo, ci domandiamo, che letture cattive potevano avere a disposizione? Non erano i nostri tempi, eppure, qualche cosa anche in quelle letture non andava bene. La Madonna vuole che si sia più vigilanti, non si può trangugiare tutto, non vale la scusa che si è adulti e vaccinati, il virus del male morale è più forte di qualsiasi altro virus.

Quasi quasi non riusciamo, poi, a crederci sugli altri due punti richiamati dalla Madonna:

La perdita di tempo
Per il Cielo, dove vige solo l’eternità, ha grande valore il tempo di questa terra… per cui non può essere sprecato come tutti i doni di Dio. Ecco perché Maria SS. si preoccupa anche di come impieghiamo il nostro tempo; è prezioso ed è misurato. Il tempo sprecato vuol dire bene non compiuto, grazie perdute, santità non progredita e tante occasioni di bene mancate.

Anche questo richiamo, come tutta la vita di Catherine, ci sembra estemporaneo, “non vale per noi” – pensiamo – dato che il ritornello più frequente sulle nostre labbra è: “non ho tempo, sono talmente preso”, quindi almeno su questo possiamo stare tranquilli… personalmente non ne sarei tanto sicuro… prima di tutto perché alla pressione del tempo che ci scappa dalle mani sappiamo trovare momenti di vuotaggine, non per nulla positivi e costruttivi, magari coperti sotto l’etichetta di relax… tanto necessario per alleviare lo stress del vivere attuale e poi non è detto che impieghiamo sempre bene il tempo, nel rispetto della gerarchia dei valori.

Il tempo lo si può vivere intensamente per cose senza grande importanza e anche per futilità, non riuscendo poi a trovare per il Signore e per altri valori importanti quel tempo dovuto o  tutt’al più qualche infinitesimale ritaglio… forse si può perdere tempo anche così. Del resto chi non si fa questa domanda: “come facevano quelle suore e quei sacerdoti con tutta una giornata piena come un uovo nell’assistenza e sempre esigente dei poveri? Come facevano a perdere tempo? Come ci riuscivano?”. Eh sì che a quel tempo non c’era quella gamma di spettacoli e la possibilità di assistervi che abbiamo oggi. Eppure la Madonna lo fa notare esplicitamente ed è una di quelle cose che l’addolora.

Le visite
E’ facile capire che non vengono proibite le visite di parenti e persone care, ma senz’altro la Madonna si riferisce a quelle visite interminabili come tempo e con il conseguente codazzo di curiosità inutili, malignità, pettegolezzi, perdita di tempo, dissipazioni… in una parola: tempo sottratto ai propri doveri che di solito cadono, poi, sulle spalle degli altri.

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La grazia “scomoda” della santità

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2014

La grazia “scomoda” della santità
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

La grazia “scomoda” della santità dans Apparizioni mariane e santuari Rue-du-Bac

Ci ritorna alla mente l’immagine delle perle che non emettono la luce e che la Madonna spiega come quelle grazie che ci dimentichiamo di chiedere. Ci attraversa la mente un dubbio, o meglio un sospetto, che non riusciamo a scacciare… anzi, ci perseguita… ma pensiamo: “come facciamo a dimenticarci delle grazie di cui abbiamo impellente bisogno?”, “come fa la Madonna a dirci che noi ci dimentichiamo delle cose più importanti, più essenziali, della vita?”. E a questo punto il sospetto diventa più cattivo, naturalmente nei nostri riguardi, e ci porta a farci un’altra domanda: “ma la Madonna intendeva veramente dire che noi ci dimentichiamo di chiedere quelle grazie oppure usa questo verbo per delicatezza materna, per non dire un’altra cosa che risulterebbe offensiva alla nostra ipersensibilità?”.

Noi sappiamo bene nei nostri momenti di sincerità con noi stessi che ci sono delle grazie che non chiediamo perché non le vogliamo, siamo persuasi della loro necessità, molto più di altre, ma queste non le vogliamo perché ci scomoderebbero troppo, ci impegnerebbero troppo, e questo non ci piace. Un esempio: la grazia della santità. Santità espressa mediante l’amore assoluto a Dio e al nostro prossimo fino alle estreme conseguenze, perché ciò che misura questo amore, questa santità, sono le estreme conseguenze e sono queste che ci spaventano e noi preferiamo fermarci a metà e la Madonna definisce tutto questo nostro atteggiamento dimenticanza di bambini, ma noi sappiamo che non è così; tant’è vero che quelle grazie non giungono a noi perché in realtà non le vogliamo e proprio perché non le vogliamo non ci possono essere concesse.

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Ghiaie, addio a Adelaide Roncalli. «Donna di amore alla Chiesa»

Posté par atempodiblog le 28 août 2014

Ghiaie, addio a Adelaide Roncalli. «Donna di amore alla Chiesa» dans Apparizioni mariane e santuari Adelaide-Roncalli-Ghiaie-di-Bonate
Al centro, la piccola Adelaide Roncalli all’epoca degli eventi delle Ghiaie

«Adelaide Roncalli è stata una donna di fede concreta, di amore alla Chiesa e alla parrocchia e di carattere molto riservato, che sono le caratteristiche tipiche del popolo bergamasco. Non l’ho mai sentita parlare male di nessuno ed è sempre stata molto riservata sugli eventi del 1944».

Don Davide Galbiati, parroco delle Ghiaie di Bonate, parla di Adelaide Roncalli, la veggente delle Ghiaie, morta nella notte tra sabato e domenica a Milano per un male incurabile che l’aveva colpita alcuni mesi fa. Aveva 77 anni. Lascia il marito e due figlie.

Era nata il 23 aprile 1937 in località Torchio a Ghiaie di Bonate in una famiglia numerosa, composta dal papà Enrico, contadino poi diventato operaio, dalla mamma Anna Gamba, casalinga, e da otto figli: Luigi, Caterina, Vittoria, Maria, Adelaide, Palmina, Annunziata e Romana (un’altra figlia, di nome Federica, era morta in tenera età).

Quest’anno Adelaide era tornata alle Ghiaie due volte. La prima il 6 aprile scorso, in occasione della Messa di inaugurazione dei restauri della chiesa parrocchiale, presieduta dal vescovo Francesco Beschi.

Fonte: L’Eco di Bergamo

Divisore dans San Francesco di Sales

Ricordo della prima apparizione della Madonna a Ghiaie di Bonate

La Madonna era apparsa anche a Fatima, per la prima volta, un 13 di maggio. Sarà casuale questa data, oppure ci sarà un richiamo a quelle apparizioni? Chi è Adelaide, la veggente? Dai giudizi dati su di lei risulta che è una bambina espansiva, spontanea, più portata al gioco e allo scherzo che allo studio. Frequenta la prima elementare. Le sue caratteristiche sono: intelligenza normale, scarsa memoria e poca fantasia. Veniva trattata da “zuccona” e “incapace”, trattata con modi e sistemi sbrigativi. Da parte sua, si era creata la convinzione di essere una povera bambina ignorante, di scarsa intelligenza. La caparbietà che le si attribuì e che dimostrò non era che un aspetto del suo carattere deciso, incapace di finzione e di diplomazia, impegnato a difendere la propria interiorità e la sua personalità, spesso conculcata e offesa. Nel Diario Adelaide descrive l’inizio di questa apparizione come un puntino d’oro che si avvicina a poco a poco e, quando si ingrandisce del tutto, rivela nel suo interno la figura di una bella Signora con Gesù Bambino in braccio e san Giuseppe alla sua sinistra. E’ la prima volta, nella storia delle apparizioni più recenti, per quanto ne sappiamo, che la Santa Famiglia si presenti al completo in quasi tutte le visioni. [...]

La Madonna a Ghiaie di Bonate? Una proposta di riflessione – Padre Angelo Maria Tentori. Ed. Paoline

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Il messaggio della visita di Maria a Banneux è lo specchio di tutta la Mariologia

Posté par atempodiblog le 15 janvier 2014

Il messaggio della visita di Maria a Banneux è lo specchio di tutta la Mariologia dans Apparizioni mariane e santuari La-Vergine-dei-Poveri-di-Leon-Jamin

A Banneux, dicendo prima “Io sono la Madre del Salvatore”, ha voluto mettere in risalto non solo la sua opera nel dare alla luce come madre il Figlio di Dio e quindi di Dio, ma anche e in prima istanza, la sua collaborazione all’opera del Salvatore. Come a dire che lo scopo della sua vita, di tutta la sua esistenza non si esauriva nel fatto di aver generato e dato alla luce il Figlio di Dio, ma continuava nel collaborare alla missione di questo Figlio di Dio, venuto per salvare. Sempre. Ora, questa missione di “Corredntrice” continua a svolgerla ancora, sempre, fino alla fine del mondo.

Lei, infatti, era venuta alla ricerca personale dei poveri, aveva quasi bussato alla loro porta, per riportarli alla sorgente di grazia, di ogni ricchezza; Lei era venuta a chiamare, a mettersi a disposizione di tutte le Nazioni. Gesù aveva mandato a predicare il Vangelo a tutte le Nazioni. Lei era venuta per addolcire la sofferenza degli ammalati di ogni tipo. E queste sono le opere che suo Figlio ha compiuto e ora continua a compiere attraverso di Lei e con Lei, fino al punto da rendere visibile a tutti questa sua collaborazione chiamandola accanto a Sé sulla croce.

Ecco che il messaggio della visita di Maria a Banneux, ritenuta a torto “un’apparizione da nulla”, diventa lo specchio di tutta la Mariologia, per immagini prima e con le parole poi.

Padre Angelo Maria Tentori – Sorriso tra gli abeti. La Vergine dei Poveri di Banneux

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Le spoglie mortali di padre Tentori riposano nel cimitero di Calolziocorte

Posté par atempodiblog le 19 novembre 2013

Le spoglie mortali di padre Tentori riposano nel cimitero di Calolziocorte

Le spoglie mortali di padre Tentori riposano nel cimitero di Calolziocorte dans Padre Angelo Maria Tentori 29qkwtl

Padre Angelo Maria Tentori è stato seppellito nel cimitero di Calolziocorte (Lecco), dove riposano anche i suoi genitori. Sempre a Calolziocorte, alle ore 15:00 di lunedì 18 novembre, presso la parrocchia di San Martino Vescovo, è stato celebrato il rito di commiato.

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Una grande folla per dare l’ultimo saluto a padre Angelo M. Tentori

Posté par atempodiblog le 18 novembre 2013

Padre Angelo M. Tentori, il pianto dei fedeli affolla corso Vittorio Emanuele (Mi)

Una grande folla per dare l’ultimo saluto a padre Angelo M. Tentori dans Padre Angelo Maria Tentori 2ekho9lPadre Angelo Maria Tentori era da anni parroco della basilica di San Carlo al Corso, in corso Vittorio Emanuele. Una grande folla si è sistemata in coda per dare l’ultimo saluto al parroco di Milano.

Docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Vicenza, apparteneva all’Ordine dei Servi di Maria. Ordinato sacerdote nel 1959, ha svolto il suo ministero in Italia, Messico, Stati Uniti, Sud Africa e Australia. Teologo specializzato in mariologia, conduceva su Radio Maria programmi mariani.

 

Tratto da: Italia Post

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Padre Angelo Maria Tentori è nato in Cielo

Posté par atempodiblog le 16 novembre 2013

ARRIVEDERCI PADRE ANGELO, IN CIELO!!

Padre Angelo Maria Tentori è nato in Cielo dans Amicizia Padre-Angelo-Maria-Tentori

Padre Angelo Maria Tentori religioso dei Servi di Maria di origini bergamasche e mariologo tra i più accreditati da trent’anni padre Tentori svolgeva per Radio Maria programmi qualificati come il Corso di Mariologia il venerdi alle 18.00 e la presentazione delle Apparizioni Mariane.

E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE la notte scorsa alle h.2.00, dopo una lunga malattia.

I funerali di Padre Angelo:
- lunedì 18 novembre alle ore 11 presso la Chiesa di San Carlo al Corso a Milano, zona p.zza San Babila (raggiungibile solamente con la metropolitana, fermata San Babila)

Fonte: Radio Maria

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Kibeho, Lourdes d’Africa

Posté par atempodiblog le 15 novembre 2013

Rwanda
Kibeho, Lourdes d’Africa

di Anna Pozzi – Credere

Kibeho, Lourdes d'Africa dans Apparizioni mariane e santuari Madonna-di-Kibeho

Nel Ruanda insanguinato
Nel Continente nero è l’unico luogo di apparizioni mariane ufficialmente riconosciuto. Il santuario di Nostra Signora di Kibeho, sorge proprio sul luogo dove la Madonna si manifestò ripetutamente fra il 1981 e il 1989, chiedendo «la conversione dei cuori». Di lì a poco si sarebbe scatenato il terribile genocidio della primavera 1994.

Testimone dell’apparizione
Alphonsine, la veggente

Si chiamava Alphonsine Mumureke la studentessa protagonista della prima apparizione della Madonna a Kibeho. Quella collina è stata teatro di uno dei tanti atroci episodi di violenza che hanno caratterizzato i cento giorni più funesti della storia del Paese: il genocidio del 1994 che vide Hutu e Tutsi combattersi ferocemente. Tra Kibeho e Kaduha, nel Ruanda meridionale, vennero uccise migliaia di persone. Per la morte di un gruppo di ragazzi, così come per quella di tre preti, venne accusato l’allora vescovo di Gikongoro, monsignor Augustin Misago, il quale nel 1999 venne rinchiuso in carcere. Le accuse vennero poi tutte confutate.

Il Ruanda: la tragedia del 1994
Durante il genocidio la Chiesa locale pagò a caro prezzo la propria testimonianza. Si contano, infatti, 248 vittime tra il personale ecclesiastico, tra cui tre vescovi,  103 sacerdoti, 47 religiosi laici, 65 religiose e 30 laiche di vita consacrata. Purtroppo anche membri della Chiesa non furono estranei alle violenze:  alcuni sono stati condannati per complicità nel genocidio. Per saperne di più su Kibeho può essere utile il libro di Angelo Maria Tentori, Le apparizioni della Madonna in Africa. Nostra Signora di Kibeho, Paoline, 2009, euro 12.

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Suor Caterina Labouré e l’apparizione di Rue du Bac

Posté par atempodiblog le 15 novembre 2013

Suor Caterina Labouré e l’apparizione di Rue du Bac dans Apparizioni mariane e santuari Santa-Caterina-e-MariaLa veggente suor Caterina Labouré riuscì a sottrarsi a tutti, perfino alla commissione d’inchiesta diocesana istituita dall’Arcivescovo di Parigi. Di solito gli altri veggenti scompaiono dopo il termine delle apparizioni, a Rue du Bac, questa è la via dove si trovava la Cappella del Convento, Caterina è sempre scomparsa a tal punto che nessuno sa, o pochissimi, che lei ha visto la Madonna, neppure le suore e per molti anni neppure la sua superiora. Vive nell’incognito più assoluto. Solo dopo la sua morte se ne verrà a conoscenza e neppure il Vescovo poté incontrarla e parlare con lei benché le avesse promesso di riceverla velata.

L’approvazione ecclesiastica in altri casi è giunta abbastanza presto mentre per Rue du Bac la stiamo aspettando ancora anche se non ce n’è più bisogno. […] Questa apparizione non possiede questo riconoscimento (apparizione mariana ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa, quindi con garanzia di autenticità) o meglio riconoscimento ufficiale esplicito, dichiarato, ma soltanto un’approvazione implicita; proprio perché mai fu possibile un processo di verifica perché mai fu possibile da parte della suora. Riconoscimento pratico non solo da parte del Vescovo diocesano ma anche da parte di alcuni Cardinali e da qualche Papa anche se in forma privata, dato che, come si sa, i Papi non usano mai il loro carisma di infallibilità per confermare una rivelazione privata.


Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

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