Il meraviglioso scherzo di don Bosco a chi voleva rinchiuderlo in manicomio

Posté par atempodiblog le 27 juin 2015

Il meraviglioso scherzo di don Bosco a chi voleva rinchiuderlo in manicomio
Pochi uomini al mondo furono protagonisti sin dall’infanzia di tante peripezie come lui
Tratto da: Aleteia

Il meraviglioso scherzo di don Bosco a chi voleva rinchiuderlo in manicomio dans Libri 14l5vld

Non solo le autorità civili molestavano il povero don Bosco e tentavano d’impedire lo sviluppo della sua Opera, ma anche i suoi colleghi sacerdoti. Anzi, costoro si erano messi in testa che don Bosco stesse dando i numeri, e che tutto questo affaccendarsi appresso ai ragazzi fosse una vera mania.

Alcuni, infatti, andarono a trovarlo e, con tutta carità, presero a dirgli:

- Caro don Bosco, tu, capiscilo, comprometti il carattere sacerdotale! Con le tue stravaganze, con l’abbassarti a prendere parte ai giochi di quei monelli, con l’accompagnarti con loro per le vie e per le piazze, perdi il tuo decoro, desti ammirazione, ti fai ridere appresso!

E siccome don Bosco, sicuro dell’Opera sua, dava segno di non essere persuaso della logica di quegli avvisi, essi andavano continuando:

- Ma tu hai perso la testa! Non ragioni più! Povero e caro don Bosco, non bisogna ostinarsi… Tu non puoi fare l’impossibile! Non vedi che anche la Provvidenza è contraria alla tua opera e che non trovi nessuno che ti voglia affittare un locale?

- Oh la Provvidenza! – esclamò a questo punto don Bosco alzando le mani al cielo -, la Provvidenza mi aiuterà! Lei mi ha inviato questi ragazzi e io non ne respingerò neppure uno, ritenetelo bene! Voi siete in errore, la Provvidenza farà tutto ciò che è necessario. E poiché non mi si vuole affittare un locale, ne fabbricherò uno io con l’aiuto di Maria Santissima. Vi saranno vasti edifizi, con scuole, laboratori, officine, di ogni specie, spaziosi cortili e porticati… una magnifica chiesa. E poi, anche chierici, catechisti, assistenti, professori, capi d’arte, e numerosi sacerdoti. Vedrete, vedrete…

All’udire tali parole, quei suoi amici si sentirono profondamente commossi. Essi vi vedevano una prova certa della pazzia del loro amato collega, e se ne andarono crollando il capo e ripetendo fra loro:

- Poveretto! Davvero gli ha dato di volta il cervello! Occorre subito provvedere.

Don Bosco attendeva gli eventi, pronto a ogni più dura lotta.

Quei tali, presi gli accordi con la Curia Vescovile, andarono a parlare col direttore del manicomio. Ottenuto un posto al creduto pazzo, due di loro, i più svelti e coraggiosi, accettarono di eseguire il pietoso disegno.

Presero a nolo una vettura chiusa, si recarono all’abitazione di don Bosco e, fatti i primi convenevoli, lo invitarono a una passeggiata dicendogli:

- Un po’ d’aria ti farà bene, caro don Bosco; vieni, abbiamo qui una carrozza che ci aspetta.

Il Santo si avvide subito del gioco che gli volevano fare, ma accolse l’invito esclamando:

- Corbezzoli!… una carrozza!… Evviva la carrozza!….Veramente non ci sono assuefatto, ma via!…andiamo.

Giunti alla vettura, lo invitarono a entrare per primo; ma egli si scusò dicendo:

– No! Sarebbe una mancanza di rispetto per parte mia. Favoriscano loro per primi.

Quelli salirono senza alcun sospetto, persuasi che don Bosco li avrebbe seguiti; ma egli, appena li vide dentro, chiuse con fragore lo sportello, gridando al cocchiere:

– Presto! …al manicomio!!! Il vetturino sferza il cavallo, e più veloce che non si dica, giunge alla mèta ove, trovato il portone spalancato e gli infermieri pronti in attesa, entra di corsa.

Il custode chiude prontamente il portone; gli infermieri circondano la carrozza, aprono gli sportelli e invece di un pazzo ne vedono due.

Quantunque entrambi protestassero energicamente, furono condotti al piano superiore, ed essendo assenti medici e direttore, perché era l’ora del mezzogiorno, dovettero adattarsi a pranzare coi ricoverati. Solo verso sera, chiarito l’equivoco, poterono essere messi in libertà.

La cosa fece in un baleno il giro della città, e da quel giorno si corressero le idee nei riguardi del Santo, e l’ammirazione verso di lui s’accrebbe assai.

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Alcuni pensieri di don Bosco

Posté par atempodiblog le 31 janvier 2015

Alcuni pensieri di don Bosco dans Citazioni, frasi e pensieri hstbp5

Giudicare
Siate sempre facili a giudicare bene del prossimo, e quan­do non potete altro, giudicate bene delle intenzioni, scusandolo almeno per queste. VI,694.

Quando ti è fatto rapporto intorno a qualcheduno, procura di rischiarare bene il fatto prima di giudicare. Spes­so ti saranno dette cose che sembrano gravi e sono sol­tanto paglie. VI,524.

Il Santo Padre
Figlioli miei, tenete come nemici della religione coloro che colle parole o cogli scritti offendono l’autorità del Papa e cercano di scemare, l’ubbidienza ed il rispetto do­vuto ai suoi insegnamenti ed ordini. V,573.

Parlare con disprezzo
Guardatevi dal parlare con disprezzo di un giovane per qualche difetto, massime alla presenza sua o dei compagni. VII,508.

La Pazienza
Ci sia il vero zelo, sì… ma sempre pacatamente, con dolcezza, con pazienza. III,456.

Se volete ottenere molto dai vostri allievi, non mostratevi mai offeso contro alcuno. XVII,271.

Predicare
Il dogma va predicato. Esso è la sostanza della nostra Reli­gione, quindi è necessario che i fedeli ne siano istruiti e lo conoscano: esso ha relazione intima colla morale. Il dogma va predicato:
1) perché esso è la parte più nobile e vitale della religione;
2) il dogma è il segno, il carattere con cui il fedele si distingue dall’infedele;
3) il dogma è ger­me delle virtù soprannaturali;
4) il dogma è la materia del­la nostra fede: perché “fides est sperandarum substantia rerum”, dice san Paolo, “non apparentium”; e deve essere noto ai fedeli, affinché possa essere esercitata la loro fede;
5) il dogma dimostra la relazione che passa tra le verità naturali e le soprannaturali. Supera la forza della ragione, ma non è mai contrario a questa. Vi è tal nesso tra le verità dogmatiche, che negata una logicamente si dovrebbero negare tutte;
6) il dogma va predicato, perché nutrisce l’umiltà che è il fondamento della vita morale. É la sottomissione dell’intelligenza a Dio rivelatore e alla Chiesa docente. IX,733-4.

(Da un sogno) I giovani che il demonio voleva portar via con sé, sono particolarmente quelli che si confessano male, che fanno sacrilegi nella confessione. Ricordati bene: quando predichi soprattutto alla gioventù insisti molto sulla necessità di fare buone confessioni e in specie sulla ne­cessità della contrizione. XVII,449.

315fyfr dans Fede, morale e teologia

Cliccare per leggere 2e2mot5 dans Diego Manetti Un pensiero di don Bosco per te

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La discrezione di don Bosco e le “parole all’orecchio”

Posté par atempodiblog le 31 janvier 2015

La discrezione di don Bosco e le “parole all’orecchio”

La discrezione di don Bosco e le “parole all'orecchio” dans Fede, morale e teologia 2ntgxox

Lo spirito del Signore era davvero sulle labbra di don Bosco quando consigliava. Preti, chierici e alunni dell’oratorio facevano esperienza quotidiana di questa realtà, quando avvicinavano don Bosco in cortile, nella cameretta o in confessionale.
I consigli del cortile venivano chiamati “parole all’orecchio”.

Avveniva così, ricorda don Ceria: “Posata una mano sul capo di un giovane e curvatosi al suo orecchio, don Bosco gli parlava in segreto, riparandosi con l’altra mano la bocca perché nessuno sentisse. Era una questione di pochi secondi. Ma che effetti!”.

È ancora don Ceria a ricordare che i consigli che don Bosco dava nella sua silenziosa stanzetta, se fossero raccolti nella sua genuina semplicità, formerebbero un bel manuale di sapienza cristiana.

Tratto da: Don Bosco Torino

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San Giovanni Bosco: “Vergogniamoci di ciò che possa avere in noi l’aria di dominatori”

Posté par atempodiblog le 30 janvier 2015

“Quando devi comandare, non umiliare: comportati con delicatezza; rispetta l’intelligenza e la volontà di chi ubbidisce”.

di San Josemaría Escrivá de Balaguer

San Giovanni Bosco: “Vergogniamoci di ciò che possa avere in noi l'aria di dominatori” dans Citazioni, frasi e pensieri 1z55df5Dalle «Lettere» di san Giovanni Bosco: “Vergogniamoci di ciò che possa avere in noi l’aria di dominatori”
Fonte: Epistolario, Torino, 1959, 4, 202. 294-205. 209
Tratto da: News.va

Riguardiamo come nostri figli quelli sui quali abbiamo da esercitare qualche potere. Mettiamoci quasi al loro servizio, come Gesù che venne ad ubbidire e non a comandare, vergognandoci di ciò che potesse aver l’aria in noi di dominatori; e non dominiamoli che per servirli con maggior piacere. Così faceva Gesù con i suoi apostoli, tollerandoli nella loro ignoranza e rozzezza, nella loro poca fedeltà, e col trattare i peccatori con una dimestichezza e familiarità da produrre in alcuni lo stupore, in altri quasi lo scandalo, ed in molti la santa speranza di ottenere il perdono da Dio. Egli ci disse perciò di imparare da lui ad essere mansueti ed umili di cuore (Mt 11, 29).

Dal momento che sono i nostri figli, allontaniamo ogni collera quando dobbiamo reprimere i loro falli, o almeno moderiamola in maniera che sembri soffocata del tutto. Non agitazione dell’animo, non disprezzo negli occhi, non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la speranza per l’avvenire, ed allora voi sarete i veri padri e farete una vera correzione.

In certi momenti molto gravi, giova più una raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di parole, le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente, dall’altra parte non arrecano vantaggio a chi le merita.

Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi.

Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori.

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Usare grande amorevolezza coi giovani

Posté par atempodiblog le 9 juin 2014

“Bisogna usare grande amorevolezza coi giovani, trattarli bene. Questa bontà di tratto e questa amorevolezza sia un carattere a tutti i superiori, nessuno eccettuato. Fra tutti riusciremo ad attirar uno e basta per allontanar tutti! Oh! quanto si affeziona un giovane, quando si vede ben trattato! Egli pone il suo cuore in mano ai superiori”.

“Per riuscir bene coi giovanetti, fatevi un grande studio si usare con essi belle maniere; fatevi amare e non temere; mostrate loro e persuadeteli che desiderate la salute della loro anima; correggete con pazienza e con carità i loro difetti; soprattutto astenetevi dal percuoterli; insomma adoperatevi a far si, che quando veggono, vi corrano attorno e non vi fuggano”.

San Giovanni Bosco

Usare grande amorevolezza coi giovani dans Charles Dickens fxfh1e

“Per quanto riguarda invece la socialità, un giorno sì e un giorno no lo si conduceva nello stanzone dove i ragazzi cenavano e lì veniva socievolmente fustigato, a monito ed esempio. Né gli erano negate le consolazioni della religione giacché, all’ora della preghiera, lo si spingeva a calci ogni mattina in quel medesimo stanzone e, a edificazione del proprio spirito, gli si consentiva di ascoltare l’orazione recitata coralmente dai ragazzi.

La quale orazione includeva una preghierina speciale, inserita per preciso ordine della Direzione, affinché essi fossero resi virtuosi, obbedienti e contenti, e immuni dai peccati e vizi di Oliver Twist, che veniva presentato come succube e schiavo delle forze del male, e come un soggetto uscito dalla fucina del diavolo in persona”.

 Charles Dickens – Oliver Twist

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Evitare le cattive letture

Posté par atempodiblog le 31 mars 2014

«Dimmi quello che leggi e ti dirò chi sei» è vero; ma ti conoscerei meglio se mi dicessi quello che rileggi.

François Mauriac

Evitare le cattive letture dans Citazioni, frasi e pensieri f0uo46

“Non leggere mai libri o giornali della bontà dei quali non sei più che sicuro. […] Non devi neppure lasciarti attirare a leggere questi libri o giornali con la scusa che contengono bellezze letterarie o artistiche. Berresti tu infatti un liquore avvelenato soltanto perché ti viene offerto in una tazza d’oro? No certamente! Ebbene, tanto maggiormente dovrai perciò respingere l’inganno di Satana che vuole avvelenare ed uccidere la vita dell’anima tua”.

San Giovanni Bosco

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Una devozione costante a Maria

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2014

Una devozione costante a Maria dans Citazioni, frasi e pensieri t8l0gi

“Una sincera, figliale, illimitata fiducia in Maria, una tenerezza singolare verso di Lei, una devozione costante ci renderanno superiori ad ogni ostacolo, tenaci nelle risoluzioni, rigidi verso di noi, amorevoli con il prossimo ed esatti in tutto”.

San Giovanni Bosco

divisore dans Medjugorje

freccetta.jpg Novena a San Giovanni Bosco (da recitarsi dal 22 al 30 gennaio)

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Della predicazione

Posté par atempodiblog le 30 août 2013

Della predicazione dans Citazioni, frasi e pensieri sh18

“Non si offendano le persone con ironie o invettive; specialmente nelle piccole borgate non si dica parola che possa essere giudicata allusiva alla condotta di qualche individuo.

Il predicatore badi a non inasprire menomamente gli erranti. Le sue parole spirino sempre carità e benignità.

Le invettive non ottengono le conversioni: l’amor proprio si ribella. Era questo il metodo che teneva S. Francesco di Sales e che era da lui consigliato. Egli narrava che i protestanti correvano in folla ad udirlo e dicevano che loro piaceva, perché non lo vedevano infuriarsi come i loro Ministri”.

San Giovanni Bosco

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Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice

Posté par atempodiblog le 24 mai 2013

Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice
In preparazione alla consacrazione della chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, don Bosco pubblicò come fascicolo del mese di maggio un libretto dal titolo: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice. In esso esponeva le ragioni teologiche, storiche e contingenti che motivavano…
di Don Pierluigi Cameroni – Salesiani Don Bosco, Casa Madre Torino-Valdocco

Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice dans Mese di maggio con Maria mariaausiliatrice

Com’è noto, gli anni 1862-68 furono cruciali per la religiosità mariana di don Bosco. Nonostante la fondazione della compagnia dell’Immacolata tra i suoi giovani nel 1855, nonostante avesse pubblicato nel 1858 Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata, le sue preferenze dopo il 1862 si concentrarono in modo dominante e definitivo sul titolo mariano Auxilium Christianorum. Iniziata nel 1865 la costruzione della chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, l’edificio sacro fu portato a compimento e solennemente consacrato il 9 giugno 1868.

In preparazione a quell’evento don Bosco pubblicò come fascicolo del mese di maggio delle Letture cattoliche un libretto dal titolo: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice.

In esso esponeva le ragioni teologiche, scritturistiche, storiche e contingenti che motivavano la scelta di quel titolo. Le argomentazioni erano compendiate nelle pagine introduttive. Attingendo all’apologista francese Auguste Nicolas e citando espressamente l’autorità di Mons. Parisis, arcivescovo di Parigi, don Bosco asseriva che era ormai la Chiesa stessa a volere «negli ultimi tempi segnalare il titolo di Auxilium Christianorum»; si era infatti in un’epoca di «crisi straordinarie»: «Il bisogno oggi universalmente sentito di invocare Maria non è particolare, ma generale; non sono più tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da conservare [...].

Ma è la stessa Chiesa Cattolica che è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli». Appunto per questo, aggiungeva don Bosco, «per meritarsi una speciale protezione del Cielo [...] si ricorre a Maria, come madre comune, come speciale ausiliatrice dei re e dei popoli, come cattolici di tutto il mondo». In quei medesimi anni don Bosco aveva moltiplicato i fascicoli delle Letture cattoliche che ragguagliavano sulle grazie straordinarie ottenute invocando Maria aiuto dei cristiani; aveva introdotto nei suoi oratori e collegi la nuova effigie e il nuovo culto; aveva fondato nel 1869 l’Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice; aveva indotto a denominare la pratica pia del mese di maggio come mese di Maria Ausiliatrice. A Mornese, in diocesi di Acqui, Maria Domenica Mazzarello e altre giovani, già associate nell’Unione di Maria Immacolata, aderiscono a don Bosco e danno origine alla congregazione femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

L’invocazione e il culto dell’Ausiliatrice diventavano distintive di don Bosco e delle sue opere che andavano ormai dilatandosi fuori d’Italia, in Europa e in America. Il fatto che l’Ausiliatrice nel sentire comune della gente del popolo figuri come “La Madonna di don Bosco” è dovuto oltre all’attività taumaturgica del santo, alle sue fondazioni ed opere, anche alla sua produzione letteraria specificatamente mariana. Infatti non appena don Bosco avvertì che la devozione e il titolo dell’Ausiliatrice andava sempre più diffondendosi, volle accompagnare tale fatto offrendo contributi teologici e storici.

Fermo al principio di “illuminare le menti per rendere buono il cuore e di popolarizzare quanto si può la scienza”, ideò e condusse a termine nello spazio di un decennio la pubblicazione di sei operette che in ordine di tempo sono: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice (1868). Rimembranza di una solennità in onore di Maria Ausiliatrice (1868). Associazione de’ divoti di Maria Ausiliatrice canonicamente eretta nella chiesa a lei dedicata in Torino con ragguaglio storico su questo titolo (1869). Nove giorni consacrati all’Augusta Madre del Salvatore sotto il titolo di Maria Ausiliatrice (1870). Maria Ausiliatrice col racconto di alcune grazie ottenute nel primo settennio dalla Consacrazione della Chiesa a Lei dedicata in Torino (1870). La Nuvoletta del Carmelo ossia la Devozione a Maria Ausiliatrice premiata di nuove grazie (1877). Non si tratta di opere scientifiche, né propriamente di divulgazione teologica, ma come emerge dai titoli di una teologia e di una storia popolare del titolo “Auxilium Christianorum”.

Questi umili opuscoli, di cui l’espressione più matura è Maraviglie della Madre di Dio, rappresentano il primo riuscito tentativo di una riflessione e giustificazione della dottrina concernente il culto a Maria Ausiliatrice. Attraverso la propagazione di tale titolo emerge da un lato la mediazione ecclesiale di Maria, tipica della coscienza cattolica italiana di quel tempo, dall’altro si impone la dimensione popolare del carisma salesiano, che mediante la devozione all’Ausiliatrice traccia un cammino di educazione alla fede per il popolo, valorizzando i contenuti della religiosità popolare e orientandoli verso la saggezza evangelica. Come già accennato è in particolare il trattatello delle Maraviglie della Madre di Dio a indicare le basi storiche e teologiche delle convinzioni e della missione di don Bosco.

Un primo livello sono le prove e le argomentazioni teologiche fondate su basi bibliche e patristiche. Ciò che colpisce è che la fatica fatta da don Bosco ci guida molto bene nello sviluppo degli enunciati fondamentali che desidera comunicare: al centro vi è la convinzione che “La più splendida prova che Maria è aiuto dei Cristiani noi la troviamo sul monte Calvario… Maria pertanto diventando nostra madre sul monte Calvario, non solo ebbe il titolo di aiuto dei cristiani, ma ne acquistò l’uffizio, il magistero, il dovere. Noi abbiamo dunque un sacro diritto di ricorrere all’aiuto di Maria. Questo diritto è consacrato dalla parola di Gesù e garantito dalla tenerezza materna di Maria. Ora che Maria abbia interpretato l’intenzione di Gesù Cristo in croce in questo senso e che Egli la facesse madre ed ausiliatrice di tutti i cristiani lo prova la condotta che essa tenne di poi”. Da ciò ne consegue “affinché la gloria di Maria potesse estendersi a tutte le generazioni e avessero a chiamarla beata, bisognava che qualche benefizio straordinario e perenne venisse da Maria a tutte queste generazioni; cosicché essendo perpetuo in esse il motivo di loro gratitudine fosse ragionevole la perpetuità della lode. Ora questo benefizio continuo e mirabile non può esser altro che l’aiuto che Maria presta agli uomini. Aiuto che doveva abbracciare tutti i tempi, estendersi a tutti i luoghi, ad ogni genere di persone”.

L’argomentazione teologica è integrata da quella storica: “Un’esperienza di diciotto secoli ci fa vedere in modo luminosissimo che Maria ha continuato dal cielo e col più gran successo la missione di madre della Chiesa ed ausiliatrice dei cristiani che aveva incominciato sulla terra”. E don Bosco con la sua spiccata sensibilità storica narra una numerosa serie di interventi di Maria a favore della Chiesa, in particolare le sue manifestazioni in difesa della Chiesa e del papato, sia dagli attacchi esterni, sia da quelli interni con le lacerazioni provocate dalle eresie e dagli scismi, che corrompono la fede e attaccano la comunione. Davvero Maria è “Magnum in Ecclesia praesidium: Grande presidio nella Chiesa”. Da tali racconti emerge una grande visione della storia che esalta, nella luce della fede, la mediazione materna dell’Ausiliatrice intimamente associata all’opera della redenzione e alla missione salvifica della Chiesa.

Insieme alle prove teologiche e storiche don Bosco accenna ad argomentazioni di natura liturgica, ad espressioni legate alla pietà popolare, a fatti taumaturgici e in particolare a due dipinti presenti nella basilica di Valdocco da lui ispirati e voluti, espressione plastica delle sue convinzioni. Il primo è la grande tela del Lorenzone da tutti conosciuta e che già abbiamo commentato. Il secondo, meno noto, è un affresco del Rollini suggerito da don Bosco per la volta della cappella di San Francesco di Sales. Sotto il globo del mondo su cui è posto un ostensorio col SS. Sacramento è rappresentato l’Arcangelo Michele che scaccia e disperde l’errore e l’eresia: “la Riforma in figura di donna, che al vedere gli angeli riverenti, i quali adorano il SS. fugge spaventata portando nell’una mano la bibbia adulterata e abbandonando dall’altra, quali armi spuntate, la maschera dell’ipocrisia e le monete corruttrici, con cui tenta di recar guerra al SS. Sacramento; 2° il Materialismo in figura d’uomo di forme atletiche, il quale stringendo una fiaccola accesa onde portare incendio e distruzione dovunque passa la Riforma, esso pure è rovesciato dall’angelo, e rotolando dall’alto sembra si stacchi dalla volta per piombare a capofitto sul pavimento”. In conclusione “Don Bosco non scrive con la penna del teologo, ma con il fervore del santo ed del fondatore. Scrive sotto la sua esperienza di Maria e del suo amore personale per Lei. Intimamente consapevole di quanto la Madonna fosse stata presente e determinante come Madre e Maestra nell’itinerario della sua vocazione e missione, egli è mosso dal profondo stupore di sperimentare quanto sia potente ed efficace l’intercessione e l’intervento dell’Ausiliatrice…

L’intento di Don Bosco è quello di accreditare la verità del titolo mariano di Ausiliatrice e di raccomandarlo alla venerazione del popolo di Dio, attestandone la prodigiosa efficacia nella vita della Chiesa e nella sua esperienza carismatica. Sotto il profilo teologico, il tema è quello di Maria come Mediatrice di grazia, ma le specificazioni legate al titolo di Ausiliatrice non sono irrilevanti. Non sarà difficile mostrare come la devozione all’Ausiliatrice non sia semplicemente legata alle circostanze storiche in cui Don Bosco è vissuto, ma si estenda ad ogni epoca, particolarmente la nostra, profondamente segnata dal divorzio fra fede e cultura, un’epoca in cui gli uomini sembrano non avere più antenne per Dio e in cui Dio sembra non avere più peso nella vita degli uomini. Così si esprime Papa Benedetto XVI: «Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più»”.

Preghiera
O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell’ora della morte
accogli l’anima nostra in Paradiso!
Amen

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Il mese di maggio con Don Bosco e Domenico Savio

Posté par atempodiblog le 6 mai 2013

Il mese di maggio con Don Bosco e Domenico Savio dans Mese di maggio con Maria domenicosaviodonbosco

«Sul finire del mese di aprile (1856), Domenico Savio si era presentato a don Bosco, chiedendogli come avrebbe potuto celebrare santamente il mese di Maria.

- Lo celebrerai, gli rispose don Bosco, con l’esatto adempimento dei tuoi doveri, raccontando ogni giorno ai compagni un esempio in onore di Maria e procurando di regolarti in modo da poter fare in ciascun giorno la santa comunione.

- Ciò procurerò di fare puntualmente; ma qual grazia dovrò domandare?

- Domanderai alla santa Vergine che ti ottenga da Dio sanità e grazia per farti santo.

- Sì! Che mi aiuti a farmi santo!» (cfr MB V, 462).

Tratto da: donbosco.it

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San Domenico Savio

Posté par atempodiblog le 9 mars 2013

San Domenico Savio dans San Domenico Savio

Un giorno, due amici di san Domenico Savio (1842-1857), il giovane allievo di don Bosco, si sfidarono a duello dopo una lite cominciata con insulti nei riguardi delle rispettive famiglie. I due convennero di battersi a colpi di pietra. Venutone a conoscenza, Domenico fece di tutto per impedirlo, senza riuscirvi. Ottenne solo la promessa che, se non avesse impedito loro di battersi, i due avrebbero ascoltato una sua proposta. Giunto il momento, Domenico si presentò al luogo stabilito per il duello. I due avevano in mano cinque pietre ciascuno. Allora Domenico estrasse di tasca un piccolo crocifisso, si inginocchiò dinanzi al primo e gli disse di mantenere la parola data, chiedendogli di . colpirlo e così colpire anche il Crocifisso. Il duellante, scosso, si ritrasse, non avendone il coraggio. Così fece anche il secondo. A quel punto, Domenico invitò i due ragazzi a ragionare, facendo loro capire che avrebbero offeso Gesù se continuavano su quella strada. E i due si perdonarono a vicenda. L’episodio è tratto dal bel volume di S. Giovanni Bosco, Vita di Domenico Savio curato da Teresio Bosco (Elledici, 2002).

Tratto da: Il Timone

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Breve vita di San Giovanni Bosco

Posté par atempodiblog le 1 février 2013

I numeri del lotto
Un giorno vennero due signori a domandargli i numeri  del lotto. Il Santo, non avendo potuto scansarsi alle premurose insistenze,  disse loro: – Ebbene, giocate questi numeri: 10-5-14.

Quelli, contenti, se ne  andavano; ma don Bosco soggiunse: – Non ne volete la spiegazione? – Non c’è  bisogno! – Ma se non ve la dò, non saprete giocarli. – Ce la dia dunque.
- Sentite bene: il numero 10 sono i dieci comandamenti di Dio. Il numero 5 sono i  cinque precetti della Chiesa. Il numero 14 sono le quattordici opere di  misericordia corporali e spirituali. Giocateli davvero, e farete fortuna.

Breve vita di San Giovanni Bosco dans San Giovanni Bosco sangiovannibosco

BREVE VITA DI DON BOSCO

Giovannino Bosco nacque il 16 Agosto 1815  in una piccola frazione di Castelnuovo D’Asti, in Piemonte, chiamata  popolarmente «i Becchi». Ancora bimbo, la morte del babbo gli fece sperimentare  il dolore di tanti poveri orfanelli dei quali si farà padre amoroso. Trovò però  nella mamma Margherita, un esempio di vita cristiana che incise profondamente  nel suo animo. A nove anni ebbe un sogno profetico: gli parve di essere in mezzo  a una moltitudine di fanciulli intenti a giocare, alcuni dei quali però,  bestemmiavano. Subito, Giovannino si gettò sui bestemmiatori con pugni e calci  per farli tacere; ma ecco farsi avanti un Personaggio che gli dice: «Non con le  percosse, ma con la bontà e l’amore dovrai guadagnare questi tuoi amici… Io ti  darò la Maestra sotto la cui guida puoi divenire sapiente, e senza la quale,  ogni sapienza diviene stoltezza». Il personaggio era Gesù e la maestra Maria  Santissima, alla cui guida si abbandonò per tutta la vita e che onorò col titolo  di «Ausiliatrice dei cristiani». Fu così che Giovanni volle imparare a fare il  saltimbanco, il prestigiatore, il cantore, il giocoliere, per poter attirare a  se i compagni e tenerli lontani dal peccato. «Se stanno con me, diceva alla  mamma, non parlano male». Volendosi far prete per dedicarsi tutto alla salvezza  dei fanciulli, mentre di giorno lavorava, passava la notte sui libri, finché  all’età di vent’anni potè entrare nel Seminario di Chieri ed essere ordinato  Sacerdote a Torino nel 1841, a ventisei anni di età. In quei tempi Torino era  ripiena di poveri ragazzi in cerca di lavoro, orfani o abbandonati, esposti a  molti pericoli per l’anima e per il corpo. Don Bosco incominciò a radunarli la  Domenica, ora in una Chiesa, ora in un prato, ora in una piazza per farli  giocare ed istruire nel Catechismo finché, dopo cinque anni di enormi  difficoltà, riuscì a stabilirsi nel rione periferico di Valdocco e aprire qui il  suo primo Oratorio. In esso i ragazzi trovavano vitto e alloggio, studiavano o  imparavano un mestiere, ma soprattutto imparavano ad amare il Signore: San  Domenico Savio, era uno di loro. Don Bosco era amato dai suoi «brichini» (così  Egli li chiamava) fino all’inverosimile. A chi gli domandava il segreto di tanto  ascendente rispondeva: «Con la bontà e l’amore cerco di guadagnare al Signore  questi miei amici». Per essi sacrificò tutto quel poco denaro che possedeva, il  suo tempo, il suo ingegno che aveva fervidissimo, la sua salute. Per essi si  fece santo. Per essi ancora fondò la Congregazione Salesiana, formata da  sacerdoti e laici che vogliono continuare l’opera sua e alla quale diede come «scopo principale di sostenere l’autorità del Papa» (Memorie Biografiche, VII,  622; X, 762 e 946). Volendo estendere il suo apostolato anche alle fanciulle  fondò, con Santa Maria Domenica Mazzarello, la Congregazione della Figlie di  Maria Ausiliatrice, che oggi è diffusa in tutto il mondo. Dedicò tutto il suo  tempo libero, che spesso sottrasse al sonno, per scrivere e divulgare facili  opuscoli per l’istruzione cristiana del popolo. Stremato di forze per  l’incessante lavoro, si ammalò gravemente. Particolare commovente: molti giovani  offrirono per lui al Signore la propria vita. Una delle ultime sue  raccomandazioni fu questa: «Dite ai giovani che li aspetto tutti in  Paradiso…». Spirava il 31 gennaio 1888, nella sua povera cameretta di  Valdocco, all’età di 72 anni. Il 1 aprile 1934, Pio XI, che ebbe la fortuna di  conoscerlo personalmente, lo proclamò Santo.

Tratto da: Don Bosco Ritorna

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La devozione alla Madonna

Posté par atempodiblog le 31 janvier 2013

La devozione alla Madonna dans Fede, morale e teologia donbosco

Un sostegno indispensabile per te, o caro giovane, è la devozione a Maria Santissima. Se sarai devoto di Lei, ELLA TI FARA’ DA MADRE, ti coprirà col Suo Manto, ti colmerà di benedizioni in questo mondo e ti darà, alla fine, il Paradiso. Qualsiasi grazia Le domanderai, ti sarà concessa purché non sia cosa che torna a danno della tua anima. Io perciò ti raccomando di chiedere tre grazie speciali necessarie a tutti, ma specialmente a te che sei giovane.
La prima grazia è che ti aiuti a non commettere mai peccato mortale per tutta la tua vita.
Tu sai, infatti, cosa vuol dire cadere in peccato mortale? Vuol dire rinunciare ad essere figli di Dio per diventare schiavi di Satana. Vuol dire perdere quella bellezza che ti rende come un angelo agli occhi di Dio, per diventare deforme come un demonio. Vuol dire perdere tutti i meriti già acquistati per la vita eterna. Vuol dire restare sospeso per un filo sottilissimo sopra la bocca dell’Inferno. Vuol dire fare un’enorme ingiuria ad una Bontà infinita, e questo è il male più grande che si possa immaginare. Credimi, mio caro amico, qualsiasi grazia la Madonna dovesse concederti, sarebbe inutile senza quella di non cadere mai in peccato.
Perciò, questa grazia dovrai chiederla mattino e sera e tutte le volte che a Lei ti rivolgi.
La seconda grazia che ti raccomando di domandare alla Madonna è quella di poter conservare la preziosa virtù della purità.
A Lei dovrai chiedere di aiutarti in modo speciale a custodire gli occhi, che sono le finestre per cui il peccato si fa strada nel nostro cuore e attraverso le quali il demonio viene a prendere possesso della nostra anima. Non fermarti mai a guardare cose contrarie alla modestia. S. Domenico Savio, interrogato perché fosse tanto cauto negli sguardi rispose: “Ho preso la decisione di distogliere gli occhi da tutto ciò che non è puro per essere più degno di incontrare lo sguardo della Madonna, Vergine Immacolata”.
La terza grazia che dovrai domandare alla Madonna, è di poter stare sempre lontano dai compagni cattivi, cioè da coloro che fanno discorsi che non si farebbero alla presenza dei genitori. Sta lontano da costoro, anche se fossero tuoi parenti. Posso assicurarti che talvolta fa più danno la loro compagnia che quella di un demonio. Felice te, o mio caro figliolo, se fuggirai la compagnia dei malvagi! Sarai allora sicuro di camminare per la strada del Paradiso; diversamente correrai un gravissimo rischio di perderti in eterno.
Perciò, se sentirai dei compagni che bestemmiano, che disprezzano la Religione o, peggio ancora, che dicono parole contrarie alla virtù della modestia, devi fuggirli come la peste.
Ti assicuro che quanto più i tuoi sguardi e i tuoi discorsi saranno puri, tanto più Maria si compiacerà di te e tante più grazie ti otterrà da Gesù.
Queste sono le tre grazie più importanti per la tua età, che otterrai se reciterai ogni giorno il Santo. Rosario o almeno tre Ave e tre Gloria con la giaculatoria: “Cara Madre, Vergine Maria, fa che io salvi l’anima mia”.
Con queste tre grazie camminerai fin d’ora per la strada che ti renderà uomo onorato e con esse avrai la certezza di raggiungere l’eterna felicità.

San Giovanni Bosco
Tratto da: Don Bosco Ritorna

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L’educazione è cosa di cuore

Posté par atempodiblog le 30 janvier 2013

L’educazione è cosa di cuore dans Citazioni, frasi e pensieri donboscogiovanni

“L’educazione è cosa di cuore: tutto il lavoro parte da qui, e se il cuore non c’è, il lavoro è difficile e l’esito è incerto. Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati”. 

San Giovanni Bosco

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Novena a San Giovanni Bosco (da recitarsi dal 22 al 30 gennaio)

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2013

Novena a San Giovanni Bosco (dal 22 al 30  Gennaio)

Novena a San Giovanni Bosco (da recitarsi dal 22 al 30 gennaio) dans Preghiere 6f9hmq

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio  aiuto.
Gloria al Padre…

I O glorioso San  Giovanni Bosco, per l’amore ardente che portasti a Gesù nel Santissimo  Sacramento e per lo zelo con cui ne propagasti il culto, soprattutto con  l’assistenza alla Santa Messa, con la Comunione frequente e con la visita  quotidiana, ottienici di crescere sempre più nell’amore, nella pratica di queste  sante devozioni e di terminare i nostri giorni rinvigoriti e confortati dal cibo  celeste della Santa Eucaristia.
Gloria al Padre…

II – O glorioso San Giovanni Bosco, per l’amore tenerissimo che portasti alla  Vergine Ausiliatrice che fu sempre tua Madre e Maestra, ottienici una vera e  costante devozione alla nostra dolcissima Mamma, affinché possiamo meritare la  sua potentissima protezione durante la nostra vita e specialmente nell’ora della  morte.
Gloria al Padre…

III O glorioso  San Giovanni Bosco, per l’amore filiale che portasti alla Chiesa e al Papa, di  cui prendesti costantemente le difese, ottienici di essere sempre degni figli  della Chiesa Cattolica e di amare e venerare nel Sommo Pontefice l’infallibile  vicario di Nostro Signore Gesù Cristo.
Gloria al  Padre…

IV O glorioso San Giovanni Bosco, per il  grande amore con cui amasti la gioventù, della quale fosti Padre e Maestro e per  gli eroici sacrifici che sostenesti per la sua salvezza, fa’ che anche noi  amiamo con amore santo e generoso questa parte eletta del Cuore di Gesù e che in  ogni giovane sappiamo vedere la persona adorabile del nostro Salvatore  Divino.
Gloria al Padre…

V O glorioso  San Giovanni Bosco che per continuare ad estendere sempre più il tuo santo  apostolato fondasti la Società Salesiana e l’istituto delle Figlie di Maria  Ausiliatrice, ottieni che i membri delle due Famiglie Religiose siano sempre  pieni del tuo spirito e fedeli imitatori delle tue eroiche virtù.
Gloria  al Padre…

VI O glorioso San Giovanni Bosco che  per ottenere nel mondo più abbondanti frutti di fede operosa e di tenerissima  carità istituisti l’Unione dei Cooperatori Salesiani, ottieni che questi siano  sempre modelli di virtù cristiane e sostenitori provvidenziali delle tue  Opere.
Gloria al Padre…

VII – O glorioso  San Giovanni Bosco che amasti con amore ineffabile tutte le anime e per salvarle  mandasti i tuoi figli fino agli estremi confini della terra, fa’ che anche noi  pensiamo continuamente alla salvezza della nostra anima e cooperiamo per la  salvezza di tanti nostri poveri fratelli.
Gloria al  Padre…

VIII – O glorioso San Giovanni Bosco che  prediligesti con amore particolare la bella virtù della purezza e la inculcasti  con l’esempio, la parola e gli scritti, fa’ che anche noi, innamorati di così  indispensabile virtù, la pratichiamo costantemente e la diffondiamo con tutte le  nostre forze.
Gloria al Padre…

IX – Oglorioso San Giovanni Bosco che fosti sempre tanto compassionevole verso le  sventure umane, guarda a noi tanto bisognosi del tuo aiuto. Fa’ scendere su di  noi e sulle nostre famiglie le materne benedizioni di Maria Ausiliatrice;  ottienici tutte le grazie spirituali e temporali che ci sono necessarie;  intercedi per noi durante la nostra vita e nell’ora della morte, affinché  possiamo giungere tutti in Paradiso e inneggiare in eterno alla Misericordia  divina.
Gloria al Padre…

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Preghiera a San Giovanni  Bosco (festa del 31 Gennaio)

O San Giovanni Bosco, padre e maestro  della gioventù, che tanto lavorasti per la salvezza delle anime, sii nostra  guida nel cercare il bene delle anime nostre e la salvezza del prossimo; aiutaci  a vincere le passioni e il rispetto umano; insegnaci ad amare Gesù Sacramentato,  Maria Ausiliatrice e il Papa; e implora da Dio per noi una buona morte, affinché  possiamo raggiungerti in Paradiso. Amen.

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