Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 27 novembre 2016

Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa

Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa dans Cardinale Angelo Comastri Madre_Teresa_di_Calcutta

Madre Teresa di Calcutta era una sostenitrice instancabile della medaglia miracolosa, ne portava sempre numerose con sé e ne distribuiva una quantità enorme. Prendeva una medaglia fra le mani, la baciava, si raccoglieva un attimo in preghiera e poi la regalava. La donava ai bambini con una caramella. Chi conosceva la Madre sapeva che aveva ricevuto un bene prezioso, perché quel gesto di predilezione faceva nascere come un legame indelebile con lei, che garantiva il suo ricordo e la sua intercessione alla Madonna nella preghiera.

Madre Teresa, di passaggio a Parigi, un giorno si recò a pregare proprio a Rue du Bac nella chiesa dove la Vergine apparve a Santa Catherine Labouré. Subito vi fu fermento fra le suore, perché venne riconosciuta e la superiora si affrettò ad andarle incontro per accoglierla degnamente. Non sapendo cosa offrirle di meglio, le chiese se poteva far preparare per lei un buon numero di medaglie perché le portasse con sé. E le chiese: «Quante ne desidera, Madre? 50, 100… o 300?». La Madre la guardò con quel sorriso fra il bonario e il birichino, poi chiese cordialmente: «Andrebbero bene… 30.000? Sì?».

Per diversi anni se le procurò dalle Figlie della Carità della Garbatella a Roma. In cambio, queste le chiesero un giorno di pregare perché Dio mandasse loro qualche vocazione, e quella stessa settimana arrivò una novizia. Madre Teresa donò una medaglietta anche a Mons. Comastri, che la incastrò nel suo anello da arcivescovo.

Anche il miracolo della beatificazione di Madre Teresa è legato alla medaglia miracolosa. Monica Besra, 35 anni, del Bengala Occidentale, soffriva di tumore al ventre, che le si era notevolmente gonfiato. Il 5 settembre 1998, nel primo anniversario della morte della Madre, una suora prese una medaglia miracolosa che era stata a contatto con il corpo di Madre Teresa, la legò intorno al ventre di Monica con uno spago e supplicò: «Madre, oggi è il giorno in cui sei andata in Cielo. Tu amavi i poveri, fa’ qualcosa per Monica, che deve curare i suoi cinque figli». Quella notte il tumore sparì.

Tratto da: SANTA TERESA DI CALCUTTA FB

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Suor Prema: Madre Teresa Santa perché ha preso Gesù sul serio

Posté par atempodiblog le 1 septembre 2016

Suor Prema: Madre Teresa Santa perché ha preso Gesù sul serio
Grande attesa in tutto il mondo per l’imminente Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, domenica prossima con una Messa in Piazza San Pietro dove è attesa una moltitudine di fedeli. La cerimonia sarà uno dei momenti culminanti del Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Antonella Palermo ha intervistato, per Radio VaticanaSuor Mary Prema, terza Superiora generale delle Missionarie della carità, dopo Madre Teresa e Suor Nirmala:

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R. - La Canonizzazione della nostra Madre è per noi un grande onore. Ci dà l’opportunità di guardare alla sua vita più da vicino, al suo lavoro e alla grande attenzione data agli altri, ma anche di guardare alle nostre di vite. Questo è davvero un momento di esame delle coscienze per vedere più profondamente come viviamo la vocazione che abbiamo ricevuto come Missionarie della Carità e, soprattutto, la nostra unione con Dio nella preghiera e la nostra unione con Gesù nei più poveri.

D. – Madre Teresa è stata insignita del Nobel per la Pace nel 1979. In un mondo che continua ad essere disseminato di focolai di guerre, come rievocare il valore di quel riconoscimento per l’oggi?
R. - Il riconoscimento del Nobel per la pace le è stato assegnato per gli sforzi nel creare l’unione di tutti i popoli, come figli di un unico Padre Celeste. Questo è un tema di grande attualità. La pace è il desiderio di ciascuno ma è il risultato del perdono e dell’impegno nell’ascolto delle persone, per poterle capire. Non bisogna sempre pretendere di essere nel giusto.

D. – Secondo lei, la Chiesa di oggi è quella che Madre Teresa desiderava?
R. - La Madre non usava il suo tempo per porre richieste del tipo: la Chiesa dovrebbe o non dovrebbe essere così…. La Madre non analizzava, ma impiegava il suo tempo a trasmettere la sua responsabilità, prendendo Gesù sul serio. La Madre diceva: “La Chiesa siamo tu ed io. Se vuoi che la Chiesa sia Santa, è tuo dovere e mio essere santi”. Lei l’ha vissuta così.

D. – Madre Teresa è diventata una sorta di ‘santino’?
R. - Noi abbiamo vissuto con lei e l’abbiamo conosciuta. Venerare la sua immagine senza cercarne un modello da imitare sarebbe ingiusto. La Madre è la vita ed è rimasta con noi. Lei prega per noi. È stata attiva nella vita di molti; ho visto questo in particolare nella sua casa a Calcutta dove le spoglie della Madre sono visitate da migliaia e migliaia di pellegrini, povera gente. Pregano e la madre ascolta le loro preghiere. E se ne tornano con la pace nel cuore, con la fiducia e la speranza che la vita possa essere migliore. La Madre non è un santino! La madre è viva, operosa, ovunque. Noi abbiamo bisogno di lei, dei suoi insegnamenti, della sua intercessione.

D. – Lei è stata capace di parlare forte e chiaro con i leader politici di ogni livello…
R. – La Madre non andava in giro a predicare o insegnare alle altre persone cosa dovessero fare. Quando lei parlava, lo faceva dalla chiarezza del suo cuore. Non importava con chi parlasse, il suo parlare era comunque con convinzione sui valori della vita: la spiritualità, la preghiera, la famiglia dove, a volte, le relazioni vanno sostenute dall’accettazione della sofferenza e dal perdono. Il valore della vita religiosa come continuazione della vita di Gesù. Lei portava con sé i valori dei più poveri tra i poveri, che sono persone grandi perché ci insegnano molto, ci insegnano ad accettare ciò che la vita ci offre. La Madre non ha mai fatto un passo indietro nel difendere la dignità delle persone.

D. – Ancora fissa nel cuore e nella mente l’immagine delle quattro vostre consorelle massacrate lo scorso marzo in Yemen da un commando di uomini armati. “Martiri dell’indifferenza”, commentò il Papa. Guardando alle persecuzioni delle minoranze religiose tuttora in atto in varie parti del mondo, la speranza che un martirio del genere possa servire a qualcosa rischia di essere delusa…
R. - Se guardiamo con gli occhi del mondo alla morte delle consorelle, è uno spreco di giovani vite. Se guardiamo con gli occhi della fede è un grande privilegio dare la propria vita per coloro che stiamo servendo. Le persecuzioni sono state parte della cristianità fin dalle origini. Le persecuzioni sono necessarie perché arrivi il meglio dalla nostra vocazione. Le nostre suore liberamente e consapevolmente sono rimaste a servizio dei malati di Aden, in Yemen. È un grande dolore, ma allo stesso tempo un grande onore sapere che loro hanno raggiunto lo scopo della loro vocazione, che è l’unione con Dio, amando Gesù come Egli ci ha amato, perdonando quelli che non sanno cosa fanno.

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Comastri: figli preghino per la santità dei genitori

Posté par atempodiblog le 26 juillet 2016

Comastri: figli preghino per la santità dei genitori
La Chiesa fa memoria oggi dei Santi Gioacchino ed Anna, genitori di Maria. Diverse le celebrazioni nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano dove, durante il triduo di preparazione, si è pregato particolarmente per la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia e per il viaggio in Polonia di Papa Francesco. A mezzogiorno, nella parrocchia vaticana ha presieduto una Messa il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano. Tiziana Campisi per Radio Vaticana gli ha chiesto di parlarci di questi due santi:

Comastri: figli preghino per la santità dei genitori dans Articoli di Giornali e News sant_Anna_e_san_Gioacchino

R. – Non abbiamo grandi notizie storiche su Gioacchino ed Anna, però la grande notizia è Maria! E una figlia fa necessariamente riferimento ai genitori. Io mi sono sempre chiesto: dove possiamo trovare, nei Vangeli, qualcosa che rimandi ai genitori di Maria? E prendo due momenti.

L’Annunciazione: Maria era giovanissima, possiamo pensare fosse intorno ai 16-17 anni, non di più. Dopo l’Annuncio dell’Angelo, dopo questa proposta sensazionale che era il compimento di tutte le profezie che Maria conosceva, Maria senza esitazione dice: “Eccomi! Sono la schiava!”, perché la traduzione esatta è questa… “Sono la schiava del Signore. Avvenga di me secondo la Tua Parola”: cioè “Mi porti dove vuole il Signore”. Certamente in questa risposta di Maria ha agito la grazia di Dio, ma certamente c’è anche l’educazione ricevuta in famiglia, c’è il clima di fede che Maria ha respirato in famiglia, l’educazione all’ascolto che era tipica della famiglia israelitica. E Maria questo lo ha vissuto, prima di tutto, in famiglia.

Un altro momento, in cui io vedo certamente l’influsso del clima di fede che Maria ha respirato in famiglia: dopo l’Annunciazione Maria, senza esitazione, si mette in viaggio e va da Elisabetta, va a servire. Sicuramente lo stile del servizio lo aveva imparato in casa.

D. – La parrocchia di Sant’Anna in Vaticano si è preparata alla festa di oggi con un triduo, dedicando le preghiere alla Giornata mondiale della Gioventù e al viaggio che il Papa si appresta a compiere. Come accompagnare Papa Francesco?
R. – Lo accompagniamo con la nostra preghiera, non c’è dubbio. Ogni viaggio del Papa è una missione e quando il Papa va in missione ci va a nome di tutta la Chiesa, porta con sé tutta la Chiesa e in modo particolare quando il Papa va in mezzo ai giovani, che sono il futuro del mondo e il futuro della Chiesa.

Madre Teresa diceva: “La segnaletica della felicità oggi è tutta sbagliata!”. Perché la segnaletica del mondo e dei media soprattutto dice ai giovani: “Fate soldi, cercate divertimenti e sarete felici”. Non è vero! E lo dimostra l’inquietudine della gioventù, la stanchezza della gioventù, la droga e la droga non è altro che un tentare di uscir fuori, andar via, da una situazione in cui uno sta male.

“La segnaletica della felicità è tutta sbagliata!”. E il Papa va a Cracovia, va in mezzo ai giovani, per dare una segnaletica giusta. E siccome il Papa va nella terra di Giovanni Paolo II, mi sembra bello ricordare le parole che Giovanni Paolo II disse a Toronto, nel 2002, a conclusione della Giornata mondiale della Gioventù; disse allora ai giovani ed io ero presente e le ricordo ancora con emozione quelle parole: “Non siate come le lumache che lasciano dietro di sé soltanto la scia della bava: basta una pioggerella e cancella tutto… Lasciate dietro di voi un solco di bene”. Ed aggiunse queste parole bellissime: “Solo così sarete felici!”.

E Madre Teresa aggiungeva: “La felicità si trova non con i soldi, non con i divertimenti, ma si trova facendo del bene”. E aggiunge ancora Madre Teresa: “Io sfido chiunque, non troverete mai un egoista felice. Uscendo dall’egoismo si incontra Dio e la firma dell’incontro con Dio è la gioia”.

D. – I giovani, oggi, cosa possono chiedere ai Santi Gioacchino ed Anna?
R. – Dovrebbero chiedere, in modo particolare, il dono di santi genitori. Oggi molti figli sono orfani con genitori vivi e Gioacchino e Anna sono sicuramente due splendidi genitori. Io invito tutti i figli a pregare per la santità dei loro genitori, perché i genitori santi, i genitori buoni, i genitori che mandano la luce del Vangelo sono la più grande benedizione della famiglia e sono la vera ricchezza dei figli.

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“Dovete irradiare quella presenza che è dentro di voi”

Posté par atempodiblog le 7 juillet 2016

“Dovete irradiare quella presenza che è dentro di voi” dans Citazioni, frasi e pensieri Madre_Teresa_di_Calcutta

“Sin dal principio, i Fratelli si preoccupino di ascoltare la voce di Dio nella preghiera, nell’adorazione e nella contemplazione. Può darsi che usciate per la strada e non abbiate nulla da dire… benissimo, ma potreste trovare un uomo che se ne sta in piedi all’angolo della via. Andate da lui.

Può darsi che vi offenda, ma voi siete lì e li c’è la Sua Presenza.Dovete irradiare quella presenza che è dentro di voi, rivolgendovi a quell’uomo, con amore e rispetto. Perché? Perché credete che è Gesù. Gesù non può ricevervi: perciò dovete sapere come andare da Lui.

Egli viene sotto le vesti di quella persona. Questo è il nostro quarto voto. Siete vincolati dalla stessa promessa; soltanto, per noi Sorelle, quell’affamato lo è più in senso materiale e per voi Fratelli è invece un affamato spirituale, una persona spiritualmente nuda, spiritualmente senza dimora.

Credetemi, Fratelli, trovo assai più difficile lavorare con gente che prova questo tipo di amarezza, che avverte questa angoscia nel cuore, che si sente rifiutata, non amata, trascurata”.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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Trovate Gesù e troverete la pace

Posté par atempodiblog le 2 juillet 2016

Trovate Gesù e troverete la pace dans Citazioni, frasi e pensieri adorazione_eucaristica

Guardate il tabernacolo… constatate il significato, ora, di questo amore. Chiedetevi: lo capisco?

Il mio cuore è così pulito che vi posso vedere dentro Gesù? Perché fosse semplice per me e per voi vedere Gesù, egli si è fatto Pane di vita, così che possiamo ricevere la vita, così che possiamo avere una vita di pace, una vita di gioia.

Trovate Gesù e troverete la pace.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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Portare la pace di Cristo e non il turbamento

Posté par atempodiblog le 20 juin 2016

Portare la pace di Cristo e non il turbamento dans Citazioni, frasi e pensieri visitare_i_propri_cari

Mentre lavoriamo può darsi che spesso veniamo colti a conversare o a far chiacchiere inutili. Stiamo attenti perché potrebbe capitarci anche mentre visitiamo le famiglie. Potremmo lasciarci andare a parlare di affari privati o di questo o di quello, dimenticando così lo scopo vero della nostra visita.

Noi ci rechiamo a portare la pace di Cristo e che succede se provochiamo invece turbamento? Come si sentirà offeso il Nostro Signore da tale condotta! Non dobbiamo mai permettere alla gente di parlare contro i sacerdoti, i religiosi o i loro vicini.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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Siamo stati creati per amare e per essere amati

Posté par atempodiblog le 19 juin 2016

Siamo stati creati per amare e per essere amati dans Citazioni, frasi e pensieri madre_teresa

Cerchiamo oggi di riflettere sull’amore che Dio riserba per voi e per me. Il suo amore è così tenero; il suo amore è così grande, così tangibile, così vitale che Gesù venne proprio a insegnarci, come amare. L’amore non è qualcosa che si fossilizza, ma qualcosa che vive di continuo.

Le opere di amore e che attestano amore sono una via per la pace. E dove comincia questo amore? Proprio nei nostri cuori. Dobbiamo sapere che siamo stati creati per cose più grandi, non per essere un numero qualsiasi nel mondo; non per conseguire lauree e diplomi, questa o quella carriera. Siamo stati creati per amare e per essere amati.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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Card. Comastri: vi racconto Madre Teresa, Santa della Misericordia

Posté par atempodiblog le 19 juin 2016

Card. Comastri: vi racconto Madre Teresa, Santa della Misericordia
“Ho conosciuto una Santa”. E’ il titolo del libro su Madre Teresa di Calcutta scritto dal card. Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, e pubblicato in questi giorni dalle Edizioni San Paolo. Nel volume, il porporato racconta i suoi tanti incontri con la futura Santa e offre al lettore una serie di storie, scritti e preghiere su Madre Teresa. Alessandro Gisotti, per Radio Vaticanaha chiesto al cardinale Angelo Comastri di raccontare l’esperienza straordinaria di essere stato così vicino alla fondatrice delle Missionarie della Carità:

Card. Comastri: vi racconto Madre Teresa, Santa della Misericordia dans Articoli di Giornali e News madre_teresa

R. - Ritengo che incontrare Madre Teresa di Calcutta sia stato un grande dono da parte del Signore. Confesso che ogni volta che la incontravo mi metteva nel cuore una grande serenità. Mi sembrava quasi di sperimentare la presenza di Dio nella sua anima. Una volta mi incantò una definizione di un giornalista riguardo Madre Teresa che diceva così: “Madre Teresa è una finestra aperta e Dio si è affacciato a questa finestra e ha sorriso al mondo”. Da parte mia, la condivido pienamente perché ogni volta che la incontravo avevo quasi la sensazione fisica di avvicinare il Signore, di sentire il Signore che era evidentemente nella sua anima. Quando l’ultima volta l’ho salutata – era il 22 maggio del 1997 nella Casa sulla Via Casilina – era già malata, si vedeva che aveva pochissima forza. In quell’occasione le confidai la mia sofferenza perché la mia mamma era morta da pochi giorni. Le dissi: “Madre, mamma mi ha lasciato”. E lei, ricordo ancora, mi disse: “La tua mamma è in cielo. Ora, ti è più vicina di prima”, e aggiunse, “anche io andrò in cielo. Ti starò sempre vicina”. Queste parole per me sono di una consolazione straordinaria, perché Madre Teresa quando prometteva una cosa la faceva.

D. – Con la canonizzazione ora la sentiremo tutti davvero più vicina. Dal cielo può fare perfino di più di quanto ha fatto in modo straordinario sulla Terra?
R. – Non c’è dubbio. Giovanni Paolo II disse: “I santi in cielo non hanno bisogno di applausi. I santi ci chiedono soltanto di seguirli”. E Madre Teresa non si stanca di dirci: “Siate santi”. Ricordo quando mi dava qualche immaginetta: ci scriveva sempre: “Be holy (Sii santo)”. Quindi ci dice ancora la stessa cosa, perché l’unica cosa che conta è la santità. Per usare le sue parole: “L’unica valigia che porteremo di là è la valigia della carità”. Ricordo che quando mi disse queste parole, aggiunse: “Finché sei in tempo, riempila, perché è l’unica valigia che porterai con te”.

D. – Nel libro, i capitoli sono intervallati da preghiere di Madre Teresa o da preghiera a cui lei teneva tanto e recitava quotidianamente …
R. - Potremmo dire che la preghiera è il segreto di Madre Teresa di Calcutta.  Quando Pérez de Cuéllar (allora Segretario generale delle Nazioni Unite) la presentò all’Onu con parole un po’ altisonanti dicendo:  “Vi presento la donna più potente della Terra. Lei è veramente le Nazioni Unite perché nel suo cuore ci sono i poveri di tutto il mondo”, la Madre rispose: “Io sono soltanto una suora che prega”, e aggiunse “pregando, Gesù mi mette il suo amore nel cuore. Io vado a portarlo ai poveri di tutto il mondo, ai poveri che incontro”. Poi ebbe il coraggio di dire: “Pregate anche voi e vi accorgerete dei poveri che avete accanto, forse sul pianerottolo della vostra stessa casa”.

D. – Madre Teresa aveva una straordinaria capacità di comunicazione con tutti. Lei ricorda in particolare la figura della principessa Diana …
R. - Sì. La madre accolse con tanto affetto la Principessa Diana, ma non tanto perché era una principessa, ma perché era una figlia di Dio. E quando ci fu qualche cautela presentata alla Madre nei confronti di Diana, lei disse: “Io non ho mai ricevuto la Principessa Diana: io ho ricevuto sempre l’infelice Diana”. Questo è molto bello. Lei sapeva chinarsi sulla sofferenza di tutti, principi o non principi, poveri o non poveri perché erano tutti figli di Dio, come deve essere per tutti.

D. – Dei tanti incontri che lei ha potuto aver con Madre Teresa cosa le resta?
R. - Ogni incontro era bello; ogni incontro era ricco. Però il primo incontro è quello che ricordo in modo straordinario soprattutto quando dissi alla Madre: “Da lei mi aspettavo che mi chiedesse quanta carità fai …” E lei ricordo che mi rispose: “E tu credi che io potrei fare la carità? Potrei andare dai poveri se non pregassi? È pregando che Gesù mi mette l’amore nel cuore. Io vado a portarlo ai poveri che incontro nel mio cammino”, e aggiunse: “Ricordati bene  – muovendo il dito – che senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri”.

D. – Beatificata da San Giovanni Paolo II, apostolo della Divina Misericordia, viene canonizzata da Papa Francesco nel Giubileo della Misericordia. Possiamo dire che è la testimone più forte forse dei nostri tempi della misericordia di Dio?
R. - Quando un giornalista tentò di fotografare gli occhi della madre – ero presente –  chiedemmo: “Perché insiste? Sta infastidendo la Madre”, e il giornalista: “Voglio fotografare gli occhi: non ho mai visto occhi così felici. Vorrei, in qualche modo, cogliere il segreto della gioia di questi occhi”. Ricordo che la suora che era accanto tradusse alla Madre in inglese. La Madre rispose: “Il segreto è tanto semplice: i miei occhi sono felici perché le mie mani asciugano tante lacrime. Faccia anche lei così: abbia degli occhi felici come i miei”.

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Mary’s Heart

Posté par atempodiblog le 4 juin 2016

Maria, Madre di Gesù,
dammi il Tuo cuore,
tanto bello, tanto puro,
tanto immacolato, tanto pieno d’amore e d’umiltà,
cosicché io possa ricevere Gesù nel Pane della Vita,
amarLo come Tu l’hai amato e servirlo sotto le spoglie del più Povero dei Poveri.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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Questo canto è una preghiera scritta da Madre Teresa. E’ pregata dalle Missionarie della Carità per preparare i loro cuori a ricevere Gesù nei più poveri dei poveri.

O Mary, Mother of Jesus,
Give me your heart
That I might receive Jesus.

Give me your heart,
So beautiful, so pure,
So immaculate, so full of love and humility.

Give me your heart,
To love Him as you loved Him,
And serve Him as you served Him,
In the distressing disguise of the poorest of the poor.

In the Bread of Life,
In the poorest of the poor,
In distressing disguise,
In Christ our Lord.

Mary’s Heart – Danielle Rose

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Preghiera per i rifugiati

Posté par atempodiblog le 5 septembre 2015

madre teresa

Mio Signore!
Tutta questa gente
ha perduto terra e case
e molti sono stati privati
anche degli affetti più cari.
Dammi forza, Signore,
di intercedere per loro
presso il Padre,
ma soprattutto
di innestare nell’azione
la preghiera.
Amen.

Beata Madre Teresa di Calcutta

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La santità non è un lusso

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2014

“La santità non è un lusso per pochi, è il semplice dovere per te e per me. Siate soltanto tutti per Gesù attraverso Maria. Siate santi”.
 
Madre Teresa di Calcutta

La santità non è un lusso dans Citazioni, frasi e pensieri 5ls9bt

“I moralisti considerano volentieri la santità come un lusso. Essa è una necessità. È la santità, sono i santi che mantengono quella vita interiore senza la quale l’umanità si degraderà fino a morire [...].

Certo, si potrebbe credere che questa non è l’ora dei santi, che l’ora dei santi è passata. Ma io dico che l’ora dei santi viene sempre”.

Georges Bernanos

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La Chiesa è Madre: insegna le opere di misericordia

Posté par atempodiblog le 10 septembre 2014

La Chiesa è Madre: insegna le opere di misericordia dans Fede, morale e teologia mijd51

[...] La madre Chiesa insegna a stare vicino a chi è in carcere. “Ma Padre no, è pericoloso questo, è gente cattiva”. Ma ognuno di noi è capace… Sentite bene questo: ognuno di noi è capace di fare lo stesso che ha fatto quell’uomo o quella donna che è in carcere. Tutti abbiamo la capacità di peccare e di fare lo stesso, di sbagliare nella vita. Non è più cattivo di te e di me! La misericordia supera ogni muro, ogni barriera, e ti porta a cercare sempre il volto dell’uomo, della persona. Ed è la misericordia che cambia il cuore e la vita, che può rigenerare una persona e permetterle di inserirsi in modo nuovo nella società.

La madre Chiesa insegna a stare vicino a chi è abbandonato e muore solo. E’ ciò che ha fatto la beata Teresa per le strade di Calcutta; è ciò che hanno fatto e fanno tanti cristiani che non hanno paura di stringere la mano a chi sta per lasciare questo mondo. E anche qui, la misericordia dona la pace a chi parte e a chi resta, facendoci sentire che Dio è più grande della morte, e che rimanendo in Lui anche l’ultimo distacco è un “arrivederci”… Lo aveva capito bene la beata Teresa questo! Le dicevano: “Madre, questo è perdere tempo!”. Trovava gente moribonda sulla strada, gente alla quale incominciavano a mangiare il corpo i topi della strada, e lei li portava a casa perché morissero puliti, tranquilli, carezzati, in pace. Lei dava loro l’”arrivederci”, a tutti questi… E tanti uomini e donne come lei hanno fatto questo. E loro li aspettano, lì [indica il cielo], alla porta, per aprire loro la porta del Cielo. Aiutare a morire la gente bene, in pace.

Cari fratelli e sorelle, così la Chiesa è madre, insegnando ai suoi figli le opere di misericordia. Lei ha imparato da Gesù questa via, ha imparato che questo è l’essenziale per la salvezza. Non basta amare chi ci ama. Gesù dice che questo lo fanno i pagani. Non basta fare il bene a chi ci fa del bene. Per cambiare il mondo in meglio bisogna fare del bene a chi non è in grado di ricambiarci, come ha fatto il Padre con noi, donandoci Gesù. Quanto abbiamo pagato noi per la nostra redenzione? Niente, tutto gratuito! Fare il bene senza aspettare qualcos’altro in cambio. Così ha fatto il Padre con noi e noi dobbiamo fare lo stesso. Fa’ il bene e vai avanti!

Papa Francesco
Fonte: La Santa Sede

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Preghiera a Madre Teresa di Calcutta

Posté par atempodiblog le 5 septembre 2014

Madre Teresa dei poveri
Tratto da: Madre Teresa. Una goccia d’acqua pulita. Del Card. Angelo Comastri, Ed. Paoline

Preghiera a Madre Teresa di Calcutta dans Cardinale Angelo Comastri qrknbc

Madre Teresa dei poveri!
Mentre la società del benessere
spinge a moltiplicare i consumi,
tu hai spinto il mondo
a moltiplicare l’amore per i poveri:
così ci hai ricordato che la gioia
non si compra con i soldi,
ma si ottiene dando amore
e spendendo la vita per gli altri.

Madre Teresa degli ultimi!
Il tuo passo veloce è andato sempre
verso i più deboli e i più abbandonati
per contestare in silenzio coloro che sono
ricchi di potere e di egoismo:
l’acqua dell’ultima cena
è passata nelle tue mani instancabili
indicando a tutti coraggiosamente
la strada della vera grandezza.

Madre Teresa di Gesù!
Tu hai sentito il grido di Gesù
nel grido degli affamati del mondo
e hai curato il corpo di Cristo
nel corpo piagato dei lebbrosi.
Madre Teresa, prega affinchè diventiamo
umili e puri come Maria
per accogliere nel nostro cuore
l’amore che rende felici.
Amen

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Madre Teresa, una donna scomoda

Posté par atempodiblog le 5 septembre 2013

Madre Teresa, una donna scomoda
di Angelo Comastri – Toscana Oggi

Madre Teresa, una donna scomoda dans Aborto 7sbo

Madre Teresa di Calcutta è diventata beata a tempo di record: appena sei anni dopo la sua morte! E ormai tutti la considerano una «santa». Tuttavia non dimentichiamo che Madre Teresa è una persona «scomoda». Così come è scomodo un limpido raggio di luce quando illumina una parete ammuffita; come è scomoda una persona onesta dentro una combriccola di ladroni; come è scomodo un cuore umile in un raduno di arroganti; come è scomodo un «povero» all’ingresso di una discoteca; come è scomoda una mamma, con due bambini in braccio, davanti ad una clinica per aborti.

Madre Teresa è scomoda! Ne volete una prova? Lasciamola parlare. Ecco una sua affermazione chiara, ma tanto scomoda: «Se nel vostro Paese permettete l’aborto, allora diventate un Paese molto povero. Tanto povero da aver paura anche di bambini».

Ecco un altro pensiero luminoso ma controcorrente, che ella rivolse a un gruppo di lebbrosi: «Ogni volta che Dio guarda il palmo della Sua mano, vi ci vede disegnati. Per questo ogni vita umana è preziosa: sì, anche voi lebbrosi siete preziosi agli occhi di Dio!».

Ecco una presentazione di Maria che è, nello stesso tempo, originalissima e fedelissima: «La Madonna fu la prima “dama della carità”. Ma, prima di esserlo, si svuotò completamente di se stessa e si offrì come serva del Signore».

Ecco una sua norma di vita che, nell’attuale società violenta e prepotente, può avere il sapore dell’ingenuità e invece è una perla di autentica sapienza: «Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza».

Ecco, infine, una coraggiosa lettura della povertà umana: «I poveri hanno fame di pane, ma soprattutto hanno fame di Dio. La più grande disgrazia dell’India è di non conoscere Gesù Cristo: e, senza Gesù Cristo, non si conosce il valore della vita umana».

Chi è, allora, Madre Teresa. Ella è una «innamorata di Cristo», è una donna «folgorata dal Crocifisso», nel quale ha visto il Volto di Dio come «Volto di Amore» e ha sentito la sete di Dio come «sete di Amore». E ha risposto all’amore con tutta la sua vita: senza esitazione, senza risparmio, senza mezze misure. E ha cercato i poveri per amarli con l’Amore di Dio e per consolarli con l’unica vera buona notizia, che è questa: «Dio ti ama». A tutti, infatti, ella ripeteva instancabilmente: «God is Love», Dio è amore!
Il segreto di Madre Teresa sta tutto qui: ed è – vale la pena ricordarlo – il segreto stesso del cristianesimo. Potessimo capirlo! Potessimo viverlo tutti un pochino di più!

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Pregare per ottenere le virtù di Santa Maria Goretti

Posté par atempodiblog le 6 juillet 2013

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 6 luglio 1984 (messaggio dato al gruppo di preghiera):

“Leggete la vita di santa Maria Goretti. Pregate con lei il Signore perché vi ottenga le sue virtù”.

Pregare per ottenere le virtù di Santa Maria Goretti dans Madre Teresa di Calcutta 4pl7

Il silenzio riguardo alla purezza è un silenzio impuro!”.

Madre Teresa di Calcutta

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