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Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 8 juin 2024

Cuore Immacolato di Maria
La devozione al Cuore Immacolato di Maria ha superato vari ostacoli, radicandosi anche attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia, con in testa Fatima. Dove la Madonna chiese la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese
a cura di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

Cuore Immacolato di Maria dans Apparizioni mariane e santuari Sacro-Cuore-di-Maria

Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria, attendendo con salda speranza il compimento della promessa fatta dalla Madre Celeste ai tre pastorelli di Fatima: “Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà”. Sarà questo trionfo il preludio al tempo di pace “per quanti diranno di  a mio Figlio”, prima dell’ultimo combattimento escatologico che si concluderà con il secondo, definitivo e glorioso avvento dell’Agnello, Nostro Signore Gesù Cristo, come profetizzato da san Giovanni Evangelista nell’Apocalisse. La Madre e il Figlio, dunque, i cui Sacri Cuori sono così intrecciati e perfettamente uniti nello stesso mistero di salvezza da non poter essere separati. Lo insegnava già san Giovanni Eudes (1601-1680), fondatore della Congregazione di Gesù e Maria, il quale fu il primo a celebrare con i suoi confratelli le feste del Sacro Cuore e del Cuore Immacolato.

Le rivelazioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) furono poi il più potente impulso alla devozione al Sacro Cuore, che si diffuse nonostante l’ostilità dell’eresia giansenista. Il radicamento del culto al Cuore Immacolato di Maria passerà, anch’esso superando vari ostacoli, attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia. Come l’apparizione del 27 novembre 1830 a santa Caterina Labouré, che dopo aver contemplato la figura radiosa dell’Immacolata vide apparire i Sacri Cuori di Gesù e Maria, il primo coronato di spine, il secondo trafitto da una spada, oltre a una M intersecata dalla I di Iesus e sormontata da una croce, con tutto intorno 12 stelle. È l’immagine divenuta celebre con la diffusione della Medaglia Miracolosa, lo straordinario compendio di simboli disseminati in tutte le Sacre Scritture e che ricordano in particolare la partecipazione di Maria all’opera redentrice del Figlio. Questa mirabile partecipazione, che fa di Maria la Corredentrice, è già implicita nelle parole rivolte da Dio a Satana subito dopo il peccato originale (Gn 3, 15), è espressa poi nella profezia di Simeone (“E anche a te una spada trafiggerà l’anima”; Lc 2, 35) e culmina nel segno grandioso della Donna vestita di sole (Ap 12).

Questo disegno divino, in cui il dolore acquista senso e diventa tutt’uno con l’Amore, è proseguito con Fatima. Qui, il 13 giugno 1917, la Madonna comunicò alla piccola Lucia dos Santos (1907-2008) la sua missione: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. Il 10 dicembre di otto anni più tardi, Lucia, già in convento, vide Maria e al suo fianco Gesù Bambino, che le disse: “Abbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, ricoperto delle spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle”. Fu allora che la Vergine fece a Lucia la solenne promessa sulla Comunione riparatrice dei cinque sabati: “A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

Nel 1944 la memoria liturgica venne estesa da Pio XII a tutta la Chiesa, a ricordo della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, operata due anni prima dallo stesso pontefice su invito della beata Alexandrina Maria da Costa. La celebrazione, inizialmente stabilita al 22 agosto, nell’Ottava dell’Assunta, venne spostata al giorno attuale (il primo sabato dopo il Sacro Cuore di Gesù) dalla riforma del 1969, con il grado di memoria facoltativa, poi resa obbligatoria da san Giovanni Paolo II. La liturgia ci ricorda che Maria, sede della Sapienza, meditava nel silenzio quotidiano la volontà divina e “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. La Madre Celeste ha assecondato ogni ispirazione della Grazia. Proprio per questo è necessario imitarla e combattere al suo fianco contro il male, affinché Lei e il Figlio possano regnare – come diceva san Massimiliano Maria Kolbe – “in ogni cuore che batte sulla terra”. In vista della gloria eterna.

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Novene (Rue du Bac, Kibeho e Beauraing)

Posté par atempodiblog le 17 novembre 2022

Novene (Rue du Bac, Kibeho e Beauraing) dans Beauraing Maria-Nostra-Madre-Novene-mariane

“L’apparizione della Vergine a Lourdes, come le altre apparizioni mariane, rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all’inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine…”. (Card. Ivan Dias)

Sembra che l’origine del termine novena sia da ricercare nel Nuovo Testamento, quando Maria e gli Apostoli dopo l’Ascensione, perseverando in preghiera per nove giorni, hanno atteso e ricevuto lo Spirito  Paraclito, che era stato loro promesso “mentre il giorno di Pentecoste  stava per finire”. (At 2,1). Da allora la preghiera della novena è sempre più frequente nella tradizione della Chiesa.
La stessa Madonna di Medjugorje qui ci invita: “Cari figli, offrite novene, sacrificandovi laddove vi sentite più legati…” (25 VII 1993). (© Informativni Centar «Mir»-Medjugorje)

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa (da recitarsi dal 18 al 26 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Kibeho (da recitarsi dal 19 al 27 novembre)

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a Nostra Signora di Beauraing (da recitarsi dal 20 al 28 novembre)

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Torna a San Pietro la Madonna di Rue du Bac

Posté par atempodiblog le 27 novembre 2021

Torna a San Pietro la Madonna di Rue du Bac
Dopo un anno di pellegrinaggio, la Vergine della Medaglia Miracolosa è stata accolta in Vaticano da Papa Francesco.
di Isabelle H. de Carvalho Isabelle H. de Carvalho  i.Media per Aleteia

Torna a San Pietro la Madonna di Rue du Bac dans Apparizioni mariane e santuari Madonna-della-medaglia-miracolosa-in-Vaticano

Erano quasi mille, i fedeli ricevuti poco prima dell’udienza generale del 24 novembre 2021 da papa Francesco nella basilica di San Pietro. Mille membri della “famiglia vincenziana” venuti in Vaticano da tutta Italia per concludere una peregrinazione durata un anno attraverso numerose comunità vincenziane del Paese per celebrare il 190º anniversario delle apparizioni della Santa Vergine a Caterina Labouré.

«In questi mesi di pandemia la vostra missione ha portato speranza, permettendo a numerose persone di fare esperienza della misericordia di Dio», ha dichiarato il Pontefice, che li ha ringraziati per la loro testimonianza, pregna a suo dire dello «stile della “Chiesa in uscita”», ossia di una Chiesa «che va verso tutti a cominciare dagli esclusi e dagli emarginati».

Papa-Francesco-e-la-Madonna-della-Medaglia-miracolosa dans Articoli di Giornali e News

Il grande pellegrinaggio era stato lanciato l’11 novembre 2020 nel corso di una cerimonia durante la quale papa Francesco aveva benedetto la statua e aveva posto una corona del rosario al collo del simulacro.

Siamo molto felici di essere stati ricevuti dal Papa una volta di più […] – ha dichiarato ad i.Media padre Valerio Di Trapani, superiore del Collegio Apostolico Leoniano e organizzatore del pellegrinaggio –, e che egli abbia risposto al desiderio di tutta la Famiglia vincenziana, di essere “Chiesa in uscita”, una Chiesa che va in mezzo alla gente in questo tempo di Covid-19.

Quando la Vergine Maria è apparsa a Caterina Labouré, nel 1830, le avrebbe detto:

Venga ai piedi di questo altare, qui: le grazie si spargeranno su tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore.

I vincenziani hanno dunque desiderato anche’essi di portare le loro difficoltà ai piedi della Vergine, ha spiegato padre Erminio Antonello, Provinciale d’Italia dei missionari vincenziani. Solo che stavolta è in qualche modo la Vergine ad essere venuta tra loro, un segno forte in questo periodo «in cui tutti ci chiudiamo» su noi stessi a causa della pandemia. Così il religioso:

Abbiamo voluto mostrare che era possibile tornare nelle nostre comunità con una certa libertà perché la Vergine Maria ci proteggeva.

Alcuni dei pellegrini presenti all’udienza hanno raccontato l’arrivo della statua nelle loro comunità. Ivan, seminarista in un seminario diocesano gestito dai vincenziani nella città di Piacenza, a sud di Milano, ha spiegato che la statua era rimasta nel loro collegio per tre giorni all’inizio di ottobre 2021:

Fa una certa impressione pensare che quella effigie era lì, nel nostro seminario, e che adesso è qui nella basilica di San Pietro.

Madonna-della-medaglia-miracolosa dans Coronavirus

Padre Di Trapani ha sottolineato che la fine del pellegrinaggio era anche un punto di partenza per una nuova iniziativa dei vincenziani. Adesso cominceranno una missione di evengelizzazione e di animazione parrocchiale chiamata “Tre giorni con Maria”, durante la quale si concentreranno su tre aspetti della vita cristiana – essere chiamati, abitati e inviati.

La famiglia vincenziana raccoglie tutte le comunità e realtà cristiane legate a san Vincenzo de Paoli, e raccoglie circa 2 milioni di membri nel mondo.

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Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi

Posté par atempodiblog le 25 novembre 2021

Escatologia e apparizioni mariane
Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi
Tratto da: Il tempo dei segreti. A Medjugorje la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti. Ed. PIEMME

Il particolare ruolo che Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi dans Anticristo UKEM8201

[…] veniamo ora al rapporto tra storia della salvezza e apparizioni mariane, in particolare quelle moderne, per introdurre le quali prendo lo spunto da quanto scrive il Montfort nel suo già citato Trattato:

«Maria ha prodotto, con lo Spirito Santo, la cosa più grande che vi sia stata e vi sarà mai, che è un Dio-Uomo, e produrrà di conseguenza le cose più grandi che vi saranno negli ultimi tempi. La formazione e l’educazione dei grandi santi che vi saranno verso la fine del mondo è riservata a Lei» (n.35);

«Maria deve essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci come un esercito schierato in battaglia, specialmente in questi ultimi tempi, poiché il
diavolo, ben sapendo che gli rimane poco tempo, e molto meno che mai, per perdere le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi combattimenti; susciterà presto crudeli persecuzioni e tenderà terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri (n.50);

«Ma il potere di Maria su tutti i diavoli risplenderà particolarmente negli ultimi tempi, quando satana tenderà insidie al suo calcagno, cioè ai suoi umili schiavi e ai suoi figli poveri che Ella susciterà per fargli guerra» (n.54).

Da queste citazioni si evince chiaramente il particolare ruolo che, secondo il Montfort, Dio ha assegnato a Maria Vergine negli ultimi tempi. Se consideriamo poi che il Trattato, pur scritto nel 1712, è stato pubblicato solo nel 1842, comprendiamo lo stretto rapporto con apparizioni di poco precedenti: nel 1830, infatti a Rue du Bac, Parigi, la Madonna appare a Caterina Labouré (1806-1876) nella visione della «medaglia miracolosa», la principale delle quattro apparizioni avute dalla religiosa. Che così descrive proprio quella del 27 novembre:

«Stava in piedi… i piedi poggiavano sopra un globo, o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (in seguito Caterina dirà dl aver visto anche un serpente di colore verdastro e chiazzato di giallo, sotto i piedi della Vergine, N.d.R.). In quel momento… ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro piuttosto ovale, sul quale si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi».

Questi simboli della medaglia hanno un significato ben preciso: la lettera M è l’’iniziale del nome Maria, la lettera I è l’iniziale del nome Iesus (Gesù). ti cuore circondato da spine è di Gesù; l’altro, trapassato da una spada, è di Maria.

La Madonna sì presenta dunque come l’Immacolata  di fatto anticipando il relativo dogma proclamato da Pio IX nel 1854 e “confermato” nel 1858 dalle apparizioni dell’Immacolata Concezione a Lourdes  che esorta gli uomini alla conversione, mettendoli in guardia dalle perverse trame sataniche. Una missione che viene ribadita fino alle odierne apparizioni di Medjugorje dove la Vergine si presenta come Regina della Pace ma altresì promette il trionfo del Suo Cuore Immacolato:

«Cari figli , adesso come mai prima, satana desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò, cari figli, aiutate il mio Cuore Immacolato affinché trionfi in un mondo di peccato» (25 settembre 1991).

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Solleva la Medaglia Miracolosa dopo aver vinto l’Oro

Posté par atempodiblog le 27 juillet 2021

Solleva la Medaglia Miracolosa dopo aver vinto l’Oro
Fonte: ChurchPOP

Solleva la Medaglia Miracolosa dopo aver vinto l’Oro dans Articoli di Giornali e News Hidilyn-Diaz-medaglia-d-oro-e-Medaglia-Miracolosa

Solleva la Medaglia Miracolosa dopo aver vinto l’Oro! Congratulazioni a questa talentuosa campionessa olimpionica delle Filippine!

La campionessa olimpionica Hidilyn Diaz ha vinto la prima medaglia d’oro per le Filippine, il 26 luglio 2021, nella categoria di sollevamento pesi femminile da 55 kg (121 libbre) alle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Le Filippine gareggiano alle Olimpiadi negli ultimi 97 anni.

Solleva la Medaglia Miracolosa dopo aver vinto l’Oro
La 30enne ha battuto il record mondiale dopo aver sollevato un peso combinato di 493,8 libbre! “Non posso credere che il mio nome sia nel record olimpionico. Quindi sono davvero grata”, ha affermato la Diaz. “Dio è incredibile! Dio è incredibile!”.

Dopo aver vinto, la quattro volte campionessa olimpionica ha lodato Dio e ha sollevato la Medaglia Miracolosa che portava al collo. Inoltre ha puntato il dito verso l’alto dopo aver vinto, sottolineando la sua gratitudine sempre verso Dio.

Hidilyn-Diaz dans Rue du Bac - Medaglia Miracolosa

Prima della storica Vittoria
Diaz ha pubblicato una foto della sua Medaglia Miracolosa prima della sua storica vittoria. Il post tradotto della Diaz recita: “Grazie per la consegna, @davepan83. (…) Grazie a tutti per le vostre preghiere, non dobbiamo solo affrontare gli avversari in partita, c’è anche un virus. Quindi per favore pregate per la nostra sicurezza”. La campionessa in seguito ha ringraziato i suoi follower su Instagram e ha nuovamente sollevato la Medaglia Miracolosa.

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Un giro d’Italia mariano

Posté par atempodiblog le 13 novembre 2020

Un giro d’Italia mariano
di Giampaolo Mattei – L’Osservatore Romano

Un giro d’Italia mariano dans Apparizioni mariane e santuari Papa-e-Madonna-Rue-du-Bac

Un “giro d’Italia” mariano per ridare speranza, fiducia a un popolo alle prese con l’emergenza sanitaria e sociale. Per incoraggiare, Vangelo alla mano, chi vede l’orizzonte nero. Del resto, dicono con un sorriso i missionari vincenziani che hanno messo su questo progetto di evangelizzazione, «tanto più i tempi sono difficili tanto più ci si rivolge alla Mamma».

È proprio con questo spirito semplice, di popolo, che l’immagine della Madonna — espressione della spiritualità della Medaglia miracolosa di santa Caterina Labouré — girerà l’Italia in lungo e in largo, per un anno, e porterà ovunque anche la corona del rosario benedetta che Papa Francesco, personalmente, ha voluto mettere al collo della statua, incontrando — mercoledì mattina, 11 novembre, in Vaticano — i promotori del pellegrinaggio.

Sono le persone, le comunità, e non i luoghi le mete di questo pellegrinaggio a 190 anni dalle apparizioni mariane a Parigi, a Rue du Bac. «Si parte dai poveri» affermano i vincenziani. E uno slancio molto forte verrà sicuramente proprio dalla Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 15 novembre.

Insomma portando in spalla la statua della Madonna, «con tutto il vigore spirituale della Medaglia miracolosa», i missionari busseranno alle porte delle persone emarginate, degli ammalati, degli anziani soli, di coloro che vivono la sofferenza. E anche dei giovani. Perché, ricordano, «la pandemia sta rendendo ancora più gravi le emergenze sociali».

Maria-della-Medaglia-Miracolosa dans Articoli di Giornali e News

Il 27 novembre si celebrerà la festa della Beata Vergine della Medaglia miracolosa e il pellegrinaggio in Italia dell’immagine di Maria inizierà — nel rispetto delle norme anti-covid — martedì 1° dicembre per concludersi il 22 novembre 2021. Ecco il calendario: 1° dicembre – 1° gennaio 2021: Lazio, Marche, Umbria; 2 gennaio – 3 febbraio: Campania; 4 febbraio – 28 febbraio: Calabria; 1° marzo – 31 marzo: Sicilia; 1° aprile – 30 aprile: Puglia, Basilicata e Abruzzo; 1° maggio – 31 maggio: Toscana e Liguria; 1° giugno – 30 giugno: Piemonte e Lombardia; 12 settembre – 13 ottobre: Emilia Romagna e Triveneto; 19 ottobre – 22 novembre: Sardegna.

Un pellegrinaggio popolare per questo tempo difficile, dunque. Ma non è che nel 1830 — quando Maria apparve alla giovane religiosa vincenziana Caterina Labouré — le cose andassero poi tanto meglio. La Francia viveva un tempo complicato — spiegano i missionari — segnato da una seconda rivoluzione e da lotte fratricide. Ed ecco che Maria interviene in quella storia dicendo: “Sono con voi e se venite a me troverete consolazione”». Ecco perché, dicono, «vogliamo semplicemente testimoniare che Maria è vicina, è madre di coloro che oggi sono più in difficoltà: pensiamo alle donne e agli uomini che vivono nei tanti luoghi della sofferenza, negli ospedali soprattutto, ma anche nelle case di riposo per gli anziani e nelle strutture per i poveri».

In sostanza, l’obiettivo del pellegrinaggio è ricordare, con i fatti, che davvero «Maria non lascia mai solo nessuno». E tutto questo, ci tengono a far notare i promotori, «nella semplicità più totale» come suggerisce il Vangelo. A conferma che un pellegrinaggio è sempre un fatto di popolo.

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Rue du Bac nella sala Clementina

Posté par atempodiblog le 13 novembre 2020

Rue du Bac nella sala Clementina
di Giampaolo Mattei – L’Osservatore Romano

Rue du Bac nella sala Clementina dans Apparizioni mariane e santuari Santo-Padre

Alzandosi sulla punta dei piedi e protendendosi il più possibile in avanti con le braccia, Francesco ha voluto personalmente mettere la corona del rosario al collo della statua della Madonna — espressione della spiritualità della Medaglia miracolosa di santa Caterina Labouré — che per un anno sarà portata in tutta Italia, in pellegrinaggio, in particolare tra i poveri e gli ammalati, a 190 anni dalle apparizioni a Parigi, a Rue du Bac.

Mercoledì mattina, 11 novembre, alle 8.55, prima dell’udienza generale, Francesco ha accolto nella sala Clementina la piccola delegazione che sta per dare vita a questo vero e proprio “giro d’Italia mariano”. Il Papa ha compiuto il gesto di porre la corona sulla statua — significativo nella sua semplicità — dopo essersi raccolto in preghiera davanti all’immagine, averla accarezzata con la mano per poi tracciare su se stesso il segno della croce.

Rue-du-Bac dans Articoli di Giornali e News

A presentare a Francesco questa iniziativa del “pellegrinaggio di Maria” in Italia sono stati il superiore generale della congregazione della Missione, padre Tomaž Mavrič; padre Erminio Antonello, superiore provinciale vincenziano per l’Italia; e padre Valerio Di Trapani, che si occupa dell’organizzazione pratica dell’evento. Con loro c’era Amerigo Pompili, il falegname che ha realizzato la teca per poter trasportare l’immagine mariana (scolpita negli anni ’50, è stata restaurata per l’occasione). E con particolare familiarità, poi, il Papa ha salutato suor Stefania Monti e suor Antonietta Collacchi, rispettivamente superiora della comunità delle Suore vincenziane a Santa Marta e responsabile del Dispensario pediatrico in Vaticano.

Francesco ha firmato una pergamena che ricorda la sua benedizione dell’immagine per il pellegrinaggio e ha ricevuto in dono due bottiglie di vino sloveno per la celebrazione della messa. A ciascuno dei presenti il Papa ha dato una corona del rosario.

Papa-e-Madonna-della-Medaglia-Miracolosa dans Coronavirus

Il 27 novembre si celebra la festa della Beata Vergine della Medaglia miracolosa e il pellegrinaggio in Italia dell’immagine di Maria inizierà (nel rispetto delle norme anti covid) martedì 1° dicembre per concludersi il 22 novembre 2021.

Ecco il calendario:

1° dicembre – 1° gennaio 2021: Lazio, Marche, Umbria;
2 gennaio – 3 febbraio: Campania;
4 febbraio – 28 febbraio: Calabria;
1° marzo – 31 marzo: Sicilia;
1° aprile – 30 aprile: Puglia, Basilicata e Abruzzo;
1° maggio – 31 maggio: Toscana e Liguria;
1° giugno – 30 giugno: Piemonte e Lombardia;
12 settembre – 13 ottobre: Emilia Romagna e Triveneto;
19 ottobre – 22 novembre: Sardegna.

La statua sarà portata anzitutto nei luoghi d’accoglienza per i poveri, con lo slancio della Giornata mondiale che si celebra domenica prossima. Poi anche nelle parrocchie, con particolare attenzione ai giovani. E non mancherà la preghiera per le vittime del covid e per quanti sono alle prese con l’emergenza sanitaria e sociale.

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Maria stessa ha consegnato all’umanità la Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 26 octobre 2020

Maria stessa ha consegnato all’umanità la Medaglia Miracolosa

Maria stessa ha consegnato all'umanità la Medaglia Miracolosa dans Apparizioni mariane e santuari Apparizioni-della-Madonna-della-Medaglia-Miracolosa-in-Rue-du-Bac-a-Parigi

In diversi tempi la SS. Vergine Maria è venuta in aiuto dei propri figli ed ha offerto svariati modi per raggiungere più facilmente la salvezza e la liberazione degli altri dal giogo di Satana.

Adesso, nell’era dell’Immacolata Concezione, la SS. Vergine ha consegnato all’umanità la medaglia miracolosa, la quale, per mezzo di innumerevoli miracoli di guarigioni e soprattutto di conversioni, conferma la propria provenienza celeste.

Manifestandola, l’Immacolata stessa promise moltissime grazie a tutti coloro che l’avrebbero portata; e poiché la conversione e la santificazione sono grazie divine, la medaglia miracolosa è il mezzo migliore per raggiungere il nostro scopo.

Essa, perciò, costituisce l’arma migliore della Milizia.

San Massimiliano Maria Kolbe

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San Massimiliano Kolbe: “Ave Maria” è la sintesi della sua vita

Posté par atempodiblog le 14 août 2020

San Massimiliano Kolbe: “Ave Maria” è la sintesi della sua vita
Oggi la Chiesa ricorda San Massimiliano Kolbe, francescano polacco ucciso ad Auschwitz il 14 agosto del 1941. Ripercorriamo la sua vita alla luce del profondo legame con Maria alla vigilia della Solennità dell’Assunta
di Amedeo Lomonaco – Vatican News

San Massimiliano Kolbe: “Ave Maria” è la sintesi della sua vita dans Articoli di Giornali e News Kolbe

“Ave Maria”. Sono queste le ultime parole che San Massimiliano Kolbe, nato in Polonia nel 1894, pronuncia ad Auschwitz, il 14 agosto del 1941, prima di morire. L’ultimo tratto della sua vita è un calvario condiviso con altri prigionieri del campo di sterminio. Dopo la deportazione, è spogliato del saio francescano ed è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Riceve il numero di matricola 16670. Dopo la fuga di un prigioniero, dieci detenuti vengono destinati al cosiddetto bunker della fame nel Blocco 13 e sono condannati a morire di fame. Padre Kolbe offre la sua vita in cambio di un padre di famiglia,  Franciszek Gajowniczek, che molti anni dopo ricorda quel drammatico momento con queste parole: “Kolbe uscì dalle fila, rischiando di essere ucciso sull’istante, per chiedere al Lagerfhurer di sostituirmi. Non era immaginabile che la proposta fosse accettata, anzi molto più probabile che il prete fosse aggiunto ai dieci selezionati per morire insieme di fame e di sete. Invece no! Contro il regolamento, Kolbe mi salvò la vita”.

Ave Maria
È appena cominciato il mese di agosto del 1941. Padre Kolbe viene rinchiuso nel “bunker della fame”, ad Auschwitz, insieme con altri nove prigionieri. In questo tragico luogo, la disperazione diventa una preghiera comune. Passano i giorni e il “coro” di voci oranti, guidate dal sacerdote francescano, perde di vigore e diventa un flebile sussurro. Dopo due settimane di indicibili sofferenze, solo quattro prigionieri sono ancora vivi. Tra loro, c’è anche padre Kolbe. Le guardie del campo di sterminio decidono allora di accelerare la fine delle loro vite con una iniezione di acido fenico. È il 14 agosto del 1941. Padre Kolbe tende il braccio e le sue parole prima di morire sono l’ultimo sigillo di una vita messa nelle mani di dell’Immacolata. Il giorno dopo, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il suo corpo viene bruciato nel forno crematorio e le sue ceneri si mescolano con quelle di tanti altri condannati a morte. Viene proclamato Santo il 10 ottobre del 1982 padre Kolbe dal Pontefice polacco San Giovanni Paolo II. Nell’omelia, Papa Wojtyła ricorda che l’ispirazione di tutta la vita di padre Kolbe “fu l’Immacolata, alla quale affidava il suo amore per Cristo e il suo desiderio di martirio. Nel mistero dell’Immacolata Concezione si svelava davanti agli occhi della sua anima quel mondo meraviglioso e soprannaturale della Grazia di Dio offerta all’uomo”.  Come i suoi predecessori, Papa Francesco nel corso della visita ad Auschwitz, il 29 luglio 2016 durante il viaggio apostolico in Polonia , ha sostato in preghiera silenziosa presso la cella del martirio del Santo polacco.

Una vita nelle mani dell’Immacolata
È dunque Maria ad ispirare la vita di Padre Kolbe. Nel 1917 fonda la “Milizia di Maria Immacolata”. Lo scopo è quello di « rinnovare ogni cosa in Cristo attraverso l’Immacolata ». Nel 1922, da inizio alla pubblicazione della rivista “Il Cavaliere dell’Immacolata”, per alimentare lo spirito e la diffusione della Milizia. Cinque anni dopo, nei pressi di Varsavia, nasce Niepokalanów, la “Città dell’Immacolata”. Nel 1930,padre Kolbe parte per il Giappone, dove fonda “Mugenzai no Sono” o “Giardino dell’Immacolata”, nella periferia di Nagasaki. Qui si rifugeranno gli orfani di questa città, dopo l’esplosione della bomba atomica. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale la città di Niepokalanów viene trasformata in un luogo di accoglienza per feriti, ammalati e profughi. Dopo aver rifiutato di prendere la cittadinanza tedesca, padre Kolbe  il 17 febbraio 1941 viene rinchiuso nella prigione Pawiak a Varsavia. Pochi mesi dopo, viene deportato nel campo di sterminio di Auschwitz.

Padre Kolbe e la medaglia miracolosa
Padre Massimiliano Maria Kolbe nel 1918, dopo essere ordinato sacerdote, celebra la sua prima Messa a Roma a Sant’Andrea delle Fratte. È il luogo dove, il 20 gennaio del 1842, l’Immacolata Concezione della medaglia miracolosa appare all’ebreo Alfonso Ratisbonne. Il giovane ebreo, che portava la medaglia al collo per scherno, si converte istantaneamente. La medaglia miracolosa è stata coniata per volontà della Madonna espressa a Santa Caterina Labouré nell’apparizione del 27 novembre del 1830. Padre Alfonso Longobardi, vice parroco di Sant’Andrea delle Fratte, ricorda il legame tra padre Kolbe con la chiesa romana non lontana da piazza di Spagna e con la medaglia miracolosa.

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Il coronavirus, Santa Giacinta di Fatima e San Giovanni Bosco

Posté par atempodiblog le 22 février 2020

Il coronavirus, Santa Giacinta di Fatima e San Giovanni Bosco
La diffusione della infezione da coronavirus ci fa giustamente molto paura, ci mette angoscia. Tutta la nostra fiducia nelle nostre capacità tecniche e nella potenza della scienza viene velata dal dubbio. Eppure nel passato vi sono state pestilenze e santi. Cosa ci hanno insegnato?
Ecco un articolo di Donal Anthony Foley, pubblicato su The Wandererche ci parla di  Santa Giacinta di Fatima e San Giovanni Bosco nella traduzione di Sabino Paciolla

di Sabino Paciolla – Il blog di Sabino Paciolla

Tutta la nostra confidenza in Maria dans Citazioni, frasi e pensieri San-Giovanni-Bosco

Per una di queste curiose coincidenze, l’attuale minaccia del coronavirus cinese è venuta alla ribalta proprio mentre si celebra il centenario della morte di Santa Giacinta di Fatima, una morte che può essere attribuita alle complicazioni derivanti dalla pandemia di influenza spagnola che afflisse il mondo tra il gennaio 1918 e il dicembre 1920. Si pensa che questa malattia abbia contagiato fino a 500 milioni di persone in tutto il mondo e abbia causato tra i 50 e i 100 milioni di morti.

Santa Giacinta è stata l’esempio perfetto di come comportarsi di fronte alla morte in giovane età. La Madonna le aveva detto che avrebbe dovuto andare in due ospedali ma non sarebbe stata curata, piuttosto avrebbe sofferto di più per amore di Dio, per la conversione dei peccatori e per rimediare ai peccati contro il Cuore Immacolato di Maria.

Dopo aver sopportato un dolore costante e un’operazione per rimuovere due costole malate con il solo anestetico locale, Giacinta finalmente morì il 20 febbraio 1920. In questo, la giovane santa ci ha lasciato un esempio meraviglioso dell’importanza della conformità alla volontà di Dio, in quanto era disposta ad accettare la morte particolare che Egli voleva per lei, indipendentemente da quanto potesse essere solitaria e dolorosa.

L’insorgenza del coronavirus, invece, anche se forse pericolosa, non è necessariamente mortale, anche se ci sono stati migliaia di casi confermati durante l’attuale epidemia, e centinaia di persone sono di fatto morte. Coloro che lo contraggono soffrono di una grave infezione respiratoria e hanno sintomi che includono febbre e tosse secca.

La malattia si sta diffondendo rapidamente, ma al momento non è possibile dire se diventerà un fenomeno mondiale come l’influenza spagnola. Ma data l’interconnessione del mondo moderno, c’è sicuramente la possibilità che ciò accada.

Dobbiamo sperare e pregare sinceramente che non sia così, ma la possibilità fa sorgere la domanda: cosa possiamo fare se diventa più grave, non solo dal punto di vista pratico ma anche con mezzi spirituali?

Per quanto riguarda le questioni pratiche, è ovviamente ragionevole seguire i più recenti consigli medici, e prendere precauzioni prudenti per evitare l’esposizione al virus – laddove possibile.

Ma possiamo anche combattere le malattie minacciose in senso spirituale, come nel caso di San Giovanni Bosco nel XIX secolo.

Questo santo incredibile, il cui Oratorio e altre opere avevano sede a Torino, nel nord Italia, è stato il fondatore dei Salesiani, un ordine dedicato all’educazione dei giovani. Fu una delle figure spirituali più alte della sua epoca, un miracolato e un fidato confidente dei Papi Pio IX e Leone XIII. Era particolarmente noto per la sua profonda devozione alla Santa Vergine, sotto il titolo di “Maria Ausiliatrice”.

Prima dell’avvento della medicina moderna, il colera era una malattia particolarmente pericolosa e spesso mortale, e il santo aveva infatti profeticamente detto ai suoi ragazzi, nel maggio 1854, che Torino sarebbe stata colpita da un’epidemia; ma li confortava dicendo che se avessero fatto come diceva lui sarebbero stati al sicuro. Il consiglio che diede loro era semplice ma alla fine molto efficace: evitare il peccato, indossare una medaglia benedetta della Beata Vergine e ricorrere alla preghiera.

Proprio come aveva predetto, nel luglio 1854 in Italia scoppiò il colera. I sintomi e le conseguenze scoraggianti di questa malattia divennero presto evidenti, cioè vomito e dolori addominali, diarrea, crampi muscolari e, cosa più spaventosa di tutte, un tasso di mortalità molto elevato, fino al sessanta per cento.

Non appena Torino iniziò a essere colpita dalla malattia, Don Bosco adottò misure precauzionali, tra cui la pulizia di tutta la casa e la riduzione del numero di letti in ogni stanza. Ma andò oltre e, inginocchiato davanti all’altare, offrì la sua vita, se necessario, purché i suoi alunni potessero essere risparmiati da questo flagello.

Le autorità istituirono ospedali di fortuna, i lazzaretti, nel tentativo di far fronte alla malattia, ma trovarono molto difficile assumere personale, tale era la paura generale del colera.

La sera di sabato 5 agosto, festa della Madonna della Neve, parlò ai suoi alunni, sottolineando il potere della Madonna nel combattere la malattia, sia che fosse dovuta al contagio naturale, sia che si trattasse di una pestilenza mandata da Dio per punire il popolo per i suoi peccati. Parlò anche di come Lei fosse una sostenitrice immensamente potente, la Madre di Misericordia, che solo lei poteva aiutarli.

Soprattutto, disse ai suoi ragazzi che la migliore protezione era quella di fare una buona confessione e poi ricevere degnamente la Santa Comunione, e continuò dicendo che se si fossero messi in stato di grazia, e non avessero commesso peccato mortale, promise che nessuno di loro sarebbe stato colpito dalla malattia. Questa promessa ebbe un impatto enorme e il comportamento dei ragazzi divenne esemplare.

Devozione instancabile
Poi don Bosco e i suoi sacerdoti si impegnarono nella cura delle vittime della malattia in loco, e decise di chiedere ancora di più ai suoi alunni. Parlò loro in modo commovente dello stato di miseria a cui erano ridotte molte vittime del colera, e di come alcuni di loro erano morti perché non c’era nessuno che si occupasse di loro. Spiegò quanto fosse caritatevole impegnarsi in questo lavoro, anche a rischio personale, e finì chiedendo volontari tra loro perché aiutassero in quell’opera di misericordia. Il risultato fu che più di quaranta dei suoi ragazzi si offrirono volontari.

Furono rapidamente istruiti sui loro compiti e, mettendosi sotto la cura della divina Provvidenza, si misero al lavoro nelle condizioni più difficili che si potesse immaginare. Furono divisi in quattro gruppi e furono loro affidati quattro compiti: di aiutare nei lazzaretti; aiutare le vittime nelle loro case; cercare le persone che erano state abbandonate dai loro parenti, e un ultimo gruppo era di turno all’oratorio, aspettando giorno e notte per sapere dove sarebbe stato necessario il loro prossimo intervento.

Don Bosco era un grande esempio per tutti loro con la sua instancabile devozione ai malati e ai moribondi, ma i ragazzi dovevano comunque superare una grande ripugnanza nell’affrontare le vittime dell’epidemia, che spesso si contorcevano per il dolore e le terribili convulsioni, con schiuma alla bocca.

Questo andò avanti per oltre due mesi e lasciò i ragazzi completamente esausti, ma alla fine il peggio dell’epidemia di colera passò, e proprio come aveva promesso don Bosco, nessuno dei ragazzi prese la malattia.

La lezione che ci viene poi impartita dall’epidemia di colera a Torino nel 1854 è sicuramente che il miglior antidoto al coronavirus, o a qualsiasi altra simile minaccia per la salute, è quello di rimanere in uno stato di grazia, di pregare con fervore, e in particolare di avere una vera devozione alla Santa Vergine – espressa praticamente nell’indossare una medaglia benedetta a Lei dedicata, come la medaglia miracolosa.

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Supplica alla Madonna della Medaglia miracolosa

Posté par atempodiblog le 27 novembre 2019

Supplica alla Madonna della Medaglia miracolosa
Da recitarsi alle 17:00 del 27 Novembre, festa della Medaglia, e il 27 di ogni mese (ed anche in caso di necessità)

Supplica alla Madonna della Medaglia miracolosa dans Apparizioni mariane e santuari Madonna-apparizioni-di-Rue-du-Bac-in-Parigi

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unìsono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. – Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

Salve Regina e tre volte “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”.

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La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2019

La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia
di Padre  Livio Fanzaga – La firma di Maria

La medaglia miracolosa è uno straordinario trattato di mariologia dans Apparizioni mariane e santuari Madonna-Medaglia-Miracolosa

«La Madonna, quando appare, lo fa essenzialmente per risvegliare la fede degli uomini. Perciò la “medaglia miracolosa” – che pure io portò in tasca e al collo come contrassegno della mia appartenenza a Maria – non la interpreto innanzitutto come un’oggetto di protezione, bensì come uno strumento di catechesi. Per fare un paragone, secondo me equivale al quadro di Gesù misericordioso, ispirato dalle indicazioni di suor Faustina Kowalska, nel quale è compendiata l’opera della redenzione.

Come ha detto bene lo scrittore Jean Guitton, la “medaglia miracolosa” è uno straordinario trattato di mariologia: in questo piccolo ovale di latta sono mostrati tutti i grandi misteri di Maria. Perciò vorrei qui invitare i nostri lettori non soltanto a portare sempre con sé la “medaglia miracolosa”, ma anche a meditarla costantemente. […]».

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Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 27 novembre 2016

Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa

Santa Teresa di Calcutta e la Medaglia Miracolosa dans Cardinale Angelo Comastri Santa-madre-Teresa-e-la-Medaglia-miracolosa

Madre Teresa di Calcutta era una sostenitrice instancabile della medaglia miracolosa, ne portava sempre numerose con sé e ne distribuiva una quantità enorme. Prendeva una medaglia fra le mani, la baciava, si raccoglieva un attimo in preghiera e poi la regalava. La donava ai bambini con una caramella. Chi conosceva la Madre sapeva che aveva ricevuto un bene prezioso, perché quel gesto di predilezione faceva nascere come un legame indelebile con lei, che garantiva il suo ricordo e la sua intercessione alla Madonna nella preghiera.

Madre Teresa, di passaggio a Parigi, un giorno si recò a pregare proprio a Rue du Bac nella chiesa dove la Vergine apparve a Santa Catherine Labouré. Subito vi fu fermento fra le suore, perché venne riconosciuta e la superiora si affrettò ad andarle incontro per accoglierla degnamente. Non sapendo cosa offrirle di meglio, le chiese se poteva far preparare per lei un buon numero di medaglie perché le portasse con sé. E le chiese: «Quante ne desidera, Madre? 50, 100… o 300?». La Madre la guardò con quel sorriso fra il bonario e il birichino, poi chiese cordialmente: «Andrebbero bene… 30.000? Sì?».

Per diversi anni se le procurò dalle Figlie della Carità della Garbatella a Roma. In cambio, queste le chiesero un giorno di pregare perché Dio mandasse loro qualche vocazione, e quella stessa settimana arrivò una novizia. Madre Teresa donò una medaglietta anche a Mons. Comastri, che la incastrò nel suo anello da arcivescovo.

Anche il miracolo della beatificazione di Madre Teresa è legato alla medaglia miracolosa. Monica Besra, 35 anni, del Bengala Occidentale, soffriva di tumore al ventre, che le si era notevolmente gonfiato. Il 5 settembre 1998, nel primo anniversario della morte della Madre, una suora prese una medaglia miracolosa che era stata a contatto con il corpo di Madre Teresa, la legò intorno al ventre di Monica con uno spago e supplicò: «Madre, oggi è il giorno in cui sei andata in Cielo. Tu amavi i poveri, fa’ qualcosa per Monica, che deve curare i suoi cinque figli». Quella notte il tumore sparì.

Tratto da: SANTA TERESA DI CALCUTTA FB

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L’uomo più veloce del mondo è devoto alla Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 17 août 2016

L’uomo più veloce del mondo è devoto alla Medaglia Miracolosa
di Aleteia

L’uomo più veloce del mondo è devoto alla Medaglia Miracolosa dans Articoli di Giornali e News Usain_Bolt_e_Medaglia_Miracolosa

Usain Bolt è attualmente l’uomo più veloce al mondo: per le terze Olimpiadi consecutive (dopo Pechino 2008 e Londra 2012), il 14 di agosto ha ottenuto la medaglia d’oro nei 100 metri. Ma queste tre medaglie d’oro non sono le uniche che porta. L’atleta ne indossa un’altra sempre al collo, conosciuta come Medaglia Miracolosa, frutto delle apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré.

Usain_Bolt dans Rue du Bac - Medaglia Miracolosa

Bolt appartiene infatti a una famiglia cattolica, confessione minoritaria in Giamaica. Il suo secondo nome, Leo, gli è stato dato in ricordo in un Papa dei primi secoli del cristianesimo. L’atleta è tendenzialmente riservato, ma non nasconde la sua fede: anzi, fa spesso il segno della croce e sui social network ringrazia Dio per i suoi successi (ma anche per le sue sconfitte).

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La meravigliosa storia della “Medaglia Miracolosa”

Posté par atempodiblog le 20 novembre 2015

La meravigliosa storia della “Medaglia Miracolosa”
La storia di Parigi è strettamente connessa con quella della fede cattolica, nel bene come nel male. Proprio nei decenni successivi alla Rivoluzione anticristiana di cui la capitale francese fu protagonista assoluta, la Vergine Ss.ma venne a visitarla, lasciando a tutti gli uomini un segno concreto del suo amore per noi.
di Corrado Gnerre – Radici Cristiane

La meravigliosa storia della “Medaglia Miracolosa” dans Apparizioni mariane e santuari Rue-du-Bac

Nel Cristianesimo si dà grande importanza alla vita interiore, anzi possiamo dire che esso è l’unica religione della vita interiore. Si afferma, giustamente, che la conversione è adesione del cuore e che la dimensione della preghiera deve essere vissuta in “spirito e verità”. Eppure nel Cristianesimo si esprime con chiarezza anche l’importanza del “segno”. San Bernardo di Chiaravalle nell’epistola 11 così scrive:«[...] poiché siamo carnali, Dio fa che il nostro desiderio e il nostro amore comincino dalla carne».

Nel Cristianesimo tutto diviene avvenimento, tutto diviene fatto, tutto diviene fisicamente visibile, tutto deve divenire segno. L’Incarnazione è il segno per eccellenza. È l’amore che si fa fatto, che diviene avvenimento. È l’amore che non si contenta di rimanere sul piano verbale e intellettuale, ma che pretende farsi carne, passione, condivisione. È l’amore che diviene visibile. Il grande avvenimento della Medaglia miracolosa s’inserisce pienamente in questa prospettiva.

La prima apparizione
La storia della Medaglia Miracolosa risale al 1830, a Parigi, a Rue du Bac, nella Casa Madre delle Suore di san Vincenzo de’ Paoli e di santa Luisa de Marillac. Vi furono delle apparizioni della Madonna a suor Caterina Labouré, poi diventata santa. Ella tenne nascosto il segreto per ben 46 anni, cioè fino alla morte, rivelandolo soltanto al suo confessore.

Nel luglio e nel novembre del 1830 avvennero le due principali apparizioni della Vergine Santissima nella Cappella del Noviziato. La prima delle due accadde di notte. Avvertita dall’Angelo Custode, santa Caterina si recò nella Cappella e andò ad inginocchiarsi ai piedi della Madonna che stava seduta al lato destro dell’altare. La Santa poté addirittura poggiare le sue mani sulle ginocchia della Madonna e contemplare il suo volto. Ella raccontò: «In quel momento provai la gioia più dolce della mia vita». Il colloquio durò più di due ore.

La Medaglia Miracolosa
Nella seconda apparizione santa Caterina ricevette dalla Vergine la missione di far coniare la celebre Medaglia che sarà poi definita “miracolosa”. La Madonna stessa le indicò il modello facendoglielo vedere. Leggiamo il racconto di santa Caterina.
Il 27 novembre 1830, che capitava il sabato antecedente alla prima domenica di Avvento, alle cinque e trenta di sera, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, “alla vergine”, cioè accollata e con maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco sino ai piedi. Aveva i capelli spartiti e una specie di cuffia con un merletto di circa tre centimetri di larghezza, leggermente appoggiato ai capelli. Il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano sopra un globo; o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà[più tardi la Santa confesserà di aver visto sotto i piedi della Vergine anche un serpente color verdastro chiazzato di giallo]. Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò risplendente, mentre presentava il globo a Nostro Signore.

Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri: questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse gettavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi [...]. Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me e intesi una voce che mi disse queste parole: “Questo globo che vedete rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia ed ogni singola persona [...]”. E la Vergine Santissima aggiunse: “Sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me lo domandano”, facendomi comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele cercano e quale gioia Ella prova nel concederle. In quel momento, io ero e non ero… Non so… io godevo.

Ed ecco formarsi intorno alla SS.ma Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale in alto, a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Allora si fece sentire una voce che mi disse: “Fate, fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera M (iniziale del nome Maria) sormontata da una croce senza crocifisso che aveva come base la lettera I (iniziale del nome Iesus, Gesù). Più sotto poi vi erano due cuori, uno circondato di spine (quello di Gesù), l’altro trapassato da una spada (quello di Maria). Dodici stelle infine circondavano il tutto. Poi tutto disparve, come qualcosa che si spegne, ed io sono rimasta ripiena non so di che, di buoni sentimenti, di gioia, di consolazione»…

Per santa Caterina le difficoltà furono tante. Ma due anni dopo, il 30 giugno 1832, venivano coniati i primi 1500 esemplari. La Santa diffuse la Medaglia tra gli operai, gli ammalati, i soldati, i poveri… per oltre 40 anni, fino alla sua morte che avvenne il 31 dicembre 1876. Fra i miracoli operati dalla Medaglia Miracolosa, vi fu la conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, cui la Madonna apparve a Roma, nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, il 20 gennaio del 1842. Il corpo di santa Caterina riposa sotto l’altare, nella Cappella delle apparizioni, ai piedi della sua Regina Immacolata. Nella ricognizione, le sue mani che avevano toccato la Madonna e i suoi occhi che l’avevano contemplata apparvero conservati straordinariamente bene.

I significati
Concludendo, possiamo dire che per questo avvenimento sono da evidenziare due significati importanti. Il primo è specificamente mariologico e riguarda la Vergine come colei a cui il Signore della storia ha affidato la storia stessa e la salvezza di ognuno. Nel cosiddetto Protovangelo Dio chiaramente dice che dopo il peccato originale gli uomini si sarebbero divisi in due stirpi: quella del demonio e quella della Donna che avrebbe schiacciato la testa del serpente. Nel messaggio visivo della Medaglia miracolosa è chiaro questo invito a porsi sotto il manto dell’Immacolata.

Il secondo significato è più di carattere simbolico ma ugualmente importante. In un tempo in cui si diffondeva sempre più l’individualismo e un concetto di libertà intesa in senso assoluto, la Vergine viene a richiamare l’uomo alla dipendenza, addirittura offrendo un umile oggettino come vincolo; per giunta da portare preferibilmente al collo a mo’ di giogo per significare visibilmente la dipendenza.

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