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Il Papa: dolce Cristo in Terra

Posté par atempodiblog le 25 octobre 2007

papa.jpg 
La Chiesa è d’origine divina perché il Suo fondatore è Cristo ed essa subisce attacchi da satana, volti ad eliminarLa, perché tra Essa e Gesù c’è una continuità.  Quest’ultimo ha detto che essa non verrà mai distrutta ma non che è esente da battaglie o tentazioni. In Essa Gesù vive con il Suo Spirito Santo, con la Sua parola, con i Sacramenti e in particolare l’Eucarestia; in questo modo Le da una dimensione divina e ha detto: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”.
La Chiesa è costruita su una roccia e questa roccia è Pietro. Infatti, Gesù dice: “Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le porte dell’Inferno non prevarranno contro di Essa”.

Gesù ha dato un dono speciale a Pietro che consiste nel non venir mai meno nella Fede. Grazie a questo dono la Chiesa è indistruttibile. Questa professione di Fede (che è il cuore stesso del Cristianesimo) fu espressa da Pietro dicendo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” ed è il segno grazie al quale Gesù riconosce l’elezione del Padre riguardo all’apostolo. E’ scelto per la Fede che gli era stata donata e la motivazione è la corrispondenza di Pietro all’illuminazione del Padre. Prima della scelta Gesù si era ritirato in preghiera per consultarsi con il Padre Suo. Infatti, proclamando la beatitudine dell’apostolo afferma: “Beato te Simone figlio di Giona perché ne la carne ne il sangue te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei Cieli”.
Gesù ha dato a Pietro il potere che Dio ha dato a Lui, quando ha detto: “A te do le Chiavi del Regno dei Cieli e tutto ciò che legherai sulla Terra sarà legato anche in Cielo e tutto ciò che scioglierai sulla Terra sarà sciolto anche in Cielo”. Pietro e i suoi successori sono diventati la pietra su cui è costruita
la Chiesa. Il dogma dell’infallibilità dei Sommi Pontefici sta a significare che lo Spirito Santo li assisterà sempre nel loro ministero d’insegnare e di guidare. Anche i Papi possono commettere peccati e si confessano ma sulle questioni di Fede e della morale hanno una particolare assistenza dello Spirito Santo, per cui non possono insegnare cose sbagliate (e questa infallibilità l’ha avuta anche il Concilio Ecumenico con a capo il Papa).

Pietro diventò Papa quando Gesù Risorto disse: “Pietro mi ami tu?” e poi, il triplice incarico pastorale: “Pasci i mie agnelli”, “Pasci le mie pecorelle”, “Pasci i miei agnelli”. Per non fare naufragio nella Fede bisogna seguire il Papa.

La Fede di Pietro nella divinità del Cristo ha un valore unico perché in quel momento Gesù ha raccolto intorno a se quelle che sarebbero state le colonne della Chiesa.

La Fede della Chiesa, fino alla fine dei secoli, non potrà che essere quella di Pietro che riconosce in Gesù Cristo il Figlio di Dio. Il Cristianesimo è questa Fede.
Questa pietra resiste a tutti gli attacchi satanici ed è la pietra che sorregge la Chiesa. Quindi il Papa, che rappresenta Gesù, ha potere diretto e immediato su tutta la Chiesa e quando parla di cose di Fede è come se avesse parlato Gesù Cristo; i vescovi, nella loro diocesi, svolgono il servizio insieme al Papa e sotto il Papa. Gesù solo a Lui ha dato la garanzia che non perderà mai la Fede.
All’età di sei anni, Caterina da Siena (di ritorno a casa al tramontar del sole) rimase estasiata di fronte ad una visione e quando il fratellino Stefano le chiese cosa avesse visto, si sentì rispondere: “Ho visto Gesù vestito da Papa” (Gesù le era apparso vestito da Papa e da lì capì che la sua missione era di far tornare il Papa a Roma). A seguito di questa visione, Santa Caterina chiamò il Papa “il dolce Cristo in Terra”.

Luca riporta al capitolo ventiduesimo queste parole di Gesù: “Simone, Simone ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua Fede e tu una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli”. Questo vale per Pietro e per i suoi successori. Matteo scrisse che Gesù disse: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed esse non cadde perché era fondata sopra la roccia”.

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La Piccola Lourdes di Pianura (Na)

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2007

La Piccola Lourdes di Pianura (Na) dans Apparizioni mariane e santuari scansione0005

Nel lontano 1981 (anno di inizio delle apparizioni della Madonna a Kibeho ed a Medjugorje), davanti alla grotta di Massabielle, è stata elevata una richiesta al Cielo da don Peppino Scotto.

Il desiderio, ispirato al cuore del sacerdote, voleva che anche a Pianura (Na) si realizzasse in piccolo quello che avveniva a Lourdes. La richiesta è stata accolta per intercessione della Madonna.

Piccola-Lourdes1 dans Don Giustino Maria Russolillo

Nel 1982 sono così cominciati i lavori di edificazione di una Cappella che riproduceva la Grotta delle apparizioni.

Bernardette

Il suolo, che si trova a ridosso della collina dei Camaldoli, fu donato da due coniugi del luogo e, con il consenso del Padre Generale dei Vocazionisti di quel periodo, è iniziata la realizzazione dapprima del piazzale, poi della Grotta della Sacrestia e del piccolo campanile.

Nel cemento della Grotta di Pianura sono state inserite alcune pietre raccolte nei pressi della Grotta di Massabielle, ove apparve la Santa Vergine alla piccola Bernadette Soubirous.

Madonna

Vi è una bellissima statua della Beatissima Vergine realizzata dai fratelli Bramante, scultori di Pietrasanta Ligure, in marmo di Carrara, alta 2 metri e di 8 quintali di peso. Essa è arrivata a Pianura il 17/12/1982 ed è stata sistemata qualche giorno dopo sulla roccia.

Piccola-Lourdes-Pianura

Oltre alla grotta dove si celebra la funzione eucaristica, è sorta – successivamente – la Chiesa intitolata alla ‘Beata Vergine Maria della Perpetua Visitazione’ per ricordare il Venerabile Giustino Maria Russolillo che ogni mese ci fa pregare la Madonna con questo titolo. La Chiesa si è resa necessaria per officiare la Santa Messa al riparo dalle intemperie, dato che si celebrava il sacramento dell’Eucarestia anche sotto la pioggia.  Essa è stata benedetta e aperta al pubblico il 16 dicembre 1991 da S. E. Salvatore Sorrentino, l’allora vescovo di Pozzuoli.

Affreschi-Piccola-Lourdes

All’interno della Chiesa, larga 12 m e lunga 32m, vi sono degli affreschi realizzati dal pittore Aurelio Fabbricatore e delle vetrate istoriate dai fratelli Manila di Montesanto.

Via-Crucis

Alcuni tra i primi alunni del Vocazionario hanno riferito che il Venerabile Don Giustino Maria Russolillo, fondatore dell’Ordine dei Vocazionisti,  nel 1932 tornando da Lourdes, previde un santuario mariano e una Via Crucis in questo luogo.

Il 31/05/2001, con la solenne partecipazione di S. E. Mons. Silvio Padoin vescovo di Pozzuoli, questo luogo viene elevato a Santuario Mariano.

A tutti i devoti di Maria, il Sacerdote Giuseppe Scotto S.D.V. rinnova l’invito di non mancare all’appuntamento con Lei ogni 11 del mese. Da aprile a settembre alle ore 18, da ottobre a marzo alle ore 16. Ogni undici del mese, quindi, si rinnova l’appuntamento con la Mamma del Cielo.

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Il Papa: dolce Cristo in Terra

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2007

papa.jpg
La Chiesa è d’origine divina perché il Suo fondatore è Cristo ed essa subisce attacchi da satana, volti ad eliminarLa, perché tra Essa e Gesù c’è una continuità. Quest’ultimo ha detto che essa non verrà mai distrutta ma non che è esente da battaglie o tentazioni. In Essa Gesù vive con il Suo Spirito Santo, con la Sua parola, con i Sacramenti e in particolare l’Eucarestia; in questo modo Le da una dimensione divina e ha detto: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”.
La Chiesa è costruita su una roccia e questa roccia è Pietro. Infatti, Gesù dice: “Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le porte dell’Inferno non prevarranno contro di Essa”.

Gesù ha dato un dono speciale a Pietro che consiste nel non venir mai meno nella Fede. Grazie a questo dono la Chiesa è indistruttibile. Questa professione di Fede (che è il cuore stesso del Cristianesimo) fu espressa da Pietro dicendo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” ed è il segno grazie al quale Gesù riconosce l’elezione del Padre riguardo all’apostolo. E’ scelto per la Fede che gli era stata donata e la motivazione è la corrispondenza di Pietro all’illuminazione del Padre. Prima della scelta Gesù si era ritirato in preghiera per consultarsi con il Padre Suo. Infatti, proclamando la beatitudine dell’apostolo afferma: “Beato te Simone figlio di Giona perché ne la carne ne il sangue te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei Cieli”.
Gesù ha dato a Pietro il potere che Dio ha dato a Lui, quando ha detto: “A te do le Chiavi del Regno dei Cieli e tutto ciò che legherai sulla Terra sarà legato anche in Cielo e tutto ciò che scioglierai sulla Terra sarà sciolto anche in Cielo”. Pietro e i suoi successori sono diventati la pietra su cui è costruita
la Chiesa. Il dogma dell’infallibilità dei Sommi Pontefici sta a significare che lo Spirito Santo li assisterà sempre nel loro ministero d’insegnare e di guidare. Anche i Papi possono commettere peccati e si confessano ma sulle questioni di Fede e della morale hanno una particolare assistenza dello Spirito Santo, per cui non possono insegnare cose sbagliate (e questa infallibilità l’ha avuta anche il Concilio Ecumenico con a capo il Papa).

Pietro diventò Papa quando Gesù Risorto disse: “Pietro mi ami tu?” e poi, il triplice incarico pastorale: “Pasci i mie agnelli”, “Pasci le mie pecorelle”, “Pasci i miei agnelli”. Per non fare naufragio nella Fede bisogna seguire il Papa.

La Fede di Pietro nella divinità del Cristo ha un valore unico perché in quel momento Gesù ha raccolto intorno a se quelle che sarebbero state le colonne della Chiesa.

La Fede della Chiesa, fino alla fine dei secoli, non potrà che essere quella di Pietro che riconosce in Gesù Cristo il Figlio di Dio. Il Cristianesimo è questa Fede.
Questa pietra resiste a tutti gli attacchi satanici ed è la pietra che sorregge la Chiesa. Quindi il Papa, che rappresenta Gesù, ha potere diretto e immediato su tutta la Chiesa e quando parla di cose di Fede è come se avesse parlato Gesù Cristo; i vescovi, nella loro diocesi, svolgono il servizio insieme al Papa e sotto il Papa. Gesù solo a Lui ha dato la garanzia che non perderà mai la Fede.
All’età di sei anni, Caterina da Siena (di ritorno a casa al tramontar del sole) rimase estasiata di fronte ad una visione e quando il fratellino Stefano le chiese cosa avesse visto, si sentì rispondere: “Ho visto Gesù vestito da Papa” (Gesù le era apparso vestito da Papa e da lì capì che la sua missione era di far tornare il Papa a Roma). A seguito di questa visione, Santa Caterina chiamò il Papa “il dolce Cristo in Terra”.

Luca riporta al capitolo ventiduesimo queste parole di Gesù: “Simone, Simone ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua Fede e tu una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli”. Questo vale per Pietro e per i suoi successori. Matteo scrisse che Gesù disse: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed esse non cadde perché era fondata sopra la roccia”.

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La più bella descrizione della Madonna

Posté par atempodiblog le 24 septembre 2007

 

Descrizione della Madonna fatta da Melania Calvat

madonna.bmp

La Vergine Santissima era molto alta e ben proporzionata. Sembrava essere tanto leggera che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa, imponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa, mentre la Sua maestà, che imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei. Il Suo sguardo era dolce e penetrante, i Suoi occhi sembrava che parlassero con i miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso questa attraente bellezza che mi liquefaceva. La dolcezza del Suo sguardo, l’aria di bontà incomprensibile facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi. Era un’espressione d’amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell’alfabeto. L’abito della Vergine SS. era bianco e argentato, molto splendente. Non aveva nulla di materiale, era fatto di Luce e di Gloria variato e scintillante. Sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare. La Vergine SS. era tutta bella e tutta fatta d’amore. Guardandola, io languivo per fondermi in Lei. Dai Suoi ornamenti, come dalla Sua Persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza fulgente, celeste, fresca, nuova come una vergine. Sembrava che la parola amore sfuggisse dalle Sue labbra argentee e pure. Aveva l’apparenza di una mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia. La corona di rose che portava sulla testa era così bella, così brillante da non potersene fare un’idea. Le rose, di diversi colori, non erano di questa terra. Era un insieme di fiori che circondava il capo della Vergine SS. proprio in forma di corona; ma le rose cambiavano e si ricambiavano. Poi, dal centro di ogni rosa, usciva una luce così bella che rapiva, e faceva sì che la loro bellezza risplendesse. Dalla corona di rose uscivano come dei rami d’oro e tanti piccoli fiori misti a brillanti. Il tutto formava un diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno. La Vergine portava una preziosissima Croce sospesa al collo. Questa croce sembrava d’oro; dico d’oro per non dire un pezzo d’oro. A volte ho visto degli oggetti dorati con alcune sfumature, ciò che faceva ai miei occhi un effetto più di un semplice pezzo d’oro. Su questa bella Croce piena di luce, vi era il Cristo Nostro Signore con le braccia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, vi erano da una parte un martello e dall’altra una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale ma riluceva con grande splendore, e la luce che usciva da tutto il Suo corpo sembrava come dardi lucentissimi che mi infiammavano il cuore per il desiderio di perdermi in Lui. A volte il Cristo sembrava morto, aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, quasi cadesse se non fosse stato trattenuto dai chiodi che lo fissavano sulla Croce. Io ne avevo una viva compassione. Avrei voluto comunicare al mondo intero il Suo amore sconosciuto e infondere nelle anime dei mortali, il più sentito amore e la più viva riconoscenza verso un Dio che non aveva assolutamente bisogno di noi, per essere quello che è, ciò che era e ciò che sempre sarà. E tuttavia, oh amore incomprensibile per l’uomo, si è fatto uomo, ha voluto morire, si morire per poter meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria il pazzo amore che ha per noi. Oh! Come mi sento infelice nel constatare la mia povertà di espressione nel riferire l’amore del Nostro buon Salvatore ha per noi. Ma d’altra parte come siamo felice di poter sentire meglio ciò che non possiamo esprimere. Altre volte il Cristo sembrava vivo. Aveva la testa dritta, gli occhi aperti e sembrava sulla Croce di Sua volontà. A volte anche pareva che parlasse, sembrava mostrasse che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al Suo amore, che ha sempre un nuovo amore per noi. Che il Suo amore dell’inizio, dell’anno 33, è sempre quello di oggi e lo sarà sempre. Mentre mi parlava la Vergine SS. piangeva ininterrottamente. Le sue lacrime cadevano l’una dopo l’altra lentamente, fin sopra le ginocchia, poi, come scintille di luce, sparivano. Erano splendide e piene d’amore, avrei voluto consolarla e non farla piangere ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le Sue lacrime per meglio manifestare il Suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le Sue braccia e dirle « Mia buona Madre non piangete, io voglio amarvi per tutti gli uomini della Terra », ma mi sembrava che mi rispondesse « Ve ne sono molti che non mi conoscono ». Ero fra la morte e la vita vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di essere amata e dall’altro tanta freddezza e indifferenza. Oh! Madre mia tutta bella e tanto amabile, amore mio, cuore del mio cuore. Le lacrime della nostra tenera Madre, lungi dal diminuire la Sua Maestà di Regina e Sovrana, sembravano invece renderla più bella, più potente, più piena d’amore, più materna, più attraente. Avrei mangiato le Sue lacrime che facevano sobbalzare il mio cuore di compassione e di amore. Veder piangere una madre, ed una tale Madre, senza adoperare tutti i mezzi possibili per consolarla, per cambiare i Suoi dolori in gioia, si può comprendere? Oh! Madre, più che buona, Voi siete stata formata di tutte le prerogative di cui Dio è capace. Voi avete, in un certo senso, esaurito la potenza di Dio. Voi siete buona ed ancora buona della bontà di Dio stesso. Dio formandovi, come Suo capolavoro celeste e terrestre, Si è reso ancora più grande. La Vergine SS. Aveva un grembiule giallo, ma che dico giallo? Aveva il grembiule più luminoso di più soli messi insieme. Non era una stoffa materiale ma un composto di Gloria, e questa Gloria era risplendente di una bellezza che rapiva. Tutto nella Vergine Santissima mi portava ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti i dettagli della Sua vita mortale. La Vergine SS. Aveva due catene, una un po’ più larga dell’altra. A quella più stretta era sospesa la Croce di cui ho parlato sopra. Queste catene, non posso chiamarle diversamente, erano come raggi di Gloria, di un gran chiarore che variava e scintillava. Le scarpe, poiché così bisogna chiamarle, erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante e attorno vi erano delle rose. Queste rose erano di una bellezza abbagliante e dal centro di ognuna usciva come una fiamma di luce bellissima e gradevolissima. Sulle scarpe vi era un fermaglio d’oro, ma non oro di questo mondo bensì del Paradiso. La visione della Vergine SS. era di per se un intero Paradiso. Lei aveva con se tutto quanto poteva dare soddisfazione poiché si dimenticava questa Terra. La Madonna era circondata da due luci. La prima a Lei più vicina arrivava fino a noi e brillava con vivissimo splendore. La seconda luce si spandeva un po’ più attorno alla bella Signora e noi ci trovavamo immersi in essa ed era immobile, cioè non brillava e molto più luminosa del nostro sole terrestre. Tutte queste luci non facevano male agli occhi e non affaticavano la vista. Oltre queste luci e tutto questo splendore, vi erano altri fasci di luce o altri raggi di sole come se nascessero dal corpo della Vergine, dai suoi abiti, dappertutto. La voce della bella Signora era dolce, incantava, rapiva e faceva bene al cuore, saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava come se volessi sapere e saziarmi della Sua bella voce e il mio cuore pareva ballare o volerLe andare incontro per struggersi in Lei. Gli occhi della SS. Vergine, nostra tenera Madre, non possono essere descritti da lingua umana. Per parlarne occorrerebbe un serafino, più ancora, occorrerebbe la lingua stessa di Dio, di quel Dio che formò la Vergine Immacolata capolavoro della Sua Onnipotenza. Gli occhi della augusta Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti, delle pietre preziose più ricercate, brillavano come due soli, erano dolci come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei Suoi occhi si vedeva il Paradiso, attiravano a Lei, sembrava che Ella volesse donarsi e attirare. Più la guardavo, più desideravo guardarla, e più la guardavo più l’amavo e l’amavo con tutte le mie forze. Gli occhi della bella Immacolata erano come la porta di Dio, laddove si vedeva tutto quanto poteva inebriare l’anima. Quando i miei occhi si incontravano con quelli della Madre di Dio e mia sentivo dentro di me una gioiosa rivoluzione d’amore ed una protesta d’amarla e di struggermi d’amore. Guardandoci i nostri occhi a loro modo si parlavano e l’amavo talmente che avrei voluto abbracciarLa proprio nell’intimo stesso di quegli occhi che mi intenerivano l’anima e sembravano attrarla e farla fondere con la Sua. I Suoi occhi comunicavano un dolce tremito a tutto il mio essere e temevo di fare il più piccolo movimento per paura che Le potesse essere minimamente sgradevole. La sola vista dei Suoi occhi sarebbe bastata per costituire il Cielo di un beato, sarebbe bastata per far entrare un’anima nella pienezza della Volontà dell’Altissimo per tutti gli avvenimenti che capitano nel corso della vita mortale. Sarebbe bastata per far fare a quest’anima degli atti di lode, di ringraziamento, di riparazione, di espiazione. Questa visione da sola concentra l’anima in Dio e la rende come una morta vivente che guarda tutte le cose della terra, anche quelle che sembrano più serie, come se fossero semplici giochi di bambini. L’anima vorrebbe soltanto sentir parlare di Dio e di tutto ciò che riguarda la Sua gloria. Il peccato è il solo male che lei vede sulla terra, se Dio non la sostenesse ne morirebbe di dolore. Amen.

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La più bella descrizione della Madonna

Posté par atempodiblog le 28 août 2007

 Descrizione della Madonna fatta da Melania Calvat

madonna.bmp 

La Vergine Santissima era molto alta e ben proporzionata. Sembrava essere tanto leggera che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa, imponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa, mentre la Sua maestà, che imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei. Il Suo sguardo era dolce e penetrante, i Suoi occhi sembrava che parlassero con i miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso questa attraente bellezza che mi liquefaceva. La dolcezza del Suo sguardo, l’aria di bontà incomprensibile facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi. Era un’espressione d’amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell’alfabeto. L’abito della Vergine SS. era bianco e argentato, molto splendente. Non aveva nulla di materiale, era fatto di Luce e di Gloria variato e scintillante. Sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare. La Vergine SS. era tutta bella e tutta fatta d’amore. Guardandola, io languivo per fondermi in Lei. Dai Suoi ornamenti, come dalla Sua Persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza fulgente, celeste, fresca, nuova come una vergine. Sembrava che la parola amore sfuggisse dalle Sue labbra argentee e pure. Aveva l’apparenza di una mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia. La corona di rose che portava sulla testa era così bella, così brillante da non potersene fare un’idea. Le rose, di diversi colori, non erano di questa terra. Era un insieme di fiori che circondava il capo della Vergine SS. proprio in forma di corona; ma le rose cambiavano e si ricambiavano. Poi, dal centro di ogni rosa, usciva una luce così bella che rapiva, e faceva sì che la loro bellezza risplendesse. Dalla corona di rose uscivano come dei rami d’oro e tanti piccoli fiori misti a brillanti. Il tutto formava un diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno. La Vergine portava una preziosissima Croce sospesa al collo. Questa croce sembrava d’oro; dico d’oro per non dire un pezzo d’oro. A volte ho visto degli oggetti dorati con alcune sfumature, ciò che faceva ai miei occhi un effetto più di un semplice pezzo d’oro. Su questa bella Croce piena di luce, vi era il Cristo Nostro Signore con le braccia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, vi erano da una parte un martello e dall’altra una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale ma riluceva con grande splendore, e la luce che usciva da tutto il Suo corpo sembrava come dardi lucentissimi che mi infiammavano il cuore per il desiderio di perdermi in Lui. A volte il Cristo sembrava morto, aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, quasi cadesse se non fosse stato trattenuto dai chiodi che lo fissavano sulla Croce. Io ne avevo una viva compassione. Avrei voluto comunicare al mondo intero il Suo amore sconosciuto e infondere nelle anime dei mortali, il più sentito amore e la più viva riconoscenza verso un Dio che non aveva assolutamente bisogno di noi, per essere quello che è, ciò che era e ciò che sempre sarà. E tuttavia, oh amore incomprensibile per l’uomo, si è fatto uomo, ha voluto morire, si morire per poter meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria il pazzo amore che ha per noi. Oh! Come mi sento infelice nel constatare la mia povertà di espressione nel riferire l’amore del Nostro buon Salvatore ha per noi. Ma d’altra parte come siamo felice di poter sentire meglio ciò che non possiamo esprimere. Altre volte il Cristo sembrava vivo. Aveva la testa dritta, gli occhi aperti e sembrava sulla Croce di Sua volontà. A volte anche pareva che parlasse, sembrava mostrasse che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al Suo amore, che ha sempre un nuovo amore per noi. Che il Suo amore dell’inizio, dell’anno 33, è sempre quello di oggi e lo sarà sempre. Mentre mi parlava la Vergine SS. piangeva ininterrottamente. Le sue lacrime cadevano l’una dopo l’altra lentamente, fin sopra le ginocchia, poi, come scintille di luce, sparivano. Erano splendide e piene d’amore, avrei voluto consolarla e non farla piangere ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le Sue lacrime per meglio manifestare il Suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le Sue braccia e dirle « Mia buona Madre non piangete, io voglio amarvi per tutti gli uomini della Terra », ma mi sembrava che mi rispondesse « Ve ne sono molti che non mi conoscono ». Ero fra la morte e la vita vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di essere amata e dall’altro tanta freddezza e indifferenza. Oh! Madre mia tutta bella e tanto amabile, amore mio, cuore del mio cuore. Le lacrime della nostra tenera Madre, lungi dal diminuire la Sua Maestà di Regina e Sovrana, sembravano invece renderla più bella, più potente, più piena d’amore, più materna, più attraente. Avrei mangiato le Sue lacrime che facevano sobbalzare il mio cuore di compassione e di amore. Veder piangere una madre, ed una tale Madre, senza adoperare tutti i mezzi possibili per consolarla, per cambiare i Suoi dolori in gioia, si può comprendere? Oh! Madre, più che buona, Voi siete stata formata di tutte le prerogative di cui Dio è capace. Voi avete, in un certo senso, esaurito la potenza di Dio. Voi siete buona ed ancora buona della bontà di Dio stesso. Dio formandovi, come Suo capolavoro celeste e terrestre, Si è reso ancora più grande. La Vergine SS. Aveva un grembiule giallo, ma che dico giallo? Aveva il grembiule più luminoso di più soli messi insieme. Non era una stoffa materiale ma un composto di Gloria, e questa Gloria era risplendente di una bellezza che rapiva. Tutto nella Vergine Santissima mi portava ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti i dettagli della Sua vita mortale. La Vergine SS. Aveva due catene, una un po’ più larga dell’altra. A quella più stretta era sospesa la Croce di cui ho parlato sopra. Queste catene, non posso chiamarle diversamente, erano come raggi di Gloria, di un gran chiarore che variava e scintillava. Le scarpe, poiché così bisogna chiamarle, erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante e attorno vi erano delle rose. Queste rose erano di una bellezza abbagliante e dal centro di ognuna usciva come una fiamma di luce bellissima e gradevolissima. Sulle scarpe vi era un fermaglio d’oro, ma non oro di questo mondo bensì del Paradiso. La visione della Vergine SS. era di per se un intero Paradiso. Lei aveva con se tutto quanto poteva dare soddisfazione poiché si dimenticava questa Terra. La Madonna era circondata da due luci. La prima a Lei più vicina arrivava fino a noi e brillava con vivissimo splendore. La seconda luce si spandeva un po’ più attorno alla bella Signora e noi ci trovavamo immersi in essa ed era immobile, cioè non brillava e molto più luminosa del nostro sole terrestre. Tutte queste luci non facevano male agli occhi e non affaticavano la vista. Oltre queste luci e tutto questo splendore, vi erano altri fasci di luce o altri raggi di sole come se nascessero dal corpo della Vergine, dai suoi abiti, dappertutto. La voce della bella Signora era dolce, incantava, rapiva e faceva bene al cuore, saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava come se volessi sapere e saziarmi della Sua bella voce e il mio cuore pareva ballare o volerLe andare incontro per struggersi in Lei. Gli occhi della SS. Vergine, nostra tenera Madre, non possono essere descritti da lingua umana. Per parlarne occorrerebbe un serafino, più ancora, occorrerebbe la lingua stessa di Dio, di quel Dio che formò la Vergine Immacolata capolavoro della Sua Onnipotenza. Gli occhi della augusta Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti, delle pietre preziose più ricercate, brillavano come due soli, erano dolci come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei Suoi occhi si vedeva il Paradiso, attiravano a Lei, sembrava che Ella volesse donarsi e attirare. Più la guardavo, più desideravo guardarla, e più la guardavo più l’amavo e l’amavo con tutte le mie forze. Gli occhi della bella Immacolata erano come la porta di Dio, laddove si vedeva tutto quanto poteva inebriare l’anima. Quando i miei occhi si incontravano con quelli della Madre di Dio e mia sentivo dentro di me una gioiosa rivoluzione d’amore ed una protesta d’amarla e di struggermi d’amore. Guardandoci i nostri occhi a loro modo si parlavano e l’amavo talmente che avrei voluto abbracciarLa proprio nell’intimo stesso di quegli occhi che mi intenerivano l’anima e sembravano attrarla e farla fondere con la Sua. I Suoi occhi comunicavano un dolce tremito a tutto il mio essere e temevo di fare il più piccolo movimento per paura che Le potesse essere minimamente sgradevole. La sola vista dei Suoi occhi sarebbe bastata per costituire il Cielo di un beato, sarebbe bastata per far entrare un’anima nella pienezza della Volontà dell’Altissimo per tutti gli avvenimenti che capitano nel corso della vita mortale. Sarebbe bastata per far fare a quest’anima degli atti di lode, di ringraziamento, di riparazione, di espiazione. Questa visione da sola concentra l’anima in Dio e la rende come una morta vivente che guarda tutte le cose della terra, anche quelle che sembrano più serie, come se fossero semplici giochi di bambini. L’anima vorrebbe soltanto sentir parlare di Dio e di tutto ciò che riguarda la Sua gloria. Il peccato è il solo male che lei vede sulla terra, se Dio non la sostenesse ne morirebbe di dolore. Amen.

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