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Sant’Antonio Maria Claret e i “Quindici minuti con Gesù”

Posté par atempodiblog le 24 octobre 2021

Sant’Antonio Maria Claret e i “Quindici minuti con Gesù”
Scrittore fecondo e molto devoto dell’Eucaristia, Antonio Maria Claret vedeva in Cristo un Amico, seppur divino. Nel suo dialogo “mistico” intitolato Quindici minuti con Gesù, emerge, in 11 domande, la grande confidenza del santo con il Signore e la fiducia nella Sua onnipotenza.
di Antonio Tarallo – La nuova Bussola Quotidiana

Sant’Antonio Maria Claret e i “Quindici minuti con Gesù” dans Fede, morale e teologia Sant-Antonio-Maria-Claret

“Spirito grande, sorto come per appianare i contrasti: poté essere umile di nascita e glorioso agli occhi del mondo; piccolo nella persona però di anima gigante; modesto nell’apparenza, ma capacissimo d’imporre rispetto anche ai grandi della terra; forte di carattere però con la soave dolcezza di chi sa dell’austerità e della penitenza; sempre alla presenza di Dio, anche in mezzo ad una prodigiosa attività esteriore; calunniato e ammirato, festeggiato e perseguitato. E tra tante meraviglie, quale luce soave che tutto illumina, la sua devozione alla Madre di Dio”. Sono parole di Pio XII al momento della canonizzazione, nel maggio 1950, di Antonio Maria Claret.

Come si comprende dalle parole di Pio XII, Antonio Maria Claret è un personaggio difficile da descrivere perché ha toccato, nella sua ricca vita sacerdotale, una molteplicità di aspetti che ne fanno un monumento della storia della Chiesa. Scrittore fecondo, mistico, devotissimo dell’Eucaristia e apostolo del Cuore di Maria.

Nell’Eucarestia sant’Antonio Maria Claret trova una culla dei suoi pensieri, delle sue preghiere, del suo sentimento verso i poveri e i sofferenti. La preghiera, mirabile strumento di dialogo continuo con Dio. Preghiera e scrittura, vivacità di pensiero e di azione. In lui si fondono i due elementi in un equilibrio del tutto particolare. L’azione è per lui delineata, soprattutto, in una parola: carità. Una carità del tutto paolina. Basterebbe ricordare il suo stemma episcopale che reca la frase “L’amore del Cristo ci spinge”, tratta dalla Seconda Lettera ai Corinti. Questa è la sintesi estrema della sua spiritualità profondamente apostolica. Lo scriverà bene nella sua Autobiografia: “Lo dico e lo ripeto: la virtù di cui ha maggiormente bisogno il missionario è l’amore. Il missionario deve amare Dio, Gesù Cristo, la Madonna e i fratelli. Mancando di amore, egli vanifica tutte le sue qualità; ma se l’amore informa la sua vita, il missionario ha tutto”. Dunque, al Cristo povero, mansueto e umile di cuore, saranno rivolti i suoi pensieri.

Chi vedeva in Cristo, sant’Antonio Maria Claret? Chi era, per lui, il Figlio dell’Uomo? Alla domanda si potrebbe rispondere con un solo termine, profondo, che reca in sé una diversità di sentimenti di non poco conto: Cristo è, per il santo, un Amico. Con la “A” maiuscola, s’intende. Con Lui parla, con Lui prega, con Lui si interroga e Lo interroga sulla sua missione apostolica. È bello questo rapporto perché rende Cristo – seppur Re dei re, seppur di natura divina, come direbbe sempre il suo amato Paolo di Tarso – profondamente umano. E, allora, leggere la sua preghiera-dialogo dal titolo Quindici minuti con Cristo non ci scandalizza per la sua confidenzialità con il Re Gesù.

Il tono che usa il santo per scrivere questo dialogo “mistico” (così potrebbe essere definito) ci dà l’indice dell’intero testo. Già l’incipit ci dice tutto: “Non è necessario, figlio mio, sapere molto per farmi piacere. Basta che tu abbia fede e che ami con fervore. Se vuoi farmi piacere ancora di più, confida in me di più, se vuoi farmi piacere immensamente, confida in me immensamente. Allora parlami come parleresti con il più intimo dei tuoi amici, come parleresti con tua madre o tuo fratello”. Ciò che Gesù chiede è semplice: amarlo. E avere fede in Lui. Come è possibile notare, il tema dell’Amore ritorna in questo scritto così profondo, ma di una semplicità assoluta, disarmante. Ricambiare Cristo con l’Amore per ciò che ci dona – che poi non può che non essere Amore – è fondamentale per instaurare un rapporto dialogico con Lui. Questo ci insegna sant’Antonio Maria Claret.

Il testo è suddiviso in undici domande che Cristo pone al fedele in preghiera. È un fedele che non appartiene solo al tempo di ieri, ma anche a quello di oggi. Ma non solo. Il tempo non è definito, perché potrebbe essere benissimo il fedele di domani. Cristo è padrone del tempo, quindi, qualsiasi persona può ritrovarsi in quelle domande che Gesù pone in grande semplicità. Sono domande che stanno ad indicare la sua attenzione per ogni nostra necessità o richiesta. È possibile suddividere questo libretto in undici paragrafi, corrispondenti alle undici domande che Gesù pone: “Vuoi farmi la supplica in favore di qualcuno? E per te hai bisogno di qualche cosa? Per te hai bisogno di qualche grazia? E per oggi che ti occorre? Hai adesso fra le mani qualche progetto? Cosa posso fare per i tuoi amici? E per i tuoi genitori? C’è qualche familiare che ha bisogno di qualche favore? E per me? Sei forse triste o di malumore? Vuoi raccontarmi di qualche gioia?”.

Sono domande di un amico sincero che ascolta chi gli si pone davanti con cuore altrettanto sincero. Il dialogo – in cui le risposte sono silenti nel nostro animo – è schietto e anche molto pragmatico, se vogliamo. Cristo ci pone domande ben specifiche. E aspetta da noi una risposta precisa. Ma soprattutto ci chiede di parlare a Lui, come se il dialogo fosse tra il più intimo dei nostri amici, con nostra madre o con nostro fratello. E dopo aver parlato con Lui, allora è possibile “ritornare alle proprie occupazioni”. Il congedo di Cristo che sant’Antonio Maria Claret descrive è sublime: “Ma non dimenticare questi quindici minuti di gradevole conversazione che abbiamo avuto qui nella solitudine del santuario. Conserva più che puoi il silenzio, la modestia e la carità con il prossimo. Ama mia Madre, che è anche Madre tua. Ricorda che essere buon devoto della Vergine Maria è segno di sicura salvezza”.

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Adorazione del Santissimo per bambini? Esperienze sorprendenti

Posté par atempodiblog le 11 juillet 2017

Adorazione del Santissimo per bambini? Esperienze sorprendenti
Se Dio è un “mistero”, lo è anche l’incontro che un bimbo di 7 anni può avere con Lui in cappella
Tratto da:  Aleteia
[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Adorazione del Santissimo per bambini? Esperienze sorprendenti dans Articoli di Giornali e News Adorazione-eucaristica

L’adorazione eucaristica sta tornando ad essere un aspetto centrale della vita cristiana. Dopo decenni in cui era stata messa da parte in molti luoghi, sono moltissime le parrocchie che hanno recuperato l’esposizione pubblica del Santissimo.

Questa diffusione dell’adorazione, che secondo molte testimonianze dà tanti frutti, raggiunge anche i bambini, e viene introdotta sempre più nelle celebrazioni con i piccoli, anche se in modo adattato alla loro età.

Bambini adoratori?
Molti si possono chiedere se serva a qualcosa che bambini di sei o sette anni siano “adoratori” e preghino o restino davanti a Cristo Eucaristia quando non hanno ancora una coscienza formata su cosa sia. La risposta la dà Famille Chretienne in un reportage centrato proprio sull’adorazione e i bambini.

In Francia, in alcuni luoghi l’esperienza con i bambini si svolge da più di 15 anni, e i frutti sono favolosi, sostengono gli organizzatori, al punto che si sta estendendo in altre zone. Se Dio è un “mistero”, lo è anche l’incontro che un piccolo di 7 anni può avere con Lui in cappella.

Per chi ha l’messo in pratica e ne sta vedendo ora i frutti, il culto porta i bambini molto piccoli in modo naturale all’intimità con Cristo, e li fa familiarizzare direttamente con il cuore di Dio.

Connessione diretta tra i bambini e il Signore: “Hanno il wi-fi”
Uno dei gruppi di bambini adoratori è quello della città francese di Rouen, dove una delle madri parla ai piccoli dai sei agli otto anni di Gesù prima di entrare in cappella per stare con Lui. Lì tutti si inginocchiano in silenzio, e in modo naturale posano gli occhi su “Gesù nascosto”.

“Venti minuti sono troppi?”, hanno chiesto a Jules, di otto anni, che ha risposto con un grande sorriso: “Oh, no!”.

Una delle domande che pongono più spesso i sacerdoti e i laici che accompagnano questi bambini è come siano capaci di stare in preghiera quando molti adulti non riescono a stare in silenzio davanti al Santissimo per più di due minuti. “C’è una connessione diretta tra il cuore dei bambini e il Signore. Hanno un wi-fi”, afferma Cécile, madre di un bambino adoratore a Parigi.

In base alla sua esperienza, i bambini di questa età hanno il cuore molto più aperto e vi accolgono Gesù.

Un tempo adatto all’età dei bambini
Evidentemente, per arrivare a questo punto serve pazienza perché non smettono di essere bambini ed è poco realista immaginare trenta bambini che pregano in silenzio per un’ora. Il tempo si adatta all’età, e i più piccoli possono rimanerci quindici o venti minuti, anche se a volte non c’è un silenzio totale. Ad ogni modo, questo atteggiamento di adorazione entra in loro.

Florence Schlienger, responsabile di uno di questi gruppi a Versailles, riconosce che sia lui che ogni adulto che si imbarca in questa avventura particolare seminano senza sapere cosa raccoglieranno, e ricorda il caso di un bambino che dava le spalle all’altare per tutto il tempo e che tuttavia il mese dopo parlava continuamente a sua madre dell’amore di Dio.

“È un’educazione alla vita interiore in cui non vediamo immediatamente i frutti, si vedono dopo”, dicono anche le mamme. “Prima si impara a pregare, più rapidamente diventa una cosa naturale”. Anche padre Thibaud Labesse, cappellano di uno di questi gruppi di bambini, insiste su quest’ultimo aspetto. Le mamme colgono questo fatto soprattutto nel comportamenti che i bambini hanno poi a Messa, perché captano il “mistero” della presenza di Cristo nel tabernacolo.

La sorella Beata aiuta le Missionarie dell’Eucaristia in questo apostolato e riferisce in cosa consistono queste sessioni. Leggono con loro il Vangelo, lo spiegano e poi realizzano disegni da colorare su questi insegnamenti. Poi arriva il momento in cui in gruppi per età si organizzano turni di adorazione in cui si cantano anche delle canzoni e si offrono intenzioni di preghiera.

I piccoli di 4 anni adorano il Santissimo dieci minuti e quelli di otto arrivano già a 25, con intervalli più lunghi di silenzio.

Fucina di vocazioni
Gli organizzatori sottolineano anche che la presenza del sacerdote è importante, e che questi prega con loro. “Nell’adorazione, il bambino entra in intimità con Cristo, in un riflesso dell’amore con il Signore che è un brodo di coltura per le vocazioni”, dice Florence Schlienger, che segue questa missione da 15 anni e ha già visto molti bambini diventare adulti adoratori.

“L’introduzione della presenza di Dio nella vita personale è quello che li porterà alla Chiesa, più che un corso di Teologia”, ha osservato.

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Quindici minuti con Gesù

Posté par atempodiblog le 22 janvier 2011

Quindici minuti con Gesù
di Sant’Antoine Marie Claret

Quindici minuti con Gesù 15-minuti-con-Ges-Sant-Antonio-Maria-Claret

VOCE DI GESÙ:
Non è necessario, figlio mio, sapere molto per farmi piacere. Basta che tu abbia fede e che ami con fervore. Se vuoi farmi piacere ancora di più, confida in me di più, se vuoi farmi piacere immensamente, confida in me immensamente. Allora parlami come parleresti con il più intimo dei tuoi amici, come parleresti con tua madre o tuo fratello.

VUOI FARMI UNA SUPPLICA IN FAVORE DI QUALCUNO?
Dimmi il suo nome, sia quello dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli o amici, o di qualche persona a te raccomandata… Dimmi subito cosa vuoi che faccia adesso per loro. L’ho promesso: “chiedete e vi sarà dato. Chi chiede ottiene” Chiedi molto, molto. Non esitare nel chiedere. Ma chiedi con fede perché io ho dato la mia parola: “Se aveste fede quanto un granellino di senape potreste dire al monte: levati e gettati nel mare ed esso ascolterebbe. Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. Mi piacciono i cuori generosi che in certi momenti sono capaci di dimenticare se stessi per pensare alle necessità degli altri. Così fece mia Madre a Cana in favore degli sposi quando nella festa dello sposalizio è venuto a mancare il vino. Mi chiese un miracolo e l’ottenne. Così fece anche quella donna cananea che mi chiese di liberare la figlia dal demonio, ed ottenne questa grazia specialissima. Parlami dunque, con la semplicità dei poveri, di chi vuoi consolare, dei malati che vedi soffrire, dei traviati che vorresti tornassero sulla retta via, degli amici che si sono allontanati e che vorresti vedere ancora accanto a te, dei matrimoni disuniti per i quali vorresti la pace. Ricorda Marta e Maria quando mi supplicarono per il fratello Lazzaro ed ottennero la sua risurrezione. Ricorda Santa Monica che, dopo avermi pregato durante trent’anni per la conversione del figlio, grande peccatore, ottenne la sua conversione e diventò il grande Sant’Agostino. Non dimenticare Tobia e sua moglie che con le loro preghiere ottennero fosse loro inviato l‘Arcangelo Raffaele per difendere il figlio in viaggio, liberandolo dai pericoli e dal demonio, per poi farlo ritornare ricco e felice affianco dei suoi familiari. Dimmi anche una sola parola per molte persone, ma che sia una parola d’amico, una parola del cuore e fervente. Ricordami che ho promesso: “Tutto è possibile per chi crede. Il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo concederà”.

E PER TE HAI BISOGNO DI QUALCHE GRAZIA?
Se vuoi farmi una lista delle tue necessità e vieni a leggerle in mia presenza; ricorda il caso del mio servo Salomone, mi chiese la saggezza e gli fu concessa in abbondanza. Non dimenticare Giuditta che implorò grande coraggio e l’ottenne. Tieni presente Giacobbe che mi chiese prosperità (promettendomi di dare in opere buone la decima parte di quanto avesse avuto) e gli fu concesso molto, generosamente, tutto quello che desiderava e ancor di più. Sara mi pregò ed io allontanai il demonio che la tormentava. Magdalena pregò con fede e la liberai dalle brutte abitudini. Zaccheo con la preghiera si liberò dal dannoso attaccamento al denaro e si trasformò in uomo generoso. E tu. . . cosa vuoi che ti conceda? Dimmi sinceramente se sei orgoglioso, se ami la sensualità e la pigrizia, Che sei egoista, incostante. Che trascuri i tuoi doveri. Che giudichi severamente il tuo prossimo, dimenticando la mia proibizione: “non giudicate per non essere giudicati; non con dannate e non sarete condannati”. Dimmi se parli senza carità degli altri. Che ti preoccupi di più di quello che pensano gli altri di te che di quello che “pensa Dio”. Che ti lasci dominare dalla tristezza e dal malumore. Che rifiuti la tua vita, la tua povertà, i tuoi mali, il tuo lavoro, il modo come ti trattano, dimenticando quello che dice il Libro Santo: “Dio dispone tutte le cose per il bene di quelli che lo amano”. Dimmi se hai l’abitudine di dire bugie, che non domini il tuo sguardo ne la tua immaginazione, che preghi poco senza fervore, che le tue confessioni sono fatte senza dolore e senza l’intenzione di evitare poi le occasioni di peccato, e per questo cadi sempre nelle stesse mancanze. Che la messa la segui male e le comunioni le fai senza preparazione e con poche azioni di grazia. Che sei pigro ed hai paura dell’apostolato. Che qualche volta passi alcuni giorni senza leggere neanche una pagina della Bibbia… Ed io ti ricorderò i miei insegnamenti che porteranno una trasformazione totale nella tua vita. Ti dirò ancora: “Dio umilia gli orgogliosi ma gli umili colma di grazie…”. “Se trascuri i piccoli doveri trascurerai anche quelli grandi. Di ogni parola dannosa che uscirà dalla vostra bocca dovrete renderne conto il giorno del giudizio. Beati quelli che ascoltano la parola del Signore e la mettono in pratica”. Non ti vergognare, povera anima! Ci sono in cielo molti giusti e tanti santi di prim’ordine che hanno avuto gli stessi tuoi difetti. Ma pregarono con umiltà e poco a poco si sono liberati di essi. Perché “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” e perché “Dio non rifiuta mai un cuore umiliato e pentito. Il miglior dono per Dio è un cuore pentito”. E non esitare neanche nel chiedermi beni spirituali e materiali, Salute, memoria, simpatia, successo nel lavoro, negli studi e negli affari. Andare d’accordo con tutte le persone. Nuove idee per i tuoi affari, amicizie che ti siano utili, buon carattere, pazienza, allegria, generosità, amore per Dio, odio al peccato… Tutto questo posso darti e ti dà, e desidero che tu mi chieda, sempre e quando favorisca ed aiuti la tua santità e non si opponga ad essa. Ma in tutto devi sempre ripetere la mia preghiera nell’orto: il Padre, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi Tu’ Perché molte volte quel che chiede una persona non conviene per la sua salvezza, ed allora nostro Padre gli concede altri doni che gli faranno maggior bene.

E PER OGGI?
Che ti occorre? Cosa posso fare per il tuo bene? Se tu sapessi il desiderio che ho di favorirti. Ho dato da mangiare a cinquemila persone con solo cinque pani, perché ho visto che ne avevano bisogno. Ho calmato la tempesta quando gli apostoli mi svegliarono. Ho risuscitato la figlia di Giairo quando suo padre mi chiese di farlo. Anche tu dovrai ripetere col profeta: “Chi si è rivolto al Signore e non è stato ascoltato?”.

HAI ADESSO FRA LE MANI QUALCHE PROGETTO?
Raccontami nei dettagli. Cosa ti preoccupa? Cosa pensi di fare? Cosa vuoi? Come posso aiutarti? Magari ricordi sempre la frase del salmista: “Quel che ci porta al successo non sono i nostri affanni. Quel che ci porta al successo è la benedizione di Dio. Raccomandati a Dio nelle tue preoccupazioni e vedrai realizzarsi i tuoi buoni desideri” Gli israeliti desideravano occupare a terra pro messa. Mi supplicarono e lo concessi; David voleva vincere Golia, Mi pregò e l’ottenne; i miei apostoli volevano che aumentassi la loro fede, Mi chiesero questo favore e lo concessi con enorme generosità. E tu… cosa vuoi che ti conceda?

COSA POSSO FARE PER I TUOI AMICI?
Cosa posso fare per i tuoi superiori, per le persone che vivono nella tua casa, nel tuo quartiere, che trovi nel tuo cammino, per le persone delle quali dovrai rendere conto il giorno del giudizio? Geremia pregò per la città di Gerusalemme e Dio la colmò di benedizioni, Daniele pregava per i suoi connazionali ed ottenne che diminuissero molte loro pene. E tu, cosa mi chiedi per i tuoi vicini di casa, per il tuo quartiere, per la tua regione, per la tua patria.

E PER I TUOI GENITORI?
Se sono già morti ricorda che “è una opera santa e buona pregare Dio per i morti, perché riposino dalle loro pene”. E se sono ancora viventi, cosa vuoi per loro? Più pazienza nelle loro pene, nei loro problemi di salute? Un carattere piacevole? Comprensione in famiglia? Le preghiere di un figlio non possono essere respinte da chi, a Nazareth, per trent’anni è stato esempio di amore filiale.

C’È QUALCHE FAMILIARE CHE HA BISOGNO DI QUALCHE FAVORE?
Prega per lui o per lei e io farò della tua famiglia un tempio d’amore e conforto, e verserò a mani piene sui tuoi familiari le grazie e gli aiuti necessari per essere felici nel tempo e nell’eternità.

E PER ME?
Non desideri da me grazia e amicizia? Non vorresti fare del bene al tuo prossimo, ai tuoi amici, a chi ami forse molto, ma che vivono lontani dalla religione o non la praticano nel modo giusto? Sono padrone dei cuori che, rispettando la loro libertà, porto dolcemente verso la santità e l’amore di Dio. Ma ho bisogno di persone che preghino per loro. Nel Vangelo ho lasciato questa promessa: “Il Padre vostro celeste darà lo spirito santo a coloro che glielo chiedono” Chiedimi per i tuoi familiari quel buon spirito, che si ricordino dell’eternità che li aspetta, di prepararsi un buon tesoro in cielo facendo in questa vita moltissime opere buone e pregando ininterrottamente, lavorando per la salvezza della tua famiglia e degli altri non dimenticare mai la stupenda promessa del profeta: “coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”.

SEI FORSE TRISTE O DI MALUMORE?
Raccontami. Raccontami, anima sconsolata, le tue tristezze in ogni dettaglio. Chi ti ha ferito? Chi ha ferito il tuo amor proprio? Chi ti ha disprezzato? Dimmi se ti va male nel tuo lavoro e io ti dirò le cause del tuo insuccesso. Non vorresti che mi occupassi di qualcosa per te? Avvicinati al mio cuore che ha un balsamo efficace per tutte le ferite del tuo. Raccontami tutto e in breve mi dirai che, come Me, tutto perdoni e tutto dimentichi, perché “le pene di questa vita non sono comparabili con l’immensa gioia che ci attende quale premio nell’eternità”. Senti l’indifferenza di persone che prima ti hanno voluto bene ma che ora ti dimenticano e si allontanano da te senza motivo? Prega per loro, Il mio amico Giobbe pregò per quelli che con lui sono stati ingrati, e la bontà divina li perdonò, e li fece tornare alla sua amicizia.

VUOI RACCONTARMI QUALCHE GIOIA?
Perché non mi fai partecipe di essa, come buon amico? Raccontami quello che da ieri o dalla tua ultima visita a Me ha consolato e ha fatto sorridere il tuo cuore. Forse hai avuto gradevoli sorprese. Magari sono sparite certe angosce o paure per il futuro. Hai superato qualche ostacolo, oppure, sei uscito da qualche difficoltà impellente? Tutto questo è opera mia, lo ti ho procurato tutto questo. Quanto mi rallegrano i cuori grati che, come il lebbroso guarito, tornano per ringraziare, ma molto mi rattristano gli ingrati che, come i nove lebbrosi del Vangelo, non tornano per ringraziare per i benefici ricevuti. Ricorda che “chi ringrazia per un beneficio ottiene che gli si concedano degli altri”. Dimmi sempre un “grazie” con tutto il cuore.

E POI… NON HAI QUALCHE PROMESSA DA FARMI?
Già lo sai che leggo nel fondo del tuo cuore. Gli umani si ingannano facilmente. Dio no. Parlami allora con sincerità. Hai il fermo proposito di non esporti più a quella occasione di peccato? Di privarti di quel giornale, rivista, film, programma televisivo che danneggia la tua anima? Di non leggere quel libro che ha eccitato la tua immaginazione? Di non trattare quella persona che ha turbato la pace della tua anima? Di stare in silenzio quando senti che arriva la collera? Perché “gli imprudenti dicono quello che sentono dentro di se quando sono di malumore, ma i prudenti rimangono sempre in silenzio quando sono di malumore, e sanno dissimulare le offese ricevute”. Vuoi fare il buon proposito di non parlare male di nessuno, anche quando credi che quel che dici è verità? Di non lamentarti perché è dura la vita? Di offrirmi le tue sofferenze in silenzio invece di andare in giro rinnegando le tue pene? Di lasciare ogni giorno un piccolo spazio per leggere qualche cosa che ti sia di profitto, specialmente la Bibbia? Così diranno anche dite: “ascolta la parola di Dio e la mette in pratica, sarà come una casa costruita sulla roccia, non crollerà “. Sarai ancora amabile con le persone che ti hanno trattato male?Avrai da ora in poi un volto allegro ed un sorriso amabile? Anche con quelli che non hanno molta simpatia per te? Ricorda le mie parole: “Se saluti solo quelli che ti amano, che merito ne hai? Anche i cattivi fanno così. Perdona e sarai perdonato. Un volto amabile rallegra i cuori degli altri”.

E ADESSO RITORNA ALLE TUE OCCUPAZIONI…
Ma non dimenticare questi quindici minuti di gradevole conversazione che abbiamo avuto qui nella solitudine del santuario. Conserva più che puoi il silenzio, la modestia e la carità con il prossimo. Ama mia Madre, che è anche Madre tua. Ricorda che essere buon devoto della Vergine Maria è segno di sicura salvezza.

Divisore

CONSOLARE GESÙ
Il fine di tutto il cammino della vita spirituale è giungere all’intimità profonda con Gesù e condividere con lui le gioie e i dolori che Egli prova. Gesù ha bisogno di consolatori, ma ne trova pochi. Consolare Gesù è il modo più raffinato di amarlo. Alla fine di tutto che cosa conta veramente? Non sono le grandi opere che posso fare, gli atti di eroismo che posso realizzare per tanti poveri bisognosi, ma consolare Gesù. È Lui il centro di tutta la vita della Chiesa. Quando amo Gesù e lo consolo, sono già in tutte le parti del mondo, sono già al letto dei morenti, nelle carceri, nei lebbrosari, a consolare i moribondi, ad alleviare le sofferenze del Purgatorio. Perché se è vero che dove c’è uno che soffre là c’è Gesù, è anche altrettanto vero che consolare Gesù è già sconfiggere la tristezza del mondo, Vocazione questa molto difficile da capire e da vivere: occorre aver raggiunto un alto grado di santità.

GESÙ AD ALEXANDRINA MARIA DA COSTA
Non hai compassione di Me? Sono nei tabernacoli tutto solo. Tanto schernito, abbandonato e tanto offeso. Và a consolarmi ed a riparare: ripara tanto abbandono. Visitare i carcerati e consolarli è opera buona. lo sono carcerato per Amore. lo sono il carcerato dei carcerati.

PREGHIERA
Dolce Madre di Gesù, Tu sei LA PRIMA ADORATRICE di Lui e della Santissima Trinità, Tu sei la MADRE DELL’ADORAZIONE, la Madre di tutte le anime adoratrici, la Madre mia… Sotto la Tua protezione metto la mia vita. Con immensa riconoscenza Ti ringrazio perché mì aprì gli occhi per contemplare Colui che si immola sul Santo Altare e mi apre la via dell’Adorazione Eucaristica. Mi conduci sempre al cospetto del Tuo Figlio nel Tabernacolo. Custodisci l’anima mia e santifica la mia vocazione adoratrice, per la Gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

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Nostra Signora de La Salette

Posté par atempodiblog le 19 septembre 2010

Notre-Dame delle altezze
da « Pellegrino a quattro ruote » di P. Livio Fanzaga

Nostra Signora de La Salette dans Apparizioni mariane e santuari La-Salette

La Salette: tra cielo e terra

Non saprei dire con esattezza quante volte sono stato a La Salette, essendo la località facilmente raggiungibile dal Nord Italia. Mi ricordo però molto bene la prima volta, quando decisi il pellegrinaggio a metà degli anni novanta, nel momento in cui in Italia ferveva la campagna per un referendum sull’apertura dei negozi alla domenica. Le parole della Santa Vergine (“Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo si vuole concedere. E’ questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio”) mi erano rimaste impresse nel cuore e mi avevano fatto comprendere come fosse importante anche per la società civile il rispetto della domenica, il giorno del Signore, per ottenere la benedizione di Dio e la sua protezione.

In quell’occasione mi era capitata un’esperienza singolare che ho interpretato come un segno del Cielo, a causa del quale questo santuario mi è sempre stato particolarmente caro. Appena arrivato in cima al pianoro, sono sceso lungo il valloncello dove sgorga l’acqua della sorgente e, dopo essermi lavato le mani e aver bevuto dell’acqua, mi sono recato in chiesa che, nonostante numerosi pellegrini che si trovavano nei pressi del santuario, in quel momento era completamente vuota. Approfittando della circostanza ho raggiunto l’altare, quindi ho girato intorno ad esso, verso destra, per leggere un versetto della Sacra Scrittura che era già aperta sul leggio. Mi cadde sotto gli occhi un versetto del Salmo 25 al versetto 6 che, con mia grande meraviglia, suonava così: “Lavo nell’innocenza le mie mani e giro attorno al tuo altare, Signore, per far risuonare voci di lode e per narrare tutte le tue meraviglie”.  Ho compreso subito che non poteva trattarsi di un caso (come sarebbe stato possibile?) e ho subito pensato che, nonostante i soliti sondaggi manipolati, il referendum sulla liberalizzazione del lavoro domenicale non sarebbe passato. E così fu.  Ritornato a Radio Maria, ho coniato per l’occasione un “spot” da mandare in onda più volte al giorno, che suonava così: “Cari amici, piuttosto che entrare in un negozio alla domenica, sparatevi!”. Non so se in Cielo abbiano gradito, ma qui in terra ci siamo divertiti assai.

Quando giungi al termine della scalata, sull’accogliente radura detta Les Baisses, dove sorge il santuario, ti si presenta davanti uno spettacolo grandioso che gli occhi non si saziano di contemplare. E’ proprio vero che la Madonna non sceglie mai a caso i luoghi dove ella vuole incontrare gli uomini. Le montagne si elevano maestose, il silenzio è solenne, la solitudine del luogo è popolata di mistero. Non c’è posto più adatto per dimenticare le cose effimere della terra e riflettere sull’eternità che ci chiama. Qui la Madonna ha convocato noi peccatori perché potessimo udire la voce di Dio nell’intimo del nostro cuore.

La Madonna si sfoga con due bambini

La-Salette dans Fede, morale e teologia

Parcheggiata senza difficoltà la quattrouote, mi si apre dinanzi un ampio spazio sul quale è stato edificato il santuario con un centro di accoglienza moderno ed efficiente, capace di dare ospitalità a centinaia di pellegrini.  A La Salette non ci sono né case, né alberghi, né negozi, salvo quello del santuario e questa è una caratteristica piuttosto unica, che l’avvicina al Laus. In questi luoghi di montagna nel corso dei secoli la popolazione è più diminuita che aumentata. La Chiesa ha l’aspetto solido e arcigno delle montagne che la circondano, mentre i due campanili che l’affiancano mi fanno pensare a quelli, ormai universalmente famosi, della parrocchia di Medjugorje.

Arrivando al piazzale antistante la chiesa,  l’occhio va spontaneamente verso il valloncello sulla sinistra, dove i pellegrini fanno la fila per inginocchiarsi in preghiera e bere l’acqua della sorgente. Lì è il centro focale, il luogo dell’apparizione, dove la Madonna è scesa dal cielo e si è posata su questa nostra povera terra. La prima volta che sono arrivato a La Salette sono rimasto profondamente colpito dalla statua in bonzo della Madonna, seduta sulle pietre poste attorno alla fontana, del tutto asciutta in quella stagione, con le braccia appoggiate alle ginocchia e  il volto fra le mani, mentre si abbandona a un pianto dirotto. Così l’hanno vista da lontano Melania e Massimino, dopo che il globo di luce, più sfavillante del sole, si era aperto, mostrando questa mirabile visione.

Il messaggio della Santa Vergine a La Salette è racchiuso in questa immagine di dolore sommesso e quasi inconsolabile. E’ la Madre che versa lacrime sulla sorte dei suoi figli che, avendo abbandonato la via di Dio, si espongono ai più severi castighi. Tuttavia ciò che trafigge il cuore, nonostante la innegabile severità del messaggio, è la sofferenza quasi disperata della Madonna che piange sui nostri peccati. Ogni volta che vado a La Salette sento il bisogno di inginocchiarmi accanto a quella statua e, ben consapevole che piange anche per i peccati di oggi, mi chiedo quando faremo in modo che lei alzi il suo volto per donarci un sorriso. Maria che piange è un invito alla conversione che non ammette dilazioni. Le lacrime della Madonna a La Salette, come a Siracusa, come a Civitavecchia parlano da sole. Con la differenza che a La Salette non era una statua a piangere, ma la Madonna viva e presente. Sì, se è vero che in cielo si fa festa per i peccatori pentiti, deve anche essere vero che si soffre per quelli che si perdono.

Melania e Massimino si erano conosciuti solo il giorno prima. Ambedue pascolavano quattro mucche: la fanciulla era pastorella di professione, il ragazzo al contrario era stato imprestato dal padre a un vicino per non oltre una settimana. Il Cielo aveva disposto gli avvenimenti in modo tale che si trovassero solo loro due proprio in quel luogo, in quel giorno e in quell’ora. Il tutto a loro insaputa e come se ogni minimo particolare fosse dipeso dagli uomini. Melania aveva quindici anni, non sapeva né leggere né scrivere e non conosceva quasi nulla di catechismo. Di carattere timido e taciturno, era però modesta nel contegno e limpida nello sguardo. Massimino aveva undici anni, anch’egli era privo di ogni istruzione umana e religiosa e per di più aveva un carattere incostante e leggero. Però era sincero, generoso, puro e compassionevole.

Guardo le statue dei due bambini mentre corrono verso l’apparizione e concludo che, se gli uomini guardano le apparenze, la Madonna guarda i moti profondi del cuore. Si è molto discusso e si discute sull’esito della vita dei due veggenti de La Salette. Si è anche molto malignato, come sono soliti fare gli uomini, non esclusi gli ecclesiastici.

Melania ha cercato di entrare in diversi conventi, ma senza mai riuscire a inserirsi in modo stabile in una comunità religiosa. Ha vagato un po’ ovunque, finché non è approdata in Italia, dove ha concluso la sua vita travagliata. Qualcuno si chiede tutt’ora se fosse una mistica o una mitomane. La sua autobiografia, come la sua rivelazione del segreto affidatole dalla Madonna, hanno sollevato polemiche e riserve. Un santo che la conosceva bene, Annibale di Francia, ha intessuto su di lei due panegirici, dove non esita a presentarla come una donna di eccezionale santità:

“Calma, serena, tranquilla, consumata nella virtù e nel patire, appariva di fuori come se nulla patisse; garbatissima e delicata nel tratto, nelle maniere, nel parlare; e come se in Lei gli estremi si armonizzassero; era raccolta e socievole, umile e contegnosa, amabile e riservata, forte e arrendevole, e appariva più che adulta e matura colei che pur era una bambina! Era davvero semplice come la colomba e semplice come il serpente…Era vissuta povera, solitaria, penitente, desiderosa che tutti la dimenticassero, raccolta solo in Dio….Addio, anima bella, addio creatura di amore, tutta formata di Amore, del purissimo, del santissimo Amore di Gesù Sommo Bene! Addio, vergine vigilante e prudente! Quando nel colmo della notte lo sposo ti chiamò, ti gli comparisti dinnanzi con la mistica lampada ben fornita di olio e di splendore”.

Massimino a sua volta ha cercato di seguire la via del sacerdozio, entrando in diversi seminari, senza tuttavia mai raggiungere la meta, a causa della sua irrequietezza e della sua incorreggibile sbadataggine. Tuttavia lasciò ovunque dietro di sé una scia di fede semplice ma forte e di pietà profonda. Nella sua vita vagabonda ci sono anche alcuni mesi trascorsi a Roma come soldato del Papa, essendosi arruolato negli zuavi pontifici. Ovunque si è recato, ha condotto una vita irreprensibile e al di sopra di ogni sospetto. La sua morte prematura a soli 40 anni è stata esemplare per la rassegnazione e l’abbandono alla volontà di Dio. Ricevette gli ultimi sacramenti, rispose alle preghiera e prima di spirare chiese un po’ di acqua di La Salette. Mi è sempre un po’ dispiaciuto che di questi due fedeli testimoni di Maria non sia stata introdotta la causa di beatificazione. La loro vita forse non è “politicamente corretta”, ma è perfettamente coerente con le beatitudini. Abbiamo bisogno di santi di questo tipo.

“Venite avanti, bambini miei; non abbiate paura; io sono qui per annunziarvi una grande notizia”. Un po’ più in là ecco un nuovo blocco di statue, con la Madonna in piedi, col volto rigato di lacrime, mentre i due bambini le stanno in piedi davanti, quasi attaccati alla sua veste, mentre il cane ai piedi di Massimino sonnecchia ignaro della visione celeste. E’ un particolare che attira la mia attenzione e che mi conferma che i cani non hanno un’anima capace di Dio. La Madonna, come il più delle volte ama fare, sceglie dei bambini ignoranti, ma puri d’animo, per inviare i suoi messaggi al mondo. Su di essi lascia sempre impresso un segno di umiltà e di trasparenza che li accompagna per tutta la loro vita.

A La Salette si è verificata una sola apparizione e il messaggio, dato parte in francese e parte in dialetto locale, è lo sfogo amaro della Madre per i suoi figli che disprezzano la religione, bestemmiano Dio, profanano il giorno del Signore, irridono la Messa, e in Quaresima “vanno alla macelleria come cani”. Mi chiedo che cosa direbbe se dovesse descrivere ciò che facciamo oggi con la più assoluta superficialità e incoscienza. Le parole di Maria a La Salette sono quelle di una madre severa e amorosa nel medesimo tempo. La gente le ha accolte, salendo sul monte a migliaia nei mesi successivi, dando inizio a un rinnovamento dei costumi così impressionante da ottenere una rapida approvazione da parte della Chiesa.

“Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar cadere il braccio di mio Figlio; esso è così grave e pesante che non posso più sostenerlo”. I castighi preannunciati sono la carestia e quindi la fame, a causa dei raccolti andati a male, e soprattutto un’epidemia che colpirà i bambini al di sotto dei sette anni “che moriranno tra le braccia di coloro che li terranno” . Tuttavia il messaggio non è senza speranza. Infatti “se si convertiranno le pietre e le rocce si tramuteranno in mucchi di grano e le patate si troveranno seminate da loro stesse”. Non vi è dubbio che i dieci segreti di Medjugorje siano ben più gravi, in quanto in gioco vi è la stessa sopravvivenza del mondo, mormoro fra me in piedi davanti alla statua della Madonna che parla ai bambini. Tuttavia il messaggio è sempre lo stesso: senza Dio per l’uomo non c’è né futuro né vita eterna. La Madonna lo sta ripetendo da due secoli e ormai siamo alla stretta finale. Sono pochi però quelli che si scuotono e rispondono alla chiamata.

Quasi alla sommità del valloncello ecco l’ultima scena. La Madonna, raggiunta l’altura, sosta qualche momento e poi si eleva dal suolo un metro e mezzo circa. Guarda verso il cielo, poi volge i suoi occhi verso l’Italia e verso Roma. I bambini la seguono e le si affiancano, poi la visione incomincia gradualmente a dissolversi. Rimane alla fine una grande luce e poi più nulla. Anch’io mi colloco nella medesima posizione di Melania, davanti alla statua, per guardare il volto della Santa Vergine. Non ci sono più le lacrime, ma è sempre molto triste. Mi dirigo verso il piazzale sulla sinistra della chiesa, dove vedo un tavolino e alcune sedie. Mi metto comodo con l’intento di leggere un libretto che ho portato con me. Lo apro, mentre di tanto in tanto sollevo gli occhi verso la statua di bronzo della Santa Vergine in piedi sul piedestallo, in procinto di lasciare la terra. E’ lontana una ventina di metri circa.

Mi sembra tuttavia che invece di rivolgere lo sguardo in alto, oltre le vette dei monti, la statua della Madonna stia guardando verso la mia direzione. Mi sfrego gli occhi per vederci meglio, ma la sensazione non mi abbandona affatto. “Che cosa vorrà?”, mi dico, incominciando a inquietarmi. Non vorrei infatti ricevere qualche tirata d’orecchie. Faccio un rapido esame di coscienza, mentre al timore subentra una certa gioia. Mi fa piacere che la Madonna si sia accorta dei miei sudati 500 Km sulla quattroruote, mentre a lei basta un attimo per scendere dal cielo sulla terra e risalire. Decido di leggere qualche pagina del mio libretto. Ogni tanto alzo gli occhi, ma lei è sempre là che sembra interessata a quel che leggo. Dopo una ventina di minuti getto la spugna e decido di entrare in Chiesa a pregare davanti al Santissimo. Mi chiedo se per caso la mia vista non stia facendo capricci.  Una cosa è certa: le altre volte che mi sono recato a La Salette, mi sono puntigliosamente collocato nel medesimo posto, ma il viso della Madonna era rivolta verso il cielo.

Questa singolare esperienza mi ha lasciato un po’ soprappensiero finché non sono riuscito a farmene una ragione. Credo che la Madonna guardasse verso il tavolino dove ero seduto perché stavo leggendo la più poetica ed estasiata descrizione che mai sia stata fatta della sua divina bellezza. L’autrice di questa pagina immortale è Melania Calvat.

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Giugno, il mese del Sacro Cuore

Posté par atempodiblog le 1 juin 2010

“Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io t’ami sempre più. Dolce Cuore di Maria siate la salvezza dell’anima mia”.

Giugno, il mese del Sacro Cuore dans Fede, morale e teologia Il-Sacro-Cuore-di-Ges

Siamo entrati nel mese dedicato al Sacro Cuore. Il cuore di Gesù ci trasmette il messaggio fondamentale del cristianesimo: Dio è amore.
Facendosi uomo, Dio ha voluto amarci con un cuore come il nostro. Gioisce nel donarci amore ed è felice quando lo contraccambiamo. Nel medesimo tempo soffre per l’indifferenza, il disamore, il disprezzo di tanto cuori induriti nel male.

Il Cuore di Gesù ci invita alla fiducia. Non dobbiamo avere paura di Dio, perché per noi è padre e madre, fratello e amico. Ci ama al di là di ogni nostra immaginazione. Da quel Cuore divino possiamo ottenere tutto, purché sia per il nostro bene. Bussiamo senza timore al Cuore di Gesù traboccante di amore per ognuno di noi.

“Il mio Cuore è ripagato solo con ingratitudine e trascuratezza da parte delle anime che vivono nel mondo. Hanno tempo per ogni cosa; per venire da me a prendere le grazie non hanno tempo” (Gesù a Santa Faustina).

Appendi alle pareti della tua casa un quadro del Sacro Cuore e raccogli la tua famiglia ogni sera davanti a Gesù per onorarlo e per ottenere le grazie necessarie e la protezione dalle insidie del maligno.

Divisore dans San Francesco di Sales

Meditiamo le parole che Gesù ha rivolto a S. Margherita Maria Alacoque, apparendole con il suo Cuore su un trono di fiamme, più luminoso del sole, con la ferita aperta dalla lancia nel costato, circondato di spine e sormontato da una croce:

“Il mio Cuore divino è così appassionato d’amore per gli uomini e per te in modo speciale, che, non potendo più contenere in sé le fiamme della sua carità ardente, deve spargerle per tuo mezzo”.

Gli uomini spesso hanno paura di Dio e, come i nostri progenitori, fuggono a nascondersi quando sono nel peccato. Invece del santo timore che li spinge alla santità, coltivano un timore carnale, che uccide la confidenza e la fiducia.
Ma Gesù ci ama tutti, in modo speciale quando ci vede fragili, spiritualmente malati e in balia del potere delle tenebre. Il suo amore è un fuoco straripante che desidera avvolgerci, purificarci, riscaldarci e guarirci.
Non lasciamo passare un solo giorno di questo mese senza guardare a quel Cuore che ci ama immensamente.

Divisore dans San Francesco di Sales

Apparendo a S. Margherita Maria Alacoque, Gesù fece diverse promesse a coloro che avessero onorato il suo Cuore. Esse sono disseminate nelle varie lettere della santa. In questo mese di Giugno, consacrato al Sacro Cuore, le prenderemo in esame una ad una.

- “Darò tutte le grazie necessarie al loro stato”. In qualunque situazione di vita ci troviamo, qualunque lavoro facciamo, qualunque responsabilità esercitiamo, chi onora il Sacro Cuore avrà le grazie necessarie per compiere bene i propri doveri e per fare fronte ai propri impegni.

- “Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise”. Questa promessa di aiuto è particolarmente significativa per la nostra società, dove la famiglia è minacciata dall’esterno, ma è ancora più insidiata dai litigi interni, dietro i quali spesso si cela il ‘nemico’. La medicina è la preghiera, che predispone al perdono, riconcilia i cuori e ottiene la pace.

Ecco le altre promesse di Gesù:
“Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro opere”.
“I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della misericordia”.
“Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore”.
“Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione”.
“Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta e onorata”.
“A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti”.
“Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato”.
Cari amici, Gesù mantiene sempre le sue promesse.

Divisore dans San Francesco di Sales

Il Sacro Cuore di Gesù ha fatto questa promessa a S. Margherita Maria Alacoque:Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà il loro asilo sicuro in quell’ora estrema”.

La Vergine Santissima ha rivolto a Suor Lucia di Fatima queste parole: Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa’ sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno il Rosario, e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

Perché non iniziare proprio da questa settimana per fare i primi nove venerdì del mese o i primi cinque sabati? In questo modo consoliamo i Cuori di Gesù e di Maria e nel medesimo tempo apriamo i nostri cuori alla luce e alla gioia del Paradiso.

Divisore dans San Francesco di Sales

Meditiamo sulla promessa di salvezza eterna che Gesù ha fatto a coloro che accoglieranno la pia pratica dei primi nove Venerdì del mese.
Dopo aver detto a Santa Margherita Maria Alacoque che, per i devoti del suo Sacro Cuore, Egli sarebbe stato loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte, ha aggiunto:

“Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicano il primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non morranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarò loro asilo sicuro in quell’ora estrema”.

Per fare la Comunione bisogna essere in grazia di Dio. In caso di stato di peccato mortale è necessaria farla precedere dalla Confessione. Sia la Confessione come la Comunione devono essere espressione della nostra fiducia nell’amore misericordioso di Gesù e nel medesimo tempo un atto di riparazione per le offese che riceve dai peccati degli uomini.

“Dolce Cuor del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più”.
“Dolce Cuor di Maria siate la salvezza dell’anima mia”.

di Padre Livio Fanzaga

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I primi 5 sabati del mese

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2007

I primi 5 sabati del mese Angelo-Figurelli

Cari amici,
oggi, come non mai, la misericordia del Signore ci avvolge con la meravigliosa grande promessa fatta a Fatima da Maria Santissima relativa ai primi 5 sabati del mese e unita al suo Cuore Immacolato.
Sì, cari amici, perché la pratica mariana dei “primi 5 sabati del mese” chiesti dalla Vergine Maria nasce proprio a Fatima dove il 13 maggio del 1917 Ella apparve ai tre pastorelli: Giacinta, Francesco e Lucia. Per mezzo loro e a causa della grave situazione in cui versava il mondo chiese a tutti gli uomini il ritorno alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. In modo speciale chiese al Papa la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato per evitare che questo Paese diffondesse i suoi errori nel mondo portando distruzione e morte. Proprio durante una di questa apparizioni, il 13 giugno 1917, la Vergine disse, tra l’altro, a Lucia:
“Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato” e mostrò ai tre pastorelli il suo Cuore coronato di spine. Nell’apparizione del 13 luglio dello stesso anno, dopo aver mostrato ai tre pastorelli l’inferno, disse: “Avete visto dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per la loro salvezza Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quanto vi dirò, molte anime si salveranno”.
Il 10 dicembre 1925 (Lucia era già entrata nell’Ordine delle Dorotee) ricevette l’apparizione di Maria SS e di Gesù Bambino nella sua cella. La Madonna le mostrò il suo Cuore coronato di spine. Racconta Lucia: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e, al suo fianco, un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore di Tua Madre Santissima, avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strappargliele”. E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi consecutivi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazione, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

È questa la grande promessa di Maria Santissima.
Per ottenerla ci vengono richieste:
1° – la Confessione entro gli otto giorni precedenti al sabato, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se ci si dimentica nella confessione di questa intenzione la si può formulare nella confessione successiva;
2°- la Comunione fatta in grazia di Dio partecipando alla SS Messa il primo sabato del mese sempre con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria;
3°- la Confessione e la Comunione devono ripetersi per 5 mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo;
4°- la recita della corona del Rosario, almeno una terza parte, con la stessa intenzione della Confessione;
5°- la meditazione per 15 minuti dei misteri dei Rosario facendo compagnia alla Vergine SS.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù il quale rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria”:
1 – le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione
2 – contro la sua Verginità
3 – contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini
4 – l’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei più piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata
5 – l’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
Il 3 ottobre 1934 Lucia fece i voti solenni e il 24 marzo 1948, volendo fare vita più ritirata, entrò nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra in Portogallo e prese il nome di Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato.
Possiamo dare inizio ai “primi 5 sabati del mese” quando lo desideriamo, ma soprattutto chiediamo a Maria SS la grazia di iniziare questo magnifico cammino con sincerità di cuore e con una fede ardente per poter veramente consolare il Suo Cuore Immacolato prendendo così parte a questa grande promessa.
Un abbraccio a tutti in Gesù e Maria SS.

di Angelo Figurelli per Il Giornalino di Radio Maria

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I primi 5 sabato del mese

Posté par atempodiblog le 25 août 2007

I primi 5 sabato del mese dans Angelo Figurelli Angelo-Figurelli

Cari amici,
oggi, come non mai, la misericordia del Signore ci avvolge con la meravigliosa grande promessa fatta a Fatima da Maria Santissima relativa ai primi 5 sabati del mese e unita al suo Cuore Immacolato.
Sì, cari amici, perché la pratica mariana dei “primi 5 sabati del mese” chiesti dalla Vergine Maria nasce proprio a Fatima dove il 13 maggio del 1917 Ella apparve ai tre pastorelli: Giacinta, Francesco e Lucia. Per mezzo loro e a causa della grave situazione in cui versava il mondo chiese a tutti gli uomini il ritorno alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. In modo speciale chiese al Papa la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato per evitare che questo Paese diffondesse i suoi errori nel mondo portando distruzione e morte. Proprio durante una di questa apparizioni, il 13 giugno 1917, la Vergine disse, tra l’altro, a Lucia:
“Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato” e mostrò ai tre pastorelli il suo Cuore coronato di spine. Nell’apparizione del 13 luglio dello stesso anno, dopo aver mostrato ai tre pastorelli l’inferno, disse: “Avete visto dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per la loro salvezza Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quanto vi dirò, molte anime si salveranno”.
Il 10 dicembre 1925 (Lucia era già entrata nell’Ordine delle Dorotee) ricevette l’apparizione di Maria SS e di Gesù Bambino nella sua cella. La Madonna le mostrò il suo Cuore coronato di spine. Racconta Lucia: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e, al suo fianco, un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore di Tua Madre Santissima, avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strappargliele”. E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi consecutivi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazione, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.
È questa la grande promessa di Maria Santissima.

Per ottenerla ci vengono richieste:
1° – la Confessione entro gli otto giorni precedenti al sabato, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se ci si dimentica nella confessione di questa intenzione la si può formulare nella confessione successiva;
2°- la Comunione fatta in grazia di Dio partecipando alla SS Messa il primo sabato del mese sempre con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria;
3°- la Confessione e la Comunione devono ripetersi per 5 mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo;
4°- la recita della corona del Rosario, almeno una terza parte, con la stessa intenzione della Confessione;
5°- la meditazione per 15 minuti dei misteri dei Rosario facendo compagnia alla Vergine SS.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù il quale rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria”:
1 – le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione
2 – contro la sua Verginità
3 – contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini
4 – l’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei più piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata
5 – l’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.

Il 3 ottobre 1934 Lucia fece i voti solenni e il 24 marzo 1948, volendo fare vita più ritirata, entrò nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra in Portogallo e prese il nome di Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato.
Possiamo dare inizio ai “primi 5 sabati del mese” quando lo desideriamo, ma soprattutto chiediamo a Maria SS la grazia di iniziare questo magnifico cammino con sincerità di cuore e con una fede ardente per poter veramente consolare il Suo Cuore Immacolato prendendo così parte a questa grande promessa.
Un abbraccio a tutti in Gesù e Maria SS.

di Angelo Figurelli per Il Giornalino di Radio Maria

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