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Ecco perché maggio è il mese di Maria

Posté par atempodiblog le 12 mai 2017

La storia. Ecco perché maggio è il mese di Maria
Maggio è tradizionalmente il mese dedicato alla Madonna. Dal Medio Evo a oggi, dalle statue incoronate di fiori al magistero dei Papi, l’origine e le forme di una devozione popolare molto sentita.
Riccardo Maccioni – Avvenire

Ecco perché maggio è il mese di Maria dans Articoli di Giornali e News Papa_Francesco

Il mese di maggio è il periodo dell’anno che più di ogni altro abbiniamo alla Madonna. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari a casa e nei cortili, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine. Alla base l’intreccio virtuoso tra la natura, che si colora e profuma di fiori, e la devozione popolare.

Il re saggio e la nascita del Rosario
In particolare la storia ci porta al Medio Evo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». Ma il Medio Evo vede anche la nascita del Rosario, il cui richiamo ai fiori è evidente sin dal nome. Siccome alla amata si offrono ghirlande di rose, alla Madonna si regalano ghirlande di Ave Maria.

Le prime pratiche devozionali, legate in qualche modo al mese di maggio risalgono però al XVI secolo. In particolare a Roma san Filippo Neri, insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore. Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella”. Riferisce la cronaca dell’archivio di San Domenico che «essendo giunte le feste di maggio e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominiciava a cantar meggio e fare festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria….». Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni. Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie, e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Parallelamente si moltiplicavano le pubblicazioni. Alla natura, regina pagana della primavera, iniziava a contrapporsi, per così dire, la regina del cielo. E come per un contagio virtuoso quella devozione cresceva in ogni angolo della penisola, da Mantova a Napoli.

L’indicazione del gesuita Dionisi
L’indicazione di maggio come mese di Maria lo dobbiamo però a un padre gesuita: Annibale Dionisi. Un religioso di estrazione nobile, nato a Verona nel 1679 e morto nel 1754 dopo una vita, a detta dei confratelli, contrassegnata dalla pazienza, dalla povertà, dalla dolcezza. Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio “Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei”. Tra le novità del testo l’invito a vivere, a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine». In ogni caso lo schema da seguire, possiamo definirlo così, è semplice: preghiera (preferibilmente il Rosario) davanti all’immagine della Vergine, considerazione vale a dire meditazione sui misteri eterni, fioretto o ossequio, giaculatoria. Negli stessi anni, per lo sviluppo della devozione mariana sono importanti anche le testimonianze dell’altro gesuita padre Alfonso Muzzarelli che nel 1785 pubblica “Il mese di Maria o sia di Maggio” e di don Giuseppe Peligni.

Da Grignion de Montfort all’enciclica di Paolo VI
Il resto è storia recente. La devozione mariana passa per la proclamazione del Dogma dell’Immacolata concezione (1854) cresce grazie all’amore smisurato per la Vergine di santi come don Bosco, si alimenta del sapiente magistero dei Papi. Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia». Nessun fraintendimento però sul ruolo giocato dalla Vergine nell’economia della salvezza, «giacché Maria – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso». Un ruolo, una presenza, sottolineato da tutti i santi, specie da quelli maggiormente devoti alla Madonna, senza che questo diminusca l’amore per la Madre, la sua venerazione. Nel “Trattato della vera devozione a Maria” san Luigi Maria Grignion de Montfort scrive: «Dio Padre riunì tutte le acque e le chiamò mària (mare); riunì tutte le grazie e le chiamò Maria».

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La grande promessa dei primi cinque sabati del mese

Posté par atempodiblog le 10 décembre 2013

La grande promessa dei primi cinque sabati del mese dans Fatima 29aw3tc

«Il 10 dicembre 1925 mi apparve la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento, il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore di tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non c’è chi faccia atti di riparazione per strappargliele”. E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno Il Rosario, e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’Intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”».

Suor Lucia di Fatima

divisore dans Medjugorje

freccetta.jpg I primi 5 sabati del mese

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26 agosto: Madonna di Czestochowa

Posté par atempodiblog le 26 août 2013

26 agosto: Madonna di Czestochowa dans Apparizioni mariane e santuari 6q34

MADONNA DI CZESTOCHOWA
Tratto da: Preghiere per la famiglia

Il Santuario di Częstochowa è uno dei più  importanti centri di culto cattolico.
Il santuario si trova in Polonia, sui pendii del monte Jasna Góra (Monte chiaro, luminoso): qui
è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa (Madonna Nera).

La tradizione vuole che sia stata dipinta
da san Luca e che, essendo contemporaneo alla Madonna, ne abbia dipinto il vero
volto. Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine
un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la
strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno,
raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria
domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello
sguardo di Maria. Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non
il suo sguardo, risulta in qualche modo fisso altrove. Gesù, vestito di una
tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra
tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La
mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è
raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù
risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi.
La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo
che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali
visibili, quattro appena percettibili.

Questi segni sono presenti perchè nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Hus,
durante le guerre degli Ussiti, attaccarono e  predarono il convento.

Il quadro fu strappato dall’altare e portato
fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la
sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò
trasferito nella sede municipale di Cracovia e  sottoposto ad un intervento del
tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli
inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro
della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Fin dal medioevo da tutta la Polonia si
svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda
da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a
ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i
pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da
tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km.

Questo pellegrinaggio è stato fatto anche
da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

gsj dans Canti

 PREGHIERA alla Madonna di Czestochowa
(Madonna nera)

O Chiaromontana Madre della Chiesa,
con i cori degli angeli e i nostri santi patroni,
umilmente ci prostriamo di fronte al Tuo trono.
Da secoli Tu risplendi di miracoli e di grazie qui a
Jasna Gòra, sede della Tua infinita misericordia.
Guarda i nostri cuori che ti presentano l’omaggio
di venerazione e di amore.
Risveglia dentro di noi il desiderio della santità;
formaci veri apostoli di fede; rafforza il nostro amore verso la Chiesa.
Ottienici questa grazia che tanto desideriamo: (esporre la grazia)
O Madre dal volto sfregiato,
nelle Tue mani pongo me stesso e tutti i miei cari.
In Te confido, sicuro della Tua intercessione presso il Tuo figlio,
a gloria della Santissima Trinità.
(3 Ave Maria).
Sotto la Tua protezione ci  rifugiamo,
o Santa Madre di Dio: guarda a noi che siamo  nella necessità.
Nostra Signora della Montagna Luminosa, prega per noi.

gsj dans Preghiere

 CANTO: MADONNA NERA

C’è una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare,
una terra e un dolce volto con due segni di violenza:
sguardo intenso e premuroso, che ti chiede di affidare,
la tua vita e il tuo mondo in mano a lei.

RIT. Madonna, Madonna nera è dolce esser tuo figlio.
Oh lascia Madonna nera ch’io viva vicino a te.

Lei ti calma e rasserena, lei ti libera dal male,
perché sempre ha un cuore grande per ciascuno dei suoi figli.
Lei ti illumina il cammino, se le offri un po’ d’amore,
se ogni giorno parlerai a lei così.

RIT. Madonna,
Madonna nera è dolce esser tuo figlio.
Oh lascia Madonna nera ch’io viva vicino a te.

Questo mondo in subbuglio cosa all’uomo potrà offrire?
Solo il volto di una Madre pace vera può donare.
Nel tuo sguardo noi cerchiamo quel sorriso del Signore,
che ridesta un po’ di bene in fondo al cuor.

 RIT. Madonna,
Madonna nera è dolce esser tuo figlio.
Oh lascia Madonna nera ch’io viva vicino a te.

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Maria e il mese di maggio

Posté par atempodiblog le 4 mai 2013

Maria e il mese di maggio dans Mese di maggio con Maria verginedelrosario

Oggi è il primo sabato di maggio, cioè del mese che la tradizione vuole  – insieme ad ottobre, mese del rosario – dedicato in particolare al culto della Vergine Maria. È un fatto che, se siamo cresciuti all’interno della cattolicità, abbiamo appreso fin da  bambini e che diamo ormai per scontato. Ma forse, proprio per questo, è interessante cercare di risalire alle origini della speciale attenzione per Maria in questo momento dell’anno, per renderci conto meglio di come essa è nata e si è diffusa nell’intera cristianità.

Incominciamo col dire che essa è un piccolo vanto tutto italiano come, del resto, la famosa “supplica” alla Madonna di Pompei. E questo perché, se è vero che già qualcuno come il re di Castiglia e Leòn, Alfonso X il Saggio (vissuto nel XIII sec.), in uno dei suoi Cantici aveva in qualche modo associato la figura di Maria al mese di maggio e tre secoli dopo a Monaco di Baviera il benedettino Wolfang Seidl aveva pubblicato un abbozzo di mese mariano, sarà solo in età barocca e in Italia che la devozione andrà chiaramente strutturandosi.

In realtà, occorre precisarlo subito: ciò da cui sembra che tutto abbia preso le mosse non è un aggancio con il ciclo liturgico, come in teoria si potrebbe pensare e come, per esempio, è avvenuto per il mese mariano presente nel rito bizantino fin dal XIII secolo, che viene celebrato in agosto in relazione alla festa della Assunta, la Dormitio Mariae per gli ortodossi. Il nostro “mese di maggio” si ricollega piuttosto, per un verso, al bisogno di riproporre Maria alla devozione dei fedeli dopo quella sorta di diminuzione di ruolo che le era derivata dalla Riforma. Ma anche dal rilancio che alcuni culti pagani, come quelli legati alle feste di primavera, accentrate sui Calendimaggio, stavano ritrovando spazio all’interno del Rinascimento e ciò preoccupava assai gli ambienti religiosi.

Per questo non sembra un caso che proprio attorno a Firenze, centro di questo rinascimento, e precisamente nel noviziato domenicano di Fiesole, nel 1677, sia nata la Comunella, cioè una sorta di confraternita che cominciò a dedicare alla Vergine il mese di maggio con degli esercizi di devozione. Ecco che cosa possiamo leggere negli archivi: «Essendo giunte le feste di maggio… e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominciavano a “cantar maggio”e a far festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo vantare anche noi alla Santissima Vergine Maria e che non era dovere che ci lasciassimo superare dai secolari». Dunque alla regina della primavera viene quantomeno affiancata la Regina del Cielo.

Da quel momento in poi è tutto un susseguirsi di iniziative prima sporadiche e poi sempre più organizzate fino al “Mese di Maria” pubblicato a Verona nel 1725 da un gesuita, padre Dionisi, seguito nel 1747 dal “ Mese di Maggio” di padre Saporiti e poi ancora da quelli di padre Lalomia e infine nel 1787 di padre Muzzarelli. Con quest’ultimo la devozione assume il suo aspetto definitivo. La pubblicazione che la illustra viene infatti inviata a tutti i vescovi perché la introducano nelle parrocchie della loro diocesi. Cosa che avverrà praticamente dovunque.

Durante la prima metà dell’800 il “Mese di Maggio” è già affermato in Europa e in America; progressivamente raggiungerà anche i paesi di missione. Diversi papi lo sosterranno esplicitamente: Pio VII, Gregorio XVI, Pio IX addirittura lo indulgenzieranno. Al punto che questa devozione è stata definita «l’omaggio più grandioso che i tempi moderni hanno offerto alla Santa Vergine».

Grandioso, certamente, ma per alcuni anche un po’ troppo debordante. A raccogliere critiche e proposte, inseguendo il giusto equilibrio, è certamente servita la riflessione conciliare sul ruolo di Maria che, contro ogni rischio di deviazione e di devozionalismo sentimentale l’ha riportata in pienezza all’interno della storia della salvezza. Poi, l’enciclica di Paolo VI , la Marialis cultus, ha completato il quadro. La riforma del calendario liturgico, da parte sua, ha contribuito a favorire l’aggancio con il ciclo solenne della Chiesa ponendo proprio il 31 maggio, cioè tra l’annunciazione il 25 marzo, e la nascita del Battista il 24 giugno, la Festa della Visitazione. Così oggi, il “Mese di Maggio” continua a restare, per chi lo voglia, una grande occasione pastorale capace di unire la devozione liturgica a Maria con la più genuina pietà popolare.

di Rosanna Brichetti Messori – La nuova Bussola Quotidiana

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Omaggio a MARIA!

Posté par atempodiblog le 25 septembre 2007

Omaggio a MARIA! dans Fede, morale e teologia gospamedjugorje

Il cuore del Cristianesimo è l’Incarnazione e quindi la Madonna ha una posizione centrale in questa fede; Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo ma anche con la Sua fede. La Sua grandezza consiste nel fatto che il Suo Bambino è il Figlio Eterno del Padre che si è fatto uomo nel Suo grembo. Maria è nel cuore del “Credo”.
La Madonna, negli anni della Sua vita terrena, è stata grandissima agli occhi di Dio ma nascosta agli occhi degli uomini però dopo la Sua Assunzione in Cielo è diventata un fiume travolgente. E’ la donna più amata, celebrata e glorificata del mondo. Senza la radice di carne di Maria, garante delle verità della Incarnazione, la fede in Gesù si dissolve in moralismo, spiritualismo, solidarismo.Nel “trattato della vera devozione alla Santa Vergine” di San Luigi M. Grignon da Monfort è giustamente scritto che Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata e servita. Ella merita lodi, ossequi, amore e servizi ancora maggiori.
Il Monfort dice con i santi: la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo, dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo, per operarvi meraviglie inimmaginabili. E’ il grande e divino mondo di Dio, dove egli custodisce bellezze e tesori ineffabili; è la magnificenza dell’Altissimo, dove è nascosto come nel proprio seno il suo unico Figlio e, in lui, tutto ciò che egli ha di più grande e prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha compiuto il Dio poten­te in questa creatura meravigliosa; ella stessa si sente costretta a proclamarlo, nono­stante la sua profonda umiltà: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente».
Il problema di oggi è che sono poco conosciuti sia Gesù Cristo che la Madonna.

La vera devozione a Maria è santa perché porta un’anima a evitare il peccato e imitare le virtù della santissima Vergine.
Ricordiamoci che per mezzo di Maria incominciò la salvezza del mondo e per mezzo di Maria deve essere compiuta. La santissima Vergine è necessaria agli uomini per conseguire l’ultimo fine e la devozione a Lei è necessaria ad ogni uomo per salvarsi.

Giovanni Paolo II° disse: “il Rosario è la mia preghiera prediletta” aggiungendo: “noi durante il Rosario guardiamo a Gesù con gli occhi di Maria”. Il Rosario è una preghiera cristologia e mediante questa la Madonna assolve il suo compito di ancella del Signore.
Ogni singola Ave Maria ha al centro Gesù (“del tuo seno Gesù”), la Madonna ci porta al cuore stesso di Cristo. Il Rosario è una preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.
La Madonna è la preghiera fatta carne. La preghiera è Maria in preghiera.
Pronunciando l’Ave Maria rendi presente la Madonna in te, viva. Come diceva il Montfort: “Maria è viva in te e tu sei vivo in lei”. Durante il Rosario Lei effonde su di te la sua umiltà, la sua tenerezza materna, il suo Amore per Dio. Nel Rosario ci si tuffa nell’Oceano Immacolato che è il Cuore Santo di Maria, dove abita la Santissima Trinità. In questo Cuore si adora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa esperienza è accessibile ad ogni cristiano. Lo stesso Papa diceva che sullo sfondo delle parole dell’Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Esse si compongono nell’insieme dei vari Misteri mettendoci in Comunione Viva con Gesù attraverso il Cuore della Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del Rosario, tutti i fatti che compongono la vita dell’umanità. Vicende personali e quelle del prossimo. In modo particolare di coloro che ci stanno più a cuore. La semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana.
Per conoscere di più Maria, affido il continuo del testo ad una catechesi di Padre Livio Fanzaga.
La Madonna è tutta orientata a Gesù Cristo e il Figlio di Dio è tutto orientato a Sua Madre. Gesù è stato talmente soddisfatto di avere Maria come madre che sulla Croce ha voluto donarla a noi e l’ha voluta al suo fianco Regina Assunta in Cielo.
Quando si tessono le lodi alla Madonna si tessono anche quelle di Gesù, perché non c’è nessuna verità di fece che riguardi Maria che non riguardi il Figlio. Tutti i dogmi mariani sono il riflesso dei dogmi cristologici. Il vescovo Bruno Forte dice che tutte le verità della Fede passano attraverso Maria Santissima.

La Madonna è immacolata
. Ciò vuol dire che è stata preservata dal peccato originale. Per capire questa cosa bisogna chiedere un dono particolare dello Spirito Santo che si chiama “dono dell’intelletto” (intus legere, cioè leggere dentro) e che ci aiuta a capire i dogmi di fede.

Il mondo ha preso coscienza di se e di esistere come creatura nell’uomo, perché l’uomo è colui che pensa il mondo. L’uomo con la sua intelligenza, la sua libertà, la sua moralità, la sua anima immortale è il culmine dell’opera di Dio. Pronto ad entrare in comunione con la SS. Trinità. Dio ci ha creato per renderci partecipi di Se, per condividere con noi la sua Gioia e Divinità. Ma è successa una catastrofe, prima per la ribellione degli angeli e poi per la ribellione degli uomini.

La ribellione degli uomini è avvenuta sotto l’istigazione dell’angelo ribelle, il quale avendo vinto la partita (non senza rimedio) è passato all’incasso. Così tutti quelli che nascono hanno il peccato originale. La creazione è inquinata, cioè chi nasce da Adamo ed Eva nasce sotto l’influsso del serpente. Nel battesimo, infatti, si fa un esorcismo. Se non ci fosse stata la redenzione, la vittoria del maligno sarebbe stata definitiva.

Dio ha fatto una nuova creazione: la Madonna (la nuova Eva).

Quando la Madonna è stata concepita è successo qualcosa di meraviglioso: la nuova creazione che non fosse sotto l’impero del maligno. Un grembo dal quale è nato il Figlio di Dio fatto Uomo. Maria Immacolata è la rivincita di Dio sul demonio. Quest’ultimo è diventato il principe di questo mondo, come lo ha bollato Gesù.
Alla Madonna sono stati applicati in anticipo i meriti della redenzione. Sant’Anna e San Gioacchino erano anziani, quindi, hanno concepitoo per grazia.
L’Arcangelo non disse ti saluto Maria ma disse: “Piena di Grazia”! Mai a nessuno l’Angelo ha detto: “Piena di Grazia”. La Madonna quando ha saputo di essere la Madre del Salvatore, la Sua Anima è rimasta nella più totale umiltà e serenità. Questa creatura, senza peccato originale, avrebbe cooperato pienamente all’opera della redenzione.

Maria è Madre di tutti gli uomini redenti dal Sangue di Cristo.

La Madonna è la prima creatura che conosce il mistero della santissima Trinità
(“Il verbo del Padre si farà uomo per opera dello Spirito Santo”).

Maria, ispirata dallo Spirito Santo, aveva fatto la promessa di mantenersi casta per tutta la vita. Nel popolo ebraico non c’era una tradizione di vergini ma di madri. Questo spiega quel “non conosco uomo” pur essendo promessa a Giuseppe. Lei voleva sapere da Dio come avrebbe fatto a rimanere fedele alla promessa fatta.

San Paolo diceva che in Adamo tutti hanno peccato ma appena un predicatore, nel passato, ipotizzava che per un istante la Madonna fosse stata sotto l’influsso del maligno rischiava la vita, perché la gente non poteva sopportare ciò perché Lei era Colei che avrebbe dovuto schiacciargli la testa (infatti nella Genesi si legge “porrò inimicizia tra te e la Donna”).

La Tutta Santa è stata concepita immacolata perché doveva diventare la Madre del Redentore. Come poteva farsi Uomo il Redentore nel grembo di Colei che fosse stata anche se per un attimo sotto il giogo del serpente? Impossibile. Da Lei sarebbe nata la Fonte della Santità e della Grazia. E’ un dogma inteso in funzione della Divina Maternità.

Dio avendo nel suo progetto di farsi Uomo, si è preparato la Madre. Un capolavoro assoluto. Il Verbo si è fatto Carne nel grembo della Vergine Maria!!! Dalla Madonna si poteva e si può dire che suo Figlio è il Figlio di Dio. Il Figlio di Maria è il Figlio di Dio e il Figlio di Dio è Figlio di Maria! Lo evidenzio perché alcuni non lo sanno e se lo sanno non lo capiscono.
Gesù, per quanto riguarda la sua Divinità, è Eternamente Generato dal Padre; per quanto riguarda la sua umanità, è generato nel tempo da Sua Madre. Nella faccia assomigliava Tutto alla Madonna.
Lei ha concepito, partorito, cresciuto, servito e seguito Dio!
Il Cristianesimo è Gesù Cristo che è Figlio di Maria
.

La Madonna è custode della Fede
. La sua perseveranza nella fede è stata immensa, anche quando il Bambino Gesù faceva la pipì Lei credeva che era il Figlio di Dio. Non ha mai dubitato, nemmeno quando era appeso alla Croce. Per questo è “Beata Te che hai creduto”. E’ la Madre della Fede. In Paradiso la Madonna chiama il Redentore “Figlio” e Lui la chiama “Madre”. La domenica mattina quando le donne andarono al sepolcro Lei non c’era, perché credeva nella Resurrezione (forse Gesù Le era già apparso).

La Madonna è sempre Vergine
. Ha concepito e generato verginalmente. Il parto verginale non solo non ha violato ma ha consacrato la sua verginità. La Madonna è Sempre Vergine perché appartiene Tutta a Dio, Lei che nel suo grembo ha concepito il Verbo di Dio. Il concepimento verginale è stato un segno che Dio ha dato alla Madonna che Lei era Madre di Dio. Quindi il concepimento e il parto verginale fanno comprendere che Quel Bambino era Dio.

Assunta in Cielo
. La Sua assunzione in Cielo con il Suo Corpo Glorioso è ciò che noi saremo. Un segno elevato nel Cielo. Una Donna Vestita di Sole. Un segno di speranza per noi.

La Madonna assunta in Cielo ci ricorda quel è il nostro destino. Noi tutti parteciperemo alla Gloria di Cristo Risorto. Perirà questo corpo di morte, risorgeremo con un corpo immortale, perfetto, meraviglioso e spiritualizzato! Questa non è una promessa, Cristo è già Risorto, la Madonna è già Assunta in Cielo.

Maria è Mediatrice, Corredentrice e Avvocata.
Fra noi è il Padre c’è un solo mediatore che è Gesù, fra Gesù e noi c’è la Madonna. Colei che è Madre di Cristo è anche Madre della Chiesa e Madre di tutta l’umanità. Noi dobbiamo trattare la Madonna come l’ha trattata Gesù. Quindi dobbiamo accoglierla come Madre. E’ una Madre paziente, dolcissima, tollerante, indulgente, che ci prende per mano, che ci accudisce, che non ci abbandona mai e che ci ama immensamente. E’ Colei che intercede continuamente per ognuno di noi presso Dio.

Nell’espressione di Gesù a San Giovanni “Figlio ecco tua Madre”, il Figlio rappresenta tutti i cristiani e, quindi, vuole che tutti i cristiani prendano Maria come Madre. Non solo. Gesù sulla Croce esige che i discepoli prendano Maria come Madre e dopo (prima di salire al Cielo) lì manda nel mondo a predicare; come condizione per andare a predicare vuole che l’accettino come Madre, altrimenti non si fida ad assegnargli quel compito. Infatti nel cenacolo, prima di andare a predicare, c’era Maria Santissima.

La grandezza della maternità di Maria nel disegno di Dio è la sua risposta di Fede e di totale affidamento.

Non possiamo nascondere il dolore connesso a questa maternità
. La Madonna sapeva che accogliendo l’invito dell’Angelo (quindi la volontà di Dio) si esponeva subito a grandi sofferenze. Ricordiamo: Giuseppe voleva ripudiarla ma essendo giusto cercò di rimandarla in segreto. Essendo rimasta incinta prima del matrimonio rischiava la lapidazione. L’ansia di quando stava mettendo alla luce il Figlio di Dio e non trova che una grotta per ripararsi dal gelo della notte e una mangiatoia per deporlo. Il bimbo incontra subito la furia omicida dei grandi della Terra e la sacra famiglia conosce subito la persecuzione e l’esilio. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse “Alzati! Prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Nel Tempio stesso di Dio per bocca di Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, lo Spirito Santo rivela quale spada di dolore trafiggerà l’anima della Madre del Redentore. Sul Calvario la Madonna sperimenterà la verità della profezia di Simeone e ne misurerà l’altezza, la larghezza e la profondità di quell’oceano di dolore che comporta la Divina Maternità. Infatti Maria vuol dire mare. Mare di gioia e mare di dolore. I familiari di Gesù uscirono per andare a prenderlo perché dicevano che era fuori di se. I parenti lo ritenevano un pazzo. Gli scribi lo consideravano un indemoniato. I compaesani di Nazareth, che la Madonna conosceva bene, sono i primi che tentano di ucciderlo. E’ un crescendo di odio satanico che culminerà nelle ore tremende della Passione quando il Figlio viene Crocifisso e “la Madre con Lui”. Ogni sofferenza di Gesù ha trovato un eco profondo nel cuore di Maria.

Nella prima annunciazione la croce è già presente perché lo stesso nome di Gesù vuol dire Salvatore (salverà il popolo dai suoi peccati). In primo piano c’è la gioia e sullo sfondo la Croce.

Giovanni Paolo II ci ha fatto notare che c’è una seconda annunciazione: quella che lo Spirito Santo fa attraverso Simeone, quando il bambino viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe per la purificazione. Simeone preannuncia a Maria il dolore che l’attende; “una spada trapasserà la Tua Anima” e preannuncia anche che il bambino sarà come pietra di contraddizione e molti avrebbero inciampato in questa pietra. Maria è una madre che gioisce e che soffre. La Madonna soffre quando Suo Figlio viene respinto e quando vede gli esseri umani che si perdono nel peccato. Molte volte la gente pensa che avendo avuto una grande missione la Madonna sia stata fortunata. Il Signore nella sua Divina Pedagogia abbina sempre a una grande missione una grande croce. Infatti la più grande croce l’ha portata Cristo che ha avuto la missione di redimere il mondo. La seconda più grande croce è quella di Maria che è stata la corredentrice. Quindi più grande è la missione e più grande è la croce. Più sublime è la missione è più sanguinosa è la croce.

Chi ama Gesù consola e rallegra Maria.

Vi invito a pregare l’Ave Maria perché la salvezza del mondo è cominciata per mezzo di essa e da essa dipende anche la salvezza di ognuno in particolare.

Come dice S. Benedetto: “Se la segui non ti smarrirai, se la preghi non dispererai, se pensi a Lei non errerai, sostenuto da Lei non cadrai, difeso da Lei non temerai, se ti guida non ti stancherai, se ti è propizia perverrai alla meta…. Ella trattiene il Figlio dal punire, il diavolo dal nuocere, le virtù dal fuggire, i meriti dal perire e la grazia dal diminuire”.

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Omaggio a MARIA!

Posté par atempodiblog le 25 août 2007

Il cuore del Cristianesimo è l’Incarnazione e quindi la Madonna ha una posizione centrale in questa fede; Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo ma anche con la Sua fede. La Sua grandezza consiste nel fatto che il Suo Bambino è il Figlio Eterno del Padre che si è fatto uomo nel Suo grembo. Maria è nel cuore del “Credo”.
La Madonna, negli anni della Sua vita terrena, è stata grandissima agli occhi di Dio ma nascosta agli occhi degli uomini però dopo la Sua Assunzione in Cielo è diventata un fiume travolgente. E’ la donna più amata, celebrata e glorificata del mondo. Senza la radice di carne di Maria, garante delle verità della Incarnazione, la fede in Gesù si dissolve in moralismo, spiritualismo, solidarismo.Nel “trattato della vera devozione alla Santa Vergine” di San Luigi M. Grignon da Monfort è giustamente scritto che Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata e servita. Ella merita lodi, ossequi, amore e servizi ancora maggiori.

Il Monfort dice con i santi: la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo, dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo, per operarvi meraviglie inimmaginabili. E’ il grande e divino mondo di Dio, dove egli custodisce bellezze e tesori ineffabili; è la magnificenza dell’Altissimo, dove è nascosto come nel proprio seno il suo unico Figlio e, in lui, tutto ciò che egli ha di più grande e prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha compiuto il Dio poten­te in questa creatura meravigliosa; ella stessa si sente costretta a proclamarlo, nono­stante la sua profonda umiltà: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente».

Il problema di oggi è che sono poco conosciuti sia Gesù Cristo che la Madonna.

La vera devozione a Maria è santa perché porta un’anima a evitare il peccato e imitare le virtù della santissima Vergine.
Ricordiamoci che per mezzo di Maria incominciò la salvezza del mondo e per mezzo di Maria deve essere compiuta. La santissima Vergine è necessaria agli uomini per conseguire l’ultimo fine e la devozione a Lei è necessaria ad ogni uomo per salvarsi.

Giovanni Paolo II° disse: “il Rosario è la mia preghiera prediletta” aggiungendo: “noi durante il Rosario guardiamo a Gesù con gli occhi di Maria”. Il Rosario è una preghiera cristologia e mediante questa la Madonna assolve il suo compito di ancella del Signore.
Ogni singola Ave Maria ha al centro Gesù (“del tuo seno Gesù”), la Madonna ci porta al cuore stesso di Cristo. Il Rosario è una preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.
La Madonna è la preghiera fatta carne. La preghiera è Maria in preghiera.
Pronunciando l’Ave Maria rendi presente la Madonna in te, viva. Come diceva il Montfort: “Maria è viva in te e tu sei vivo in lei”. Durante il Rosario Lei effonde su di te la sua umiltà, la sua tenerezza materna, il suo Amore per Dio. Nel Rosario ci si tuffa nell’Oceano Immacolato che è il Cuore Santo di Maria, dove abita la Santissima Trinità. In questo Cuore si adora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa esperienza è accessibile ad ogni cristiano. Lo stesso Papa diceva che sullo sfondo delle parole dell’Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Esse si compongono nell’insieme dei vari Misteri mettendoci in Comunione Viva con Gesù attraverso il Cuore della Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del Rosario, tutti i fatti che compongono la vita dell’umanità. Vicende personali e quelle del prossimo. In modo particolare di coloro che ci stanno più a cuore. La semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana.
Per conoscere di più Maria, affido il continuo del testo ad una catechesi di Padre Livio Fanzaga.
La Madonna è tutta orientata a Gesù Cristo e il Figlio di Dio è tutto orientato a Sua Madre. Gesù è stato talmente soddisfatto di avere Maria come madre che sulla Croce ha voluto donarla a noi e l’ha voluta al suo fianco Regina Assunta in Cielo.
Quando si tessono le lodi alla Madonna si tessono anche quelle di Gesù, perché non c’è nessuna verità di fece che riguardi Maria che non riguardi il Figlio. Tutti i dogmi mariani sono il riflesso dei dogmi cristologici. Il vescovo Bruno Forte dice che tutte le verità della Fede passano attraverso Maria Santissima.

La Madonna è immacolata
. Ciò vuol dire che è stata preservata dal peccato originale. Per capire questa cosa bisogna chiedere un dono particolare dello Spirito Santo che si chiama “dono dell’intelletto” (intus legere, cioè leggere dentro) e che ci aiuta a capire i dogmi di fede.

Il mondo ha preso coscienza di se e di esistere come creatura nell’uomo, perché l’uomo è colui che pensa il mondo. L’uomo con la sua intelligenza, la sua libertà, la sua moralità, la sua anima immortale è il culmine dell’opera di Dio. Pronto ad entrare in comunione con la SS. Trinità. Dio ci ha creato per renderci partecipi di Se, per condividere con noi la sua Gioia e Divinità. Ma è successa una catastrofe, prima per la ribellione degli angeli e poi per la ribellione degli uomini.

La ribellione degli uomini è avvenuta sotto l’istigazione dell’angelo ribelle, il quale avendo vinto la partita (non senza rimedio) è passato all’incasso. Così tutti quelli che nascono hanno il peccato originale. La creazione è inquinata, cioè chi nasce da Adamo ed Eva nasce sotto l’influsso del serpente. Nel battesimo, infatti, si fa un esorcismo. Se non ci fosse stata la redenzione, la vittoria del maligno sarebbe stata definitiva.

Dio ha fatto una nuova creazione: la Madonna (la nuova Eva).

Quando la Madonna è stata concepita è successo qualcosa di meraviglioso: la nuova creazione che non fosse sotto l’impero del maligno. Un grembo dal quale è nato il Figlio di Dio fatto Uomo. Maria Immacolata è la rivincita di Dio sul demonio. Quest’ultimo è diventato il principe di questo mondo, come lo ha bollato Gesù.
Alla Madonna sono stati applicati in anticipo i meriti della redenzione. Sant’Anna e San Gioacchino erano anziani, quindi, hanno concepitoo per grazia.
L’Arcangelo non disse ti saluto Maria ma disse: “Piena di Grazia”! Mai a nessuno l’Angelo ha detto: “Piena di Grazia”. La Madonna quando ha saputo di essere la Madre del Salvatore, la Sua Anima è rimasta nella più totale umiltà e serenità. Questa creatura, senza peccato originale, avrebbe cooperato pienamente all’opera della redenzione.

Maria è Madre di tutti gli uomini redenti dal Sangue di Cristo.

La Madonna è la prima creatura che conosce il mistero della santissima Trinità
(“Il verbo del Padre si farà uomo per opera dello Spirito Santo”).

Maria, ispirata dallo Spirito Santo, aveva fatto la promessa di mantenersi casta per tutta la vita. Nel popolo ebraico non c’era una tradizione di vergini ma di madri. Questo spiega quel “non conosco uomo” pur essendo promessa a Giuseppe. Lei voleva sapere da Dio come avrebbe fatto a rimanere fedele alla promessa fatta.

San Paolo diceva che in Adamo tutti hanno peccato ma appena un predicatore, nel passato, ipotizzava che per un istante la Madonna fosse stata sotto l’influsso del maligno rischiava la vita, perché la gente non poteva sopportare ciò perché Lei era Colei che avrebbe dovuto schiacciargli la testa (infatti nella Genesi si legge “porrò inimicizia tra te e la Donna”).

La Tutta Santa è stata concepita immacolata perché doveva diventare la Madre del Redentore. Come poteva farsi Uomo il Redentore nel grembo di Colei che fosse stata anche se per un attimo sotto il giogo del serpente? Impossibile. Da Lei sarebbe nata la Fonte della Santità e della Grazia. E’ un dogma inteso in funzione della Divina Maternità.

Dio avendo nel suo progetto di farsi Uomo, si è preparato la Madre. Un capolavoro assoluto. Il Verbo si è fatto Carne nel grembo della Vergine Maria!!! Dalla Madonna si poteva e si può dire che suo Figlio è il Figlio di Dio. Il Figlio di Maria è il Figlio di Dio e il Figlio di Dio è Figlio di Maria! Lo evidenzio perché alcuni non lo sanno e se lo sanno non lo capiscono.
Gesù, per quanto riguarda la sua Divinità, è Eternamente Generato dal Padre; per quanto riguarda la sua umanità, è generato nel tempo da Sua Madre. Nella faccia assomigliava Tutto alla Madonna.
Lei ha concepito, partorito, cresciuto, servito e seguito Dio!
Il Cristianesimo è Gesù Cristo che è Figlio di Maria
.

La Madonna è custode della Fede
. La sua perseveranza nella fede è stata immensa, anche quando il Bambino Gesù faceva la pipì Lei credeva che era il Figlio di Dio. Non ha mai dubitato, nemmeno quando era appeso alla Croce. Per questo è “Beata Te che hai creduto”. E’ la Madre della Fede. In Paradiso la Madonna chiama il Redentore “Figlio” e Lui la chiama “Madre”. La domenica mattina quando le donne andarono al sepolcro Lei non c’era, perché credeva nella Resurrezione (forse Gesù Le era già apparso).

La Madonna è sempre Vergine
. Ha concepito e generato verginalmente. Il parto verginale non solo non ha violato ma ha consacrato la sua verginità. La Madonna è Sempre Vergine perché appartiene Tutta a Dio, Lei che nel suo grembo ha concepito il Verbo di Dio. Il concepimento verginale è stato un segno che Dio ha dato alla Madonna che Lei era Madre di Dio. Quindi il concepimento e il parto verginale fanno comprendere che Quel Bambino era Dio.

Assunta in Cielo
. La Sua assunzione in Cielo con il Suo Corpo Glorioso è ciò che noi saremo. Un segno elevato nel Cielo. Una Donna Vestita di Sole. Un segno di speranza per noi.

La Madonna assunta in Cielo ci ricorda quel è il nostro destino. Noi tutti parteciperemo alla Gloria di Cristo Risorto. Perirà questo corpo di morte, risorgeremo con un corpo immortale, perfetto, meraviglioso e spiritualizzato! Questa non è una promessa, Cristo è già Risorto, la Madonna è già Assunta in Cielo.

Maria è Mediatrice, Corredentrice e Avvocata.
Fra noi è il Padre c’è un solo mediatore che è Gesù, fra Gesù e noi c’è la Madonna. Colei che è Madre di Cristo è anche Madre della Chiesa e Madre di tutta l’umanità. Noi dobbiamo trattare la Madonna come l’ha trattata Gesù. Quindi dobbiamo accoglierla come Madre. E’ una Madre paziente, dolcissima, tollerante, indulgente, che ci prende per mano, che ci accudisce, che non ci abbandona mai e che ci ama immensamente. E’ Colei che intercede continuamente per ognuno di noi presso Dio.

Nell’espressione di Gesù a San Giovanni “Figlio ecco tua Madre”, il Figlio rappresenta tutti i cristiani e, quindi, vuole che tutti i cristiani prendano Maria come Madre. Non solo. Gesù sulla Croce esige che i discepoli prendano Maria come Madre e dopo (prima di salire al Cielo) lì manda nel mondo a predicare; come condizione per andare a predicare vuole che l’accettino come Madre, altrimenti non si fida ad assegnargli quel compito. Infatti nel cenacolo, prima di andare a predicare, c’era Maria Santissima.

La grandezza della maternità di Maria nel disegno di Dio è la sua risposta di Fede e di totale affidamento.

Non possiamo nascondere il dolore connesso a questa maternità
. La Madonna sapeva che accogliendo l’invito dell’Angelo (quindi la volontà di Dio) si esponeva subito a grandi sofferenze. Ricordiamo: Giuseppe voleva ripudiarla ma essendo giusto cercò di rimandarla in segreto. Essendo rimasta incinta prima del matrimonio rischiava la lapidazione. L’ansia di quando stava mettendo alla luce il Figlio di Dio e non trova che una grotta per ripararsi dal gelo della notte e una mangiatoia per deporlo. Il bimbo incontra subito la furia omicida dei grandi della Terra e la sacra famiglia conosce subito la persecuzione e l’esilio. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse “Alzati! Prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Nel Tempio stesso di Dio per bocca di Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, lo Spirito Santo rivela quale spada di dolore trafiggerà l’anima della Madre del Redentore. Sul Calvario la Madonna sperimenterà la verità della profezia di Simeone e ne misurerà l’altezza, la larghezza e la profondità di quell’oceano di dolore che comporta la Divina Maternità. Infatti Maria vuol dire mare. Mare di gioia e mare di dolore. I familiari di Gesù uscirono per andare a prenderlo perché dicevano che era fuori di se. I parenti lo ritenevano un pazzo. Gli scribi lo consideravano un indemoniato. I compaesani di Nazareth, che la Madonna conosceva bene, sono i primi che tentano di ucciderlo. E’ un crescendo di odio satanico che culminerà nelle ore tremende della Passione quando il Figlio viene Crocifisso e “la Madre con Lui”. Ogni sofferenza di Gesù ha trovato un eco profondo nel cuore di Maria.

Nella prima annunciazione la croce è già presente perché lo stesso nome di Gesù vuol dire Salvatore (salverà il popolo dai suoi peccati). In primo piano c’è la gioia e sullo sfondo la Croce.

Giovanni Paolo II ci ha fatto notare che c’è una seconda annunciazione: quella che lo Spirito Santo fa attraverso Simeone, quando il bambino viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe per la purificazione. Simeone preannuncia a Maria il dolore che l’attende; “una spada trapasserà la Tua Anima” e preannuncia anche che il bambino sarà come pietra di contraddizione e molti avrebbero inciampato in questa pietra. Maria è una madre che gioisce e che soffre. La Madonna soffre quando Suo Figlio viene respinto e quando vede gli esseri umani che si perdono nel peccato. Molte volte la gente pensa che avendo avuto una grande missione la Madonna sia stata fortunata. Il Signore nella sua Divina Pedagogia abbina sempre a una grande missione una grande croce. Infatti la più grande croce l’ha portata Cristo che ha avuto la missione di redimere il mondo. La seconda più grande croce è quella di Maria che è stata la corredentrice. Quindi più grande è la missione e più grande è la croce. Più sublime è la missione è più sanguinosa è la croce.

Chi ama Gesù consola e rallegra Maria.

Vi invito a pregare l’Ave Maria perché la salvezza del mondo è cominciata per mezzo di essa e da essa dipende anche la salvezza di ognuno in particolare.

Come dice S. Benedetto: “Se la segui non ti smarrirai, se la preghi non dispererai, se pensi a Lei non errerai, sostenuto da Lei non cadrai, difeso da Lei non temerai, se ti guida non ti stancherai, se ti è propizia perverrai alla meta…. Ella trattiene il Figlio dal punire, il diavolo dal nuocere, le virtù dal fuggire, i meriti dal perire e la grazia dal diminuire”.

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