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Choc al Miur: la biblioteca dei ragazzi, dieci classi scelgono il ‘Mein Kampf’

Posté par atempodiblog le 10 décembre 2016

Choc al Miur
La biblioteca dei ragazzi, dieci classi scelgono il Mein Kampf
Il concorso lanciato al Salone di Torino dal ministero dell’Istruzione ha coinvolto tre milioni e mezzo di studenti. In otto città, però, alcuni studenti hanno scelto l’autobiografia di Hitler. Il Miur: “Hanno partecipato anche i docenti”

di Corrado Zunino – la Repubblica

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Ci sono dieci classi in Italia che, richieste di esprimere il loro libro preferito, hanno messo nella lista dei primi dieci “Mein Kampf”, l’opera scritta da Adolf Hitler in carcere, poi diventata la pietra angolare del nazismo tedesco. Alcune classi l’hanno indicata al primo posto.

Non è stata – per il concorso lanciato dal ministero dell’Istruzione al Salone di Torino lo scorso maggio – una pensata di dieci singoli studenti, ma di dieci gruppi di ragazzi delle scuole medie e superiori “dopo una discussione condivisa”, come recitava la richiesta del bando.

E le dieci classi (su 138mila che si sono espresse) sono in provincia di Palermo e Catanzaro, a Potenza, a Tivoli e Gaeta, due ancora a Piacenza e infine nelle province di Trieste e Udine. Il testo, “Mein Kampf”, non avrebbe potuto essere votato, poiché non italiano e pubblicato prima del Duemila (nel 1925, esattamente). Provocazione? Goliardia? Una sincera ammirazione per il testo? Il Miur ancora non lo sa.

Il capo di gabinetto Alessandro Fusacchia, denunciando il fatto, ha detto: “Stiamo facendo approfondimenti”. Ma al ministero sono convinti che il voto al libro di Hitler non sia una cattiva interpretazione della richiesta, piuttosto una libera scelta. Era un docente, comunque, a inserire i titoli ricevuti dagli studenti nel sistema informatico.

“Mein Kampf” a parte, il concorso è stato un successo. Alle votazioni, aperte l’1 giugno 2016 e chiuse lo scorso 1 dicembre, hanno partecipato 68.381 classi della primaria e 70.107 della secondaria, per tre milioni e mezzo di studenti. Ogni scuola adesso riceverà 150 euro per l’acquisto dei libri scelti, anche in formato digitale, lo stanziamento complessivo è stato di 1,3 milioni di euro. In Campania e Puglia ha partecipato quasi il 60 per cento delle classi, in Sardegna il 19,1 per cento.

Diecimila i titoli scelti e, alla fine, i più votati della scuola elementare sono stati “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry (che ha vinto in tutte le regioni eccetto il Molise e la Basilicata), “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi e “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dhal. Per medie e superiori hanno vinto “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia, “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti e “Gomorra” di Roberto Saviano.

Fra i dieci libri che arriveranno nelle biblioteche delle scuole secondarie molti ragazzi hanno indicato – contrariamente alle dieci classi che hanno scelto il “Mein Kampf” – due opere di forte impatto sociale: “Nel mare ci sono i coccodrilli”, di Fabio Geda, storia di un ragazzino afghano arrivato in Grecia su un gommone, solo, quindi in Italia, a Torino, dove sarà adottato da un assistente sociale, e “Mio fratello insegue i dinosauri”, di Giacomo Mazzariol, un ragazzo di 19 anni che ha raccontato la sua quotidianità con il fratello Giovanni, affetto da sindrome di Down.

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Papa ai Neocatecumenali: Comunione, rispetto e amore reciproco, “ingredienti fondamentali” della missione

Posté par atempodiblog le 1 février 2014

Papa ai Neocatecumenali: Comunione, rispetto e amore reciproco, “ingredienti fondamentali” della missione
Ricevendo 10mila membri, Francesco elogia l’impegno evangelizzatore del movimento e spinge i suoi membri a “portare il Vangelo di Cristo anche negli ambienti più scristianizzati, specialmente nelle periferie esistenziali”. Con alcune semplici raccomandazioni: salvaguardare l’unità della Chiesa, rispettare le culture locali, porre l’amore reciproco al primo posto.
Tratto da: AsiaNews

Papa ai Neocatecumenali: Comunione, rispetto e amore reciproco, “ingredienti fondamentali” della missione dans Papa Francesco I 103vcjm

La comunione ecclesiale come “elemento indispensabile”, il rispetto per le culture straniere nelle quali ci si trova a operare e l’amore reciproco, anche per coloro che “scelgono altre strade di vita cristiana”. Sono questi gli elementi fondamentali della missioni, le “semplici raccomandazioni” che papa Francesco ha voluto sottolineare oggi durante l’udienza alle comunità del Cammino neocatecumenale. 

Al primo incontro fra il pontefice e l’esperienza del Cammino, che si è svolto in aula Paolo VI, erano presenti circa 10mila persone. Presenti anche le 414 famiglie che Francesco invierà in missione: fra queste, 174 faranno parte delle 40 nuove missio ad gentes che vanno ad aggiungersi alle 52 già esistenti. All’udienza hanno partecipato anche i 900 figli di tutte le famiglie presenti e circa 100 famiglie che sono già in missione in diversi parti del mondo.

Durante l’incontro, il Papa ha voluto “ringraziare il Signore per la gioia della vostra fede e per l’ardore della vostra testimonianza cristiana. Un saluto pieno di affetto rivolgo ai bambini, presenti in gran numero. Il mio pensiero va in modo speciale alle famiglie, che si recheranno in diverse parti del mondo per annunciare e testimoniare il Vangelo. La Chiesa vi è grata per la vostra generosità! ». E proprio “a nome della Chiesa, nostra Madre”, il Papa “propone alcune semplici raccomandazioni” ai presenti.

La prima è quella di “avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare. Il Cammino ha un proprio carisma, una propria dinamica, un dono che come tutti i doni dello Spirito ha una profonda dimensione ecclesiale; questo significa mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano, a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali”. La comunione, sottolinea Francesco “è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte”.

La seconda indicazione riguarda l’essere “sempre preceduti dal Signore: anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo. Da qui scaturisce la necessità di una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite. Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile. Tanto più importante sarà il vostro impegno ad ‘imparare’ le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo”.

Infine, il Papa esorta i presenti ad avere cura con amore gli uni degli altri, in particolar modo dei più deboli: “Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di scoperta del proprio Battesimo, è una strada esigente, lungo la quale un fratello o una sorella possono trovare delle difficoltà impreviste. In questi casi l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore”.

In conclusione, Francesco incoraggia i presenti “a portare dovunque, anche negli ambienti più scristianizzati, specialmente nelle periferie esistenziali, il Vangelo di Gesù Cristo. Evangelizzate con amore, portate a tutti l’amore di Dio. Dite a quanti incontrerete sulle strade della vostra missione che Dio ama l’uomo così com’è, anche con i suoi limiti, con i suoi sbagli, con i suoi peccati. Siate messaggeri e testimoni dell’infinita bontà e dell’inesauribile misericordia del Padre. Vi affido alla Vergine Maria, affinché ispiri e sostenga sempre il vostro apostolato. Alla scuola di questa tenera Madre siate missionari zelanti e gioiosi”.

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