La Piccola Lourdes di Pianura (Na)

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2007

Nel lontano 1981 (anno di inizio delle apparizioni di Medjugorje), davanti alla grotta di Massabielle, è stata elevata una richiesta al Cielo da don Peppino Scotto.

La Piccola Lourdes di Pianura (Na) dans Apparizioni mariane e santuari 2hqry86

Il desiderio, ispirato al cuore del sacerdote, voleva che anche a Pianura (Na) si realizzasse in piccolo quello che avveniva a Lourdes. La richiesta è stata accolta per intercessione della Madonna.

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Nel 1982 sono così cominciati i lavori di edificazione di una Cappella che riproduceva la Grotta delle apparizioni.

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Il suolo, che si trova a ridosso della collina dei Camaldoli,  fu donato da due coniugi del luogo e, con il consenso del Padre Generale dei Vocazionisti di quel periodo, è iniziata la realizzazione dapprima del piazzale, poi della Grotta della Sacrestia e del piccolo campanile.

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Nel cemento della Grotta di Pianura sono state inserite alcune pietre raccolte nei pressi della Grotta di Massabielle, ove apparve la Santa Vergine alla piccola Bernadette Soubirous.

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Vi è una bellissima statua della Beatissima Vergine realizzata dai fratelli Bramante, scultori di Pietrasanta Ligure, in marmo di Carrara, alta 2 metri e di 8 quintali di peso. Essa è arrivata a Pianura il 17/12/1982 ed è stata sistemata qualche giorno dopo sulla roccia.

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Oltre alla grotta dove si celebra la funzione eucaristica, è sorta – successivamente – la Chiesa intitolata alla ‘Beata Vergine Maria della Perpetua Visitazione’ per ricordare il Venerabile Giustino Maria Russolillo che ogni mese ci fa pregare la Madonna con questo titolo. La Chiesa si è resa necessaria per officiare la Santa Messa al riparo dalle intemperie, dato che si celebrava il sacramento dell’Eucarestia anche sotto la pioggia.  Essa è stata benedetta e aperta al pubblico il 16 dicembre 1991 da S. E. Salvatore Sorrentino, l’allora vescovo di Pozzuoli.

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All’interno della Chiesa, larga 12 m e lunga 32m, vi sono degli affreschi realizzati dal pittore Aurelio Fabbricatore e delle vetrate istoriate dai fratelli Manila di Montesanto.

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Alcuni tra i primi alunni del Vocazionario hanno riferito che il Venerabile Don Giustino Maria Russolillo, fondatore dell’Ordine dei Vocazionisti,  nel 1932 tornando da Lourdes, previde un santuario mariano e una Via Crucis in questo luogo.

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Il 31/05/2001, con la solenne partecipazione di S. E. Mons. Silvio Padoin vescovo di Pozzuoli, questo luogo viene elevato a Santuario Mariano.

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A tutti i devoti di Maria, il Sacerdote Giuseppe Scotto S.D.V. rinnova l’invito di non mancare all’appuntamento con Lei ogni 11 del mese. Da aprile a settembre alle ore 18, da ottobre a marzo alle ore 16. Ogni undici del mese, quindi, si rinnova l’appuntamento con la Mamma del Cielo.

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Il Papa: dolce Cristo in Terra

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2007

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La Chiesa è d’origine divina perché il Suo fondatore è Cristo ed essa subisce attacchi da satana, volti ad eliminarLa, perché tra Essa e Gesù c’è una continuità. Quest’ultimo ha detto che essa non verrà mai distrutta ma non che è esente da battaglie o tentazioni. In Essa Gesù vive con il Suo Spirito Santo, con la Sua parola, con i Sacramenti e in particolare l’Eucarestia; in questo modo Le da una dimensione divina e ha detto: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”.
La Chiesa è costruita su una roccia e questa roccia è Pietro. Infatti, Gesù dice: “Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le porte dell’Inferno non prevarranno contro di Essa”.

Gesù ha dato un dono speciale a Pietro che consiste nel non venir mai meno nella Fede. Grazie a questo dono la Chiesa è indistruttibile. Questa professione di Fede (che è il cuore stesso del Cristianesimo) fu espressa da Pietro dicendo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” ed è il segno grazie al quale Gesù riconosce l’elezione del Padre riguardo all’apostolo. E’ scelto per la Fede che gli era stata donata e la motivazione è la corrispondenza di Pietro all’illuminazione del Padre. Prima della scelta Gesù si era ritirato in preghiera per consultarsi con il Padre Suo. Infatti, proclamando la beatitudine dell’apostolo afferma: “Beato te Simone figlio di Giona perché ne la carne ne il sangue te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei Cieli”.
Gesù ha dato a Pietro il potere che Dio ha dato a Lui, quando ha detto: “A te do le Chiavi del Regno dei Cieli e tutto ciò che legherai sulla Terra sarà legato anche in Cielo e tutto ciò che scioglierai sulla Terra sarà sciolto anche in Cielo”. Pietro e i suoi successori sono diventati la pietra su cui è costruita
la Chiesa. Il dogma dell’infallibilità dei Sommi Pontefici sta a significare che lo Spirito Santo li assisterà sempre nel loro ministero d’insegnare e di guidare. Anche i Papi possono commettere peccati e si confessano ma sulle questioni di Fede e della morale hanno una particolare assistenza dello Spirito Santo, per cui non possono insegnare cose sbagliate (e questa infallibilità l’ha avuta anche il Concilio Ecumenico con a capo il Papa).

Pietro diventò Papa quando Gesù Risorto disse: “Pietro mi ami tu?” e poi, il triplice incarico pastorale: “Pasci i mie agnelli”, “Pasci le mie pecorelle”, “Pasci i miei agnelli”. Per non fare naufragio nella Fede bisogna seguire il Papa.

La Fede di Pietro nella divinità del Cristo ha un valore unico perché in quel momento Gesù ha raccolto intorno a se quelle che sarebbero state le colonne della Chiesa.

La Fede della Chiesa, fino alla fine dei secoli, non potrà che essere quella di Pietro che riconosce in Gesù Cristo il Figlio di Dio. Il Cristianesimo è questa Fede.
Questa pietra resiste a tutti gli attacchi satanici ed è la pietra che sorregge la Chiesa. Quindi il Papa, che rappresenta Gesù, ha potere diretto e immediato su tutta la Chiesa e quando parla di cose di Fede è come se avesse parlato Gesù Cristo; i vescovi, nella loro diocesi, svolgono il servizio insieme al Papa e sotto il Papa. Gesù solo a Lui ha dato la garanzia che non perderà mai la Fede.
All’età di sei anni, Caterina da Siena (di ritorno a casa al tramontar del sole) rimase estasiata di fronte ad una visione e quando il fratellino Stefano le chiese cosa avesse visto, si sentì rispondere: “Ho visto Gesù vestito da Papa” (Gesù le era apparso vestito da Papa e da lì capì che la sua missione era di far tornare il Papa a Roma). A seguito di questa visione, Santa Caterina chiamò il Papa “il dolce Cristo in Terra”.

Luca riporta al capitolo ventiduesimo queste parole di Gesù: “Simone, Simone ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua Fede e tu una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli”. Questo vale per Pietro e per i suoi successori. Matteo scrisse che Gesù disse: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed esse non cadde perché era fondata sopra la roccia”.

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Chi è un amico

Posté par atempodiblog le 10 octobre 2007

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“È colui che entra in punta di piedi, senza invadere lo spazio sacro dell’altro, senza condizionare l’unicità, l’originalità, l’individualità dell’amico, senza imposizioni o richieste faziose e interessante.
È colui che sta vicino con la vocazione di comunicare fiducia, stima, ottimismo, incoraggiamento ad andare avanti, a cavalcare il successo, a raggiungere traguardi sempre più alti, senza invidia e timore di essere superato.
È colui che fa tutto per l’altro, senza risparmiarsi, senza rendiconti, con l’unico desiderio di condividere il proprio « tutto » all’amico, per ricordarsi reciprocamente di avere un amico di nome Gesù, che ha lasciato una lezione unica sull’amicizia!”.

Don Gianfranco Poli

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Fiction su San Francesco e Santa Chiara

Posté par atempodiblog le 10 octobre 2007

Per la Rai Saladino è buono e la Chiesa ha la faccia feroce

Di Mario Palmaro

Il Giornale
10/10/2007

Dopo aver visto in tv Chiara e Francesco, ne siamo più che mai convinti: proponiamo una moratoria di almeno dieci anni per le fiction dedicate ai santi. Anche Francesco d’Assisi è caduto vittima di questa alchimia mediatica, che trasforma il sale del Vangelo in zucchero ecumenico, il fuoco della vocazione in brodino caldo filantropico. Lo sceneggiato della Lux Vide era cominciato benino con un’onesta rievocazione della vita del Poverello di Assisi. Fintantoché agli sceneggiatori non è saltato in mente di dedicare un terzo del tempo a loro disposizione alle Crociate. E qui è accaduto il fattaccio. Francesco va in Egitto per parlare con il Sultano, e chi trova a dar scandalo? Un cardinale guerrafondaio, armato fino ai denti, che pare appena uscito dalla marcia su Roma. Tutto vestito di nero, mascella volitiva, sguardo magnetico da «querciolo di Romagna», al prelato manca solo il balcone di Palazzo Venezia. Naturalmente spiega a Francesco che a lui la pace non interessa nulla, vuole vincere punto e basta. Come dire, è sempre «l’ora delle decisioni irrevocabili». E Francesco, invece di fare il bravo balilla, obietta che i Saraceni «credono nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe».
Ora, nessun uomo del Medioevo avrebbe mai potuto proferire un concetto del genere, perché un cristiano del Duecento non avrebbe mai detto che «i musulmani credono nel nostro stesso Dio»: e, a rigor di logica, non dovrebbe dirlo neanche oggi. In ogni caso, quando il vero Francesco andò dal Sultano, nel 1219, gli disse parole ben diverse: «I cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete».
Nella fiction della Rai, invece, quando il Sultano rimprovera il Poverello perché i cristiani hanno mosso guerra, lui non sa far di meglio che chiedergli scusa. Di più: si mette a trattare una spartizione della Terra Santa, neanche fosse il precursore della Comunità di Sant’Egidio. Risultato: lo spettatore meno avvertito ne ricava che cristiani e musulmani avrebbero potuto vivere tranquillamente in pace, nel pieno rispetto della convenzione di Ginevra, se non fosse stato per quei cattivoni dei crociati.
In queste fiction dei giorni nostri, i protagonisti sono letteralmente sradicati dalla mentalità del loro tempo e ragionano come un uomo del Terzo millennio, imbevuto di politically correct. Nella fiction della Lux Vide, accanto ai «buoni» Francesco e Chiara si muovono schiere di vescovi e cardinali cattivissimi. In questo modo, la santità diventa davvero un miracolo inspiegabile, perché non si riesce a capire come una specie di associazione a delinquere quale appare la Chiesa del passato riesca poi a produrre figure di eccelsa moralità come un Francesco o una Chiara d’Assisi.
È la fiction, bellezza. Questi lavori, anche quando sono prodotti da cattolici come i fratelli Bernabei della Lux, non hanno nessuna intenzione di descrivere chi veramente fu un certo santo del passato. Preferiscono confezionare un fantoccio imbottito dei buoni sentimenti, della mentalità e dei luoghi comuni del tempo presente. Ma così facendo, non si fa un buon servizio ai credenti. Né tanto meno ai laici che vorrebbero sinceramente capire più da vicino che cos’è un santo: anche loro, l’altra sera, avrebbero probabilmente voluto incontrare Chiara d’Assisi. Ma quelli veri erano altrove.

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24-25 Ottobre Mirjana a Napoli e Maiori (SA)

Posté par atempodiblog le 8 octobre 2007

Incontri di preghiera con la partecipazione di Mirjana di Medjugorje

Mercoledì 24 Ottobre 2007

Collegiata Santuario « S.Maria a mare » in Maiori (SA)

Giovedì 25 Ottobre 2007

Chiesa di S.Giacomo degli Spagnoli, Piazza Municipio, Napoli.

Programma identico per entrambi i giorni:

ore 14,00 Accoglienza

ore 15,00 Coroncina alla Divina Misericordia

ore 15,30 Rosario meditato

ore 16,00 Adorazione Eucaristica

ore 17,00 Celebrazione Eucaristica

ore 18,00 Testimonianza della veggente di Medjugorje

Fonte: http://www.medjugorje.altervista.org/

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Giuseppe Moscati in tv così lontano dalla realtà

Posté par atempodiblog le 8 octobre 2007

Giuseppe Moscati in tv così lontano dalla realtà dans Articoli di Giornali e News sangiuseppemoscati

D’accordo, le vite dei santi fanno audience, tant’è che proprio mentre trasmettevano lo sceneggiato in due puntate su San Giuseppe Moscati compariva l’annuncio di Chiara e Francesco, ennesima fiction sul Poverello d’Assisi (una all’anno in media). Ma se le biografie agiografiche «tirano» e se, com’è ovvio, sono rivolte a un pubblico familiare (e soprattutto cattolico) da prima serata, che c’entra una scena di sesso, insistito e senza veli, nella prima puntata del Giuseppe Moscati? I santi sono il contrario del politicamente corretto e di certo non amano che si parli di loro nascondendosi dietro il dito della didascalia «liberamente ispirato a». Questa «avvertenza per lo spettatore» dovrebbe giustificare ogni volo pindarico, ma di fatto finisce col piegare il racconto alle regole più mediocri e banali del narrare per immagini.

Così, si prende un santo, persona per definizione eccezionale, e lo si trasforma in un generico buonista da telefilm d’ambientazione sanitaria. Ciò accade perché si diffida della capacità di una vita di santo di essere di per sé spettacolare. Il vero Moscati (che, per inciso, portava gli occhiali e non assomigliava a Beppe Fiorello, bensì all’attore che fa la parte dell’amico-nemico) era uomo da comunione quotidiana, di cui nello sceneggiato non c’è traccia. In tutta la prima puntata lo si vede una sola volta in preghiera e, paradossalmente, davanti al «Cristo velato» della napoletana cappella Sansevero, una scultura massonica ed esoterica. Forse si pensa di vendere lo sceneggiato all’estero, dove nessuno conosce quella statua? Ma lo stesso può dirsi della figura di S. Giuseppe Moscati, e specialmente all’estero.

Il vero Moscati, che fu famoso per l’infallibilità delle sue diagnosi, abilità definita «miracolosa» anche dai suoi colleghi razionalisti e atei, usava consultarsi con Dio prima di pronunciarne una. Al contrario, darebbe alla fiction una profondità che potrebbe aspirare al capolavoro. Lo stesso ragionamento vale per l’espediente escogitato dai soggettisti per spiegare la scelta celibataria del Moscati: una banale delusione d’amore. Invece, nella storia vera, l’ormai illustre cattedratico e scienziato (fu tra gli anticipatori della biochimica) venne chiamato d’urgenza al capezzale di una donna di malaffare. Era uno scherzo di pessimo gusto che sapeva di poter contare sulla carità eroica del santo, il quale non badava al suo rango e nemmeno alla parcella quando c’era da assistere un malato. Quel giorno Giuseppe Moscati si infilò nella chiesa delle Sacramentine e, davanti all’immagine della Madonna del Buon Consiglio, fece voto perpetuo di castità. Ovviamente, si è pensato che la castità non sia «telegenica». E si è persa un’altra occasione per uscire dall’usuale piattezza delle trame. E dire che il cattolicissimo Moscati era un pugno nell’occhio per la classe medica del suo tempo, trasudante positivismo agnostico e scientista: conflitto che da solo bastava a riempire un film. Domanda: perché non affidano a un vero romanziere cattolico i soggetti filmici sui santi?

di Rino Cammilleri
[Da «il Giornale», 30 settembre 2007]

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Il calcio degli OGM

Posté par atempodiblog le 1 octobre 2007

Il goal della Juventus è irregolare ma diventa valido perché questa è l’interpretazione odierna della norma.
Il guardalinee, quando un giocatore è in evidente fuorigioco come Trezeguet, è tenuto a sbandierare perché è una situazione irregolare; a quel punto, nel calcio geneticamente modificato anche nello spirito con cui viene arbitrato, se Dellafiore passa volontariamente la palla all’indietro riqualifica il bomber francese ma se il difensore granata tocca involontariamente il pallone all’indietro non si è più in presenza di una riqualificazione della posizione del calciatore precedentemente in fuorigioco. A volte ci vorrebbe un po’ di buon senso.

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I tre Arcangeli

Posté par atempodiblog le 29 septembre 2007

Oggi si celebra la festa dei tre Arcangeli e per festeggiarli posto un breve passo dell’ultima newsletter di Radio Maria a cura di Padre Livio:

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Michele significa « Chi è come Dio? ». Con questa stoccata micidiale l’Arcangelo ha rovesciato Lucifero e il suo esercito dal Cielo. Nella lotta contro il maligno la spada affilata della sua umiltà e della sua sottomissione ci è di grande aiuto.

Gabriele significa « Fortezza di Dio ». E’ l’Arcangelo al quale Dio ha affidato l’incarico di annunciare a Maria l’evento dell’Incarnazione. A Lui chiediamo il dono della fortezza, in particolare perché Radio Maria continui ad annunciare il vangelo senza paura degli uomini.

Raffaele significa « Medicina di Dio ». A lui chiediamo di dare sollievo ai nostri malati e come un giorno guarì la cecità di Tobia, possa oggi aprire gli occhi di coloro che giacciono nelle tenebre dell’ignoranza e dell’incredulità.

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L’uomo punirà se stesso

Posté par atempodiblog le 28 septembre 2007

L'uomo punirà se stesso dans Citazioni, frasi e pensieri diddlmania_017 

L’Apocalisse non è dietro di noi, ma davanti a noi.

René Girard

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Il male è nato dagli angeli

Posté par atempodiblog le 27 septembre 2007

Il male è nato dagli angeli dans Fede, morale e teologia padrelivio

Quante volte si sente dire “dov’è Dio?”, specialmente quando si verificano tragici eventi, però il male non è stato provocato da Dio ma è entrato nel mondo a causa dell’infedeltà dell’uomo. Dio si è impegnato a liberarci dal male con la nostra collaborazione. La Santa Croce, dove Gesù Cristo ha volontariamente portato il male del mondo, indica come Dio abbia preso sulle sue spalle tutte le sofferenze e le negatività umane e le abbia espiate al nostro posto ed a nostro favore.
Qualche altra persona si chiede perché Dio non esibisca davanti ai nostri occhi la Sua onnipotenza per eliminare il male. Potrebbe farlo senza eliminare la libertà? La vita conserverebbe più il suo significato che è un tempo di prova dove l’uomo decide del suo destino eterno? Dio ha tolto al male il suo pungiglione mortifero e questo può essere trasformato in bene. Dio veicola i peccati commessi in modo tale da scoprire la Divina Misericordia. Non c’è nulla che Dio non possa volgere al bene, se Egli permette il male è per ricavarne un bene maggiore.
Pensando allo Tsunami (il maremoto dell’Oceano Indiano del dicembre 2004) Padre Livio ha affermato che “Dio era lì che bussava alla porta di ogni cuore, inondato dall’acqua, per portarli nell’Oceano dell’Infinito Amore”. Dove c’è stato lo Tsunami ricordo che c’è il turismo sessuale con sfruttamento di minori.
Ricordo che la vita va dal tempo all’eternità e che la vera vita è quella eterna.

Il bene, la verità, la luce, l’amore, la bellezza sono attributi divini e quindi infiniti ed eterni. Il male è una realtà creata. Non esiste il dio del male. Prima che esistesse il mondo, il male non esisteva. Prima che esistessero gli angeli e gli uomini, il male non esisteva. Quindi se uno è corazzato con la forza di Dio lo manda in frantumi.
Nella storiella famosa di Adamo ed Eva c’è più sapienza che in tutti i libri che ha scritto l’umanità. Perché li c’è la risposta che Dio ti da su come è nato il male. Il male è nato con la libertà umana. Quando una creatura ha disubbidito a Dio. Gli uomini non sono stati i primi a far nascere il male.
Nel primo istante Dio creò gli angeli e li elevò in grazia, ma non ancora con la visione di Dio. Nel secondo istante furono sottoposti alla prova. Chi accettò la dipendenza da Dio superò la prova, accettando di essere creatura e accettando il piano Divino della creazione (perché creando il mondo Dio aveva un piano, che prevedeva anche l’Incarnazione – a prescindere che l’uomo avesse peccato o meno).
Le creature che hanno deciso di non ubbidire a Dio hanno creato il male. Non amandolo e contrapponendosi a Lui. Volevano essere loro Dio al posto di Dio. L’illusione della libertà assoluta, il che è ridicolo. Basta pensare: prima non esistevo, ora esisto…
E’ nato come atto d’orgoglio. Noi uomini abbiamo difficoltà a comprendere il male perché questo è nato dagli angeli.
Perché Dio ha lasciato le creature razionali (angeli e uomini) liberi nella possibilità di fare il male? Ha creato esseri che potevano dirgli di no. In caso contrario avrebbe dovuto crearci come cane, come gatto…
Aveva previsto che degli angeli e degli uomini non avrebbero superato la prova.
Il tempo della prova per noi dura tutta la vita. Per gli angeli è durato un istante. Perché essendo purissimi spiriti possono determinarsi in un istante.
Essendo anime incarnate per fare il bene e fare il male abbiamo bisogno di tanti atti. Facendo il bene ci rafforziamo nelle virtù, verso un’impeccabilità morale (commettendo solo imperfezioni). Facendo il male pian piano andiamo verso l’impenitenza.
Tra gli angeli, chi superò la prova fu ammesso alla visione di Dio, alla comunione con Dio, alla partecipazione alla Vita Divina perché Dio è un oceano immenso d’Amore, di Comunione, di Gioia, di Pace, di Luce. Non possiamo nemmeno immaginare. Il paradiso è Dio dentro Dio.
Quando uno è nella visione di Dio non può più peccare. Direte, allora non è libero? Sia gli angeli che i santi in Paradiso sono liberi ma non possono peccare.
La libertà umana è una proprietà della volontà. La volontà è una facoltà dell’anima, un’attività dell’anima spirituale. La volontà è un desiderio di bene. Per cui noi siamo sempre spinti a scegliere per ciò che per noi è un bene. Dopo aver stimato che è un bene lo scegliamo e lo vogliamo. Quindi nessuno di noi sceglie il male. Magari si sceglie un male non sapendo che lo è. Tutto ciò che noi facciamo, lo facciamo pensando che per noi è un bene (perfino uno che si uccide, lo fa perché pensa che annientandosi elimina la sofferenza). Ogni azione dell’uomo è sotto la ricerca di un bene per se. Talvolta, un bene illusorio e ingannevole.
Quindi quando il Sommo Bene si ha davanti agli occhi, lo si vuole con tutto il cuore, con tutto se stesso, siamo come il cane che vuole l’osso.
Gli angeli, non ancora ammessi alla visione di Dio, che hanno fallito la prova con la loro affermazione di indipendenza, credevano di poter diventare loro Dio al posto di Dio. Il peccato degli uomini è meno grave di quello degli angeli perché questi ultimi non erano tentati dal demonio ma loro sono diventati dei demoni.
Il peccato di Adamo ed Eva è più grave del nostro perché furono creati in sapienza, in grazia e non avevano la concupiscenza come l’abbiamo noi. Non avevano la visione di Dio, quindi nella valutazione del bene e del male potevano sbagliare.
L’arte sublime del demonio è conoscere noi più di quanto conosciamo noi stessi. Sa che ogni nostra azione è dettata dalla ricerca di qualcosa di buono, anche quando facciamo azioni cattive. Ogni azione è guidata da un vantaggio (es. abortisco così non ho chi mi rompe le scatole). San Francesco dà tutti i suoi beni perché cerca una ricchezza più grande che è l’Amore di Dio.
Il demonio sa che Dio ha messo l’uomo di fronte alla via del bene e alla via del male; perché la vita è il tempo della prova di fedeltà e amore per essere ammessi in Paradiso.
Nella navigazione della vita Dio ci ha dato l’intelligenza, la coscienza, la libera volontà sul piano naturale, poi ci ha dato la Chiesa, i Comandamenti, la Grazia, gli Aiuti Spirituali.
Il demonio sa che la via del male porta a casa sua, quindi se non percorriamo la via del male non avrà sudditi. Avrà angeli ma pochi uomini. Quindi deve imbrogliare le carte. Presentare la via del male molto appetitosa. La Madonna più volte ci ha messo in guardia dalle false luci e alla false gioie.
Noi ci muoviamo solo se possiamo avere qualcosa di buono e, quindi, ci presenta il male sotto forma di bene. Ci dice che con Dio si vive peggio. Si vive peggio con la Chiesa, con i Comandamenti, con il Rosario e così ci rovina la vita.
Larga è la porta e ampia la via che porta alla perdizione eterna (questo ce lo insegna Gesù) e sono molti quelli che la percorrono. Questa cosa è stata ribadita dalla Madonna, specialmente a Fatima (“oggi molte anime vanno all’inferno perché non c’è nessuno che prega e si sacrifica per loro”) ed a Medjugorje (“sono molte le anime che vanno all’inferno »).

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Ai preti manca sposarsi?

Posté par atempodiblog le 27 septembre 2007

Ai preti manca sposarsi? dans Fede, morale e teologia sacerdoti

Questo intervento nasce, grazie ad una riflessione ad alta voce di Padre Livio, perché in tv si parla di coppie di fatto e non più di matrimonio, mentre quest’ultima forma di unione vorrebbero affibiarla ai preti. Il celibato dei preti non è un dogma di Fede. Il primo Papa, San Pietro, era sposato.
La Chiesa latina, nel corso della storia, ha ritenuto opportuno associare al sacerdozio il voto di castità e questa scelta si è rilevata molto positiva.
Il popolo ha imposto il celibato perché andava a Messa dai preti celibi e non da quelli sposati.Non dimentichiamo che Gesù Cristo era celibe e che il prete è un Altro Cristo.
La crisi delle vocazioni non si risolve con i preti che si sposano, la crisi riguarda anche i pastori protestanti e i preti anglicani (che si sposano).Il problema del clero è quello della Fede: ha poca Fede.
La Valtorta scrisse che il tempo della grande impostura sarebbe stato preparato da una crisi del clero. Ricordo l’apparizione delle Tre Fontane a Roma dove
la Madonna della Rivelazione fece vedere, per terra, al veggente un drappo nero, una veste gettatata e una croce spezzata; dicendo che ci sarebbe stata una grande infedeltà da parte dei sacerdoti. Infatti, in quei tempi, furono molti i sacerdoti che lasciarono l’abito. Questa crisi non riguardava una crisi dei sensi (crisi affettive e affini) ma una mancanza di Fede che porta al naufragio nella stessa.
Guardando la situazione della Chiesa oggi si è portati a pensare una frase di Gesù: “Quando verrà il Figlio dell’Uomo ci sarà ancora
la Fede sulla Terra?”.
Bisogna essere saldi nella Fede. Le vocazioni, sia maschili che femminili, di clausura – dove la vita è eroica – sono le uniche che non hanno crisi. Gli ordini religiosi più austeri han conservato le vocazioni, invece quelli che hanno aperto al mondo hanno perso le vocazioni. Ci vorrebbe una rinascita spirituale, in cui si è entusiasti della propria Fede e missione.E’ fondamentale che i preti conoscano di più Gesù Cristo e che lo amino di più. Quindi il sacerdote è chiamato ad imitare Cristo che era celibe (essendo un Altro Cristo) e a dare piena dedizione alla Chiesa Sposa di Cristo, a cui dona la sua esistenza e la ricchezza dei suoi sentimenti. Questi ultimi due motivi che ho scritto sono un teologico e l’altro ecclesiologico e c’è anche una terza ragione di natura escatologica: per testimoniare la vita futura.
Il prete si stacca da alcune cose per essere più disponibile, per diventare un padre in senso spirituale. Aiuta a scoprire l’Amore di Dio. Oggi manca l’amore per Gesù e per le anime. Il sacerdozio è il prolungamento di Gesù Cristo, della sua vita e delle sue scelte. Gesù era tutto della sua missione.I preti sposati devono dedicare del tempo alla loro famiglia e la gente è scontenta. I fedeli sono “figli” del sacerdote. Per trasferire i preti da una Parrocchia ad un’altra o da un posto all’altro bisognerebbe chiedere il permesso alla moglie ed ai figli (che hanno amici, scuola, ecc… in quel posto). Se un figlio desse cattivo esempio, di riflesso il prete perderebbe un po’ della sua autorità (la gente mormorerebbe che se non sa educare il figlio come può condurre bene i fedeli, ecc…).Veniamo al triste argomento dei preti che lasciano l’abito: costoro restano sacerdoti per sempre e per loro bisogna pregare e digiunare. Non forzarli perché Dio ha lasciato a tutti una volontà libera.Gesù, gelosissimo dei suoi Sacerdoti, non vuole e non tollera che vengano mosse accuse, di nessun tipo e di nessun genere, anche se l’evidenza delle cose e dei fatti lo rendono palese. Bisogna pregare, pregare, pregare e mai giudicarli, se succede questo, la colpa è dei fedeli, che non pregano abbastanza per avere santi Sacerdoti! Bisogna usare carità spirituale, quando si parla di qualsiasi Sacerdote, anche se colpevole…Profetiche furono le parole del Cardinale Newman: « Molti ecclesiastici si sono lasciati andare ad una vita di mollezza. Non intendono più il valore della loro chiamata alla vita di povertà, umiltà e castità. Spogliatevi ora di questi ornamenti del mondo che adescano ed intrappolano le vostre anime, fratelli miei; e distruggono la vostra vocazione. Gli anni che vi rimangono sono pochi per recuperare il gregge che avete disperso. Svegliatevi ora dal vostro sonno… O fratelli miei, sono pienamente consapevole dei vostri dilemmi e degli errori che si sono impossessati di voi. La vostra obbedienza deve essere data all’Eterno Padre. Non ci sarà alcuna giustifi­cazione per l’uomo che favorisce l’errore e l’eresia!… Tornate indietro, fratelli miei… ».Oggigiorno si prega pochissimo per i Sacerdoti, invito tutti a recitare questa preghiera che ci ha insegnato San Pio da Pietrelcina: « Dio Onnipotente ed Eterno, che vuoi la salvezza di tutti gli uomini e non vuoi che alcuno perisca, dona al mondo Sacerdoti Santi, perché il Loro esempio trascini gli altri a conoscerti meglio, ad amarti di più e a servirti come a Te conviene. Amen ».Concludendo, ai preti non manca sposarsi ma avere più Fede.

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La vita è adesso?

Posté par atempodiblog le 26 septembre 2007

La vita è adesso? dans Anticristo cuoreb

Oggi c’è una visione della vita in cui non esiste più la prospettiva dell’eternità, parafrasando un noto spot televisivo si potrebbe dire che per molti « life is now », come se la vita fosse un fenomeno rinchiuso nel tempo ed in cui “si vive una sola volta quindi godiamocela”.
La Regina della Pace a Medjugorje ci ricorda « figliolini, non dimenticate che la vostra vita passa come un fiorellino di primavera, che oggi è meraviglioso e domani non se ne trova traccia » e ancora « non dimenticate che siete passeggeri come un fiore in un campo che si vede da lontano, ma in un attimo sparisce » e ci invita ad essere apostoli dell’amore, portatori della pace, testimoni della fede e mani gioiosamente estese verso coloro che non credono.Il messaggio della cultura dominante del nostro tempo è che “senza Dio sarai felice, senza Dio si vive bene, atei è bello”. In questo tempo non pochi sono quelli che si presentano come coloro che ti indicano la realizzazione della tua vita al di fuori della Legge di Dio, al di fuori della Fede in Dio, al di fuori della sottomissione a Dio e al di fuori della Legge Morale. satana si presenta come consigliere perché senza Dio puoi fare quello che vuoi, sei il signore di te stesso e sei il padrone della tua vita. Molti giovani vivono il carpe diem perché sono sollecitati da più parti ad afferrare il giorno e l’opportunità del momento, a godersi la vita, e a fare di questa vita quello che si vuole. I maestri dell’errore insegnano l’arte di consumare la vita nel tempo e non alla luce dell’eternità, dicono godi e poi ti dissolvi nel nulla. Questa è un’attività satanica presente nella storia, soprattutto presente nella società del nostro tempo, attraverso i falsi maestri, i falsi profeti che sono quelli che occupano le cattedre, cioè quelli che formano le coscienze (o meglio, deformano e ottenebrano). Naturalmente chi mangia questo frutto che satana gli offre si trova solo, disperato e infelice. La disperazione è la conseguenza del messaggio satanico. Come ha detto la Regina della Pace “volete costruire un mondo senza Dio per questo siete infelici”. satana, attraverso gli uomini, vuole fare il maestro di vita, ma t’insegna una vita dove Dio non c’è e che si trasforma per te in un boccone velenoso. I falsi maestri sono nelle scuole, in televisione… ovunque. I ragazzi abbandonano di colpo la Fede perché c’è chi li ha convinti che la loro menzogna è più credibile della Parola di Dio che avevano imparato. Per Divina Grazia succede che trovandosi con i porci a contendersi il pasto si accorgono di dove sono caduti. Purtroppo non tutti riescono ad alzarsi in piedi come il figliol prodigo ed a tornare a casa. Dio approfitta delle crisi esistenziali per far aprire il cuore alla fame di assoluto.I giovani oggi si trovano in una situazione molto difficile perché trovano poche persone che li indirizzano verso il bene, mentre sono un esercito coloro che li spingono al male. Stanno provocando, in Occidente, la più grande apostasia della Fede che si sia mai avuta in oltre 2000 anni di storia cristiana. Per molti tutto è oggetto e l’uomo è una cosa. La falsa scienza di oggi ti dice che l’uomo è il suo corpo e quindi una cosa. Ma chi dice che “tutto è cosa” è una cosa o un “io”? Chi dice che tutto è oggetto è un soggetto (che è autocoscienza). L’uomo è capace di pensare, di scegliere, è autocosciente ed è aperto all’Infinito. Trascende la materia e va aldilà dell’orizzonte della finitezza. La vita è un cammino che dal tempo va all’eternità ed il Cielo è la meta a cui dobbiamo tendere. E’ questione di tempo, chiunque nasce è condannato a morte. Questa cosa va pensata fin da giovani per impostare bene la vita. Prima dei 35 anni (più o meno) si guarda avanti e si vedono orizzonti infiniti (diventerò…, farò…, chissà…), dopo si inizia a tirare il freno. Ti trovi con la vita davanti che si esaurisce come fa la clessidra. Gli anni si consumano e le persone diventano dei sopravvissuti perché han perso le motivazioni di vivere. Non sanno più perché vivono. Mantengono se stessi in vita. Quando, però, la vita è impostata come camino nel tempo verso l’eternità, ogni anno che passa una persona è sempre più realizzata, è sempre più vicina alla meta (il Cielo): raggiungere Dio è il fine della vita. Questa è un’occasione unica perché la si vive una sola volta e, in questo tempo che Dio ci ha dato (che può essere lungo o corto), decidiamo la nostra eternità. Se gli altri obiettivi che si hanno non si raggiungono (diventare Presidente della Repubblica, astronauta, manager, calciatore, ecc…) state tranquilli che non succede niente. Come dice Gesù: “che giova l’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?”. Potete essere bocciati a tutti gli esami ma non a questo!
Per decidersi alla santità bisogna essere motivati e ciò che motiva è che la vita passa. Tutti gli obiettivi materiali si dissolvono o, comunque, li devi lasciare perché la vita è breve. Devi scegliere quello che conta e conta solo Dio. E’ una cosa da assimilare per non farci prendere dalle false luci, ricordando la frase di Santa Teresa: tutto passa solo Dio basta.

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La tentazione

Posté par atempodiblog le 26 septembre 2007

Padre Livio Fanzaga ci spiega costantemente cos’è la tentazione e come smascherarla. Ecco una sua catechesi a riguardo:

La tentazione dans Anticristo padreliviofanzaga

Il maligno studia a fondo le tentazioni. I due Testamenti dei quali è composta la Sacra scrittura incominciano ambedue con la tentazione. Nell’Antico testamento i progenitori sono caduti assoggettando se stessi e l’intera umanità al potere del maligno. Nel secondo Testamento Gesù Cristo, figlio di Dio fatto uomo, respinge il demonio “vattene satana”. E lo vince con la sua Passione, Morte e Resurrezione. Basterebbe questo fatto: sia l’Antico Testamento che il Nuovo Testamento iniziano con la tentazione per comprendere l’importanza centrale che da la Sacra Scrittura all’attività specifica di satana che è appunto la tentazione. Infatti, è soccombendo ad essa o superandola che si decide la salvezza eterna della propria anima. E’ una lacuna grave sul piano pastorale che nella catechesi e nella predicazione non si insegni alle anime che cos’è la tentazione, quali sono i suoi meccanismi, chi ne è l’autore e quali sono gli obiettivi che satana si propone di conseguire con essa. Leggetevi il Vangelo e studiate il Catechismo della Chiesa Cattolica. Gesù ha vinto il demonio ma non ci ha dispensato dal combattimento spirituale. Il demonio sarà legato alla fine del mondo. Alla norma della Fede dovremmo adeguarci tutti. Bisogna parlare di satana nel modo e nella quantità con cui ne parlano Gesù Cristo e gli apostoli (ed anche i Santi: ricordatevi la vita di San « Padre » Pio). Bisogna smascherare il meccanismo sofisticatissimo della tentazione, vero capolavoro di astuzia e di pazienza con il quale la malefica serpe cattura innumerevoli anime.La tentazione è sempre un pensiero e contiene veleno. Contiene tutta la capacità di satana di ingannarti. Lo sforzo del cuore di non rispondere è già vittoria.satana fa le sue catechesi perverse nel mondo attraverso i falsi maestri, i falsi profeti, il potere mass-mediatico, i FALSI AMICI…Molte persone ti provocano astutamente per avere un aggancio, dopo che ci sono riuscite ti condiscono e ti cucinano. Come si fa con il pollo. Gli interessa istaurare una discussione con te, il modo lo trovano. La tua unica risposta è una sola: tanti saluti e chiudi la porta. Poi di una Ave Maria per loro.Quel che sta a cuore a satana è colpire la tua Fede e la tua fiducia in Dio.
Non si risponde alla tentazione, non si prende in esame, si deve mollare l’osso, si deve mollare la presa così si vince.
Quando la tentazione si affaccia al cuore sotto forma di un pensiero, di un’immagine o di una proposta si devono subito distogliere gli occhi del cuore e rivolgerli a Dio nella preghiera. Se solo ci soffermiamo un poco su ciò che satana ci propone, egli ci attira nella sua orbita e la sconfitta è sicura. Questa prontezza è frutto di una purezza interiore e di un assiduo esercizio di mortificazione. La prontezza è quella che ci salva. Il fuoco della tentazione va soffocato subito sul nascere, prima che diventi un incendio devastante. Ascoltando la voce della tentazione si è già aperto uno spiraglio.
Quando infuria la tentazione e nel tuo cuore incominci a minimizzare le conseguenze del peccato significa che la serpe ti sta già stringendo nelle sue spire. Quando ti chiedi « che male c’è? »… il momento della resa è arrivato e sei ormai in sua balia.
Bisogna che ti raccogli sinceramente in preghiera con il cuore aperto, desideroso di conoscere la volontà di Dio, in questo modo la tentazione viene facilmente superata.
A volte in Tv invitano degli opinionisti che annacquano la Parola di Dio o la modificano. Il solo fatto che venga cambiato ciò che il Signore dice nella limpida semplicità della Sua Parola, ci deve sempre mettere in sospetto.
E’ la tipica tattica dei falsi profeti, di cui satana è il primo e il maestro. L’adulterazione della parola del Creatore è volta sottilmente ad offuscarne l’immagine. Si tratta di un’abile insinuazione che presenta Dio come colui che ti impedisce di realizzare la tua vita e di godere delle bellezze della creazione.Il grido di Dio che va alla ricerca dell’uomo che si è smarrito (il Buon Pastore) e dice « Adamo dove sei? » è l’appello di Dio all’inizio della storia della salvezza e attraversa tutta la storia.
Gesù ha iniziato la sua vita pubblica dicendo « Convertitevi ». Il grido della Regina Della Pace è « vi supplico convertitevi ».
Dio non cessa di chiamare il peccatore pentito e non cessa di invitare alla conversione. Fa di tutto per salvare gli uomini; però c’è il tempo della Misericordia e il tempo della Giustizia. Finché l’uomo è in vita è il tempo della Misericordia; quando l’uomo termina la sua vita è il tempo del Giudizio. L’uomo alla fine deve decidere se vuole amare Dio oppure no, se accogliere l’Amore di Dio o respingerlo.
Adamo ci rappresenta tutti. Quello che ha sperimentato lui, lo sperimentiamo anche noi quando cadiamo nella rete del maligno.
Adamo ha avuto paura di Dio che lo chiamava. Si nascose nel folto del giardino per non farsi vedere. La paura di Dio è frutto del peccato.
Es. Quando la finanza gira e poi va a bere un caffé al bar mentre una persona esce da lì senza scontrino e nota l’arrivo dei finanzieri si spaventa, perché teme la multa. Invece i finanzieri vanno a bersi la loro tazzina. Chi è in Grazia di Dio non ha paura. Invece ci sono timori che sorgono pensando a peccati passati o pensandosi imperfetti ma che scompaiono con la preghiera e la fiducia in Dio. Il Santo Timore di Dio a volte ha colpito Bernardette quando pensava di non essere stata all’altezza del compito affidatogli da Dio. Bernardette amava moltissimo le prediche sulla Misericordia.

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Colui che non cerchiamo più

Posté par atempodiblog le 25 septembre 2007

Colui che non cerchiamo più dans Fede, morale e teologia padrelivio

Si può affermare che credere in Dio è ragionevole e non crederci è irrazionale. Il principio di causalità fa si che di fronte a un universo che risplende per grandiosità, per potenza, per immensità, per organizzazione, bellezza, ecc… ci risulti difficile pensare che si sia fatto per caso, si vede che è creato. Nella creazione sono presenti la potenza, la sapienza e l’amore che palesano che non è un caos ma che c’è un autore.

Chi si interroga su chi l’ha fatto Dio deve sapere che, per definizione, Dio è Colui che nessuno l’ha fatto altrimenti sarebbe una creatura. Dio è l’essere che sussiste per se stesso ed è causa di se stesso. La ragione umana arriva a dire che Dio c’è. Se uno riflette nel suo cuore vede che abbiamo un’intelligenza che va oltre la finitezza, già domandandoci “chi l’ha fatto il mondo?” andiamo oltre il limite della materia e abbiamo una moralità che va oltre l’istinto. Nell’amore dell’uomo c’è il desiderio di eternità, infatti due persone che si amano vogliono un amore eterno che va oltre la morte. L’uomo trascende l’uomo.

Dato che Dio è invisibile e inafferrabile, quindi nascosto, è possibile anche l’incredulità. C’è abbastanza luce per credere e abbastanza buio per non credere. Dio si è rivelato nell’Antico Testamento attraverso la mediazione degli uomini, infatti, la gente ascoltava i profeti. Dio, poi, ha voluto rendersi visibile facendosi uomo e si è presentato a noi come un Neonato. Si è fatto uomo per guarirci dal peccato, la cui causa è la superbia.

Quindi, le cose cambiano parecchio quando crediamo ed affermiamo che quel Bambino nato 2007 anni fa in una mangiatoia a Betlemme è Dio. Infatti, credere che Dio esiste è un presupposto ma non è il Cristianesimo, il cristiano è colui che crede che Gesù è Dio. Credere che Dio si è fatto uomo è il cuore della fede cristiana e questa ha bisogno di una grazia. Infatti, la fede è un’illuminazione sovrannaturale.

Noi abbiamo delle ragioni per credere. La prima che ha creduto è la Madonna (la nostra fede è mariana). Anche la fede di Maria aveva dei fondamenti ragionevoli (lo Spirito Santo l’aveva illuminata e preparata al momento dell’Incarnazione), Dio le aveva dato dei segni per credere. Lei è la prima cristiana.
Il segno più grande che Dio le ha dato è stato il suo concepimento verginale, l’Angelo Le ha preannunciato che il Verbo si sarebbe fatto carne per opera dello Spirito Santo e Lei ha creduto.

Il momento dell’illuminazione in cui uno crede è un momento che nella sua luminosità può anche svanire. Le esperienze mistiche le abbiamo tutti perché Dio si rivela e tocca il cuore di tutti. Questi momenti dobbiamo recuperali continuamente nella preghiera e tenerli vivi.

Ritornando alla Madonna, notiamo che Ella ha vissuto il momento dell’Annunciazione dove con la Sua fede si è donata e ha creduto ma poi ha dovuto rivivere questa fede in Lei mediante la preghiera, la meditazione e la riflessione. Anche Lei ha dovuto aggrapparsi ai segni che Dio Le ha dato per sostenere la fede. Anche a quel tempo sapevano come nascono i bambini, quindi Lei sapeva di aver concepito verginalmente con l’Annuncio dell’Angelo. Questo era il segno che Dio Le ha dato che quel Bambino che cresceva in Lei era il Figlio di Dio. Ha visto l’esitazione iniziale di San Giuseppe perché anche lui ha dovuto fare il suo cammino di fede (lui ha vissuto l’angoscia della fede). A lui apparve l’Angelo per dirgli quello che la Madonna non gli aveva detto. Maria aveva taciuto, lasciando che Dio operasse.

Molti si scandalizzano che Gesù sia morto in Croce ma in realtà non dovrebbe essere così perché il giusto è sempre perseguitato ma quello che sorprende è che Dio si sia fatto uomo nel grembo di una donna; si è fatto embrione.
Nel momento in cui la Madonna ha detto “si”, ed è esistito l’embrione il Verbo lo ha assunto a se. Quando c’è l’embrione c’è tutto il programma del futur uomo. In quel momento in cui la Madonna ha detto il “si” lo Spirito Santo ha operato il miracolo della fecondazione per cui in quel momento il Verbo si è fatto carne e ciò vuol dire che il quel momento c’era la natura umana tutta intera perché Gesù è vero uomo (e vero Dio) e inoltre avendo assunto la natura umana nella Vergine Maria assomigliava tutto a Sua Madre.

Nel Vecchio Testamento c’è tutta una lotta contro gli idoli che non si possono adorare, solo Dio va adorato. Improvvisamente nella Sacra Scrittura si adora un uomo che è Gesù. I pastori l’adorano e anche i magi. Questi ultimi non indicano solo l’universalità della fede ma rappresentano per la Madonna anche gioia e conferma della Sua fede. Maria conservava tute queste cose nel Suo Cuore e le meditava.

Dopo il Natale e i segni che ha avuto è iniziato un periodo monotono e grigio che è l’oscurità della fede.
La Madonna, nei trent’anni di vita a Nazareth, esercitò la fede di sommo grado. Credette fino in fondo che quel Bambino era il Figlio di Dio, anche quando il Figlio faceva la pipì.

Gesù e San Giovanni Battista, in una società dove tutti si sposavano, non hanno contratto matrimonio. Non erano conosciuti la verginità e il celibato.
La Madonna che ha fatto il voto di castità è perché lo Spirito Santo l’ha particolarmente illuminata.

La Madonna è “Beata Te che hai creduto” e ha avuto saldo fin dall’inizio il cuore della nostra fede. Le icone di Gesù sono due: la Nascita e la Croce.
Il Bambino ci dice tutta l’umiltà di Dio che cura la nostra superbia; il Bambino è fragilissimo e indifeso. Dio ha nascosto la Sua Onnipotenza, con la quale può far tutto, e si è mostrato nella più totale debolezza. Ha avuto fiducia in noi mettendosi nelle nostre mani.
E’ impossibile aver paura di quel Bambino.
Dio ha infranto tutte le false concezioni che avevamo su di Lui. Se Dio si fa uomo dobbiamo chiederci chi è l’uomo. La natura umana che ha in se la capacità di essere unita alla natura divina. Ogni essere umano, da quando è embrione fino al momento della sua morte, deve essere rispettato perché in lui risplende l’immagine di Dio. Perché Dio facendosi uomo, in qualche modo, si è unito a tutti gli uomini del mondo. Quindi l’uomo non può essere violentato, strumentalizzato e non è carne da macello. Noi abbiamo un destino eterno con Dio.
Giovanni Paolo II° diceva che quando non si crede più in Dio si arriva al disprezzo dell’uomo.

Il Figlio di Dio si è presentato nella cornice di una famiglia.
L’attacco di satana, oggi, va contro i fondamenti stessi della creazione: la famiglia e la nascita dell’essere umano (non si accontenta più di colpire la Chiesa e Gesù Cristo). Questi attacchi Dio li permette per vedere chi sono i suoi, perché si manifesti ciò che c’è nei cuori e di far uscire allo scoperto i ribelli.

Dio ha dato una struttura ben precisa alla Creazione: l’uomo e la donna insieme con un patto d’amore assicurano l’avvenire al genere umano, la vita.
Bisogna impedire che la fiaccola della fede si spenga essendo testimoni della fede.
All’attacco contro la famiglia si risponde con le famiglie cristiane (come la santa Famiglia di Nazareth), con le famiglie che fanno i figli, con l’amore fedele… Il Verbo di Dio si è fatto carne in una famiglia e questa è il cuore stesso dell’umanità. Quel Natale là dobbiamo e possiamo farlo rivivere nel nostro cuore.
Noi dobbiamo preparare il cuore a ricevere Dio e concepire nel nostro cuore il Verbo e farlo crescere in noi per poi partorirlo e donarlo al prossimo. Per fare questo bisogna purificare il nostro cuore con la Santa Confessione, altrimenti invece di deporre Gesù nella culla lo mandiamo al martirio.

Nella preghiera si fa l’esperienza dell’Amore di Dio.
Se una persona non è abituata a pregare l’inizio è faticoso perché questa è anche una disciplina; infatti bisogna stabilire i tempi della preghiera, almeno al mattino e alla sera. Pregare è come respirare, si mangia Dio, si beve l’Acqua Viva dello Spirito santo ed entra nel cuore tanta Pace e tanta Gioia.
Nella preghiera si scopre la Divina Presenza dentro di noi, si scopre un altro universo pieno di Luci, di Pace, dove abita la Santissima Trinità. La preghiera è un cibo per la propria anima, è un cibo senza il quale non si può vivere, di cui abbiamo bisogno continuamente. La preghiera ha anche la forza di intercessione per un mondo che non prega.
La Madonna molte volte dice che questo è un mondo senza pace e senza preghiera. In un mondo in cui non c’è preghiera, bisogna che ci sia qualcuno che prega per intercedere per gli altri. In un mondo senza pace, dobbiamo essere i portatori della Pace.

Questa è la traccia di un cammino concreto che ci rende già felici e rende presente già il Paradiso su questa Terra.
La preghiera non ha soltanto un significato di necessità personale ma anche un significato di necessità ecclesiale e sociale.
La Madonna ha delineato tre tappe: aprire il cuore, purificare il cuore, donare il cuore.
Aprire il cuore è un invito a tutti coloro che sono lontani da Dio. Questo è il primo passo e vale anche per chi è caduto nel sonno stanco dell’anima, ossia chi è caduto nella tiepidezza. Quelli che sono come un fuoco che si sta spegnendo. Quindi il primo passo è la conversione che ha il suo sbocco nella confessione, con la quale si riceve l’assoluzione e si è rivestiti della Grazia Santificante.

Purificare il cuore vuol dire che bisogna togliere le radici dei vizi capitali rimasti in noi (superbia, invidia, lussuria, accidia, ira, avarizia e gola).
Nella prima fase quindi abbiamo tolto il peccato grave, nella seconda fase si devono togliere le radici del male. Questo cammino di purificazione è molto faticoso. E’ qui che molti non perseverano e si stancano. Si è cacciato satana dal cuore ma ritorna con le sette bocche affamate dei sette vizi capitali essendo state messa a digiuno dalla confessione e reclamano di nuovo il loro cibo. Il mondo da mangiare.

Se noi perseveriamo in queste due fasi del cammino spirituale, nella purificazione del cuore, che dura tutta la vita, arriveremo alla terza fase.

Donare il cuore alla Madonna in modo che Lei lo doni a Cristo. In questa fase deve esserci l’abbandono totale, il dono totale di se! L’amore puro! Servire Dio per puro amore! Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio.
La conversione è un cammino continuo di santità. La preghiera è il frutto dell’amore verso Dio Creatore.

Sunto di una catechesi di Padre Livio

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Omaggio a MARIA!

Posté par atempodiblog le 25 septembre 2007

Omaggio a MARIA! dans Fede, morale e teologia gospamedjugorje

Il cuore del Cristianesimo è l’Incarnazione e quindi la Madonna ha una posizione centrale in questa fede; Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo ma anche con la Sua fede. La Sua grandezza consiste nel fatto che il Suo Bambino è il Figlio Eterno del Padre che si è fatto uomo nel Suo grembo. Maria è nel cuore del “Credo”.
La Madonna, negli anni della Sua vita terrena, è stata grandissima agli occhi di Dio ma nascosta agli occhi degli uomini però dopo la Sua Assunzione in Cielo è diventata un fiume travolgente. E’ la donna più amata, celebrata e glorificata del mondo. Senza la radice di carne di Maria, garante delle verità della Incarnazione, la fede in Gesù si dissolve in moralismo, spiritualismo, solidarismo.Nel “trattato della vera devozione alla Santa Vergine” di San Luigi M. Grignon da Monfort è giustamente scritto che Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata e servita. Ella merita lodi, ossequi, amore e servizi ancora maggiori.
Il Monfort dice con i santi: la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo, dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo, per operarvi meraviglie inimmaginabili. E’ il grande e divino mondo di Dio, dove egli custodisce bellezze e tesori ineffabili; è la magnificenza dell’Altissimo, dove è nascosto come nel proprio seno il suo unico Figlio e, in lui, tutto ciò che egli ha di più grande e prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha compiuto il Dio poten­te in questa creatura meravigliosa; ella stessa si sente costretta a proclamarlo, nono­stante la sua profonda umiltà: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente».
Il problema di oggi è che sono poco conosciuti sia Gesù Cristo che la Madonna.

La vera devozione a Maria è santa perché porta un’anima a evitare il peccato e imitare le virtù della santissima Vergine.
Ricordiamoci che per mezzo di Maria incominciò la salvezza del mondo e per mezzo di Maria deve essere compiuta. La santissima Vergine è necessaria agli uomini per conseguire l’ultimo fine e la devozione a Lei è necessaria ad ogni uomo per salvarsi.

Giovanni Paolo II° disse: “il Rosario è la mia preghiera prediletta” aggiungendo: “noi durante il Rosario guardiamo a Gesù con gli occhi di Maria”. Il Rosario è una preghiera cristologia e mediante questa la Madonna assolve il suo compito di ancella del Signore.
Ogni singola Ave Maria ha al centro Gesù (“del tuo seno Gesù”), la Madonna ci porta al cuore stesso di Cristo. Il Rosario è una preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.
La Madonna è la preghiera fatta carne. La preghiera è Maria in preghiera.
Pronunciando l’Ave Maria rendi presente la Madonna in te, viva. Come diceva il Montfort: “Maria è viva in te e tu sei vivo in lei”. Durante il Rosario Lei effonde su di te la sua umiltà, la sua tenerezza materna, il suo Amore per Dio. Nel Rosario ci si tuffa nell’Oceano Immacolato che è il Cuore Santo di Maria, dove abita la Santissima Trinità. In questo Cuore si adora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa esperienza è accessibile ad ogni cristiano. Lo stesso Papa diceva che sullo sfondo delle parole dell’Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Esse si compongono nell’insieme dei vari Misteri mettendoci in Comunione Viva con Gesù attraverso il Cuore della Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del Rosario, tutti i fatti che compongono la vita dell’umanità. Vicende personali e quelle del prossimo. In modo particolare di coloro che ci stanno più a cuore. La semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana.
Per conoscere di più Maria, affido il continuo del testo ad una catechesi di Padre Livio Fanzaga.
La Madonna è tutta orientata a Gesù Cristo e il Figlio di Dio è tutto orientato a Sua Madre. Gesù è stato talmente soddisfatto di avere Maria come madre che sulla Croce ha voluto donarla a noi e l’ha voluta al suo fianco Regina Assunta in Cielo.
Quando si tessono le lodi alla Madonna si tessono anche quelle di Gesù, perché non c’è nessuna verità di fece che riguardi Maria che non riguardi il Figlio. Tutti i dogmi mariani sono il riflesso dei dogmi cristologici. Il vescovo Bruno Forte dice che tutte le verità della Fede passano attraverso Maria Santissima.

La Madonna è immacolata
. Ciò vuol dire che è stata preservata dal peccato originale. Per capire questa cosa bisogna chiedere un dono particolare dello Spirito Santo che si chiama “dono dell’intelletto” (intus legere, cioè leggere dentro) e che ci aiuta a capire i dogmi di fede.

Il mondo ha preso coscienza di se e di esistere come creatura nell’uomo, perché l’uomo è colui che pensa il mondo. L’uomo con la sua intelligenza, la sua libertà, la sua moralità, la sua anima immortale è il culmine dell’opera di Dio. Pronto ad entrare in comunione con la SS. Trinità. Dio ci ha creato per renderci partecipi di Se, per condividere con noi la sua Gioia e Divinità. Ma è successa una catastrofe, prima per la ribellione degli angeli e poi per la ribellione degli uomini.

La ribellione degli uomini è avvenuta sotto l’istigazione dell’angelo ribelle, il quale avendo vinto la partita (non senza rimedio) è passato all’incasso. Così tutti quelli che nascono hanno il peccato originale. La creazione è inquinata, cioè chi nasce da Adamo ed Eva nasce sotto l’influsso del serpente. Nel battesimo, infatti, si fa un esorcismo. Se non ci fosse stata la redenzione, la vittoria del maligno sarebbe stata definitiva.

Dio ha fatto una nuova creazione: la Madonna (la nuova Eva).

Quando la Madonna è stata concepita è successo qualcosa di meraviglioso: la nuova creazione che non fosse sotto l’impero del maligno. Un grembo dal quale è nato il Figlio di Dio fatto Uomo. Maria Immacolata è la rivincita di Dio sul demonio. Quest’ultimo è diventato il principe di questo mondo, come lo ha bollato Gesù.
Alla Madonna sono stati applicati in anticipo i meriti della redenzione. Sant’Anna e San Gioacchino erano anziani, quindi, hanno concepitoo per grazia.
L’Arcangelo non disse ti saluto Maria ma disse: “Piena di Grazia”! Mai a nessuno l’Angelo ha detto: “Piena di Grazia”. La Madonna quando ha saputo di essere la Madre del Salvatore, la Sua Anima è rimasta nella più totale umiltà e serenità. Questa creatura, senza peccato originale, avrebbe cooperato pienamente all’opera della redenzione.

Maria è Madre di tutti gli uomini redenti dal Sangue di Cristo.

La Madonna è la prima creatura che conosce il mistero della santissima Trinità
(“Il verbo del Padre si farà uomo per opera dello Spirito Santo”).

Maria, ispirata dallo Spirito Santo, aveva fatto la promessa di mantenersi casta per tutta la vita. Nel popolo ebraico non c’era una tradizione di vergini ma di madri. Questo spiega quel “non conosco uomo” pur essendo promessa a Giuseppe. Lei voleva sapere da Dio come avrebbe fatto a rimanere fedele alla promessa fatta.

San Paolo diceva che in Adamo tutti hanno peccato ma appena un predicatore, nel passato, ipotizzava che per un istante la Madonna fosse stata sotto l’influsso del maligno rischiava la vita, perché la gente non poteva sopportare ciò perché Lei era Colei che avrebbe dovuto schiacciargli la testa (infatti nella Genesi si legge “porrò inimicizia tra te e la Donna”).

La Tutta Santa è stata concepita immacolata perché doveva diventare la Madre del Redentore. Come poteva farsi Uomo il Redentore nel grembo di Colei che fosse stata anche se per un attimo sotto il giogo del serpente? Impossibile. Da Lei sarebbe nata la Fonte della Santità e della Grazia. E’ un dogma inteso in funzione della Divina Maternità.

Dio avendo nel suo progetto di farsi Uomo, si è preparato la Madre. Un capolavoro assoluto. Il Verbo si è fatto Carne nel grembo della Vergine Maria!!! Dalla Madonna si poteva e si può dire che suo Figlio è il Figlio di Dio. Il Figlio di Maria è il Figlio di Dio e il Figlio di Dio è Figlio di Maria! Lo evidenzio perché alcuni non lo sanno e se lo sanno non lo capiscono.
Gesù, per quanto riguarda la sua Divinità, è Eternamente Generato dal Padre; per quanto riguarda la sua umanità, è generato nel tempo da Sua Madre. Nella faccia assomigliava Tutto alla Madonna.
Lei ha concepito, partorito, cresciuto, servito e seguito Dio!
Il Cristianesimo è Gesù Cristo che è Figlio di Maria
.

La Madonna è custode della Fede
. La sua perseveranza nella fede è stata immensa, anche quando il Bambino Gesù faceva la pipì Lei credeva che era il Figlio di Dio. Non ha mai dubitato, nemmeno quando era appeso alla Croce. Per questo è “Beata Te che hai creduto”. E’ la Madre della Fede. In Paradiso la Madonna chiama il Redentore “Figlio” e Lui la chiama “Madre”. La domenica mattina quando le donne andarono al sepolcro Lei non c’era, perché credeva nella Resurrezione (forse Gesù Le era già apparso).

La Madonna è sempre Vergine
. Ha concepito e generato verginalmente. Il parto verginale non solo non ha violato ma ha consacrato la sua verginità. La Madonna è Sempre Vergine perché appartiene Tutta a Dio, Lei che nel suo grembo ha concepito il Verbo di Dio. Il concepimento verginale è stato un segno che Dio ha dato alla Madonna che Lei era Madre di Dio. Quindi il concepimento e il parto verginale fanno comprendere che Quel Bambino era Dio.

Assunta in Cielo
. La Sua assunzione in Cielo con il Suo Corpo Glorioso è ciò che noi saremo. Un segno elevato nel Cielo. Una Donna Vestita di Sole. Un segno di speranza per noi.

La Madonna assunta in Cielo ci ricorda quel è il nostro destino. Noi tutti parteciperemo alla Gloria di Cristo Risorto. Perirà questo corpo di morte, risorgeremo con un corpo immortale, perfetto, meraviglioso e spiritualizzato! Questa non è una promessa, Cristo è già Risorto, la Madonna è già Assunta in Cielo.

Maria è Mediatrice, Corredentrice e Avvocata.
Fra noi è il Padre c’è un solo mediatore che è Gesù, fra Gesù e noi c’è la Madonna. Colei che è Madre di Cristo è anche Madre della Chiesa e Madre di tutta l’umanità. Noi dobbiamo trattare la Madonna come l’ha trattata Gesù. Quindi dobbiamo accoglierla come Madre. E’ una Madre paziente, dolcissima, tollerante, indulgente, che ci prende per mano, che ci accudisce, che non ci abbandona mai e che ci ama immensamente. E’ Colei che intercede continuamente per ognuno di noi presso Dio.

Nell’espressione di Gesù a San Giovanni “Figlio ecco tua Madre”, il Figlio rappresenta tutti i cristiani e, quindi, vuole che tutti i cristiani prendano Maria come Madre. Non solo. Gesù sulla Croce esige che i discepoli prendano Maria come Madre e dopo (prima di salire al Cielo) lì manda nel mondo a predicare; come condizione per andare a predicare vuole che l’accettino come Madre, altrimenti non si fida ad assegnargli quel compito. Infatti nel cenacolo, prima di andare a predicare, c’era Maria Santissima.

La grandezza della maternità di Maria nel disegno di Dio è la sua risposta di Fede e di totale affidamento.

Non possiamo nascondere il dolore connesso a questa maternità
. La Madonna sapeva che accogliendo l’invito dell’Angelo (quindi la volontà di Dio) si esponeva subito a grandi sofferenze. Ricordiamo: Giuseppe voleva ripudiarla ma essendo giusto cercò di rimandarla in segreto. Essendo rimasta incinta prima del matrimonio rischiava la lapidazione. L’ansia di quando stava mettendo alla luce il Figlio di Dio e non trova che una grotta per ripararsi dal gelo della notte e una mangiatoia per deporlo. Il bimbo incontra subito la furia omicida dei grandi della Terra e la sacra famiglia conosce subito la persecuzione e l’esilio. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse “Alzati! Prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Nel Tempio stesso di Dio per bocca di Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, lo Spirito Santo rivela quale spada di dolore trafiggerà l’anima della Madre del Redentore. Sul Calvario la Madonna sperimenterà la verità della profezia di Simeone e ne misurerà l’altezza, la larghezza e la profondità di quell’oceano di dolore che comporta la Divina Maternità. Infatti Maria vuol dire mare. Mare di gioia e mare di dolore. I familiari di Gesù uscirono per andare a prenderlo perché dicevano che era fuori di se. I parenti lo ritenevano un pazzo. Gli scribi lo consideravano un indemoniato. I compaesani di Nazareth, che la Madonna conosceva bene, sono i primi che tentano di ucciderlo. E’ un crescendo di odio satanico che culminerà nelle ore tremende della Passione quando il Figlio viene Crocifisso e “la Madre con Lui”. Ogni sofferenza di Gesù ha trovato un eco profondo nel cuore di Maria.

Nella prima annunciazione la croce è già presente perché lo stesso nome di Gesù vuol dire Salvatore (salverà il popolo dai suoi peccati). In primo piano c’è la gioia e sullo sfondo la Croce.

Giovanni Paolo II ci ha fatto notare che c’è una seconda annunciazione: quella che lo Spirito Santo fa attraverso Simeone, quando il bambino viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe per la purificazione. Simeone preannuncia a Maria il dolore che l’attende; “una spada trapasserà la Tua Anima” e preannuncia anche che il bambino sarà come pietra di contraddizione e molti avrebbero inciampato in questa pietra. Maria è una madre che gioisce e che soffre. La Madonna soffre quando Suo Figlio viene respinto e quando vede gli esseri umani che si perdono nel peccato. Molte volte la gente pensa che avendo avuto una grande missione la Madonna sia stata fortunata. Il Signore nella sua Divina Pedagogia abbina sempre a una grande missione una grande croce. Infatti la più grande croce l’ha portata Cristo che ha avuto la missione di redimere il mondo. La seconda più grande croce è quella di Maria che è stata la corredentrice. Quindi più grande è la missione e più grande è la croce. Più sublime è la missione è più sanguinosa è la croce.

Chi ama Gesù consola e rallegra Maria.

Vi invito a pregare l’Ave Maria perché la salvezza del mondo è cominciata per mezzo di essa e da essa dipende anche la salvezza di ognuno in particolare.

Come dice S. Benedetto: “Se la segui non ti smarrirai, se la preghi non dispererai, se pensi a Lei non errerai, sostenuto da Lei non cadrai, difeso da Lei non temerai, se ti guida non ti stancherai, se ti è propizia perverrai alla meta…. Ella trattiene il Figlio dal punire, il diavolo dal nuocere, le virtù dal fuggire, i meriti dal perire e la grazia dal diminuire”.

Publié dans Fede, morale e teologia, Padre Livio Fanzaga | Pas de Commentaire »

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