Triduo al santo Curato d’Ars

Posté par atempodiblog le 1 août 2014

Questo triduo può essere recitato in preparazione della festa del Santo, il 4 agosto, dall’1 al 3 agosto, o in qualsiasi momento per le proprie necessità.

Triduo al santo Curato d'Ars dans Preghiere santo-curato-d-ars

San Giovanni Maria Vianney, che hai indicato “la via del Cielo” ai fedeli, mostraci il cammino dell’amicizia e della vita con il Padre.

Aiutaci a gustare la felicità di conoscere Gesù Cristo, ad amarLo e farLo amare.
Come te, scopriremo la gioia di vivere nella grazia dello Spirito Santo, a seguirLo con fiducia nella fede.

Insegnaci ad amare e vivere sempre più i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. E’ lì che incontriamo il Signore in verità per crescere nella vera libertà e lasciarci santificare. Che la sua presenza nel Santissimo Sacramento ci attiri, ci riempia e sia per ciascuno fonte di consolazione.

Aiutaci a scoprire che la Parola di Dio è una luce per oggi e una guida per amare e servire i nostri fratelli nella gioia, specialmente i più poveri e i più piccoli.

Tu sei il “patrono di tutti i sacerdoti dell’universo” e un modello pieno di carità per ogni prete. Noi te li affidiamo e preghiamo per loro; tienili nella pace e nella fedeltà alla Chiesa.

Santo Curato d’Ars, aiutaci ad essere sempre più testimoni della misericordia; accresci in noi il desiderio di essere santi.

Amen.

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Al momento dell’assoluzione

Posté par atempodiblog le 15 juin 2014

Al momento dell'assoluzione dans Citazioni, frasi e pensieri Confessionale

“Il buon Dio, al momento dell’assoluzione, si getta i nostri peccati dietro le spalle, vale a dire li dimentica, li cancella: non riappariranno mai più”.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Prima di tutto, la conoscenza della verità

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2013

Prima di tutto, la conoscenza della verità dans Citazioni, frasi e pensieri Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Figli miei, la parola di Dio non è certo poca cosa! Le prime parole che Nostro Signore rivolse ai suoi Apostoli furono: “Andate e ammaestrate…”. Questo per mostrarci che la conoscenza della verità deve essere posta al di sopra di ogni cosa.
Cosa ci ha fornito la nostra religione? Gli insegnamenti che abbiamo ricevuto. Cosa ci fa sentire l’orrore del peccato… ci fa avvertire la bellezza della virtù… e nascere in noi il desiderio del cielo? Gli insegnamenti. Che cos’è che fa conoscere ai padri e alle madri i doveri che hanno nei confronti dei loro figli e ai figli i doveri che hanno verso i loro genitori? Gli insegnamenti.
Figli miei, perché siamo così ciechi e così ignoranti? Perché non facciamo affatto caso alla parola di Dio…
Se una persona è istruita, c’è sempre la possibilità che si riprenda. Per quanto si perda in ogni sorta di brutta strada, si può sempre sperare, che presto o tardi torni al buon Dio, foss’anche in punto di morte. Al contrario, una persona che è ignorante nella propria religione, è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato, né la bellezza della sua anima, né il valore della virtù; si trascina di peccato in peccato.

Una persona istruita ha sempre due guide che camminano davanti a lei: il consiglio e l’obbedienza.
Credo che una persona che non ascolta la parola di Dio come si deve, non si potrà salvare: non saprà mai cosa bisogna fare per ottenere la salvezza.
Figli miei, penso spesso che la maggior parte dei cristiani che si dannano, si dannano a causa della loro ignoranza.

Tratto da: Curato d’Ars, Pensieri scelti e fioretti, ed. San Paolo

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Il Curato d’Ars e la confessione

Posté par atempodiblog le 27 mars 2013

Il Curato d’Ars e la confessione  dans Fede, morale e teologia Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

«La vita di Giovanni Maria Vianney è trascorsa in confessionale». Così diceva l’abbé Alfred Monnin, che aveva frequentato il Curato per più di cinque anni, e del quale sarebbe divenuto biografo. Alcuni tratti distintivi della cura d’anime, intessuta dal santo patrono dei parroci nell’ombra discreta in cui si celebra il sacramento della penitenza, li ha ripercorsi di recente Philippe Caratgé, moderatore della società sacerdotale San Giovanni Maria Vianney, nella sua relazione al convegno internazionale svoltosi ad Ars a fine gennaio, di cui saranno prossimamente pubblicati gli atti.

Per il Curato d’Ars – lo si ricava dalle sue lezioni di catechismo – una buona confessione deve essere umile, semplice, prudente e totale. Occorre «evitare tutte quelle accuse inutili, tutti quegli scrupoli che fanno dire cento volte la stessa cosa, che fanno perdere tempo al confessore e snervano quelli che sono in attesa di confessarsi». Bisogna «confessare quello che è incerto come incerto, e quello che è certo come certo». L’essenziale è «evitare ogni simulazione: che il vostro cuore sia sulle vostre labbra. Voi potete imbrogliare il vostro confessore, ma ricordatevi che non imbroglierete mai il buon Dio, che vede e conosce i vostri peccati meglio di voi». Lui stesso passava poco tempo con chiunque andasse a inginocchiarsi al suo confessionale, affinché il tempo fosse sufficiente per tutti. Confessioni brevi, parole brevi. Eppure non c’era uno solo dei penitenti che non si sentisse fatto oggetto di una sollecitudine particolare, di una dedizione sempre pronta ad approfittare di ogni minimale apertura all’azione dello Spirito, che «come un giardiniere non finisce mai di lavorare la terra» (Caratgé), anche quella dei cuori più induriti. «Per me», ripete Jean-Marie a proposito della riparazione da richiedere ai penitenti, «vi dirò la mia ricetta. Io do loro una piccola penitenza, e io faccio il resto al posto loro». La cosa che conta, dice il Curato, è avere almeno un po’ di contrizione dei propri peccati. Con una contrizione perfetta si viene perdonati «ancor prima di ricevere l’assoluzione». Quindi «bisogna mettere più tempo a domandare la contrizione che a esaminarsi».

Per il Curato, la confessione è il dono inimmaginabile che Dio tira fuori a sorpresa per salvare i suoi figli in pericolo: «Ragazzi miei, non si può comprendere la bontà che ha avuto Dio per istituire questo grande sacramento. Se noi avessimo avuto una grazia da domandare a Nostro Signore, non avremmo mai immaginato di domandargli quella là. Ma lui ha previsto la nostra fragilità e la nostra incostanza nel bene, e il suo amore  l’ha portato a fare ciò che noi non avremmo mai osato domandargli».

Ancor di più, è un dono che rivela nel modo più intimo la natura stessa del mistero della Trinità. Recluso nel suo confessionale, il cuore semplice del Curato assapora in maniera imparagonabile il mistero del cuore stesso di Dio. I perdoni imperfetti degli uomini talvolta sembrano elargizioni concesse a caro prezzo, fatte quando vogliamo apparire buoni. Il perdono di Dio è un’altra cosa. «Come potremmo noi disperare della Sua     misericordia, dal momento che il Suo più grande piacere è di perdonarci», scrive il Curato. Per questo il tesoro della misericordia divina è inesauribile, e nessuno può pensare di mettere in conto i doni della grazia. Come se fossero debiti che prima o poi si paga, con cui ci si mette a paro con le proprie prestazioni. Perché per Dio stesso perdonare è il massimo godimento. E questo lo fa diventare mendicante del cuore dell’uomo. «La sua pazienza ci aspetta», rassicura il Curato. Di più: «Non è il peccatore che torna a Dio per chiedergli perdono, ma è Dio che corre dietro al peccatore e lo fa ritornare a Lui».

di Gianni Valente – 30Giorni

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Quando si vuol distruggere la religione…

Posté par atempodiblog le 24 février 2013

Quando si vuol distruggere la religione... dans Citazioni, frasi e pensieri Curato-d-Ars

“Quando si vuol distruggere la religione, si comincia con l’attaccare il sacerdote, perché là dove non c’è più sacerdote, non c’è più sacrificio né religione”.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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La preghiera è onnipotente presso Dio

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2012

La preghiera è onnipotente presso Dio dans Citazioni, frasi e pensieri Curato-d-Ars

“Cè un uomo più potente di Dio: è l’uomo che prega.
La preghiera è onnipotente presso Dio. Dio si conquista facilmente con la preghiera. E’ impossibile che Egli possa rifiutarci ciò che gli chiediamo nella preghiera”.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Un santo in canonica

Posté par atempodiblog le 4 août 2012

Un santo in canonica
Tra rivoluzione e restaurazione: il Curato d’Ars

Un santo in canonica dans Fede, morale e teologia Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

I 41 anni di ministero di Giovanni Maria Vianney – il Curato d’Ars nato nel 1786, morto nel 1859, canonizzato nel 1925 – rappresentano uno dei casi più esemplari, e insieme anomali, di testimonianza pastorale tra rivoluzione e restaurazione. Dal 1818 al 1859, più o meno consapevolmente, egli rappresenta la sfida di una Chiesa espropriata, disarmata e ferita, alle devastazioni morali e religiose della rivoluzione, e poi ai recuperi religiosi, in genere velleitari, tentati fra Napoleone I e Napoleone III.
Giovanni Maria Vianney, figlio di pastori, diventato parroco dell’umile borgata di Ars presso Bourg-en-Bresse, vive da solo – o quasi – un fenomeno profondamente rinnovatore, pur negli schemi più rigidi e tradizionali dell’ascetica e della pratica pastorale, rieducando a vivere la fede soprattutto per mezzo del catechismo e dei sacramenti. A un certo momento Ars non riesce più a contenere i pellegrini e i penitenti che vi giungono, attratti dalla fama di santità del Curato. Egli è più un confessore che un catechista e un predicatore. La forza della sua testimonianza personale e della sua azione di parroco si sviluppa tutta tra il confessionale e l’altare.
Di personalità complessa, di estrema e spesso imprevedibile sensibilità, tanto da apparire “strano” sopportando anche calunnie, Vianney si presenta con la “semplicità di un bambino”, come riferisce un testimone. Dice cose comuni, non va oltre l’abc della dottrina tradizionale; ripete cose scontate e risapute; eppure, “la banalità di certe frasi scompare sulla sua bocca”. Nei primi anni prende addirittura di peso le prediche da manuali stereotipi: pure, il miracolo si ripete e cresce. In quel criterio catechistico, schematico, elementare, Vianney è dotato, coi “peccatori”, di una immensa dolcezza, pari alla dedizione che lo fa stare in confessionale per giornate intere; tanto da doversi decidere a mangiare lì dentro qualche pezzo di cioccolato e a sorbire qualche tazza di latte, lui che dicono di nutra, per solito, solo di patate ammuffite.
Vianney non conosce le problematiche culturali: crede piuttosto alla preghiera, alla penitenza, alla pietà, e spesso riesce anche ad accenderle con un lampo di ironia su se stesso. Ama la solitudine totale e soffre perché non può viverla, ma ha terrore della morte: soprattutto, di morire ancora parroco. Il suo mondo si esaurisce nella sua Chiesa, che addobba con arredi di commovente pessimo gusto, secondo i canoni vigenti della devozione, suggeriti dalla congregazione parigina di San Sulpizio.
La forza del suo ministero sta soprattutto nel contatto a tu per tu con le “anime”, nella confessione. E’ un contatto individualistico, un misterioso scandaglio di migliaia di coscienze, messe in crisi prima dalla dissacrazione rivoluzionaria, poi dall’indifferenza dell’ateismo borghese. Egli ha un solo scopo: riportarle “in grazia di Dio”. Tutto il suo zelo gravita a conferma di verità elementari: grazia, peccato, vita, morte, inferno, paradiso, eternità.
Poche altre volte, nella pastorale moderna, i Novissimi sono stati riaffermati e vissuti come abc della fede con tanto vigore e candore, quali pilastri della “conversione” e della “santificazione”. La spiegazione di questo successo è lui medesimo, l’uomo e il prete Vianney, più che il suo metodo. Eppure, dietro la sua semplicità, anche i grandi atei e agnostici intuiscono un “mistero”. Vianney, sepolto nella sua “provincia addormentata”, è una spina nella coscienza della Francia indifferente.
La sua ovvietà, la sua semplicità quasi banale, nasconde un conflitto che attira, anche dopo la sua morte, gli scrittori credenti e intellettuali cinici. Vianney crede in Satana, lo “sente” e lo vede, lo interpella, lo combatte e lo esorcizza. Un secolo dopo, Gerges Bernanos, il grande romanziere cristiano, drammatizza e descrive proprio il Curato d’Ars nell’abbé Donissan di Sotto il sole di Satana. E per interlocutore e antagonista gli oppone uno scrittore scettico che è l’incarnazione “satanica” dell’orgoglio culturale: André Gide. E’ lui, nel romanzo, che trova Donissan morto “in trincea”, cioè in confessionale.

Padre Nazareno Fabbretti

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Verrà un giorno…

Posté par atempodiblog le 16 juillet 2012

Uomo di preghiera  dans Fede, morale e teologia arss

Verrà un giorno in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini, che basterà parlare loro di Dio per vederli piangere”.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Una statuina tra le zolle

Posté par atempodiblog le 4 mai 2012

Una statuina tra le zolle dans Don Bruno Ferrero Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Giovanni Maria Vianney ancora fanciullo, aveva un fratello maggiore di lui, di nome Francesco, che lo prendeva sempre in giro per le sue incapacità e per la sua religiosità.
Come fare per avere una giusta rivincita? Si propose un modello e questo lo trovò in una piccola statuina della Madonna, che una religiosa gli aveva regalato.
Sentite come ebbe la prima vittoria sul fratello. Mandati tutti e due a zappare nel campo, Francesco, essendo più grande, lo anticipava e lo precedeva nel lavoro. Come raggiungerlo? Giovanni Maria depose alcuni passi davanti a sé la statuina: guardandola, si rincuorava nel lavoro, si sforzava di più e raggiungeva il fratello.
Ma il fratello partiva per la rivincita. Ecco allora che il piccolo riprendeva l’immagine, la collocava di nuovo davanti a sé, si entusiasmava nel lavoro e progrediva.
Così facendo, tenne testa fino a sera al fratello, che a casa dovette, non senza dispetto, confessare alla madre, che Giovanni Maria aveva fatto tanto lavoro come lui. Ma aggiungeva: «La sfida non è stata giusta! Io ero solo, ma lui no, aveva ad aiutarlo la Vergine Maria».

Guarda al modello e imitalo!

“Il Mese di Maggio per i bambini” di Don Bruno Ferrero – Elledici

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Le lotte ci faranno meritare il Paradiso

Posté par atempodiblog le 14 avril 2012

Le lotte ci faranno meritare il Paradiso dans Citazioni, frasi e pensieri Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Tutti coloro che possederanno il Paradiso un giorno saranno santi. Il demonio ci distrae fino all’ultimo momento, così come si distrae un povero condannato aspettando che i gendarmi vengano a prenderlo. Quando i gendarmi arrivano, costui grida e si tormenta, ma non per questo viene lasciato libero… La nostra vita terrena è come un vascello in mezzo al mare. Che cosa produce le onde? La burrasca. Nella vita, il vento soffia sempre; le passioni sollevano nella nostra anima una vera e propria tempesta: ma queste lotte ci faranno meritare il Paradiso.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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L’amore per il prossimo

Posté par atempodiblog le 29 janvier 2012

L’amore per il prossimo  dans Citazioni, frasi e pensieri Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Tutta la nostra religione non è che religione falsa e tutte le nostre virtù non sono altro che fantasmi; e siamo soltanto degli ipocriti agli occhi di Dio, se non abbiamo quella carità universale per tutti, per i buoni come per i cattivi, per i poveri come per i ricchi, per tutti quelli che ci fanno del male, come per quelli che ci fanno del bene.
No, non c’è virtù che meglio ci faccia conoscere se siamo i figli del buon Dio, come la carità. L’obbligo che abbiamo di amare il nostro prossimo è così grande, che Gesù Cristo ce ne fa un comandamento, che pone subito dopo quello col quale ci ordina di amarlo con tutto il cuore. Ci dice che tutta la legge e í profeti sono racchiusi in questo comandamento di amare il nostro prossimo.
Sì, dobbiamo considerare quest’obbligo come il più universale, il più necessario e il più essenziale alla religione, alla nostra salvezza. Osservando questo comandamento, mettiamo in pratica tutti gli altri. San Paolo ci dice che gli altri comandamenti ci vietano l’adulterio, il furto, le ingiurie, le false testimonianze. Se amiamo il nostro prossimo, non facciamo niente di tutto questo, perché l’amore che abbiamo per il nostro prossimo non può tollerare che facciamo del male.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Della santificazione della domenica

Posté par atempodiblog le 8 janvier 2012

Della santificazione della domenica dans Riflessioni Curato-d-Ars

La domenica appartiene al buon Dio; è il giorno dedicato a lui, il giorno del Signore. Egli ha fatto tutti i giorni della settimana: poteva mantenerli tutti per sé; ve ne ha dati sei, si è riservato solo il settimo. Con quale diritto toccate ciò che non vi appartiene? Sapete che i beni rubati non fruttano. Nemmeno il giorno che prendete al Signore vi frutterà. Conosco due modi sicurissimi per diventare poveri: lavorare la domenica e prendere ciò che appartiene agli altri.

Tratto da: Curato d’Ars, Pensieri scelti e fioretti, ed. San Paolo

Divisore dans Santo Curato d'Ars

Riflessione sullo shopping domenicale Freccia dans Stile di vita Le domeniche d’oro… per chi?

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Le croci sono la strada del Cielo

Posté par atempodiblog le 13 octobre 2011

Le croci sono la strada del Cielo dans Citazioni, frasi e pensieri Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Le croci sono la strada del Cielo come un bel ponte di pietra su di un fiume per attraversarlo. I cristiani che non soffrono traversano il fiume su un ponte fragile, un ponte in fil di ferro, sempre pronto a cedere sotto i loro piedi.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Davanti a Dio

Posté par atempodiblog le 9 octobre 2011

Davanti a Dio dans Citazioni, frasi e pensieri Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

Ho ricevuto due lettere della stessa forza: in una si diceva che ero un grande santo, nell’altra che ero un ipocrita. La prima non mi aggiunge niente, la seconda non mi toglie niente: davanti a Dio si è quel che si è e nulla di più.

S. Giovanni M. Vianney – Curato d’Ars

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Pensieri sul Sacramento dell’Ordine

Posté par atempodiblog le 14 août 2011

Pensieri sul Sacramento dell’Ordine dans Sacramento dell’Ordine Jean-Marie-Baptiste-Vianney-Curato-d-Ars

«Se non avessimo il Sacramento dell’Ordine, noi non avremmo Nostro Signore.

Chi l’ha messo nel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha ricevuto la vostra anima al suo ingresso a questo mondo? Il sacerdote. Chi la nutre per darle forza di fare il suo pellegrinaggio? Sempre il sacerdote. Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavando l’anima per la prima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, ogni volta il sacerdote.

Se l’anima, poi, giunge all’ora del trapasso, chi la farà risorgere, rendendole la calma e la pace? Ancora una volta il sacerdote. Non potete pensare a nessun beneficio di Dio senza incontrare, insieme a questo ricordo, l’immagine del sacerdote.

Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No. Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No. La Santa Vergine non può far scendere il Suo divin Figlio nella Santa ostia. Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere.

Un sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare, egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”. Che cosa grande è il sacerdote!…»

Santo Curato d’Ars
[A. Monnin, Spirito del Curato d’Ars, Ed. Ares, Roma 1956, p.81-82]
Tratto da: Luci sull’Est

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