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Il paradosso di Lourdes

Posté par atempodiblog le 11 février 2013

Il paradosso di Lourdes
Intervista con Vittorio Messori
di MiniOftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati Lourdes)

Il paradosso di Lourdes dans Apparizioni mariane e santuari

La tesi di fondo del suo libro è che quanto accaduto a Lourdes è vero perché Bernadette risulta assolutamente credibile. E’ così?
Lourdes è paradossale perché è il maggior santuario della cristianità e si regge solo sulle spallucce di un’analfabeta alta un metro e quaranta, socialmente irrilevante ed emarginata. E’ il paradosso del Vangelo: la grandezza è privilegio dei piccoli. Noi abbiamo solo la sua testimonianza: lei sola ha visto e sentito e lei sola ci ha riferito. Se si vuole indagare sulla verità di Lourdes bisogna indagare sulla credibilità di Bernadette.

Questo libro è solo il primo di due volumi: [...] Bernadette non ci ha ingannati si concentra sulla figura della testimone. Ma poi se il Signore mi darà il tempo e la forza ci sarà un altro libro che si chiamerà Attorno alla grotta dove investigherò questioni molto interessanti: perché Lourdes? Perché allora? Lourdes è stata preannunciata? Tutta una serie di domande le quali non fanno altro che confermare quello che Bernadette ci ha detto.
Bernadette non ci ha ingannato? O non si è ingannata? Molti la consideravano una malata di nervi: potrebbe essere un’allucinata. Potrebbe averci ingannato, anche se in buona fede, ingannandosi lei per prima.

Una prospettiva nuova nel panorama della ricca letteratura sul tema.
Ho cercato di raccogliere tutte le obiezioni su quanto ci ha raccontato. I libri di Lourdes sono davvero molti, forse addirittura troppi. Molti mi dicevano: “Ma come ?! Un altro libro su Lourdes?”. Ho cercato di fare un libro che mi pare che ancora non ci fosse. Credo che sia così perché la letteratura su Lourdes l’ho esaminata praticamente tutta. Un libro che raccogliesse in modo ordinato tutte le obiezioni possibili sulla verità di quello che Bernadette ci ha raccontato, che io sappia non esisteva. E io ho cercato di dare delle risposte pacate, ma molto precise. E’ un libro di dati e di fatti, non un libro di spiritualità. Ci vogliono anche quelli, ci mancherebbe! Ma prima di fare della spiritualità su Lourdes bisogna cercare la sua verità.

Quindi il suo atteggiamento è tutt’altro che fideistico. Bisogna cercare delle vere e proprie ragioni per credere?
Questo è un libro scritto esplicitamente da un credente. E soltanto il credente di fronte a Lourdes può essere oggettivo: se un non credente dovesse convincersi che Lourdes è vera, allora dovrebbe rivedere tutta la propria vita; invece un credente può essere oggettivo perché la sua fede si basa sì sulle apparizioni, ma su quelle di Gesù. Se uno storico per assurdo dovesse dimostrare che Bernadette ci ha veramente ingannati, a tutti noi spiacerebbe molto e ci sentiremmo presi in giro, ma la nostra fede non ne sarebbe toccata. La mia ricerca è basata soltanto su dati storici criticamente accertati. Su questo libro si potrà dire quello che si vuole, ma non si potranno confutare le affermazioni che lo sostengono .

D’altronde ci ho messo una ventina d’anni.

Rispetto ad altre apparizioni mariane, Lourdes ha dei caratteri di unicità?
Sul piano storico Lourdes è la più cristallina, la più coerente, la più evidentemente vera.Si prenda ad esempio un’apparizione che l’ha preceduta, quella di La Salette, ed una che l’ha seguita, quella di Fatima. Entrambe apparizioni ufficialmente riconosciute, ma tormentate. A margine di La Salette c’erano stati dibattiti politici, polemiche tra correnti cattoliche. Per Fatima sappiamo bene quello che ha circondato il “terzo segreto”.

A Lourdes tutto è invece limpido, tutto è chiaro, tutto è semplice; si tratta soltanto di esaminare la testimonianza dell’unica testimone, la cui sincerità è evidente.
Se si vuole trovare un punto di appoggio per la fede, è facile trovarlo in Lourdes.
E’ cristallino ed evidente quello che Bernadette ci ha raccontato. Sono smisurati i documenti che bisogna esaminare: la burocrazia francese dell’epoca era molto organizzata. Per cui lo storico da un lato è favorito perché ha un sacco di materiale; dall’altro è sfavorito perché bisogna faticare a consultarlo tutto.

Ci sono altre peculiarità?
A Lourdes la Madonna non piange mai. Qualche volta si rattrista per i peccatori ma sorride per ben due terzi del tempo delle apparizioni. Non esiste un’altra apparizione dove la Madonna sorrida così tanto. Si pensi che addirittura per ben tre volte ride, ride “come una bambina”. Questo fece addirittura scandalo.

Certo se Bernadette si fosse inventata tutto, non l’avrebbe inventato così…
Bernadette ha sempre detto: “era alta come me e aveva la mia età”. Questo i cattolici non lo volevano accettare, perché vedevano la Madonna come una matrona, come una gran signora. Bernadette la descrive come una Petito Damiselo, una piccola signorina. Bernadette era davvero piccola e non dimentichiamo che pur avendo 14 anni, secondo i medici ne dimostrava 12, a causa dei postumi del colera che l’aveva colpita e dell’’asma incipiente. L’idea di una Madonna alta un metro e quaranta con l’aspetto da bambina non era accettata dai cattolici.

Infatti Bernadette non ha mai amato la statua di Fabish (quella posta nella nicchia della grotta, ndr), e ha sempre detto che non rispecchiava in niente ciò che aveva visto. Uno dei motivi di veridicità è proprio questo: se Bernadette avesse inventato tutto o avesse avuto delle allucinazioni, avrebbe visto tutt’altro .

Oltre ad essere motivo di studi ultraventennali, Lourdes cosa ha significato per la sua vita?
Anzitutto ha avuto un significato per la mia nascita: io, come Joseph Ratzinger, sono nato il 16 aprile, il giorno del dies natalis di Bernadette.

Io non sono nato cattolico, sono cresciuto in una famiglia anticlericale, ho fatto a Torino studi laici, se non laicisti. Per molto tempo non ho saputo che il giorno del mio compleanno era lo stesso della morte di Bernadette. Una volta – scherzando – dissi all’allora cardinale Ratzinger : “Il 16 aprile dell’anno in cui è nato lei era un Sabato Santo; il 16 aprile dell’anno in cui sono nato io era un mercoledì dopo Pasqua, come nel 1879 quando è morta Bernadette”. E lui rispose: “è un privilegio di cui deve essere grato!”. Per me Lourdes è stata una scoperta tardiva ma quando è avvenuta ne ho sentito il richiamo irresistibile. Basti pensare che sono stato lì lì per andarci a vivere per dirigere l’ufficio stampa del santuario.

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Sui passi di Bernadette

Posté par atempodiblog le 5 février 2013

La straordinaria figura di Bernardette Soubirous, la veggente di Lourdes. Una vita spesa nella preghiera, nella carità e nella sofferenza offerta. Dalla morte (1879) il suo corpo si conserva perfettamente intatto.
di Padre Livio Fanzaga – Il Timone

Sui passi di Bernadette dans Apparizioni mariane e santuari Santa-Bernadette

La credibilità di una apparizione poggia su molteplici elementi, di cui la Chiesa tiene conto per esprimere, quando lo ritiene necessario, il suo autorevole giudizio. Innanzi tutto esamina l’evento in se stesso, nel nostro caso la figura della Madonna e il suo messaggio, per valutarne la conformità con la fede cattolica. Poi ne verifica gli effetti nella gente che accorre, soprattutto per quanto riguarda il risveglio della fede, la pratica dei sacramenti e il fervore della vita cristiana.
Tuttavia il tramite fra l’evento soprannaturale e il popolo cristiano è la persona del veggente, la cui capacità di testimoniare risulta fondamentale. Forse è per questo motivo che la Madonna sceglie preferibilmente dei bambini o dei ragazzi, non di rado ignoranti nelle cose della fede, perché nella loro semplicità e schiettezza risultano più attendibili.
Non vi è dubbio che una delle ragioni più convincenti della credibilità delle apparizioni di Lourdes è la figura di Bernadette.
Anzi, potremmo dire che la risonanza mondiale che hanno avuto queste apparizioni e la loro straordinaria fecondità nella Chiesa è dovuta all’alto grado di santità a cui la piccola fanciulla dei Pirenei è arrivata. Quando la Madonna l’ha scelta era forse la creatura più emarginata di Lourdes: povera, malata, tanto ignorante da non saper leggere e scrivere, e così digiuna nelle cose della fede da non essere stata ammessa alla prima comunione nonostante i suoi quattordici anni.
Eppure, fin dall’inizio la sua testimonianza colpisce e coinvolge la gente semplice, mentre lascia interdette e senza parola le autorità civili ben decise a soffocare il fenomeno. Pur nella sua fragilità e mancanza di cultura, Bernadette risponde con coraggio, precisione e straordinaria intelligenza agli interrogatori, non lasciandosi minimante impressionare dalle minacce su di sé e la sua famiglia. Si realizza così ciò che dice Paolo, quando afferma che Dio sceglie i deboli per confondere i forti e si serve degli ignoranti per confondere quelli che il mondo ritiene sapienti. Nel subbuglio suscitato a Lourdes dall’evento delle apparizioni, con atti di violenza e di repressione che porteranno a innalzare una palizzata davanti alla grotta, Bernadette conserva una straordinaria serenità, non indietreggia minimamente nella sua testimonianza ed è solo preoccupata di adempiere fedelmente i compiti che la Madonna le affida.
Fra questi vi è anche quello di recarsi dal parroco, per riferire che Aquerò (come lei chiama la visione) vuole che si costruisca la cappella e si vada in processione. Bernadette teme il parroco più del capo della polizia e del giudice.
Tuttavia prende il coraggio a due mani e si reca in canonica per avanzare la richiesta. Il burbero Peyramale ne è toccato, ma non lo dà a vedere. Apostrofa la fanciulla che né è quasi atterrita, ma poi se ne va a casa contenta, perché, come lei dice, “ho fatto la mia commissione”. Umiltà e obbedienza, trasparenza e coraggio nella testimonianza: ecco i semi di santità che incominciano a sbocciare e che rendono le apparizioni credibili e ricche di frutti.
Sappiamo con quale sollecitudine Bernadette, dopo la straordinaria apparizione del 25 Marzo, è corsa di nuovo dal parroco ripetendo il nome che Aquerò le aveva confidato, pur non comprendendo affatto che cosa significassero le parole «Io sono l’Immacolata Concezione». Per il sacerdote fu un fulmine a ciel sereno e il colpo che fece crollare i suoi dubbi e le sue esitazioni: come poteva una fanciulla ignorante esprimersi in quei termini di altissima teologia? La Madonna aveva dato un segno di credibilità ben più forte di quello del rosaio in fiore, che Peyramale aveva chiesto. Ma se fu credibile il messaggio, non fu certo meno credibile la messaggera. È straordinario come i veggenti abbiano una grazia speciale nell’adempiere i compiti che la Madonna affida loro. La loro trasformazione nel momento del racconto dell’apparizione colpisce credenti e non credenti.
Dopo le apparizioni, durante otto anni che è rimasta a Lourdes per rendere testimonianza ai pellegrini e i tredici che ha trascorso a Nevers, dove è andata a “nascondersi”, come lei stessa ha affermato, Bernadette ha intrapreso uno straordinario cammino di santità, che è indubbiamente il più alto sigillo di credibilità che è stato posto sulle apparizioni di Lourdes. La preghiera e la penitenza, che sono il cuore del messaggio della Madonna, sono diventate carne e sangue nella vita della giovane religiosa. A Nevers Bernadette non ha più potuto parlare delle apparizioni, ma le ha rese vive e palpabili nella sua persona. Lei stessa era in un certo senso una “apparizione”, perché portava impresso in tutto il suo essere “lo stampo” di Maria, come si esprimerebbe il Monfort: la sua umiltà, la sua purezza, la sua preghiera e il suo ardente amore per Dio e per il prossimo.
Possiamo senza dubbio affermare che se Lourdes è divenuta nel tempo la cittadella della santificazione della sofferenza questo è dovuto a Suor Maria Bernarda, come la piccola veggente si chiamò entrando in religione. A Nevers, Bernadette ha svolto in primo luogo la mansione di infermiera. La sua sollecitudine e la sua carità sono diventate esemplari per tutti coloro che attendono al servizio dei malati. Il mondo della sofferenza ci è donato da Dio come grande occasione di carità. In un secondo tempo Bernadette, divenendo lei stessa malata, ha insegnato come la sofferenza può essere vissuta come grazia e come cooperazione all’opera della redenzione. Pregare e soffrire per la conversione dei peccatori è il messaggio di Lourdes che la vita di Bernadette ha consegnato alla Chiesa.
Nulla più della santità tocca il cuore e convince la mente. Tuttavia la Madonna ha voluto lasciare a Nevers un segno ulteriore che ha scosso i contemporanei e attira anche oggi numerosi pellegrini: quando trent’anni dopo la morte (1909) si procedette alla prima ricognizione del corpo, esso fu trovato in perfetto stato di conservazione, “con la pelle aderente ai muscoli e i muscoli attaccati alle ossa”, come afferma la dichiarazione firmata sotto giuramento dal chirurgo e dal medico. Nella seconda ricognizione (1919) e nella terza (1925) il corpo di Bernadette ha manifestato il medesimo stupefacente stato di conservazione. Ora, sempre perfettamente conservato, è racchiuso in un’urna di vetro situata nella cappella del convento di Nevers. I pellegrini che vi entrano sono colpiti come da una visione celeste contemplando la fedele serva di Maria raccolta nella contemplazione della preghiera e nella grande pace di Dio.

LOURDES
«Uno dei cardini dell’avvenimento di Lourdes è in questa frase chiave del Vangelo: “Beati i poveri” (Mt 5,3). Ai detrattori dei Soubirous, a tutti quelli che, in modo ancor più radicale, ignorano “questa gente poco interessante”, la Vergine fa scoprire concretamente in essi tale beatitudine. La folla va a riverire quella piccola emarginata. Invidia la sua beatitudine, se ne augura qualche briciola. Si stupirà dello stato di miseria in cui la società di quaggiù lascia marcire l’eletta del cielo».

(René Laurentin, Lourdes. Cronaca di un mistero, Mondadori, Milano 1996, p. 248).

BIBLIOGRAFIA
Livio Fanzaga, Sui passi di Bernadette, Sugarco, Milano 2000

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La vocazione di Bernadette

Posté par atempodiblog le 24 juin 2012

La vocazione di Bernadette dans Libri

Il veggente non è fuori di questo mondo e tanto meno è esente dal peccato originale. Errori e debolezze possono certo convivere con la grandezza di una vocazione, come lo stesso vangelo ci conferma riguardo ai dodici apostoli. E’ bene quindi guardarsi dal facile scandalo degli scribi e dei farisei, pronti a filtrare il moscerino altrui, salvo poi a ingoiare loro stessi un cammello intero (cfr. Mt 23,24).
E’ opportuno anche sfatare il convincimento piuttosto radicato che un ragazzo o una ragazza che hanno avuto il dono della visione debbano necessariamente consacrarsi a Dio in un istituto religioso. Nella casa del Padre, ci insegna Gesù, molte sono le missioni, tutte degne e importanti. La vocazione è sempre una chiamata personalissima, che Dio rivolge a ognuno secondo i disegni imperscrutabili della sua sapienza e non secondo i nostri schemi mentali. Anche il veggente, come ognuno di noi, si trova di fronte alla necessità di un discernimento vocazionale. Una volta compresa la strada che Dio indica, non gli resta che percorrerla con generosità e perseveranza.
A questa riguardo la vita di Bernadette è di una luminosità esemplare. Nessuno pensi che sia diventata suora per qualche pressione esteriore. Al contrario, l’elezione di cui era stata fatta oggetto ha aperto il suo cuore all’ascolto attento e sollecito della volontà di Dio. La fanciulla ha risposto con disponibilità crescente alle chiamate della grazia, progredendo in questo mondo nel sono di sé, fino a fare della sua vita un poema d’amore con Dio e la più convincente incarnazione del messaggio di Lourdes.

Tratto da: Sui passi di Bernadette — Padre Livio Fanzaga

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Il Rosario in famiglia

Posté par atempodiblog le 3 mai 2012

Il Rosario in famiglia dans Fatima Maria-e-il-santo-Rosario

Da Lourdes in poi la Madonna, nelle sue molteplici apparizioni, in particolare a Fatima e a Medjugorje, ha moltiplicato l’invito a recitare il Rosario. Apparendo alla piccola Bernadette, la Santa Vergine aveva “un rosario al braccio”. Si tratta per l’esattezza del braccio destro. E’ indubbiamente una corona “preziosa” se Bernadette specifica che la catena, su cui sono infilati i grani, è gialla e brillante come l’oro, allo stesso modo delle rose posate sui piedi. Basterebbe questo per indicare quale importanza il Rosario abbia per la Madre di Dio. La Madonna però non si ferma qui. Ella va ben oltre, prolungando l’apparizione per tutto il tempo necessario perché la veggente reciti l’intera corona alla sua presenza. Per mostrare il suo gradimento ecco che, mentre la fanciulla prega, la Madonna fa scorrere i grani senza muovere le labbra. Il messaggio è chiaro e impressionante nella sua semplicità. Quando noi recitiamo il Rosario la Madonna è presente e ci ascolta. Se non la vediamo con gli occhi della carne, possiamo però vederla con gli occhi del cuore. Mentre scorriamo i misteri della nostra redenzione, Lei ci rafforza nella fede, purifica il nostro cuore e fortifica la nostra volontà sulla via del bene. La Madonna a Medjugorje ha più volte invitato a recitare il Rosario in famiglia: i figli con i genitori e i genitori con i figli. La corona è l’arma che la Vergine potente contro il male ha posto nelle nostre mani per difendere le famiglie dagli assalti del distruttore e per tenerle al sicuro sotto il suo manto materno. Quale preparazione migliore al Convegno mondiale delle famiglie della recita quotidiana del Rosario fra le mura domestiche?

di Padre Livio Fanzaga

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Novena a Santa Bernadette (dal 7 al 15 aprile)

Posté par atempodiblog le 7 avril 2012

Sui passi di Bernadette dans Apparizioni mariane e santuari Santa-Bernadette

Questa novena può essere recitata in preparazione della festa della Santa, il 16 aprile, dal 7 al 15 aprile, o in qualsiasi momento per le proprie necessità.

L’unica condizione per la validità della novena è che sia fatta tutta intera con determinazione, con costanza e senza interruzione per nove giorni consecutivi.

Formulare l’intenzione per la quale si recita la novena, poi:

O santa Bernadette, che semplice e pura bambina, hai per 18 volte contemplato, a Lourdes la bellezza dell’Immacolata e ne hai ricevuto le confidenze e che hai voluto in seguito nasconderti nel convento di Nevers e lì ti sei consumata come un’ostia per i peccatori, ottienici questo spirito di purezza, di semplicità e mortificazione che condurrà anche noi alla visione di Dio e di Maria in Cielo. Amen

Santa Bernadette prega per noi

Nostra Signora di Lourdes prega per noi

Recitare una decina di rosario per l’intenzione formulata

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Bernadette, la promessa di una vita straordinaria

Posté par atempodiblog le 26 février 2012

Bernadette, la promessa di una vita straordinaria
di Padre Livio Fanzaga – La Bussola Quotidiana

Bernadette, la promessa di una vita straordinaria dans Lourdes

Bernadette Soubirous. Bernadette di Lourdes. Ci dice ancora qualcosa questa ragazza a cui nel 1858 apparve la Madonna, apparizione a cui è dedicata la festa odierna? Ha ancora qualcosa dai dire ai ragazzi e alle ragazze di oggi, alle tante Ruby  ma alle ancora più numerose e anonime Francesca, Paola, Roberta?

Pensiamo a quella che è la caratteristica più evidente dei ragazzi di oggi: la mancanza di una prospettiva per il futuro. I ragazzi oggi appaiono impotenti, vedono la vita come una giungla, una lotta dove i più soccombono. E com’era la vita di Bernadette? Anche lei non aveva un futuro, secondo la logica del mondo. Era povera, ignorante, ma non solo: viveva anche una tragedia in famiglia, suo padre era stato accusato (ingiustamente) di furto, per cui la sua famiglia era emarginata, malfamata e Bernadette stessa disprezzata. Le prospettive per il futuro erano nere.

Ma a un certo punto avviene questo incontro straordinario, Bernadette viene colpita soprattutto da una cosa: la Madonna si rivolgeva a lei con rispetto, dice che le “parlava come a una persona”. Ha scoperto la sua dignità di persona dallo sguardo di un Altro, ha sperimentato lo sguardo con cui ci guarda Dio. Ed è questa scoperta che le ha cambiato la vita. Non importa la condizione in cui sei, quanto disperata sia la tua vita: se rispondi alla chiamata di Dio, Dio fa della tua vita qualcosa di straordinario.

Da Bernadette impariamo che Dio ha un pensiero sulla nostra vita, sulla vita di ognuno di noi, un pensiero buono, un grande progetto. Scoprire la missione che ci è assegnata da Dio, esserle fedele, è questo che improvvisamente ci offre un futuro, sta qui la chiave della vita.

Vengono subito in mente tanti altri esempi di questo genere: prendiamo Giovanni Paolo II, anche lui povero, un operaio in una Polonia povera e oppressa. E santa Faustina Kowalska, una ragazza povera, per tanti aspetti simile a Bernadette, eppure venerata oggi in tutto il mondo perché Dio ha affidato a lei il messaggio della Sua misericordia. E ancora: i ragazzi di Medjugorie, anche loro poveri, abitanti in un luogo sperduto e isolato che oggi è diventato un centro in cui arrivano persone da tutto il mondo.

Ecco perché Bernadette è una figura di straordinaria attualità: se la sua situazione esistenziale era analoga a quella dei ragazzi d’oggi, tanto più l’incontro che le ha aperto il futuro è possibile per ognuno, in qualunque condizione si trovi. Se ci affidiamo, se siamo fedeli alla chiamata e alla missione che ci viene assegnata, Dio fa della nostra vita qualcosa di straordinario, inimmaginabile.

E lo fa assecondando il nostro modo di essere, valorizzando la nostra umanità. Pensiamo infatti a cosa è oggi Lourdes: il santuario mondiale della sofferenza. Come ha fatto a diventarlo? Nel suo messaggio a Bernadette, la Madonna non ha mai parlato della sofferenza, né ha prodotto guarigioni miracolose. Tutto è nato perché, avendo imparato a guardarsi come Dio la guardava, Bernadette ha vissuto la sua sofferenza fisica – aveva infatti una malattia gravissima – come la propria strada alla santità. Anche la malattia da maledizione si è trasformata in opportunità. Allora, non dal messaggio della Madonna ma dalla risposta di Bernadette nasce la Lourdes così come la conosciamo oggi. O meglio, dalla risposta di Bernadette alla chiamata di Dio. Perché Dio non fa magie, ma si affida alla nostra libertà, esalta la nostra libertà.

Una vita straordinaria e l’esaltazione della nostra libertà. Ci interessa?

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Lourdes, tra cielo e terra

Posté par atempodiblog le 11 février 2012

Lourdes, tra cielo e terra dans Apparizioni mariane e santuari

Lourdes è uno di quei luoghi che Dio ha scelto per farvi risplendere un raggio particolare della sua bellezza; da ciò l’importanza che acquista qui il simbolo della luce. A partire dalla quarta apparizione Bernadette, arrivando alla grotta, accendeva ogni mattina un cero benedetto e lo teneva nella mano sinistra, fin che la Vergine le si mostrava. Ben presto, vi furono persone che affidarono a Bernadette un cero perché lo conficcasse nella terra in fondo alla grotta. In breve tempo, anche altre persone deposero ceri in quel luogo di luce e di pace. La stessa Madre di Dio fece sapere di gradire l’omaggio toccante di quelle migliaia di ceri, che da allora rischiarano senza interruzione, per dare gloria a lei, il masso roccioso dell’apparizione. Da quel giorno, davanti alla grotta, notte e giorno, tanto d’estate quanto d’inverno, brilla un roveto ardente incendiato dalle preghiere dei pellegrini e dei malati, che esprimono le loro preoccupazioni e i loro bisogni, ma soprattutto la loro fede e la loro speranza.

Venendo in pellegrinaggio qui, a Lourdes, noi vogliamo entrare, sulle orme di Bernadette, in quella straordinaria prossimità tra il cielo e la terra che non si è mai smentita e che non cessa di consolidarsi. Durante le apparizioni è da rilevare che Bernadette recita la corona sotto gli occhi di Maria, che si unisce a lei al momento della dossologia. Questo fatto conferma il carattere profondamente teocentrico della preghiera del Rosario. Quando recitiamo la corona, Maria ci offre il suo cuore e il suo sguardo per contemplare la vita del Figlio suo, Cristo Gesù. Il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II venne due volte qui, a Lourdes. Noi sappiamo quanto, nella sua vita e nel suo ministero, la preghiera si appoggiasse sull’intercessione della Vergine Maria. Come molti suoi Predecessori sulla Sede di Pietro, anch’egli incoraggiò vivamente la preghiera della corona; lo fece, tra l’altro, in un modo del tutto singolare, arricchendo il Rosario con la meditazione dei Misteri della Luce. Questi sono del resto rappresentati sulla facciata della Basilica nei nuovi mosaici, inaugurati l’anno scorso. Come per tutti gli avvenimenti della vita di Cristo che essa “serbava meditandoli nel suo cuore” (Lc 2,19), Maria ci fa comprendere tutte le tappe del ministero pubblico come parte integrante della rivelazione della Gloria di Dio. Possa Lourdes, terra di luce, restare una scuola per imparare a recitare il Rosario, che introduce i discepoli di Gesù, sotto gli occhi della Madre sua, in un dialogo autentico e cordiale con il suo Maestro!

Benedetto XVI

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Nascondere la sofferenza

Posté par atempodiblog le 10 février 2012

Nascondere la sofferenza dans Libri

C’è uno stile nel servire il malato che pochi conoscono. L’anima delicata di Bernadette l’aveva scoperto da sola, quando consigliava a una sua consorella, destinata al servizio nell’ospedale, di allontanarsi dal malato un momento prima che egli potesse ringraziare. Ma c’è anche  uno stile nell’essere malati, che consiste nel nascondere il proprio male sotto il velo del pudore e nel non farlo pesare sugli altri con la luce del sorriso.
Bernadette aveva come impiego quello di essere malata, come lei stessa osserva con il suo senso innato dell’umorismo. Tuttavia, confinata nell’infermeria, si applicava piuttosto ad aiutare le sue consorelle. Non pretendeva l’attenzione altrui sul suo male, come spesso succede a noi. Al contrario dimenticava se stessa, rivolgendo le sue premure alle sofferenze che la circondavano.
Impareremo quest’arte sublime del soffrire? Oggi l’insegnamento e l’esempio di Bernadette hanno una grande attualità. Bisogna essere consapevoli  che si va a Lourdes innanzitutto per imparare quella scienza eccelsa del soffrire di cui Bernadette è maestra insuperabile.
C’è una grande urgenza di comprendere che il dolore è una vocazione e che la malattia è una grazia. In un mondo in cui abbonda il peccato, la SantaVergine ha bisogno dell’esercito dei malati per salvare tutte le anime e presentarle a Dio.

Tratto da: Sui passi di Bernadette — Padre Livio Fanzaga

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Il valore della sofferenza

Posté par atempodiblog le 9 février 2012

Il valore della sofferenza dans Libri

C’è un mistero della sofferenza che soltanto la luce della croce ci aiuta a scoprire. Agli occhi del mondo la malattia sembra costringere l’uomo nello stato di massima inattività. Non sono pochi i malati, specialmente quelli anziani, che pensano di essere un peso per la famiglia e per la società e spesso anche lo dicono. La richiesta di eutanasia viene quasi più per questo stato psicologico di frustrazione che dalla insopportabilità del dolore. Quando la sofferenza non ha senso, quando non c’è più speranza di guarire, quando si avverte la vita come un peso per sé e per gli altri, allora si desidera morire e perfino si chiede la morte.
La Madonna ha svelato fin dall’inizio alla sua piccola discepola il grande valore della sofferenza davanti a Dio. La richiesta di “penitenza” per i peccatori ha dischiuso a Bernadette il mistero salvifico della croce. Gesù appeso al patibolo, oppresso da indicibili dolori, apparentemente in uno stato di totale passività, ha compiuto l’opera della redenzione del mondo. La Santa Vergine, attraverso la sua testimone, ci ha richiamato allo stato di massima attività che è rappresentato dalla malattia. Chi soffre anche se inchiodato su un letto o su una carrozzina, coopera più di qualsiasi altra persona alla grande opera di redenzione del mondo.

Tratto da: Sui passi di Bernadette  — Padre Livio Fanzaga

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Accettare la sofferenza

Posté par atempodiblog le 8 février 2012

Accettare la sofferenza dans Libri

Se dalla vita di Bernadette perviene un forte messaggio per tutti coloro che sono impegnati nel sollievo della sofferenza umana, per la carica di amore che la giovane ha messo nel curare gli anziani e i malati, un messaggio ancora più intenso è rivolto al mondo sconfinato della malattia, per l’esempio eccezionale che lei ha dato nell’accettare, nell’amare e nell’offrire le crudeli sofferenze fisiche che l’hanno costantemente seguita, come amiche fedeli e inseparabili, dall’epoca delle apparizioni fino agli ultimi istanti della sua esistenza.
Quando la Madonna le ha promesso che non l’avrebbe fatta felice in questo mondo, ma nell’altro, voleva indubbiamente alludere al peso eccezionale della croce che Dio le avrebbe dato da portare sulla terra, anche se la stessa Bernadette non esiterà ad affermare che lei si sentiva “molto felice” già ora sulla terra, perché non è tanto la sofferenza in se stessa a rendere infelici, quanto la mancanza di luce soprannaturale che le dia un senso e un valore.
A Lourdes i malati soffrono, ma hanno la pace e spesso anche la luce del sorriso sui loro volti. Essi trovano in Bernadette la loro maestra, il loro esempio e la loro guida.

Tratto da: Sui passi di Bernadette  — Padre Livio Fanzaga

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San Giovanni, discepolo prediletto del Divin Cuore

Posté par atempodiblog le 27 décembre 2011

San Giovanni, discepolo prediletto del Divin Cuore dans Citazioni, frasi e pensieri santabernadette

“E voi, San Giovanni, discepolo prediletto del Divin Cuore, insegnatemi la grande scienza dell’amore! Che esso mi attiri potentemente!… Che io prenda finalmente il mio slancio, che io mi alzi in volo per andare a perdermi, a stringermi, a unirmi, a immergermi con voi nel Cuore adorabile di Gesù e di Gesù Crocifisso, divino centro di carità, di purezza, di umiltà e di obbedienza perfetta”.

Santa Bernadette Soubirous

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Dio non si smentisce

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2011

Dio non si smentisce dans Libri santabernadette

Dio ce l’ha per abitudine di andare contro corrente. Fa sempre il contrario di quello che gli uomini pensano. I suoi gusti sono esattamente opposti ai nostri. Ciò che per noi è oro, per lui è spazzatura e viceversa. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore” (Is 55,8). Per compiere le più grandi imprese Dio sceglie gli strumenti apparentemente meno adatti, almeno secondo una valutazione umana. Eppure le persone da lui scelte sono come frecce che colpiscono infallibilmente nel segno. Di chi il merito? Della freccia o dell’arciere? Il merito è di Dio, perché senza di lui non possiamo fare nulla. Ma come è importante che il dardo si lasci prendere docilmente in mano e aderisca con volontà pronta e decisa alla forza che lo dirige!
Dio invia Samuele da Iesse il Betlemita “Perché – dice – fra i suoi figli mi sono scelto un re” (1 Sam 16, 3-14). Il profeta passa in rassegna tutti i sette figli di Iesse, forti e imponenti, ma il Signore non aveva scelto nessuno di loro. “Io non guardo ciò che guarda l’uomo – dice il Signore -. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. Rimaneva ancora il più piccolo, che il padre non aveva nemmeno preso in considerazione e l’aveva lasciato a pascolare il gregge. “Manda a prenderlo”, ordina Samuele. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e di gentile aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!”.
Ciò che gli uomini avevano scartato Dio l’aveva scelto: “Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio” (1 Cor 1,27-29). Dio si comporta così sempre, ieri come oggi. Gli è bastata una bambina dei Pirenei illetterata, fragile e malata per fare di Lourdes uno dei capisaldi mondiali della civiltà dell’amore.

Tratto da: Sui passi di Bernadette – Padre Livio Fanzaga

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La Madonna ama farsi pregare

Posté par atempodiblog le 26 juillet 2011

La Madonna ama farsi pregare dans Antonio Socci santabernadette

Diceva santa Bernardette, nella sua semplicità: “la Madonna ama farsi pregare”. Perché la Madonna ama farsi pregare? La ragione è profonda: penso che sia perché pregare, aprendo il cuore a Lei, serve a noi, perché così può cambiarci e stringerci a sé, ottenerci grandi grazie e soprattutto convertirci. Farci ritrovare noi stessi.

Perché infine impariamo ad affidarci totalmente a Lei, con fiducia totale, senza riserve, sospetti o timori. Perché ci accorgiamo di avere una Madre, immensamente buona. Che al Figlio può chiedere tutto, quindi che può tutto. E che è la mediatrice di tutte le grazie.

Antonio Socci

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Le armi di Bernadette: la preghiera e il sacrificio

Posté par atempodiblog le 31 mai 2011

Le armi di Bernadette: la preghiera e il sacrificio  dans Libri santabernadette

A soli trentacinque anni l’esistenza di Bernadette si presenta come una missione perfettamente compiuta. Umanamente parlando sembrava un fallimento. « Buona a nulla » era l’etichetta affibbiatale a Nevers. Così Dio aveva voluto, affinché la santità ella sua piccola rifulgesse in ciò che vi è di più essenziale: il sacrificio e la preghiera per la salvezza eterna delle anime. Chi più di questa contadina dei Pirenei seppe illustrare il messaggio di « Aquero »? I teologi? I commentatori? I predicatori? E’ l’esistenza della « Buona a nulla » il messaggio vivo e perenne di Maria al mondo e alla Chiesa.
« Ho solo questo (cioè pregare) da fare. Non sono buona a nulla. La preghiera è la mia unica arma. Non posso far altro che pregare e soffrire… La preghiera e il sacrificio sono le mie armi che conserverò fino all’ultimo respiro. Solo allora l’arma del sacrificio cadrà, ma qeulla della preghiera mi seguirà in cielo dove sarà molto più potente ».

Tratto da: Sui passi di Bernadette – Padre Livio Fanzaga

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Bernadette, capolavoro di Maria

Posté par atempodiblog le 16 avril 2011

Bernadette, capolavoro di Maria dans Libri ehi32d

La santità di Maria è lo splendore della sua persona pura, umile, silenziosa, forte, coraggiosa, fervente di zelo e ardente carità, semplice, discreta, nascosta. Maria è una perla di incommensurabile valore in cui si riflettono le divine perfezioni. La trasparenza divina è la caratteristica della sua santità.

Bernadette, piccola perla di Maria, ne riflette a sua volta lo splendore di grazia. In lei è possibile veder crescere, a mano a mano che avanza nel suo cammino spirituale, le virtù tipiche della Madre di Dio. La sua anima è un giardino dove Maria coltiva quei fiori di santità che più sono cari al suo cuore.

Bernadette è semplice e umile. Posta al centro dell’attenzione ecclesiale, è rimasta con gli occhi fissi sulla sua pochezza, senza mai perderla di vista. Neppure per un istante ha pensato si essere più di quello che era. Sì è considerata una scopa, che si pone dietro la porta dopo averla usata. Ha emesso l’ultimo respiro chiedendo alla Madre di Dio di pregare per lei, povera peccatrice. Non ha mai accettato di essere un personaggio. Non ha mai “recitato” la parte della veggente. Ha sempre voluto essere come tutte le altre.

Bernadette è povera. Il suo amore per la povertà sconcerta. La povertà era per lei la più grande ricchezza di cui disponeva. Nessun fanatismo esasperato, ma ferma decisione nell’impedire che la grazia di aver visto la Madonna potesse significare un vantaggio materiale per lei e per la sua famiglia. La sua costante preoccupazione era che i suoi fratelli potessero arricchirsi facendo del commercio religioso.

Bernadette è limpida. Affronta la tempesta minacciosa della persecuzione con la pace e la calma che viene dalla purezza della coscienza. Dice sempre la verità. Il suo linguaggio è evangelico: sì, sì; no, no! Ogni parola e ogni suo gesto sono rivestiti di schiettezza e di chiarezza.

Bernadette è forte e coraggiosa. Nell’adempiere i compiti che la Madonna le affida è precisa, scrupolosa, determinata. Li compie alla perfezione, fino in fondo, senza badare a se stessa e alle possibili incresciose conseguenze. Vuole fare contenta la Madonna e desidera che la Madonna possa contare su di lei. Nella sua fragilità non ha alcun timore delle autorità civili e religiose, ma le affronta con calma, garbo e autorevolezza. Alla fine sarà lei a imporsi con la forza della verità.

Bernadette è una pura di cuore. Nella sua umiltà, spinta fino a rasentare i complessi di colpa, non si rende conto dei tesori di purezza di cui è ricolma la sua anima. In lei il male non ha mai affondato le radici, ma al contrario la grazia battesimale non ha fatto che svilupparsi fino ad avvolgerla completamente nel suo splendore. In tutta umiltà, verso il termine della sua vita, poté dire di non aver mai voluto commettere consapevolmente un solo peccato.

Bernadette è un’anima ardente. Nel suo cuore la fiamma del puro amore è cresciuta di giorno in giorno fino a diventare un incendio che l’ha consumata. Lo zelo per il Regno di Dio, l’amore per Gesù e per sua Madre, la dedizione per la causa della salvezza eterna delle anime sono la radice profonda di tutta la sua spiritualità. La sua vita è un’offerta incondizionata a Dio per la conversione dei peccatori.

Bernadette ha vissuto un’esistenza crocifissa. E’spirata stringendo la croce sulla quale aveva accettato di essere posta insieme al suo Sposo. E’ stata crocifissa nel corpo, nel cuore e nell’anima. La grandezza della croce che portato dà la misura straordinaria del suo amore e della sua santità.

Bernadette è un capolavoro di Maria. In lei troviamo riflessi i tratti di santità della Madre di Dio. La sua vita testimonia quali miracoli di perfezione possa compiere la nostra Madre celeste quando, come la piccola fanciulla dei Pirenei, ci affidiamo con piena fiducia alla sua guida, piena di sapienza, di sollecitudine e di bontà.

Tratto da: Sui passi di Bernadette – Padre Livio Fanzaga

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