Il primo Santuario alla Beata Vergine di Lourdes in Italia

Posté par atempodiblog le 4 décembre 2008

A Napoli è stato dedicato il primo Santuario alla Beata Vergine di Lourdes. Qui si recava in pellegrinaggio anche San Giuseppe Moscati, di cui si conserva una sua lapide in onore alla Madonna nella Cappella della Grotta. Oggi (4 dicembre) è il giorno in cui si celebra la ricorrenza della inaugurazione della Grotta.

Giovedì 11 Dicembre 2008, in conclusione del 150 anniversario delle Apparizioni di Lourdes, sarà celebrata alle ore diciotto la Messa Solenne presieduta dal Vescovo Di Donna. Al termine ci sarà una fiaccolata dal Santuario all’esterno dove è collocata la statua della Vergine di Lourdes.
Gradini S. Nicola da Tolentino al Corso Vittorio Emanuele (Cariati) – Fermata Funicolare 80135 Napoli

Il primo Santuario alla Beata Vergine di Lourdes in Italia dans Apparizioni mariane e santuari 4ierlf


Figliuolo affezionato e devoto di Maria, S. Giuseppe Moscati onora con particolari pratiche la Vergine Immacolata. È felicissimo nel frequentare la quindicina che ogni anno segue la festività nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino. Il freddo, la pioggia, il lavoro, nulla lo trattiene dal partecipare al pubblico omaggio, che si rende alla Madre Celeste, da lui venerata anche sotto altri titoli approvati dalla Chiesa. Nell’agosto del 1923, di ritorno da Edimburgo, egli appaga il desiderio di pellegrinare alla grotta di Lourdes e, nonostante la stanchezza che da tempo aveva, scrive una lunga lettera ai suoi familiari in cui descrive non tanto l’ambito del Santuario, di cui « dapprincipio non ebbe una grande impressione », e « la statua non bella della Vergine », quanto piuttosto l’esperienza di fede. Egli è colpito dagl’infermi che pregano durante la processione eucaristica e implorano la guarigione.

Forse avrebbe voluto assistere ad un miracolo! Infatti annota: « nessuna guarigione »; ma, da uomo di fede, subito aggiunge: « Iddio che può in un istante ridare la vita, che è onnipotente, si volge ai cuori, alle anime, le inonda di sempre maggiore grazia. Non rimase la Bernadette, quella a cui prima apparve la SS. Vergine, per gli ultimi 8 mesi di sua esistenza paralitica su di una sedia”.

Moscati ha così riportato nel solco della vera fede un sentimento che poteva avere effetti devianti e con le sue riflessioni ha dimostrato ancora una volta di aver perfettamente compreso la sapienza della Croce.Tre anni dopo dedicò alla Vergine di Lourdes nella Chiesa di S. Nicola da Tolentino la seguente lapide:

 

VENI COLUMBA
IN FORAMINIBUS PETRAE
IN CAVERNA MACERIA OSTENDE FACIEM TUAM
SONET VOX TUA
MOSTRA TE ESSE MATREM A.D. 1926
GIUSEPPE MOSCATI


Tratto: gesuiti.it


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La lapide è ancora lì ad attestare la devozione di S. Giuseppe Moscati per la Vergine di Lourdes:

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Lapide donata da Francesco e Rosa Moscati al Santuario della Beata Vergine di Lourdes in rigraziamento dell’intervento dell’Immacolata per la guarigione della loro figlia e per un altro favore ricevuto:

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Napoli
Santuario di Lourdes
Il Santuario della Madonna di Lourdes, collocato sul dorso del colle di S. Martino in Napoli, a ridosso del Corso Vittorio Emanuele, era in origine una Chiesa fondata dai PP. Agostiniani e dedicata a un Santo Agostiniano, S. Nicola da Tolentino. La Chiesa di San Nicola da Tolentino, come risulta inequivocabilmente dalla documentazione rinvenuta, è da ritenersi costruito tra il 1619 ed il 1631 (anno della sua consacrazione) su progetto di Giovan Giacomo di Conforto.
Dai PP. Agostiniani passò in proprietà dei PP. Certosini e dal 1836 dei PP. Vincenziani con l’annesso Convento per la formazione della gioventù missionaria.
Tra i primi Vincenziani che abitarono questa Casa Religiosa sono Vincenzo Scacciapietra, Arcivescovo di Smirne, S. Giustino de Jacobis, Primo Vicario Apostolico dell’Abissinia.
In occasione del colera del 1836 Giustino de Jacobis promosse una processione della Madonna Immacolata della Medaglia Miracolosa e, per una grazia evidente, il colera cessò. Per gratitudine il Re di Napoli, Ferdinando II di Borbone, fece coniare e diffondere un milione di Medaglie Miracolose in oro, argento e alluminio. Questa statua si conserva in una saletta adiacente la Sacrestia.

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Nell’immagine è possibile vedere la statua collocata nell’angolo destro dove viene posta nel periodo della Novena all’Immacolata.

Il Santuario della Madonna di Lourdes è stato forse il primo in Italia a suscitare e diffondere la devozione all’Immacolata di Lourdes alcuni anni dopo le apparizioni.
Infatti nella prima Domenica di ottobre del 1873 fu esposta alla venerazione dei fedeli un’immagine dell’Immacolata venuta da Lourdes che ancora oggi si conserva come un prezioso ricordo.
Nel 1874 questa immagine di carta fu sostituita da un plastico che raffigura la Vergine nella grotta con Santa Bernardette in ginocchio.
Questo plastico si può ammirare nel Santuario subito a sinistra di chi entra.
Nello stesso anno si recò a Lourdes il primo pellegrinaggio composto dal Comitato Civico Napoletano.
Ritornando dalla Francia, i pellegrini espressero il desiderio di riprodurre nella Chiesa di San Nicola da Tolentino una Grotta in tutto simile a quella di Lourdes.
L’idea fu realizzata. Il 4 dicembre 1875 fu inaugurata la Grotta delle Apparizioni ed insieme fu fondata l’Associazione detta dei <<Pellegrini di Lourdes>>. Degni di nota sono la bellissima statua che fu fatta venire dalla Francia e una pietra estratta dalla grotta di Lourdes , messa in cornice sulla parete destra della Cappella.
La Grotta divenne in breve centro di devozione mariana e meta di pellegrinaggi che da ogni parte della città di Napoli e dalle Provincie vennero per pregare, ascoltare la Parola di Dio e chiedere grazie come a Lourdes.

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Nel 1906 il Papa San Pio X concesse che il Card. Prisco, Arcivescovo, incoronasse, con una corona d’oro la miracolosa statua collocata nel tempietto.
In questo fervore mariano si pensò di arricchire e abbellire la Chiesa che originariamente era semplice e tutta bianca.
Essa misura m. 36×19. Nel 1886 fu ampliato il Presbiterio e l’Altare Maggiore, consacrato da S. Ecc. Mons. Filippo Gallo, Vincenziano, il 14 maggio 1886; fu dedicato alla Madonna di Lourdes.
Fu anche rifatto in marmo pregiato a colori e a disegni artistici tutto il pavimento e dell’atrio.
Ugualmente preziosi sono gli altari laterali, specialmente quello dedicato a S. Nicola da Tolentino (il primo a sinistra di chi guarda l’Altare Maggiore). Il soffitto e le pareti più ampie furono dipinte da esimi artisti quali S. Altamura, Hay, Galloppi, Cannevale.
La tela dell’Altamura è oggi conservata nella “Sala delle Assemblee” al piano chiostro dell’Istituto Vincenziano annesso alla Chiesa.
Caratteristica, forse unica, fra tutte le Chiese d’Italia, è che quasi tutte le pareti, i pilastri del Santuario e persino le pareti della Sacrestia sono ricoperte da lapidi ex-voto attestanti la riconoscenza all’Immacolata di Lourdes per grazie ricevute.
La prima è del 1875, diciassette anni dopo le Apparizioni. Se ne contano più di 3,000.
Nel 1908, cinquantesimo delle Apparizioni di Lourdes, sul piano antistante la scalinata d’accesso al Santuario, fu eretta un monumento in marmo rappresentante la Vergine di Lourdes a protezione delle contrade circostanti.

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Che Ella abbia realmente dimostrata la Sua materna protezione, si rivela dalle lapidi messe all’ingresso del Santuario esprimenti la riconoscenza dei fedeli per lo scampato pericolo durante i terrificanti bombardamenti delle due guerre mondiali.

Tratto dall’opuscolo del Santuario “Maria mi attende… bisogna che io vada!”

Date importanti
11 Febbraio
La quindicina che va dal 18 febbraio al 4 marzo in ricordo delle principali apparizioni a Bernadette.

L’11 di ogni mese alle ore 18 Messa delle Grazie.

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Giuseppe Moscati in tv così lontano dalla realtà

Posté par atempodiblog le 8 octobre 2007

Giuseppe Moscati in tv così lontano dalla realtà dans Articoli di Giornali e News sangiuseppemoscati

D’accordo, le vite dei santi fanno audience, tant’è che proprio mentre trasmettevano lo sceneggiato in due puntate su San Giuseppe Moscati compariva l’annuncio di Chiara e Francesco, ennesima fiction sul Poverello d’Assisi (una all’anno in media). Ma se le biografie agiografiche «tirano» e se, com’è ovvio, sono rivolte a un pubblico familiare (e soprattutto cattolico) da prima serata, che c’entra una scena di sesso, insistito e senza veli, nella prima puntata del Giuseppe Moscati? I santi sono il contrario del politicamente corretto e di certo non amano che si parli di loro nascondendosi dietro il dito della didascalia «liberamente ispirato a». Questa «avvertenza per lo spettatore» dovrebbe giustificare ogni volo pindarico, ma di fatto finisce col piegare il racconto alle regole più mediocri e banali del narrare per immagini.

Così, si prende un santo, persona per definizione eccezionale, e lo si trasforma in un generico buonista da telefilm d’ambientazione sanitaria. Ciò accade perché si diffida della capacità di una vita di santo di essere di per sé spettacolare. Il vero Moscati (che, per inciso, portava gli occhiali e non assomigliava a Beppe Fiorello, bensì all’attore che fa la parte dell’amico-nemico) era uomo da comunione quotidiana, di cui nello sceneggiato non c’è traccia. In tutta la prima puntata lo si vede una sola volta in preghiera e, paradossalmente, davanti al «Cristo velato» della napoletana cappella Sansevero, una scultura massonica ed esoterica. Forse si pensa di vendere lo sceneggiato all’estero, dove nessuno conosce quella statua? Ma lo stesso può dirsi della figura di S. Giuseppe Moscati, e specialmente all’estero.

Il vero Moscati, che fu famoso per l’infallibilità delle sue diagnosi, abilità definita «miracolosa» anche dai suoi colleghi razionalisti e atei, usava consultarsi con Dio prima di pronunciarne una. Al contrario, darebbe alla fiction una profondità che potrebbe aspirare al capolavoro. Lo stesso ragionamento vale per l’espediente escogitato dai soggettisti per spiegare la scelta celibataria del Moscati: una banale delusione d’amore. Invece, nella storia vera, l’ormai illustre cattedratico e scienziato (fu tra gli anticipatori della biochimica) venne chiamato d’urgenza al capezzale di una donna di malaffare. Era uno scherzo di pessimo gusto che sapeva di poter contare sulla carità eroica del santo, il quale non badava al suo rango e nemmeno alla parcella quando c’era da assistere un malato. Quel giorno Giuseppe Moscati si infilò nella chiesa delle Sacramentine e, davanti all’immagine della Madonna del Buon Consiglio, fece voto perpetuo di castità. Ovviamente, si è pensato che la castità non sia «telegenica». E si è persa un’altra occasione per uscire dall’usuale piattezza delle trame. E dire che il cattolicissimo Moscati era un pugno nell’occhio per la classe medica del suo tempo, trasudante positivismo agnostico e scientista: conflitto che da solo bastava a riempire un film. Domanda: perché non affidano a un vero romanziere cattolico i soggetti filmici sui santi?

di Rino Cammilleri
[Da «il Giornale», 30 settembre 2007]

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