Se siamo testimoni del Vangelo, saremo anche perseguitati

Posté par atempodiblog le 16 mai 2020

Se siamo testimoni del Vangelo, saremo anche perseguitati dans Commenti al Vangelo frate-cingolo-corona

Nella tradizione cappuccina il rosario che pende dal cingolo dei frati dovrebbe avere una croce senza crocifisso, perché quel posto è per noi.
Facile a dirsi, difficile a farsi.
Ma è la strada percorsa da Gesù, è la strada che Egli indica anche a ciascuno di noi: se siamo testimoni del Vangelo, saremo anche perseguitati.
In questo tempo di prova non dimentichiamoci dei Cristiani perseguitati in tante parti del mondo.

Liturgia della Parola del giorno: At 16, 1-10; Sal 99; Gv 15, 18-21

fra Luca Casalicchio, OFM Cap

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Covid, monsignor Lahzi Gaid: “Il 14 maggio tutta l’umanità unita in preghiera”

Posté par atempodiblog le 14 mai 2020

Covid, monsignor Lahzi Gaid: “Il 14 maggio tutta l’umanità unita in preghiera”
Il 14 maggio i fedeli di diverse tradizioni religiose sono invitati a digiunare per la fine della pandemia. Intervista con il Segretario di Papa Francesco, membro dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, creato dopo lo storico incontro di Abu Dhabi fra il Pontefice e il Grande Imam Al-Tayyeb
di François Vayne – Vatican Insider

Covid, monsignor Lahzi Gaid: “Il 14 maggio tutta l’umanità unita in preghiera” dans Articoli di Giornali e News Monsignor-Yoannis-Lahzi-Gaid-segretario-di-Papa-Francesco
Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, segretario di Papa Francesco

Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, come è venuta questa idea di una giornata di preghiera e di digiuno per il 14 maggio, comune per i cristiani e i musulmani?
«
L’idea è sorta in seno all’Alto Comitato della Fratellanza Umana durante la sua ultima riunione, avvenuta il 31 marzo 2020 in videoconferenza per via del Codiv-19. L’iniziativa è nata dalla domanda: come possiamo dare una risposta comune di fronte a un pericolo comune? La risposta è stata “pregando insieme come fratelli”».

Come sta andando avanti l’Alto Comitato nato dopo l’incontro di Abu Dhabi, poco più di un anno fa, e quali sono i vostri futuri progetti?
«L’Alto Comitato continua con entusiasmo e tanta buona volontà a portare avanti la propria missione, ossia quella di rafforzare la fratellanza e di diffondere i valori menzionati nel Documento sulla Fratellanza Umana, attraverso iniziative concrete, come ad esempio, l’invito alla preghiera, al digiuno e alle opere di carità previsto per il prossimo 14 maggio, così come la promozione del premio della “Fratellanza Umana” che verrà dato ogni anno a personalità riconosciute come promotori di fratellanza e altresì la costruzione della “Casa di Abramo” che avverrà ad Abu Dhabi per concretizzare il valore della fratellanza e del rispetto delle divergenze e delle differenze. La fede in Dio deve unire e non dividere o addirittura giustificare la violenza.

Il Documento sulla Fratellanza Umana è stato profetico nell’affermare la fratellanza universale. Infatti, il Coronavirus non ha differenziato tra ricchi e poveri, tra occidente e oriente, tra paesi sviluppati e in via di sviluppo… siamo uguali, siamo fratelli sia nel pericolo sia nella lotta».

Qualcuno parla di sincretismo ed entra in polemica quando si parla di preghiera a dimensione interreligiosa. Perché possiamo dire che non è sincretismo e come si potrebbe agire per farlo capire meglio?
«La preghiera è un valore universale insito nell’uomo in ogni epoca e tempo. Ciò è un dato di fatto. Invitare tutti a pregare insieme, ciascuno secondo la propria fede e credenza, non sincretizza ma rafforza il valore della preghiera e della fratellanza. Come sacerdote e come cristiano che recita ogni giorno la preghiera che Cristo insegnò ai Suoi discepoli, il “Padre Nostro”, non posso vedere in questo invito che la mano di Dio che unisce tutti i fratelli e figli in un atto di orazione. Ciò non indebolisce la mia fede in Cristo, unico Salvatore del Mondo, ma la rafforza, sapendo che solo Dio può trasformare un male in bene, una pandemia in occasione di fraternità, una preghiera in una forza. Non possiamo scordare che Dio fa scendere la sua pioggia sui buoni e sui cattivi, fa sorgere il Suo sole su tutti. E proprio a questo scopo il Santo Papa Giovanni Paolo II indisse nel lontano 1986 l’incontro internazionale di pace ad Assisi ove i partecipanti pregarono ciascuno secondo la propria fede.

L’iniziativa desidera, dunque, unire tutti gli uomini e le donne per invocare la fine del Coronavirus. Sarebbe la prima volta che l’umanità intera si unisce per un unico obbiettivo: pregare insieme, ciascuno secondo la propria fede, dando così una prova che la fede unisce e non divide.

Il Covid-19 ci ha messi tutti in ginocchio ma stare in ginocchio è la posizione migliore per pregare. Il virus ci ha fatto capire la nostra fragilità e il bisogno di unirci come fratelli. Non possiamo uscirne fuori separatamente: o insieme o nessuno».

Nella vostra esperienza personale, in Egitto, vostro Paese, cosa potete dire sul ruolo della Madonna nell’amicizia spirituale islamo-cristiana?
«La figura della Vergine Maria è fondamentale nel dialogo interreligioso con i musulmani che la venerano e la rispettano. In Egitto tanti musulmani vanno a pregare nei santuari mariani e alcuni perfino Le fanno dei voti. Sia la figura della Madonna sia il Documento sulla Fratellanza possono rappresentare “punti comuni”. È sempre meglio iniziare il dialogo da ciò che ci unisce e non da ciò che ci divide. Questo non vuol dire mai venir meno al nostro dovere di proclamare la Verità del Vangelo e della nostra fede, ma di farlo con carità, con rispetto e con umiltà. La determinazione non significa mai la presunzione. Cristo che ci comanda di portare il Vangelo a tutto il mondo ci chiede anche di amare e di pregare per tutti, cioè di non cadere nella trappola dei farisei: credere di possedere le chiavi del Regno di Dio, senza entrare e senza far entrare gli altri. L’avversità non porta Cristo agli altri, anzi ostacola l’annuncio del Vangelo e deforma la bellezza della nostra fede»

Publié dans Articoli di Giornali e News, Coronavirus, Fede, morale e teologia, Papa Francesco I, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Gesù è il Paradiso

Posté par atempodiblog le 13 mai 2020

Gesù è il Paradiso dans Citazioni, frasi e pensieri Servo-di-Dio-de-Fontgalland

“Come immagino il Paradiso? Non lo immagino affatto. Io so com’è: il Paradiso è Gesù. Gesù è il Paradiso” .

del servo di Dio Guy de Fontgalland

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Riflessioni | Pas de Commentaire »

Oggi la Chiesa celebra i 100 anni dalla canonizzazione di Santa Margherita Maria Alacoque

Posté par atempodiblog le 13 mai 2020

Oggi la Chiesa celebra i 100 anni dalla canonizzazione di Santa Margherita Maria Alacoque
Tre secoli dopo aver promosso la devozione al Sacro Cuore di Gesù, la veggente francese è stata canonizzata il 13 maggio 1920
di Philip Kosloski – Aleteia

Santa Margherita Maria Alacoque, apostola del Sacro Cuore dans Articoli di Giornali e News

Nel 1673, una religiosa visitandina francese di nome Margherita Maria Alacoque ha avuto delle visioni di Gesù, in cui Egli ha chiesto alla Chiesa di onorare il suo Sacro Cuore.

Se quella al Cuore di Gesù era una devozione antica, che affondava le radici ai primi secoli del cristianesimo, non era diffusa, e si è affermata solo dopo che l’approvazione da parte della Chiesa delle rivelazioni private alla religiosa.

Le sue rivelazioni non sono state accettate immediatamente. Ci sono voluti infatti quasi tre secoli perché la Chiesa canonizzasse Santa Margherita Maria, il 13 maggio 1920.

Nonostante i ritardi nell’approvazione ufficiale da parte della Chiesa, i messaggi di tutte le sue rivelazioni private sono diventati estremamente popolari. Uno dei motivi è il fatto che le parole e le immagini usate da Gesù nelle visioni parlavano dell’amore appassionato di Dio nei confronti dell’umanità.

Ad esempio, Santa Margherita Maria raccontava in questo modo ciò che era accaduto durante la prima visione:

“Una volta, davanti al santo Sacramento, con un po’ di tempo a disposizione, perché le mie incombenze me ne lasciavano assai poco, mi ritrovai tutta investita da questa presenza divina, così forte che mi dimenticai di me stessa e del luogo dov’ero. Allora mi abbandonai a questo divino Spirito, consegnando il mio cuore alla forza del suo amore. Lui mi fece riposare a lungo sul suo petto divino e lì mi fece scoprire le meraviglie del suo amore e i segreti inesplicabili del suo sacro Cuore, che mi aveva sempre tenuto nascosti”.

Poi Gesù parlò a Santa Margherita Maria mentre lei era vicina al suo Cuore:

“Il mio Cuore Divino è così appassionatamente innamorato [degli uomini] che non riesce più a contenere in sé le fiamme della sua ardente carità. Deve effonderle attraverso di te, e manifestarsi per arricchirli con i suoi preziosi tesori, che contengono tutte le grazie di cui hanno bisogno per essere salvati dalla perdizione”.

Gesù si rivelò anche con il suo Cuore fuori dal Corpo, a simboleggiare come Egli non potesse contenere il suo amore per noi e il suo Cuore gli uscisse letteralmente dal petto, simbolo del suo amore appassionato.

Gesù ha anche fatto alcune promesse a Santa Margherita Maria parlando di chi fosse stato devoto al suo Sacro Cuore:

“Io Ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti coloro che si comunicheranno al Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia del pentimento finale, quindi essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Santi Sacramenti, e il mio Cuore in quell’ora estrema sarà il loro rifugio più sicuro”.

La rivelazione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria è un grande promemoria per noi, e dissipa qualsiasi falsa immagine di Dio che possiamo avere. Non è un Dio distante, che cerca di distruggerci, ma un amante, che desidera la nostra anima, sperando di riempirla con la sua gioia.

Nel giorno in cui la Chiesa celebra i 100 anni della canonizzazione di Santa Margherita Maria Alacoque, dovremmo riflettere sulle varie immagini di Dio che abbiamo e pensare come Gesù ci offra il suo Cuore, desiderando che riposiamo su di esso.

Divisore dans San Francesco di Sales

Cliccare per approfondire:

Freccia dans Viaggi & Vacanze Santa Margherita Maria Alacoque

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Paray le Monial, Riflessioni, Sacri Cuori di Gesù e Maria, Santa Margherita Maria Alacoque | Pas de Commentaire »

Il compito di noi cristiani

Posté par atempodiblog le 12 mai 2020

Il compito di noi cristiani dans Beato Álvaro del Portillo La-speranza-di-Cristo

“È compito di noi cristiani ridare speranza al mondo, la speranza di Cristo” .

Beato Álvaro del Portillo

Publié dans Beato Álvaro del Portillo, Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Maria e l’equilibrio interiore

Posté par atempodiblog le 11 mai 2020

Maria e l'equilibrio interiore dans Citazioni, frasi e pensieri Madonna-e-Bambino

“L’uomo si è allontanato dalla Madonna, perciò ha perduto il suo equilibrio interiore”.

di don Carlo Carretto

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Don Carlo Carretto, Fede, morale e teologia, Mese di maggio con Maria, Riflessioni | Pas de Commentaire »

Il Rosario è soprattutto la lode della Trinità

Posté par atempodiblog le 11 mai 2020

Mi consacro al Tuo cuore, o Maria dans Don Giustino Maria Russolillo Maria-SS

“A chi rimprovera di essere più mariani che cristiani, di lodare sempre Maria, dimenticando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ricordiamo che il Rosario è soprattutto la lode della Trinità”.

di Piero Bargellini

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Mese di maggio con Maria, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La missione di Maria è la sua maternità

Posté par atempodiblog le 10 mai 2020

La missione di Maria è la sua maternità dans Fede, morale e teologia MMUN4063auguri-festa-Mamma dans Libri

La missione di Maria è la sua maternità. Essere madre è ciò che la caratterizza più di qualsiasi altra cosa. Lo è come nessuna donna potrebbe esserlo. È infatti madre di Dio, madre della Chiesa e madre dell’umanità. Realizza la sua maternità in una dimensione soprannaturale, ben più ampia e profonda di qualsiasi generazione naturale. Se la madre naturale è un grande dono, la nostra madre celeste è una delle più grandi grazie che l’amore di Dio abbia mai concesso agli uomini.

Maria è madre perché è l’ancella del Signore. Questo è il compito che il Padre le ha assegnato. Prima nei confronti del Figlio suo, poi di tutti noi. Nella sua straordinaria maternità noi vediamo un riflesso di Dio, che ha voluto donarci in Maria la dimensione materna del suo amore.

Tratto da: La pazienza di Dio. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga - Ed. Piemme

Publié dans Fede, morale e teologia, Libri, Mese di maggio con Maria, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

Cristo in noi

Posté par atempodiblog le 9 mai 2020

Cristo in noi

Cristo in noi dans Commenti al Vangelo Dio

In Cristo, Dio si è donato all’uomo, partecipando così alla sua sorte; si è fatto uno con l’uomo a tal punto che

«chi ha visto me», dice Gesù, «ha visto il Padre» (Gv 14, 9).

E non solo nel senso che ci è stato concesso per grazia di poter riconoscere Dio nel Cristo, ma anche a significare la gioia di Dio nell’esistere in Lui come uomo. Ciò che è avvenuto una volta in Cristo – dice san Paolo – deve ripetersi continuamente. Non in modo identico, che la vera e propria incarnazione di Dio è un evento in cui è impegnato Dio come Persona, in modo intangibilmente unico, – ma spiritualmente; così può aver luogo in ciascuno, proprio in ciascuno. Nessuno è superfluo, perché ognuno esiste una sola volta e Dio ama l’uomo a tal punto che vuoi rinnovare in tutti il mistero dell’incarnazione.

Credere significa accogliere in sé il Cristo risuscitato, vivere da cristiani significa far posto a Dio perché si esprima e si affermi nella nostra propria esistenza. La fede è perfetta quando Cristo penetra nell’esistenza dell’uomo e vi diventa l’Unico, il Tutto: la vita del Cristo è il tema che, proposto sempre di nuovo, dev’essere sviluppato in ognuno di noi. Nella nostra vita riappare di continuo il Cristo e nel Cristo Dio; di continuo l’uomo può trasformarsi in Cristo e, per suo mezzo, in Dio. Così cresce l’uomo nuovo, nel quale Cristo rivive la sua vita e Dio da compimento al suo amore. Così l’uomo diventa ciò che dev’essere secondo l’intenzione di Dio.

di Romano Guardini – Il Rosario della Madonna, Ed. Morcellina

Publié dans Commenti al Vangelo, Fede, morale e teologia, Libri, Riflessioni, Romano Guardini | Pas de Commentaire »

La corona del Rosario e le ripetizioni

Posté par atempodiblog le 8 mai 2020

La corona del Rosario e le ripetizioni
di Romano Guardini – Il Rosario della Madonna, Ed. Morcellina

La corona del Rosario e le ripetizioni dans Fede, morale e teologia Pregare-Rosario

La ripetizione ha pure il suo significato vitale. Non è forse un elemento della vita? Che cos’è il battito del cuore se non ripetizione? Sempre lo stesso contrarsi e distendersi, ma è per esso che il sangue circola nel corpo. Che cos’è il respiro se non ripetizione? Sempre lo stesso inspirare ed espirare, ma è la nostra vita. Tutta la nostra esistenza non è forse ordinata e sostenuta da un ritmo di scambio e ritorno? Ogni giorno il sole si alza e tramonta; ogni anno la vita si rinnova in primavera, raggiunge il culmine e decade. Che cosa possiamo obiettare contro queste ed altre ripetizioni? Sono l’ordine in cui ci muoviamo, in cui l’intimo germe si sviluppa e prende corpo. Tutto ciò che vive si attua nei ritmi delle circostanze esteriori e dell’attuazione interiore; perché non dovrebbe avere il suo posto anche nella vita religiosa ciò che è legittimo in tutte le altre forme di vita?

Il Rosario rappresenta una forma particolare di vita religiosa. Qualcuno può dichiarare di non sapersene servire; è affar suo; non ha però il diritto di dire che questa preghiera non abbia senso e che non sia cristiana, perché così darebbe solo a vedere che non sa di che si tratta.

Per quanto riguarda la corona dei grani, essa ha evidentemente il compito di facilitare il raccoglimento dello spirito. Da un grano si passa all’altro; il loro numero mantiene le ripetizioni in una misura riconosciuta conveniente dalla lunga esperienza. Se non ci fossero, chi prega dovrebbe badare a non esagerare nel molto o nel poco e la sua attenzione sarebbe così sviata dall’essenziale. I grani contano per lui … E dunque qualcosa di meccanico? Sicuro, ma non c’è forse una parte di meccanica in ogni cosa? Si dice che per tutto occorre una preparazione – tutto va imparato; imparare vuoi dire esercitarsi e l’esercizio è appunto il formarsi di un «meccanismo», per mezzo del quale l’azione proceda «da sé»; o meglio, la forza e l’attenzione rimangano libere per ciò che più importa. Finché non si è imparato a fare una cosa, bisogna sorvegliare ogni singolo atto, e l’essenziale vien trascurato; quando invece si è imparato, ossia quando si è acquistata una tecnica, la mente è più libera. Ecco tutto il significato della corona nel Rosario.

Publié dans Fede, morale e teologia, Libri, Mese di maggio con Maria, Riflessioni, Romano Guardini | Pas de Commentaire »

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Posté par atempodiblog le 3 mai 2020

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020 dans Coronavirus 20200426-163648

Messaggio di Medjugorje a Marija del 25/04/2020

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale.
Figlioli, pregate nella solitudine lo Spirito Santo affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza.
Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore e che la preghiera sia come un deserto.
Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite.
Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 0a842660b173357e0771df267457a0fb dans Fede, morale e teologia

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Questo messaggio è in linea con quelli precedenti che la Madonna ci ha dato attraverso la veggente Marija in questo tempo di Coronavirus, in questo tempo di prova. Questi messaggi sono rivolti soprattutto a quelli che hanno risposto alla chiamata, a quella grande moltitudine di persone che si alimentano da questa fonte di grazia straordinaria.

Nel messaggio del 25 febbraio 2020 la Madonna ci aveva avvisato di non lasciarci inondare dalle preoccupazioni terrene, esortandoci alla conversione, questa dev’essere la nostra preoccupazione principale. Il virus attacca il corpo, ma c’è un virus spirituale, il virus del peccato e dell’incredulità che attenta alla nostra vita spirituale e nel messaggio di Natale ha detto: “le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale”. Allora la prima guarigione è quella che riguarda l’anima, che riguarda il cuore, attraverso il quale Dio parla all’uomo e prende dimora in lui.

La Madonna ci ha anche detto che se avessimo pregato e digiunato, se ci fossimo decisi per la santità, la pace sarebbe arrivata nei nostri cuori e nelle nostre famiglie e in più le nostre preghiere sarebbero state ascoltate, le nostre suppliche sarebbero state esaudite.

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale”. La conversione è una grazia che viene da Dio e una decisione personale e ha i suoi piccoli passi. Dio che tocca il cuore, risveglia la coscienza e iniziamo a percepire un’inquietudine, l’inutilità di una vita senza Dio, dedicata alle cose effimere, un’infelicità di fondo. Poi pian piano arriva la luce di Dio che ci fa capire che siamo prigionieri del male e del peccato, si incomincia a vedere l’orrore del peccato che è un veleno, o se volete, è un dolce con dentro il veleno, per cui la Madonna ha detto: “satana vi distrugge con quello che vi offre”, e si comincia a vedere la vita che dura come un battito di ciglia. La conversione è come guidare una macchina, percepisci che non stai facendo la strada giusta, vai avanti, ma a dato momento capisci proprio che quella è una strada sbagliata, cosa fai? Ti fermi, freni, fai una curva a “U” e torni indietro. La conversione è la decisione di tornare indietro dalla strada sbagliata e di incominciare la via della salvezza. Probabilmente la Madonna ha visto che forse in pochi hanno deciso per la conversione e per questo ci esorta: “alla conversione personale”. E la Madonna dice che dobbiamo metterci in ascolto dello Spirito Santo: “pregate nella solitudine lo Spirito Santo”.

Cos’è la solitudine? Tu sei solo, se a un dato momento metti il silenziatore alle tue passioni, alle tue angosce, a tutto ciò che ti disturba, e nel silenzio del tuo cuore ascolti la voce di Dio, la voce della Spirito Santo, “affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio”, cioè arrivi a capire che Dio c’è, che Dio è vicino, che Dio ti vuole bene, che Dio ti perdona, che Lui solo è il Salvatore, Lui solo ti dà la felicità, e quindi decidi per Dio! Credo che anche voi sappiate a memoria la preghiera: “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della Tua luce …..”. La  Madonna  ha  voluto che questa preghiera si dicesse a Medjugorje prima della S.Messa della sera, “per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza”. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo per questo tempo tre grazie particolari: la prima grazia è la santità, cioè essere in grazia di Dio, la grazia del perdono, di pentirci dei peccati e poi faremo la Confessione appena sarà possibile, come ha detto il Papa. 

Gesù, apparendo agli Apostoli nel Cenacolo, ha detto: “pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non saranno rimessi”. Che lo Spirito Santo ci purifichi dai peccati che si sono depositati sulla nostra anima, cancelli ogni traccia di male, in modo tale che il nostro cuore diventi il tempio della Santissima Trinità. Perché vivere in grazia di Dio è bello, siamo belli davanti a Dio e siamo belli anche davanti a noi stessi e davanti agli altri. E poi vi consiglio due dei sette doni dello Spirito Santo per questo tempo: il dono della sapienza, che poi è il dono della fede, che ti fa ragionare in termini soprannaturali, ti fa vedere le cose dal punto di vista di Dio, vedere le cose nella luce della verità, della bontà, del perdono, della compassione, nella luce della speranza. Non è un problema di cultura, ci sono persone che hanno poca cultura, ma hanno il dono della sapienza. Chiediamo il dono della sapienza, sentire come Dio sente, pensare come Dio pensa, guardare come Dio guarda. E poi il dono della fortezza, o se volete del coraggio, il coraggio di decidere, il coraggio di fare. Perché oggi siamo in un tempo di battaglia, di combattimento spirituale, per cui noi, animati dalla luce di Dio e dalla sua sapienza, e sorretti dalla sua fortezza, diventiamo testimoni invincibili, guerrieri di Dio invincibili.

Nella seconda parte del messaggio la Madonna ci mette in guardia da una tentazione sottile del demonio e dice: “Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore”. Siamo nel tempo di prova e ci si innervosisce, ci si arrabbia, ci si scoraggia, si diventa pessimisti, si diventa acidi e la prova, che potrebbe essere un’occasione per avvicinarsi a Dio e rinnovare la nostra vita, diventa una trappola nella quale diventiamo persone scostanti, nervose e in questo modo il nostro cuore si indurisce, non solo verso il prossimo, ma anche verso Dio, ci si arrabbia con Dio: “perché hai fatto questo, perché hai permesso questo, cosa abbiamo fatto di male?”. Lasciamoci correggere da Dio, non induriamo il nostro cuore, Dio ci rafforza attraverso le prove, anche attraverso la potatura, il vignaiolo pota i tralci perché i grappoli possano crescere, come dice il Vangelo. E così stiamo attenti in questo tempo di prova, non arrabbiamoci con Dio, ma ringraziamoLo per questa prova, come dice Vicka: “grazie Signore perché la Croce è grazia, grazie Signore perché la Croce è gioia”, “e che la preghiera sia come un deserto”. Impediamo a satana di indurire, di inacidire il nostro cuore, di far sì che la nostra preghiera diventi un deserto, cioè una preghiera dove manca la Divina Presenza, preghiamo, ma non abbiamo aperto il cuore a Dio. Allora, una volta superata questa tentazione, una volta che ci siamo messi nella disposizione di lasciarci illuminare nella luce di Cristo Risorto, arriveremo alla Pentecoste come gli Apostoli che, usciti dal Cenacolo, erano trasformati. La prima predica di Pietro è stata fantastica, non sembrava più lui, un pescatore che parlava in quel modo. “Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite”. E così anche noi saremo il riflesso dell’amore di Dio e testimonieremo Gesù Risorto con le nostre vite. Negli Atti degli Apostoli avete sentito come hanno risposto gli Apostoli alla persecuzione, con che coraggio hanno predicato, con che coraggio hanno affrontato il Sinedrio e hanno detto: “se sia giusto obbedire a Dio o agli uomini, giudicatelo voi, noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Allora li fecero frustare e, una volta liberi, gli Apostoli ripresero a predicare. E così dobbiamo fare anche noi, ma questo esige il dono della sapienza per predicare e il dono della fortezza per resistere alla cattiveria del mondo, dove satana regna, come ha detto la Madonna il 25 marzo 2020. Permettetemi di dirlo che è bello morire come testimoni coraggiosi, perché sappiamo che Cristo ci abbraccerà, e ci dirà: “vieni servo buono e fedele, entra nella gloria del tuo Signore”.

Al termine la Madonna ci dice di stare tranquilli: “Io sono con voi e vi amo tutti, non escludo nessuno, con il mio amore materno”. È l’amore di una madre che copre la moltitudine di tante mancanze. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.Ma quanti hanno risposto alla sua chiamata, lo sa Dio, ha detto la Madonna, speriamo che siano tanti, aiutiamo la Madonna a salvare le anime.

di Padre Livio Fanzaga
Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Publié dans Coronavirus, Fede, morale e teologia, Medjugorje, Padre Livio Fanzaga, Riflessioni | Pas de Commentaire »

“Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù”

Posté par atempodiblog le 1 mai 2020

“Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù”

“Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù” dans Citazioni, frasi e pensieri San-Giuseppe

Ama molto San Giuseppe, amalo con tutta l’anima, perché è la persona, assieme a Gesù, che ha amato di più la Madonna e che più è stato in rapporto con Dio: colui che più lo ha amato, dopo nostra Madre. — Merita il tuo affetto, e ti conviene frequentarlo, perché è Maestro di vita interiore, ed è molto potente presso il Signore e presso la Madre di Dio. (Forgia, 554)

Giuseppe è stato, nell’ordine naturale, maestro di Gesù: ha avuto con Lui rapporti quotidiani delicati e affettuosi, e se n’è preso cura con lieta abnegazione. Tutto ciò non è forse un buon motivo per considerare questo uomo giusto, questo santo Patriarca, in cui culmina la fede dell’Antica Alleanza, come Maestro di vita interiore? La vita interiore non è altro che il rapporto assiduo e intimo con Cristo, allo scopo di identificarci con Lui. E Giuseppe saprà dirci molte cose di Gesù. Pertanto, non tralasciate mai di frequentarlo: Andate da Giuseppe, raccomanda la tradizione cristiana con una frase dell’Antico Testamento.

Maestro di vita interiore, lavoratore impegnato nel dovere quotidiano, servitore fedele di Dio in continuo rapporto con Gesù: questo è Giuseppe. Andate da Giuseppe. Da Giuseppe il cristiano impara che cosa significa essere di Dio ed essere pienamente inserito tra gli uomini, santificando il mondo. Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù. Frequentate Giuseppe e incontrerete Maria, che riempi sempre di pace la bottega di Nazaret.

La Chiesa intera riconosce in san Giuseppe il suo protettore e patrono. Nel corso dei secoli si è parlato di lui, sottolineando i vari aspetti della sua vita, che lo mostrano costantemente fedele alla missione ricevuta da Dio. È per questo che, da molti anni, mi piace invocarlo con un titolo che mi sta a cuore: Padre e signore nostro.

San Giuseppe è realmente un padre e signore che protegge e accompagna nel cammino terreno coloro che lo venerano, come protesse e accompagnò Gesù che cresceva e diveniva adulto. (E’ Gesù che passa, 56)

San Josemaría Escrivá de Balaguer
Tratto da: Opus Dei Italia Fb

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Riflessioni, San Giuseppe, San Josemaria Escriva' de Balaguer, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La consacrazione del Montfort, per affrontare questi tempi

Posté par atempodiblog le 28 avril 2020

AD IESUM PER MARIAM
La consacrazione del Montfort, per affrontare questi tempi
San Luigi, nel “Trattato”, propone la consacrazione per le mani di Maria quale via diretta per unirsi a Gesù. Il fedele rende così la Vergine «depositaria» dei propri meriti. È un cammino pensato per tutti, religiosi e laici, e quantomai necessario in quest’epoca di intensa battaglia spirituale: gli «ultimi tempi», li chiama Montfort, in cui la Madonna appare «terribile contro il demonio e i suoi seguaci».
di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

La consacrazione del Montfort, per affrontare questi tempi dans Apparizioni mariane e santuari Maria-Santissima
«Io sono tutto tuo e tutto quanto posseggo te lo offro, amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua Santissima Madre» (formula breve di consacrazione quotidiana – Trattato della vera devozione, 233).

Ci sono schiavitù scambiate, attraverso la terrena maschera del peccato, per libertà. E c’è invece la così chiamata “schiavitù mariana” che fa godere dell’unica e vera libertà, quella in Gesù Cristo. Come diventare schiavi di Gesù in Maria è il tema al centro del “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”, l’opera principale di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716), celebrato oggi dalla Chiesa.

È un testo che è rivolto a tutti – laici, religiosi, sacerdoti - poiché propone una consacrazione per le mani di Maria che il Montfort definisce «via facile, breve, perfetta e sicura per giungere all’unione con Gesù Cristo Signore, nella quale consiste la perfezione cristiana» (VD, 152).

Quale creatura, infatti, conosce e ama il Figlio più della Madre? Il fatto che Maria sia stata «finora sconosciuta» è, per il grande santo francese, «uno dei motivi per cui Gesù Cristo non è conosciuto come si dovrebbe. È dunque sicuro che la conoscenza di Gesù Cristo e la venuta del suo regno nel mondo non saranno che la conseguenza necessaria della conoscenza della Santa Vergine e della venuta del regno di Maria, che lo ha messo al mondo la prima volta e che lo farà risplendere la seconda» (VD, 13).

San Luigi Maria scriveva il Trattato in un periodo storico in cui la fede cattolica – e con essa la devozione mariana – era bersagliata da più parti: giansenisti, protestanti, razionalisti, ecc. Il suo manoscritto, composto verso il 1712, rimase nascosto per circa 130 anni (dunque sconosciuto per tutto il tempo dell’Illuminismo, della Rivoluzione francese e oltre), venendo ritrovato provvidenzialmente nel 1842 e stampato l’anno dopo.

Ricorrente è il pensiero che Maria sarà tanto più conosciuta e amata dalle anime fedeli in quelli che il Montfort chiama «gli ultimi tempi», perché «l’Altissimo e la sua Santa Madre devono formare dei grandi santi, i quali saranno così eccelsi in santità da superare la gran parte degli altri santi, come i cedri del Libano superano i piccoli arbusti» (VD, 47). Maria «deve risultare terribile contro il demonio e i suoi seguaci, terribile come schiere a vessilli spiegati, soprattutto in questi ultimi tempi» (VD, 50).

Consacrarsi a Lei diventa allora quantomai necessario in un’epoca, come la nostra, in cui infuria la battaglia tra la Donna vestita di sole e il drago dell’Apocalisse (Ap 12). Si tratta infatti – riassume il Montfort – di scegliere se essere schiavi di Satana o di Gesù, se seguire l’angelo ribelle nella dannazione eterna o accogliere l’amore del Signore crocifisso e risorto, godendo con Lui della gloria del Paradiso.

Di qui la proposta di quella che il santo chiama perfetta consacrazione a Gesù Cristo: «Ora, essendo Maria, tra tutte le creature, la più conforme a Gesù Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che consacra e conforma di più un’anima a Gesù Cristo Signore è la devozione alla Santa Vergine, Sua Madre, e che più un’anima sarà consacrata a Maria, più lo sarà a Gesù Cristo» (VD, 120). Maria è quindi il «mezzo perfetto» per unirci a Gesù «nostro ultimo fine»: è la Mediatrice che ci avvicina, in umiltà, all’unico Mediatore presso il Padre.

Con la sua mariologia perfettamente cristocentrica e trinitaria, il Montfort fuga i dubbi e smonta gli argomenti di quanti allora vedevano nella devozione a Maria un possibile ostacolo sulla via verso il Figlio. Un problema che rimane di grande attualità, se si pensa alle remore che ancora oggi non pochi teologi nutrono verso la consacrazione a Maria. Il santo, che individuò sette falsi tipi di devozione, li avrebbe probabilmente chiamati «devoti scrupolosi», cioè le «persone che temono di disonorare il Figlio onorando la Madre, di abbassare l’uno elevando l’altra» (VD, 94).

La vera devozione a Maria ha cinque tratti fondamentali (interiore, tenera, santa, costante, disinteressata). In particolare, deve essere «tenera, cioè piena di fiducia nella Santa Vergine, come quella di un bambino nei confronti della sua buona mamma. […] in ogni momento, in ogni luogo e per tutto, l’anima invoca l’aiuto della sua buona Madre: nei dubbi, per essere illuminata; negli smarrimenti, per ritrovare il cammino; nelle tentazioni, per essere sostenuta; nelle debolezze, per essere rinvigorita; nelle cadute, per essere rialzata; negli scoraggiamenti, per essere rincuorata; negli scrupoli, per esserne liberata; nelle croci, nelle fatiche e nelle contrarietà della vita, per essere consolata» (VD, 107). La vera devozione dovrà anche essere «santa, cioè deve condurre un’anima a evitare il peccato e a imitare le virtù della Vergine…» (VD, 108).

Grande merito del Montfort è di aver considerato questa consacrazione come «una perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo Battesimo». L’una e l’altro impegnano il cristiano a rinunciare a Satana e donarsi a Gesù. In più, rispetto al Battesimo, ci si dona al Figlio espressamente «per le mani di Maria» e si rende la Vergine «depositaria universale» di tutto ciò che abbiamo, quindi il nostro corpo e la nostra anima, i beni materiali, «i beni interiori e spirituali, che sono i meriti, le virtù, le buone opere: passate, presenti e future». Questo significa che sarà Lei, Sede della Sapienza, a disporre dei meriti di chi le si consacra, per il maggior bene dell’anima e a maggior gloria di Dio.

Si tratta in breve di fidarsi meno di sé stessi e, nel medesimo tempo, aumentare la propria fiducia in Lei, Madre del buon consiglio. Questa fiducia e obbedienza – a imitazione di Gesù che per 30 anni visse a Lei sottomesso crescendo in sapienza, età e grazia - avrà sublimi conseguenze. Infatti, poiché la Santa Vergine «non si lascia mai vincere in amore e generosità», scrive ancora san Luigi Maria, «si dà ella stessa interamente e in modo inarrivabile a colui che le dona tutto. Lo sommerge nell’abisso delle sue grazie, lo adorna dei suoi meriti, lo sostiene con il suo potere, lo illumina con la sua luce, lo infiamma del suo amore, gli comunica le sue virtù» (VD, 144).

In tempi di intensa lotta spirituale come gli attuali, ci permettiamo allora questo consiglio: fare un cammino che può iniziare leggendo il Trattato e proseguire con l’aiuto di un sacerdote. Così da andare a Gesù, per Maria.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Riflessioni, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Stringiamoci a Maria

Posté par atempodiblog le 28 avril 2020

Stringiamoci a Maria dans Citazioni, frasi e pensieri Montfort

[...] occorre mettere fra le mani di Maria tutto quanto possediamo e lo stesso tesoro dei tesori, Gesù Cristo, affinché ce lo custodisca. Siamo vasi troppo fragili: non mettiamoci questo prezioso tesoro e questa manna celeste. Abbiamo troppi nemici addosso, troppo scaltri e troppo esperti: non fidiamoci della nostra prudenza e della nostra forza. Abbiamo troppe funeste esperienze della nostra incostanza e leggerezza naturale: diffidiamo della nostra sapienza e del nostro fervore.

Maria è sapiente: mettiamo tutto nelle sue mani Ella saprà ben disporre di noi e di quanto ci appartiene per la maggior gloria di Dio.

Maria è caritatevole: ci ama come figli e come servi. Offriamole tutto. Non perderemo niente ed ella volgerà tutto a nostro vantaggio.

Maria è generosa: restituisce più che non le si dia. Diamole quel che abbiamo, senza alcuna riserva, e ne riceveremo il cento per uno; per cento uova un bove, come si dice.

Maria è potente: nessuno può rapirle quanto è stato posto fra le sue mani. Mettiamoci nelle sue mani. Ci difenderà e ci farà vincere tutti i nemici.

Maria è fedele: non lascia smarrire né sciupare ciò che le è stato affidato. È, per eccellenza, la vergine fedele a Dio ed agli uomini. Ha custodito con fedeltà quanto Dio le ha dato, senza perderne la minima parte, ed ancora oggi custodisce con cura particolare coloro che si sono posti sotto la sua protezione e tutela.

Affidiamo, dunque, ogni cosa alla sua fedeltà. Stringiamoci a lei come a colonna che non può essere abbattuta, come ad àncora che non può essere staccata, o meglio come alla montagna di Sion che non può essere smossa.
Per quanto ciechi, deboli ed incostanti noi siamo per natura e per quanto numerosi e astuti siano i nostri nemici, non ci inganneremo né ci smarriremo mai, né mai avremo la sventura di perdere la grazia di Dio e l’infinito tesoro dell’eterna Sapienza.

Da: ‘L’amore dell’eterna Sapienza’ di  San Luigi Maria Grignon de Montfort

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Libri, Riflessioni, San Luigi Maria Grignion de Montfort | Pas de Commentaire »

Gesù è opera dello Spirito Santo e di Maria

Posté par atempodiblog le 27 avril 2020

Lo Spirito Santo, trovando la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime, discenderà con abbondanza e le ricolmerà dei suoi doni, particolarmente del dono della sapienza, per operare meraviglie di grazia.

dal ‘Trattato della vera devozione alla santa Vergine’ di San Luigi Maria Grignon de Montfort

Gesù è opera dello Spirito Santo e di Maria dans Citazioni, frasi e pensieri San-Luigi-Maria-Grignon-da-Montfort

Gesù è opera dello Spirito Santo e di Maria. Né in me si potrà diversamente riprodurre Gesù! Che in me sia Maria SS.! Che io mi trasformi in Maria e allora non mancherà lo Spirito di sopravvenire in me e di formare in me Gesù Cristo. Viva dunque io della perfetta devozione e unione con la Vergine secondo l’insegnamento del servo suo Luigi Maria Grignion de Monfort.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Don Giustino Maria Russolillo, Fede, morale e teologia, Riflessioni, San Luigi Maria Grignion de Montfort | Pas de Commentaire »

123456...123