L’umiltà

Posté par atempodiblog le 5 juillet 2020

L’umiltà dans Commenti al Vangelo Violetta

Se paragoniamo la vita spirituale a un albero, l’umiltà è la radice dalla quale il tronco e i rami prendono il necessario nutrimento. «Umiltà» viene da «humus», che significa «terreno», la condizione senza la quale nessuna pianta potrebbe crescere. Quando guardi un albero che si eleva nel cielo, mostrando la sua maestosa bellezza, sei portato ad ammirare lo slancio del fusto e l’estensione dei rami, ma non consideri il terreno nel quale affonda le radici, anzi trovi naturale calpestarlo. La grande tradizione spirituale cristiana considera l’umiltà il terreno indispensabile perché il seme della vita cristiana possa essere piantato e crescere fino al suo completo sviluppo. Tuttavia, proprio perché si nasconde nell’ombra, l’umiltà è notata e ammirata meno di altre virtù. Chi non sentirebbe ardere il cuore ammirando il coraggio eroico, la carità sconfinata, lo zelo instancabile, la sapienza divina, il dono dei miracoli di cui sono ornati i santi? Eppure senza la radice dell’umiltà tutto si ridurrebbe a un luccichio ingannevole. Al contrario, più il terreno dell’umiltà è fecondo e più numerosi e profumati sono i fiori che crescono. Di colei che fu la Regina di tutte le virtù ci viene svelata dallo Spirito Santo la radice nascosta dell’umiltà.

[...]

L’umiltà è una luce che permette di guardare a se stessi con misericordia, prendendo atto che siamo creature fragili e inclini a commettere errori. L’umile non fa fatica a riconoscersi peccatore. Questo spiega perché i santi, più avanzavano nel cammino di conversione e più si battevano il petto. Tuttavia non fermavano lo sguardo sulle proprie miserie, ma lo elevavano sulla compassione divina, che è sempre pronta a perdonare chi riconosce le proprie colpe.

L’umiltà è uno sguardo vero sulla realtà, vista nella luce di Dio. L’umile vede se stesso e gli altri a partire da Colui che conosce ogni cosa nella sua verità. C’è un legame profondo fra l’umiltà e la verità. L’una è la causa, l’altra l’effetto. L’umiltà ti permette di vedere le cose così come sono, come Dio le vede. Non potrai certo avere la profondità del suo sguardo, ma ti poni nella giusta prospettiva. Quando guardi a te stesso nella luce divina, non potrai mai disprezzarti perché, insieme alla tua miseria, vedrai la tua grandezza.

Tratto da: La grandezza dell’umiltà. La virtù che salverà il mondo, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

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Commento di padre Livio di Radio Maria al messaggio di Medjugorje del 25 giugno 2020

Posté par atempodiblog le 2 juillet 2020

Messaggio della Regina della Pace alla veggente Marija (25 giugno 2020)

“Cari figli!
Ascolto le vostre suppliche e preghiere ed intercedo per voi presso mio Figlio Gesù che è via, verità e vita. Figlioli, ritornate alla preghiera e aprite i vostri cuori in questo tempo di grazia ed incamminatevi sulla via della conversione. La vostra vita è passeggera e non ha senso senza Dio. Perciò sono con voi per guidarvi verso la santità della vita affinché ciascuno di voi scopra la gioia di vivere. Figlioli, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento di padre Livio di Radio Maria al messaggio di Medjugorje del 25 giugno 2020 dans Fede, morale e teologia Padre-Livio-Fanzaga-e-la-Gospa-di-Medjugorje

Commento di padre Livio di Radio Maria al messaggio di Medjugorje del 25 giugno 2020

In questo messaggio la Madonna non ha fatto nessun riferimento al 39° anniversario, anniversario molto particolare senza pellegrini.
Infatti le frontiere sono chiuse fino al 1° Luglio. Gli altri anni eravamo presenti 100.000 pellegrini a Medjugorje in occasione dell’anniversario.
In realtà era presente la popolazione del posto, liberata dall’incombenza di far da mangiare ai pellegrini, rifare i letti e tutto il necessario, e inoltre sono arrivati molti pellegrini dall’Erzegovina, tant’è vero che il parroco, Padre Marinko, si è commosso e ha ricordato i messaggi dei primi tempi, quando la Madonna aveva detto che era venuta a Medjugorje, perché in quella zona c’era ancora un buon numero di credenti cattolici.
Noi aspettavamo che la Madonna facesse accenno all’anniversario, in quanto il giorno dopo, il 26 Giugno, inizia il 40° anno, quindi un anno con un significato biblico speciale: i 40 anni del popolo di Israele nel deserto, prima di arrivare alla terra promessa, i 40 giorni di Gesù nella lotta contro il demonio, ma la Madonna non ha commentato.
Anzi nel messaggio che la Madonna ha dato a Ivan il 24 giugno ha detto: “io non mi sono stancata, perciò non stancatevi neppure voi”.
Quindi l’impressione è che abbia davanti a sé un grande programma.
Sappiamo che la Madonna apparirà almeno a uno dei veggenti che adesso hanno le Apparizioni quotidiane, cioè Marija, Vicka e Ivan, anche per tutto il tempo dei 10 segreti.
Poi apparirà per tutta la vita a quei veggenti che non hanno più le Apparizioni quotidiane, ma le hanno una volta all’anno.
Queste sono le sue ultime Apparizioni, la Madonna sta preparando la grande battaglia, la vittoria è certa, e ha detto: “se siete miei, vincerete” (25.7.2019), dobbiamo fare la battaglia per essere suoi.
“Cari figli, ascolto le vostre suppliche e preghiere e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù, che è Via, Verità e Vita”. Nel messaggio del 25 Marzo, la Madonna aveva detto: “ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera, al digiuno”, (toccando tutti i tasti che Le stavano a cuore), “allora la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche”.
Parlava al futuro. Oggi invece la Madonna apre il messaggio dicendoci che ascolta le nostre preghiere e suppliche e intercede presso suo Figlio.
Allora ho chiesto a Marija se possiamo chiedere la Grazia di essere liberati da questa pandemia e Marija ha risposto: “certo che possiamo chiederla!”
Per me questa frase della Madonna: “ascolto le vostre suppliche e preghiere” è un invito e un incoraggiamento che la Madonna ci fa a continuare a pregare per liberarci da questa pandemia che è pericolosa, è una spada di Damocle, perché adesso si comincia a dire che a settembre potrebbe tornare; è un pericolo che non siamo ancora capaci di combattere, per cui solamente la Madonna può dire basta a questo virus.
La Madonna ci vuole ascoltare, Lei intercede “presso mio Figlio Gesù che è Via, Verità e Vita”, porta le nostre preghiere a Gesù, il quale è il Signore della storia, quindi tutto può fare. Però cosa aspetta?
Lo dice subito dopo: “figlioli ritornate alla preghiera e aprite i vostri cuori in questo tempo di grazia”. La Madonna vuole che ritorniamo a Dio, a suo Figlio, che ritorniamo alla preghiera, non solo con le labbra, ma come apertura del cuore.
Cacciamo dal cuore il diavolo per far entrare Gesù Cristo, lasciamo il peccato, riceviamo la Grazia dello Spirito Santo per fare del nostro cuore la dimora della Santissima Trinità!
Non è una cosa così difficile, dipende da noi, dipende dalla nostra buona volontà far sì che Dio abiti dentro di noi,
“incamminatevi sulla via della conversione”. La via della conversione è continua, è la via della santità, è la via verso la vita eterna.
Nel mondo i morti per il virus sono mezzo milione e i morti per altre cause sono molti di più e la Madonna ci dice: “La vostra vita è passeggera e non ha senso senza Dio”.
Una volta ha detto che la vita è come un battito di ciglia, la vita non è nelle nostre mani, oggi ci siamo, domani non ci siamo, un giorno abbiamo i nostri cari in casa, un altro giorno sono chiusi in una bara.
Guai a noi se non avessimo la prospettiva della vita eterna, guai a noi se non sapessimo per grazia che abbiamo un’anima spirituale immortale e, come ha detto la Madonna, il Cielo è la casa che Dio ci ha preparato, è la meta a cui dobbiamo tendere.
Nel mondo d’oggi purtroppo buona parte dell’umanità è rabbiosa nei confronti della vita. Perché è rabbiosa? Perché c’è il male, c’è la morte, c’è la sofferenza, perché c’è la fatica, perché la vita senza Dio è un inferno.
E gli uomini che si sono sbarazzati di Dio e sono passati dalla parte del demonio, anche inconsapevolmente, si sono messi nelle mani di un torturatore, di un ingannatore, di un dittatore, di un delinquente, di un perfido. Che senso ha la vita nelle mani del diavolo?
La vita senza Dio manca di fondamento, precipita nell’abisso del nulla, viene risucchiata dal nulla.
Senza Dio perdiamo la verità, la bellezza, l’amore, il perdono, la pace, la comprensione, perdiamo la strada, perdiamo la vita come progetto, siamo zombi che vagano, foglie al vento, relitti in un mare in tempesta.
Senza Dio si diventa cattivi, si diventa negativi e molti ci sguazzano, è lo sguazzare dei demoni.
Allora uno riempie la vita con quello che satana offre e ci distrugge: il denaro, il sesso, i piaceri, la potenza, l’io è soddisfatto in tutte le sue fami, come dice il grande poeta Dante: “più dai da mangiare alla famelica bestia, essa ha più fame di prima”.
Perciò, rafforzati da Colui che è la via, la verità e la vita, con grande pietà la Madonna ci manda verso di loro perché possiamo testimoniare la luce, il perdono, la fraternità vera che è quella di essere figli del Padre Celeste, la mano tesa e la carità generosa apre i cuori più induriti.
Proprio perché la vita è passeggera e le tenebre ci assediano e ci vogliono afferrare, perché abbiamo perso la gioia di vivere, per tutto questo la Madre ci dice: “perciò sono con voi per guidarvi”.
La Madonna ci guida da 39 anni ed io, a parte la Bibbia, non ho trovato mai nulla di più bello dei suoi messaggi. Purtroppo non li capisco bene, in quanto sono molto più profondi di quello che noi comprendiamo, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo, come una volta Lei ci ha detto, che ci illumini.
“Perciò sono con voi per guidarvi verso la santità della vita affinché ciascuno di voi scopra la gioia di vivere”. La vita che si apre a Dio, la vita che è adempimento della missione che Dio ci ha dato, la vita che si apre al suo amore per dare amore agli altri, è così che si scopre Dio e la vita come cammino verso Dio, si scopre la gioia di vivere.
Queste sono le due frasi più belle del messaggio:
“La vostra vita è passeggera e non ha senso senza Dio”.
“Perciò sono con voi per guidarvi verso la santità della vita affinché ciascuno di voi scopra la gioia di vivere” e la fa scoprire agli altri vivendo.
E la Madonna termina assicurando il suo amore per tutti: “Figlioli, vi amo tutti”; ha detto “tutti”, perché tutti sono suoi figli, anche i non cattolici, anche i peccatori, anche i lontani, anche i bestemmiatori.
È una madre che guarda il figlio che ne combina di tutti i colori, ma Lei vorrebbe salvarlo e in un messaggio ha detto: “io verso lacrime di sangue per ogni mio figlio che si perde nel peccato”, e “vi benedico con la mia benedizione materna”, grazie Madre.
“Grazie per aver risposto alla mia chiamata ».
E noi la ringraziamo non solo con le parole, ma con i fatti.
Siamo entrati nel 40° anno e la Madonna ha formato gli apostoli del suo amore.
Io sono convinto che basteremmo, se tutti noi che abbiamo accolto la chiamata, che abbiamo avuto la grazia di andare a Medjugorje o fisicamente o spiritualmente, se tutti noi prendessimo la Madonna sul serio, La seguissimo sul serio, diventeremmo una luce che illumina il mondo, saremmo il lievito e il sale della terra.
Questo avrebbe già dovuto avvenire e, se non è ancora avvenuto, è perché siamo ancora nella mediocrità.
Noi siamo gli innamorati di Maria, innamorati di Gesù, di Dio, perché Loro sono innamorati di tutti noi.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

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«Satana regna, la Madonna ci chiama alla conversione»

Posté par atempodiblog le 26 juin 2020

«Satana regna, la Madonna ci chiama alla conversione»
«Il piano di Satana si è già realizzato, nel mondo regna la falsa religione dell’uomo che si è sostituito a Dio». «La Madonna ha un piano per salvare l’umanità, questo è il tempo del combattimento spirituale che prepara il trionfo del Cuore Immacolato di Maria». «Accadranno cose terribili, ognuno dovrà decidere se affidarsi a Dio o no, in gioco c’è la salvezza eterna». «Il coronavirus viene dal diavolo, è una prova: la soluzione è rinunciare a Satana e ritornare a Dio». «Il culto della Madre Terra è una delle forme della falsa religione, è una cosa terribile e ridicola». Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, spiega alla Bussola i tempi presenti secondo i messaggi della Madonna a Medjugorje, la svolta storica annunciata e le profezie: «Siamo entrati nel tempo dei dieci segreti».
di Riccardo Cascioli – La nuova Bussola Quotidiana

«Satana regna, la Madonna ci chiama alla conversione» dans Anticristo Maria-a-Medjugorje

Il mondo ormai è sotto il regno di Satana, perciò questo è il tempo del grande combattimento spirituale che prepara il trionfo del Cuore immacolato di Maria. È il giudizio sul tempo presente che con sempre maggiore insistenza viene affermato nell’etere da una voce famosa, quella di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, un network che ha generato cento emittenti in tutto il mondo per fare arrivare a tutti il messaggio di amore della Madonna.
In particolare padre Livio è diventato il “messaggero” di Medjugorje, la cittadina dell’Erzegovina in cui la Madonna apparirebbe da ben 39 anni. Lo scorso anno la Santa Sede ha riconosciuto almeno «gli abbondanti frutti di grazia che sono scaturiti dal notevole flusso di persone che si recano a Medjugorje» pur senza pronunciarsi ufficialmente sull’autenticità delle apparizioni. Nel febbraio scorso tuttavia fonti giornalistiche hanno reso pubblica la relazione della Commissione vaticana secondo cui le apparizioni sarebbero realmente avvenute almeno la prima settimana, nel giugno 1981.
Proprio ieri, 25 giugno, si è celebrato l’anniversario delle apparizioni e l’ingresso nel 40esimo anno: un numero simbolico che, unito alla evidente crisi globale che stiamo vivendo, ha acceso ancor di più l’attenzione sui messaggi di Medjugorje e su una interpretazione degli eventi attuali alla luce del progetto di Dio. Raggiungiamo dunque al telefono padre Livio, che di tali messaggi è senz’altro un interprete autorevole.

Padre Livio, cosa sta accadendo e cosa dobbiamo aspettarci?
Intanto dobbiamo guardare a ciò che è già accaduto. Chi ha seguito le apparizioni fin dall’inizio, ha visto in questi 39 anni la realizzazione dei due piani, dei due progetti spiegati dalla Madonna: il piano di Satana e il piano di Maria. Questi piani portano al combattimento spirituale del tempo dei segreti e al trionfo del Cuore Immacolato.

Cominciamo allora dal piano di Satana.
È stato enunciato dalla Madonna fin dall’inizio: la costruzione del mondo senza Dio, la sostituzione in Occidente del cristianesimo con la falsa religione, una religione umanitaria, una vera impostura anticristica, di cui parla anche il Catechismo della Chiesa cattolica. È un mondo, come ha detto la Madonna, senza felicità, né futuro, né salvezza eterna.

Lei, da un po’ di tempo afferma con sempre maggiore forza che questo piano si è realizzato.
È la Madonna a dirlo e comunque possiamo vederlo anche con i nostri occhi. L’umanità ha messo se stessa al posto di Dio, le potenze del mondo sono tutte sotto questa falsa religione. Satana ha in mano tutto, il mondo finanziario anzitutto, e la politica, i mass media. Il 25 marzo scorso la Madonna ha pronunciato una frase mai detta prima: “Siate più uniti con Dio, Satana regna e vuole distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate”. In passato aveva avvertito che Satana è forte, che non dorme, aveva dato tre messaggi tremendi sul modernismo, un modo in cui Satana ci devia e ci mette sulla sua via, ma ora dice: “Satana regna”. È una affermazione molto pesante, molto forte, vuol dire che Satana ha già raggiunto il suo obiettivo, regna la bramosia, la superbia, l’odio nei cuori. Il regno di Satana è il trionfo della menzogna e della violenza. Ha descritto quello che noi pian piano stiamo vedendo.

Veniamo al piano della Madonna.
È quello di rinnovare la Chiesa, di fortificare la fede della Chiesa, un piano che con maggiore chiarezza si è svelato nell’ultimo decennio. Nei messaggi a Mirjana, ha insistito su due punti: la preghiera per i pastori e la formazione di un gruppo, quelli che hanno risposto alla sua chiamata e diffondono l’amore della Madonna.

Perché l’insistenza sulla preghiera per i pastori?
È come se la Madonna temesse una crisi all’interno della Chiesa, quasi ogni messaggio del 2 del mese ha ripetuto per dieci anni “pregate per i vostri pastori”, “amate i vostri pastori”, intendendo soprattutto i vescovi, e ovviamente il Santo Padre, che è il fondamento della Chiesa. Ha anche spiegato come Lei vuole i pastori: che dicano la Parola di Gesù, che abbiano il cuore di Gesù, che facciano le azioni di Gesù. Ci ha esortato a pregare per i pastori per così tanto tempo, e ha detto anche “Con i vostri pastori io trionferò”. L’ho sempre interpretata come una grande attenzione della Madonna per l’unità della Chiesa, non esiste una Chiesa senza pastori, non è cattolica.

I pastori da una parte, i suoi “apostoli” dall’altra.
Sì, l’altro punto è questo, la Madonna ha preparato un gruppo, i “Mariani”,  gli “apostoli del mio amore” li chiama. In tutti questi anni ha operato per rafforzare la Chiesa e perché noi fossimo testimoni della fede. In ogni messaggio ci indica Suo Figlio e vuole che testimoniamo Suo Figlio agli altri. Ci porta Suo figlio e noi dobbiamo portare Suo figlio agli altri.

Veniamo dunque al momento attuale: Satana regna, la religione dell’uomo si è affermata, ma anche la Madonna ha preparato le sue truppe. Quindi torniamo alla domanda di partenza: cosa dobbiamo aspettarci ora?
Siamo a un punto di svolta, e lo capiamo da alcuni fatti significativi: il 2 marzo scorso sono cessate le apparizioni a Mirjana del 2 del mese, che duravano dal 1987 e che erano il momento di formazione per i fedeli, costituivano l’evangelizzazione dei credenti. Secondo fatto: l’annuncio che “Satana regna”, il suo piano si è realizzato. Terzo: entriamo nel 40esimo anno, un numero simbolico dal punto di vista biblico.
La svolta significa che entriamo ora in un periodo di prove, che riguarda la fede, è il tempo dei 10 segreti: sarà una prova incredibile, mai accaduta nella storia della Chiesa, che va interpretata alla luce dell’Apocalisse. È il tempo del grande combattimento spirituale, al termine del quale le due bestie – il potere finanziario, politico, massmediatico da una parte e la falsa religione dall’altra – saranno gettate «nello stagno di fuoco e zolfo» e l’Agnello vincerà.

È il tempo dei 10 segreti, lei dice. Su questi segreti si è molto speculato…
Dobbiamo capire che c’è una radicale diversità tra questi segreti e tutti gli altri, perché ognuno di essi costringerà la gente a fare delle scelte. Non è che sei lì aspettando che accada qualcosa a cui devi assistere. No, ogni segreto sarà annunciato tre giorni prima: e verrà detto cosa accade e dove accade. Il “dove” è interessante, perché significa che si tratterà di eventi locali. I primi due saranno a Medjugorje, dovrà essere da esempio su come affrontare i segreti. Il terzo sarà un segno visibile, indistruttibile, a Medjugorje, testimonianza che la Madonna è veramente stata lì. Poi tutti gli altri, in un contesto apocalittico, di angoscia e di paura per quello che dovrà accadere: ogni uomo al mondo dovrà decidere se credere o non credere, e decidere cosa fare. Perché si tratterà di qualche evento in un luogo preciso, quindi ci saranno decisioni da prendere. Ma soprattutto: affidarsi a Dio o non affidarsi a Dio? Ne va della sorte eterna. È il tempo delle grandi decisioni, ognuno dovrà decidere per sé. Un po’ come è successo per il coronavirus, questo è un saggio di quel che potrà succedere. Accadranno cose terribili, ma la Madonna ci dà la possibilità di salvarci, la potenza di Maria salverà l’umanità. Ma attenzione, la Madonna ci ha avvertito: non aspettate il tempo dei segreti per convertirvi, potrebbe essere troppo tardi. Chi ha il cuore indurito, rischierà di chiudersi ancora di più.

Lei in radio ha più volte individuato nell’ecologismo, nel culto della Madre Terra, la falsa religione.
Nella falsa religione confluiscono tante ideologie anche sociali e politiche, comunque tutte intramondane. È la sintesi di tutto ciò che l’uomo è e fa escludendo Dio. Quindi l’ecologismo, il new age, le religioni orientali e tanto altro. Quanto all’ecologia: un conto è affermare che la terra sia un giardino che Dio ci ha dato da curare, altra cosa è arrivare al culto della Madre Terra, dove si arriva a dire che noi veniamo dalla Terra e alla Terra ritorneremo. Questo è qualcosa di terribile e anche di ridicolo. Ridicolo come tutte le forme immanentistiche.

Tra le cose che stanno avvenendo, colpisce come il cosiddetto movimento antirazzista abbia cominciato con il colpire delle statue per poi arrivare a colpire le raffigurazioni di Gesù, Maria, san Michele Arcangelo. È impressionante.
Impressionante ma illuminante. Per la semplice ragione che dietro c’è Satana che alimenta l’odio e l’odio di Satana finisce sempre su Gesù Cristo e la Madonna. Non c’è niente da fare, è il punto di arrivo. La Madonna lo ripete tante volte: Satana vuole l’odio e la guerra. E quindi nel mondo che è regno di Satana c’è l’odio, e l’odio cresce continuamente e finirà per colpire la Chiesa, i Mariani, Gesù Cristo, la Madonna, i santi. È lì che Satana vuole arrivare.

Tornando ai segreti e alle profezie, quel che colpisce è che la Madonna non ci racconta il futuro come se spoilerasse un film, ma stimola la nostra libertà, ci spinge a prendere delle decisioni. Quindi, in questa situazione, qual è il nostro compito, qual è la decisione da prendere?
È la conversione, ritornare a Dio. Pensiamo a quanto accaduto in questi ultimi mesi, alla pandemia. Il 25 luglio 2019, la Madonna aveva avvertito: “Arriveranno le prove e voi non sarete forti, Satana ringhierà ma se sarete miei vincerete”. Questa cosa inaspettata era già profetizzata, non eravamo pronti, non eravamo forti. Questa pandemia viene dal diavolo, Dio l’ha permessa per insegnarci qualcosa, però l’autore è il diavolo perché è originata da dove si preparano nuove guerre; per negligenza, sbaglio o che altro non lo sappiamo, ma è così. La Madonna ci aveva detto che se fossimo tornati a Suo Figlio, ripreso la preghiera, il digiuno, a rispettare i comandamenti, le nostre preghiere sarebbero state ascoltate e le suppliche esaudite. Parole forti: “Rinunciate al diavolo e seguite Mio Figlio”. Questa è la vera conversione: si abbandona il peccato, si abbandona l’idolatria, si ripara l’apostasia, si ritorna alla vera fede. È il cammino del figliol prodigo, questo è assolutamente necessario. Come ha detto la Madonna ai ragazzi, è in atto un combattimento tra Gesù e il diavolo. Le anime si salvano con la conversione, la nostra conversione anzitutto. Questa pandemia è lo strumento attraverso cui vogliono creare il Nuovo ordine mondiale, imporre l’ideologia dell’uomo-Dio, imporre a tutti il credo anti-cristico, fin dagli asili-nido. È chiaro che l’epidemia porta a tutto questo. Se ne esce solo ritornando a Dio.

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L’Onnipotente invia la Regina della Pace

Posté par atempodiblog le 25 juin 2020

L’Onnipotente invia la Regina della Pace
Tratto da: Il segreto di Medjugorje  Per affrontare gli ultimi tempi, di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti, Ed. PIEMME

L'Onnipotente invia la Regina della Pace dans Apparizioni mariane e santuari Medjugorje

Abbiamo visto, padre Livio, come il contesto odierno sia quello di uno scatenamento satanico attraverso le armi della menzogna e della persecuzione contro i cristiani. Il mondo appare sempre più in preda ai venti di guerra, al punto che papa Francesco il 30 novembre 2014, di ritorno dalla Turchia, ha dichiarato:

«È mia opinione che stiamo vivendo la terza guerra mondiale, a pezzi, a capitoli, dappertutto. Dietro questo stanno inimicizie, problemi politici, problemi economici… dove il Dio denaro è al centro».

Per quanto possa essere difficile guardarsi intorno senza qualche motivo di inquietudine, non possiamo mai perdere la speranza nella pace. È la Madonna stessa, infatti, a esser venuta a Medjugorje – dove appare dal 24 giugno 1981 – presentandosi come Regina della Pace. Il primo messaggio che ha consegnato alla sola Marija il 26 giugno – dopo aver detto ai veggenti, in cima al Podbrdo: «Io sono la Beata Vergine Maria» – è una vera a propria esortazione alla pace: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi».
Sembra quasi che, fin dall’inizio delle apparizioni nella ex Jugoslavia, la Madonna indichi quel valore per eccellenza che è venuta a custodire, la pace, ma anche gli strumenti con i quali passare indenni attraverso il tempo della prova: la preghiera, il digiuno e la confessione.

Certamente. La Madonna difende la pace nel senso che assicura all’umanità la via per trovare la vera pace, quella che il mondo non sa dare. La pace del mondo nuovo senza Dio è infatti falsa, poiché senza Dio non c’è né futuro, né salvezza eterna (cfr. messaggio del 25 aprile 1997). La Regina della Pace ci mette dunque anzitutto in guardia dalla falsa pace, quella che si fonda sulla illusione di poter essere dio al posto di Dio, ritrovando invece la vera pace che si ottiene riconciliandoci con Dio e coi fratelli. Ecco: dobbiamo anzitutto fare pace con Dio, col quale siamo in guerra fin dalle origini, perché siamo nel peccato, pieni di superbia e perché non ci pentiamo. La vera pace è quindi frutto della conversione: tu ti converti, ritorni a Dio e hai come dono la pace, che non è una semplice parola, bensì un’esperienza profonda del cuore, ben diversa dalla situazione di quanti si ritrovano invece – come diceva il cardinal Biffi – «sazi ma disperati».

Solo tornando a Dio si può ritrovare la vera pace che la Madonna è venuta a donare al cuore dei suoi figli: non servono vincite alla lotteria né viaggi alle Canarie, per vincere l’angoscia che in certi momenti ci attanaglia l’anima, ma è sufficiente piegare le ginocchia e invocare la grazia di Dio. Anche questo, secondo me, è un aspetto del segreto di Medjugorje: la vera pace è quella dei piccoli, degli umili, di coloro che sanno riconoscersi creature e figli di Dio, bisognosi di tutto dal Padre Onnipotente. Sono questi “ultimi” che incideranno sulle vicende future del mondo, ben più dei ricchi e dei potenti, poiché con i loro “sì” a Gesù, verranno donate al mondo pace e prosperità (cfr. messaggio del 25 dicembre 1999).

La pace è così centrale in Medjugorje che la Madonna stessa chiede di esser venerata come Regina della Pace:

«Vorrei che la festa in onore della Regina della pace fosse celebrata il 25 giugno. Proprio quel giorno, infatti, i fedeli sono venuti per la prima volta sulla collina» (2 febbraio 1982).

È bello che metta in rilievo un aspetto che a volte noi consideriamo secondario: la Madonna non sceglie il 25 giugno anzitutto perché ci sono i sei veggenti, che poi per oltre trent’anni accompagnerà con le apparizioni, ma perché per la prima volta i fedeli rispondono alla sua chiamata. Come a dire che Medjugorje non è “per i veggenti”, ma è un dono dal Cielo perché tutti gli uomini possano rispondere all’appello di Maria! Che, il 16 giugno 1983, dice ancora: «Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo».

Quello che mi colpisce è che la Madonna si presenti come «Regina» della pace, per indicare che è qui per vincere il demonio, per schiacciare il capo al serpente, per debellare le forze delle tenebre e regnare – come Regina, appunto! È come se si ponesse come “apripista” per l’avvento del Re della Pace, preparandone il ritorno nella gloria attraverso le vittorie che, in questi anni, Ella ha già raccolto. La più eclatante è senz’altro la sconfitta di quell’impero del male che è stato il comunismo sovietico. Una vittoria importante che però è soltanto l’anticipo del trionfo del Cuore Immacolato di Maria promesso a Fatima nel 1917, poiché dopo il comunismo dell’URSS è subentrata una dittatura ancora peggiore: quella del relativismo e del pensiero unico. Eppure la Madonna continua a dirci di non temere, perché lei è qui con noi e vuol guidarci a suo Figlio, sostenendoci come «Regina della Pace», un titolo che lei stessa ha scelto e che è pieno di speranza, anzi già profuma di vittoria.

Quello che è in corso è dunque un combattimento che rinnova l’opposizione tra Lucifero e Gesù Cristo, tra il dragone infernale e la Donna vestita di sole, tra il diavolo e la Chiesa. Ognuno di noi è chiamato a “rispondere” alla chiamata della Regina della Pace facendo la propria parte in questa lotta contro lo scatenamento satanico, ciascuno secondo la propria vocazione e condizione. Ad esempio noi, che in questo momento stiamo scrivendo Il segreto di Medjugorje, in questo modo stiamo collaborando al piano di Maria come suoi apostoli.

È la Madonna stessa a indicare la ragione delle sue apparizioni a Medjugorje nel messaggio già citato del 16 giugno 1983:

«Sono venuta per dire al mondo: Dio esiste! Dio è verità! Solo in Dio c’è la felicità e la pienezza della vita! Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Solo in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione».

La Madonna non si presenta come Regina della Pace per richiamare un semplice valore, pur importante, bensì per indicare la via necessaria per la «salvezza del mondo»: questa è la posta in palio!

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Dio ha un cuore

Posté par atempodiblog le 18 juin 2020

Dio ha un cuore
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Dio ha un cuore dans Fede, morale e teologia Sacro-Cuore-di-Ges

L’uomo ha bisogno di essere amato
La devozione al Cuore Sacratissimo di Gesù, come quella al Cuore Immacolato di Maria, toccano da vicino l’essenza del cristianesimo, che è la religione dell’amore. Il grande filosofo greco Aristotele definitiva Dio come pensiero; i mistici indù lo descrivono come autocoscienza luminosa di sé; il cristianesimo invece  afferma che Dio è amore. Dio è amore in se stesso, nella comunione eterna delle tre persone divine. Ma è anche amore che esce da sé e che si diffonde nell’opera mirabile della creazione e della redenzione. Per comprendere Dio nel suo essere e nel suo agire è necessario fare riferimento all’amore. E’ l’amore divino la sorgente originaria da cui tutto viene e alla quale tutto ritorna.

In questa luce si riesce anche a comprendere il mistero dell’uomo. Ciò che è fondamentale in lui è il suo bisogno infinito di amore. L’uomo, ogni uomo, più ancora del pane materiale, ha bisogno di amore. Lo ammetta o no, ogni uomo desidera amare ed essere amato. La ricerca della felicità, che contraddistingue la vita umana sulla terra, è mossa dalla fame insaziabile di un amore assoluto, eterno e fedele. Questo desiderio insopprimibile, che ognuno di noi avverte prepotente nel suo intimo, non potrebbe mai essere soddisfatto se Dio non avesse un Cuore.

Nel cuore di Gesù tutti gli uomini sono amati
Noi sappiamo che Dio ha un cuore perché, facendosi uomo, ci ha rivelato quanto siamo amati. Ciò che colpisce è il affatto che Dio abbia voluto amarci con un cuore come il nostro, capace dei nostri sentimenti, ma anche delle nostre sofferenze. Un Cuore tuttavia dalle dimensioni infinite, in cui tutti gli uomini sono conosciuti personalmente e amati in un modo unico e irripetibile.

Il buon pastore, afferma Gesù, conosce le sue pecorelle ad una ad una e le chiama per nome. Se anche una sola, fra le innumerevoli che possiede, andasse smarrita, egli andrebbe a cercarla. Ci sono uomini che vivono il deserto dell’amore. Forse non hanno mai conosciuto la dolcezza di una carezza materna, di uno sguardo compassionevole, di un sorriso fraterno. Le persone che non conoscono l’amore, o per vari motivi ne diffidano, oppure lo ritengono impossibile, non potrebbero avere una grazia più grande di quella di scoprire l’amore del Cuore di Dio.

Nel Cuore di Gesù ognuno è a casa propria. Tu, che non credi più nell’amore degli uomini, sappi che c’è un amore più grande! C’è un Cuore mite e umile che fiammeggia d’amore per te, anche se lo ignori e forse lo disprezzi.

Il cuore di Gesù è il rifugio dei peccatori
Il Cuore di Gesù non esclude nessuno, neppure quelli che il mondo disprezza. Ma soprattutto non esclude colore che si ritengono indegni di essere amati, che disprezzano se stessi, che si odiano e non si perdona. Caro amico, quanto è difficile all’uomo ammettere di essere un povero peccatore! Quanto è arduo guardare alla propria miseria con gli occhi di umiltà! Quanto è duro prendere coscienza delle proprie piaghe e rivolgersi a quell’unico medico che potrebbe curare!

Le litanie del Sacro Cuore invocano il Cuore divino di Gesù come rifugio dei peccatori. Questo significa che, se prendi coscienza di essere un peccatore e ti rifugi nel Cuore di Gesù, egli non ti respinge, ma ti accoglie e ti perdona. Il Cuore di Gesù è aperto a tutti coloro che bussano. Da parte tua però ci deve essere fiducia, umiltà e speranza. L’amore del Cuore di Cristo è un mistero di infinita misericordia che solo gli umili, che professano la loro miseria, hanno la grazia di comprendere.

Il Cuore di Gesù è la consolazione degli afflitti
Ciò che ci affligge di più nella vita non è tanto il fatto di portare la croce, quanto quella di portarla da soli. La croce, sopportata in solitudine, senza poterla condividere, pesa infinitamente di più. Quando una spina ci trafigge il cuore, ci sembra di trovare sollievo se possiamo mostrarla a qualcuno che lo guardi con compassione. Oggi però è sempre più difficile trovare un cuore che sappia ascoltare. Tutti hanno le loro pene da raccontare, ma ben pochi hanno ancora per ascoltare. Vorresti chiedere a un fratello orecchie di aiutarti a portare il tuo peso, ma ecco che egli prontamente ti porge il suo.

C’è però un Cuore che ascolta le tue afflizioni, le tue amarezze, le tue frustrazioni e le tue sconfitte. E’ il Cuore divino di Gesù. Egli non solo guarda con compassione tutto ciò che ti affligge, ma ti chiede di darlo a lui. Nell’atto con cui gli consegni le tue amarezze, egli ti ricolma della sua dolcezza. Non c’è spina che non diventi un petalo di rosa, se chiedi consolazione al Cuore di Gesù. Nessun afflitto, che si sia rivolto con fiducia a Lui, è rimasto in quell’amarezza senza speranza che avvelena la vita degli uomini.

Il Cuore di Gesù è la speranza estrema dei disperati
Il mondo in cui viviamo, oggi più di ieri, è attraversato dalla grande tentazione della disperazione. Si tratta di una minaccia oscura, che penetra silenziosa ori, avvolgendoli nelle sue spire soffocanti. La vita è spesso impietosa e la società nella quale viviamo è una giungla dove non c’è pietà per chi perde. Anche a te forse è capitato, in certi momenti di tenebre, di gridare aiuto, ma nessuno è venuto in tuo soccorso. Gente di ogni età, dai più giovani ai più anziani, cede ogni giorno alla tentazione di “farla finita”.

Ma anche se gli uomini non ti sentono, anche se nessuno accorre, sappi che c’è un Cuore che ti ascolta e che è sempre pronto ad aiutarti, se tu glielo chiedi con fiducia. E’ il Cuore di Gesù, che veglia su di te, mentre cammini verso l’abisso. Ti porge la Sua mano, perché tu abbia ad afferrarLa e stringerLa forte.

Il Cuore di Gesù è il sostegno nel cammino della vita
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e i ristorerò”. Non vi è dubbio, caro amico, che la vita sia pellegrinaggio, lungo, faticoso e pieno di insidie. Qualsiasi uomo voglia percorrerlo da solo, si perde. Per questo Dio si è fatto uomo voglia percorrerlo da solo, si perde. Per questo Dio si è fatto uomo voluto farsi viandante con noi, per guidarci e sostenerci nel difficile cammino.

Egli ci fa da guida sicura, indicandoci la meta dell’eternità oltre le tenebre che ci avvolgono e che ci impediscono di orientarci. Egli ci sostiene nella fatica e ci incoraggia a proseguire quando vorremmo desistere. Più ancora ci rinfranca col pane celeste e ci ristora con l’acqua viva del Suo amore. Quando siamo stanchi ci solleva dai pesi che ci opprimono e, nella sua tenerezza infinita di buon pastore, ci porta sulle spalle. In questo giorno particolare chiedi a Gesù la grande grazia di conoscere le ricchezze infinite del Suo Cuore. Troverai tesori inesauribili di amore e di misericordia.

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Dio è comunione d’Amore

Posté par atempodiblog le 6 juin 2020

Dio è comunione d’Amore

L'unità indivisibile della SS. Trinità dans Citazioni, frasi e pensieri Trinit

L’affermazione che Dio è amore non è un’intuizione della ragione, che mai avrebbe potuto pervenire a una vetta così alta della conoscenza. La presenza del male nel mondo, ma soprattutto nel cuore dell’uomo, ha impedito alla mente umana di volare troppo in alto e di riconoscere in Dio le perfezioni che gli sono proprie. Al contrario, non di rado sono stati attribuiti all’Onnipotente le passioni e persino le depravazioni degli uomini, impregnando le religioni umane di errori e di peccati. Per avvicinarsi alla comprensione del mistero divino nella luce della verità è necessario un cuore purificato dal male, senza il quale l’intelligenza viene oscurata ed è incapace di vedere le cose di lassù. È ancora più necessario un atteggiamento di profonda umiltà, che permetta a Dio di abbassarsi sino al livello della creatura per rivelarle il mistero inaccessibile della sua vita intima. Questo è stato l’atteggiamento della Vergine Maria nel momento in cui l’Altissimo ha rivelato se stesso nel suo mistero impenetrabile. Dio è amore perché dentro di sé è un rapporto eterno di amore fra le tre persone divine, che si sono rivelate come Padre, Figlio e Spirito Santo. Prima di essere un amore che si china su di noi, Dio è, nel suo intimo, una comunione inesauribile di amore. Proprio perché Dio è tale nella sua essenza, ogni sua manifestazione verso le creature è caratterizzata dalla bontà e dalla misericordia. Dio non può non amare, perché l’amore è l’essenza della divinità. Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che, quando pronunciamo la parola «amore», usiamo uno strumento espressivo umanamente imperfetto e limitato. Dio è amore in un modo che trascende la nostra capacità di comprensione e che include tutte le perfezioni proprie della sua natura.

Per capire, sia pure nei limiti della nostra finitezza, il mistero dell’amore divino, dobbiamo fissare lo sguardo sul mistero della persona umana, che è la realtà la quale più di ogni altra riflette l’immagine divina. L’uomo è persona in quanto soggetto spirituale capace di conoscere e di amare. L’“io umano” è un mistero inafferrabile, la cui radice profonda è l’orientamento verso l’altro. Quando si afferma che l’uomo non è un’isola, si vuole indicare l’apertura di ognuno all’incontro verso un “tu”. Non è concepibile un “io” racchiuso in se stesso, come una monade senza porte e senza finestre. Nessuna persona potrebbe vivere in un totale isolamento, come se la sua vita interiore bastasse a se stessa. Senza l’incontro con un “tu” l’“io” umano morirebbe di asfissia. Ciò è dovuto alla sua natura intima, che è un movimento verso un altro che sia simile a sé. Questo è il motivo per il quale Adamo si sentiva solo e infelice nell’Eden delle meraviglie, pur circondato dagli animali ai quali aveva dato un nome. La persona umana appassisce e muore se è sola. L’incontro con un’altra persona, nella conoscenza e nell’amore, fa parte della sua natura intima. Le gioie e le sofferenze della vita sono in massima parte dovute ai rapporti riusciti o falliti, con le altre persone. La stessa dimensione religiosa dell’uomo nasce dal desiderio insopprimibile di incontrare un “Tu” che gli sia intimo e al quale possa affidarsi con la certezza di essere compreso e amato. La religione è una pianta sempre verde perché scaturisce dal bisogno della persona umana di andare oltre se stessa. L’“Io” e il “Tu” sono due poli che si cercano. L’uno è in funzione dell’altro. La persona si realizza nell’incontro con un’altra persona e nella comunione dell’amore.

La rivelazione che Dio è amore va intesa nel senso che l’unico Dio è una comunione interpersonale di amore. Se Dio fosse una sola persona non sarebbe infinito amore, ma piuttosto infinita solitudine. L’unità e l’unicità di Dio non vanno intese come se Dio fosse un “Io” che basta a se stesso, perché in tal caso non potrebbe essere né infinito amore né infinita felicità. Quando la fede cattolica afferma che Dio è una sola natura in tre persone divine, intende esprimere, per quanto possibile a un linguaggio umano, un mistero abissale di tre relazioni divine, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che fra loro realizzano una comunione eterna di amore. Per quanto le tre persone divine siano ugualmente partecipi della divinità, tuttavia sono fra loro distinte e hanno una loro precisa identità. Il Padre infatti è colui che genera, il Figlio è colui che è generato e lo Spirito Santo è l’ispirazione di amore fra il Padre e il Figlio. Il mistero interpersonale dell’amore è tale che non vi è né divisione né separazione, ma unità assoluta e inattaccabile. Non vi è dubbio che il mistero della Santissima Trinità trascenda ogni possibilità di comprensione da parte dell’intelletto umano, per quanto illuminato dalla fede. Tuttavia ci è almeno chiara la natura interpersonale dell’amore. L’amore non è qualcosa che esiste in se stesso, ma è dono reciproco fra un “io” e un “tu”. Questa, che è l’esperienza umana fondamentale, ci aiuta ad avvicinarci per quanto possibile al mistero dell’amore trinitario.

La comunione di amore delle tre persone divine è talmente perfetta da generare un’unità indivisibile, per cui l’unico Dio ha anche una sola conoscenza e una sola volontà. Il mistero d’amore del Dio uno nella natura, ma trino nelle persone, non può assolutamente essere criticato come una forma di “triteismo”, come se i cristiani non adorassero un solo Dio, ma tre dèi. Questa accusa, che viene in primo luogo dall’Islam, parte dall’incomprensione della natura dell’amore divino, che è necessariamente un rapporto interpersonale.

L’amore non è una “forza”, ma è una persona che ama un’altra persona. Che cosa sarebbe Dio se fosse una sola persona? Sarebbe una contraddizione con se stesso, perché condannato a essere una realtà incompiuta e infelice. Infatti “persona” significa “relazione”, ma con chi sarebbe in relazione Dio se fosse una sola persona? Un Dio eternamente solo sarebbe un assurdo che ripugna alla ragione. Al contrario la rivelazione che Dio ci ha fatto di se stesso come comunione di tre persone, per quanto “inconcepibile” alla nostra finitezza, genera una luce che illumina la mente e un’attrazione che fa sussultare il cuore. Infatti l’uomo, creato a immagine divina, è strutturalmente orientato al dono di sé. Amare ed essere amata è quanto desidera ogni persona. L’esperienza dell’amore umano, per sua natura esposto al limite, alla fragilità e al peccato, spinge la persona umana a trascendere i limiti della finitezza, per elevarsi ad accogliere l’amore dalla sua fonte originaria. È infatti lì che ognuno di noi è passato dal nulla all’essere per un dono di amore ed è quella la meta alla quale indirizzare la nostra vita.

Tratto da: La gioia di amare, di padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

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Gli apostoli sono raccolti in preghiera con Maria

Posté par atempodiblog le 30 mai 2020

La Madonna era presente nel Cenacolo, in preghiera con gli apostoli riuniti intorno a Lei. Mi viene in mente la scena della Pentecoste descritta dalla Valtorta nel suo L’Evangelo come mi è stato rivelato: lo Spirito Santo prima scende come una fiamma su Maria, poi questa fiamma si divide in tante piccole fiammelle che vanno a finire sugli apostoli; questo indica la mediazione di Maria, come sapientemente sintetizzato dalla giaculatoria “Vieni Spirito Santo, vieni per Maria”.

Tratto da: Medjugorje rinnova la Chiesa  La crisi dei nostri giorni e il tempo dei segreti, di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti, Ed. PIEMME

Gli apostoli sono raccolti in preghiera con Maria dans Commenti al Vangelo Pentecoste-di-El-Greco

Gli apostoli sono raccolti in preghiera con Maria

Non ti deve sfuggire la presenza di Maria, la Madre di Gesù, nel cenacolo insieme agli apostoli. Con felice intuito i grandi capolavori dell’arte, che hanno rappresentato l’avvenimento della Pentecoste pongono Maria al centro del gruppo, facendo di Lei il cuore stesso della Chiesa nascente. Si tratta di una intuizione molto profonda e teologicamente fondata, che mette in luce lo specialissimo legame che c’è fra Maria e lo Spirito Santo.

Questa intima cooperazione fra la Madre di Cristo e la terza persona della Santissima Trinità appare in tutta la sua evidenza nel momento dell’incarnazione, quando il Verbo di Dio assume la natura umana grazie al consenso della Vergine e l’azione dello Spirito Santo. Il capo della Chiesa, Cristo, è concepito nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo.

In un modo analogo è stato concepito il corpo di Cristo, che è la Chiesa, nel giorno della Pentecoste. Anche in questa circostanza l’azione dello Spirito Santo si accompagna a quella di Maria, la cui preghiera si unisce a quella di Cristo al Padre, per ottenere l’effusione dello Spirito.

In questa luce è molto più chiaro, caro amico, perché Maria, oltre ad essere la Madre di Gesù è anche Madre della Chiesa. Non solo il Capo, che è Cristo, ma tutto il corpo è generato per l’azione congiunta dello Spirito Santo e dell’umile vergine di Nazareth. Maria Santissima e lo Spirito operano insieme costantemente, anche nell’opera di santificazione della Chiesa lungo il corso dei secoli.

Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

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Gesù non ci ha lasciato soli

Posté par atempodiblog le 24 mai 2020

Gesù non ci ha lasciato soli

Gesù non ci ha lasciato soli dans Commenti al Vangelo Velo-del-Cielo

Non pensare che Gesù, ritornando al Padre, ci abbia lasciato soli, Egli ci assicura che rimane con noi fino alla fine del mondo. L’evangelista Marco sottolinea che, dopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli sono partiti a predicare ovunque, ma il “Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano”. Tu ti chiederai: “Ma Gesù si trova in cielo o in terra?”. Ebbene, la risposta più vera e più calzante è che sono state infrante le barriere che separano il tempo dall’eternità e il cielo è qui sulla terra, nei cuori degli uomini che credono, che si convertono e che portano Gesù nel cuore.

Non ti meraviglia questo evento mirabile della navicella della Chiesa che veleggia ormai da due millenni fra i marosi della storia senza affondare? Gesù di essa ha detto che “le porte dell’inferno non prevarranno”. Per quale motivo? Perché Gesù naviga con noi, sulla barca della nostra vita e della storia e se Lui è con noi, le forze del male non potranno portare l’umanità alla distruzione.

Tratto da: Desiderio d’infinito. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

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La missione di Maria è la sua maternità

Posté par atempodiblog le 10 mai 2020

La missione di Maria è la sua maternità dans Fede, morale e teologia MMUN4063auguri-festa-Mamma dans Libri

La missione di Maria è la sua maternità. Essere madre è ciò che la caratterizza più di qualsiasi altra cosa. Lo è come nessuna donna potrebbe esserlo. È infatti madre di Dio, madre della Chiesa e madre dell’umanità. Realizza la sua maternità in una dimensione soprannaturale, ben più ampia e profonda di qualsiasi generazione naturale. Se la madre naturale è un grande dono, la nostra madre celeste è una delle più grandi grazie che l’amore di Dio abbia mai concesso agli uomini.

Maria è madre perché è l’ancella del Signore. Questo è il compito che il Padre le ha assegnato. Prima nei confronti del Figlio suo, poi di tutti noi. Nella sua straordinaria maternità noi vediamo un riflesso di Dio, che ha voluto donarci in Maria la dimensione materna del suo amore.

Tratto da: La pazienza di Dio. Vangelo per la vita quotidiana, di Padre Livio Fanzaga - Ed. Piemme

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Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Posté par atempodiblog le 3 mai 2020

Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020 dans Coronavirus 20200426-163648

Messaggio di Medjugorje a Marija del 25/04/2020

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale.
Figlioli, pregate nella solitudine lo Spirito Santo affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza.
Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore e che la preghiera sia come un deserto.
Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite.
Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

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Commento di Padre Livio al messaggio di Medjugorje del 25 aprile 2020

Questo messaggio è in linea con quelli precedenti che la Madonna ci ha dato attraverso la veggente Marija in questo tempo di Coronavirus, in questo tempo di prova. Questi messaggi sono rivolti soprattutto a quelli che hanno risposto alla chiamata, a quella grande moltitudine di persone che si alimentano da questa fonte di grazia straordinaria.

Nel messaggio del 25 febbraio 2020 la Madonna ci aveva avvisato di non lasciarci inondare dalle preoccupazioni terrene, esortandoci alla conversione, questa dev’essere la nostra preoccupazione principale. Il virus attacca il corpo, ma c’è un virus spirituale, il virus del peccato e dell’incredulità che attenta alla nostra vita spirituale e nel messaggio di Natale ha detto: “le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale”. Allora la prima guarigione è quella che riguarda l’anima, che riguarda il cuore, attraverso il quale Dio parla all’uomo e prende dimora in lui.

La Madonna ci ha anche detto che se avessimo pregato e digiunato, se ci fossimo decisi per la santità, la pace sarebbe arrivata nei nostri cuori e nelle nostre famiglie e in più le nostre preghiere sarebbero state ascoltate, le nostre suppliche sarebbero state esaudite.

“Cari figli, questo tempo sia per voi un’esortazione alla conversione personale”. La conversione è una grazia che viene da Dio e una decisione personale e ha i suoi piccoli passi. Dio che tocca il cuore, risveglia la coscienza e iniziamo a percepire un’inquietudine, l’inutilità di una vita senza Dio, dedicata alle cose effimere, un’infelicità di fondo. Poi pian piano arriva la luce di Dio che ci fa capire che siamo prigionieri del male e del peccato, si incomincia a vedere l’orrore del peccato che è un veleno, o se volete, è un dolce con dentro il veleno, per cui la Madonna ha detto: “satana vi distrugge con quello che vi offre”, e si comincia a vedere la vita che dura come un battito di ciglia. La conversione è come guidare una macchina, percepisci che non stai facendo la strada giusta, vai avanti, ma a dato momento capisci proprio che quella è una strada sbagliata, cosa fai? Ti fermi, freni, fai una curva a “U” e torni indietro. La conversione è la decisione di tornare indietro dalla strada sbagliata e di incominciare la via della salvezza. Probabilmente la Madonna ha visto che forse in pochi hanno deciso per la conversione e per questo ci esorta: “alla conversione personale”. E la Madonna dice che dobbiamo metterci in ascolto dello Spirito Santo: “pregate nella solitudine lo Spirito Santo”.

Cos’è la solitudine? Tu sei solo, se a un dato momento metti il silenziatore alle tue passioni, alle tue angosce, a tutto ciò che ti disturba, e nel silenzio del tuo cuore ascolti la voce di Dio, la voce della Spirito Santo, “affinché vi rafforzi nella fede e nella fiducia in Dio”, cioè arrivi a capire che Dio c’è, che Dio è vicino, che Dio ti vuole bene, che Dio ti perdona, che Lui solo è il Salvatore, Lui solo ti dà la felicità, e quindi decidi per Dio! Credo che anche voi sappiate a memoria la preghiera: “Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della Tua luce …..”. La  Madonna  ha  voluto che questa preghiera si dicesse a Medjugorje prima della S.Messa della sera, “per poter essere i degni testimoni dell’amore che Dio vi regala attraverso la mia presenza”. Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo per questo tempo tre grazie particolari: la prima grazia è la santità, cioè essere in grazia di Dio, la grazia del perdono, di pentirci dei peccati e poi faremo la Confessione appena sarà possibile, come ha detto il Papa. 

Gesù, apparendo agli Apostoli nel Cenacolo, ha detto: “pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non saranno rimessi”. Che lo Spirito Santo ci purifichi dai peccati che si sono depositati sulla nostra anima, cancelli ogni traccia di male, in modo tale che il nostro cuore diventi il tempio della Santissima Trinità. Perché vivere in grazia di Dio è bello, siamo belli davanti a Dio e siamo belli anche davanti a noi stessi e davanti agli altri. E poi vi consiglio due dei sette doni dello Spirito Santo per questo tempo: il dono della sapienza, che poi è il dono della fede, che ti fa ragionare in termini soprannaturali, ti fa vedere le cose dal punto di vista di Dio, vedere le cose nella luce della verità, della bontà, del perdono, della compassione, nella luce della speranza. Non è un problema di cultura, ci sono persone che hanno poca cultura, ma hanno il dono della sapienza. Chiediamo il dono della sapienza, sentire come Dio sente, pensare come Dio pensa, guardare come Dio guarda. E poi il dono della fortezza, o se volete del coraggio, il coraggio di decidere, il coraggio di fare. Perché oggi siamo in un tempo di battaglia, di combattimento spirituale, per cui noi, animati dalla luce di Dio e dalla sua sapienza, e sorretti dalla sua fortezza, diventiamo testimoni invincibili, guerrieri di Dio invincibili.

Nella seconda parte del messaggio la Madonna ci mette in guardia da una tentazione sottile del demonio e dice: “Figlioli, non permettete che le prove vi induriscano il cuore”. Siamo nel tempo di prova e ci si innervosisce, ci si arrabbia, ci si scoraggia, si diventa pessimisti, si diventa acidi e la prova, che potrebbe essere un’occasione per avvicinarsi a Dio e rinnovare la nostra vita, diventa una trappola nella quale diventiamo persone scostanti, nervose e in questo modo il nostro cuore si indurisce, non solo verso il prossimo, ma anche verso Dio, ci si arrabbia con Dio: “perché hai fatto questo, perché hai permesso questo, cosa abbiamo fatto di male?”. Lasciamoci correggere da Dio, non induriamo il nostro cuore, Dio ci rafforza attraverso le prove, anche attraverso la potatura, il vignaiolo pota i tralci perché i grappoli possano crescere, come dice il Vangelo. E così stiamo attenti in questo tempo di prova, non arrabbiamoci con Dio, ma ringraziamoLo per questa prova, come dice Vicka: “grazie Signore perché la Croce è grazia, grazie Signore perché la Croce è gioia”, “e che la preghiera sia come un deserto”. Impediamo a satana di indurire, di inacidire il nostro cuore, di far sì che la nostra preghiera diventi un deserto, cioè una preghiera dove manca la Divina Presenza, preghiamo, ma non abbiamo aperto il cuore a Dio. Allora, una volta superata questa tentazione, una volta che ci siamo messi nella disposizione di lasciarci illuminare nella luce di Cristo Risorto, arriveremo alla Pentecoste come gli Apostoli che, usciti dal Cenacolo, erano trasformati. La prima predica di Pietro è stata fantastica, non sembrava più lui, un pescatore che parlava in quel modo. “Siate il riflesso dell’amore di Dio e testimoniate Gesù Risorto con le vostre vite”. E così anche noi saremo il riflesso dell’amore di Dio e testimonieremo Gesù Risorto con le nostre vite. Negli Atti degli Apostoli avete sentito come hanno risposto gli Apostoli alla persecuzione, con che coraggio hanno predicato, con che coraggio hanno affrontato il Sinedrio e hanno detto: “se sia giusto obbedire a Dio o agli uomini, giudicatelo voi, noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Allora li fecero frustare e, una volta liberi, gli Apostoli ripresero a predicare. E così dobbiamo fare anche noi, ma questo esige il dono della sapienza per predicare e il dono della fortezza per resistere alla cattiveria del mondo, dove satana regna, come ha detto la Madonna il 25 marzo 2020. Permettetemi di dirlo che è bello morire come testimoni coraggiosi, perché sappiamo che Cristo ci abbraccerà, e ci dirà: “vieni servo buono e fedele, entra nella gloria del tuo Signore”.

Al termine la Madonna ci dice di stare tranquilli: “Io sono con voi e vi amo tutti, non escludo nessuno, con il mio amore materno”. È l’amore di una madre che copre la moltitudine di tante mancanze. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.Ma quanti hanno risposto alla sua chiamata, lo sa Dio, ha detto la Madonna, speriamo che siano tanti, aiutiamo la Madonna a salvare le anime.

di Padre Livio Fanzaga
Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

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La fede invitta di Maria

Posté par atempodiblog le 11 avril 2020

La fede invitta di Maria dans Commenti al Vangelo La-piet-di-Michelangelo

Tu hai creduto che era il Figlio di Dio Colui che supplicava Dio di non abbandonarLo. Mentre, spezzata dal dolore, Tu Madre, morta col Figlio, tenevi in grembo il Suo corpo senza vita con lo stesso amore con cui lo tenevi da bambino. Tu sola hai creduto con l’eroismo della fede più grande di quella di Abramo, nella gloria imminente della Resurrezione.

Da dove la sorgente segreta della Tua fede vittoriosa che ha consentito a Dio di diventare uomo, affinché l’uomo fosse partecipe della divina natura?

Come potremo noi, uomini di poca fede, sballottati dalle onde del dubbio e dell’incertezza, in ricerca continua di umane sicurezze, trovare un appoggio sicuro per credere?

La fede invitta di Maria sgorga come acqua trasparente dalle sorgenti inesauribili della sua profondissima umiltà.

Un cuore umile, puro e semplice, crede con la fiducia di un bimbo ad ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Anche la Vergine ha udito il sibilo del serpente infrangere l’altissimo silenzio dell’anima che accoglie e medita la Parola di Verità ma il Suo Cuore neppure per un istante ha distolto lo sguardo dalla divina contemplazione per posarsi sui sinuosi ragionamenti dell’antico e viscido seduttore.

 A noi esseri instabili ma assetati di certezze concedi o Vergine fedele di attingere con le labbra alle sorgenti chiare e fresche della Tua umile fede.

di Padre  Livio Fanzaga – Magnificat. Il poema di Maria, ed. SugarCo

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Nuova fase del piano della Regina della pace

Posté par atempodiblog le 20 mars 2020

Nuova fase del piano della Regina della pace
di padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Nuova fase del piano della Regina della pace dans Apparizioni mariane e santuari Mirjana-Medjugorje

La veggente Mirjana ha avuto la sua ultima apparizione quotidiana il 25 dicembre del 1982. In quell’occasione la Madonna le ha dato un rotolo con scritti i dieci segreti, che dovranno essere rivelati al mondo, tre giorni prima che accadano, da un Sacerdote da lei scelto. In quell’occasione la Madonna ha detto che sarebbe apparsa a Mirjana ogni 18 di Marzo, fino al termine della sua vita. Così è stato anche il 18 Marzo 2020.

Successivamente il 2 febbraio del 1987 la Madonna ha rivelato a Mirjana che le sarebbe apparsa ogni 2 del mese per pregare per i non credenti. Infatti è proprio il 2 di febbraio che la Chiesa celebra la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, quando si legge la profezia di Simeone, riguardo al rifiuto di credere in Gesù da parte di molti, come della spada che avrebbe trapassato l’anima della Madre. Da allora la Madonna, per ben 33 anni, ha iniziato una straordinaria evangelizzazione rivolta in particolare ai non credenti, a “coloro che non conoscono l’amore di Dio”, la maggioranza dei quali sono dei battezzati che hanno perso la fede.

Nessuno, neppure Mirjana, sapeva quanto sarebbe durata questa iniziativa della Madonna. Ebbene, al termine della apparizione del 18 marzo 2020, la Regina della pace ha rivelato che non sarebbe più apparsa il 2 del mese. Si tratta di una decisione di grande importanza, che indica una nuova fase del piano di Maria e l’avvicinarsi del tempo dei segreti, dei quali Mirjana stessa è depositaria.

Nel frattempo però tre veggenti (Marija, Ivan e Vicka) hanno ancora le apparizioni quotidiane e ad essi la Madonna dà i messaggi, in particolare a Marija ogni 25 del mese. Essi devono ancora ricevere il decimo segreto, prima che incominci la loro rivelazione al mondo.

Attraverso la veggente Vicka la Madonna ha assicurato l’apparizione quotidiana ad uno di questi tre veggenti fino alla fine dei segreti. Le apparizioni quotidiane della Madonna, continueranno quindi fino al raggiungimento del tempo di pace per tutta l’umanità.

In questo suo ultimo messaggio a Mirjana la Madonna ci chiama ad aiutarla a cambiare il mondo e far vincere il suo Cuore Immacolato. Tocca a noi farlo testimoniando la Verità e l’Amore che vengono da Dio.

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Le tentazioni di Gesù nel deserto

Posté par atempodiblog le 29 février 2020

Le tentazioni di Gesù nel deserto
Tratto da: L’ora di Satana (L’attacco del Male al mondo contemporaneo) di Padre Livio Fanzaga con Diego Manetti, Ed. Piemme

Le tentazioni di Gesù nel deserto dans Anticristo Cristo

Se Gesù è il nuovo Adamopossiamo dire che nell‘episodio delle tentazioni del deserto è come se la nuova umanità celebrasse in Cristo la prima vittoria sul Demonio, in virtù di quella grazia divina che rende possibile, per ogni uomo che la domandi, il resistere agli assalti satanici. In Gesù tentato vediamo però anche le nostre tentazioni, quasi come se i Vangeli offrissero una sintesi di quelle prove cui l’umanità tutta è sottoposta da Satana quando questi tenta di blandirne il cuore. Vorrei dunque chiederti di esaminarle nello specifico, per metterne in rilievo il valore di esemplarità rispetto alla vita di ogni uomo.

Intanto bisogna tener presente che le tre tentazioni hanno un filo conduttore, poiché Satana le ha ben preparate, le ha elaborate con calma. Non è che Gesù Cristo va nel deserto e lui lo tenta subito: no, aspetta! Per quaranta giorni Gesù prega e ha fame. Il Nemico studia bene l’avversario e i punti deboli e solo dopo parte all’attacco. Il Diavolo sa benissimo che questo è il Messia, e allora cosa fa? Gli confezione su misura tre tentazioni con cui poterlo sviare dal disegno messianico, verso una prospettiva unicamente terrena, svincolata dal messianismo del servo sofferente, sciolta dal disegno del Padre, che vuole che il Figlio, nell’umiltà e nell’obbedienza, porti su di sé i peccati del mondo fino all’annientamento di se stesso. Questa è l’ottica delle tre tentazioni: offrire a Gesù il miraggio di un trionfo politico e umano.

Entrando poi nello specifico delle tre tentazioni, quella del pane è la più importante, a mio parere, perché mette bene in evidenza, nella risposta di Gesù, come non di solo pane viva l’uomo (Lc 4, 4). Mentre tutte le culture passate – di tutti i tempi e di tutte le religioni- hanno sempre ritenuto che l’uomo avesse due dimensioni, essendo dotato di corpo ma anche di anima, e quindi che avesse fame del pane, ma anche di assoluto, di verità, di vita eterna, di immortalità, oggi all’opposto la cultura dominante ci vuole presentare l’uomo in una prospettiva ridotta, monca, come un semplice animale. Destinato dunque a soddisfare solo i desideri della carne e gli istinti più bassi. Certo, vi sono istinti più raffinati –la gloria, il potere, gli onori- ma in ultima analisi sempre di “carne” in senso paolino si tratta (Rm 8, 6-7). La filosofia di vita su cui si fonda questa opzione per la carne è quella secondo cui l’esistenza umana sarebbe limitata all’orizzonte terreno, per cui essendo “tutto qui”, tanto varrebbe godersi la vita. Citando magari a conferma di questa opzione esistenziale proprio una frase della Bibbia: “Polvere tu sei e in polvere ritornerai” (Gen 3, 19), deformandone il significato – ecco l’opera di Satana l’Ingannatore! – nel senso di ridurre la vita alla sola prospettiva intramondana e dunque al solo desiderio di pane terreno. E così oggi la gente non pensa più alla vita eterna. Ecco perché nei messaggi dati a Medjugorje la Regina della Pace non si stanca di ricordarci che la vita terrena passa e solo l’eternità resta, spronandoci a tendere al Cielo che è l’unica meta della nostra vita! Cioè la Madonna stessa sta lottando contro la tentazione di concepire la vita come un’avventura mondana, dove l’uomo si nutre delle cose di questo mondo e poi sparisce. Ma Gesù ci dice :”Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4), ricordandoci con ciò che l’uomo è stato creato con un’anima immortale, che l’uomo è capace di cibarsi della Verità di Dio, dell’Amore di Dio, e che l’immortalità oltre la morte è il nostro destino. Questa certamente è la più attuale delle tre tentazioni.

La seconda tentazione – quella per cui Satana, condotto Gesù sul pinnacolo del tempio, lo sfida: “Se tu sei il Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti porteranno nelle loro mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra” (Mt 4,6)- rappresenta un pericolo assai diffuso nel mondo contemporaneo, e apparentemente in contraddizione con la visione intramondana di cui dicevamo prima: è la tentazione di voler sfidare Dio a dare prova di essere veramente Dio, è il desiderio e la pretesa di vedere segni e miracoli. In fondo, mancando oggi la vera fede, non restano che i falsi profeti, i quali faranno prodigi e portenti, dice Gesù, capaci di ingannare molti (Mt 24, 24). Bisogna pensare che dietro a tutto questo c’è Satana, poiché l’Anticristo verrà con potenza diabolica, facendo cose strepitose, e ingannerà molti. La seconda tentazione la vedo dunque come una messa in guardia contro i falsi profeti, anticipando un tema che percorre variamente il Nuovo Testamento, fino all’Apocalisse (Ap 13), laddove si parla della Bestia che sale dal mare, del falso profeta che ha il volto di pecora ma la voce di drago, della falsa religione, dei falsi segni, che sono spettacolari – gèttati giù dal tempio!- ma fini a se stessi. Mentre il miracolo di Gesù esprime la compassione, l’amore, la pietà di Dio, i degni di Satana sono spettacolari, sono quelli che attirano, che incantano e , nella cornice dell’impostura anticristica, si moltiplicano, e la gente crede, si lascia attirare, si fa ingannare,  e questa seconda tentazione ha preso il volto di una delle bestie dell’Apocalisse, che vedremo meglio più avanti. Indubbiamente, per vincere questa tentazione, oggi ci vuole molta attenzione, ci vuole molto discernimento spirituale, bisogna vigilare e pregare, e pregare, e soprattutto non allontanarci mai dal vero profeta, che è il papa, vicario di Cristo.

In merito al discernimento degli spiriti e dei segni, bisogna sempre tener presente un insegnamento che ricaviamo da San Giovanni della Croce, nella Salita al monte Carmelo. Questo dottore conduce un attento esame di tutti i fenomeni mistici e arriva a dire che tutti possono essere imitati da Satana – che, in quanto imitatore è detto anche la “scimmia” di Dio-, tutti tranne uno: l’unico fenomeno mistico che il Diavolo non riesce a imitare sono i tocchi dello Spirito Santo sulla punta dell’anima, sono i tocchi divini, sono i baci d’amore interiori, fenomeno mistico così profondo che il maligno non riesce a riprodurlo. Però ricordiamo che tutti gli altri fenomeni mistici possono essere perfette imitazioni diaboliche. Basta ricordare il proliferare di veggenti che si ebbe a Lourdes dopo le prime: erano almeno cinquanta, e un caso risultò così verosimile che il primo biografo di Lourdes, Jean-Baptiste Estrade, diceva: ma questa qui è ancora migliore di Bernadette! Questo – altri casi che potrei citarvi – solo per dirvi che sono tempi in cui il demonio si dà molto da fare con segni e prodigi che cercano di imitare quelli veri ma che, per lo natura, hanno dentro qualcosa di satanico, che solo con il discernimento si può mascherare.

Parlando di falsi profeti e di falsi segni, ecco che torna ancora la figura di Satana come Ingannatore. A questo punto penso che si possa dunque esaminare la terza tentazione di Gesù nel deserto, quella in cui il Diavolo lo sfida ad adorarlo come Dio, come vertice assoluto di quella menzogna e di quell’inganno che costituiscono le trame più profonde delle tentazioni diaboliche contro il Figlio di Dio e contro l’umanità.

Con la terza tentazione (Lc 4, 5 – 8) si entra decisamente nell’orizzonte dell’inganno anticristico – che la Chiesa Cattolica chiama impostura anticristica – che percorre tutta la storia della Chiesa fino alla cosiddetta “massima impostura anticristica” (CCC 675-677). Quest’ultima consiste nell’abiura della verità, nell’illusione che l’uomo possa salvare se stesso con le sue sole forze, per cui l’uomo indica se stesso come Dio e immagina di salvarsi come Dio, rischio dal quale Benedetto XVI ha messo più volte in guardia fin dall’inizio del suo pontificato. La stessa prospettiva dell’uomo che crede di essere il padrone del mondo è in realtà uno strumento del demonio. Si tratta cioè di un’illusione, con la quale il diavolo inganna l’uomo, lo allontana da Dio, per far sì che adori il “Principe di questo mondo”. Insomma, la terza tentazione denuncia proprio l’illusione anticristica anticipando quella società anticristica in cui l’uomo che vuole fare a meno di Cristo dice: i padroni del mondo siamo noi, Dio non c’è, c’è solo l’uomo; l’uomo capisce, è intelligente, ha la potenza, sa salvare se stesso. Ma così facendo la società che rifiuta Dio si prepara a diventare strumento del Principe delle tenebre e ad adorare il Principe di questo mondo.

Esaminando le tre tentazioni, vorrei ancora precisare come quello delle tentazioni di Gesù nel deserto sia un discorso ‘aperto’ – “dopo aver esaurito ogni tentazione, il Diavolo si allontanò da Lui fino al momento fissato” (Lc 4,13) –, non concluso, poiché Satana avrebbe cercato di tentare Gesù successivamente, in particolare in vista della Passione. Ma intanto Gesù ha conquistato una prima vittoria nel deserto, poiché ha respinto il falso messianismo, confermandosi il servo sofferente di Jahvé, che porta la croce nell’umiltà, nel compimento della volontà del Padre, fino alla Passione che Gesù ha affrontato liberamente e che anzi ha desiderato. E nella Passione Gesù accetta fino in fondo il piano del Padre, che ha voluto che il Figlio fosse il servo sofferente, che porta su di sé tutti i peccati degli uomini, che li espia con il suo amore, che li brucia con il suo amore e con la sua obbedienza. Infondo, tutto il peccato del mondo consiste nel disamore, nel disprezzo, nella disobbedienza e nel rifiuto di Dio. Queste sono le radici di tutti i peccati dell’umanità. Gesù, nel suo cuore, con la sua umiltà, con la sua obbedienza al Padre, con il suo amore per il Padre e per gli uomini, con il suo perdono, ha bruciato tutto il male del mondo, ha bruciato tutti i peccati del mondo.

La redenzione è avvenuta nel cuore di Cristo. Cristo è il braciere in cui tutto il peccato, tutto l’odio, il disamore del mondo sono stati bruciati. Ecco quindi il profondo valore redentivo della vittoria di Cristo sul tentatore nel deserto: vincendo Satana, Gesù ha respinto un messianismo terreno di autoglorificazione, scegliendo e accettando di essere il servo sofferente che dentro di sé, con la sua umiltà e con il suo amore, ha bruciato i peccati del mondo per cui in quel cuore noi tutti troviamo la salvezza.

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Il Vangelo perfeziona il Decalogo

Posté par atempodiblog le 15 février 2020

Il Vangelo perfeziona il Decalogo
Tratto da: Le vie del cuore. Vangelo per la vita quotidiana. Commento ai vangeli festivi Anno A, di Padre Livio Fanzaga. Ed. PIEMME

Il Vangelo perfeziona il Decalogo dans Commenti al Vangelo Mos-riceve-le-tavole-della-legge

(Sir 15, 15-20; 1 Cor 2, 6-10; Mt 5, 17-37)

Gesù conferma la santità del Decalogo 
Giustamente si afferma che la morale evangelica è una morale basata sull’amore. Amore verso Dio innanzi tutto: Dio amato con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze. In intima unione con l’amore di Dio vi è poi quello del prossimo, che ognuno deve amare come se stesso. Il Vangelo ci svela la misura sconfinata di questo amore, prendendo come riferimento quello infinito di Gesù, che ha amato il Padre e gli uomini fino a sacrificare la propria vita.

Tuttavia la morale evangelica, proposta da Gesù nel discorso della montagna, non sostituisce, ma al contrario conferma la legge del Decalogo, data a Mosè sul monte Sinai. “Non pensare”, dice, “che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti”. Non vi è dubbio, caro amico, che non è immaginabile nessun cammino di santità che non abbia come base i dieci comandamenti. Essi sono il fondamento insostituibile della moralità, nei quali si riflette la legge eterna di Dio che nessuno può mutare, o sostituire o abolire.

In sé e per sé i comandamenti, anche se nella loro completezza e chiarezza sono stati rivelati da Dio, appartengono a quella legge morale naturale che il Creatore ha scritto nell’anima e nella coscienza di ogni uomo. Essi sono la base della moralità universale e il fondamento di tutti gli autentici diritti umani. Nei dieci comandamenti si riflette la santità di Dio e nessun comportamento umano, che voglia essere morale, può minimamente discostarsi da loro. Non illuderti di essere una persona religiosa se non hai fondato la tua vita su questo fondamento eterno della moralità.

Gesù completa e perfeziona il Decalogo
Gesù ribadisce la necessità del Decalogo, ma nel medesimo tempo lo completa e lo perfeziona. “Non sono venuto per abolire”, afferma, “ma per dare compimento.” Gesù completa il decalogo nel senso che lo riporta alla radice dell’amore e nel medesimo tempo svela quei confini divini dell’amore che Mosè e i profeti non conoscevano. Anzi possiamo dire che è proprio la radice dell’amore che marca la differenza fra la legge di Mosè e quella di Cristo: “Vi do un comandamento nuovo: Amatevi come io vi ho amato”, dice Gesù.

Che cosa significa questo per la nostra vita spirituale? Significa che nel nostro cammino di santità dobbiamo incominciare con l’osservanza dei dieci comandamenti. Essi sono come le fondamenta del nostro edificio spirituale. Quando potremo dire di osservarli, allora inizia per noi quel cammino ascendente dell’amore, che ci porta alle più alte vette della vita mistica. Sappi però che sono illusorie e ingannevoli certe forme di misticismo, fuori e dentro il cristianesimo, dove l’esperienza di unione con Dio non si fonda su una solida piattaforma morale.

Non c’è mistica autentica senza moralità. Una vita spirituale genuina ha sempre alla base i dieci comandamenti.

Gesù interiorizza il Decalogo
Gesù dunque conferma il Decalogo e ne fa la base del comandamento nuovo dell’amore. Ma questo non è tutto. L’opera di perfezionamento e di approfondimento di Gesù non riguarda soltanto la formulazione della legge morale, ma anche il nostro modo di osservarla. Conosci certamente le aspre polemiche di Gesù nei confronti di scribi e farisei. Gesù critica in loro due gravi difetti. Innanzitutto il fatto di aver appesantito i comandamenti divini con una lunga serie di precetti umani. Ma più ancora denuncia una osservanza della legge morale solamente esteriore, che non comporta l’adesione del cuore.

Questo è un punto di fondamentale importanza. L’osservanza della legge di Dio deve partire dal cuore. In ultima istanza deve essere sempre un atto di amore. Nella prospettiva cristiana il cuore è il centro della vita morale. E’ nell’intimo della persona umana che nasce la moralità, la quale poi si esprime in comportamenti esteriori. Gesù critica i farisei perché il loro agire esterno è inappuntabile, ma dentro si sé covano il male.

Un cuore puro, aperto alla voce di Dio, è il segno inequivocabile di una autentica moralità. Un cuore puro è la misura della santità. Il Vangelo giustamente sottolinea l’importanza dell’intenzione che sta alla base del nostro agire. Non pochi peccati si consumano nell’intimo di noi stessi, dove soltanto Dio vede. Chi può conoscere le invidie, le gelosie, le mormorazioni, i pensieri malvagi, le maledizioni e cose di questo genere che fermentano nel cuore, inquinandolo, senza che poi si esprimano all’esterno? Caro amico, prima ancora del tuo comportamento esterno, al quale tieni per essere approvato dagli uomini, sorveglia i pensieri e sentimenti presenti nel tuo cuore, che Dio vede e giudica e preoccupati che siano sempre limpidi e irreprensibili.

La legge morale è una e immutabile
Oggi si ama parlare di pluralismo etico e di evoluzione della morale sono affermazioni che nascondono la volontà degli uomini di stabilire loro, secondo i propri criteri e le proprie convenienze, ciò che è bene e ciò che è male.

In realtà esiste una sola legge morale, le cui tracce sono presenti nelle varie culture dell’umanità, ed è quella dei dieci comandamenti essa è impressa nella ragione umana, la quale, se non si lascia offuscare dalle passioni, è ben capace di riconoscerla. Non può esistere una parte del mondo in cui l’adulterio sia un bene e un’altra in cui sia male.

Allo stesso modo occorre affermare che non esiste una evoluzione della morale. Ciò che era male ieri, lo è anche oggi la violazione di uno solo dei comandamenti sarà sempre male, fino alla fine del mondo.

Di qui la necessità della fedeltà, specialmente da parte di chi deve custodire e insegnare la legge di Dio. Oggi, come ieri, abbiamo bisogno di voci, come quelle del Battista, che sappiano dire: “Non ti è lecito!”.

La legge di Dio è santa
Ciò che colpisce nel Decalogo e nell’approfondimento che ne ha fatto Gesù nel discorso della montagna, è il suo altissimo ideale di perfezione. In  nessun’altra cultura umana e in nessun’altra religione potresti trovare una proposta morale così pure ed elevata. Si tratta veramente di una moralità di origine divina, alla quale gli uomini da soli non darebbero mai pervenuti.

Dobbiamo confessare dall’intimo del cuore che la legge di Dio è santa e conduce alla santità. L’uomo di buona volontà ha davanti a sé un cammino sicuro, che lo porta alla piena realizzazione di se stesso, nel perfetto amore per Dio e per il prossimo.

Non avere esitazioni, caro amico. Viviamo in tempi in cui gli uomini ingannano se stessi, proclamando abolita o superata la legge di Dio. Ma intanto si degradano nei vizi e nella schiavitù del male. Tu segui il cammino che Gesù ti indica e farai l’esperienza di una particolare beatitudine, di cui parla il salmista: “Beato è l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore”.

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La santità del perdono

Posté par atempodiblog le 6 février 2020

La santità del perdono
di padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Messaggio del 25 gennaio 2020 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje

“Cari figli!
Oggi vi invito a pregare ancora di più finché nel vostro cuore sentiate la santità del perdono. Nelle famiglie ci deve essere la santità perché figlioli, non c’è futuro per il mondo senza amore e santità, perché nella santità e nella gioia voi vi donate a Dio Creatore il quale vi ama con amore immenso. Per questo mi manda a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La santità del perdono dans Apparizioni mariane e santuari Gospa-Medjugorje

Trascrizione del commento di padre Livio Fanzaga al messaggio della Regina della Pace dato a Marija il 25 gennaio 2020

Questo messaggio della Regina della Pace è molto breve, però contiene  concetti fondamentali e va interpretato guardando alle parole che vengono usate.
La Madonna dice la parola “santità” per ben quattro volte, quindi certamente questo è il concetto che Le sta più a cuore.
Tuttavia il messaggio inizia con l’invito a pregare di più e la Madonna rinnova questo invito quasi in ogni messaggio e il 25 luglio 2019 ha detto: “la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte”.
Pregare è fondamentale perché nella preghiera incontriamo Dio e facciamo l’esperienza del Suo amore, nella preghiera vediamo noi stessi nella Luce di Dio e prendiamo anche le decisioni fondamentali della nostra vita.
La Madonna sa che, se invita alla santità, rischia di trovare in noi un certo scetticismo, perché pensiamo a persone che fanno digiuni, sacrifici, fanno cose straordinarie, fanno addirittura miracoli! E questo tipo di santità non è alla portata di tutti.
La santità è invece un’opzione possibile anche a quelli che vivono nel mondo, qualsiasi età abbiano, come Lei ha detto:“a qualsiasi età, potete iniziare a diventare Santi”.
Allora la Madonna ci invita, come primo passo, a crescere nella preghiera per chiedere il contatto con Dio, l’esperienza del Suo amore.

Dunque dobbiamo sostare nella preghiera, vivere nella preghiera finché in noi nasca il desiderio di essere Santi, di piacere a Dio, di essere puliti, di avere un cuore aperto al Suo amore, di essere tutti Suoi.
Questo desiderio deve nascere in noi, perché finché non c’è questo desiderio, tutti gli inviti a diventare santi, rischiano di essere come quei semi che cadono sulle pietre e non fruttificano.
In questo messaggio la Madonna vuol parlare di un tipo particolare di santità che è alla portata di tutti e che è importante, soprattutto nella vita quotidiana: la Santità che consiste nella capacità di perdonare.
È bellissima questa espressione della Madonna “la santità del perdono”.
E la Madonna fa riferimento alla santità delle famiglie che consiste nel far sì che nelle famiglie ci sia la capacità di perdonare. 

Perché la Madonna insiste sulla santità del perdono nelle famiglie?
Perché oggi le famiglie si dividono.
Ci sono tante famiglie che cominciano bene, ma dopo un po’ si sgretolano, si rovinano, perché? 
Perché iniziano le incomprensioni, le ripicche, incominciano le vendette, si rompe quel rapporto meraviglioso che è l’amore tra lo sposo e la sposa e arriva il momento in cui uno dei due chiede la separazione.
Ma prima di arrivare a questo c’è una fase di degrado dei rapporti quotidiani, degrado del dialogo, della comprensione, dell’aiuto reciproco.
Nelle famiglie ci saranno sempre tensioni e incomprensioni, fa parte della natura umana e anche alla diversa psicologia tra l’uomo e la donna, allora ci vuole sempre una grande capacità di accettazione reciproca, ma soprattutto una grande capacità di capire e di perdonare.
Mai chiudere la giornata voltandosi le spalle, non dandosi la “buonanotte”, e mai incominciare la giornata come estranei, uno mangia da una parte e l’altro dall’altra e neanche ci si saluta, neanche ci si dice “buongiorno”.

E l’invito della Madonna è questo: “vivete la santità familiare”, sempre disposti a perdonare chiedendo il perdono reciproco.

Bisogna essere capaci di chiedere perdono anche quando si pensa di aver ragione, perché molte volte manca chi fa il primo passo.
Fai tu il primo passo, così rompi i muri della separazione e in questo modo impediamo al demonio di operare, impediamo al demonio di rompere i rapporti tra lo sposo e la sposa, fra i genitori e i figli e anche fra i fratelli.
La capacità di perdonare, di non fare ripicche, di non farla pagare, di non indurire il cuore è fondamentale per evitare la disgregazione delle famiglie.
Poi la Madonna passa dalle famiglie al mondo e nel messaggio del 25 novembre 2019 ha detto: “i cuori sono pieni di odio e di gelosia”.
Quindi questa santità del perdono, che deve cominciare nella vita familiare, deve poi estendersi in tutti i rapporti umani, nei rapporti tra le nazioni, non deve vigere la legge “occhio per occhio, dente per dente”, tu lanci un missile, io te ne lancio due, in questo modo si va verso la guerra.
Ci vuole lungimiranza, intelligenza, ci vuole quella superiorità spirituale per saper dire “soprassiedo, non è necessario farla pagare”.
Nella Bibbia Dio perdona e ritira tutti i castighi che aveva promesso, basta che il popolo si penta, il perdono di Dio richiede il nostro pentimento.
Nell’evento cristiano Gesù si fa Agnello di Dio che espia i nostri peccati per nostro amore, e, dopo la morte in Croce, dopo aver versato il suo sangue col quale ci lava, appare nel Cenacolo agli Apostoli risorto e dice: “ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi”.

Il Cristianesimo è l’unica religione che ha come chiave fondamentale il perdono, il perdono che Dio dà a noi e il perdono che noi dobbiamo dare agli altri, ed è in questo modo, dice la Madonna, attraverso il perdono che vi date tra di voi, che voi assicurate il futuro al mondo.
Noi pensiamo che il futuro è messo in forse dai cambiamenti climatici, è messo in forse dalle armi atomiche, dalle armi chimiche e batteriologiche, certamente, ma la Madonna ci porta a un piano superiore, e ci dice che il futuro del mondo è messo in forse dall’odio, dalla cattiveria, dalla vendetta e che noi possiamo assicurare il futuro del mondo con la santità del perdono, la santità dell’amore, in modo tale che la gioia e l’amore prendano il sopravvento.

La Madonna ci chiama a lavorare sul nostro cuore.
Nel nostro cuore ci sono tanti virus pericolosi: la gelosia, l’invidia, la vendetta, “gliela faccio pagare”, “gli faccio vedere io chi sono”, tutte cose che poi portano alle tragedie.

Possiamo guarire con la preghiera, nella preghiera abbiamo l’amore di Dio e, con la consapevolezza che Dio ci perdona, noi facciamo lo stesso nelle nostre famiglie e nei rapporti umani.
E così si assicura il futuro del mondo attraverso il perdono.
Attraverso la preghiera riscopriamo il desiderio di santità, riscopriamo l’importanza del perdono in un mondo che, dice la Madonna, è in guerra perché i cuori sono pieni di odio e di gelosia.      

Che grazia immensa avremmo, se prendessimo la Madonna come Madre e Maestra: andremmo veloci nel cammino di santità. 

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