Il Santo Rosario è l’arpa dell’anima

Posté par atempodiblog le 1 mai 2014

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Gesù all’anima:

Il Santo Rosario è l’arpa dell’anima, i grani della corona sono corde che si toccano e vibrano in toni diversi e melodiosi, secondo il mistero che si contempla.

Tono dolce nei misteri gaudiosi, arpeggi che si snodano sulla tonalità del mistero.

Tono flebile nei misteri dolorosi: accordi in sordina nell’orazione mia nell’orto; accordo di strappi multipli nella flagellazione; accordi pizzicati nella coronazione di spine; accordi striscianti come gemiti nella condanna a morte e nel peso della Croce; accordi tremolanti, nelle corde acute, e cambi di toni, come singulti, nella mia crocifissione e nella mia morte.

Arpeggi di amore, nei misteri gloriosi. Le dita toccano i grani della corona e l’anima esulta nel mio trionfo.

[...] Accordi vibranti come guizzi di fiamme nei toni dell’Infinito Amore che si dona, e toccando le intime fibre dell’anima degli Apostoli, li muta in suoni invitanti alla vita di pace.

Da una lettera di P. Dolindo a E. C., Napoli, 30 luglio 1961
Tratto da: Riflessioni sul Santo Rosario di Maria

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Coltivare la devozione a Maria nella propria famiglia

Posté par atempodiblog le 1 mai 2014

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Gesù all’Anima:

Coltiva la devozione a Maria nella tua famiglia se vuoi che cresca santamente.
Raccogli tu i tuoi figli nella preghiera e nella recita del santo Rosario.
Con affettuoso garbo materno fa loro sentire la bellezza della preghiera comune.
Non essere mai irruente e dura, perché questo non giova, figlia mia, anzi disorienta.
Con la pace e la dolcezza si ottiene assai più che con l’irruenza e gli scatti.
Tu sei facile ad agitarti ed a smarrirti…
No, figlia mia, abbi fiducia in me, ricorri a me e tutto si accomoda.
Ti benedico

Da una immaginetta del 15 novembre 1946 scritta dal Padre Dolindo Ruotolo alla Signora Immacolata Vasaturo

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Prendiamo in mano il Rosario

Posté par atempodiblog le 30 avril 2014

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Il mese di Maggio appartiene in modo speciale alla Madonna, che ci invita a viverlo con Lei recitando il Santo Rosario. Nella apparizioni di Lourdes, Fatima e Medjugorje la Madonna ci ha invitato a prendere in mano la corona del Rosario, per vincere le grandi battaglie della vita e della storia.

Perché il Rosario è così importante? La risposta in fondo è semplice. Recitando il Rosario noi ci uniamo alla Madonna e preghiamo con Lei, per le sue intenzioni e per i nostri bisogni. La bellezza del Rosario consiste nel fatto che rendiamo presente Maria, la quale unisce la nostra preghiera alla sua, come a Lourdes, quando Bernadette recitava il Rosario e la Madonna sfilava i grani della corona.

“Cari figli, vorrei che la gente pregasse con me e che ogni giorno recitasse il Rosario”. “Oggi vi invito a recitare il Rosario con fede viva, così potrò aiutarvi. Il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia”. “Quando siete stanchi e malati e non sapete il senso della vostra vita, prendete il Rosario e pregate”. La Regina della pace è instancabile nell’invitarci al Rosario, col quale guardiamo a Gesù con gli occhi della Madre e ci rivolgiamo a Lui con la sua fede e il suo amore. La Madonna ci invita a recitare il Rosario tutti insieme in famiglia: “Chiedo alla famiglie della parrocchia di recitare il rosario in famiglia”. È in questo modo che la Santa Vergine aiuta le famiglie a superare le difficoltà che incontrano ogni giorno e a rimanere unite e salde nella fede. Il Rosario protegge le famiglie dalle insidie del demonio, dissolve le incomprensioni e assicura la pace. Grazie al Rosario quotidiano la Madonna prende dimora nelle famiglie e le protegge. Invitiamo i nostri ascoltatori a partecipare alla recita del Rosario in famiglia ogni sera alle 20:30.

di Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria
Tratto da: Il giornalino di RM

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Si sceglierà i suoi apostoli

Posté par atempodiblog le 28 avril 2014

Si sceglierà i suoi apostoli dans Fede, morale e teologia 1iy7tt

San Luigi di Montfort, grande devoto della Madonna, ci ricorda che verrà il tempo in cui Maria si sceglierà i suoi Nuovi Apostoli, gli Apostoli della Nuova Era: Sì, Dio vuole che la sua Santa Madre sia conosciuta, amata e o­norata ora più che mai. Ciò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo i predestinati entrano nella pratica interiore e perfetta della devozione che ma­nifesterà loro. Allora conosceranno le grandezze di que­sta Sovrana e si consacreranno interamente al suo servi­zio. Allora sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo.
Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria? Sa­ranno fuoco ardente, ministri del Signore, che metteran­no dappertutto il fuoco del Divino Amore. Porteranno nel cuore l’olio dell’amore, l’incenso del­la preghiera nello spirito e la mirra della mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon odore di Gesù Cristo per i poveri e per i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi.
Senza attaccarsi a nulla, né stupirsi di nulla, né metter­si in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno dentro il peccato, gri­deranno contro il mondo, colpiranno di fronte il diavolo e i suoi seguaci. Lasceranno, al loro passaggio di predicato­ri, soltanto l’oro della carità che è il pieno compimento del­la legge… Ma quando avverrà tutto questo? Dio solo lo sa. Compito nostro è di tacere, pregare ed attendere”.

FIORETTO: Anch’io posso unirmi spiritualmente a questi apostoli della Nuova Era pregando, facendo qualche pic­cola penitenza e aiutando i bisognosi.

GIACULATORIA: Maria, infiamma il mio cuor con la for­za del tuo amor”.

Fonte: Viviamo maggio con Maria – Sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani)

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Novena a Nostra Signora delle Vittorie

Posté par atempodiblog le 28 avril 2014

Un giorno di maggio del 1883, a Lisieux, il beato Luigi Martin – padre di Teresa – chiese che fosse celebrata nella Basilica di Nostra Signora delle Vittorie una novena di messe per la figlia, gravemente malata. Teresa aveva dieci anni e anche lei “si era rivolta alla Madre del Cielo; la pregò con tutto il cuore di avere finalmente pietà di lei…”. Dopo essere stata guarita in un istante dal sorriso della Vergine, dirà: “Ci voleva un miracolo e fu Nostra Signora delle Vittorie che lo fece”.

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Novena a Nostra Signora delle Vittorie

Vergine Maria,

Voi che un tempo avete guarito con un sorriso colei che sarebbe diventata santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo, degnateVi ancor oggi di ascoltare le nostre insistenti richieste.

Sollecito la misericordia di Vostro Figlio per … (esporre l’intenzione di preghiera: per una guarigione, una riconciliazione, la mia conversione o quella di un’altra persona, ecc.). Confido fermamente nella bontà del Vostro Cuore Immacolato che ha pietà di tutte le sofferenze umane.

So che accoglierete la mia richiesta, se è conforme alla volontà del Divin Padre, poiché non avete abbandonato Gesù ai piedi della Croce e che Egli vi ha proclamato nostra Madre.

Amen

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Cinque Ave in onore delle cinque lettere del Nome di Maria

Posté par atempodiblog le 28 avril 2014

Cinque Ave in onore delle cinque lettere del Nome di Maria dans Citazioni, frasi e pensieri 27xdwuw

“Figliuoli, chi è devoto della Beatissima Vergine è quasi impossibile che non si salvi”, ripeteva Giuseppe da Calasanzio e insegnava ai fanciulli che la sera prima di mettersi a letto s’inginocchiassero e con le braccia in croce dicessero cinque Ave in onore delle cinque lettere del Nome di Maria.

di Padre Vincenzo Talenti

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Novena mariana di maggio

Posté par atempodiblog le 22 avril 2014

Novena mariana di maggio
del beato Giustino Maria della SS. Trinità Russolillo

Novena mariana di maggio dans Don Giustino Maria Russolillo Maria-Regina

O SS. Maria, Vergine Madre di Dio! Ti contempliamo e veneriamo, nella gloria dei privilegi, delle dignità, delle missioni di cui ti ha ornata la SS. Trinità, e tu sola, o SS. Maria, hai fatto fiorire in Te da ogni grazia abituale e attuale, una stella meravigliosa di gloria alla SS. Trinità!

Noi desideriamo nella divina grazia, far fiorire nel nostro cuore, da ogni dono che il Signore ci ha fatto, come una rosa di amore per offrirla a te perché la offra alla SS. Trinità, e ci ottenga che tutte poi portino nella nostra vita frutto di Spirito Santo nell’imitazione filiale Tua.

O SS. Maria, vergine madre di Dio! Accogli l’omaggio della nostra corona quotidiana e ottienici di presentartela sempre più bella e viva, sempre più meritoria di vita eterna, così da poter essere offerta, deposta avanti al trono di Dio nel culto dei cieli, tra quelle degli angeli e santi della corte dell’Agnello.

Ottienici che ogni posta del nostro rosario, sia una battaglia e una vittoria contro il nemico intraveduto in un difetto particolare, sia una battaglia e una conquista per il regno dei cieli intraveduto in una virtù particolare, sicché la commemorazione di ogni mistero gaudioso, doloroso, glorioso e ci sia fruttuosa nella verità.

O SS. Maria, vergine madre di Dio, ecco, ci raccogliamo intorno a Te, e viviamo con Te, la Tua vita!

Sii per noi, sebbene tanto immeritevoli, la mediatrice di tutte le grazie, l’ausiliatrice di tutte le anime, la Regina di tutti i santi, la Madre del bell’Amore!

Facci santi, o Maria, nella verità e nella carità!

Ci raccogliamo intorno a Te a pregare con Te, a partecipare del Tuo spirito di preghiera! Sia un cenacolo, o Regina degli apostoli, ogni oratorio che Ti si forma attorno, e Tu fa’ discendere su noi, su tutti, lo Spirito Santo che ci trasformi in grandi apostoli di Gesù Cristo, in perfetti religiosi di Dio secondo Gesù Cristo!

Ecco, o SS. Maria, o vergine madre di Dio, noi ogni giorno Ti supplichiamo specialmente per la grazia della santa morte! O Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Trionfatrice dell’inferno, donaci la vittoria su ogni tentazione e illusione, su ogni assedio e assalto, su ogni insidia del nemico, in ogni ora della vita.

Dacci quella morte santa che sia la corona di una vita santa, tutta progressi spirituali, o Regina delle virtù, tutta fedeltà allo Spirito Santo, o Madre del buon divino consiglio, tutta fervore di Eucaristia o nostra Signora del SS. Sacramento, tutta corrispondenza all’amore di Dio, o nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù.

O S. Giuseppe, vergine sposo di Maria, vergine padre di Gesù, ottienici la perfetta devozione a Maria, e per essa la perfetta unione con Gesù, nostra via, verità e vita. Amen.

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Nella visitazione di Maria ricevo quella di Gesù

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

Nella visitazione di Maria ricevo quella di Gesù dans Citazioni, frasi e pensieri Magnificat

“Tu mi porti Gesù, nella Tua santa visitazione, ricevo quella di Gesù, vieni e resta sempre con me, Santa Maria” .

Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Offerta del cuore a Maria

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

Offerta del cuore a Maria dans Don Dolindo Ruotolo madonnamaggioges

L’anima: O Maria, o Madre mia cara, sono giunta alla fine del tuo mese, e mi sento nel cuore un rammarico: in questo tempo mi affidai a te, e tu, da buona Mam­ma mia, mi conducesti per mano e mi inse­gnasti tante verità. Ora che è terminato il mese mi pare quasi di rimanere abbando­nata a me stessa. Sono inesperta, debole, miserabile, ho bisogno sempre di te, Mam­ma mia, e perciò Ti affido e Ti consacro tutto il mio cuore.
Eccolo, lo metto nelle Tue mani, lo affido alla Tua misericordia. Lo accetti Tu, o buona Mamma? Io Te lo do senza riserve, perché so bene che dandolo a Te lo do a Dio. Tu sei mediatrice tra Lui e la creatura, Tu sei l’Avvocata dei poveri peccatori, Tu sei la speranza nostra!

La Madonna: Vieni, o mia piccola figlia, io Ti ricevo e Ti accolgo nel mio Cuore. Qui è il tuo rifugio, il tuo asilo di pace; Io ti suggello in esso… Vieni a Me! Questo Mio Cuore è la via del Cielo; Io ti faccio passare per Me per condurti un giorno in seno a Dio. Confida in Me, confortati. Passerà il tuo esilio penoso, e ti accompagnerò Io stessa nella Patria celeste.

Il mese di Maggio è terminato, ma non è terminato il Mio amore per te: Io ti be­nedico. Vivi in pace, in comunione con Gesù Eucaristia, vivi una vita di rassegnazione alla Volontà di Dio, di preghiera e di ca­rità; fuggì il peccato, ama la virtù… un giorno Mi vedrai in Cielo e finiranno tutte le tue ansietà e le tue pene. Amen.

Giaculatoria: Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza mia.

Fioretto: Passate questo giorno in atto di fiducia incondizionata a Maria.

di Don Dolindo Ruotolo
Una profonda riforma del cuore alla scuola di Maria – Casa Mariana

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Alla SS. Trinità per Maria

Posté par atempodiblog le 26 mai 2013

Alla SS. Trinità per Maria dans Citazioni, frasi e pensieri Maria-e-la-Trinit

Frequenta le tre Persone, Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. E per arrivare alla Trinità Beatissima, passa attraverso Maria.
Forgia, 543 

Come piace agli uomini sentirsi ricordare la loro parentela con personaggi della letteratura, della politica, delle armi, della Chiesa…!
—Canta davanti alla Vergine Immacolata e ricordale: ave Maria, Figlia di Dio Padre; ave Maria, Madre di Dio Figlio; ave Maria, Sposa di Dio Spirito Santo… Più di te, soltanto Dio!
Cammino, 496

di San Josemaría Escrivá de Balaguer

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Per ottenere le grazie da Dio

Posté par atempodiblog le 26 mai 2013

Per ottenere le grazie da Dio dans Citazioni, frasi e pensieri San-Filippo-Neri

“Sappiate, figliuoli, e credete a me, che lo so: non vi è mezzo più potente ad ottenere le grazie da Dio che la Madonna Santissima”.

San Filippo Neri

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Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice

Posté par atempodiblog le 24 mai 2013

Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice
In preparazione alla consacrazione della chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, don Bosco pubblicò come fascicolo del mese di maggio un libretto dal titolo: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice. In esso esponeva le ragioni teologiche, storiche e contingenti che motivavano…
di Don Pierluigi Cameroni – Salesiani Don Bosco, Casa Madre Torino-Valdocco

Don Bosco apostolo e teologo popolare dell’Ausiliatrice dans Fede, morale e teologia JMHZ4468

Com’è noto, gli anni 1862-68 furono cruciali per la religiosità mariana di don Bosco. Nonostante la fondazione della compagnia dell’Immacolata tra i suoi giovani nel 1855, nonostante avesse pubblicato nel 1858 Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata, le sue preferenze dopo il 1862 si concentrarono in modo dominante e definitivo sul titolo mariano Auxilium Christianorum. Iniziata nel 1865 la costruzione della chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, l’edificio sacro fu portato a compimento e solennemente consacrato il 9 giugno 1868.

In preparazione a quell’evento don Bosco pubblicò come fascicolo del mese di maggio delle Letture cattoliche un libretto dal titolo: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice.

In esso esponeva le ragioni teologiche, scritturistiche, storiche e contingenti che motivavano la scelta di quel titolo. Le argomentazioni erano compendiate nelle pagine introduttive. Attingendo all’apologista francese Auguste Nicolas e citando espressamente l’autorità di Mons. Parisis, arcivescovo di Parigi, don Bosco asseriva che era ormai la Chiesa stessa a volere «negli ultimi tempi segnalare il titolo di Auxilium Christianorum»; si era infatti in un’epoca di «crisi straordinarie»: «Il bisogno oggi universalmente sentito di invocare Maria non è particolare, ma generale; non sono più tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da conservare [...].

Ma è la stessa Chiesa Cattolica che è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli». Appunto per questo, aggiungeva don Bosco, «per meritarsi una speciale protezione del Cielo [...] si ricorre a Maria, come madre comune, come speciale ausiliatrice dei re e dei popoli, come cattolici di tutto il mondo». In quei medesimi anni don Bosco aveva moltiplicato i fascicoli delle Letture cattoliche che ragguagliavano sulle grazie straordinarie ottenute invocando Maria aiuto dei cristiani; aveva introdotto nei suoi oratori e collegi la nuova effigie e il nuovo culto; aveva fondato nel 1869 l’Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice; aveva indotto a denominare la pratica pia del mese di maggio come mese di Maria Ausiliatrice. A Mornese, in diocesi di Acqui, Maria Domenica Mazzarello e altre giovani, già associate nell’Unione di Maria Immacolata, aderiscono a don Bosco e danno origine alla congregazione femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

L’invocazione e il culto dell’Ausiliatrice diventavano distintive di don Bosco e delle sue opere che andavano ormai dilatandosi fuori d’Italia, in Europa e in America. Il fatto che l’Ausiliatrice nel sentire comune della gente del popolo figuri come “La Madonna di don Bosco” è dovuto oltre all’attività taumaturgica del santo, alle sue fondazioni ed opere, anche alla sua produzione letteraria specificatamente mariana. Infatti non appena don Bosco avvertì che la devozione e il titolo dell’Ausiliatrice andava sempre più diffondendosi, volle accompagnare tale fatto offrendo contributi teologici e storici.

Fermo al principio di “illuminare le menti per rendere buono il cuore e di popolarizzare quanto si può la scienza”, ideò e condusse a termine nello spazio di un decennio la pubblicazione di sei operette che in ordine di tempo sono: Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice (1868). Rimembranza di una solennità in onore di Maria Ausiliatrice (1868). Associazione de’ divoti di Maria Ausiliatrice canonicamente eretta nella chiesa a lei dedicata in Torino con ragguaglio storico su questo titolo (1869). Nove giorni consacrati all’Augusta Madre del Salvatore sotto il titolo di Maria Ausiliatrice (1870). Maria Ausiliatrice col racconto di alcune grazie ottenute nel primo settennio dalla Consacrazione della Chiesa a Lei dedicata in Torino (1870). La Nuvoletta del Carmelo ossia la Devozione a Maria Ausiliatrice premiata di nuove grazie (1877). Non si tratta di opere scientifiche, né propriamente di divulgazione teologica, ma come emerge dai titoli di una teologia e di una storia popolare del titolo “Auxilium Christianorum”.

Questi umili opuscoli, di cui l’espressione più matura è Maraviglie della Madre di Dio, rappresentano il primo riuscito tentativo di una riflessione e giustificazione della dottrina concernente il culto a Maria Ausiliatrice. Attraverso la propagazione di tale titolo emerge da un lato la mediazione ecclesiale di Maria, tipica della coscienza cattolica italiana di quel tempo, dall’altro si impone la dimensione popolare del carisma salesiano, che mediante la devozione all’Ausiliatrice traccia un cammino di educazione alla fede per il popolo, valorizzando i contenuti della religiosità popolare e orientandoli verso la saggezza evangelica. Come già accennato è in particolare il trattatello delle Maraviglie della Madre di Dio a indicare le basi storiche e teologiche delle convinzioni e della missione di don Bosco.

Un primo livello sono le prove e le argomentazioni teologiche fondate su basi bibliche e patristiche. Ciò che colpisce è che la fatica fatta da don Bosco ci guida molto bene nello sviluppo degli enunciati fondamentali che desidera comunicare: al centro vi è la convinzione che “La più splendida prova che Maria è aiuto dei Cristiani noi la troviamo sul monte Calvario… Maria pertanto diventando nostra madre sul monte Calvario, non solo ebbe il titolo di aiuto dei cristiani, ma ne acquistò l’uffizio, il magistero, il dovere. Noi abbiamo dunque un sacro diritto di ricorrere all’aiuto di Maria. Questo diritto è consacrato dalla parola di Gesù e garantito dalla tenerezza materna di Maria. Ora che Maria abbia interpretato l’intenzione di Gesù Cristo in croce in questo senso e che Egli la facesse madre ed ausiliatrice di tutti i cristiani lo prova la condotta che essa tenne di poi”. Da ciò ne consegue “affinché la gloria di Maria potesse estendersi a tutte le generazioni e avessero a chiamarla beata, bisognava che qualche benefizio straordinario e perenne venisse da Maria a tutte queste generazioni; cosicché essendo perpetuo in esse il motivo di loro gratitudine fosse ragionevole la perpetuità della lode. Ora questo benefizio continuo e mirabile non può esser altro che l’aiuto che Maria presta agli uomini. Aiuto che doveva abbracciare tutti i tempi, estendersi a tutti i luoghi, ad ogni genere di persone”.

L’argomentazione teologica è integrata da quella storica: “Un’esperienza di diciotto secoli ci fa vedere in modo luminosissimo che Maria ha continuato dal cielo e col più gran successo la missione di madre della Chiesa ed ausiliatrice dei cristiani che aveva incominciato sulla terra”. E don Bosco con la sua spiccata sensibilità storica narra una numerosa serie di interventi di Maria a favore della Chiesa, in particolare le sue manifestazioni in difesa della Chiesa e del papato, sia dagli attacchi esterni, sia da quelli interni con le lacerazioni provocate dalle eresie e dagli scismi, che corrompono la fede e attaccano la comunione. Davvero Maria è “Magnum in Ecclesia praesidium: Grande presidio nella Chiesa”. Da tali racconti emerge una grande visione della storia che esalta, nella luce della fede, la mediazione materna dell’Ausiliatrice intimamente associata all’opera della redenzione e alla missione salvifica della Chiesa.

Insieme alle prove teologiche e storiche don Bosco accenna ad argomentazioni di natura liturgica, ad espressioni legate alla pietà popolare, a fatti taumaturgici e in particolare a due dipinti presenti nella basilica di Valdocco da lui ispirati e voluti, espressione plastica delle sue convinzioni. Il primo è la grande tela del Lorenzone da tutti conosciuta e che già abbiamo commentato. Il secondo, meno noto, è un affresco del Rollini suggerito da don Bosco per la volta della cappella di San Francesco di Sales. Sotto il globo del mondo su cui è posto un ostensorio col SS. Sacramento è rappresentato l’Arcangelo Michele che scaccia e disperde l’errore e l’eresia: “la Riforma in figura di donna, che al vedere gli angeli riverenti, i quali adorano il SS. fugge spaventata portando nell’una mano la bibbia adulterata e abbandonando dall’altra, quali armi spuntate, la maschera dell’ipocrisia e le monete corruttrici, con cui tenta di recar guerra al SS. Sacramento; 2° il Materialismo in figura d’uomo di forme atletiche, il quale stringendo una fiaccola accesa onde portare incendio e distruzione dovunque passa la Riforma, esso pure è rovesciato dall’angelo, e rotolando dall’alto sembra si stacchi dalla volta per piombare a capofitto sul pavimento”. In conclusione “Don Bosco non scrive con la penna del teologo, ma con il fervore del santo ed del fondatore. Scrive sotto la sua esperienza di Maria e del suo amore personale per Lei. Intimamente consapevole di quanto la Madonna fosse stata presente e determinante come Madre e Maestra nell’itinerario della sua vocazione e missione, egli è mosso dal profondo stupore di sperimentare quanto sia potente ed efficace l’intercessione e l’intervento dell’Ausiliatrice…

L’intento di Don Bosco è quello di accreditare la verità del titolo mariano di Ausiliatrice e di raccomandarlo alla venerazione del popolo di Dio, attestandone la prodigiosa efficacia nella vita della Chiesa e nella sua esperienza carismatica. Sotto il profilo teologico, il tema è quello di Maria come Mediatrice di grazia, ma le specificazioni legate al titolo di Ausiliatrice non sono irrilevanti. Non sarà difficile mostrare come la devozione all’Ausiliatrice non sia semplicemente legata alle circostanze storiche in cui Don Bosco è vissuto, ma si estenda ad ogni epoca, particolarmente la nostra, profondamente segnata dal divorzio fra fede e cultura, un’epoca in cui gli uomini sembrano non avere più antenne per Dio e in cui Dio sembra non avere più peso nella vita degli uomini. Così si esprime Papa Benedetto XVI: «Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più»”.

Preghiera
O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell’ora della morte
accogli l’anima nostra in Paradiso!
Amen

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Mettiti in cammino con Maria e non aver paura, con Lei imparerai a pregare.

Posté par atempodiblog le 21 mai 2013

Mettiti in cammino con Maria e non aver paura con Lei imparerai a pregare.
del card. Angelo Comastri – Novena a Maria

Mettiti in cammino con Maria e non aver paura, con Lei imparerai a pregare. dans Cardinale Angelo Comastri eprbj5

Oggi molti non credono più nella preghiera: pensano che sia inutile, pensano che sia sterile, pensano che sia tempo sprecato. F. Nietsche è arrivato a lanciare una velenosa provocazione, quando ha detto: “è vergognoso pregare!”.

Certamente per chi crede soltanto nell’orgoglio… è vergognoso pregare! Per chi toglie l’orizzonte dell’eternità e mutila la vita privandola di un futuro al di là di questa vita… è vergognoso pregare! Per chi crede di essere “Dio” e di aver preso il posto di “Dio”… è vergognoso pregare!

Ma chi sente la fragilità della vita, chi avverte il bisogno di una luce che dia senso all’esistenza, chi capisce che dietro il sole e la luna e le stelle e i fiori e i monti e il mare… c’è un Creatore amante della vita e desideroso di trasmettere a tutti la sua infinita gioia, la preghiera è come il respiro che dà ossigeno all’anima e fa correre senza paura nelle strade contorte della vita quotidiana.

Ma soprattutto chi ha incontrato Maria… non può più smettere di pregare. Maria è la donna che ha sentito, più di tutti, il fascino di Dio e la sua esistenza è arrivata a lambire l’Eterno, l’Infinito, l’Onnipotente.

Maria, più di ogni altra creatura, ci può insegnare a pregare: amichevolmente ti consiglio di lasciare che la sua mano materna prenda la tua mano e ti accompagni nel viaggio che porta tra le braccia di Dio: braccia che ti aspettano per darti l’abbraccio che ti manca e che, senza saperlo, desideri da sempre.

Mettiti in cammino con Maria e non aver paura: con Lei imparerai a pregare.

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13 maggio 1944, la Regina della famiglia appare a Ghiaie di Bonate

Posté par atempodiblog le 13 mai 2013

Padre Angelo M. Tentori: “tremenda attualità dei messaggi della Madonna delle Ghiaie”
La Madonna clandestina Regina della famiglia

Il 13 maggio è l’anniversario delle apparizioni della Madonna di Fatima. Anche in Italia il 13 maggio si ricorda un’apparizione, quella della Madonna delle Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo. L’apparizione non e’ ancora stata riconosciuta dalla Chiesa ma ogni giorno migliaia di pellegrini vanno a pregare alla Cappella…
di Raffaella Frullone
Tratto da: Don Bosco Land

13 maggio 1944, la Regina della famiglia appare a Ghiaie di Bonate dans Apparizioni mariane e santuari Ghiaie-di-Bonate

Oggi, 13 maggio, la Chiesa ricorda le apparizioni della Madonna di Fatima, ma in Italia c’e’ qualcuno che ricorda la “Fatima italiana” ovvero le apparizioni avvenute in località Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, nel maggio 1944 e mai riconosciute dalla Chiesa.

Il giudizio espresso nei confronti delle apparizioni, firmato dall’allora Vescovo Adriano Bernareggi, è sospensivo e si esprime con la formula “costa che non”. Non essendo il giudizio definitivo c’è sempre la possibilità che il caso venga riaperto e le apparizioni possano essere riconosciute, possibilità alla quale si appellano le migliaia di fedeli che ogni giorno, da ogni parte d’Italia, accorrono a Ghiaie a pregare, nonché diversi gruppi di sostegno alle apparizioni che si sono formati nel corso degli anni,  alcuni mariologi e sacerdoti, storici, studiosi.

Al momento dalla curia di Bergamo non giungono segnali che possano fare pensare ad una  riapertura del caso. Tuttavia negli ultimi due anni le richieste dei fedeli e dei gruppi di devoti si sono fatte più pressanti poiché alla guida della Diocesi è c’è Monsignor Francesco Beschi, arrivato da Brescia, che ha preso il posto di Monsignor Roberto Amadei, bergamasco e da molti considerato troppo legato ai sacerdoti che avevano emesso il “giudizio sospensivo”, o comunque erano coinvolti nella vicenda, per poterne sconfessare l’operato.

Le apparizioni risalgono al 1944, in piena guerra. Adelaide, la piccola veggente, ha soltanto 7 anni quando, mentre sta raccogliendo fiori con due amiche, viene sorpresa da una luce che scende verso di lei. Lentamente la luce si fa sempre più grande fino a farle scorgere la Sacra Famiglia. Scriverà Adelaide «Le tre persone erano avvolte in tre cerchi ovali di luce e rimasero sospese nello spazio poco distante dai fili della luce. La Signora, bella e maestosa, indossava un vestito bianco e un manto azzurro; sul braccio destro aveva la corona del Rosario composta da grani bianchi; sui piedi nudi aveva due rose bianche. Il vestito al collo aveva una finizione di perle tutte uguali legate in oro a forma di collana. I cerchi che avvolgevano le tre persone erano luminosi con sfumature di luce dorata. Al primo momento ebbi paura e feci per scappare, ma la Signora mi chiamò con voce delicata dicendomi: “Non scappare ché sono la Madonna!”. Allora mi fermai fissa a guardarla, ma con senso di paura. La Madonna mi guardò, poi aggiunse: “Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera: prega bene e ritorna in questo luogo per nove sere sempre a quest’ora”».

Questa è la prima delle 13 apparizioni ad Adelaide alle Ghiaie di Bonate. La Madonna apparirà alla piccola Adelaide ogni sera dal 13 al 21 maggio e poi  dal 28 al 31. La Vergine appare con una veste purpurea e di un manto verde, tra le mani ha due colombi, simbolo dell’unione dei coniugi e su un braccio la corona del Rosario. Durante le apparizioni esorta a pregare molto e a offrire sacrifici, chiede penitenze e digiuni, promette protezione e guarigioni e annuncerà con esattezza la fine della guerra “Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà fra due mesi, altrimenti poco meno di due anni”.

In pochissimo tempo la voce delle apparizioni si sparge in tutta la provincia di Bergamo, tanto che a Ghiaie verrà invasa da 300mila pellegrini, un numero impressionante di persone, ancor piu’ se si considera la scarsità di mezzi di trasporto e il fatto che molti dei pellegrini sono gravemente malati o infermi. A documentare la straordinarietà dell’evento ci sono i filmati di Vittorio Villa, che  nelle immagini riprenderà anche la bambina in estasi nel corso di un’apparizione e gli esperimenti di medici ed esperti, che per verificare lo stato di trance, non esitavano a pungerle il viso con degli aghi.

Come a Fatima durante le apparizioni moltissime persone vedranno il sole girare, anche a kilometri di distanza.

Al termine delle apparizione  Adelaide viene affidata  alla custodia di un professore del Seminario di Bergamo, don Luigi Cortesi, che, come lei stessa dichiarerà, la sottoporrà ad una serie di pressioni psicologiche e restrizioni, che la portarono ad abiurare quanto dichiarato. Nonostante poi la veggente ribadirà di avere visto la Madonna e di averlo negato “per obbedienza a Don Cortesi”, questo peserà come un macigno nel processo di riconoscimento delle apparizioni: il 18 aprile del 1948  la Chiesa di Bergamo si pronuncia con un decreto firmato dall’allora vescovo Adriano Bernareggi con un giudizio sospensivo “non consta della soprannaturalità”, un giudizio che non nega le apparizioni, anche se di fatto, al momento, la gran parte del clero bergamasco considera la vicenda chiusa definitivamente.

«L’espressione “non consta della realtà” – spiega Padre Angelo Maria Tentori, mariologo che da anni segue la vicenda Ghiaie – non ha un valore negativo, bensì un valore sospensivo e significa che in quel momento non c’erano elementi probativi sufficienti per approvare; il decreto quindi non chiude definitivamente il caso, altrimenti sarebbe stata utilizzata, la formula “consta che non”. Purtroppo dobbiamo registrare un forte equivoco, perché molti, anche nel campo ecclesiale, quindi anche da parte di sacerdoti, ritengono che quel giudizio che mons. Bernareggi nel 1948 diede riguardo a queste apparizioni, sia da considerarsi negativo, ossia che significhi che  le apparizioni non sono mai avvenute, e purtroppo questo equivoco porta molte persone che vanno a pregare alla Cappella a sentirsi in stato di disobbedienza. Non è così. La formula usata si limita a dire che l’autorità ecclesiastica non riconobbe sufficiente valore probativo agli argomenti portati a favore delle apparizioni. Quindi che con questa formula  non si nega che le apparizioni possano essere vere, semplicemente si dice che il giudizio definitivo rimane in sospeso, in attesa di maggiore studio e valutazione dei fatti».

Oggi sono diversi i gruppi e i fedeli che premono per il riconoscimento delle apparizioni della Regina della Famiglia, qualcuno usando toni che poco hanno a che fare con la delicatezza della Madre Celeste, i piu’ pregando nel silenzio della Cappella. Nel silenzio c’è anche la veggente, Adelaide, che dopo essersi sposata, ha deciso di non esposi più sulle apparizioni nella piena obbedienza alla Chiesa di Bergamo e vivendo nel nascondimento.

Da Padre Tentori, oggi anche una forte perplessità: “Non riesco prorpio a capire come si possa rimanere inermi di fronte alla tremenda attualità dei messaggi della Madonna delle Ghiaie, della Regina della Famiglia.  Assistiamo ad una terribile crisi della famiglia: conflitti tra coniugi, distanza insanabili tra genitori e figli, separazioni, divorzi, la famiglia è fragile al punto di non riuscire più ad assolvere ai compiti che le erano propri”.

In effetti la nona apparizione, è emblematica e racchiude tutti gli insegnamenti circa la santità della famiglia evidenziandone le quattro virtù indispensabili: la pazienza, la fedeltà, la mitezza e il silenzio familiare. È un autentico capolavoro di divina bontà. Si tratta dell’unica apparizione in cui la Madonna non parla ma appare con una coppia di colombi che rappresenta i due coniugi. Il cavallo, o capo famiglia, dominato dalla tentazione, abbandona la preghiera, si alza, passa dietro le spalla della Madonna, infila la porta aperta (la libertà che Dio dona ad ogni creatura), e si dirige verso un campo di gigli che vuole calpestare. La pecora bianca, l’altro coniuge, resta nella chiesa, in preghiera con le due virtù: il cane macchiato (la fedeltà tradita), l’asino grigio (la pazienza penitente che devono esercitare i coniugi). La preghiera, il valore della fedeltà offesa e della pazienza penitente scuotono Dio che manda in aiuto San Giuseppe che va a sorprendere l’animale in fallo e a riportarlo con dolcezza al perdono e alla preghiera. Così si ricompone l’unità e la santità della famiglia.

“Il matrimonio – prosegue Padre Tentori – è una grossa responsabilità verso Dio e verso il prossimo. Educare i figli, non è facile. Con i suoi messaggi la Regina della Famiglia esorta ad attingere da lei amore, e lo fa in un luogo silenzioso e intimo per ricreare l’intimità della Famiglia, in cui le crisi e le difficoltà possono essere affidate alle materne della Madonna”.

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Maria nostra Madre

Posté par atempodiblog le 12 mai 2013

Maria nostra Madre
Maria è madre di Cristo ma anche Madre nostra e di tutta la Chiesa
di Don Aldo Galli – Holy Queen

Maria nostra Madre dans Fede, morale e teologia Auguri-Regina-della-Pace

Il viaggio della nostra vita sarà sempre più bello se fatto in compagnia di Maria, Madre di Cristo. Il Figlio di Dio non solo ci ha donato il suo Spirito per la nostra pace, ma anche la Madre quale canale di ineffabile letizia spirituale. Come discepoli della dottrina cattolica vibrano in noi sentimenti di gioia nel constatare che la Madonna è un mistico arcobaleno che attraversa e illumina, con la dolcezza e la soavità del suo fulgore, la vita e la missione della Chiesa nonché la storia delle singole anime, dei popoli e delle intere nazioni. Se la maternità fisica di Maria si estende dal momento della annunciazione fino alla nascita del Salvatore, la sua maternità spirituale si dispiega senza limiti di spazio e di tempo su tutto l’arco della desiderata alleanza tra Dio e l’umanità sempre in vista di una letizia perenne e tutta divina. S. Bernardo sintetizza dicendo che il Figlio di Dio, pensiero di pace nel cuore del Padre divenne la nostra pace tra le braccia di Maria.

Maria, madre della Chiesa
Non c’è bisogno di sottolineare come Maria sia stata inserita per volontà divina nella realtà della Chiesa perché Maria è la Vergine fatta Chiesa. Cristo, Chiesa e Maria formano come una trinità terrestre di salvezza la cui sorgente è la trinità del cielo: Padre, Figlio e Spirito Santo. Rimane per noi consolante il fatto che la stassa Chiesa si è sempre dimostrata mariana: Maria è il suo respiro e la sua gioia.
A
l riguardo giova ricordare alcune tra le più importanti date di questo trionfo ecclesiale di Maria attraverso i secoli. Il 22 giugno 431 la Chiesa, nel Concilio di Efeso in Asia Minore glorificava la Madonna nella sua missione dichiarandola Madre di Dio (teotokos). L’8 dicembre 1854 Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione, esaltando la Vergine nella sua anima tutta pura e piena di grazia.
Il 1 novembre 1950 Papa Pio XII la Madonna viene glorificata anche nel suo corpo mediante il riconoscimento dell’Assunzione al Cielo. Nel 1954, sempre ad opera di Papa Pacelli, la Madonna viene celebrata come Regina dell’Universo”, mentre Paolo VI il 21 novembre 1965 dichiarò Maria Madre della Chiesa”.
Come l’aurora tende a diventare pieno giorno, così anche la presenza di Maria tra il suo popolo di elezione continua ad espandersi provvidenzialmente. Nel 1984 Papa Giovanni Paolo II, a conclusione dell’anno santo straordinario, affida tutto il mondo a Maria Madre degli uomini e dei popoli” mentre il 1 febbraio 1985 nella sua visita in Perù incorona la Vergine come Nostra Signora dell’Evangelizzazione”. Il 7 giugno 1987 viene indetto uno speciale anno mariano perché la Vergine della Fiducia e della Tenerezza possa preparara l’umanità ad una nuova nascita spirituale di Cristo nelle anime in vista dell’anno 2000, principio del terzo millennio della storia della salvezza.

Maria, madre dei cristiani
Qualora volessimo poi leggere la mediazione della Madonna in prospettiva individuale saremmo costretti ad ammettere che Maria è elemento indispensabile per la vita e per la gioia del cristiano. Papa Paolo VI parlando ai fedeli di Cagliari radunati nel loro santuario di Bonaria disse che non possiamo essere cristiani se non siamo mariani. Il Divin Redentore volle sul Calvario legare sua madre a ogni singolo uomo, rappresentato da Giovanni (cf. Gv 19,27) per cui fin da quel momento la Madre di Gesù ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore tutti coloro che le sono stati affidati.
Il cristiano e il santo, quale prolungamento di Cristo nel tempo, è la combinazione di due componenti vitali: lo Spirito Santo e Maria Vergine, similmente a Cristo concepito in Maria per opera del medesimo Spirito. In base a questi principi si può legittimamente pensare che lo Spirito Santo, primo attore della nostra santità, lavorerà tanto più in noi tanto più vi troverà la sua mistica sposa: Maria. Una delle espressioni più forti e dolci di un grande devoto di Maria, San Luigi Grignion de Montfort, è questa: «dove c’è molto amore e molta presenza di Maria si riceve molto Spirito Santo; dove c’è poco amore e poca presenza della Madonna si riceve poco Spirito Santo».
Dando ascolto al linguaggio delle nostre impressioni vien voglia di affermare che la Madonna, Madre dell’umanità, è una provvidenza dinamica di letizia anche per le singole nazioni. Secondo Papa Woytyla, il quale ha voluto cominciare il suo pontificato nel nome di Maria, la Madonna non solamente è agli inizi della salvezza, ma è all’origine di ogni tempo migliore. Nel suo primo viaggio in Polonia nel 1979, disse che il cuore di questa madre «pulsa con tutti gli appuntamenti della storia, con tutte le vicende della vita nazionale». Forse, consapevoli di questo, alcune città medievali (come Firenze e Venezia) incominciavano il loro anno civile non partendo dal primo gennaio bensì il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione. In Sicilia tale usanza durò fino al 1603.
Maria ci è stata donata da Dio in vista delle nostre più acute necessità: San Bernardo diceva: «se é piena di grazia in sé stessa, è per poter essere ripiena di favori per noi». È buona, potente, conosce i bisogni di tutti, i dolori umani, Ella è assunta in Cielo, ma non è lontana da noi. È con Cristo, ma lo è per noi. Abbiamo bisogno della vergine perché c’è tanto necessaria la semplicità e lo spirito d’infanzia, e non è da pessimisti se affermiamo che ci siamo complicati la vita strutturando l’esistenza di ipocrisia e di doppiezza tanto che qualcuno ha voluto sentenziare che la sola realtà del mondo è l’apparenza. Per questo sentiamo di ritornare nell’anima trasparenti e sinceri come quando eravamo bambini, come quando – vicini alla mamma terrena – si invocava la Madonna con l’Ave Maria. La Vergine tutta piena di luce e di trasparente bellezza ci invita a questa innocenza interiore. Abbiamo bisogno di ritrovare Dio come nostro amico e salvatore, Dio fonte di luce e di ogni bene, norma di giustizia, garanzia di pace, sorgente di grazia e di gaudio.
La Madonna è l’ostensorio dell’altissimo. Il suo ufficio, anche dal cielo, è quello di farci una continua donazione del suo figlio Gesù. Un nostro primo dovere verso di Lei è dunque quello della preghiera: dobbiamo pregare la Madonna e invocarla perché Ella, come nel Vangelo, interviene per noi presso il Figlio Divino e ottiene da lui miracoli che l’andamento ordinario delle cose per sé non ammetterebbe. Molti teologi sostengono infatti che Maria sia la mediatrice di tutte le grazie. Lo stesso ha detto Papa Benedetto XVI: «Non c’è frutto della grazia nella storia della salvezza che non abbia come strumento necessario la mediazione di Nostra Signora» (Omelia per la canonizzazione di fra Antônio de Sant’Ana Galvão). Antonio Rosmini, grande filosofo e grande devoto della Vergine, ci spiega che «se Gesù non può negare nulla a Maria è perché Ella è sua Madre e se Maria non può negare nulla a noi è perché siamo suoi figli». Se dunque le siamo sinceramente devoti, possiamo restare certi che non ci verrà meno quanto abbiamo bisogno per la nostra salvezza.

Divisore dans San Francesco di Sales

I DOCUMENTI PONTIFICI MARIANI DOPO IL VATICANO II

Freccia dans Viaggi & Vacanze DOCUMENTO CONCILIARE Lumen Gentium” (1964) – Capitolo VIII: La Beata Vergine Maria madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa (52-69). Sul filo della Sacra Scrittura e con riferimenti ai testi più significativi della secolare tradizione della Chiesa, il testo presenta Maria nel disegno divino della salvezza, la relazione tra Maria e la Chiesa, il culto che per lei si ha nella Chiesa.

Freccia dans Viaggi & Vacanze PAOLO VI: Signum magnum (1967) – In questa esortazione apostolica, Papa Paolo VI approfondisce due punti della dottrina e della devozione mariana che gli stanno particolarmente a cuore: i dati biblici su Maria e il vero senso della devozione a Maria nella dottrina della Chiesa.
Quindi definisce la Maternità spirituale universale di Maria come una verità di fede cattolica e, come tale, creduta e accettata dalla Chiesa.

Freccia dans Viaggi & Vacanze PAOLO VI: Marialis cultus (1974) – Scopo di questa esortazione apostolica è richiamare il popolo cristiano alla giusta devozione verso la Vergine Maria in un momento storico particolare, quando in alcuni ambiti della chiesa le pie pratiche mariane vengono trascurate. Nella liturgia il culto della Madre di Dio occupa un posto di rilievo, che non può essere dimenticato. Maria è un modello di donna forte, di piena umanità, ben diversa da come certe immagini sentimentali la descrivono. Il papa raccomanda poi di riprendere in modo più consapevole la recita del santo rosario, secondo una tradizione molto diffusa prima del Concilio Vaticano II, ma che ora deve essere meglio motivata.

Freccia dans Viaggi & Vacanze GIOVANNI PAOLO II: Redemptoris Mater (1987) – In questa enciclica dettata da una precisa occasione storica (l’indizione ufficiale dell’Anno Mariano 1987-1988) vengono approfonditi alcuni fondamentali aspetti della persona di Maria e della sua funzione nel mistero di Cristo e della Chiesa. Il Papa si ricollega con questa Enciclica al magistero dettato dal Concilio Vaticano II, secondo cui Maria è lo strumento offerto da Dio per aiutare l’uomo a comprendere il mistero di Cristo e della Chiesa; inoltre, lo stesso Concilio indicava la Madonna come la compagna prediletta dalla Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno verso Cristo Signore.

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