La Chiesa di Cristo nasce in ogni cuore che Lo conosce

Posté par atempodiblog le 5 février 2016

Gospa

C’è una frase troppo bella che va scritta su un foglietto e appiccicata sulla porta della cucina, non dimenticate mai questa frase, imparatela a memoria: “La sua Chiesa nasce in ogni cuore che Lo conosce”. Nel momento in cui attraverso la fede conosciamo Gesù, nel nostro cuore nasce la Chiesa! Quanto più noi conosciamo Gesù, tanto più noi irradiamo Gesù e tanto più noi siamo Chiesa.

“La sua Chiesa nasce in ogni cuore che Lo conosce”. Quindi nella preghiera, perché non si conosce Gesù Cristo con lo studio sui libri, se manca l’umiltà interiore, la luce dello Spirito Santo, la sete e la fame della verità, perché alla fine chi ci fa conoscere Gesù è lo Spirito Santo che opera nel nostro cuore, che però può operare se noi siamo umili. Allora lo Spirito Santo ci apre alla conoscenza della verità, perché come dice Santa Caterina da Siena: “l’orgoglio, la superbia, la presunzione, è quella nuvola che offusca l’occhio dell’intelletto”.

L’umiltà è una luce che ci toglie dall’accecamento e quindi nella preghiera umile e continua noi possiamo conoscere Gesù. “Pregate per poter conoscere mio Figlio”, preghiamo perché la luce dello Spirito Santo ci faccia conoscere Gesù. Gesù si fa conosce prima di tutto nella preghiera, nei Sacramenti, nella lettura della Sacra Scrittura, nella preghiera a tu per tu con Lui col cuore aperto, in questo modo Gesù si fa vivo, dentro di noi sentiamo la Sua presenza, il Suo amore, la Sua misericordia, il Suo perdono e la Sua amicizia, nonostante la nostra indegnità.

La Madonna ha detto che prega per noi perché riusciamo a conoscerLo, che noi possiamo guardare a Gesù con i Suoi occhi e amarLo col suo Cuore, servirLo con le nostre mani e i nostri piedi, che la Madonna ci conceda questa grazia. “Pregate affinché la vostra anima sia una cosa sola con Lui”, ogni giorno dobbiamo pregare per questo: “Gesù, ti chiedo questa immensa grazia: attraverso il Cuore di Maria, la mia anima sia unita alla Tua anima, alla tua Divinità”. Tutti i giorni facciamo questa preghiera.

di Padre Livio Fanzaga
Tratto da: Medjugorje Liguria

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Marija: Senza Dio non c’è pace

Posté par atempodiblog le 9 janvier 2016

Messaggio della Regina della Pace di Medjugorje a Marija del 25/12/2015

“Cari figli! 
Anche oggi vi porto mio figlio Gesù tra le braccia e da esse vi do la Sua pace e la nostalgia del Cielo. Prego con voi per la pace e vi invito ad essere pace. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Marija Pavlovic Lunetti

Telefonata di Padre Livio e Marija – 25 dicembre 2015
Marija: Senza Dio non c’è pace

Tratto da: Radio Maria Fb

Marija: Oggi è stata un’apparizione con la nostalgia del Paradiso, del Cielo. La Madonna è arrivata con Gesù Bambino in braccio. Gesù ci ha guardato come un bambino sveglio, ma non ha detto niente. La Madonna ha pregato su di noi. Io ho raccomandato tutti noi e tutte le persone che si sono raccomandate alle nostre preghiere. L’apparizione è stata abbastanza corta e anche il messaggio. Mi sembrava che la Madonna avesse fretta di tornare in Paradiso. Era gioiosa, tranquilla e soprattutto bella. Il suo sguardo e con Gesù Bambino trasmette a noi un grande desiderio e una grande gioia di essere stati scelti da Lei, di essere quelli che Lei chiama suoi angeli e suoi figli. Come ogni Natale, è arrivata con i vestiti dorati, noi diciamo ricamati d’oro, più ricchi, più belli, più raggianti.

P. Livio: Nel Natale del 2012 invece il messaggio l’ha dato Gesù Bambino, unica volta che Lui ha parlato in 34 anni. Alzandosi con autorità, ha detto: “Io sono la vostra pace. Vivete i miei comandamenti”. Ricordo che tu mi hai chiamato dicendo che era successo una cosa stranissima (Marija non ricordava più quel messaggio). Spiegami come mai che appena ricevuto il messaggio lo sai trascrivere perfettamente, ma dopo qualche tempo lo dimentichi.
Marija: Si perché lo scriviamo subito e abbiamo l’immagine della Madonna. Il messaggio è come impresso nella nostra mente. L’esperienza con la Madonna è così forte per noi che ci rimane come un timbro nel cuore, perché è molto forte e pregnante la sua presenza nella nostra vita. E’ una grazia speciale. Perché noi con la Madonna facciamo esperienza del Paradiso ed entriamo in un’altra dimensione. Non so se riesco a farvi capire. Ma dopo l’apparizione torniamo a vivere come tutti gli esseri umani e dimentichiamo. Però resta la certezza della fede.

P. Livio: Come interpreti le parole: “nostalgia del Cielo? Come un desiderio di morire presto?
Marija: Questa nostalgia dobbiamo averla sempre. Non è che dobbiamo morire per andare in Cielo. La Madonna dice di cominciare a vivere il Paradiso qui sulla terra. Perché se noi abbiamo questa nostalgia del Cielo, del Paradiso, questo desiderio di Dio, cominciamo a vivere in modo diverso, sopportando e combattendo anche fino al martirio… I martiri andavano cantando incontro alla morte. Oggi forse Gesù non chiede da noi la morte, ma chiede che moriamo a tante cose inutili e di attaccarci alle cose spirituali che non marciscono. Oggi tante persone non hanno questo spirito del Natale e del loro rapporto con Dio. Per questo penso che la Madonna ci chiede di avere la nostalgia del Cielo.

P. Livio: La Madonna chiede di “essere pace, ma siamo in tempi tribolati nei quali “satana è sciolto dalle catene“ (messaggio del 1° gennaio 2001), con prove, tentazioni e sofferenze quotidiane. Come conservare la pace in mezzo a tutto questo?
Marija: E’ vero, la Madonna in quel messaggio ci ha detto che satana è sciolto dalle catene, ma ci ha anche invitato a consacrarci al suo Cuore Immacolato e al Cuore di suo Figlio Gesù. Io penso che se noi siamo sotto il manto della Madonna, come Lei tante volte ci ha chiesto, se siamo preghiera, se siamo pace, se siamo speranza, non dobbiamo avere paura… Il Signore ci dà la pace. La Madonna ci dice che dobbiamo cercare questa pace, e ci aiuta con la sua presenza, i suoi messaggi.

P. Livio: E’ con la nostra pace con Dio che il mondo troverà la pace?
Marija: Io credo che se non c’è Dio non c’è pace… La Madonna chiede di essere positivi, perché un cristiano è chiamato ad essere uno che ha la speranza, uno che ha la gioia di vivere. La Madonna ci chiama ad essere gioia, essere espressione della gioia. Nel precedente messaggio ci ha chiesto di pregare per le sue intenzioni. Io ho subito pensato: chissà che cosa la Madonna ci sta nascondendo per non spaventarci. Ma noi preghiamo e poi tante volte ha detto che, grazie alle nostre preghiere, aveva vinto il bene. Ci sono tante cose che non vanno, ma Lei dice: “Pregate”.

P. Livio: Tu pensi che con l’aiuto di quelli che rispondono alla chiamata la Madonna vincerà la sua battaglia per la pace nel mondo?
Marija: La Madonna ha già vinto. Io penso a quello che ha detto fin dai primi anni: “Dio mi ha permesso di essere in mezzo a voi”. Credo profondamente che Dio ha mandato sua Madre in mezzo a noi per dare una svolta alla nostra vita e all’umanità, anche se non ne siamo coscienti. Ma io vedo già questa svolta che comincia col trionfo del Cuore Immacolato di Maria grazie a tanti cuori, a tante famiglie, a tanti gruppi di preghiera, a tante persone umili, semplici che hanno accolto i messaggi della Madonna… Purtroppo la società moderna ha dimenticato l’anima e ha perso il desiderio di Dio e del soprannaturale… Io credo fermamente che nella società e nelle relazioni internazionali tante cose si sono cambiate in modo positivo grazie alla Madonna, al suo messaggio e alla sua presenza. Con Lei sparisce il dubbio, con Lei c’è speranza, con Lei c’è la pace, con Lei c’è Dio. A questa nostra umanità povera, incapace, confusa, triste, a questa umanità che ha messo l’io al centro, Lei sta portando Dio…

Lungo tutta questa notte qui a Medjugorje ci sarà l’adorazione per ringraziare Gesù della presenza della Madonna e dei suoi messaggi.

Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
Padre Livio ha concluso con la benedizione.

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Pellegrini verso l’eternità con zaini pieni di opere d’amore

Posté par atempodiblog le 14 novembre 2015

Pellegrini verso l’eternità con zaini pieni di opere d’amore
Tratto dal commento di Padre Livio Fanzaga al messaggio della Madonna di Medjugorje del 2 novembre 2015
Fonte: Medjugorje Liguria

Gesù

La Madonna, che, quando Suo Figlio guarda cosa c’è nel nostro cuore, vuole che tutti quanti i Suoi figli siano pieni di bontà e di amore, non di odio e di indifferenza. Non odio e indifferenza verso gli altri, non giudizio, non condanna, non cattiveria, non invidia, non gelosia, in noi non entrino i veleni del male, dell’odio, della cattiveria, della vendetta, ma che ci sia il perdono, la comprensione, ci sia la compassione, ci sia l’aiuto, ci sia la bontà, ci sia la disponibilità. La Madonna sa già che ci chiederemo come sia possibile questo.

Molte volte sentiamo ribollire in noi i fermenti del male e la Madonna ci dice: “non scoraggiatevi, non perdete la speranza, non perdete la forza”, perché il diavolo lavora molto su questo, per dire che amare è impossibile, “voi lo potete fare”, con l’aiuto di Dio ovviamente, possiamo far sì che la vita, invece di essere una vita protesa come i cani affamati a sbranare gli altri,possa essere una vita protesa ad aiutare gli altri, contrastando quindi la cupidigia, l’invidia e la cattiveria che c’è nel mondo.

“Io vi incoraggio e benedico”, la Madonna ci dice: “molti miei figli cercano nella vita l’avidità, i beni, a spese degli altri, cioè la sopraffazione, l’ingordigia…, sappiate che tutte queste cose che purtroppo molti dei miei figli mettono al primo posto, cioè le cose di questa terra, “tutto scomparirà”, scomparirà tutto ciò che noi mettiamo al primo posto che non sia l’amore, “e resteranno solo l’amore e le opere dell’amore”.

L’amore e le opere dell’amore “vi apriranno le porte del Paradiso, Io vi attenderò presso quelle porte perché voglio abbracciare tutti i miei figli”.

Cerchiamo di guardare nel nostro zaino, siamo pellegrini verso l’eternità, siamo pellegrini verso la morte, o se vogliamo verso il passaggio fatale, verso il passaggio di quel confine oltre il quale incomincia l’Eternità! Quando arriveremo ai confini dell’Eternità, ricordiamoci, guardiamo cosa abbiamo nello zaino, là c’è la dogana; tutto ciò che abbiamo nello zaino che non sia l’amore e le sue opere, dovremo svuotarlo e di là nello zaino porteremo soltanto l’amore e le opere d’amore.

Allora, sbrighiamoci a svuotare lo zaino dalle cose inutili o addirittura dalle cose cattive. Riempiamo lo zaino di amore, di solidarietà, di bontà, di opere buone, piccole o grandi che siano, ma che con disponibilità e atteggiamento di bontà dobbiamo mettere nel cuore all’inizio della giornata, per diffonderlo tutto il giorno. Così, cari amici, riempiamo il nostro zaino di ciò che porteremo nell’aldilà e di cui gioiremo per tutta l’Eternità.

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La Madonna ci invita alla santità

Posté par atempodiblog le 28 octobre 2015

La Madonna ci invita alla santità
Tratto da: Radio Maria Fb

Messaggio della Regina della Pace di Medjugorje a Marija del 25/10/2015

Cari figli!
La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza.
Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l’esempio dei santi di questi tempi e vedrete che la santità è realtà per tutti voi.
Figlioli, gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La Madonna ci invita alla santità dans Fede, morale e teologia Maria-Regina-della-Pace


Padre Livio Fanzaga: Cosa ti ha colpito di più di questo messaggio?

Marija: Mi sembra questo invito della Madonna a vivere la santità in questi tempi; e ci chiede di seguire l’esempio dei santi che noi abbiamo conosciuto, come San Giovanni Paolo II, Madre Teresa che era una in mezzo a noi. Poi abbiamo conosciuto tanti santi che non sono ancora arrivati sull’altare, ma per i quali speriamo e che noi preghiamo. Tra questi anche la mia guida spirituale, Padre Slavko, per il quale la Madonna ha detto il giorno dopo la sua morte: “Vostro fratello Slavko è nato in Cielo”. Teologicamente non so spiegare, ma per me una persona così è irripetibile e insostituibile, come dice la Madonna. Il Signore ci mette a fianco nella nostra vita questi esempi, queste persone, perché possiamo cercare di imitarli, mentre ringraziamo Dio per averli conosciuti.

P. Livio: Nella nostra vita non incontriamo solo i cattivi, ma anche i santi, che magari sono persone molto semplici. Forse la Madonna aveva uno sguardo su quella coppia di sposi che la Chiesa ha canonizzato: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Marija: Oggi ero alla Messa qui al Carmelo di Monza, dove ci sono ancora le reliquie degli sposi Martin. Lei pensava di diventare suora e lui sacerdote; invece il Signore li ha portati al matrimonio e hanno avuto nove figli, di cui quattro sono morti in tenera età e le altre cinque sono diventate suore. Una è diventata santa Teresina, le altre, un po’ meno conosciute, ma ugualmente sante agli occhi di Dio. La Madonna dice: “Gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili…”, come a dire che noi siamo unici per Dio, che siamo la cosa più bella che ha creato.

P. Livio: Allora anche tu come mamma speri di diventare santa?

Marija: Speriamo. Io spero nel martirio perché è più semplice… Tante volte pensiamo che diventare santi bisogna essere tristi, invece la Madonna anche con questo messaggio ci da’ tanta gioia.

P. Livio: La Madonna ci dice: “Gioite perché voi siete la gioia di Dio”, come i figli che sono la gioia dei genitori.

Marija: Poi dice: “Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore”, cioè vivete nella pace, vivete nell’amore.

P. Livio: Ho notato che quasi sempre quando la Madonna dà il messaggio il 25 ottobre, in un modo o nell’altro, fa riferimento alla festa liturgica di tutti i Santi. Forse è una festa che a Lei piace molto. Io credo che questo 25 ottobre Lei ha esortato alla santità pensando a questa festa e al fatto che tutti dobbiamo diventare santi…

Ti ricordi? Quando sono venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1985, la Madonna aveva cominciato ad invitare alla santità. Prima ha cercato di risvegliare la fede, poi ha cominciato ad esortare alla santità proprio voi del villaggio.
Marija: E’ vero. La Madonna ha per noi un progetto molto chiaro. Ci dice che siamo duri di cuore. Lei vuole che il nostro cuore tenda al Paradiso. Quei cinque o dieci minuti di Paradiso che io vivo quando la Madonna appare, Lei vorrebbe che li vivessero ognuno di noi. Come? Vivendo l’amore, la preghiera e la pace. Tante volte noi complichiamo le cose, ma in realtà Dio vuole da noi che siamo semplici, trasparenti, forti e saldi nella fede. Quando hai la fede, la trasmetti. Dio è amore e quando abbiamo Dio nel nostro cuore, non abbiamo paura di parlare di Lui perché Lo amiamo sopra ogni cosa.

P. Livio: In qualche modo la Madonna ci insegna la piccola via alla santità come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, cioè testimoniare la pace, la preghiera e l’amore; è la via semplice alla santità che tutti possono percorrere.

Marija: Sì, tante volte sembra che dobbiamo fare chissà che cosa e invece noi abbiamo scoperto con la Madonna che noi non salviamo il mondo, è Dio che lo salva. Ma noi dobbiamo mettere la nostra piccola parte, con i doni che Dio ci ha dato e che non possiamo nasconderli sotto terra, ma usarli e sfruttarli con un bel sorriso. Il sorriso non costa niente e quando una persona ci sorride, è una cosa importante, perché è il riflesso dell’anima.

P. Livio: C’è anche un po’ di dispiacere da parte della Madonna vedendo che dopo 34 anni che è qui in mezzo a noi, ci siamo un po’ abituati e, anche noi che abbiamo risposto alla chiamata, siamo un po’ caduti nell’abitudine e non apprezziamo questi grandi doni che Dio ci da’ con questa lunga presenza di Maria.
Marija: Per dire la verità a questa abitudine non mi sono ancora “abituata”… Io sento sempre più il desiderio del Paradiso… Oggi che sono una donna adulta, posso testimoniare con tutto il mio cuore che il Signore lavora dentro di noi, ci sta plasmando. E quando noi diciamo il nostro “sì”, anche se stanco e a volte distratto, è tuttavia sempre un “sì” che il Signore usa anche attraverso la Madonna… Io credo a ciò profondamente nel mio cuore perché vedo quante opere buone il Signore ha fatto attraverso un “sì”: il “sì” tuo, il “sì” mio, il “sì” di altri, nelle piccole e grandi cose. Noi ogni giorno possiamo solo dire grazie.

P. Livio: E’ stato proprio così per Radio Maria… Se noi siamo fedeli, la Madonna fa crescere le cose in un modo miracoloso; come questa radio con la quale la Madonna porta la preghiera in tutto il mondo…

Giovedì avremo la grazia di essere ricevuti dal Papa. Se tu potessi parlare col Papa cosa gli diresti?
Marija: Gli vorrei solo dire che lo amiamo e che preghiamo per lui; e di tenere duro, perché abbiamo il Paradiso che ci aspetta.

Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
Padre Livio ha concluso con la benedizione.

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Incoraggiamento reciproco

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2015

Gospa Medjugorje

Messaggio di Medjugorje a Mirjana del 02/10/2015

“Cari figli,
sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi, riempirvi del mio amore e invitarvi nuovamente ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio. Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore.Essi cercano mio Figlio, ma non sanno come e dove trovarLo.
Mio Figlio apre loro le braccia, ma voi aiutateli a giungere tra le sue braccia.Figli miei, per questo dovete pregare per l’amore.
Dovete pregare moltissimo per avere quanto più amore possibile, perché l’amore vince la morte e fa sì che la vita continui.
Apostoli del mio amore, figli miei: unitevi in preghiera con cuore vero e semplice, per quanto lontani siate gli uni dagli altri.
Incoraggiatevi gli uni gli altri nella crescita spirituale, come vi sto incoraggiando io. Veglio su di voi e sono con voi ogni volta che pensate a me. Pregate anche per i vostri pastori, per coloro che hanno rinunciato a tutto per mio Figlio e per voi.
Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta le vostre preghiere.
Vi ringrazio”.

Padre Livio e la Regina della Pace

Commento di padre Livio di Radio Maria al messaggio di Medjugorje del 2 ottobre

I messaggi della Madonna sono parole preziose, una volta ha detto: “sono preziose, ma di esse vi verrà chiesto conto”, sono parole che entrano nel cuore, sono parole di luce, sono parole piene di amore.

Vorrei dire che due sono le parole, che caratterizzano questo messaggio in modo particolare.

La prima è la parola “amore”, che viene ripetuta tante volte, forse il messaggio in cui la parola “amore” risuona molte più volte che in qualsiasi altro messaggio.

Dunque la Madonna ci ama, è l’amore con il quale Gesù ci ama, è l’amore che deve entrare nei nostri cuori, è l’amore che noi dobbiamo dare agli altri. La fonte dell’amore è Dio, che viene a noi attraverso il Cuore di Maria che ci ama, ci dona questo amore, ci invita a far sì che quelli che cercano questo amore, cioè suo Figlio, grazie alla nostra testimonianza, lo possano trovare, con l’invito a pregare intensamente, perché noi riceviamo l’amore di Dio nella preghiera, nella preghiera personale, nei Sacramenti.

Dio ci dona il suo amore, cioè lo Spirito Santo e noi, guidati da questo amore, dallo zelo, dall’umiltà, dal desiderio di aiutare i fratelli, di salvare le anime, noi sotto la spinta di questo amore, diventiamo mani tese per coloro che cercano “suo Figlio, ma non sanno dove e come trovarLo”.

Mirjana ci ha detto una volta che se dovesse sintetizzare tutti i messaggi della Madonna e tutta la sua esperienza spirituale vissuta in tutti questi anni userebbe una sola parola: ”amore”, l’esperienza dell’amore.

L’amore è Dio, viene da Dio e che Dio ci dona e che Dio vuol donare agli altri. Come ha detto la Madonna anche nei messaggi dati a Marija: “date agli altri l’amore che Dio dà a voi”.

La seconda parola, che viene ripetuta tre volte, ma era già negli ultimi messaggi, è una parola che ci fa capire un po’ meglio la situazione nella quale ci troviamo, è la parola “incoraggiare”.

Noi, come Radio Maria, siamo andati per ben tre volte da Papa Benedetto XVI e tutte e tre le volte ci ha detto queste parole: “vi incoraggio, vi incoraggio a proseguire questa grande opera di evangelizzazione”.

La Madonna rivolge a noi questo incoraggiamento: “Sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi, riempirvi del mio amore e invitarvi nuovamente ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio”.

Poi la Madonna ci dice: “incoraggiatevi gli uni gli altri”.

Nel messaggio del 25 Settembre dato a Marija usa una parola simile: “figlioli, esortatevi gli uni gli altri alla preghiera del cuore, perché la preghiera possa riempire la vostra vita”; e qui c’è a mio parere forse la medesima espressione: tra “esortatevi” e “incoraggiatevi” c’è molta affinità, ambedue i verbi vogliono dire la stessa cosa.

Quindi nel messaggio a Marja la Madonna dice: “esortatevi a vicenda nel pregare” e in questo messaggio: “incoraggiatevi gli uni gli altri nella crescita spirituale, come vi sto incoraggiando io”.

A mio parere, questo sta ad indicare uno sguardo, una preoccupazione della Madonna che è già emersa, specialmente negli ultimi messaggi, cioè la tentazione di scoraggiarci.

Siamo in situazioni difficili tutti quanti, non solo quelli che non credono, per cui “non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore”, ma anche noi, di fronte alla virulenza del male, ai problemi che per noi sembrano insolubili, rischiamo di scoraggiarci e lo scoraggiamento è sicuramente un’arma del maligno, una delle sue tentazioni più insidiose.

La Madonna una volta durante la guerra di Bosnia (1992/1995), quando non si vedeva la fine di questa guerra, durata quattro anni e mezzo, avvertì la gente: ”non smettete di pregare, perché il diavolo vuole darvi da intendere che mio Figlio non sia così potente da realizzare la Sua volontà”. Cioè, il diavolo molte volte ci prospetta le difficoltà come insolubili e il male come invincibile, è il solito ingannatore.

Dove non riesce con la seduzione, cerca di riuscire con lo scoraggiamento, per cui noi vediamo il male che dilaga, vediamo che siamo incapaci di risolvere i problemi, vediamo che satana ci avvolge nella sua tenebra e quasi ci vuol far intendere che “non ce la farai mai! Non ci riuscirai mai! Sono io il più forte!” Allora lì uno deve esercitare la fede e l’abbandono e dire: “No! Se satana è potente, Dio è onnipotente!” e quindi si vince così la tentazione dello scoraggiamento.

Molte volte abbandoniamo la preghiera, perché ci stanchiamo e la Madonna ci dice: ”esortatevi a pregare gli uni gli altri” e così nei momenti di scoraggiamento, nei momenti in cui il male imperversa, quando satana fa scoppiare, diciamo così, i suoi fuochi pirotecnici, e lui fa sempre un gran baccano, perché il male fa baccano, mentre il bene non fa baccano, noi dobbiamo incoraggiarci a vicenda.

Vorrei soffermarmi su questo argomento, cari amici, a volte non costa niente dire parole di incoraggiamento alla gente che le desidera, anche se siamo scoraggiati noi incoraggiamo gli altri!

Incoraggiamoli sulla via della preghiera, sulla via del bene, incoraggiamoli dicendo che Dio vince, alla fine vince, che Dio è onnipotente, che l’amore è onnipotente, come ha detto la Madonna in tanti messaggi bellissimi, proprio a Marija: “L’amore vincerà!”, “ricordatevi bene quello che vi dico, imprimetevelo bene in mente, l’amore vincerà!”. Quindi incoraggiamoci in questo senso!

Questo è il quadro del messaggio, la Madonna ci incoraggia ad aprire il cuore perché sia ricolmo del suo amore e noi possiamo essere testimoni dell’amore di suo Figlio a quelli che sono nelle tenebre e nell’ombra del male e non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore, e cercano Gesù ma non sanno dove trovarlo. “Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace, non hanno amore. Essi cercano mio Figlio, ma non sanno come e dove trovarLo”.

La Madonna dice: “Mio Figlio apre loro le braccia, ma voi aiutateli a giungere tra le sue braccia”, in che modo? Con la nostra speranza, la nostra pace, il nostro amore noi incoraggiamo, aiutiamo gli altri a giungere nelle braccia di suo Figlio.

E se non abbiamo questa speranza, amore e pace dobbiamo chiederla nella preghiera, cioè nella preghiera noi possiamo aprire il cuore e ricevere quanto più amore possibile e così possiamo essere strumenti nelle mani di Maria, per portare tanta gente a Gesù.

Poi la Madonna dice una bellissima frase che può diventare anche un pensiero di preghiera continua: “Veglio su di voi e sono con voi ogni volta che pensate a me”. Durante la giornata diciamo piccole preghiere, pensiamo alla Madonna, alla sua presenza, al suo amore, facciamo tutto per amor suo, chiediamo il suo aiuto.

Ogni volta che noi pensiamo a Lei, Lei veglia su di noi!

“Pregate anche per i vostri pastori, per coloro che hanno rinunciato a tutto per mio Figlio e per voi”. La Madonna ci chiede di pregare per i nostri pastori che sono riuniti in Sinodo, non dimentichiamo che hanno rinunciato a tutto per suo Figlio e per noi.

“Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta le vostre preghiere”, la Madonna ci dice di amarli e di pregare per loro perché il Padre Celeste ascolta le nostre preghiere. “Vi ringrazio” .

Che bellissimo messaggio cari amici, questa è la più grande opera di evangelizzazione che sia mai stata fatta nel tempo della Chiesa in questi due millenni. Nessuna generazione ha avuto la Grazia di avere Maria come Madre, come Guida, come Maestra!

Vogliamo ringraziare la nostra cara Madre che ci dà questa grande luce, questo grande conforto, questo grande incoraggiamento e la ringraziamo mettendo in pratica quello che ci dice.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: Medjugorje Liguria

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Puljic: su Medjugorie, il Papa strumentalizzato

Posté par atempodiblog le 25 septembre 2015

Puljic: su Medjugorie, il Papa strumentalizzato
Il cardinale arcivescovo di Sarajevo ha lamentato una frettolosa e sommaria distorsione delle espressioni di Papa Francesco circa il pronunciamento sulle presunte apparizioni nella cittadina bosniaca. Il porporato, che è pure membro della commissione di studio voluta da Benedetto XVI, aggiunge: «Abbiamo fatto un bel lavoro, ora attendiamo le parole del Santo Padre»
di Giuseppe Brienza – La Croce – Quotidiano

medjugorje

Rientrando dal suo viaggio a Sarajevo, il 6 giugno scorso, Papa Francesco aveva accennato al “caso Medjugorje”, dal nome della piccola e povera località in Bosnia nella quale, il 24 giugno 1981, sarebbero iniziate le apparizioni della Madre di Dio, sotto il titolo di “Regina della Pace”, a sei bambini. Il Pontefice aveva ricordato l’ottimo lavoro fino allora realizzato dalla Commissione appositamente istituita da Benedetto XVI, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, per fornire un responso in merito, annunciando che una decisione sarebbe stata resa nota presto. Dopo pochi giorni, in un’omelia a Santa Marta, Bergoglio era tornato a parlare delle apparizioni, senza riferirsi al caso di Medjugorje, affermando nel suo tipico stile provocatorio: «Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna ci manderà alle 4 del pomeriggio?». Nessuno si è mai sognato in Vaticano di presentare questa battuta come un’anticipazione delle risultanze della “Commissione Ruini” né, tantomeno, una opinione del Pontefice sulle specifiche apparizioni della “Gospa”. Eppure molti dei critici, “antipatizzanti” e scettici sul “fenomeno Medjugorjie” le hanno prese a pretesto per accreditare la loro versione della non soprannaturalità dell’evento. Anche la stampa laica ci ha dato giù parecchio in questo senso (cfr., ad es., Serena Sartini, Medjugorje, il Papa isola le veggenti, in Il Giornale, 25 giugno 2015), contribuendo ad alimentare la disinformazione e lo sconcerto tra i fedeli.

Alla domanda su cosa succederà con Medjugorjie, il cardinale Card. Vinko Puljic, Arcivescovo e Metropolita di Sarajevo e membro della commissione internazionale che sta esaminando il caso, ha sempre risposto nel passato di non poter dire nulla, assicurando nel contempo che prega la Vergine Maria per il miglior discernimento da parte della Chiesa.

La Metropoli di Sarajevo copre tutto lo Stato della Bosnia-Erzegovina, dove si trova anche Medjugorje. In alcune recenti dichiarazioni rilasciate al settimanale politico croato “7 Dnevno” (20 settembre 2015), il cardinale slavo è ritornato esplicitamente sull’argomento affermando in modo chiaro che, «Interpretando le dichiarazioni del Papa su Medjugorje, i media hanno agitato gli spiriti dei fedeli, dei pellegrini e dei sacerdoti legati a quel luogo di pellegrinaggio». «Mi rincresce molto che i media abbiano dato maggiore attenzione, ed anche in un modo errato, ad alcune dichiarazioni del Papa su Medjugorje, rispetto ai suoi messaggi molto più forti connessi ad altre problematiche della Bosnia Erzegovina – ha aggiunto Puljic, che è il primo cardinale bosniaco della storia -. Per dirla meglio, essi hanno distorto e manipolato alcune sue dichiarazioni su Medjugorje, sulle apparizioni della Madonna e su altre cose legate ad esse. Il Papa, tuttavia, ha soltanto voluto dire in qualche modo ad alcuni veggenti che non possono fare di ciò che vivono e delle loro esperienze uno show mediatico con la Madonna, ed annunciare come ed a che ora essa si manifesterà qui o là. È perciò inaccettabile interpretare come conclusiva una tale dichiarazione del Papa, cosa che determinati Media hanno fatto con molta celerità».

Al ritorno dalla sua visita pastorale nella capitale bosniaca, in effetti, il Santo Padre si era molto più diffusamente soffermato sui problemi della pace nel mondo minacciata dai trafficanti di armi, sul rapporto dei giovani con le nuove tecnologie e, infine, sulla controversia Francia-Vaticano riguardo alla nomina del nuovo ambasciatore subalpino. Nella sua conversazione in aereo con i giornalisti durante il volo Sarajevo-Roma, il Papa è stato sicuramente interpellato sull’attuale posizione della Chiesa in merito alle apparizioni di Medjugorje ma, molto laconicamente, ha risposto semplicemente che la Santa Sede stava per «prendere delle decisioni», che sarebbero state presto comunicate, mentre «per il momento si danno soltanto alcuni
orientamenti ai vescovi».

Sottolineando il «bel lavoro», consegnatogli dalla commissione d’inchiesta su Medjugorje, il Pontefice aveva poi riferito che il cardinale Gerard Müller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe convocato una riunione dicasteriale proprio sul tema delle apparizioni mariane nella località bosniaca. La commissione guidata dal cardinale Ruini, in effetti, ha terminato già da tempo il suo lavoro, consegnato appunto alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale sta continuando a svolgere ulteriori studi e approfondimenti. Il tema dovrebbe poi approdare alla plenaria della Congregazione ma, ora come ora, non pare esservi nessuna previsione di tempi e di modi specifici della conclusione. Le dichiarazioni del Card. Vinko Puljic su Medjugorje, quindi, vanno a nostro avviso salutate in modo molto positivo, soprattutto alla luce di giudizi negativi, anche da parte di buoni cattolici, che allo stato però troppo acriticamente sono anche pubblicamente espressi a proposito della veridicità delle apparizioni.

Dodicesimo di tredici figli, il cardinale Puljic è rimasto orfano di madre a soli tre anni. Dopo un anno dalla sua nomina ad arcivescovo, avvenuta il 19 novembre 1990, in Bosnia iniziarono i combattimenti. Durante l’assedio di Sarajevo si distinse per gli accorati appelli di pace alla comunità internazionale e la difesa dei diritti inalienabili della persona. Rischiò la vita, fu imprigionato per 12 ore dai militari serbi. Come segno di vicinanza alle popolazioni colpite dal conflitto armato, fu creato cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994, a 49 anni.

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5 agosto, compleanno della Mamma del Cielo

Posté par atempodiblog le 5 août 2015

Prepariamo il posto alla Santa Bambina dans Citazioni, frasi e pensieri Compleanno-Maria-Santissima

La Madonna racconta la sua vita
[...] Per quanto la Vergine abbia messo il sigillo della segretezza sulla sua vita, tuttavia qualcosa ha rivelato attraverso i messaggi. Si tratta di particolari tutt’altro che trascurabili. Quello più rilevante riguarda la questione se la Madonna sia morta prima di essere stata assunta in cielo. Al riguardo la Gospa è categorica. Proprio nel giorno dell’Assunta così risponde: «Mi chiedete della mia assunzione. Sappiate che io sono salita al cielo prima della morte» (15/08/1981). L’affermazione della Madonna si pone così nel solco della tradizione più antica che parla della «Dormizione» della Beata Vergine Maria, intesa come momento di grazia nel quale la Madre di Dio «è stata pienamente conformata al Figlio suo Risorto, il vincitore del peccato e della morte» (CCC, 966). «Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che, con le tue preghiere, liberi le nostra anime dalla morte» (Liturgia bizantina).

L’altro particolare che la Regina della pace ha rivelato, chiedendo il coinvolgimento dei fedeli, riguarda il giorno della sua natività, la cui festa liturgica è celebrata dalla Chiesa l’8 Settembre. La Madonna ha voluto dare molta enfasi a questa rivelazione con un messaggio commovente: «il 5 Agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la corona del rosario e pregate, digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare tre giorni a me?» (01/08/1984). La precisazione della Madonna può essere un prezioso punto di riferimento per gli storici e gli esegeti, sempre che la vogliano accogliere. L’intenzione della Madre di Dio è però un’altra. Vuole che i suoi figli si rendano conto del suo amore inesauribile e universale, che abbraccia l’intero cammino dell’umanità e di ogni persona in particolare. Anche quello che ci chiede per festeggiare il suo compleanno è a nostro completo vantaggio. Quel giorno i veggenti e i giovani del villaggio hanno preparato per l’incontro con la Madonna una torta enorme con gli auguri di rito. Non era però possibile sistemarvi sopra tutte le candeline necessarie…

Tratto da: Medjugorje. Il cielo sulla terra— Padre Livio Fanzaga, ed. PIEMME

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Andrea: il calcio, la malattia e Medjugorje

Posté par atempodiblog le 3 juillet 2015

Andrea: il calcio, la malattia e Medjugorje
di Roberto Lauri – La Croce – Quotidiano

Tratto da: Radio Maria

Andrea: il calcio, la malattia e Medjugorje dans Medjugorje 206kmfq

Andrea De Luca è un ragazzo di 24 anni, abita a Castellammare di Stabia, un ragazzo come tanti, ama la vita, lo sport, ha una ragazza con la quale progetta un futuro. Andrea ha una storia che ha dell’incredibile è guarito miracolosamente da una malattia rara a Medjugorje; in questa intervista ci racconta la sua storia.

Andrea poi descriverti, con poche parole?
Sono sempre stato un amante del tempo libero, dello stare all’aria aperta. Ho avuto un’educazione cristiana, la mia famiglia mi ha insegnato a pregare, spesso si pregava insieme. Quello che mi raccontavano i miei genitori di Gesù e della Madonna, erano per me cose molto importanti. Non le ho mai ritenute una filastrocca o delle fiabe, ci credevo fin da bambino. Ero curioso, mi stupivo per qualsiasi cosa.

Avevi una grande passione, il calcio, vero?
Amavo molto fare sport, giocavo a calcio che era la mia grande passione. Ero iscritto nella sezione giovanile della Juve Stabia.

Il tuo calvario è iniziato proprio su un campo di calcio…
Avevo 13 anni quando un giorno, durante una partita di allenamento sentii un dolore atroce che partiva dalla parte superiore della gamba. Un dolore che mi impediva qualsiasi movimento. Ero impietrito dal dolore, vennero subito ad aiutarmi mio padre e mio fratello, che mi riportarono a casa. Il giorno dopo mi portarono dal medico di famiglia che dopo una visita veloce, mi consigliò subito di fare degli accertamenti, delle radiografie. Si era accorto che la normale rotazione della gamba era quasi del tutto scomparsa.

Da questi primi accertamenti si riuscì a capire di cosa si trattava. Si riuscì a fare una prima diagnosi?
Dalle prime radiografie si intuì subito che la situazione era molto grave. Il medico ci consigliò di fare una visita specialistica da un ortopedico. La testa del femore iniziava il suo lento decorso. I miei genitori erano molto preoccupati e affranti, vollero sentire il parere di più specialisti. Infatti la malattia ingannava i dottori, che credevano che fosse un epifisiolisi.

Cosa è l’epifisiolisi, puoi spiegarlo in maniera semplice?
È una malattia porta al distacco fra le due parti del femore, testa e collo, per via di un’anomala crescita del piatto osseo. Ma non si trattava di questa malattia. Dopo un po’ di tempo gli specialisti fecero la diagnosi definitiva: era il Morbo di Perthes. Una malattia che solitamente colpisce bambini dagli 8 ai 10 anni. Io avevo 13 anni quando ne fui colpito, ha avuto quindi un percorso particolare, difficile e doloroso. Dall’ interno della testa del femore iniziano una serie di necrosi fino a rovinare quasi del tutto l’osso. Soffrivo di dolori fortissimi, direi, simili ad un’ amputazione di un arto senza anestesia. Dopo poco tempo la malattia avanzo interessando anche la schiena.

Una grande sofferenza per un bambino di 13 anni. Un futuro segnato, tu come cercavi di reagire?
Cercai di essere forte fin dal primo momento. Cercai di nascondere i momenti più difficili e dolorosi della malattia. Per esempio quando c’erano le paralizzazioni, mi chiudevo nel bagno e ci rimanevo a lungo, facendo finta di nulla. Cercavo di nascondermi perché non volevo che le persone che mi amavano mi vedessero in quello stato. Soprattutto per non far soffrire i miei genitori. La malattia è durata 3 anni. Negli ultimi periodi non riuscivo a più nascondermi perché la sofferenza era troppo visibile e nonostante i dolori atroci, non facevo altro che pensare come velare il mio volto stanco. La notte non dormivo perché nel momento del rilassamento dei muscoli i dolori erano ancora più forti. La scuola non la frequentavo più, ma studiavo a casa. Iniziai a suonare la chitarra, prendevo lezioni private. In quel periodo la musica mi ha aiutato tanto era per me un oasi di pace.

Ad un certo punto, nel mezzo del tuo calvario subentra Medjugorje, raccontaci del tuo pellegrinaggio.
Si, ad un certo punto tutto mi parla di Medjugorje e tutti ne parlano, la nonna, le zie, gli amici, tutto parlava di Medjugorje. Decidemmo di andare tutti insieme, io, mia mamma, mio padre,le zie e la nonna. Si partì il 17 Settembre 2009, nel pieno della malattia. La mia famiglia, i miei amici non hanno mai smesso di pregare per me. Però come mia mamma e mio padre nessuno ha pregato così tanto. Mia mamma voleva che pregassi per la mia guarigione e io le dicevo: “Mamma ma sto bene! Ci sono dei bambini che soffrono più di me, prega per loro”. A Medjugorje la mia unica preghiera fu implorare a Dio di darmi la forza. Chiesi a Maria di darmi tanta forza, sì, chiesi tanta forza. Forza perché iniziavo a cedere alla malattia, ero diventato schiavo del mio corpo. Non potevo più nascondermi dagli occhi di coloro che mi volevano bene. Chiesi la forza di riuscire a nascondere la mia sofferenza. Chiesi la forza di riuscire a sorridere anche falsamente.

Raccontaci cosa successe a Medjugorje.
L’impatto con Medjugorje fu incredibile. Sentii che li c’era una Mamma piena di amore per me,la Madonna, simile alla mia terrena, con un amore che avvolge tutto. Tutto era stupendo, avevo scoperto il valore della Preghiera. Ero esaudito oramai, avevo chiesto forza ed avevo conosciuto la grandezza della preghiera. Il Dialogo con Dio, un arma potentissima se usata con fiducia. In un momento come quello che stavo vivendo, non c’era niente di più bello. Avevo chiesto forza e l’avevo ottenuta e avevo conosciuto il valore della preghiera. Salii il Podbrdo, la collina delle apparizioni, con non poche difficoltà, avevo le stampelle e molto dolore. La sera della salita, nell’ attesa della cena, volevo ringraziare la Mamma, la Madonna, perché mi aveva fatto conoscere, il valore della preghiera. Inizia un Ave Maria davanti alla statua della Vergine che era nel giardino dell’ albergo. Dopo il segno di croce il volto della statua si illuminò, con una luce che non era normale. Scappai via spaventato e andai dai miei genitori. Invitai anche loro a guardare, per capire se ero solo io a vedere quella luce. No tutti vedevano quello che vedevo io.

Ci avviciniamo alla statua della Madonna per continuare a pregare, quando due raggi di luce partono dalla statua e mi folgorano in petto e nella gamba, proprio sulla parte malata, e da quel momento fuoco! Sentii un gran fuoco. Una sensazione di calore forte nelle zone colpite da quei raggi, era proprio come stare nel fuoco, senza avvertire il dolore ma una forte sensazione di calore. Decisi di mantenere tutto nel silenzio, avevo la paura di impressionare le persone. Il giorno seguente facemmo il Krizevac, il monte della Croce. Pregavo senza fermarmi se non alle stazioni della Via Crucis. A metà percorso si ruppe una stampella, poi anche l’altra. In quel momento pensavo solo di essere sfortunato e feci aggiustare le stampelle. Non mi rendevo conto della difficoltà che avrei dovuto incontrare, a salire quella montagna nelle mie condizioni.

È a Medjugorje che ha inizio la tua nuova vita, vero?
Sì, lì a Medjugorje mi innamorai della Madonna e così iniziai a chiamarla Mamma. Io e mia madre andammo alla testimonianza di madre Rosaria della Carità. Dopo la testimonianza andammo a salutarla. Madre Rosaria mi disse: “Tu devi guarire perché dovrai essere apostolo di Gesù. Devi portare luce a tanti giovani. Parla con l’Eucaristia e di a Gesù che si prenda subito la tua malattia”. Io fui stupito da queste parole e iniziai a piangere forte, fu incredibile. Il giorno seguente dopo aver preso l’Eucaristia, parlai a Gesù. Gli dissi: “Io so che se Tu vuoi, io domani potrò camminare. Ma la mia preghiera già è stata esaudita, perché la forza, che chiedevo me l’hai data. Fai Tu. Gesù ti voglio bene!”. Iniziai a sentire un fuoco che cresceva, dalle gambe fino alla nuca. Il pellegrinaggio finì e tornai a casa. All’arrivo nello scendere dal bus, sentii chiaramente una voce dolcissima, femminile, da Mamma, che mi disse: “Adesso sei mio apostolo, cammina e porta Luce”. Lo disse per tre volte, lo sentii tre volte. Dopo l’ultima volta sentii che i dolori sparivano e cominciai a camminare. Iniziai a muovere la gamba, ero felice perché potevo muovermi liberamente. Il dolore era scomparso! Sentivo un fuoco dentro di me. Gli occhi di mia madre si riempiono di gioia, aveva uno sguardo che non dimenticherò mai più. Era il 24 settembre 2009, il mio ritorno alla vita, alla vita nuova. Dal giorno che ho ricominciato a camminare ho capito quanto fosse importante poterlo fare e quanto mi era mancato. Ho capito l’importanza di stare vicino a chi soffre. Avevo sentito quella voce che mi diceva “Cammina e porta luce”. Non una semplice frase, ma un modello di vita da seguire. Ora ogni mio passo ha un senso.

I medici cosa dicevano del fatto che tu riuscivi nuovamente a camminare?
I dottori non si spiegano quello che mi è successo. Ho fatto molti accertamenti, dopo che ho iniziato nuovamente a camminare. I medici hanno detto che è avvenuta una rigenerazione della testa del femore istantanea. Rigenerazione della materia dal nulla. Oggi cerco di dare testimonianza di cosa mi è successo, cerco di dare un po’ di speranza a chi non ne ha. Ora “Frequento” Dio come si frequenta un buon amico. Il miracolo più bello, non è solo la mia guarigione, ma aver preso consapevolezza dell’esistenza di una Mamma, la Madonna. Di avere un vero amico, il Signore, che mi ama, che mi ha ascoltato e che mi ascolta ancora. La mia vita ora è diversa, ci saranno sempre giorni di sole e giorni di pioggia. Ma dopo quello che è avvenuto, riesco a godermi di più i giorni di sole. Quando piove, Lui è ancora ad ascoltarmi, perché ho sperimentato che l’Amore che ha per noi è unico e infinito. Non solo per la mia gamba guarita, e la mia vita che è cambiata, ora sento la Sua presenza costante, Lui rimane sempre con me.

Grazie Andrea per la tua testimonianza.

Dopo anni di malattia, Andrea torna nuovamente a camminare in maniera autonoma. Andrea non ha dubbi, la sua guarigione è stata per volontà della sua Mamma, la Madonna, perché Lei ha voluto che per mezzo della guarigione potesse essere testimone dell’Amore di Dio.

Messaggio a Mirjana del 2 Luglio 2015:
“Cari figli, vi invito a diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede. Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei apostoli, trasmettetela agli altri, a coloro che non credono, non sanno e non vogliono sapere. Perciò voi dovete pregare molto per il dono dell’amore, perché l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore. L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio, che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura; ravviva la gioia del fatto che vi ha lasciato il suo Corpo ed il suo Sangue per nutrirvi di sé ed essere così una cosa sola con voi. Guardandovi con tenerezza provo un amore senza misura, che mi rafforza nel mio desiderio di condurvi ad una fede salda. Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra e, alla fine, l’incontro con mio Figlio. Questo è il suo desiderio. Perciò vivete lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia. Vi prego di pregare molto per i vostri pastori, di pregare per avere quanto più amore possibile per loro, perché mio Figlio ve li ha dati affinché vi nutrano col suo Corpo e vi insegnino l’amore. Perciò amateli anche voi! Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare. Vi ringrazio”.

Solo alcuni spunti di riflessione:
Guerre, odi religiosi, genocidi, distruzione della famiglia naturale, utero in affitto, aborti, povertà, egoismi, uno scenario tremendo è sotto i nostri occhi, viviamo in un mondo privo d’Amore, perché privo di Fede. Maria ci invita a diffondere la Fede in suo Figlio; ancora una volta ci vuole suoi apostoli, apostoli dell’Amore di Gesù. Un messaggio intenso, nel quale la Vergine ci invita con forza alla conversione, alla preghiera, ad amare gli altri, ad avere una Fede forte. Un messaggio non privo di speranza, perché Maria dice: “La forte fede vi darà la gioia e la felicità in terra e alla fine l’incontro con mio Figlio”. L’incontro con Gesù, speranza ultima di ogni cristiano. Non un semplice messaggio, ma una proposta di vita.

Nota:
Pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

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34° anniversario delle apparizioni di Medjugorje: Telefonata di Padre Livio e Marija – 25 giugno 2015

Posté par atempodiblog le 27 juin 2015

34° anniversario delle apparizioni di Medjugorje
Telefonata di Padre Livio e Marija – 25 giugno 2015
Tratto da: Radio Maria Fb

34° anniversario delle apparizioni di Medjugorje: Telefonata di Padre Livio e Marija – 25 giugno 2015 dans Medjugorje jpyirb

Cari amici abbiamo in diretta Marija Pavlovic da Medjugorje che ci riferisce il messaggio della Regina della Pace di oggi, 25 giugno, 34° anniversario delle apparizioni.

Ciao Marija!

Ciao padre Livio. Saluto tutti gli ascoltatori di Radio Maria con tanta gioia nel cuore perché oggi è il 25 giugno, 34° anniversario delle apparizioni. Oggi la Madonna ci ha dato il seguente messaggio :

“Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di potervi amare ed invitare alla conversione. Figlioli, Dio sia il vostro domani, non guerra ed inquietudine, non tristezza ma gioia e pace devono regnare nei cuori di tutti gli uomini e senza Dio non troverete mai la pace.
Perciò, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera perché il vostro cuore canti con gioia. Io sono con voi e vi amo con immenso amore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Marija come hai vissuto questa giornata a Medjugorje?
A Medjugorje la Madonna canta, canta di gioia, canta di preghiera perché come ogni anno siamo grati a Dio e alla Madonna per la sua presenza. Sapete che ulimamente i giornali parlano, i giornalisti inventano tante cose, ma la cosa più bella è che quando sei a Medjugorje non pensi al domani, pensi ad oggi, perché la Madonna è con noi.

In questi giorni, in modo speciale nei giorni della novena, la mattina prima del sorgere del sole, andavamo cantando, pregavamo durante il giorno e durante la notte si vedevano le luci che andavano su e giù dalla collina dell’apparizione. Ieri adorazione tutta la notte, stasera adorazione per tutta la notte per ringraziare la Madonna tutta la sera della sua presenza e del suo messaggio. Ci invita poi a pregare per tutte le vocazioni, per tutte le persone che sono qua, per tutte le persone che si sono convertite a Medjugorje, per tutti i doni di guarigione, i doni di conversione, i doni delle confessioni.

Quest’albero qui a Medjugorje è così ricco e così bello che, l’unica cosa che sentiamo nel cuore, è la tenerezza di Dio. E lo vorrei condividere con voi e dirvi: Dio è buono e misericordioso con noi, ci dà Sua Madre, ci dona la pace, ci dona la Regina della Pace e questa è una gioia immensa. Oggi stiamo lodando Dio e lo ringraziamo per ogni dono che ci sta dando. La Madonna ci invita alla conversione. Soprattutto la Madonna dice: “l’Altissimo mi dà la grazia di potervi amare”. La Madonna, con immenso amore, ci sta amando oggi così come i primi giorni dell’apparizione.

Senti Marija raccontaci: come è stata quel 25 giugno 1981 per te, che il giorno precedente non avevi visto la Madonna?
Il 24 giugno, io sono entrata al posto quasi di mia sorella, perché i miei genitori avevano portato mia sorella in un altro campo lontano da casa, pensando al comunismo dell’oppressione, della prigione e tante volte anche della morte.

I miei genitori si sono spaventati e hanno pensato: “che il Signore ci aiuti!”… era come abbracciare la croce invece il Signore ha proprio pensato che la nostra famiglia doveva rimanere lì. In casa mia eravamo io e il piccolo Jakov. Qualche giorno fa è venuto fuori un breve video delle apparizioni dei primi mesi dove Jakov stava guardando una macchina fotografica ed era così simpatico e così piccolo…. Rivedere questo video mi ha dato gioia perché era un bambino sorridente, biondo, con una frangetta davanti… era così curioso e guardando questo filmino ho pensato a quanto eravamo innocenti, a quando eravamo “di Dio e della Madonna”. Nella nostra casa si pregava, c’era Dio, infatti la Madonna, quando le abbiamo chiesto perché fosse venuta, ha detto “perché ho trovato ancora la fede viva e, grazie al cielo, questa fede è viva ancora oggi”.

E quindi tu eri con Jakov lì in casa…
Sì, ero con Jakov in casa perché dovevo prepara la cena… poi Vicka ha sentito il bisogno di “andare”, ha chiamato mia sorella e le abbiamo detto: “Ma dove vai?”. Vicka ha risposto: “Sento il bisogno di andare là… venite anche voi”. Siamo andati e ai piedi della collina e abbiamo visto una grande luce… noi eravamo lì e la Madonna era sulla collina… prima è arrivata la luce, poi è arrivata Lei. Eravamo scioccati! Lei con la mano ci invitava a venire, ad avvicinarci a Lei ma non avevamo il coraggio. Era lontana, più di 300 metri da noi, ma il Suo amore ci ha presi già in quel momento. Eravamo spaventati, non sapevamo cosa fare e come reagire. La Madonna era come una calamita che ci attirava, il Suo amore ci attirava! Dal quel momento abbiamo iniziato a dire “La Madonna ci chiama, dobbiamo andare!”. Abbiamo cominciato a correre e chi è arrivato vicino a noi ha detto che “volavamo”, che nessuno riusciva a raggiungerci …

In mezzo a cespugli spinosi e rocce…
Le rocce, le spine, Jakov stesso è finito in un cespuglio dove c’era un nido di vespe! Volavano intorno a lui ma non ha sentito niente perché è prevalso l’amore della Madonna. Quando tutto è finito non c’era una vespa che l’avesse punto!

…e poi come siete arrivati lassù?
Ci siamo avvicinati alla Madonna e ancora oggi non ho parole per descrivere quello che sentivo! Avevo dentro la gioia perché la presenza della Madonna era presenza di Dio che ha riempito il nostro cuore e quando hai Dio nel cuore tutto il resto non è più importante… E’ importante Lei, la Sua presenza ci ha portati a Dio, ha permesso di innamorarci di Lei e attraverso Lei ci ha portati dalla collina dell’apparizione fino alla chiesa e ha detto “mettete Dio al primo posto nella vostra vita!”. Ha cominciato a parlarci di Dio, a pregare con noi e noi abbiamo cominciato a seguirla. La Madonna dice che Lei e la Sua presenza per noi sono sempre stati un invito per avvicinarci a Dio.

Sin dai primi giorni, nonostante lei non abbia parlato, la Sua presenza era preghiera. Poi, piano piano, …il terzo giorno, il quarto, etc… la Madonna ha cominciato a pregare e a parlare. Quando noi le abbiamo chiesto “perché hai scelto noi? noi non siamo migliori”. Lei ha risposto: “Dio mi ha permesso di scegliere e io ho scelto voi” così abbiamo sentito il dovere di rispondere a questa Sua chiamata!

Senti un po’ Marija,… tu comunque fin dal giorno del 26 giugno, e poi quando la Madonna ha scelto la parrocchia, sei diventata lo strumento dei suoi messaggi più importanti… alla parrocchia e al mondo. Tu sei consapevole di questa scelta particolare? Tu una volta mi hai detto che la Madonna ha scelto te perché hai poca memoria…
(sorride)
Esattamente, perché io sono quella più (…) Mirjana è più intelligente mentre io ogni tanto vado in crisi e penso che…siamo niente, siamo polvere senza Dio. Invece Dio è la forza, la gioia di vivere, di trasmettere quello che la Madonna ha messo dentro il Suo cuore.

Noi ci siamo innamorati della Madonna, abbiamo cominciato a seguirla perché Lei è stata la nostra forza, il nostro coraggio, nonostante avessimo paura della morte perché…chi non ha paura della morte ? Ma è prevalso il desiderio di Paradiso, è prevalsa la gioia della presenza della Madonna che ci ha mostrato che la vita non finisce qua, la vita va avanti verso l’eternità.

Senti… vorrei farti una domanda molto semplice ma chiara: tu sai che fra poco e, forse prima della fine dell’anno, la Chiesa si pronuncerà per la seconda volta – la prima volta fu a Zara nel 1991 – e ora a livello più grande, cioè a livello della Chiesa universale sarà il Papa stesso che darà delle direttive, dirà delle parole, le parole della Chiesa, di orientamento per tutti noi per quanto riguarda questo grandissimo evento che tocca da vicino ormai da un terzo di secolo la vita della Chiesa del mondo. Tu e voi veggenti come attendete questo pronunciamento?
Con tanta gioia, tanta, tanta gioia perché noi sappiamo che la Chiesa è la madre, e una madre non può picchiare, non può non amare i propri figli. Noi siamo stati sempre abituati dalla Madonna a vivere nella Chiesa. Lei ci ha portato nella Chiesa dalle rocce della montagna delle apparizioni, Lei ha detto: “andate nella Chiesa, là sarete protetti!”.

Noi con tutto l’amore siamo qua a testimoniare che la Chiesa ha da dire qualcosa siamo qua se ha bisogno di correggerci, siamo pronti, non abbiamo nessuna paura perché, la gioia di essere nella Chiesa, la ricchezza di essere cristiani, noi l’abbiamo imparata con la Madonna e questo ci dà tanta gioia nonostante non sappiamo quali siano i progetti di Dio.

Adesso abbiamo il Santo Padre, la Commissione ha parlato con noi. Io devo dire che ho avuto una bellissima esperienza incontrando la Commissione e non sto aspettando con paura, non ho paura perché se tutto questo è un’opera di Dio – e io credo sia opera di Dio – nessuno potrà distruggerla. Se non è da Dio sarà distrutta subito!

Per questo io ringrazio il buon Dio per il grande dono, io riconosco che è dono di Dio perché non è opera né mia né degli altri veggenti, non è opera di frati, non è opera di pellegrini ma è un invito della Madonna – come dice la Madonna: Dio le ha permesso di essere in mezzo a noi. Lei ci guida alla santità, Lei ci guida alla conversione, Lei ci chiama per mettere Dio al primo posto nella nostra vita. Lei è arrivata con il nome di Regina della Pace, chiede, supplica tutti noi di essere strumenti della pace “In questo mondo senza Dio e senza pace” dice la Madonna.

Ed è contenta la Madonna oggi?
La Madonna è arrivata con vestiti dorati… era contenta, era tranquilla, era gioiosa e nello stesso momento porta con sé il Paradiso e questo Paradiso lo sta trasmettendo a noi. Questa è una grazia ogni giorno. La presenza della Madonna è per tutti noi una cosa che non possiamo descrivere. Io penso che solo pregando possiamo sempre più dire: Signore grazie per questo dono! Perché tu stai cercando di convertirmi da uomo vecchio, attaccato al mondo, alla terra, ci stai elevando verso la vita eterna, verso la santità, verso il Paradiso! Tutti noi abbiamo quel desiderio di Paradiso nel cuore questo lo vogliamo condividere con tutti i pellegrini che vengono qui.

Grazie Marija, mi hai fatto commuovere…
Padre Livio… ringraziamo il buon Dio perché Medjugorje… è una ricchezza per tutti, una ricchezza per quelli che sono pagani. Io ho avuto in questi giorni un’esperienza bellissima di persone che sono arrivate qua senza Dio con un paganesimo terribile…quest’ideologia…

Due ragazze che sono arrivate, che vivono insieme con questa politica come si dice…come dice la pubblicità “due donne, due uomini”… sono venute qua da pagane per curiosità… da lontano… e hanno deciso di vivere nella castità, di lasciarsi e io dopo ho pianto e ho detto “nessuno ha detto loro niente” ma loro hanno sentito i comandamenti di Dio e hanno sentito il bisogno di non vivere più nel peccato. Tante situazioni di persone che erano lontane, pagane, alcolizzate, drogate, sono passate da Medjugorje… e hanno fatto un cambiamento totale della loro vita. Hanno abbracciato Dio e i suoi comandamenti, hanno abbracciato l’amore che Dio attraverso la Madonna sta dando.

Grazie Marija, adesso diciamo una preghiera…
(recitano il Magnificat…)

Marija ti raccomando la grande famiglia di Radio Maria, specialmente i malati i sacerdoti e tutti i volontari che ci aiutano…
Con tutto il cuore in questi giorni eravamo sulle colline… ci sarà tutta notte adorazione così saremo uniti con voi perché Medjugorje non dorme ma prega e davvero sarà così perché tanti pellegrini passeranno tutta la notte nella chiesa. La chiesa, le suore mi dicevano: “adesso durante l’adorazione esterna noi puliamo in fretta l’interno della chiesa perché così sarà bella pulita e bella fresca per l’adorazione di tutta la notte”. Così pregherò, saremo uniti con Dio e con la Madonna davanti al Santissimo con tutta la grande famiglia di Radio Maria, con tutti quelli che in qualche modo sono legati a Radio Maria. Pregherò e raccomanderò alla Madonna che la Sua radio sia davvero Sua in ogni momento! Che la protegga e che la guidi come vuole Dio!

Grazie di cuore Marija
Che Dio vi benedica Padre Livio. Grazie e buona notte.

Buona notte Marija

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Medjugorje. La Madonna chiama in alto

Posté par atempodiblog le 25 juin 2015

Medjugorje. La Madonna chiama in alto
Tratto da: Medjugorje. Il cielo sulla terra— Padre Livio Fanzaga, ed. PIEMME

Medjugorje. La Madonna chiama in alto dans Libri padre-Livio-Fanzaga-in-pellegrinaggio-a-Medjugorje

Il primo giorno delle apparizioni manifesta due elementi che saranno di grande importanza per lo sviluppo successivo. La Madonna non fa nulla a caso. Non solo le parole, ma anche i gesti che compie hanno un grande valore. Il primo giorno la giovane meravigliosa, apparsa sul pendio del monte, teneva un bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva, quasi volesse attirare l’attenzione su di lui. Nell’apparizione del giorno dopo il bambino non c’era più. La Gospa apparirà con il neonato in braccio solo nel giorno di Natale. Quale messaggio voleva dare la S. Vergine in quella prima manifestazione? Il significato appare chiaro. La Madre di Dio veniva ancora una volta come la mediatrice fra noi e suo Figlio. Il suo compito è quello di donarci Gesù e di condurci a Lui. E’ il tema fondamentale di tutti i messaggi della Regina della pace. In questa prospettiva la visione iniziale preannuncia il piano dell’Ancella del Signore, per i quale si sta spendendo da così tanto tempo. Vuole ricondurre a Gesù Cristo questa generazione che lo rifiuta e  lo combatte. L’ouverture delle apparizioni è di puro stampo cristologico. La Madonna non viene per sé, ma per suo Figlio. Lui solo è il Signore e l’unico Salvatore del genere umano. Il vangelo che Maria annuncia fin dal primo giorno è suo Figlio. Ci presenta colui che il cristianesimo stanco dell’occidente ha dimenticato, quando non lo ha tradito. Prima dell’ aut – aut drammatico del tempo dei dieci segreti, la Madre di Misericordia ha ottenuto dall’Onnipotente il dono di un ultimo accorato appello alla conversione.

Inoltre il primo giorno la Madonna invitava i veggenti ad avvicinarsi a Lei, ma loro, frenati dalla paura non ne hanno avuto il coraggio. Non sarà così il secondo giorno. La Madonna vuole che ci si avvicini a Lei, con la fiducia dei figli. Ciò riguarda non solo i veggenti, ma tutti noi. Nel momento dell’apparizione i suoi occhi si posano su ognuno. Nulla è ignoto al suo sguardo materno. Neppure i biglietti dei pellegrini, dove sono condensate le suppliche di una umanità sofferente e bisognosa di consolazione. La Madonna li guarda e li benedice, come a voler significare che nulla le sfugge. Nessuno può pensare di ingannare la Madonna. I suoi occhi vedono nel profondo dei cuori, scrutando i segreti e le intenzioni. Vede la situazione spirituale i ognuno. Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi il dolore e la sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno come” (2 gennaio 2012). Ai piedi di Maria ogni anima è come un libro aperto, dove il suo occhio materno scorge ogni minimo particolare. Dal secondo giorno delle apparizioni fino ad oggi la Madonna vuole che la gente sia vicina anche a costo, come avveniva nei primi tempi, di correre il rischio di farsi calpestare il velo che scende fino a terra.

La Gospa, facendo segno con la mano di avvicinarsi a Lei, invita a salire. Benché la Regina della pace sia apparsa un po’ ovunque a Medjugorje, raggiungendo ogni veggente nel luogo dove si trovava in quel momento, i luoghi sacri sono due montagne: il Podbrdo e il Krizevac. La Madonna scende dal cielo sulla terra e nel medesimo tempo invita noi ad avvicinarci al cielo. Marija e Vicka mi ha confidato che, specie nei primi tempi, nonostante il divieto dell’agosto 1981 da parte delle autorità comuniste di andare sul Podbrdo, il desiderio di salire in alto, sul monte delle prime apparizioni, era irrefrenabile, tanto che molte volte si sono recate, di notte, con altre persone. Una volta, il 31 dicembre del 1982, nel passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo, vi si sono recate scalze sul terreno ghiacciato:

Qualcosa ci attirava. Non si poteva resistere. Noi ci riunivamo nel vicinato. Si parlava, si cantava e si scherzava. A un tratto ci veniva in mente: Andiamo su? E subito si partiva. Passava da quelle parti la polizia, ma non ci hanno mai preso. Lassù pregavamo come sempre, soprattutto all’inizio. La Madonna arrivava appena incominciavamo a pregare. Poche volte mancava. Era molto contenta. Più ancora che durante il giorno. E’ una cosa che non si può descrivere” (Vicka). La salita sul Podbrdo, specie nei primi anni, fra pietre aguzze e cespugli spinosi, fra i quali si annidavano grosse serpi, era un segno del cammino spirituale che ognuno è chiamato a fare, fra le difficoltà e le croci della vita e le insidie del mondo e del demonio.

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Quelle parole del Papa sull’ansia di novità di chi segue i veggenti

Posté par atempodiblog le 13 juin 2015

Quelle parole del Papa sull’ansia di novità di chi segue i veggenti
Francesco è tornato a mettere in guardia chi riduce la propria fede alla curiosità per i messaggi e le rivelazioni private. Sabato 6 giugno aveva annunciato l’ormai prossima decisione su Medjugorje. Il caso Conchiglia e le pseudo-rivelazioni fatte arrivare a Benedetto XVI
di Andrea Tornielli – Vatican Insider
Tratto da: Una casa sulla Roccia

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Il Papa mette in guardia chi va alla ricerca dei veggenti per conoscere «la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio», cioè quanti fanno della propria vita un rincorrersi di messaggi, rivelazioni private, segreti, previsioni sul futuro.

Nell’omelia di Santa Marta [...] Francesco ha parlato di «quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana» e hanno «dimenticato che sono stati scelti, unti» che «hanno la garanzia dello Spirito» e cercano: «“Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?” Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama “Gesù” e niente di più».

Queste parole arrivano tre giorni dopo l’annuncio di una decisione in arrivo sul caso Medjugorje, citata da Bergoglio sul volo di ritorno da Sarajevo. Molti hanno messo in relazione le due cose, interpretando l’omelia quasi come l’anticipazione di un giudizio negativo sul fenomeno iniziato in Erzegovina nel 1981 e non ancora concluso.

Non è però la prima volta che Francesco si esprime in questi termini. Già il 13 novembre 2013, predicando a Santa Marta, aveva criticato la curiosità che spinge a far dire: «Il Signore è qua, è là, è là! Ma io conosco un veggente, una veggente che riceve lettere della Madonna, messaggi della Madonna». Il Papa aggiungeva: «La Madonna è Madre! E ama tutti noi. Ma non è un capo ufficio della posta, per inviare messaggi tutti i giorni». Anche allora le sue parole erano state messa in relazione con Medjugorje, pur potendosi riferire anche ad altri fenomeni di questo genere e soprattutto all’atteggiamento di chi trasforma la fede in un’insana curiosità.

L’evento delle apparizioni di Medjugorje, all’inizio ha riguardato un gruppo di ragazzi, ed è proseguito sotto forma di apparizioni private che continuano ancora oggi, ad orari determinati e quotidianamente. La Santa Sede non vuole che i veggenti partecipino a manifestazioni pubbliche nelle quali si dà per certa l’autenticità delle apparizioni, addirittura citandone l’orario nei manifesti pubblicitari.

Dei sei veggenti iniziali, tre assicurano di vedere ancora la Madonna alla stessa ora del pomeriggio e in qualunque luogo essi si trovino; una di loro ha un’apparizione ogni giorno 2 del mese, mentre gli ultimi due hanno un’apparizione all’anno.

È difficile immaginare che con le sue parole il Papa abbia voluto anticipare la decisione su Medjugorje. Dopo l’esaustivo ed equilibrato lavoro svolto da una commissione di esperti e teologi, voluta da Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini, il dossier è passato nelle mani della Congregazione per la dottrina della fede, che ne discuterà nei prossimi giorni. Poi l’esito sarà sottoposto a Francesco.

Quando la relazione Ruini venne consegnata al Papa nel gennaio 2014, si era appreso che la commissione si era pronunciata favorevolmente sulle prime apparizioni dell’estate 1981, ma aveva espresso dubbi sulle seguenti, non ancora concluse, pur non avendo riscontrato prove di raggiri o truffe. Anche per Fatima la Chiesa ha approvato le apparizioni del 1917 e non quelle successive, con annesse rivelazioni, che suor Lucia dos Santos ha continuato ad avere.

Tutt’altro problema, distinto dal pronunciamento sulla soprannaturalità dell’evento, è quello riguardante la cura dei milioni di pellegrini che ogni anno vanno a pregare a Medjugorje, nella chiesa parrocchiale che secondo molti potrebbe diventare un santuario sotto diretta tutela della Santa Sede. E la cura pastorale dei fedeli è tra gli aspetti che più stanno a cuore a Papa Francesco, che in Argentina, da arcivescovo, ha sempre valorizzato la devozione popolare.

«Conchiglia», apparizioni «oggettivamente eretiche e contro la dottrina della Chiesa»
Non va inoltre dimenticato quanto variegato sia il mondo delle rivelazioni private, dei sedicenti veggenti e degli pseudo-veggenti, fenomeni che la rete web ha amplificato. Ecco un esempio accaduto qualche giorno fa: lo scorso 9 maggio, nel corso di un incontro durato pochi minuti, al termine del rosario nei giardini vaticani, è stato consegnato al Papa emerito Benedetto XVI un libro di notevoli dimensioni, con la copertina rosso scuro e un sigillo a forma di conchiglia. Né il Papa emerito né il suo segretario particolare, l’arcivescovo Georg Gänswein, sapevano di che cosa si trattasse. Non conoscevano i contenuti del volume né i due emissari che rappresentavano la «veggente» Franca Miscio, meglio conosciuta come «Conchiglia», fondatrice di un movimento internazionale che si richiama a Guadalupe e a Juan Diego.

I «messaggi» ricevuti della sedicente veggente sono reperibili facilmente sul web. «Conchiglia» si presenta come una profetessa del nostro tempo e riempie pagine e pagine di testi che assicura di ricevere direttamente da Dio, da Gesù e dalla Madonna. Tra le «rivelazioni» più curiose, c’è una fede incrollabile nell’esistenza degli alieni e nel fatto che «i DNA alieni» si sarebbero mescolati «a quelli terrestri», con la conseguenza che ora ci sono «esseri alieni» che governano il mondo.

Il Vaticano viene descritto nelle «profezie» come la sentina di tutti i mali: «Il Vaticano è il centro di potere mondiale che intende fare di tutte le false religioni una unica religione mondiale… È covo dei sette vizi capitali e di altre nefandezze». Conchiglia, inoltre, divinizza la figura di Maria.

La sedicente veggente ha scritto molto sulla rinuncia di Benedetto XVI. Sostiene che le dimissioni sono state provocate dalla massoneria internazionale, e che Ratzinger sarebbe ancora il vero e legittimo Papa, mentre Francesco, definito «l’uomo iniquo che siede sul trono di Pietro», sarebbe un «impostore», un antipapa, un rappresentante dell’Anticristo. Contenuti che si commentano da soli.

A mettere in guardia pubblicamente dai «messaggi» di Conchiglia sono stati in tempi recenti il vescovo di Jesi, Gerardo Rocconi, che l’ha conosciuta personalmente, e il vescovo di Senigallia, Giuseppe Orlandoni, che ha più volte definito come «oggettivamente eretiche e contro la dottrina della Chiesa» le parole trasmesse dalla «veggente».

Il movimento di Conchiglia esibisce ora con grande evidenza sul suo sito le immagini dell’incontro con il Papa emerito, presentandolo quasi come un sigillo sui messaggi contenuti nel libro. Ma il vescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare di Benedetto XVI così racconta a Vatican Insider come si sono svolti i fatti.

«Come tante altre persone – riferisce Gänswein rispondendo per iscritto alle nostre domande - anche un certo signor Mimmo Rocco, che si è presentato come brigadiere capo dei Carabinieri, aveva chiesto, tempo fa, di incontrare il Papa emerito Benedetto. Gli è stato concesso un breve incontro dopo il rosario. Erano in due, lui e un’altra persona. Non conoscevamo né l’uno né l’altro. Durante l’incontro hanno consegnato un libro a Benedetto XVI, come si evince dalla sequenza di foto pubblicata sul sito. Non eravamo al corrente del contenuto. L’incontro è durato pochi minuti».

«Quando sono arrivato a casa – continua monsignor Gänswein – ho guardato il libro e poi lo ha visto anche Benedetto XVI. Siamo rimasti stupiti e anche scioccati perché ci siamo subito accorti che il libro conteneva delle “rivelazioni private”. Sono bastati pochi minuti per capire che si trattava di una cosa a dir poco strana e incredibile. Il Papa emerito mi ha incaricato di mandare subito il libro alla Congregazione per la dottrina della fede, per competenza».

«Non abbiamo dato nessuna importanza all’incontro – conclude monsignor Georg -  Ci sono tanti che si dicono “veggenti” in giro… Non sapevamo che il libro contenesse quelle affermazioni. È chiaro che non c’è alcun tipo di appoggio rispetto alla “veggente” e al contenuto del libro. Se Benedetto XVI avesse saputo che gli veniva consegnata una tale raccolta di “messaggi” non avrebbe accettato l’incontro».

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Radio Maria su Medjugorje: «La fede non è un luna park»

Posté par atempodiblog le 11 juin 2015

Radio Maria su Medjugorje: «La fede non è un luna park»
Padre Livio Fanzaga, voce dell’emittente vicina ai veggenti, dà ragione al Papa: «Il nostro credo non dipende dai messaggi della Madonna»
di Stefano Zurlo – Il Giornale

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Medjugorje non è un luna park. E invece tante persone vanno laggiù per «vedere girare il sole, per scattare le foto, per correre dietro ai veggenti» con una curiosità morbosa.

É il giorno dopo: l’omelia di papa Francesco, quella stoccata ai fedeli che «cercano i veggenti» e così smarriscono l’identità cristiana, ha provocato sconcerto e polemiche, ha disorientato tante anime semplici, probabilmente ha intasato anche i centralini di Radio Maria, la potenza dell’etere che da trent’anni dà voce a Medjugorje.

Così sono in tanti ad aspettare con ansia la risposta di padre Livio Fanzaga, il dominus dell’emittente, una bussola per migliaia e migliaia di famiglie. E padre Livio non si tira indietro, non glissa, non evita diplomaticamente un tema così appassionante e spinoso. No, parla e commenta le parole di Bergoglio, ma cerca, a modo suo, di accorciare la distanza e di comporre il conflitto: «Papa Francesco ha ragione – afferma al microfono – ma tranquilli, i fedeli, quelli autentici, non hanno nulla da temere».

Può sembrare una capriola quella del sacerdote, ma lui spiega e rispiega, conforta e mette i puntini sulle «i». «Il problema – è la sua interpretazione del messaggio di Santa Marta – non sono le apparizioni». Semmai la mentalità dei pellegrini che a milioni frequentano il villaggio dell’Erzegovina dove le apparizioni sono iniziate nel 1981. E qui, per usare il vocabolario evangelico, occorre separare il grano dal loglio: «Ci sono i pellegrini che raggiungono Medjugorje per convertirsi e per quelli non cambia niente. Ma poi ci sono quelli che ci vanno solo per curiosità, come al luna park. E corrono appresso ai messaggi delle quattro del pomeriggio, ai veggenti, al sole che gira». Il Papa, commenta padre Livio, ha fatto bene a prendere posizione contro questa deriva, anzi contro quella che lui considera una «deviazione» dalla retta strada.

Non è facile trovare il giusto equilibrio fra le diverse spinte e controspinte, fra le parole che arrivano, urticanti, da Roma, e quelle che giungono dal paesino della ex Jugoslavia. Per qualcuno il Papa ha sconfessato le apparizioni e non ha parlato a caso, visto che nei prossimi giorni potrebbe finalmente arrivare la pronuncia, attesa da molto tempo, dell’ex Sant’Uffizio.

Ma padre Livio distingue e invita a non avventurarsi in giudizi superficiali. L’obiettivo del Papa è un altro: «Il cristianesimo light, da pasticceria, che insegue le novità e va dietro a questo e a quello». Così non va bene: «Noi crediamo in Gesù Cristo morto e risorto». Questo è il cuore, anzi il fondamento della nostra fede. E la nostra fede, con tutto il rispetto, non può dipendere dai messaggi che Maria affida a Mirjana e agli altri ragazzi, oggi diventati adulti. Padre Livio si spinge più in là, prova a chiarire: «Conosco sacerdoti che non credono alle apparizioni riconosciute, come Lourdes e Fatima. Bene questi preti non peccano contro la fede». Sono liberi di pensarla come vogliono, anche se la Chiesa ha messo il suo sigillo su quel che accadde in Portogallo e sui Pirenei. Figurarsi a Medjugorje che da più di trent’anni divide e lacera la stessa Chiesa. Ci sono vescovi scettici, a cominciare da quelli della ex Jugoslavia, e autorevolissimi cardinali, come quello di Vienna Schonborn, entusiasti. E poi le apparizioni, migliaia e migliaia, vere o verosimili che siano, proseguono. Il fenomeno è ancora in corso. Dunque, prudenza. La Rivelazione non può essere confusa con le rivelazioni private.

«Per chi frequenta Medjugorje – conclude padre Livio – questa dev’essere l’ora della purificazione: digiuno, preghiera, conversione. E invece c’è chi impugna Medjugorje come una bandiera e la innalza e fa pressione sul Papa e magari ingrassa il portafogli».

Insomma, «l’ammonimento del Papa» è benvenuto. E Medjugorje resta un miracolo. Senza trucco.

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Il richiamo del Papa e della Regina della Pace: fare del Vangelo un’esperienza di fede vissuta

Posté par atempodiblog le 10 juin 2015

Il richiamo del Papa e della Regina della Pace: fare del Vangelo un’esperienza di fede vissuta
di Diego Manetti
Tratto da: Diego Manetti wordpress

Il richiamo del Papa e della Regina della Pace: fare del Vangelo un'esperienza di fede vissuta dans Apparizioni mariane e santuari 15pj3ms

Nell’omelia di ieri presso Casa “Santa Marta” papa Francesco è intervenuto sul rischio di annacquare l’identità cristiana, esprimendosi anche sul rapporto che i fedeli possono avere con le apparizioni della Madonna. Ha infatti avvertito che ci sono “quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana” e hanno “dimenticato che sono stati scelti, unti” che “hanno la garanzia dello Spirito” e cercano: “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama ‘Gesù’ e niente di più”. Questo è il passaggio più esplicito, in cui non si può non cogliere un rimando alle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje.

Qualcuno ha letto in queste parole una presa di distanza dal “fenomeno Medjugorje”, ma non credo affatto sia così. Infatti, non si esprime sul fatto delle apparizioni, quanto sul rapporto che con esse hanno alcuni fedeli che, invece di accogliere i messaggi della Madonna come un dono del Cielo, si limitano a vana curiosità, ricercando chissà quali elementi di novità che possa soddisfare la loro “gola spirituale”, dimenticando che la divina rivelazione si è compiuta con la morte dell’ultimo apostolo e dunque non ci si può attendere nulla “in più” di quanto già rivelato in Gesù Cristo e da Gesù Cristo.

Un chiaro esempio di come la Regina della Pace non sia venuta a Medjugorje per portare chissà quale novità ma semplicemente per esortarci a tornare al Vangelo, sono i seguenti messaggi:

Messaggio del 19 settembre 1981 – «Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo».
Messaggio del 12 novembre 1982 – «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro».

Insomma, la Madonna a Medjugorje non fa che rimandare al Vangelo e i suoi stessi messaggi non sono che esortazioni a vivere sul serio il Vangelo di Suo Figlio:

Messaggio del 25 dicembre 1996 – «Cari figli! Oggi sono con voi in modo speciale tenendo Gesù Bambino in braccio, e vi invito, figlioli, ad aprirvi al Suo invito. Lui vi invita alla gioia. Figlioli, vivete gioiosamente i messaggi del vangelo, che ripeto dal tempo in cui sono con voi. Figlioli, io sono vostra madre e desidero svelarvi il Dio dell’amore e il Dio della pace. Non desidero che la vostra vita sia nella tristezza ma che sia realizzata nella gioia secondo il vangelo per l’eternità. Solo così la vostra vita avrà senso. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!».

Facciamo tesoro del richiamo di papa Francesco e della Regina della Pace per fare del Vangelo di Gesù un’esperienza di fede vissuta. Uniti in preghiera!

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Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste

Posté par atempodiblog le 29 avril 2015

Da Medjugorje Maria ci guida a Pentecoste
Pochi giorni fa la Regina della Pace è apparsa alla veggente Marija, affidandole un messaggio di incoraggiamento e raccomandazioni verso la solennità che conclude il tempo di Pasqua. Ripercorriamo intanto alcune tappe di questa storia divenuta quella personale di tanti fedeli
di Roberto Lauri – La Croce – Quotidiano

Tratto da: Radio Maria

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Le apparizioni della Madonna del 24 e 25 Giugno 1981, sulla collina del Podbrdo a Medjugorje, sono state le prime in assoluto. Possono essere considerate come un primo contatto della Vergine con i sei ragazzi: Mirjana Dragicevic, Ivanka Ivankovic, Jakov Colo, Marija Pavlovic, Vicka Ivankovic e Ivan Dragicevic, che avranno negli anni successivi apparizioni quotidiane. Oggi, alcuni di loro, non le hanno più ogni giorno ma a date prefissate.

Lo strano fenomeno, che si era verificato sulla collina, in quei primi due giorni, era sulla bocca di tutti gli abitanti del piccolo centro Jugoslavo, se ne parlava anche nei paesi limitrofi. Molte persone narravano le vicende con dovizia di particolari, suscitando una certa invidia a chi di quell’apparizione conosceva poco o nulla. Alcuni vantavano anche la più o meno stretta parentela con qualcuno dei sei ragazzi. Uno strano senso di curiosità, frammista a scetticismo e timore, serpeggiava in tutto il circondario della cittadina di Citluk, di cui Medjugorje è una frazione. Le forze di polizia erano allarmate di quello che stava accadendo, la Jugoslavia era ancora un paese comunista, quindi con sollecitudine, avvertirono della strana vicenda i funzionari del Partito. Con questa agitazione di umori e sentimenti inizia quello che sarà il terzo giorno delle apparizioni. In quel 26 giugno 1981 sempre alle sei e un quarto del pomeriggio, una luce insolita, bianca, bellissima, comparve sulla collina. All’evento era presente una vera e propria folla, il passaparola, aveva fatto accorrere ai piedi del piccolo colle un gran numero di persone. Si erano, infatti, dati appuntamento per quello strano fenomeno, due/tremila persone, provenienti, anche da molti villaggi vicini. I sei veggenti, erano invece ai piedi della collina, nel luogo preciso dove avevano avuto la prima apparizione. Non erano soli, ad accompagnarli c’era un loro vicino di casa, un meccanico di nome Marinko, forse più che per accompagnarli, era andato per proteggerli dalla folla.

La Madonna apparve nuovamente, e fece ai ragazzi cenno di avvicinarsi a lei. Come era successo nei primi giorni, salirono la collina a grandi passi, con una velocità sorprendente, noncuranti di quel terreno accidentato e sassoso. Quella figura li attirava a se con una forza incredibile. Vicka, la più grande del gruppo, aveva portato una boccetta d’acqua benedetta, come aveva fatto a Lourdes Santa Bernadette. Aveva paura che quella che si presentava a loro non era la Vergine, ma il demonio, quindi con voce ferma disse “Se sei la Madonna, resta con noi, altrimenti vattene!”. La Gospa, che era apparsa loro sorridente, continuava ancora a sorridere, sotto una pioggia di acqua benedetta. Vicka, con energia e in maniera generosa svuotò fino all’ultima goccia la bottiglietta d’acqua in direzione di quella figura. Incalzò Ivanka e con decisione disse alla Madonna “Perché sei venuta e cosa vuoi da noi?” Con una voce dolce, angelica, musicale Maria le ribadì “Perché qui ci sono buoni credenti e anche perché vi convertiate e mettiate pace in questo popolo”.

La cittadina di Medjugorje, infatti, aveva bisogno di pace, tra i suoi abitanti vi erano vecchi attriti e divisioni tra le famiglie. Prima dell’ultima guerra, dissidi e inimicizie tra i concittadini, avevano portato all’uccisione di tre persone e al ferimento di altre. Pace non solo per quel piccolo villaggio, ma una pace universale, perché aggiunse Maria “Vengo a convertire e a riconciliare tutto il mondo”. Solo i veggenti vedevano la Gospa, mentre i presenti che videro solo una grande luce, urlavano ai ragazzi “Chiedetele di dare un segno della sua presenza”. La risposta della Madonna non si fece attendere e replicò: “Beati coloro che non hanno visto e credono!”. Ad un certo punto, intervenne Mirjana chiedendo a quella figura: “Come ti chiami?” ottenne come risposta: “Io sono la Beata Vergine Maria” continuando a ripetere con voce di supplica: “Pace, pace, pace! Riconciliatevi”. Con queste parole si concluse l’apparizione di quel terzo giorno.

Il giorno successivo, la polizia, insospettita da quello che stava accadendo e con la preoccupazione di una cospirazione contro il partito, prelevò dalle loro case i sei ragazzi. I poliziotti condussero i giovani nel capoluogo, dalla dottoressa Ante Vujevic per sottoporli ad un esame psichiatrico. La dottoressa li visitò, parlò con ciascuno dei sei ragazzi ed emise la sua diagnosi che diceva “Tutti sono sani di mente”. Dichiarerà successivamente “Coloro che avevano bisogno di una visita psichiatrica, erano le persone che avevano condotto a me i ragazzi”.

Dopo la visita ed un interrogatorio da parte della polizia, i veggenti ritornarono a Medjugorje in tempo per l’apparizione. Erano, nuovamente tutti presenti, eccetto Ivan, che non riuscì ad andare. Ecco che la Vergine apparve nuovamente loro e Vicka su suggerimento di un francescano della parrocchia, chiese alla Gospa: “Cosa ti aspetti dai sacerdoti?”. La Vergine rispose “Che siano fermi nella fede, che vi aiutino”.

La stessa Vicka incalzò e chiese: “Perché non appari a tutti in chiesa?”. La risposta di Maria fu la medesima del giorno prima, quando le chiedevano di un segno: “Beati quelli che credono senza aver visto!”. Con queste parole la Vergine scomparve mentre i veggenti continuavano a recitare le preghiere. Ma ecco che quando intonarono il canto: “Tutta bella sei”, la Madonna riapparve nuovamente. Vicka, alla sua vista le chiese, con decisione e con voce forte: “O Vergine, cosa vuoi da questo popolo?”. Per una terza volta, la Gospa rispose: “Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono”.

Il meccanico Marinko che continuava ad accompagnare i veggenti, sul luogo delle apparizioni, dopo essersi fatto indicare dai ragazzi, il punto esatto delle visioni, vi pose una pietra con disegnata una croce bianca. Un segno, per indicare a tutti i fedeli il luogo esatto dove appariva la Vergine.

Il giorno seguente, Domenica 28 giugno,Padre Jozo Zovko, parroco di San Giacomo, rientrò a Medjugorje dopo alcuni giorni; infatti era andato a Zagabria, per fare alcune prediche. Rimase turbato da quello che stava accadendo, quasi non riconosceva più quella sua assonnata, silenziosa, quieta parrocchia di periferia. Era tutto un via vai di persone, che gli parlavano con agitazione, che gli raccontavano di quei fatti strani, di quei sei suoi piccoli parrocchiani che vedevano nientemeno che la Beata Vergine! Addirittura parlavano con lei! Turbato da quelle vicende che gli erano state raccontate si fece condurre in parrocchia i sei ragazzi per interrogarli. Li conosceva molto bene quei giovani, erano assidui in parrocchia, bravi ragazzi di famiglie perbene. Rimase indeciso se credere loro, anche se non riusciva a capire perché avrebbero dovuto imbastire una storia così assurda, rischiando severe punizioni. Ma la prudenza non è mai troppa in queste occasioni, sapeva bene cosa dice la Chiesa, conosceva la severità in cui tratta le apparizioni, ricordava perfettamente le vicissitudini nelle quali erano incorsi i parroci di Fatima e di Lourdes. Era necessaria prudenza, molta prudenza, non bisognava subito, dar credito ai ragazzi.

Quella stessa sera, verso le sei, una moltitudine di persone, forse dieci-quindicimila, provenienti da molte città vicine, si accalcarono sulla collina in attesa dell’apparizione. I veggenti, videro e parlarono con la Gospa, le posero domande suggerite dai presenti e le risposte che ottennero da Maria, le comunicarono a tutti. In quell’occasione, qualcuno portò sul luogo delle apparizioni un piccolo registratore, il tutto fu inciso su un nastro magnetico. Proprio da queste registrazioni, risulta che la Madonna abbia detto: “Che il popolo creda e sia perseverante nella fede”, inoltre che “I preti siano fermi nella fede e vi aiutino” , ed ancora una volta, la quarta consecutiva, affermò “Beati coloro che credono senza aver visto”. Con un’ultima frase, diretta ai sei giovani, “Andate nella pace di Dio” si congedò da loro e scomparve.

Le autorità del Partito e gli organi di polizia, erano in agitazione, preoccupati di quanto stava accadendo a Medjugorje, troppa gente si riversava in quel luogo, per una presunta apparizione mariana. La paura di agitazioni popolari, e i grandi assembramenti di persone in uno stesso luogo,fece decidere alla polizia di interrogare nuovamente i veggenti. Cosi il giorno seguente, lunedì 29, alcuni poliziotti prelevarono i ragazzi per effettuare un nuovo esame psichiatrico presso l’ospedale di Mostar. I sei veggenti, attesero la visita, in un lungo corridoio davanti alla porta aperta dell’obitorio e ne rimasero impressionati. Avevano molta paura. Li visitò Il Dr. Dzuda, anche in questa occasione, la diagnosi confermò il loro sano equilibrio psichico e mentale. Ritornarono a Medjugorje in tempo l’apparizione, Maria diede loro un nuovo messaggio: “C’è un solo Dio e una sola Fede. Credete fermamente e con fiducia”. Tra i presenti vi era anche una coppia con un bambino gravemente malato di setticemia e chiesero ai veggenti di pregare la Madonna di intercedere per il loro figlio. La Madonna li incoraggiò a pregare per la sua guarigione, nei giorni seguenti il suo stato di salute migliorò. Questa sarà la prima di una lunga serie di guarigioni straordinarie.

Il giorno successivo, la folla che attendeva i veggenti ai piedi e lungo la collina, per l’ora dell’apparizione era fortemente aumentata, ma questa volta rimase delusa, i ragazzi non erano andati. Infatti, nel primo pomeriggio, due donne Ljubica e Mirjana, su incarico della polizia, fecero fare ai giovani una gita in macchina, allo scopo di tenerli lontani dal luogo delle apparizioni. La polizia era molto preoccupata di ciò che stava accadendo, nella capitale si diceva, addirittura, che a Medjugorje era in atto un complotto clerico-nazionalista con infiltrazioni fasciste. I ragazzi accettarono l’invito alla gita con entusiasmo, eccetto Ivan che non era voluto andare, del resto era una buona occasione per salire su un’auto, per fare una piacevole escursione, un evento raro per quei ragazzi poveri. La gita includeva anche le cascate di Kravica, i ragazzi erano felici anzi entusiasti, anche perché le due donne avevano offerto loro dei dolci. Sulla strada del ritorno, il piccolo Jakov, improvvisamente chiese di fermare la macchina, vedeva una gran luce, era la Gospa che avanzava verso di loro e che si fermò al loro cospetto, su di una piccola nuvola. Mirjana si fece coraggio e disse alla Vergine: “Ti dispiacerebbe se ti aspettiamo in chiesa? Perché la polizia ci proibisce l’accesso alla collina e minaccia le nostre famiglie”. La Gospa annuì e disse: “Sì, alla stessa ora”. Anche le due donne, Ljubica e Mirjana erano presenti al fenomeno e rimasero molto turbate dalla visione di quei fenomeni luminosi, questa fu l’ultima loro collaborazione con gli uomini della sicurezza pubblica. La polizia continuava a non demordere, aveva troppa paura di quegli assembramenti, di quella gente che gridava al miracolo, di quel ritorno di Fede del popolo. Così il giorno successivo, Mercoledì 1 luglio, poco prima dell’apparizione agenti di polizia tornarono nuovamente a Biakovici. Tre veggenti, Ivanka, Mirjana e Vicka vennero fatte salire su un furgone, ma mentre si allontanavano dal paese, riuscirono a vedere da lontano la forte luce che anticipava la venuta della Gospa sulla collina.

La polizia seguiva e controllava ogni movimento dei giovani veggenti, non permetteva più loro di accedere alla collina. Così Giovedì 2 luglio, fra’ Jozo, il parroco di San Giacomo, verso le diciassette e trenta fece portare i veggenti in canonica, per permettere loro di avere l’apparizione, lontano da sguardi indiscreti.

Dopo l’incontro con la Madonna, i ragazzi andarono in chiesa dove c’era una gran folla di fedeli; Padre Jozo fece parlare Jakov, era cosi piccolo che la sua testa sporgeva a malapena dal bordo dell’altare. Con voce ferma disse ai presenti: “Oggi ho chiesto alla Madonna di lasciarci un segno. Essa ha solo mosso la testa, facendo segno di si e poi è scomparsa. Prima di andarsene ci ha detto: Arrivederci, angeli miei”. Tutti i presenti furono molto commossi da quelle parole.

Padre Jozo, era preoccupato, era confuso, non sapeva come comportarsi per quelle vicende che stava vivendo, erano troppo grandi per una persona semplice come lui. Da uomo di fede, chiese aiuto al Signore, quando assorto in una fervente preghiera, sentì come una voce che gli disse: “Proteggi i bambini”.

Stupito da quelle parole, andò a cercare subito i ragazzi, sulla porta della chiesa li vide in lacrime, erano molto impauriti e correvano verso di lui per cercare un rifugio sicuro dalla polizia, che nel frattempo li stava cercando. Li nascose in canonica, in una piccola stanza e chiuse a chiave la porta. La Madonna apparve loro in quella stanza chiusa, come sempre bella e piena di gioia. Li confortò dicendo loro di non temere, perché gli avrebbe dato la forza per sopportare tutte quelle difficoltà che stanno vivendo. I sei piccoli veggenti, si sentivano molto stanchi e turbati per quello che stava accadendo loro , erano un gran peso tutti quegli interrogatori, quelle visite mediche, quelle minacce, quindi decisero di rimanere ognuno nelle proprie case. In quel sabato del 4 luglio la Madonna li sorprese apparendo a ciascuno di loro nel luogo dove si trovano.

Le apparizioni non erano, quindi finite, nei giorni successivi tutti insieme, si diedero appuntamento in luoghi diversi: in casa di uno o dell’altro, in aperta campagna oppure in chiesa. Padre Jozo, cominciò a non aver più dubbi su quelle apparizioni, anzi iniziò a crederci fermamente. Nelle sue prediche iniziò a metterci più entusiasmo, la sua chiesa non era mai stata così piena, questo lo confortava e gli dava coraggio.

Prediche ascoltate, però, anche dalla polizia, che non gli perdonava di aver detto: “Quarant’anni di deserto!” A cosa si riferiva Padre Jozo? Ai quarant’anni da quando Tito ha preso il potere? Come poteva paragonare la rivoluzione socialista al deserto! Per queste parole dette, Padre Jozo fu arrestato e gli furono confiscate tutte le elemosine della parrocchia.

Il parroco, si giustificò al processo dicendo che si riferiva al popolo ebraico, quando diceva “Quarant’anni di deserto”, Questo non bastò a far si che Padre Jozo fosse condannato a ben tre anni e mezzo di carcere. Verrà liberato, anticipatamente, dopo un anno e mezzo, grazie alle oltre 40.000 lettere scritte al presidente della repubblica jugoslava dai lettori del settimanale Il Sabato. Questo è il resoconto dei primi dieci giorni delle apparizioni, desunte dalle interviste e dai racconti, che nel corso degli anni i veggenti hanno fatto.

Marija ha avuto la consueta apparizione mensile, la Madonna le ha consegnato il seguente messaggio:
“Cari figli! Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza. La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene. Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Solo alcuni spunti di riflessione:
La Madonna in questo messaggio vuole quasi anticipare o prepararci alla grande festa della Pentecoste, ricordandoci di pregare lo Spirito Santo. Anche nel messaggio del 2 Aprile, prima della Pasqua, parlando della Resurrezione di Gesù, voleva aprire il nostro cuore al grande mistero della fede, quasi a voler scandire i tempi liturgici. Con la sua natura umana, comprende, capisce le nostre preoccupazioni di questo tempo. Le nostre ansie, le nostre angosce di questo mondo votato sempre più al relativismo, senza speranza di un futuro, pieno di odio, di sofferenze. Ci supplica a pregare lo Spirito Santo, che ci dia la forza, il coraggio di combattere il maligno, che in questi tempi sembra essere dotato di energia particolare. Ma non ci lascia soli in questa lotta, perché dice “Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù”. Una grande consolazione, per non sentirci abbandonati in questa lotta difficile ma necessaria per la salvezza nostra e del mondo.

Nota: pubblicando i messaggi non si vuole dare nessuna forma di autenticazione agli stessi o agli eventi di Medjugorje in generale. Ogni decisione in merito, spetta solo alla Chiesa a cui ci si rimette in piena obbedienza.

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Nek: «E’ Dio a darmi la carica»

Posté par atempodiblog le 24 avril 2015

Nek: «E’ Dio a darmi la carica»
Filippo Neviani, in arte Nek, ci confida quali sono i valori a cui sta educando la figlia e come è passato dalla fede tiepida a quella convinta: «Leggete il vangelo, Dio cambia la vita».
di Laura Bellomi – Credere

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Siamo fatti per amare, lo ha cantato lui stesso nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, e l’amore prevede anche di chiedere scusa. Realisticamente, tutti i giorni. «Saper domandare perdono è una cosa che si impara da piccoli», dice Nek. «È la prima cosa che cerco di insegnare a mia figlia: nelle piccole come nelle grandi cose, bisogna avere l’umiltà di riconoscere gli errori prima che l’orgoglio s’insinui tra i sentimenti». A due mesi dal Festival che lo ha visto protagonista (secondo posto in classifica generale e premio miglior cover) Filippo Neviani continua ad avere incalzanti impegni professionali, ma decide di dedicare del tempo ai lettori di Credere perché, dice, la fede va testimoniata e lui non si tira indietro.

Nek, partiamo da lei, come si definirebbe?
«Sono un ottimista, ma è Dio che mi dà una carica particolare. Anche all’ultimo Festival ero sereno, e difatti tanti l’hanno capito semplicemente guardandomi in faccia. Ho sempre avuto fede, i miei genitori mi hanno insegnato i valori cristiani, ci tenevano che io frequentassi la parrocchia: l’oratorio mi ha fatto crescere con uno spirito positivo».

Come vive il rapporto con Dio?
«Anche se non sono sempre ligio e a volte perdo l’equilibrio, ogni giorno lo ringrazio e prego perché mi sostenga. La fede è un cammino quotidiano, serve soprattutto per affrontare le difficoltà della vita. Dio entra e opera nella disponibilità di ciascuno di noi».

Ha pregato anche in occasione di Sanremo?
«Certo, nei giorni precedenti al Festival ho pregato Dio assieme al mio assistente spirituale. Ho chiesto al Signore di proteggere la mia gola. Ho vissuto la kermesse con una gioia e una serenità troppo strane perché le avessi costruite io personalmente… e non ho avuto problemi di salute. Sono poi andato alla Messa per gli artisti senza dire niente a nessuno, e ho ringraziato Dio per l’esperienza di successo e grazia».

Al Teatro Ariston si è esibito tre volte. Ma qual è stato il suo primo palcoscenico?
«Quello della parrocchia San Giorgio a Sassuolo. Ho anche cantato nel coro della chiesa. Con gli amici dell’oratorio avevamo fondato un gruppo, i Winchester, suonavamo John Denver, musica country. Solo poi sono passato al rock». Cosa serve per crescere nella fede? «Sono gli incontri e i testimoni che ti cambiano, poi serve curiosità. Per lo meno, per me è stato così».

Quali sono state le figure più importanti nel suo cammino di credente?
«Chiara Amirante e gli amici della comunità di Nuovi orizzonti, innanzitutto. Prima di incontrarli la fede per me era legata all’andare a Messa, ero un credente tiepido. Da quando ho conosciuto Nuovi orizzonti, dentro di me è scattato qualcosa: mi hanno presentato Dio in maniera diversa, vicina, concreta, non come facevano una volta a catechismo, e così ho voluto sperimentare, toccare con mano quello che mi raccontavano a parole».

Cosa le hanno rivelato di Dio che l’ha così tanto colpita?
«Semplicemente hanno portato Dio dal cielo alla terra. È come se Chiara mi avesse detto “ti presento mio padre, che è anche il tuo”. Dio non è più stato un dogma, ma una presenza, un genitore che elargisce consigli, che è vicino, proprio come un padre».

Grazie a Chiara Amirante, è diventato “Cavaliere della luce”. Che cosa significa?
«Significa sentirmi chiamato a sussurrare alle persone che Dio non lascia soli, che il caso non esiste. Non sono un teologo, un santone, un asceta, ma anche la Madonna l’ha sempre detto: il modo migliore per parlare di Dio agli altri è l’esempio. Così, attraverso me e le mie esperienze, penso di poter trasmettere qualcosa agli altri: quando hai pace interiore riesci a parlare chiaramente, a risolvere molti dubbi».

Diceva che con Nuovi orizzonti ha iniziato a vedere Dio come un padre. Al suo, Cesare, lei era molto legato…
«Sì, è morto nel 2012 dopo due anni e mezzo di malattia. Era il mio punto di riferimento, la sua morte è stata un grande dolore, mi ha lasciato un senso di vuoto. Però, mentre stava per andarsene una parte importantissima della mia vita, è nata mia figlia Beatrice: è arrivata proprio mentre lui si indeboliva, è stata quasi una compensazione da parte di Dio. Mio padre ha fatto poi in tempo a vederla nascere e l’ha anche cresciuta per un po’». Ora che a sua volta è papà di Beatrice, come vive la paternità? «Un figlio è il più bel regalo che la vita ti possa dare. Beatrice Maria, il cui nome significa portatrice di gioia, è nata il 12 settembre, onomastico della Madonna, e l’abbiamo consacrata al Cuore immacolato. Sono convinto che la nostra piccola sia un regalo di Dio, e penso anche che Beatrice sia particolarmente protetta dall’alto».

Condivide la fede con sua moglie Patrizia?
«Sì, abbiamo conosciuto assieme Chiara Amirante e assieme abbiamo deciso di dedicarci alla testimonianza: tutte le volte che visito una comunità lo faccio con Patrizia. Grazie a Dio, questo è un percorso che facciamo assieme: quando uno perde le staffe si ritrova e ritrova Dio nella stabilità dell’altro».

Avete battezzato Beatrice poco dopo la nascita o avete deciso di aspettare e lasciare a lei la scelta del sacramento?
«L’abbiamo battezzata a pochi mesi: per me e mia moglie era importante darle subito questa grazia. Ogni genitore può fare quello che vuole, ma devo dire che mi fa specie quando sento qualcuno che dice di voler lasciare libero il figlio. In ogni caso, penso si abbia la responsabilità di spiegare ai bambini cosa significhi il Battesimo e il diventare cristiani».

Nelle sue canzoni parla spesso di Dio. Non ha paura che ciò le faccia perdere dei fan?
«Può darsi anche che io abbia già perso qualche fan però nelle canzoni parlo di me, e quindi per forza anche della mia fede. Ho avuto diversi “scontri” con i miei collaboratori, ad esempio quando ho scelto di presentare come singolo Se non ami, in cui c’è un verso in cui dico: “Se non ami, non ha senso tutto quello che fai”. Il dubbio di tanti era che non rientrasse nei canoni commerciali, era troppo controcorrente. Io però, pur nel rispetto degli altri, mi sono sentito di dare spazio alla fede. Oggi non c’è un mio disco in cui non ci sia un qualche riferimento a Dio: nell’ultimo album, ad esempio, canto che “la Verità ci rende liberi”, proprio citando Cristo».

I fan l’hanno vista anche a Medjugorje: cosa rappresenta per lei questa meta?
«Medjugorie è un luogo tranquillo che infonde serenità, per me è come andare a casa, ci sono andato già sei volte. A me serve per ridimensionare le esperienze: nel marasma della vita e della professione a volte mi perdo i pezzi, mi dimentico di ringraziare, di fare gesti di carineria, oppure sbaglio senza accorgermene. Lì invece trovo occasione per stare con me stesso, il tempo si dilata e riesco a fare l’esame di coscienza. Torno a casa con un lenzuolo bianco al posto dei vestiti… candido, fino a che non lo sporco nuovamente».

A chi consiglierebbe di andare a Medjugorje?
«Ci porterei alcuni colleghi, perché noi cantanti abbiamo un lato inquieto. Tanti mi fanno domande, c’è molta ricerca, molto bisogno di spiritualità. Andare a Medjugorje fa bene all’ego, ti rendi conto dei drammi altrui e di quanto sei fortunato».

A un giovane che si scontra con la Chiesa-istituzione, cosa vorrebbe dire riguardo alla fede?
«Gli direi di non fermarsi a quello che dicono gli altri e che anche i sacerdoti, come tutti gli uomini, sono soggetti a tentazione. Bisogna leggere il Vangelo e verificare se questa lettura nella vita porta frutto o porta danno. Dal mio punto di vista per assaporare ogni giorno in maniera più forte, più emozionante, bisogna guardare a chi, duemila anni fa, ha detto che l’amore più grande è pensare agli altri prima che a se stessi».

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