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“Santificate voi stessi e santificherete la società”

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2015

“Santificate voi stessi e santificherete la società”.

San Francesco d’Assisi

san francesco

“Francesco non critica, non attacca: non usa l’ideale della povertà per combattere la Chiesa. Egli vive semplicemente l’imitazione di Cristo povero in umiltà e in obbedienza.

Gli eretici usavano l’ideale della povertà per scardinare la Chiesa, ma il loro non era l’ideale evangelico. Infatti, la povertà nel Vangelo non è mai soltanto uno stato sociale, ma un atteggiamento umile del cuore. Francesco, vero povero di Cristo, quindi umile di cuore, rinnova la Chiesa senza contestarla”.

Padre Livio Fanzaga

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La Madonna ci invita alla santità

Posté par atempodiblog le 28 octobre 2015

La Madonna ci invita alla santità
Tratto da: Radio Maria Fb

Messaggio della Regina della Pace di Medjugorje a Marija del 25/10/2015

Cari figli!
La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza.
Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l’esempio dei santi di questi tempi e vedrete che la santità è realtà per tutti voi.
Figlioli, gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La Madonna ci invita alla santità dans Fede, morale e teologia Maria-Regina-della-Pace


Padre Livio Fanzaga: Cosa ti ha colpito di più di questo messaggio?

Marija: Mi sembra questo invito della Madonna a vivere la santità in questi tempi; e ci chiede di seguire l’esempio dei santi che noi abbiamo conosciuto, come San Giovanni Paolo II, Madre Teresa che era una in mezzo a noi. Poi abbiamo conosciuto tanti santi che non sono ancora arrivati sull’altare, ma per i quali speriamo e che noi preghiamo. Tra questi anche la mia guida spirituale, Padre Slavko, per il quale la Madonna ha detto il giorno dopo la sua morte: “Vostro fratello Slavko è nato in Cielo”. Teologicamente non so spiegare, ma per me una persona così è irripetibile e insostituibile, come dice la Madonna. Il Signore ci mette a fianco nella nostra vita questi esempi, queste persone, perché possiamo cercare di imitarli, mentre ringraziamo Dio per averli conosciuti.

P. Livio: Nella nostra vita non incontriamo solo i cattivi, ma anche i santi, che magari sono persone molto semplici. Forse la Madonna aveva uno sguardo su quella coppia di sposi che la Chiesa ha canonizzato: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Marija: Oggi ero alla Messa qui al Carmelo di Monza, dove ci sono ancora le reliquie degli sposi Martin. Lei pensava di diventare suora e lui sacerdote; invece il Signore li ha portati al matrimonio e hanno avuto nove figli, di cui quattro sono morti in tenera età e le altre cinque sono diventate suore. Una è diventata santa Teresina, le altre, un po’ meno conosciute, ma ugualmente sante agli occhi di Dio. La Madonna dice: “Gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili…”, come a dire che noi siamo unici per Dio, che siamo la cosa più bella che ha creato.

P. Livio: Allora anche tu come mamma speri di diventare santa?

Marija: Speriamo. Io spero nel martirio perché è più semplice… Tante volte pensiamo che diventare santi bisogna essere tristi, invece la Madonna anche con questo messaggio ci da’ tanta gioia.

P. Livio: La Madonna ci dice: “Gioite perché voi siete la gioia di Dio”, come i figli che sono la gioia dei genitori.

Marija: Poi dice: “Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore”, cioè vivete nella pace, vivete nell’amore.

P. Livio: Ho notato che quasi sempre quando la Madonna dà il messaggio il 25 ottobre, in un modo o nell’altro, fa riferimento alla festa liturgica di tutti i Santi. Forse è una festa che a Lei piace molto. Io credo che questo 25 ottobre Lei ha esortato alla santità pensando a questa festa e al fatto che tutti dobbiamo diventare santi…

Ti ricordi? Quando sono venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1985, la Madonna aveva cominciato ad invitare alla santità. Prima ha cercato di risvegliare la fede, poi ha cominciato ad esortare alla santità proprio voi del villaggio.
Marija: E’ vero. La Madonna ha per noi un progetto molto chiaro. Ci dice che siamo duri di cuore. Lei vuole che il nostro cuore tenda al Paradiso. Quei cinque o dieci minuti di Paradiso che io vivo quando la Madonna appare, Lei vorrebbe che li vivessero ognuno di noi. Come? Vivendo l’amore, la preghiera e la pace. Tante volte noi complichiamo le cose, ma in realtà Dio vuole da noi che siamo semplici, trasparenti, forti e saldi nella fede. Quando hai la fede, la trasmetti. Dio è amore e quando abbiamo Dio nel nostro cuore, non abbiamo paura di parlare di Lui perché Lo amiamo sopra ogni cosa.

P. Livio: In qualche modo la Madonna ci insegna la piccola via alla santità come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, cioè testimoniare la pace, la preghiera e l’amore; è la via semplice alla santità che tutti possono percorrere.

Marija: Sì, tante volte sembra che dobbiamo fare chissà che cosa e invece noi abbiamo scoperto con la Madonna che noi non salviamo il mondo, è Dio che lo salva. Ma noi dobbiamo mettere la nostra piccola parte, con i doni che Dio ci ha dato e che non possiamo nasconderli sotto terra, ma usarli e sfruttarli con un bel sorriso. Il sorriso non costa niente e quando una persona ci sorride, è una cosa importante, perché è il riflesso dell’anima.

P. Livio: C’è anche un po’ di dispiacere da parte della Madonna vedendo che dopo 34 anni che è qui in mezzo a noi, ci siamo un po’ abituati e, anche noi che abbiamo risposto alla chiamata, siamo un po’ caduti nell’abitudine e non apprezziamo questi grandi doni che Dio ci da’ con questa lunga presenza di Maria.
Marija: Per dire la verità a questa abitudine non mi sono ancora “abituata”… Io sento sempre più il desiderio del Paradiso… Oggi che sono una donna adulta, posso testimoniare con tutto il mio cuore che il Signore lavora dentro di noi, ci sta plasmando. E quando noi diciamo il nostro “sì”, anche se stanco e a volte distratto, è tuttavia sempre un “sì” che il Signore usa anche attraverso la Madonna… Io credo a ciò profondamente nel mio cuore perché vedo quante opere buone il Signore ha fatto attraverso un “sì”: il “sì” tuo, il “sì” mio, il “sì” di altri, nelle piccole e grandi cose. Noi ogni giorno possiamo solo dire grazie.

P. Livio: E’ stato proprio così per Radio Maria… Se noi siamo fedeli, la Madonna fa crescere le cose in un modo miracoloso; come questa radio con la quale la Madonna porta la preghiera in tutto il mondo…

Giovedì avremo la grazia di essere ricevuti dal Papa. Se tu potessi parlare col Papa cosa gli diresti?
Marija: Gli vorrei solo dire che lo amiamo e che preghiamo per lui; e di tenere duro, perché abbiamo il Paradiso che ci aspetta.

Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
Padre Livio ha concluso con la benedizione.

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La festa di Ognissanti ci apre la prospettiva del Cielo

Posté par atempodiblog le 22 octobre 2015

no ad halloween

Torniamo su un argomento: l’imminente festa di Halloween che abbiamo più volte affrontato, anche perché ogni anno se ne torna a discutere, soprattutto se la festa sbarca in parrocchia. La festa di Halloween, nella sua forma originaria, non ha niente di disdicevole per la fede, perché è la rielaborazione cristiana di feste ancestrali celtiche (da cui il nome stesso che significa «la vigilia di Ognissanti»).

È vero che, arrivata in America, attraverso i cattolicissimi immigrati irlandesi, deve poi la sua grande fortuna ad una «rilettura» neopagana e neogotica, alla quale non sarebbero estranei anche ambienti massonici. Ma spiegarne l’improvviso successo anche in Italia solo come un fenomeno consumistico o di colonizzazione culturale (e certamente è anche questo) è francamente riduttivo. Se tanta fortuna ha incontrato anche tra i nostri ragazzi, è anche perché fa leva su alcuni elementi come l’irrazionale, il magico, il rapporto con i morti che la nostra cultura razionalistica, o meglio scientista, vorrebbe eliminare del tutto, ma che invece sono parte essenziale dell’immaginario umano e specialmente di quello infantile e giovanile. Questo spiega fra l’altro il successo tra i ragazzi dei racconti di Harry Potter.

E se è giusto esprimere riserve sull’esaltazione di aspetti macabri e magici legati ad Halloween questa festa però può essere occasione per impegnarci:

ecco il compito della parrocchia, ma anche dei genitori e degli educatori a presentare anche ai più piccoli in maniera convincente, con la catechesi e la testimonianza, la bellezza e il significato delle celebrazioni del 1° e 2° novembre, sempre nell’ottica della Comunione dei Santi, cioè di quel legame profondo che come ci ricorda il «Catechismo della Chiesa cattolica», § 194-195 unisce a noi, che siamo pellegrini sulla terra, coloro che passati da questa vita stanno purificandosi, aiutati anche dalle nostre preghiere, e coloro che già godono della gloria di Dio e intercedono per noi.

di Toscana Oggi

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Preghiera a san Nicola da Tolentino per le anime purganti

Posté par atempodiblog le 10 septembre 2015

Preghiera a san Nicola da Tolentino per le anime purganti dans Festa dei Santi e dei fedeli defunti San-Nicola-da-Tolentino-IMG

San Nicola da Tolentino che durante la tua vita terrena fosti di grande aiuto per le anime afflitte del Purgatorio, ora in Cielo sii per me avvocato ed intercessore presso Dio; avvalora queste mie povere preghiere per ottenere dalla divina clemenza la liberazione ed il sollievo di quelle anime dalle quali spero grande aiuto.

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La morte spiegata da una bambina con cancro terminale

Posté par atempodiblog le 9 mars 2015

La morte spiegata da una bambina con cancro terminale
“Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”
Fonte: Aleteia

La morte spiegata da una bambina con cancro terminale dans Fede, morale e teologia 2wf3d77

Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là.

Ricordo con emozione l’Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l’infermeria infantile e mi sono innamorato dell’oncopediatria.

Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!

Vedo quell’angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L’ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!

Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.

“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”.

“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi.

“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all’epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”.

“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”

Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.

“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse.

Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos’è la nostalgia per te, tesoro?”

“La nostalgia è l’amore che rimane!”

Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l’amore che rimane!

Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo.

Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante.

Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l’aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L’amore che è rimasto è eterno.

(Dr. Rogério Brandão, oncologo)

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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I patimenti sono i fiori che Gesù ci dona

Posté par atempodiblog le 9 février 2015

I patimenti sono i fiori che Gesù ci dona dans Beata Anna Katharina Emmerick Don-Giustino

“Cara sorella morte sii benvenuta! Dopo di te viene il Signore. E sapete come la nostra celeste sorella, la Venerabile Anna Caterina Emmerich, vedeva in visione i patimenti? Come tanti fiori che Gesù le portava. E è vero! Sono fiori di paradiso che non tutti apprezzano, ma di cui gli angeli intrecciano ghirlande per le anime buone, per le anime sante. E non dite ho perduto tempo stando a letto! Il tempo non è mai perduto, ricordatevelo, quando si fa la volontà di Dio”.

Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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“Credo la vita eterna”…

Posté par atempodiblog le 3 décembre 2014

Sapete la sofferenza che ho provato davanti a persone cattoliche, credenti, praticanti, ma brave, di fede… che di fronte alla morte di un caro credono che sia finito tutto”.

Padre Livio Fanzaga

“Credo la vita eterna”... dans Citazioni, frasi e pensieri egpile

“Noialtri in famiglia siamo tutti di chiesa. Mio nonno era campanaro a Lione, mia madre buonanima faceva i lavori dal parroco di Wilman e mai uno dei nostri è morto senza sacramenti, mai. Al sangue non si comanda, c’è niente da fare”.

“Li ritroverà tutti lassù”, gli ho detto. Questa volta ha riflettuto a lungo, molto a lungo. Lo osservavo con la coda dell’occhio continuando a tenermi occupato e quando ormai non speravo più di sentirlo parlare ha proferito il suo ultimo oracolo con una voce spenta, indimenticabile, una voce che sembrava venire dalla notte dei tempi.

“Quando si muore, tutto muore”, ha detto.

Ho finto di non capire. Non mi sentivo capace di rispondere, e poi perché farlo? Certo non pensava di offendere Dio con una bestemmia che era niente di più che il riconoscimento della sua impotenza a immaginare quella vita eterna di cui non trovava prove affidabili nella sua esperienza delle cose, ma che pure l’umile saggezza della sua stirpe gli dava per certa e della quale egli era convinto, senza poter esprimere niente di questa convinzione, erede legittimo benché riluttante di innumerevoli avi battezzati…

Non importa, ero raggelato, a un tratto mi ha preso lo sconforto, me ne sono andato con il pretesto di un’emicrania, solo, nel vento, sotto la pioggia.

di Georges Bernanos – Diario di un parroco di campagna

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La santità non è un lusso

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2014

“La santità non è un lusso per pochi, è il semplice dovere per te e per me. Siate soltanto tutti per Gesù attraverso Maria. Siate santi”.
 
Madre Teresa di Calcutta

La santità non è un lusso dans Citazioni, frasi e pensieri 5ls9bt

“I moralisti considerano volentieri la santità come un lusso. Essa è una necessità. È la santità, sono i santi che mantengono quella vita interiore senza la quale l’umanità si degraderà fino a morire [...].

Certo, si potrebbe credere che questa non è l’ora dei santi, che l’ora dei santi è passata. Ma io dico che l’ora dei santi viene sempre”.

Georges Bernanos

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Gesù vive nei santi suoi

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2014

Gesù vive nei santi suoi dans Citazioni, frasi e pensieri Beato-don-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo

“Ogni vita di santo ci fa conoscere meglio Gesù, poiché è insieme una pagina della vita di Gesù, il quale vive nei santi suoi”.

Beato Giustino Maria Russolillo

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La terra: una parte del Cielo

Posté par atempodiblog le 31 octobre 2014

La terra: una parte del Cielo dans Citazioni, frasi e pensieri eknh1f

“Ma che cos’è, mi chiederete, la terra? Io ritengo che la terra non vada considerata come un luogo a parte. Reputo che la terra, qualora venga presa al posto del Cielo, rivelerebbe d’essere una regione dell’Inferno, mentre se viene accettata in conformità al Cielo, costituisca fin dal principio una parte del Cielo stesso”.

Clive Staples Lewis

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Davanti alla morte

Posté par atempodiblog le 31 octobre 2014

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“Io davanti alla morte non cercherò certo di fare l’eroe, né lo stoico. E se avrò paura dirò: ho paura. Ma a Gesù Cristo”.

Georges Bernanos

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Una zucca, anche se di moda, rimane sempre una zucca

Posté par atempodiblog le 28 octobre 2014

Una zucca, anche se di moda, rimane sempre una zucca
Il cardinale Mauro Piacenza spiega il significato liturgico e religioso della Festa di tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti

È vero che nella commemorazione dei defunti è possibile ottenere l’indulgenza Plenaria? Le indulgenze valgono per sé, per l’anima del defunto o anche per amici e parenti? E come si fa a contenere gli effetti negativi della festa di Halloween?
Queste e altre domande
ZENIT le ha rivolte al cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.

Una zucca, anche se di moda, rimane sempre una zucca dans Cardinale Mauro Piacenza Halloween

Eminenza, nei prossimi giorni si celebrerà la Festa di tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti. Il Popolo di Dio sente molto questi giorni, che sono anche occasione di riflessione e di preghiera. è ancora valida la pratica delle indulgenze per i defunti?
Certamente sì! Nel giorno del 2 novembre, visitando un cimitero ed avendo assolto alle consuete condizioni (essere confessati, comunicati, recitare il Credo e pregare secondo le intenzioni del Santo Padre), è possibile ottenere l’indulgenza plenaria, applicabile ad un fedele defunto.

Solo in quel giorno è possibile farlo?
No, in quel giorno è possibile farlo in modo particolare e visitando un campo santo, ma ogni altro giorno dell’anno, è possibile lucrare l’indulgenza plenaria, ottemperando alle varie opere di pietà, contenute nell’Enchiridion Indulgentiarium (la raccolta delle modalità con cui è possibile ottenere la cancellazione delle pene dovute per i peccati), e scegliere di applicarla a se stessi, oppure ad un fedele defunto. L’unica “limitazione” a questa pia pratica è che essa può essere compiuta una sola volta al giorno; si può lucrare, quindi, una sola indulgenza al giorno, applicabile a se stessi, o ad un fedele defunto.

Talvolta, in alcune immaginette, ci sono delle preghiere con sotto la dicitura: 100 giorni di indulgenza, 300 giorni di indulgenza. Come si devono interpretare tali iscrizioni?
Fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, era possibile incontrare indicazioni di questo tipo. Il corretto approfondimento teologico ci porta a ritenere che, essendo l’eternità fuori dal tempo e non un “tempo prolungato”, non sia propriamente opportuna l’indicazione specifica della pena temporale e della relativa indulgenza. Pertanto, oggi si parla unicamente di due tipi di indulgenza: plenaria, quando tutte le pene dovute per i peccati vengono cancellate, o parziale, quando solo in parte vengono condonate.

Ma non basta l’assoluzione sacramentale? Non basta confessarsi?
Certamente la prima grande Riconciliazione, è l’evento della Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo! In Cristo, tutte le promesse del Padre sono diventate un “sì” (2Cor 1,20). Egli è la fonte della misericordia, il fine della misericordia e la misericordia stessa. Papa Francesco non cessa di ricordare alla Chiesa come questa realtà della misericordia,sia determinante per l’annuncio e per la sequela cristiana. A ben vedere, il monito “Non abbiate paura” di San Giovanni Paolo II è sulla stessa linea della misericordia. Anche perché come potrebbe l’uomo non avere paura, se non ci fosse la possibilità della misericordia? E come potrebbe la misericordia essere reale esperienza vissuta, e non soltanto parola proclamata, se non determinasse, nella concreta esistenza di ciascuno, la effettiva possibilità di vincere ogni paura grazie alla certezza della verità, alla serenità del bene e, ultimamente, alla vittoria di Cristo su tutte le brutture della storia umana? Come ogni atto umano, anche i peccati hanno delle conseguenze. Il sacramento della Riconciliazione assolve i peccati, ma non ne elimina tutte le relative conseguenze. Attraverso le indulgenze, la Chiesa madre attinge generosamente al tesoro della divina misericordia, offrendo ai fedeli la possibilità della remissione non solo delle colpe, ma anche delle pene ad esse relative. Per esempio, se un uomo percuote un altro uomo, i due si possono riconciliare, ma nulla potrà cancellare il dolore e il segno dello schiaffo sulla guancia. Le indulgenze cancellano anche quel segno.  Si comprende bene come il tesoro dal quale la Chiesa attinge costituisca la sua più vera e preziosa ricchezza.  Quella è la banca più sicura e consolante che esista e i suoi azionisti sono veramente fortunati!

Lei ha detto, Eminenza, che le indulgenze possono essere applicate a se stessi, o a un fedele defunto. Perché non ad un altro fedele, per il quale si prega? Al proprio marito, alla propria moglie, ai propri figli?
Questo non è possibile per il grande mistero della libertà, che ci fa immagine e somiglianza di Dio e che Dio stesso rispetta profondamente. Ciascuno, finché è in vita, cioè finché è nel tempo, può cambiare le proprie scelte esistenziali, può decidere personalmente di convertirsi e in questo senso nessuno può sostituirsi alla libertà dell’altro. Pertanto ciascuno può lucrare le indulgenze e applicarle a se stesso. Certamente si può pregare per la conversione dei fratelli, per la conversione dei peccatori, ma l’indulgenza, per sua natura, è già un pio esercizio, per compiere il quale sono necessari veri atti di conversione, primo tra i quali la Riconciliazione sacramentale. Per quanto riguarda i defunti, essi con la morte sono usciti dal tempo ed è cessato per loro il dono della libertà. Per questa ragione, è sempre importante che la nostra libertà sia orientata al bene e non è affatto prudente permanere a lungo in stato di peccato mortale. Non potendo le anime dei defunti fare più nulla per la propria purificazione, in forza della comunione dei santi, cioè dell’unità profonda di tutti i battezzati in Cristo, noi, che siamo ancora in cammino, possiamo compiere la straordinaria opera di misericordia spirituale in suffragio delle anime, e ciò a beneficio loro e, nel contempo, anche a beneficio nostro.

È questa la ragione per cui la solennità di Ognissanti e la commemorazione di tutti i fedeli defunti sono così ravvicinate? Il primo e il due novembre?
Certamente la Chiesa, fin dalle origini, ha pregato per i fedeli defunti appartenenti alle prime comunità cristiane. Che essi fossero martiri, o comuni fedeli morti di morte naturale, la comunità ha inteso da subito il suffragio per i defunti come una dimensione strutturale della propria vita, della propria preghiera e, soprattutto, della celebrazione Eucaristica. Come a significare che l’unità profonda con Cristo e in Cristo, creatasi con il Battesimo, e la condivisione della medesima Eucaristia, vissuta nella comunità cristiana, non potessero essere spezzati nemmeno dalla morte. Del resto, a ben pensarci, se la morte è stata sconfitta da Cristo, chi è rinato in Cristo non può più essere separato da nulla, nemmeno da quella morte che Cristo ha già sconfitto! La Solennità di tutti i Santi mette in luce proprio la verità della communio sanctorum, dell’unione di tutti i battezzati. Come ci ha ricordato più volte Papa Francesco: “il tempo prevale sullo spazio”. Pertanto l’unione nel tempo di tutti i battezzati, dai primissimi cristiani, fino a coloro che domani mattina riceveranno il Battesimo e fino alla fine della storia, è un unione che nulla potrà mai scalfire e che determina quel camminare della Chiesa nel tempo che è reale anticipazione, qui sulla terra, del Regno dei Cieli. Noi apparteniamo all’unico Corpo ecclesiale che, ininterrottamente, da Gesù Cristo, dalla Beata Vergine Maria e dagli Apostoli, giunge fino a noi, ed è per questa ragione che la Chiesa celeste è molto più numerosa, molto più interessante, molto più dotta e molto più “influente” della Chiesa terrestre.

Nella notte che procede la Solennità dei Santi, da un decennio circa, si è diffusa anche in Europa la moda di Halloween. A che cosa è dovuto questo fenomeno? Che cosa ne pensa?
Come Lei ha ben detto, si tratta di una moda, che certamente ha dei risvolti comunque seri e non solo di ordine consumistico. Mi pare di poter dedurre che la stragrande maggioranza dei ragazzi, che organizzano feste in maschera in quella occasione, sono vittime inconsapevoli sia della moda, sia di chi, a tutti i costi, deve vendere dei prodotti commerciali, manipolando realtà spirituali. Trovo il fenomeno talmente irrazionale da diventare la reale cifra della società contemporanea: chi non crede nella verità finisce per credere a qualunque cosa, comprese le zucche! Non mi sfugge, peraltro, che in taluni casi questo tipo di manifestazioni abbiano origine spiritistica e perfino satanica e, pertanto, alimentarle e non correggerle può trasformarci in inconsapevoli alimentatori di quel “fumo di satana”, che già troppo intossica il mondo. Dobbiamo stare tutti attenti a non respirare fumi tossici; talvolta ciò accade quasi inavvertitamente. Ricordiamoci che una zucca, anche se benedetta, rimane sempre una zucca. Quelle di Halloween non sono nemmeno benedette!

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Signore, donaci la pace

Posté par atempodiblog le 26 octobre 2014

Signore, donaci la pace dans Festa dei Santi e dei fedeli defunti 1z18nfc

Signore Dio, poiché tutto ci hai fornito, donaci la pace, la pace del riposo, la pace del sabato, la pace senza tramonto. Tutta questa stupenda armonia di cose assai buone, una volta colmata la sua misura, è destinata a passare. Esse ebbero un mattino, e una sera. Ma il settimo giorno è senza tramonto. L’hai santificato per farlo durare eternamente Il riposo che prendesti al settimo giorno, dopo compiute le tue opere buone assai pur rimanendo in riposo, è una predizione che ci fa l’oracolo del tuo Libro: noi pure, dopo compiute le nostre opere, buone assai per tua generosità, nel sabato della vita eterna riposeremo in te. Anche allora sarai tu a riposare in noi, come ora sei tu a operare in noi. Sarà, quello, un riposo tuo per mezzo nostro, come sono, queste, opere tue per mezzo nostro. Tu però, Signore, operi sempre e riposi sempre. Non vedi nel tempo, non ti muovi nel tempo, non riposi nel tempo, e tuttavia compi le nostre visioni temporali, il tempo stesso e il riposo dopo il tempo. Noi vediamo dunque la tua creazione perché esiste; ma essa esiste perché tu la vedi. Noi vediamo all’esterno che è, all’interno che è buona; ma tu la vedesti fatta quando e dove vedesti che doveva essere fatta. Noi ora siamo spinti a fare il bene, dopo che il nostro cuore ne ebbe il concetto dal tuo spirito, mentre prima eravamo spinti a fare il male abbandonandoti; ma tu, Dio unico buono, mai cessasti di fare il bene. Possono alcune opere nostre essere buone, certamente per tuo dono, ma non eterne; eppure dopo di esse speriamo di riposare nella tua grandiosa santità. Tu però, Bene mancante di nessun bene, riposi eternamente, poiché tu stesso sei il tuo riposo. La comprensione di questa verità quale uomo potrà darla a un uomo? quale angelo a un angelo? quale angelo a un uomo? Chiediamo a te, cerchiamo in te, bussiamo da te. Così, così otterremo, così troveremo, così ci sarà aperto (13, 35, 50 e 13, 38, 53).

Sant’Agostino

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L’inizio di una bella rinascita

Posté par atempodiblog le 26 octobre 2014

L'inizio di una bella rinascita dans Citazioni, frasi e pensieri 29cbcly

“La morte è la grazia delle grazie e il coronamento della vita cristiana. Essa non è una fine, come troppi ancora pensano, ma l’inizio di una bella rinascita”.

Marthe Robin

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Novena per le anime del Purgatorio

Posté par atempodiblog le 23 octobre 2014

Novena per le anime del Purgatorio  (da recitarsi dal 24 ottobre al primo novembre)
del beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Novena per le anime del Purgatorio dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-M-della-Santissima-Trinit-Russolillo

O Signore Dio onnipotente, io ti prego per il sangue prezioso che il tuo divin Figlio ha sparso nell’orto; libera le anime del Purgatorio e specialmente la più abbandonata e conducila alla tua gloria dove ella ti lodi e benedica in eterno.

O Signore Dio onnipotente, io ti prego per il sangue prezioso che il tuo divin Figlio Gesù ha sparso nella sua dura flagellazione, libera le anime del Purgatorio e fra tutte quella più vicina all’ingresso della tua gloria, perché ella subito incominci a lodarti e benedirti in eterno.

O Signore Dio onnipotente, io ti prego per il sangue prezioso che il tuo divin Figlio ha sparso nella sua acerba coronazione di spine, libera le anime del Purgatorio e in particolare quella che si trovasse maggiormente bisognosa di suffragi, affinché ella non tardi tanto a lodarti nella tua gloria e benedirti per sempre.

O Signore Dio onnipotente, io ti prego per il sangue prezioso, che il tuo divin Figlio Gesù ha sparso per le strade di Gerusalemme nel portare sulle sante spalle la croce, libera le anime del Purgatorio e, in particolare, quella che è più ricca di meriti dinanzi a te, affinché, nel sublime posto di gloria che aspetta, essa ti lodi altamente e ti benedica in eterno.

O Signore Dio onnipotente, io ti supplico per il prezioso corpo e sangue del tuo divin Figlio Gesù, che nella vigilia della sua passione diede già in cibo e bevanda ai suoi cari apostoli e lasciò a tutta la sua Chiesa per sacrificio perpetuo e vivifico alimento dei suoi fedeli, libera le anime del Purgatorio, particolarmente la più devota di questo mistero di infinito amore, affinché per esso ti lodi con il tuo divin Figlio e con lo Spirito Santo nella tua gloria in eterno.

O Signore Dio onnipotente, io ti supplico per il sangue prezioso che il tuo divin Figlio Gesù ha sparso sulla croce, soprattutto dalle sue mani e dai suoi piedi, libera le anime del Purgatorio e specialmente quella per la quale io devo maggiormente pregarti, affinché non sia per colpa mia che tu non la conduca presto a lodarti nella tua gloria e benedirti per sempre.

O Signore Dio onnipotente, io ti supplico per il prezioso sangue che scaturì dal costato del tuo divin Figlio Gesù, alla presenza e con estremo dolore della sua santissima Madre, libera le anime del Purgatorio e particolarmente quella che è stata la più devota della Vergine Maria, affinché presto venga nella tua gloria a lodarti in lei e lei in te per tutti i secoli. Amen.

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