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Novena di Natale

Posté par atempodiblog le 16 décembre 2009

Vieni Bambino Gesù, fai del nostro cuore la Tua culla!

Novena di Natale dans Avvento don-Giustino-Maria-Russolillo

Novena di Natale del Venerabile Don Giustino Maria Russolillo

1. O Divin Verbo e Figliuolo di Dio Padre, Ti credo e Ti adoro, Tu che sei un solo Dio con il Padre e con lo Spirito Santo! Ti credo e Ti adoro nel mistero della Tua Incarnazione, per volontà del Padre e opera dello Spirito Santo nella nostra SS. Vergine Maria, Madre di Dio. Spero e aspetto, sospiro e affretto con i desideri il Tuo Natale tra noi, per vederTi nella braccia di Maria, o Gesù, per abbracciarTi e possederTi nel mio cuore!

2. O Divino Signore, o dolce vita mia! Il Divino Spirito Santo e la Vergine Maria Immacolata, mi facciano comprendere, in una luce superiore, la purificazione anche esterna che Tu desideri, le disposizioni interne di cui più Ti compiaci e le opere di grazia Tua, sicchè venendo possa trovare le Tue compiacenze nella mente e negli stessi sensi, fantasia e sentimento, e restare a vivere in me!

3. O divino Signore e dolce vita mia Gesù! Per la volontà del Padre sei venuto a noi e vuoi venire a me! O Volontà Divina che sei tutta amore, io Ti adoro e Ti ringrazio! E in un esercizio eroico di ubbidienza di Maria SS. e San Giuseppe a questa volontà del Padre, manifestata in un editto umano, Tu sei venuto! Ti abbraccio, o santa ubbidienza! Tu sola porti Gesù cristo a me, tu sola porti me stesso a Gesù!

4. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Con questa ubbidienza hai allontanato dalla loro casa, paese e regione Maria SS. e san Giuseppe, per farmi comprendere che vuoi trovarmi del tutto purificato da ogni attacco dalla terra e vivente come forestiero nel mondo! E ora vieni in me col Tuo Amore, che mi fa abbracciare tutto il mondo, tutte le anime e tutte le creature, come cosa tutta mia, perché tutto è il mistico corpo Tuo, e Tu ti degni darTi tutto a me!

5. O Divino amore e dolce vita mia, Gesù! Tu sei venuto nell’adempimento delle promesse divine, o Fedeltà infinita, e delle divine Profezie, o Verità infinita, e la verità Tu vuoi trovare nella mia mente e la fedeltà nel mio cuore; Tu stesso, conoscendo quel nulla e peccato che sono, mi offri la verità nella fede e la fedeltà Tua nella carità. O verità e fedeltà divine, venite, restate e trionfate in me, perché possa piacere a Gesù!

6. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nell’umiltà di Maria, l’Ancella del Signore, nella purezza di Maria, la sola Immacolata, nella carità di Maria la Vergine Madre! O mio Signore, come vorrei un’umiltà infinita per attrarTi in me, una purezza infinita per accoglierTi in me, una carità infinita per unirTi a me per sempre! Opera Tu col dono del Santo Spirito questo prodigio di santificazione in me e in tutti per Te stesso, o Gesù!

7. O divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto in mezzo all’incomprensione e al divieto degli uomini, anche di quelli che pure dicevano di stare ad aspettarTi. Poiché non Ti conobbero in quelle apparenze, in quei modi e in quei mezzi che Tu scegliesti, tanto contrari ai loro pensieri, desideri e criteri! O Sapienza Infinita, opera Tu stesso in me quella mentalità che più sia conforme a Te, affinché mi trovi sempre festante ad accoglierTi, o Gesù!

8. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nella più dura povertà effettiva! Che m’insegni e che mi riveli con questa durissima povertà del Tuo Natale e poi di tutta la vita, sino al Calvario? Vuoi essere Tu solo tutto il mio tesoro di ogni bene naturale e soprannaturale, fisico e morale, materiale e intellettuale! E Tu vuoi che anche l’anima mia e ogni altra anima sia tutto il Tuo tesoro! Come il Cuore della Vergine Madre Tua Maria! Così sia!

9. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nel silenzio, nell’oscurità, nel freddo della notte! Che m’insegni e che mi riveli con questa notte lunga e gelata, in quella grotta mal riparata? O mio Signore, prendimi per mano Tu, conducimi e portami, perché da solo non sarei capace di entrare nella notte dei sensi e dello spirito, abitare in quella grotta natale, e pure per grazie Tua voglio a ogni costo piacere a Te, o Gesù!

10. Dammi il Tuo natale, o Divin Signore Gesù e dolce vita mia, il natale del Tuo puro amore! Dallo a tutte le anime, a ogni parrocchia, collegio e missione, il natale del Tuo puro amore! Dallo a ogni famiglia, a ogni comunità, a ogni associazione e anima. Nuova vita nel soprannaturale, nuova vita col Tuo Santo Spirito a gloria del Padre! O Divino Signore, dolce vita dell’anima, a Te nel più alto dei cieli questa gloria del puro amore, agli uomini in terra pace del Tuo puro amore! Amen!
(G. Russolillo, Devozionale, Napoli, 1949, Vol. II, pp. 1691-1697)

Fonte: dongiustino.com

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“Il grande giorno della Tua eterna vita”

Posté par atempodiblog le 2 novembre 2009

“Il grande giorno della Tua eterna vita” dans Citazioni, frasi e pensieri pian-003

“O mio Dio e mio tutto, questo mio piccolo giorno della mia breve vita mortale, saluta il grande giorno della Tua eterna vita”.

Don Giustino Maria Russolillo

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Invito alla santità

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2009

Invito alla santità dans Citazioni, frasi e pensieri Beato-Giustino-M-della-Santissima-Trinit-Russolillo

“Fatti santo davvero, che tutto il resto è zero”.

Don Giustino Maria Russolillo

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Maria Regina

Posté par atempodiblog le 22 août 2009

Maria Regina dans Citazioni, frasi e pensieri Maria-Regina

“O Maria Regina, prendi il governo e il magistero delle nostre intelligenze, le chiavi del nostro cuore, la direzione delle nostre vite per sempre”.

Don Giustino Maria Russolillo

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Giovanni Paolo II su Don Giustino

Posté par atempodiblog le 13 juin 2009

Giovanni Paolo II su Don Giustino dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo

“[...] il suo grande e fervidissimo amore per il mistero principale del cristianesimo, il mistero trinitario, alla contemplazione del quale veniva tratto da un’esperienza mistica che, per la sua autenticità e intensità, era sorgente in lui dell’azione caritativa più fervente e feconda, che lo portava a consumarsi totalmente nel santo ideale della promozione ed educazione delle sacre vocazioni.

Don Giustino Russolillo aveva in qualche modo fatto suo il grande progetto divino della Genesi: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen 1, 26), e si era proposto come ideale di vita quello di fare tutto il possibile per innalzare la dignità dell’uomo, soprattutto dei miseri, degli umili e degli oppressi, a quella meravigliosa e quasi infinita grandezza che corrisponde ai piani della misericordia di Dio Padre. E quale maggior grandezza per l’uomo, che divenire, nella vocazione sacerdotale e religiosa sinceramente vissuta, un segno e un veicolo speciali, per il mondo, del torrente infinito delle divine grazie e benedizioni?

Don Giustino però aveva capito molto bene che, per essere in tal modo strumenti del progetti del Padre nei riguardi dell’uomo, occorre per primi rendersi il più possibile simili a Lui in una ricerca fervorosa della santità e di tutto e soltanto ciò che ci parla di Dio, ci mette in relazione con Lui[...]”.

di Giovanni Paolo II (9 luglio 1983)

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Inginocchiarsi

Posté par atempodiblog le 17 novembre 2008

Inginocchiarsi è ADORARE. 

Inginocchiarsi dans Don Giustino Maria Russolillo Messa-di-Natale

Da un’omelia di Sua Santità Bendetto XVI (22 maggio 2008):

“Inginocchiarsi davanti all’Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo Sacramento, perché in esso sappiamo e crediamo essere presente l’unico vero Dio, che ha creato il mondo e lo ha tanto amato da dare il suo Figlio unigenito (cfr Gv 3,16). Ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l’uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi. Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c’è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all’immenso universo come alla più piccola creatura, all’intera storia umana come alla più breve esistenza. L’adorazione è preghiera che prolunga la celebrazione e la comunione eucaristica e in cui l’anima continua a nutrirsi: si nutre di amore, di verità, di pace; si nutre di speranza, perché Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma”.

Don Giustino Maria Russolillo, sull’inginocchiarsi, ha detto:

“…con le ginocchia piegate, in riconoscimento e professione della mia piccolezza e nullità, in adorazione della Tua grandezza e sovranità; per non dare un passo deviante da Te; perchè Tu che mi cerchi mi possa raggiungere e prendere e unire a Te per sempre!”.

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La santa solitudine

Posté par atempodiblog le 16 août 2008

La santa solitudine dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo

Per stabilire l’anima nella docilità di mente e di cuore richiesta per l’efficacia dell’azione santificatrice della grazia, il Signore le comunica sempre più viva l’attrazione alla solitudine.

Quando poi l’anima si è già stabilita nella docilità di mente e di cuore al Signore che le parla e opera in lei, l’anima sente un vero bisogno della solitudine. Quest’attrazione-bisogno, e questo bisogno-godimento della solitudine si riscontra non solo nelle anime contemplative propriamente dette, ma anche nelle anime più dinamicamente apostoliche, sia perché la solitudine non solo non impedisce ma anzi favorisce le forme più alte e potenti dell’apostolato, quali sono la preghiera e i patimenti, e sia perché la solitudine ben intesa ci fa evitare la relazione esterna con gli uomini solo quando nessun dovere di giustizia, carità, convenienza ci spinge a avvicinarli.

Una forma di oziosità e causa di dissipazione è quella di volersene stare col prossimo anche esternamente quando nulla si ha da fare. Per questa assenza di argomenti da trattare, il nemico ci presenta tante cose superflue da riferire o domandare, e ci si trova in tante complicazioni e ce ne usciamo con tanti difetti. I mondani, i superficiali e quanti, pur conservando una certa buona condotta e una certa pratica di cristianesimo, non hanno tuttavia ancora intrapresa risolutamente l’opera ascetica della propria santificazione, non sentono l’attrattiva, il bisogno e il godimento della solitudine; o la sentono a volte acre e amara per dispetto di amor proprio ferito, per soddisfazione di misantropia, per forma di occulta vendetta. È  la solitudine non del deserto che fiorirà di gigli e ospiterà il Signore, ma del deserto per cui smania il demonio senza requie, perché piazzale dell’anti-inferno. Solitudine esterna, raccoglimento interno; silenzio esterno, conversazione soprannaturale interna; quiete esterna, super-attività interna; tutto questo lo possiamo trovare sempre e ovunque, ed essere quindi solitari come eremiti estatici, raccolti come contemplativi autentici anche in mezzo agli uomini, nel mondo degli affari umani se vogliamo rispondere all’invito dell’amore divino, se ci offriamo con docilità di mente e di cuore al divino Amico, se evitiamo di entrare in relazione con le creature quando nessun motivo di giustizia o carità o convenienza ci spinge. Ora disponiamoci ad entrare in questa solitudine anche ad onore e imitazione e in unione della permanenza di Gesù nel deserto, ad onore e imitazione e in unione di Gesù sacramentato, che vive in tanto profondo ininterrotto silenzio e pure in tanta divina attività, ad onore e imitazione e in unione della solitudine dell’unità di Dio e pure Trinità di persone; e infine, direi, anche per seguire la natura stessa del nostro cuore.

VENERABILE DON GIUSTINO RUSSOLILLO
dalle Opere, vol. 6, pp. 301-302

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Venerabile Giustino Maria Russolillo

Posté par atempodiblog le 2 août 2008

 Oggi, 2 agosto, si festeggia la nascita in Cielo di don Giustino Maria Russolillo.

Venerabile Giustino Maria Russolillo dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-M-della-Santissima-Trinit-Russolillo

Venerabile Giustino Maria Russolillo Sacerdote e fondatore

Pianura – Napoli, 18 gennaio 1891 – 2 agosto 1955

Il venerabile Giustino Maria Russolillo, nacque a Pianura, oggi quartiere occidentale di Napoli, ma in quel tempo Comune autonomo, il 18 gennaio 1891, il padre Luigi era muratore, la madre Giuseppina Simpatia casalinga.
Da ragazzo studiò con le zie paterne, poi entrò nel Seminario di Pozzuoli per gli studi liceali, proseguendoli poi con quelli teologici nel Pontificio Seminario Campano di Napoli (1911-1913).
Ancora seminarista cominciò a pensare alla realizzazione di un Istituto religioso a carattere vocazionale, per il quale cominciò a stendere anche le Costituzioni. Ordinato sacerdote il 20 settembre 1913, prese a dedicarsi con generosità all’apostolato, specie all’insegnamento del catechismo ai fanciulli di Pianura.
Pieno di fervore sacerdotale, tentò anche un esperimento di vita comune con alcuni giovani del paese, che più chiaramente erano orientati alla vita sacerdotale; ma l’iniziativa non venne accettata dal vescovo di Pozzuoli nella cui diocesi si trovava e si trova tuttora Pianura, il quale la proibì.
Dopo aver partecipato nei reparti sanitari, alla Prima Guerra Mondiale, ritornato a Pianura, vide lentamente realizzarsi i suoi progetti.
Il 1° febbraio 1919 veniva riconosciuta la Pia Unione delle Divine Vocazioni, che accoglieva le fanciulle del paese, che aspiravano alla vita religiosa, con la guida di Rachela Marrone, sua collaboratrice. Ad esse spettò il compito dell’istruzione religiosa dei fanciulli; di animare l’apostolato missionario e di collaborare alla nascente e parallela Opera maschile.
Il 18 ottobre 1920 il vescovo di Pozzuoli, mons. Ragosta diede il consenso di riprendere la vita in comune dei giovani, questa volta nella casa canonica della parrocchia di S. Giorgio, dove don Giustino Maria Russolillo, era stato nominato parroco da pochi mesi.
Così nasceva la Società delle Divine Vocazioni, che ebbe un rapido sviluppo nei due rami dell’Opera, il vescovo mons. Petrone firmò il decreto di erezione canonica diocesana, il 26 maggio 1927. Nonostante gli ulteriori progressi e la apertura di nuove Case anche oltre Oceano, i due rami dei Vocazionisti (come saranno chiamati i padri e le suore) dovettero affrontare numerose e serie difficoltà, prima di ottenere l’approvazione pontificia.
L’Opera dovette subire due severe visite canoniche, una nel 1941 dal padre Raffele Baldini dei Servi di Maria e l’altra nel 1945 dal padre Serafino Cuomo francescano. Ma poi la luce poté risplendere liberamente e il 3 gennaio 1948, il sospirato riconoscimento pontificio, finalmente giunse.
Don Giustino guidò le sue Congregazioni infondendo nei suoi figli e figlie, una spiritualità ed un carisma che ruotano intorno al suo motto: “Fatti santo”; ad un giovane diceva: “Fatti santo davvero, che tutto il resto è zero”.
In tempi in cui la santità era ancora un traguardo riservato solo ad alcune categorie di persone, agli aristocratici dello spirito, agli addetti ai lavori, come si suol dire, don Giustino seppe cogliere i segni dei tempi, si fece promotore e sostenitore convinto, del movimento della santificazione universale, che allora nasceva in Europa.
Dall’Associazione da lui fondata è nato poi l’Istituto secolare delle “Apostole Vocazioniste della Santificazione Universale” che secondo il carisma del fondatore, ha come scopo principale la santificazione dei suoi membri e di tutto il popolo di Dio; esse come Vocazioniste collaborano con i padri e le suore nella pastorale vocazionale, estendendo da consacrate laiche, la loro opera nel sociale, facendosi compagne di viaggio degli anziani, delle persone sole ed abbandonate, dei sofferenti.
Padre Giustino Maria Russolillo oltre a guidare le sue Famiglie religiose, portò avanti con zelo, il compito di parroco della chiesa di S. Giorgio martire per oltre 30 anni, parrocchia che è considerata la culla dell’Opera Vocazionista.
Morì a Pianura il 2 agosto 1955 e il 14 aprile 1956 le sue spoglie furono solennemente tumulate nella Casa-madre dei Vocazionisti di Pianura.
Il 18 gennaio 1980 fu aperto a Napoli il processo per la sua beatificazione; la Congregazione delle Cause dei Santi, ha riconosciuto le sue virtù, dandogli il titolo di venerabile, il 18 dicembre 1997.

Autore: Antonio Borrelli
Tratto da:
santiebeati.it

 

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La Piccola Lourdes di Pianura (Na)

Posté par atempodiblog le 11 octobre 2007

La Piccola Lourdes di Pianura (Na) dans Apparizioni mariane e santuari scansione0005

Nel lontano 1981 (anno di inizio delle apparizioni della Madonna a Kibeho ed a Medjugorje), davanti alla grotta di Massabielle, è stata elevata una richiesta al Cielo da don Peppino Scotto.

Il desiderio, ispirato al cuore del sacerdote, voleva che anche a Pianura (Na) si realizzasse in piccolo quello che avveniva a Lourdes. La richiesta è stata accolta per intercessione della Madonna.

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Nel 1982 sono così cominciati i lavori di edificazione di una Cappella che riproduceva la Grotta delle apparizioni.

Bernardette

Il suolo, che si trova a ridosso della collina dei Camaldoli, fu donato da due coniugi del luogo e, con il consenso del Padre Generale dei Vocazionisti di quel periodo, è iniziata la realizzazione dapprima del piazzale, poi della Grotta della Sacrestia e del piccolo campanile.

Nel cemento della Grotta di Pianura sono state inserite alcune pietre raccolte nei pressi della Grotta di Massabielle, ove apparve la Santa Vergine alla piccola Bernadette Soubirous.

Madonna

Vi è una bellissima statua della Beatissima Vergine realizzata dai fratelli Bramante, scultori di Pietrasanta Ligure, in marmo di Carrara, alta 2 metri e di 8 quintali di peso. Essa è arrivata a Pianura il 17/12/1982 ed è stata sistemata qualche giorno dopo sulla roccia.

Piccola-Lourdes-Pianura

Oltre alla grotta dove si celebra la funzione eucaristica, è sorta – successivamente – la Chiesa intitolata alla ‘Beata Vergine Maria della Perpetua Visitazione’ per ricordare il Venerabile Giustino Maria Russolillo che ogni mese ci fa pregare la Madonna con questo titolo. La Chiesa si è resa necessaria per officiare la Santa Messa al riparo dalle intemperie, dato che si celebrava il sacramento dell’Eucarestia anche sotto la pioggia.  Essa è stata benedetta e aperta al pubblico il 16 dicembre 1991 da S. E. Salvatore Sorrentino, l’allora vescovo di Pozzuoli.

Affreschi-Piccola-Lourdes

All’interno della Chiesa, larga 12 m e lunga 32m, vi sono degli affreschi realizzati dal pittore Aurelio Fabbricatore e delle vetrate istoriate dai fratelli Manila di Montesanto.

Via-Crucis

Alcuni tra i primi alunni del Vocazionario hanno riferito che il Venerabile Don Giustino Maria Russolillo, fondatore dell’Ordine dei Vocazionisti,  nel 1932 tornando da Lourdes, previde un santuario mariano e una Via Crucis in questo luogo.

Il 31/05/2001, con la solenne partecipazione di S. E. Mons. Silvio Padoin vescovo di Pozzuoli, questo luogo viene elevato a Santuario Mariano.

A tutti i devoti di Maria, il Sacerdote Giuseppe Scotto S.D.V. rinnova l’invito di non mancare all’appuntamento con Lei ogni 11 del mese. Da aprile a settembre alle ore 18, da ottobre a marzo alle ore 16. Ogni undici del mese, quindi, si rinnova l’appuntamento con la Mamma del Cielo.

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