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Mi aspetta in festa d’amore

Posté par atempodiblog le 1 août 2022

Mi aspetta in festa d’amore dans Citazioni, frasi e pensieri San-Giustino-Maria-Russolillo-Apostolo-delle-Vocazioni-da-Pianura
2 agosto 1955, nasceva in Cielo don Giustino Maria

Devo essere tutto una vivente relazione di amore con Dio Padre mio, Figlio mio, sposo mio! Tutto in atto d’amore, tutto un atto d’amore, lo sguardo nel suo, abbraccio con Lui, unione! Atti di unione in continuazione con Dio Padre mio, con Dio Figlio mio, con Dio sposo mio. Amen.

Non temo più la morte, poiché io che vivo, che penso, che sento non muoio ma vado a Lui che mi aspetta in festa d’amore degna di Lui, infinita. Resto, per ora almeno, libero dal timore della morte.

O intimità umile e dolce col Signore, non voglio perderti. Più nessuna ombra, né tiepidezza con la grazia sua. Amen! Devo e voglio amarlo ancora con tutto il sentimento e la fantasia, che sono come le ali e le mani per cui Egli mi prende delicatamente e mi trattiene.

San Giustino Maria Russolillo Apostolo delle Vocazioni

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Santità: Il primato di Dio sull’io

Posté par atempodiblog le 15 mai 2022

SANTA MESSA E CANONIZZAZIONE DEI BEATI
Titus Brandsma – Lazzaro, detto Devasahayam – César de Bus – Luigi Maria Palazzolo – Giustino Maria Russolillo -
Charles de Foucauld - Maria Rivier – Maria Francesca di Gesù Rubatto – Maria di Gesù Santocanale – Maria Domenica Mantovani

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Santità: Il primato di Dio sull’io

Piazza San Pietro
Domenica, 15 maggio 2022

[Multimedia]

Santità: Il primato di Dio sull’io dans Beato Charles de Foucauld Canonizzazione-don-Giustino-Maria-Russolillo


Abbiamo ascoltato alcune parole che Gesù consegna ai suoi prima di passare da questo mondo al Padre, parole che dicono che cosa significa essere cristiani: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Questo è il testamento che Cristo ci ha lasciato, il criterio fondamentale per discernere se siamo davvero suoi discepoli oppure no: il comandamento dell’amore. Fermiamoci sui due elementi essenziali di questo comandamento: l’amore di Gesù per noi – come io ho amato voi – e l’amore che Lui ci chiede di vivere – così amatevi gli uni gli altri.

Anzitutto come io ho amato voi. Come ci ha amato Gesù? Fino alla fine, fino al dono totale di sé. Colpisce vedere che pronuncia queste parole in una notte tenebrosa, mentre il clima che si respira nel cenacolo è carico di emozione e preoccupazione: emozione perché il Maestro sta per dare l’addio ai suoi discepoli, preoccupazione perché annuncia che proprio uno di loro lo tradirà. Possiamo immaginare quale dolore Gesù portasse nell’animo, quale oscurità si addensava sul cuore degli apostoli, e quale amarezza vedendo Giuda che, dopo aver ricevuto il boccone intinto dal Maestro per lui, usciva dalla stanza per inoltrarsi nella notte del tradimento. E, proprio nell’ora del tradimento, Gesù conferma l’amore per i suoi. Perché nelle tenebre e nelle tempeste della vita questo è l’essenziale: Dio ci ama.

Fratelli, sorelle, che questo annuncio sia centrale nella professione e nelle espressioni della nostra fede: «non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi» (1 Gv 4,10). Non dimentichiamolo mai. Al centro non ci sono la nostra bravura, i nostri meriti, ma l’amore incondizionato e gratuito di Dio, che non abbiamo meritato. All’inizio del nostro essere cristiani non ci sono le dottrine e le opere, ma lo stupore di scoprirsi amati, prima di ogni nostra risposta. Mentre il mondo vuole spesso convincerci che abbiamo valore solo se produciamo dei risultati, il Vangelo ci ricorda la verità della vita: siamo amati. E questo è il nostro valore: siamo amati. Così ha scritto un maestro spirituale del nostro tempo: «prima ancora che qualsiasi essere umano ci vedesse, siamo stati visti dagli amorevoli occhi di Dio. Prima ancora che qualcuno ci sentisse piangere o ridere, siamo stati ascoltati dal nostro Dio che è tutto orecchie per noi. Prima ancora che qualcuno in questo mondo ci parlasse, la voce dell’amore eterno già ci parlava» (H. Nouwen, Sentirsi amati, Brescia 1997, 50). Lui ci ha amato per primo, Lui ci ha aspettato. Lui ci ama, Lui continua ad amarci. E questa è la nostra identità: amati da Dio. Questa è la nostra forza: amati da Dio.

Questa verità ci chiede una conversione sull’idea che spesso abbiamo di santità. A volte, insistendo troppo sul nostro sforzo di compiere opere buone, abbiamo generato un ideale di santità troppo fondato su di noi, sull’eroismo personale, sulla capacità di rinuncia, sul sacrificarsi per conquistare un premio. È una visione a volte troppo pelagiana della vita, della santità. Così abbiamo fatto della santità una meta impervia, l’abbiamo separata dalla vita di tutti i giorni invece che cercarla e abbracciarla nella quotidianità, nella polvere della strada, nei travagli della vita concreta e, come diceva Teresa d’Avila alle consorelle, “tra le pentole della cucina”.  Essere discepoli di Gesù e camminare sulla via della santità è anzitutto lasciarsi trasfigurare dalla potenza dell’amore di Dio. Non dimentichiamo il primato di Dio sull’io, dello Spirito sulla carne, della grazia sulle opere. A volte noi diamo più peso, più importanza all’io, alla carne e alle opere. No: il primato di Dio sull’io, il primato dello Spirito sulla carne, il primato della grazia sulle opere.

L’amore che riceviamo dal Signore è la forza che trasforma la nostra vita: ci dilata il cuore e ci predispone ad amare. Per questo Gesù dice – ecco il secondo aspetto – «come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». Questo così non è solo un invito a imitare l’amore di Gesù; significa che possiamo amare solo perché Lui ci ha amati, perché dona ai nostri cuori il suo stesso Spirito, lo Spirito di santità, amore che ci guarisce e ci trasforma. Per questo possiamo fare scelte e compiere gesti di amore in ogni situazione e con ogni fratello e sorella che incontriamo, perché siamo amati e abbiamo la forza di amare. Così come io sono amato, posso amare. Sempre, l’amore che io compio è unito a quello di Gesù per me: “così”. Così come Lui mi ha amato, così io posso amare. È così semplice la vita cristiana, è così semplice! Noi la rendiamo più complicata, con tante cose, ma è così semplice.

E, in concreto, che cosa significa vivere questo amore? Prima di lasciarci questo comandamento, Gesù ha lavato i piedi ai discepoli; dopo averlo pronunciato, si è consegnato sul legno della croce. Amare significa questo: servire e dare la vitaServire, cioè non anteporre i propri interessi; disintossicarsi dai veleni dell’avidità e della competizione; combattere il cancro dell’indifferenza e il tarlo dell’autoreferenzialità, condividere i carismi e i doni che Dio ci ha donato. Nel concreto, chiedersi “che cosa faccio per gli altri?” Questo è amare, e vivere le cose di ogni giorno in spirito di servizio, con amore e senza clamore, senza rivendicare niente.

E poi dare la vita, che non è solo offrire qualcosa, come per esempio alcuni beni propri agli altri, ma donare sé stessi. A me piace domandare alle persone che mi chiedono consiglio: “Dimmi, tu dai l’elemosina?” – “Sì, Padre, io do l’elemosina ai poveri” – “E quando tu dai l’elemosina, tocchi la mano della persona, o butti l’elemosina e fai così per pulirti?”. E diventano rossi: “No, io non tocco”. “Quando tu dai l’elemosina, guardi negli occhi la persona che aiuti, o guardi da un’altra parte?” – “Io non guardo”. Toccare e guardare, toccare e guardare la carne di Cristo che soffre nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle. È molto importante, questo. Dare la vita è questo. La santità non è fatta di pochi gesti eroici, ma di tanto amore quotidiano. Sei una consacrata o un consacrato? – ce ne sono tanti, oggi, qui – Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato o sposata? Sii santo e santa amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore, una donna lavoratrice? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli, e lottando per la giustizia dei tuoi compagni, perché non rimangano senza lavoro, perché abbiano sempre lo stipendio giusto. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Dimmi, hai autorità? – e qui c’è tanta gente che ha autorità – Vi domando: hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali» (Cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 14). Questa è la strada della santità, così semplice! Sempre guardare Gesù negli altri.

Servire il Vangelo e i fratelli, offrire la propria vita senza tornaconto – questo è un segreto: offrire senza tornaconto –, senza ricercare alcuna gloria mondana: a questo siamo chiamati anche noi. I nostri compagni di viaggio, oggi canonizzati, hanno vissuto così la santità: abbracciando con entusiasmo la loro vocazione – di sacerdote, alcuni, di consacrata, altre, di laico – si sono spesi per il Vangelo, hanno scoperto una gioia che non ha paragoni e sono diventati riflessi luminosi del Signore nella storia. Questo è un santo o una santa: un riflesso luminoso del Signore nella storia. Proviamoci anche noi: non è chiusa la strada della santità, è universale, è una chiamata per tutti noi, incomincia con il Battesimo, non è chiusa. Proviamoci anche noi, perché ognuno di noi è chiamato alla santità, a una santità unica e irripetibile. La santità è sempre originale, come diceva il beato Carlo Acutis: non c’è santità di fotocopia, la santità è originale, è la mia, la tua, di ognuno di noi. È unica e irripetibile. Sì, il Signore ha un progetto di amore per ciascuno, ha un sogno per la tua vita, per la mia vita, per la vita di ognuno di noi. Cosa volete che vi dica? Portatelo avanti con gioia. Grazie.


Copyright © Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana

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Il cardinale Semeraro: per essere santi serve semplicità e purezza di cuore

Posté par atempodiblog le 14 mai 2022

“Ogni vita di santo ci fa conoscere meglio Gesù, poiché è insieme una pagina della vita di Gesù, il quale vive nei santi suoi”.
di San Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Il cardinale Semeraro: per essere santi serve semplicità e purezza di cuore dans Articoli di Giornali e News Nuovi-santi

Il cardinale Semeraro: per essere santi serve semplicità e purezza di cuore
La diversità delle biografie dei 10 beati, che verranno canonizzati domani in Piazza San Pietro, conferma che la santità rappresenta semplicemente la risposta alla chiamata di Gesù, sebbene in modalità e tempi differenti. Lo ribadisce il prefetto della Congregazione delle cause dei santi
di Eugenio Bonanata  – Vatican News

Numerosi i fedeli e i pellegrini in arrivo a Roma per partecipare alla celebrazione di domani in Piazza San Pietro per la canonizzazione di 10 beati. “Ciascuno di loro è il riflesso del volto di Cristo”, afferma il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che a Telepace ricorda come tutti i nuovi santi abbiano vissuto in epoche e regioni geografiche diverse. Citando Benedetto XVI, il porporato ribadisce che c’è un solo filo che unisce la santità: “è sempre la risposta a Gesù, che avviene in tempi e modi differenti”. Nell’elenco – prosegue – figurano grandi biografie e persone umili se non addirittura “impotenti”. E questo vuol dire “che la chiamata alla santità non è spinta né dal clamore né dalla potenza, bensì dalla semplicità e dalla purezza di cuore di cui si parla nelle beatitudini”.

La chiamata del popolo di Dio
Visto l’alto numero dei canonizzati c’era da aspettarsi una massiccia partecipazione. Secondo il cardinale questa è la reazione del popolo di Dio che esprime così il suo cuore e la sua preghiera al cospetto del Signore. “Papa Francesco ci tiene tanto alla pietà popolare”: una dimensione dove è importante il corpo, il canto e lo stare insieme. “La santità – spiega Semeraro – è qualcosa che germoglia sul terreno della Chiesa, non viene coronata dall’alto. E me ne sono accorto recandomi nelle Chiese particolari per presiedere a nome del Santo Padre i riti di beatificazione”. Quella di domenica, dunque, è un’autentica espressione di fede radicata nella dimensione locale.

La fama di santità
Per altri versi è anche il punto di arrivo di un lungo lavoro svolto dalla Congregazione. Un percorso fondato soprattutto sull’ascolto delle testimonianze, teso essenzialmente ad appurare la fama di santità. Un concetto da spiegare – afferma il cardinale – che non deve essere confuso con la pubblicità o la notorietà, tipica di quanti hanno ad esempio una intensa esposizione sui media che poi svanisce di colpo. “Invece – precisa – bisogna discernere osservando anche se attorno a queste figure si sviluppa una risposta da parte del popolo di Dio, in termini di preghiere e di richieste di intercessione, che spesso è spontanea e inattesa”.

Tutto pronto per la celebrazione
Intanto, lo sguardo dalla finestra dello studio del cardinale, che si affaccia su Piazza San Pietro, riporta ai preparativi del rito. Uno scenario tipico di questi ultimi giorni, caratterizzato dalla mobilitazione di mezzi e di dipendenti vaticani impegnati a completare l’allestimento dell’altare e la sistemazione delle sedie sul sagrato. “Anche sotto l’aspetto logistico questi eventi sono molto impegnativi per la Santa Sede”, dice il porporato che sottolinea l’importanza di accogliere adeguatamente i pellegrini. Una dimensione che include anche i prossimi appuntamenti in calendario nei mesi a venire, a cominciare dalla beatificazione di Papa Luciani del 4 settembre. “Ancora non è stato deciso se la celebrazione avverrà in basilica o in piazza”, afferma Semeraro che in conclusione rassicura sulle condizioni di salute del Santo Padre. “Sono buone, basta sentirlo parlare: ha sempre la stessa verve, come dimostra anche nelle udienze. Ci auguriamo che la difficoltà fisica possa essere presto superata. Ma, scherzando un po’, dico che per guarire dal disturbo al ginocchio occorre stare fermi. E il Papa è un po’ difficile tenerlo fermo”.

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La vera umiltà

Posté par atempodiblog le 25 avril 2022

La vera umiltà dans Citazioni, frasi e pensieri Canonizzazione-don-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo

La vera umiltà che il Signore vuole in chi lo ama è una confidenza illimitata, un’audacia sconfinata.

San Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Un pio esercizio di memoria

Posté par atempodiblog le 16 janvier 2022

Un pio esercizio di memoria dans Don Giustino Maria Russolillo Preghiera-di-memoria

Vi suggerisco allora un esercizio, che ci può fare molto bene. Proviamo oggi a frugare tra i ricordi alla ricerca dei segni che il Signore ha compiuto nella mia vita. Ognuno dica: nella mia vita, quali segni il Signore ha compiuto? Quali accenni della sua presenza? Segni che ha fatto per mostrarci che ci ama; pensiamo a quel momento difficile in cui Dio mi ha fatto sperimentare il suo amore… E chiediamoci: con quali segni, discreti e premurosi, mi ha fatto sentire la sua tenerezza? Quando io ho sentito più vicino il Signore, quando ho sentito la sua tenerezza, la sua compassione? Ognuno di noi nella sua storia ha di questi momenti. Andiamo a cercare quei segni, facciamo memoria. Come ho scoperto la sua vicinanza? Come in me è rimasta nel cuore una grande gioia? Facciamo rivivere i momenti in cui abbiamo sperimentato la sua presenza e l’intercessione di Maria. Lei, la Madre, che come a Cana è sempre attenta, ci aiuti a fare tesoro dei segni di Dio nella nostra vita.

Papa Francesco (Angelus, Piazza San Pietro, 16 gennaio 2022)

Divisore dans San Francesco di Sales

Lo vuole il Signore un ricordo periodico, perpetuo delle grazie sue maggiori delle grazie sue maggiori fatte all’anima nel corso della vita!

L’ho compreso da molto tempo e non l’ho ancora eseguito! Non temere vanità, Memoria memor ero et tabescet in me anima mea – Ben se ne ricorda e si accascia dentro di me la mia anima.

Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Divisore dans San Francesco di Sales

La preghiera di memoria

Si parla poco di una preghiera che è importante: la preghiera di memoria. Io ho imparato ad esercitarla leggendo i salmi perché molti salmi sono una preghiera di memoria, cioè ripercorrono tutto ciò che Dio ha fatto per il popolo di Israele e dicono “eterna è la Sua misericordia”. La preghiera di memoria deve essere praticata anche a livello personale, in che modo? Fissando nella memoria tutti gli eventi di grazia nella nostra vita e magari anche scriverli per non dimenticarli.

Questi momenti di grazia, ogni tanto vanno ripassati, tutti, uno per uno ringraziando Dio. Devono essere conservati nello scrigno del cuore per i momenti difficili, quando magari siamo nelle tenebre e pensiamo che Dio non ci aiuti più, che Dio ci abbia abbandonato, allora in questi casi si va a rivedere tutto ciò che Dio ha fatto e questo riaccende in noi la speranza. Fra questi momenti di grazia c’è quando abbiamo sperimentato la dolcezza di Dio, non dimenticare la delicatezza con la quale Dio si è avvicinato alla tua anima, senza tentare di condizionarla o di sottometterla, conserva il ricordo della tenerezza infinitamente più grande di qualsiasi padre o di qualsiasi madre, sappi che non troverai mai altrove qualcosa di simile, solo Dio sa amare, e quelli che amano lo fanno perché ricevono nel cuore l’amore di Dio. Egli si è avvicinato a te per riempire del Suo amore il tuo cuore, non vi è altra medicina che possa guarire la condizione umana di infelicità.

Caro amico gli uomini, anche i più buoni, giudicano e condannano, anche tu hai sempre fatto così, pronto a vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri ma non la trave che ingombra il tuo. Temevi che anche Dio facesse lo stesso, ora scopri, con tua grande gioia che Dio è diverso. Gesù lascia che la donna peccatrice si accovacci dietro ai Suoi piedi e piangendo li bagni di lacrime, poi li asciuga con i suoi capelli, mentre Li ricopre di baci e Li cosparge di profumo, ma il fariseo che Gli sedeva accanto disse fra se “se Costui fosse un profeta, saprebbe di quale genere è la donna che Lo tocca”, Gesù, invece, sapeva bene chi era quella donna come sa chi sei tu, sei una  Sua creatura, creata per il Cielo ma precipitata nell’abisso. Egli è disceso fino in fondo nella nostra abiezione per riportarci alla luce, alla vita e alla speranza. Ora che hai scoperto l’esistenza di un tale amore non hai più nulla da cercare.

Padre Livio Fanzaga

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Verso la epifania gloriosa del Paradiso

Posté par atempodiblog le 6 janvier 2022

Verso la epifania gloriosa del Paradiso dans Citazioni, frasi e pensieri Epifania-beato-Giustino-Maria-Russolillo

Accendi nuove stelle nei cieli e manda altri angeli nei cuori, infondi nuove grazie nelle anime, perché tutte si incamminino verso nuovi incontri, nuove unioni con Te, o adorabile Amore.

In me sii Tu stesso, Tu sempre, o mio Fiore, o mia Stella, o mio Cuore, movente in ogni ascensione perenne, e io con Te, verso la epifania gloriosa del Paradiso, nel seno del Padre nostro, a cui con Te e con lo Spirito Santo, sia gloria infinita. Amen!

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Consacrazione al Santo Rosario della Regina delle Vittorie

Posté par atempodiblog le 7 octobre 2021

7 ottobre  Beata Maria Vergine del Rosario
Consacrazione al Santo Rosario della Regina delle Vittorie
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Consacrazione al Santo Rosario della Regina delle Vittorie dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo-di-Pianura-Napoli

Ci uniamo o ss. Maria, ai santi, agli angeli, specialmente ai tuoi genitori, Gioacchino e Anna e a s. Giuseppe tuo sposo, inchinandoci a te, nel salutarti, da parte della ss. Trinità, piena di grazia nei misteri del santo rosario e specialmente della tua purificazione e della presentazione di Gesù al tempio, per le tue mani.

Pur essendo al di sopra di ogni legge, quale reginamadre di Gesù Cristo, per omaggio al beneplacito di Dio, rivelato nella sua santa legge, tu abbracci la più grande umiliazione della tua vita, apparendo bisognosa di purificazione, tu immacolata e perfettissima.

Nello stesso tempo, il Signore ti ha accolta alla più grande dignità di sacerdozio di Gesù Cristo, e tu per prima compi nel tempio di Dio il primo offertorio di Gesù Cristo, vittima e sacerdote del nuovo testamento, o Maria.

Offri per noi Gesù, per la nostra purificazione e santificazione e facci degni di essere offerti, con Gesù, alla ss. Trinità, nel tempio della sua santa gloria mediante lo spirito di umiltà e la vita di ubbidienza.

Ci uniamo, o ss. Maria, ai santi e agli angeli del Calvario, altare di tutti i sacrifici, e ti salutiamo da parte della ss. Trinità, piena di grazia nel mistero della compassione corredentrice ai piedi della croce del tuo divin Figlio Gesù.

Ecco, si compie non solo sotto i nostri occhi, non solo per le tue mani, ma soprattutto nel tuo cuore, o madre degli incomprensibili dolori, l’oblazione suprema, la consumazione del sacrificio e della morte di Gesù Cristo.

Ma come ogni dolore di Gesù era anche tuo, così ogni grazia, ogni gloria, ogni figlio di quei dolori era anche grazia, gloria e figlio tuo.

Ai piedi della croce noi ti salutiamo con le parole di Gesù morente: “O signora, o madre di tutte le anime, ecco i tuoi figli”; e autorizzati dal testamento di Gesù morente, ti prendiamo per nostra madre, indegnissimi è vero, ma pure onoratissimi di prendere il posto di Gesù, presso di te.

O vergine sacerdote, mediatrice di tutte le grazie, siici propizia! Concedici di vivere e morire di contrizione d’amore, d’immolazione con Gesù crocifisso, con Gesù sacramentato, con te, o addolorata.

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Per il SS. Nome della Beata Vergine Maria Madre di Dio

Posté par atempodiblog le 12 septembre 2021

Per il SS. Nome della Beata Vergine Maria Madre di Dio
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Per il SS. Nome della Beata Vergine Maria Madre di Dio dans Don Giustino Maria Russolillo Beato-Giustino-Maria-della-Santissima-Trinit-Russolillo

O SS. Maria, vergine madre di Dio e madre anche nostra per Gesù, noi t’invochiamo notte e giorno, ti chiamiamo mattina e sera! Benedetto il Signore Dio Trinità che ha talmente magnificato il tuo nome, che la tua lode risuona in tutto il mondo da ogni labbro umano, in ogni vicenda della vita.

Nelle parole in tua lode, o SS. Maria, e in ogni invocazione del tuo nome non è assente il cuore dei tuoi figli, poiché tu sei amata, o Maria! Tu sei la prima amante del Signore e tu sei la prima amata dal Signore, e anche la prima amante e la prima amata dei cristiani.

Il tuo nome risuona in tutto il mondo per divino volere, poiché dice il tuo amore per Dio, quello che era tutta la vita tua essenzialmente, o amante di Dio! E il Signore vuole che ogni anima sia tutta amante e tutta amore, sia degna di chiamarsi Maria!

O Maria, o Maria, che anche il mio nome piaccia al Signore, suoni al suo cuore come segno di un suo servo fedele e di un amico affezionato, come il nome di un caro figlio e di un’anima sposa! O Maria, si senta nei nostri nomi in cielo il nome tuo e il nome di Gesù!

O SS. Maria, vergine madre di Dio, nel tuo nome risuona il nome di Gesù e il nome stesso di Dio, e al tuo nome, come a quello di Gesù e di Dio, trema l’inferno e fugge il nemico, si calma la tempesta, si apre il cielo e accorrono gli angeli tuoi, o Maria.

Se al nome di Gesù ogni ginocchio si piega in cielo, in terra e negli abissi, al tuo nome ogni anima in esilio si sente sollevata, ogni cuore si sente consolato e ogni eletto nella patria si esalta nel gaudio della gloria! O Maria, liberami dall’abisso ove solamente si trema al suono del tuo santo nome!

O SS. Maria, tutte le grandi e dolci cose che ti dicono i santi in cielo e in terra sono compendiate e sono richiamate dal tuo nome; ma esso a noi dice soprattutto quello che tu sei: la SS. Vergine madre di Dio! Benedetto il nome di Maria vergine e madre! Benedetta tu tra le donne, per il benedetto frutto del tuo seno Gesù!

O Maria, ottienimi d’invocarti sempre e con crescente fede e fiducia, amore e gratitudine, e non solo con l’accento del timore che chiama liberazione, del dolore che chiama consolazione, della morte che chiama la vita! Vogliamo chiamarti con l’accento del cuore di Gesù, il divino fanciullo, l’adolescente divino, il tuo Figlio Dio.

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Consacrazione alla Vita della Grazia e Carità Progressiva

Posté par atempodiblog le 25 décembre 2020

Consacrazione alla Vita della Grazia e Carità Progressiva
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Consacrazione alla Vita della Grazia e Carità Progressiva dans Don Giustino Maria Russolillo Stringersi-a-Maria-e-a-Ges

Ecco ci è nato un bambino, ci è stato dato un figlio! Dalla vergine Maria immacolata, divenuta vera madre di Dio, ci è nato il bambino, un Figlio! Dal Signore Dio, il Padre altissimo, l’eterno ci è stato dato. O santa Maria, madre di Dio, ottienimi, perenne, il natale di Gesù nella mia vita! O Dio Padre, concedimi perennemente il dono del tuo Figlio!

Vorrei il tuo cuore di vergine madre di Dio, o santa Maria per questo bambino! Vorrei il tuo spirito d’amore, Dio Padre di nostro Signore Gesù Cristo, per questo tuo Figlio! Come posso portarlo nelle mie braccia, come posso stringerlo al mio cuore essendo così misero e freddo nella carità divina? Pensaci e provvedici tu, o Maria, o divin Padre, o Spirito Santo!

Mi unisco agli angeli nell’andar cantando ovunque: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli”, poiché ecco tra noi il suo divin Verbo incarnato! Solo tu, o Gesù, sei tutta la gloria di Dio! Poiché tu, immagine sostanziale del Padre, riveli tutte le perfezioni della divinità, anche attraverso la tua umanità! Comincia dal tuo primo apparire tra noi, o uomo Dio bambino!

Vieni a vivere in me, o uomo Dio Gesù, e serviti di tutto il mio essere per glorificare il Padre; rivela attraverso la mia vita esteriore le divine perfezioni, metti a servizio delle divine opere tutta la facoltà e atti miei, e ricolma della tua divina lode di gloria di amore tutto il mio interno.

Mi unisco agli angeli nell’andar cantando ovunque: “Pace agli uomini”, poiché è venuto l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati, nostra guerra di ribellione al Signore; colui che spezza le catene della nostra infelicità di schiavi del demonio; colui che soddisfa per tutti i nostri debiti con la giustizia divina, quale nostro riparatore e salvatore.

Tu solo porti la pace agli uomini, o Gesù! Tu solo puoi, e tu solo vuoi consolare ogni cuore desolato, e sollevare ogni spirito umiliato; tu solo ci unisci alla ss. Trinità e ci comunichi il bene divino di cui si appaga il cuore. In te, unico mediatore, avviene l’abbraccio eterno tra Dio e l’uomo. Sei tu, Gesù, la gloria di Dio in persona, la pace dell’uomo in persona.

O Gesù metti e fa’ tu stesso in me la buona volontà; quella che vuole solamente il bene, la volontà che in tutto e sempre vuole te e solo te, e vuole te personalmente in tutte le cose, e vuole te direttamente, intensamente, esclusivamente e nulla può piacerle fuori di te, nulla può distrarla da te, o Gesù, metti e fa’ tu stesso in me questa volontà tutta santa e divina.

Con gli angeli voglio annunziare a tutti gli uomini questo gaudio unico e sommo della tua incarnazione, o divin Verbo e Figlio di Dio Padre e della vergine Maria. Fa splendere questa luce a tutti i giacenti nelle ombre del peccato, a tutti i languenti nelle penombre della tiepidezza, e aiuta tutti i fratelli a venire a te, Gesù, a ricevere la vita divina che sei venuto a portare!

Venite a vedere, o anima mia, o miei sensi, fantasia e sentimenti! Venite a vedere o mio intelletto, memoria e volontà! Venite a vedere, o mio coscienza, ragione e liberta! Venite a vedere questo divin Verbo incarnato! Restiamo a contemplare per tutta la vita quest’uomo Dio Gesù! Entriamo nelle sfere del mistero dell’incarnazione, sino al tuo natale nel mistero delle sfere celesti della gloria del paradiso!

Accoglietemi o san Giuseppe mio, o ss. vergine Maria, come vostro schiavo d’amore, a servire per tutta la mia vita questo Dio bambino, e concedetemi di crescere nella sua conoscenza e servizio d’amore, sì da poter essere l’amico della sua giovinezza eterna, il discepolo della sua dottrina, l’apostolo del suo nome, il sacerdote del suo sangue, il prediletto del suo cuore.

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Con Gesù tra le braccia di Maria

Posté par atempodiblog le 15 décembre 2020

Con Gesù tra le braccia di Maria dans Avvento Con-Maria-Santissima-verso-il-santo-Natale-di-Ges

“Di solito mi abbandono, cerco di farmi piccolo e di mettermi nelle braccia della Madonna. E dico al Signore: Gesù, fammi un po’ di posto! Dovreste vedere quanto spazio c’è per tutti e due tra le braccia di tua Madre! E basta”.

di San Josemaría Escrivá de Balaguer

santo-Natale dans Citazioni, frasi e pensieri

Prepariamoci ad accogliere Gesù/ Domani inizia la novena di Natale (da recitarsi dal 16 al 24 dicembre)

Vi segnalo quella del Beato Giustino Maria Russolillo, per recitarla cliccare freccia dans Don Giustino Maria Russolillo Novena di Natale

Buon-Natale dans Preghiere

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Una grande fiamma

Posté par atempodiblog le 9 décembre 2020

Una grande fiamma
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Una grande fiamma dans Citazioni, frasi e pensieri Una-grande-fiamma-Beato-Giustino-Maria-Russolillo-Blessed-Father-Justin

O mio Signore, o mio Dio e mio tutto, quante scintille di fuoco celeste avete fatto cadere nell’anima mia!

Ora, ve ne prego assai caldamente, raccoglietele tutte insieme sicché facciano una grande fiamma.

Sembrava che le vostre grazie scomparissero a una a una per fare luogo alle altre che giorno per giorno mi davate.

Presso di voi sono presenti tutti gli atti della mia vita sicché non ho bisogno di storico o poeta o registro.

Presso di voi sono al sicuro tutti i miei meriti che vi è piaciuto comunicarmi dal vostro tesoro infinito e farli miei.

Nell’anima sono cumulate tutte le grazie che vi è piaciuto largirmi sia attuali che abituali e sacramentali.

O mio Signore, aggiungetevi, per la vostra carità, tutte le altre che mi avreste largito si vi avessi sempre corrisposto.

Fate che tutte insieme, fuse in una sola grande grazia di vita, di adorazione, di fede, di opere, di zelo e di unione, come un grande cielo e un grande sole, una grande fiamma, ricchezza, bellezza e dolcezza, mi rendano carissimo a voi.

O mio Signore, che la mia vita, persona, condotta e opera sia tutto grazia, tutto unione con voi, o Trinità mio Dio!

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Con Maria Immacolata verso il Santo Natale…

Posté par atempodiblog le 28 novembre 2020

Con Maria Immacolata verso il Santo Natale... dans Avvento Con-Maria-Immacolata-verso-il-Santo-Natale

“Tota pulchra es Maria, bellezza e dolcezza, bellezza nell’intelletto, fede e umiltà. Dolcezza nella volontà, carità e attività. Cima dello stelo, fiore. Cima della fede, cima dell’amore, cima dei giorni, cima delle opere, cima della preghiera, cima del paradiso”.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Botti di Capodanno, l'appello dei medici degli ospedali: “E' una tradizione negativa e pericolosa” dans Articoli di Giornali e News Santo-Natale

Novena a Maria SS. Immacolata (da recitarsi dal 29 novembre al 7 dicembre)

Vi segnalo quella del Beato Giustino Maria Russolillo, per recitarla cliccare  Freccia dans Stile di vita Novena a Maria SS. Immacolata

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Sarà santo Giustino Russolillo, il fondatore dei Vocazionisti

Posté par atempodiblog le 28 octobre 2020

Sarà santo Giustino Russolillo, il fondatore dei Vocazionisti
Il Papa ha autorizzato i decreti che porteranno agli altari anche diversi beati, alcuni dei quali martiri in Turchia, Italia e Brasile
di Alessandro De Carolis – Radio Vaticana

Sarà santo Giustino Russolillo, il fondatore dei Vocazionisti dans Articoli di Giornali e News IMG-4668

Un santo per tanti, iniziatore di opere ecclesiali, che fino alla fine fa e vuole essere un prete di parrocchia. Napoletano, terzo di dieci figli, origini modeste, Giustino Maria Russolillo fu sempre allergico agli onori da parte di chi verso la fine della sua vita aveva preso a chiamarlo “il Santo di Pianura”, la località dov’era nato nel 1891 e dove morirà nel 1955 dopo aver fondato la Società delle Divine Vocazioni e successivamente il ramo femminile delle religiose e l’Istituto secolare delle Apostole Vocazionsite. Il provvedimento che lo riguarda apre l’elenco dei decreti promulgati dalla Congregazione per le Cause dei Santi, dopo l’udienza di ieri del Papa al futuro cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Il miracolo
In particolare, all’intercessione del beato Giustino Russolillo è stato attribuito il miracolo che lo porterà alla canonizzazione, ovvero la guarigione di un giovane vocazionista avvenuta il 21 aprile 2016 a Pozzuoli, dopo che il religioso di origine malgascia – rinvenuto a terra nella sua camera in mezzo a chiazze di sangue – era stato ricoverato il 16 aprile in condizioni molto gravi per danni all’apparato respiratorio. Lo stesso giorno del ricovero il superiore provinciale della Congregazione aveva invitato tutti i confratelli a pregare “don Giustino” per la guarigione e uno di loro il 18 aprile portò un’immagine del beato con una reliquia e la depose sul corpo del religioso malato. Quel giorno la situazione clinica era ancora molto grave, il 21 le condizioni migliorano in modo repentino e il giovane vocazionista esce dal coma fino a essere dimesso il 3 maggio.

Le nuove beate
Il riconoscimento di altri due miracoli porterà invece alla beatificazione di altre due fondatrici di istituti religiosi. Uno riguarda Maria Lorenza Requenses in Longo, nobildonna spagnola, nata nel 1463 a Lleida e spentasi nel 1539 a Napoli, dove si era trasferita col marito, reggente del Vicereame della città, e dove rimasta vedova apre l’Ospedale degli Incurabili. Gravemente ammalata si ritira nel monastero delle Monache Cappuccine, anch’esso da lei fondato. Il secondo miracolo è attribuito a Elisabetta Czacka (al secolo Rosa), nata a Bila Tserkva in Ucraina nel 1876 e morta a Laski in Polonia nel 1961, che nel 1918 fonda – lei non vedente – la Congregazione delle Suore Francescane Ancelle della Croce che ha tra i suoi scopi proprio l’inserimento sociale dei non vedenti, attraverso una preparazione oltre che spirituale, anche scolastica e professionale.

Storie di martirio e coraggio
Tra i martiri che saliranno agli altari figurano due frati cappuccini libanesi, vittime delle cosiddette “marce della morte” perpetrate dal movimento nazionalista dei “Giovani Turchi” durante genocidio armeno. Il primo, fra Leonardo Melki, viene arrestato e torturato nel 1915, il rifiuto di convertirsi all’islam lo condanna a una morte crudele a colpi di scimitarra. Sorte analoga tocca a fra Tommaso Saleh, anch’egli ucciso in odio alla fede nel 1917 per aver dato ospitalità a un sacerdote armeno, dopo aver subito ogni sorta di violenze e maltrattamenti. Tragica, trent’anni dopo, è anche la vicenda di don Luigi Lenzini, sacerdote diocesano, modenese, classe 1881, parroco a Crocette di Pavullo nel 1941, in una piccola parrocchia che sorge in una zona di operazioni partigiane. E sono proprio alcuni militanti comunisti a sequestrarlo nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1945 e a ucciderlo in aperta campagna dopo averlo crudelmente seviziato.

Una storia simile a quella di Maria Goretti è quella che riguarda la brasiliana Isabella Cristina Mrad Campos, nata nel 1962, molto legata alla famiglia religiosa di San Vincenzo de Paoli – e con il sogno di diventare pediatra – che a vent’anni, il primo settembre 1982, perde la vita dopo aver resistito a un tentativo di stupro. A ucciderla un giovane operaio che da un paio di giorni aveva tentato di sedurla, rifiutato, mentre si trovava in casa della giovane per montare dei mobili e dove era ritornato la sera del primo settembre sapendola sola in casa. Il nuovo approccio si trasforma in realtà in una aggressione feroce e Isabella, legata e imbavagliata, viene assassinata con 13 coltellate inferte alla schiena e all’addome.

I nuovi Venerabili
Chiudono l’elenco due nuovi venerabili servi di Dio per i quali sono stati riconosciute le virtù eroiche. Si tratta del brasiliano Roberto Giovanni, fratello professo della Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo (1903-1994), e della spagnola Maria Teresa del Cuore di Gesù (al secolo Celia Méndez y Delgado), cofondatrice della Congregazione delle Ancelle del Divino Cuore di Gesù (1844-1908).

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Il regalo di santa Teresa d’Avila

Posté par atempodiblog le 15 octobre 2020

Il regalo di santa Teresa d'Avila dans Citazioni, frasi e pensieri santa-teresa-d-avila-e-beato-giustinomaria-della-santissima-trinit-russolillo-di-pianura-napoli

15 ottobre 1945 – Alla messa e meditazione

Mi si fa comprendere: «Quel desiderio di una nuova intimità è prima nelle divine persone! Non sarebbe in te se prima non volessero le divine persone una nuova intimità con te».

Questa comprensione e senso si estende poi a tutto quello che di buoni desideri della Trinità ti si afferma nell’anima!

La mia intimità con il Padre è proprio il Figlio! La mia intimità con il Figlio è proprio il Padre. Così con lo Spirito Santo la mia intimità è Dio stesso Padre e Figlio. Con Dio stesso Padre e Figlio la mia intimità è lo Spirito Santo. (Non è forse il regalo, questo, di s. Teresa?).

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Grazia, fede e carità per l’unione divina

Posté par atempodiblog le 7 juin 2020

Grazia, fede e carità per l'unione divina dans Don Giustino Maria Russolillo SS-Trinit

Nella grazia posso vedere e trovare come una speciale unione con il Padre, o meglio con la Trinità nel Padre; nella fede una speciale unione con il Figlio o meglio con la Trinità nel Figlio; nella carità una speciale unione con lo Spirito Santo, o meglio con la SS. Trinità nello Spirito Santo.

O divina grazia immagine e somiglianza e partecipazione della vita stessa divina. Come devo stimarti e conservarti e coltivarti e per quanto è in me accrescerti sempre più poiché in te posso sempre più assomigliarmi, piacere e unirmi al Figlio e alla divina Trinità nel Padre!

O divina luce sia di ragione, sia di fede, sia di gloria, immagine e somiglianza e partecipazione della stessa verità divina come devo stimarti e conservarti e accrescerti sempre più poiché in te posso sempre più assomigliarmi e unirmi e piacere al Verbo e alla divina Trinità nel Verbo.

O divina carità, immagine e partecipazione e somiglianza dell’amore stesso divino, come devo stimarti, coltivarti, accrescerti a tutto mio potere, poiché in te e solo in te posso sempre più assomigliarmi e piacere e unirmi al Santo Spirito e alla divina Trinità nel Santo Spirito.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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