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Don Barsotti: il «canto della tentazione» di un mistico

Posté par atempodiblog le 19 septembre 2016

Don Barsotti: il «canto della tentazione» di un mistico
(pubblicate in un solo volume tutte le liriche del sacerdore fiorentino fondatore della Comunità dei Figli di Dio)

di Vincenzo Arnone – Avvenire

Don Barsotti: il «canto della tentazione» di un mistico dans Articoli di Giornali e News Don_Divo_Barsotti_e_GP_II
Novità editoriale settembre 2016: Solo l’amore conosce, di don Divo Barsotti, Edizioni Nerbini

L’idea di pubblicare in un’unica raccolta le poesie di don Divo Barsotti (1914  2006) è quanto mai opportuna e lodevole per fare apprezzare ancora di più il valore di versi dalle svariate tematiche e per tenere viva la memoria spirituale e letteraria di uno dei mistici più significativi degli ultimi tempi. Va dato atto all’editore fiorentino Nerbini di questa coraggiosa e appassionata iniziativa; il titolo Solo l’amore conosce (pp. 144, euro 14) è preso da una delle poesie, datata gennaio 1979, che esprime in maniera accentuata la dimensione mistica di Barsotti. Viene riproposta anche l’Introduzione che il critico Geno Pampaloni ebbe a scrivere nel 1982 per la raccoltina Cor ad cor.

La «tentazione» della poesia ha accompagnato tutta la vita di Barsotti, da quando giovane seminarista era a San Miniato e poi quando, alla ricerca di un suo posto nella Chiesa, si trasferì a Firenze, passando per crisi interiori, ripensamenti, riflessioni e confronti con forti personalità cristiane del tempo. In tal senso la lunga poesia (quasi un poemetto, che chiude le pagine del volume) «Il canto della tentazione» del 1936 sembra stia alla base del suo cammino spirituale e poetico.

In quell’anno Barsotti – appena ventiduenne, ma già maturo nella personalità – pensava, progettava, sognava oltre le piccole strade di un piccolo borgo pisano. Andato a Napoli per consigliarsi con don Giustino Russolillo, di ritorno scrive i versi che gli saranno da guida per sempre. Da allora l’arte poetica non ha mai abbandonato i numerosi scritti di don Divo, in un connubio di mistica, poesia e teologia.

Ed è significativo che Solo l’amore conosce si apra con i versi di «Ars poetica»:

«È semplice, limpida, ingenua,/ ma è l’unica parola/ che dice. Anche se tu la disprezzi/ ti accompagna fedele ed è a servizio/ dell’uomo».

Un’arte poetica che non insegue l’idolatria della parola o il linguaggio magico, bensì il diretto contatto con la realtà o, per chi è credente, con il Mistero. È la testimonianza sintetica di quanto di più forte potrebbe affermare un mistico, ad un tempo calato in pieno nella sua storia.

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2 agosto 1955, nasceva in Cielo il beato Giustino Maria

Posté par atempodiblog le 2 août 2016

Venerabile Giustino Maria Russolillo dans Don Giustino Maria Russolillo avkgow

O mio Signore Gesù, chiama l’anima mia, ricevi il mio spirito, comandami di venire a te, finisca la mia vita mortale con la morte dei giusti!

O mio Signore Gesù, accogli l’anima mia! In quell’ora non ricordarti di me, delle mie incorrispondenze alla tua grazia, infedeltà al tuo amore, resistenze alla tua azione.

O mio Signore Gesù, accogli l’anima mia! Non ricordarti allora dei miei innumerevoli peccati mortali e veniali, delle innumerevoli negligenze e omissioni nel tuo servizio.

O mio Signore Gesù, non accada a me, non accada a nessuno quello che hai minacciato ai ribelli: “Nell’ora della vostra morte non mi curerò di voi, mi riderò di voi!” (Mt 25, 41).

O mio Signore Gesù, non accada a me, non accada a nessuno quello che hai minacciato ai ribelli: “Nasconderò loro il mio volto, e starò a considerare che fine faranno” (Mt 25, 23 ).

O mio Signore Gesù, possa dirvi con l’Apostolo di aver bene combattuto la buona battaglia, di aver bene compiuta la mia carriera, di esservi stato fedele.

O mio Signore Gesù, che non mi colga la morte prima che abbia acquistato tutti quei gradi di grazia e di gloria che voi volevate darmi nella mia vita!

O mio Signore Gesù,che non mi colga la morte prima di aver ben aiutato a salvarsi e santificarsi tutte quelle anime che in qualche modo mi avevate affidate!

O mio Signore Gesù, possiate dirmi: “Bravo mio servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore, poiché ci siamo tanto amati!” (Mt 25, 21).

Beato Giustino Maria Russolillo

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La passeggiata mattutina

Posté par atempodiblog le 5 juin 2016

Beato Giustino Maria Russolillo

Bisogna riprendere la passeggiata mattutina, in orazione, con la SS. Trinità, per l’a solo indispensabile alla relazione d’amore (l’ho ripreso andando ogni mattina alla croce della Tavernola).

L’azione continua della ss. Trinità nell’anima tua e in tutte le anime non cessa mai. L’adoro e ci confido e mi ci abbandono!

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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L’infinito culto di amore alla Santissima Trinità

Posté par atempodiblog le 22 mai 2016

SS Trinità

“Lo Spirito Santo vivente in te è l’infinito culto di amore alla Santissima Trinità per te e tuo”.

Beato Giustino M. Russolillo

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Gesù non ha lasciato la terra e i suoi

Posté par atempodiblog le 30 mars 2016

Gesù non ha lasciato la terra e i suoi dans Citazioni, frasi e pensieri m75njo

Il vero senso della Risurrezione ci è dato dal salmo di cui la divina liturgia si serve per l’introito della santa Messa di Pasqua: resurrexi et adhuc tecum sum – sono risorto ed eccomi ancora con te. Oltre la divina immensità, oltre la divina eucaristia, c’è una presenza sentita e sensibile del Signore Gesù, l’uomo-Dio, poiché è risorto!

Oltre la sua presenza nel cielo alla destra del Padre, alla visione degli angeli e dei santi c’è la sua presenza nel mondo e alle anime peregrinanti per il mondo. Ascendendo al Padre e prendendo il primo posto di gloria alla destra di Lui, non ha lasciato la terra e i suoi, è presente ai suoi sulla terra, poiché è risorto.

Come credo alla Trinità inabitante nell’anima voglio credere all’umanità divina di Gesù circumstante all’uomo e specie al discepolo di Cristo e sposa di Dio. Non relimquam vos orfanos, vado et venio ad vos – Non vi lascio orfani, vado e vengo a voi. Non mi pare si possa spiegare meglio in altro senso. Modicum et non videbitis et modicum et videbitis – Tra poco non mi vedrete più; e tra un altro poco mi vedrete, similmente si possono solo spiegare bene della risurrezione del Signore. Alleluja.

Beato Giustino M. Russolillo

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La santità consiste nella carità

Posté par atempodiblog le 2 novembre 2015

caravaggio
Sette Opere di Misericordia - Caravaggio

“La santità consiste essenzialmente nella carità, ogni atto che non è di carità, in qualche modo e in qualche grado almeno equivalente, non apporta santificazione né in chi la fa né in chi la riceve”.

Beato Giustino M. Russolillo

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Consacrazione per la solennità di Tutti i santi

Posté par atempodiblog le 1 novembre 2015

Consacrazione per la solennità di Tutti i santi
del Beato Giustino Russolillo – Devozionale

tutti i santi

Oggi che ricordiamo sulla terra la festa del Paradiso, o cari nostri Santi, venite tra noi ! Venite sul mondo dove pur foste creati, redenti, santificati! Tra noi ci sono delle anime generose e fedeli che vogliono essere come voi. Tra noi c’è ancora Gesù! Vogliateci riconoscere e accettare come vostri fratelli, poiché Gesù ci vuole annoverare tra voi.

Il vostro esilio è finito e la vostra dimora è ormai per sempre nella Patria celeste. Ma anche sulla terra ci sono templi dedicati a voi e noi custodiamo le vostre reliquie per la risurrezione!

Voi avete un posto d’onore nel nostro cuore, venite perciò tra noi! Noi siamo i vostri servi vogliamo farci degni d’esservi fratelli. Noi aspettiamo la grazia di essere i vostri religiosi! Venite tra noi a inebriarci delle fragranze e armonie dei cieli, a sollevarci negli splendori e fervori dei cieli! Venite tra noi e portateci ciascuno un dono celeste preso dai tesori di Dio messi a vostra disposizione.

Noi sappiamo che le vostre perfezioni sono riflessi degli attributi di Dio; noi riconosciamo che in voi vive Gesù; noi contempliamo la SS. Trinità dimorante in voi come nel suo più dolce cielo. E perciò noi ci consacriamo con felicità a conoscere Dio in voi! E proponiamo solennemente di ricordarci ogni giorno dei vostri nomi al cospetto di Dio, di onorare con amore il vostro ricordo, le vostre immagini, le vostre reliquie, di leggere le vostre vite e servircene per edificazione nostra e delle anime, di unirci ogni giorno alle vostre adorazioni e ringraziamenti, riparazioni e preghiere, di sollevarci dalla nostra vita così bassa con l’imitazione dei vostri sublimi esempi, di ascendere con voi di consacrazione in consacrazione sino alla perfetta unione con Dio, di mandarvi continuamente dal Purgatorio molti compagni di gloria, di aiutarvi a glorificare il Signore per le grandi cose che ha operato in voi, e infine di cooperare con Dio santificatore a suscitare nel popolo sempre nuovi Santi.

Voi dateci qualcosa del vostro spirito, che era pieno di Spirito Santo, anzi osiamo chiedere con Eliseo profeta: dateci il doppio del vostro spirito perché Dio sia più glorificato! O santi Anacoreti dateci il vostro spirito di penitenza, d’amore! O santi Confessori dateci il vostro spirito di orazione d’amore! O sante Vergini dateci il vostro spirito di purezza d’amore! O santi Martiri dateci il vostro spirito di fortezza dl amore! O santi Apostoli dateci il vostro spirito di zelo d’amore! O santi Dottori dateci il vostro spirito di scienza d’amore! O santi Profeti dateci il vostro spirito di speranza d’amore! O santi Patriarchi dateci il vostro spirito di fede d’amore! O santi Angeli dateci qualcosa della vostra altissima potenza, sapienza e corrispondenza del divino Amore.

O Maria, o Maria dacci il tuo spirito di ancella e di madre del Signore! Allora saremo veramente tuoi figli e tu nostra Madre quando saremo divenuti santi. O Vergine che solo per opera dello Spirito Santo divenisti Madre di Gesù nell’annunziazione e Madre dei Santi nella Pentecoste, ottienici lo Spirito stesso di Dio, lo Spirito Santo e Santificatore! Raccoglici nel tuo cenacolo a ricevervi il battesimo di fuoco e di Spirito Santo che da indegni cristiani che siamo ci trasformi in buoni figli tuoi e fratelli carissimi dei santi sicché la SS. Trinità si possa compiacere e abitare in noi.

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La difesa dell’amante e la lode dell’amore

Posté par atempodiblog le 24 juillet 2015

La difesa dell’amante e la lode dell’amore dans Don Giustino Maria Russolillo vdfhoz

La difesa dell’amante
Ci troviamo dunque di fronte ad una – la Maddalena – che non sa fare altro che esprimere il suo amore; si getta ai piedi di Gesù ama, piange, bacia in silenzio, oppure si getta ai piedi di Gesù e sta a sentire le sue parole, o spezza l’alabastro e profuma l’umanità di Gesù.

Osservate in tutti e tre i casi c’è qualcuno a cui questo fatto non piace, si risente e mormora esteriormente o interiormente, ma in tutti e tre i casi Gesù ha preso la sua difesa.

Chi mai ha difeso Gesù? Egli ha difeso tutta l’umanità di fronte al Padre, è vero, ma qui parliamo in un senso più usuale e più umile. Nostro Signore tutte e tre le volte prende le difese di quella persona.

Simone ti devo dire una cosa e gli dà una lezione efficace. Marta, Marta, perché ti turbi di tante cose? E voi altri – agli apostoli – perché volete farle dispiacere? Questa poveretta ha fatto bene. Ha fatto bene a non fare altro che amare e a concentrare tutti i suoi atti in un atto di amore.

La lode dell’amore
Infine quella grande lode: Ha amato molto! Come è possibile amare Dio molto? Chiunque ama si illude di essere amato molto perché misura l’altro da se stesso. Forse il Signore poteva avere illusioni?

Non possiamo crederlo, ma quando si tratta d’amore, egli vede le cose con un certo ingrandimento perché chi ama in Lui è lo Spirito Santo. Comunque Gesù non ha lodato l’amore di nessun altro; ha lodato la fede di altre creature, ma la fede è lodata in quanto è principio d’amore, qui invece ha lodato soltanto l’amore: Ha molto amato.

Ecco ciò che notiamo in quest’anima: si è tutta consacrata all’amore, e all’amore manifesto nel modo più sensibile, ciò che anche noi faremmo volentieri.

E perché non lo facciamo? Anche S. Francesco d’Assisi ci fa pensare ad applicare, anzi a trovare applicato questo principio: Che cosa ha fatto come fondatore? Proprio niente. Egli si è messo ad amare Gesù Cristo e gli altri gli sono andati dietro. S. Francesco è caro al Signore perché lo ama. Si è messo ad amare perdutamente e non ha fatto altro; il resto lo ha fatto il Signore.

del beato Giustino M. Russolillo

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2e2mot5 dans Diego Manetti Novena del Beato Giustino Maria della SS. Trinità Russolillo (dal 24 luglio al 1 agosto)

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Il beato Giustino M. Russolillo ed Ernest Hello

Posté par atempodiblog le 28 juin 2015

Pensieri tratti da una lettera e dagli appunti del beato Giustino M. Russolillo:

1938

Caro D. Saggiomo,
mi occorre “L’uomo” di Ernest Hello. Sta a Posillipo. Domandare p. es. a Impagliazzo. Mi serve per le nostre stampe ecc.

***

16 febbraio 1931
L’umanità ha anche il bisogno di ammirare. E si getta come in ginocchio per chiedere l’elemosina di una qualche cosa sublime. Il superiore, il sacerdote deve soddisfare con il sublime dell’eroismo questo bisogno della comunità e dell’umanità (leggendo Hello: L’uomo).

***

11 febbraio 1936 – Da una agenda tascabile del 1932 – Triduo predicato a Posillipo, Bellavista
La funzione materna di Maria per l’alimentazione della vita soprannaturale sta nel metterci in relazione con le persone divine della ss. Trinità e con lo Spirito Santo, che viene prima nell’ordine delle relazioni tra la creatura e il Signore. Nostro bisogno della consolazione!

Prima c’è la liberazione da consolazioni profane, imbarazzi interni, influenze dello spirito del male. Poi purificazione del cuore, poi infusione di consolazioni.
Nisi efficiamini sicut parvuli non intrabitis in regnum coelorum – Se non diventerete come i fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. (Sonno, sorriso, ebbrezza, secondo Hello).

Il beato Giustino M. Russolillo ed Ernest Hello dans Citazioni, frasi e pensieri 5fq8tw

L’ebbrezza in Hello
Tratto da: Le siècle, les hommes et les idées, di Ernest Hello (traduzione di Giovanni Maria Bertin)

Si confondono due parole che, invece di esprimere cose due simili, esprimono cose due contrarie. Ecco queste due parole, la cui confusione distrugge la luce.
La prima è l’incomprensibile.
La seconda è l’inintelligibile.
L’incomprensibile è al di sopra dell’intelligenza; l’inintelligibile è al di sotto dell’intelligenza.
L’incomprensibile è il mistero.
L’inintelligibile è l’assurdo.
L’incomprensibile, troppo grande per noi, non può entrare tutto intero nella nostra intelligenza, a causa della sua dimensione, e soprattutto se noi parliamo dell’infinito, perché esso ha sorpassato ogni dimensione.
L’inintelligibile, al contrario, non può entrare nel nostro spirito, perché il nostro spirito è troppo grande, cioè troppo vero per lui. L’inintelligibile non può essere colto da noi, perché è senza verità, e perché il nostro spirito è fatto per cogliere la verità almeno in una certa misura.
La nostra intelligenza è una forza che si applica all’Essere.
Quando si tratta dell’Essere assoluto, immenso, infinito, la vocazione della nostra intelligenza è una abdicazione sublime, che lungi d’essere una morte, una restrizione, una diminuzione, è, al contrario, l’atto più fecondo, più attivo, più vivente, più sovrano che essa possa fare.
L’intelligenza è una forza che si esercita sopra un certo dominio. Al di sotto di questo dominio non ha niente da fare, ed ecco l’inintelligibile.
Al di sopra, essa si urta contro un dominio, è il dominio riservato, ed ecco l’incomprensibile.
L’incomprensibile è la cosa che non si abbraccia.
L’inintelligibile è la cosa nella quale non si può leggere.
L’etimologia di queste due parole stabilisce egregiamente la loro differenza.
L’incomprensibile è quello di cui nessuno fa il giro (non comprehendere).
L’ inintelligibile è ciò che non presenta all’occhio dello spirito alcun carattere (Non legere intus).
L’uomo che si ribella contro l’incomprensibile cade abitualmente nell’inintelligibile: c’è lì un castigo che non manca quasi mai.
L’intelligenza che s’inalbera davanti all’incomprensibile riceve questa punizione e questa umiliazione, di curvarsi e flettersi sotto l’inintelligibile.
Colui che rifiuta il mistero, cade nella superstizione.
Ora, la superstizione è ostile allo spirito e lo fa morire.
Il mistero è l’amico dell’intelligenza, egli la nutre e la conserva. L’esalta invece di schiacciarla. Mentre la superstizione la schiaccia invece di esaltarla. L’incomprensibile, è il mistero; è al di là dell’intelligenza. L’inintelligibile, è il non-senso; esso ne è al di qua.
Nei domini dell’inintelligibile, è l’oggetto che fa difetto all’intelligenza.
Nei domini dell’incomprensibile, è l’intelligenza che fa difetto al suo oggetto.
L’uomo non cammina sempre nella pianura, donde la sua intelligenza vede chiaro e lo conduce tranquillamente. Ora pende verso gli abissi dell’inintelligibile, ora si eleva verso le montagne dell’incomprensibile.
L’ebbrezza gli apre l’abisso in cui l’intelligenza lo perde.
L’estasi gli apre la montagna in cui l’intelligenza abdica nella gloria.
Il mistero risponde a uno dei bisogni più profondi della natura umana, il bisogno dell’adorazione.
L’uomo non adora ciò che comprende completamente ed ha ragione, perché ciò che comprende completamente non è l’infinito, e l’adorazione cerca l’infinito, come la bussola cerca il polo.
L’uomo ha sete di mistero, perché ha sete d’infinito. E questa sete d’infinito che spinge le anime superiori sulla strada che non finisce. Esse vanno alla scoperta con la sublime certezza di non scoprire mai tutto.
L’oggetto della ricerca essendo infinito, esso eccede sempre ogni scoperta. Aumenta la sete al tempo stesso che la soddisfa. “Né fame, né sazietà!”, esclama Sant’Agostino e aggiunge: “Io non so con qual nome chiamare questo stato che desidero; ma Dio può soddisfare coloro che non possono neppure più esprimersi, purché credano e sperino!”. Sant’Agostino ha ragione.
Né fame! Né sazietà! Ecco appunto il desiderio dell’uomo. S’egli comprendesse tutto, avrebbe la sazietà.
Se non comprendesse nulla avrebbe la fame. La verità, che talora solleva e talora abbassa i veli, lo protegge dalla fame, con la rivelazione, e dalla sazietà col mistero.
Elia sulla cima dell’Horel vide la tempesta, il terremoto e la folgore. Ma, quando passò il soffio leggero, Elia si velò la testa col suo manto; aveva riconosciuto l’approssimarsi del Signore: il mistero era là. I Serafini che apparvero a Isaia davanti al trono del Signore, si velavano la faccia con le loro ali.
Avevano sei ali; le loro sei ali si dividevano le funzioni di trasportarli e di velarli. Il loro volo e il loro velo avevano lo stesso agente, lo stesso strumento, delle ali, dovunque ali, sempre ali. Il volo ne impiegava due; il velo ne impiegava quattro. Le ali che li esaltavano negli abissi della Luce, li proteggevano anche. I veli che sono delle ali sono veli gloriosi come il volo che li accompagna.
Per volare e per velarsi, essi avevano bisogno di ali, e non avevano bisogno d’altro…

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SS. Maria, ammettici nel Santuario del Tuo Cuore Immacolato

Posté par atempodiblog le 13 juin 2015

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SS. Maria, ammettici nel Santuario del Tuo Cuore Immacolato, consacrato, ottienici di deporre alle sue soglie ogni nostra profanità; di partecipare in Esso alla Tua sublime formazione cristiano-trinitaria e onorare, in Esso, il mistero delle divine predilezioni e compiacenze, perché solo il Tuo Cuore è tutto simile e unito al Sacratissimo Cuore di Gesù.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Onorare l’Eucaristia/ La madre di tutte le processioni, quella del Corpus Domini

Posté par atempodiblog le 4 juin 2015

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Circa le modalità di onorare solennemente l’Eucaristia, figurano le processioni stabilite dal rituale secondo i tempi e le festività dell’anno liturgico. Il primo posto spetta alla madre di tutte le processioni, quella del Corpus Domini.

A questo proposito è bene ricordare che D. Giustino, parroco di Pianura, non concedeva il placet per la processione della festa patronale di S. Giorgio se non fosse assicurata e preparata solennemente la processione del Corpus Domini, che fino al 1955, pochi mesi prima di morire si era riservato di accompagnare nonostante il suo corpo fosse devastato dalla malattia dell’Herpes Zoster (fuoco di S. Antonio).

Tratto da: Opera Omnia di don Giustino Russolillo
, volume VII, pag. 60. Edizioni Vocazioniste. Napoli, 2006

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O Maria, oggi, per la prima volta, la Tua dolce luce rallegra la terra

Posté par atempodiblog le 31 mai 2015

O Maria, oggi, per la prima volta, la Tua dolce luce rallegra la terra dans Don Giustino Maria Russolillo sdledf

Chi è questa che s’avanza bella come l’aurora al suo sorgere, terribile come un esercito schierato in battaglia? O Maria, oggi, per la prima volta, la Tua dolce luce rallegra la terra.

Tu porti in Te stessa il Sole di giustizia; e la Sua luce nascente illumina la sommità dei monti, mentre la pianura è ancora nella notte e irradia dapprima il precursore illustre di cui è detto che tra i nati di donna non c’è alcuno più grande di lui.

Ben presto l’Astro divino, salendo sempre, inonderà con i Suoi raggi le più umili valli. Ma quanta grazia in questi primi raggi uscenti dalla Nuvola sotto la quale Si nasconde ancora! Tu, o Maria, sei la Nuvola leggera, Speranza del mondo, Terrore dell’Inferno.

Contemplando da lontano i misteri di questo giorno, Elia, il padre dei profeti, e Isaia, loro principe, videro tutti e due nella celeste trasparenza della nube, il Signore.

Ti vedevano sollecitare la Tua corsa su montagne, e benedicevano Dio; perché dice lo Spirito Santo, quando l’inverno ha incatenato i fiumi, disseccato le valli, bruciato le montagne, il rimedio a tutto è nella celebrità della Nuvola.

Affrettati dunque, o Maria! Vieni a noi tutti, e non siano più solo le montagne a ricevere i benefici della Tua serena influenza!

Abbassati fino alle regioni senza gloria dove vegeta la maggior parte del genere umano, impotente ad elevarsi sulle altezze. La Tua visita faccia penetrare la Luce della salvezza sin negli abissi della perversità più vicini alla voragine infernale.

O potessimo noi, dalle prigioni del peccato, dalla pianura ove domina la volgarità, essere rapiti al Tuo seguito! Sono così belli i Tuoi passi nei nostri umili sentieri, sono così soavi di profumi di cui oggi inebri la terra!

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Non mettiamo limiti all’opera dello Spirito

Posté par atempodiblog le 17 mai 2015

 Non mettiamo limiti all’opera dello Spirito dans Citazioni, frasi e pensieri eimjit

Se avete un vaso con un certo liquore quand’è che si verserà fuori?

Quando è pieno, riboccante; ma se non è ancora pieno non può riversarsi a riempire gli altri.

Quando saremo arrivati a pienezza di grazia, a pienezza di amore, a pienezza di Spirito, il nostro bene si comunicherà agli altri.

Come dobbiamo desiderare di essere pieni di grazia e di Spirito Santo!

Possiamo arrivarci? Non solo possiamo, ma dobbiamo arrivarci.

“Chi crede in Me vedrà zampillare una fonte nell’anima sua”. E il Vangelo dice espressamente che con queste parole Gesù alludeva allo Spirito, che i suoi fedeli avrebbero ricevuto. Il Signore non cessa di comunicarci la sua vita, perché l’amore non dice mai basta.

E’ il nostro stile umano che ci fa volere il bene solo sino a un certo punto.

Vogliamo essere pazienti sino a un certo punto; essere raccolti sino a un certo punto!

Così facendo mettiamo limiti all’opera di santificazione del Signore.

Perché non andare oltre quel punto se il Signore ci vuole oltre e il Signore vuole allargarci, dilatare, colmare e rendere riboccanti le nostre capacità?

E continuando a crescere, questa pienezza di grazia trabocca e si riversa a bene degli altri.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Alla missione dello Spirito Santo nella SS. Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 15 mai 2015

Questa preghiera può essere recitata come novena in preparazione della solennità della Pentecoste.

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Alla missione dello Spirito Santo nella SS. Vergine Maria
del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Gloria eterna d’infinito amore a te, o adorabile Trinità, per la santificazione di privilegio, operata nella SS. Vergine Maria, in vista della dignità di vera Madre di Dio a cui l’hai predestinata! Ecco la missione di corredentrice del genere umano, di mediatrice di tutte le grazie, tutta propria della SS. Vergine Maria.

Ti credo, ti adoro e ti ringrazio, o divino Spirito del Padre e del Figlio, nella concezione immacolata della SS. Vergine Maria! Riconosco nel principio santissimo della vita di Maria, quella che era l’idea e disegno divino anche della nostra origine, secondo il divino Amore creante e elevante.

Grazie eterne a te, o divino Spirito santificatore, perché essendo stata la nostra origine e tutta la nostra vita profanata dal peccato, tu, per la grazia di Gesù salvatore e per mezzo dei santi sacramenti, non cessi di elevare la dignità della nostra natura, già mirabilmente creata, e ora più mirabilmente salvata.

Grazie eterne a te o divino Spirito Santificatore! Ti credo, ti adoro e ti ringrazio o divino Spirito del Padre e del Figlio, nella capacità e pienezza di grazie della SS. Vergine Immacolata, sempre armoniosamente crescente, con una docilità, fedeltà e generosità di corrispondenza a Te, o divino Amore, secondo tutti i tuoi desideri, esigenze e disegni.

Tu operasti nell’Immacolata questa dilatazione ed elevazione di pienezza della grazia dell’anima figlia di Dio, e per questo in specialissimo modo la unisti a Dio Padre, sicché fu trovata così accetta alla SS. Trinità, che tu, o Spirito e Amore, le fosti in special modo mandato dal Padre e dal Figlio.

Fosti in così special modo dato alla Piena di Grazie che, dopo il messaggio angelico tanto umilmente accolto, Tu, o Amore Dio Spirito Santo, la facesti tua sposa in un diluvio di nuova grazia, che dal cielo del soprannaturale filiale, la sollevava al cielo del soprannaturale nuziale, e da questo cielo tu la portavi ancora più in alto nel cielo stesso della Trinità, operando in essa l’incarnazione del Figlio di Dio.

Tu rendesti vera Madre di Dio quell’Immacolata e consacrata Vergine Maria, la nostra Beatissima Vergine madre Maria; e d’allora non cessi, o divino Spirito Amore, con la cooperazione di Maria SS. di formare il Corpo mistico di Gesù, di tutte le anime fedeli alla grazia.

La vita di grazia che è in Maria nella sua pienezza, tu ce la comunichi con la sua cooperazione di Madre della grazia e Mediatrice di tutte le grazie! La sua vita di grazia e di figlia di Dio, la sua vita di grazia e di sposa di Dio, la sua vita di grazia e di madre di Dio, tu ci infondi per mezzo di Maria.

Come il figlio deve somigliare alla madre, così tutto il Corpo mistico di Gesù dev’essere pur degno di Gesù, del suo Spirito e del suo Cuore! Vieni, o Santo Spirito e infondici l’umiltà, la purità, la carità di Maria, affinché anche noi corrispondiamo con la sua stessa fedeltà alla tua grazia.

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Perfetta devozione e unione con la Vergine secondo l’insegnamento del Montfort

Posté par atempodiblog le 28 avril 2015

Perfetta devozione e unione con la Vergine secondo l’insegnamento del Montfort dans Citazioni, frasi e pensieri 2a5anlt
28 aprile, memoria liturgica

“Eccomi, o Gesù, fatto da Voi stesso degno d’essere ricevuto e assimilato da Voi! Gesù è opera dello Spirito Santo e di Maria. Né in me si potrà diversamente riprodurre Gesù! Che in me sia Maria SS.!

Che io mi trasformi in Maria e allora non mancherà lo Spirito di sopravvenire in me e di formare in me Gesù Cristo. Viva dunque io della perfetta devozione e unione con la Vergine secondo l’insegnamento del servo suo Luigi Maria Grignon de Montfort”.

del Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

Publié dans Citazioni, frasi e pensieri, Don Giustino Maria Russolillo, Fede, morale e teologia, Preghiere, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Stile di vita | Pas de Commentaire »

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