Il beato Nunzio Sulprizio

Posté par atempodiblog le 1 décembre 2013

BEATO NUNZIO SULPRIZIO (giovane operaio)
i cui resti mortali si venerano nella Chiesa di San Domenico Soriano, Piazza Dante n.82, Napoli

Il beato Nunzio Sulprizio dans Beato Nunzio Sulprizio 8x07fcIl beato Nunzio Sulprizio nacque a Pescosansonesco (Abruzzo) il 13 aprile 1817.
Rimasto orfano, fu accolto in casa di uno zio, fabbro – ferraio, che lo sottopose ad un lavoro superiore alle sue forze. Ammalatosi, venne ricoverato a Napoli, nell’Ospedale degli incurabili e poi nel Maschio Angioino da un suo benefattore, dove morì a 19 anni, il 5 maggio 1826.
Il Sommo Pontefice Paolo VI lo dichiarò BEATO il 1° dicembre 1963.

PREGHIERA
O Dio, Padre degli orfani, e degli afflitti, sostegno degli operai, Tu, che nell’angelico Nunzio ti sei degnato di compiere cose mirabili, concedi alla tua Chiesa la gloria della Canonizzazione del Tuo servo fedele ed a me la grazia che ardentemente Ti domando …, perché, seguendo il Suo esempio, impari a saper sostenere le amarezze della vita e gli affanni del lavoro. Così sia.

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Il beato Nunzio Sulprizio: un esempio per i giovani di oggi

Posté par atempodiblog le 30 novembre 2013

Giornata di festa nella parrocchia di San Domenico Soriano in occasione del cinquantesimo anniversario della Beatificazione di Nunzio Sulprizio
Un esempio per i giovani di oggi
di Eleonora Belfiore – Parrocchia San Domenico Soriano di Napoli

Il beato Nunzio Sulprizio: un esempio per i giovani di oggi dans Articoli di Giornali e News w9cft0Nella cinquecentesca chiesa di San Domenico Soriano a piazza Dante (Napoli), il 1° dicembre si celebra il cinquantesimo anniversario della proclamazione del Beato Nunzio Sulprizio, giovane operaio, la cui memoria liturgica ricorre il 5 maggio.
Gli anniversari che investono, in qualche modo, l’immaginario collettivo, possono essere letti in due modi, molto diversi tra loro. La prima chiave di lettura è quella celebrativa, atta a dimostrare l’efficacia storica e culturale di un personaggio. L’altro metodo, più sottile e complesso, è quello dell’analisi critica che ci porta a riflettere sulla validità ed universalità dei messaggi che questi personaggi hanno apportato nella società. Ed è per questo che ci chiediamo se Nunzio possa essere un modello di virtù per i giovani di oggi che vivono in un’era così lontana da quella in cui visse questo sfortunato ragazzo.
Nunzio Sulprizio nacque il 13 aprile 1817 a Pescosansoneco, in provincia di Pescara, figlio di Domenico Sulprizio, calzolaio, e di Rosa Luciani, filatrice.
Rimasto orfano in tenera età, Nunzio fu affidato allo zio Domenico Luciani, fabbro ferraio, che lo tenne con sé come garzone nella sua officina. A causa della debole tempra e dei lavori pesanti cui era destinato, il ragazzo ebbe un grave incidente alla tibia del piede sinistro. La ferita, che lo avrebbe condotto alla morte nel giro di  pochi anni, non si sanò mai e gli provocò atroci sofferenze. Portato a Napoli  per ricevere cure mediche più adeguate, venne affidato al colonnello Felice Wochinger, che lo accolse in casa come un figlio. Durante il suo soggiorno napoletano, il ragazzo si fece conoscere da tutti per il suo coraggio.

n4blzp dans Beato Nunzio Sulprizio“O ciuncariello santo”, come lo chiamava il popolo che già lo venerava come un santo, morì a 19 anni, il 5 maggio 1836. Oggetto di un immediato culto tra la gente, il corpo ebbe varie traslazioni fino al 1986, quando venne definitivamente trasferito nella parrocchia di San Domenico Soriano, che attualmente conserva il numero maggiore di reliquie del Beato, in una cappella a lui dedicata.
In Campania, la devozione popolare per questo sfortunato giovane è particolarmente sentita.
“Nella nostra parrocchia è molto sentita la figura di questo giovane operaio. La sua generosità ed il suo coraggio sono un esempio per tutti noi. – spiega Mons. Luigi Di Maio, parroco della chiesa di San Domenico Soriano -La nostra speranza è che questo giovane operaio possa essere presto canonizzato. La sua santità è già una realtà per i fedeli anche se non ancora ufficialmente proclamata. Molti hanno documentato i suoi interventi sia per guarigioni spirituali che fisiche”.
I casi di un uomo ed una donna improvvisamente guariti dopo essersi bagnati con l’acqua della fonte di Riparossa, la stessa dove l’operaio andava a risciacquare le bende che avvolgevano le sue ferite, hanno dato avvio al processo di beatificazione, iniziato sotto il pontificato di Paolo VI. Che cosa significa, dunque, per i giovani del 2013, la figura di questo giovane vissuto nella prima metà dell’Ottocento? Nunzio ha percorso in breve tempo, da giovane e da operaio, le altezze sella santità, come ebbe a dire Paolo VI nel discorso della proclamazione. Ed è in questa frase che risiede tutta l’attualità del messaggio di questo ragazzo.
Nunzio Sulprizio è un esempio, un modello che incita i giovani ad essere “straordinari” nell’ordinario. A tutti loro, ancora oggi, egli sembra dire: “Potete farcela, potete essere come me. E’ veramente possibile essere santi!”. La santità ci sembra terribilmente difficile perché, forse, non sappiamo cosa sia, e nemmeno ce lo domandiamo più seriamente. Essa ha molti volti e si esprime nella Configurazione a Cristo, nell’accettazione serena della sofferenza e nella comprensione del suo valore salvifico.

AVVISO SACRO
50° anniversario della beatificazione di Nunzio Sulprizio (giovane operaio)

Domenica 1 dicembre 2013
Festa solenne presso la parrocchia San Domenico Soriano, piazza Dante n.82, 80135 Napoli

ore 10:00 – Santa Messa con i ragazzi del catechismo
ore 12:00 – Santa Messa presieduta da don Antonio Paone (postulatore per la santificazione del Beato)

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2e2mot5 dans Diego Manetti Il segreto del beato Nunzio Sulprizio

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Il segreto del beato Nunzio Sulprizio

Posté par atempodiblog le 20 octobre 2011

Il segreto del beato Nunzio Sulprizio dans Beato Nunzio Sulprizio 30jsm6p

La sua infanzia, ad esempio, orfana e povera, segnata da tanta tristezza, non ci invita alla meditazione immensa, conturbante per chi non è della scuola di Cristo, sul mistero del dolore innocente? e come da un’infanzia, sulla quale dev’essersi accumulato il senso pesante della solitudine, della miseria, della brutalità, non è scaturita, come di solito avviene, una psicologia malata e ribelle, un’adolescenza insolente e corrotta? come mai tutta questa vita giovanile infelice e mancata fiorisce fin dai primi anni in innocente, paziente e sorridente bontà? Poi v’è il problema fondamentale della sua religiosità: donde una pietà così viva, così sicura, così perseverante, così personale? basta a spiegarla quel po’ d’educazione religiosa che poteva dare a quel tempo una parrocchia abruzzese perduta sui monti? o vi è una religiosità di popolo, connaturata ed inconscia, che in Nunzio Sulprizio si manifesta con ingenua pienezza? ovvero fu grande maestra l’umile nonna paesana, ch’ebbe cura per alcun tempo dell’orfano e senza forse saperlo svelò a quell’animo sofferente e sensibile le prime note del divino colloquio? Resta davvero da esaminare la formazione religiosa del giovane illetterato; e può darsi che l’esame ci porti a riconoscere la ricchezza spirituale della tradizione religiosa locale, ch’è poi quella di gran parte della gente italiana, tradizione tanto degna di rispetto, anche se talora manifestata in forme ora discutibili di culto popolare. E può darsi ancora, e sarà la scoperta migliore, che ci capiti di avvertire l’azione del divino Maestro invisibile, che, come in molte altre vite di Santi s’incontra, fa lui dell’anima pura e iniziata dal dolore al raccoglimento l’alunna privilegiata, che non dai libri, non dalla voce di maestro esteriore, ma da certa nascente scienza interiore impara le verità della fede ed i misteri del regno di Dio. Cosi vi sarà il problema della capacità di questo giovanetto malato e infelice a capire oltre il proprio bisogno quello degli altri, oltre il proprio dolore il dolore altrui.

La pazienza, la mansuetudine, la carità premurosa e servizievole di questo adolescente incurabile e zoppicante si possono, sì, narrare e descrivere; la comparsa d’un Colonnello dal cuore d’ oro fa grande figura nella sua breve storia; ma, umanamente parlando, quella bontà resta inesplicabile; essa ci avverte cioè che anche qui siamo davanti al segreto dell’ottimo Nunzio, il segreto che appunto noi cercavamo, quello della sua santità.

Paolo VI

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