Prega per noi, adesso…

Posté par atempodiblog le 29 mai 2010

Prega per noi, adesso... dans Avvento verginmaria

“Maria, Madre di Dio, prega per noi… adesso. Non vogliamo accumulare, capitalizzare sicurezze. Ci basta sa­pere che « adesso » preghi per noi, ci proteggi. Abbi pietà dei troppi « adesso » trascurati, ignorati, disattesi ». (A. Pronzato). Prega per noi, adesso…
A Maria – la Vergine dell’Avvento - chiediamo di ren­derci vigilanti nell’attesa, così che, finito l’unico corso della nostra vita terrena, possiamo entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati. A lei, da noi con­templata nella gloria della Città di Dio, chiediamo « la vit­toria delle prospettive eterne su quelle temporali, della vi­ta sulla morte »(Paolo VI). A lei, modello compiuto del di­scepolo di Cristo, chiediamo di saper essere « artefici del­la città terrena e temporale, ma pellegrini solerti verso quella celeste ed eterna; promotori della giustizia che li­bera l’oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimoni operosi dell’amore che edifica Cristo nei cuori » (Paolo VI). 
« Madre della speranza, cammina con noi! Cammi­na con l’uomo di questo inizio di Terzo Millennio, con l’uomo di ogni razza e cultura, d’ogni età e condizione. Cammina con i popoli verso la solidarietà e l’amore, cam­mina con i giovani, protagonisti di futuri giorni di pace. Hanno bisogno di Te le Nazioni che di recente hanno riacquistato spazi di libertà ed ora sono impegnate a costrui­re il loro avvenire. Ha bisogno di Te l’Europa che dall’E­st all’Ovest non può ritrovare la sua vera identità senza riscoprire le comuni radici cristiane ». (Giovanni Paolo II)

FIORETTO: Mi metterò nelle mani della Madonna e farò un atto di carità per perseverare nel cammino della sal­vezza.

GIACULATORIA: « Se insorgono i venti delle tentazioni, guarda la stella, invoca Maria ».

Fonte: Viviamo maggio con Maria – Sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani)

Publié dans Avvento, Fede, morale e teologia, Mese di maggio con Maria | Pas de Commentaire »

A Maria, Madre dell’attesa

Posté par atempodiblog le 20 décembre 2009

A Maria, Madre dell'attesa dans Avvento Maria-Santissima

O Madre, Tu conosci la trepidazione e la bellezza dell’attesa.
Tu hai atteso la nascita del Figlio di Dio
Che ha scelto te come culla del Mistero.
Tu hai sentito il battito del Suo Cuore umano e divino
e hai atteso la gioia di vedere il Suo Volto.

Tu hai atteso l’ora decisiva di Gesù
e l’hai visto allontanarsi da casa
per dare una Casa a tutta l’umanità.
Tu hai atteso ogni giorno:
e puntualmente è giunto il giorno della Croce.
Tu hai continuato ad attendere
nel lungo e drammatico Sabato santo
e hai visto la luce della Resurrezione.

Tu ora attendi per noi: Tu sei la Madre dell’attesa!
Metti olio nelle nostre povere lampade
e insegnaci ad attendere il ritorno di Gesù
gioiosamente, fedelmente, tenacemente ogni giorno.
Maranatha! Vieni, Signore Gesù!
La Chiesa ti invoca: Vieni, Signore Gesù!
Con Maria ti supplica: Vieni, Signore Gesù!

Mons. Angelo Comastri

Publié dans Avvento, Cardinale Angelo Comastri, Fede, morale e teologia, Preghiere | Pas de Commentaire »

Novena di Natale

Posté par atempodiblog le 16 décembre 2009

Vieni Bambino Gesù, fai del nostro cuore la Tua culla!

Novena di Natale dans Avvento don-Giustino-Maria-Russolillo

Novena di Natale del Venerabile Don Giustino Maria Russolillo

1. O Divin Verbo e Figliuolo di Dio Padre, Ti credo e Ti adoro, Tu che sei un solo Dio con il Padre e con lo Spirito Santo! Ti credo e Ti adoro nel mistero della Tua Incarnazione, per volontà del Padre e opera dello Spirito Santo nella nostra SS. Vergine Maria, Madre di Dio. Spero e aspetto, sospiro e affretto con i desideri il Tuo Natale tra noi, per vederTi nella braccia di Maria, o Gesù, per abbracciarTi e possederTi nel mio cuore!

2. O Divino Signore, o dolce vita mia! Il Divino Spirito Santo e la Vergine Maria Immacolata, mi facciano comprendere, in una luce superiore, la purificazione anche esterna che Tu desideri, le disposizioni interne di cui più Ti compiaci e le opere di grazia Tua, sicchè venendo possa trovare le Tue compiacenze nella mente e negli stessi sensi, fantasia e sentimento, e restare a vivere in me!

3. O divino Signore e dolce vita mia Gesù! Per la volontà del Padre sei venuto a noi e vuoi venire a me! O Volontà Divina che sei tutta amore, io Ti adoro e Ti ringrazio! E in un esercizio eroico di ubbidienza di Maria SS. e San Giuseppe a questa volontà del Padre, manifestata in un editto umano, Tu sei venuto! Ti abbraccio, o santa ubbidienza! Tu sola porti Gesù cristo a me, tu sola porti me stesso a Gesù!

4. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Con questa ubbidienza hai allontanato dalla loro casa, paese e regione Maria SS. e san Giuseppe, per farmi comprendere che vuoi trovarmi del tutto purificato da ogni attacco dalla terra e vivente come forestiero nel mondo! E ora vieni in me col Tuo Amore, che mi fa abbracciare tutto il mondo, tutte le anime e tutte le creature, come cosa tutta mia, perché tutto è il mistico corpo Tuo, e Tu ti degni darTi tutto a me!

5. O Divino amore e dolce vita mia, Gesù! Tu sei venuto nell’adempimento delle promesse divine, o Fedeltà infinita, e delle divine Profezie, o Verità infinita, e la verità Tu vuoi trovare nella mia mente e la fedeltà nel mio cuore; Tu stesso, conoscendo quel nulla e peccato che sono, mi offri la verità nella fede e la fedeltà Tua nella carità. O verità e fedeltà divine, venite, restate e trionfate in me, perché possa piacere a Gesù!

6. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nell’umiltà di Maria, l’Ancella del Signore, nella purezza di Maria, la sola Immacolata, nella carità di Maria la Vergine Madre! O mio Signore, come vorrei un’umiltà infinita per attrarTi in me, una purezza infinita per accoglierTi in me, una carità infinita per unirTi a me per sempre! Opera Tu col dono del Santo Spirito questo prodigio di santificazione in me e in tutti per Te stesso, o Gesù!

7. O divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto in mezzo all’incomprensione e al divieto degli uomini, anche di quelli che pure dicevano di stare ad aspettarTi. Poiché non Ti conobbero in quelle apparenze, in quei modi e in quei mezzi che Tu scegliesti, tanto contrari ai loro pensieri, desideri e criteri! O Sapienza Infinita, opera Tu stesso in me quella mentalità che più sia conforme a Te, affinché mi trovi sempre festante ad accoglierTi, o Gesù!

8. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nella più dura povertà effettiva! Che m’insegni e che mi riveli con questa durissima povertà del Tuo Natale e poi di tutta la vita, sino al Calvario? Vuoi essere Tu solo tutto il mio tesoro di ogni bene naturale e soprannaturale, fisico e morale, materiale e intellettuale! E Tu vuoi che anche l’anima mia e ogni altra anima sia tutto il Tuo tesoro! Come il Cuore della Vergine Madre Tua Maria! Così sia!

9. O Divino Signore e dolce vita mia Gesù! Tu sei venuto nel silenzio, nell’oscurità, nel freddo della notte! Che m’insegni e che mi riveli con questa notte lunga e gelata, in quella grotta mal riparata? O mio Signore, prendimi per mano Tu, conducimi e portami, perché da solo non sarei capace di entrare nella notte dei sensi e dello spirito, abitare in quella grotta natale, e pure per grazie Tua voglio a ogni costo piacere a Te, o Gesù!

10. Dammi il Tuo natale, o Divin Signore Gesù e dolce vita mia, il natale del Tuo puro amore! Dallo a tutte le anime, a ogni parrocchia, collegio e missione, il natale del Tuo puro amore! Dallo a ogni famiglia, a ogni comunità, a ogni associazione e anima. Nuova vita nel soprannaturale, nuova vita col Tuo Santo Spirito a gloria del Padre! O Divino Signore, dolce vita dell’anima, a Te nel più alto dei cieli questa gloria del puro amore, agli uomini in terra pace del Tuo puro amore! Amen!
(G. Russolillo, Devozionale, Napoli, 1949, Vol. II, pp. 1691-1697)

Fonte: dongiustino.com

Publié dans Avvento, Don Giustino Maria Russolillo, Preghiere, Santo Natale | Pas de Commentaire »

L’Avvento è il tempo della presenza e dell’attesa dell’eterno

Posté par atempodiblog le 29 novembre 2009

L'Avvento è il tempo della presenza e dell’attesa dell’eterno dans Avvento avvento1l

“Se Gesù è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Se Lui è presente, possiamo continuare a sperare anche quando gli altri non possono più assicurarci alcun sostegno, anche quando il presente diventa faticoso”: è quanto ha detto il Papa nell’omelia dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento, da lui presieduti nella Basilica Vaticana. “Cari amici – ha proseguito – l’Avvento è il tempo della presenza e dell’attesa dell’eterno. Proprio per questa ragione è, in modo particolare, il tempo della gioia, di una gioia interiorizzata, che nessuna sofferenza può cancellare. La gioia per il fatto che Dio si è fatto bambino. Questa gioia, invisibilmente presente in noi, ci incoraggia a camminare fiduciosi”. Il Papa ha quindi parlato della frenesia della vita quotidiana: “A volte le cose ci ‘travolgono’. L’Avvento, questo tempo liturgico forte che stiamo iniziando, ci invita a sostare in silenzio per capire una presenza. E’ un invito a comprendere che i singoli eventi della giornata sono cenni che Dio ci rivolge, segni dell’attenzione che ha per ognuno di noi. Quanto spesso Dio ci fa percepire qualcosa del suo amore! Tenere, per così dire, un ‘diario interiore’ di questo amore sarebbe un compito bello e salutare per la nostra vita! L’Avvento ci invita e ci stimola a contemplare il Signore presente. La certezza della sua presenza non dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi? Non dovrebbe aiutarci a considerare tutta la nostra esistenza come ‘visita’, come un modo in cui Egli può venire a noi e diventarci vicino, in ogni situazione?”.
Ecco il testo integrale dell’omelia del Papa:

bendettoxvi dans Fede, morale e teologia

Cari fratelli e sorelle, con questa celebrazione vespertina entriamo nel tempo liturgico dell’Avvento. Nella lettura biblica che abbiamo appena ascoltato, tratta dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi, l’apostolo Paolo ci invita a preparare la “venuta del Signore nostro Gesù Cristo” (5,23) conservandoci irreprensibili, con la grazia di Dio. Paolo usa proprio la parola “venuta”, in latino adventus, da cui il termine Avvento.Riflettiamo brevemente sul significato di questa parola, che può tradursi con “presenza”, “arrivo”, “venuta”. Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico utilizzato per indicare l’arrivo di un funzionario, la visita del re o dell’imperatore in una provincia. Ma poteva indicare anche la venuta della divinità, che esce dal suo nascondimento per manifestarsi con potenza, o che viene celebrata presente nel culto. I cristiani adottarono la parola “avvento” per esprimere la loro relazione con Gesù Cristo: Gesù è il Re, entrato in questa povera “provincia” denominata terra per rendere visita a tutti; alla festa del suo avvento fa partecipare quanti credono in Lui, quanti credono nella sua presenza nell’assemblea liturgica. Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi.

Il significato dell’espressione “avvento” comprende quindi anche quello di visitatio, che vuol dire semplicemente e propriamente “visita”; in questo caso si tratta di una visita di Dio: Egli entra nella mia vita e vuole rivolgersi a me. Tutti facciamo esperienza, nell’esistenza quotidiana, di avere poco tempo per il Signore e poco tempo pure per noi. Si finisce per essere assorbiti dal “fare”. Non è forse vero che spesso è proprio l’attività a possederci, la società con i suoi molteplici interessi a monopolizzare la nostra attenzione? Non è forse vero che si dedica molto tempo al divertimento e a svaghi di vario genere? A volte le cose ci “travolgono”. L’Avvento, questo tempo liturgico forte che stiamo iniziando, ci invita a sostare in silenzio per capire una presenza. E’ un invito a comprendere che i singoli eventi della giornata sono cenni che Dio ci rivolge, segni dell’attenzione che ha per ognuno di noi. Quanto spesso Dio ci fa percepire qualcosa del suo amore! Tenere, per così dire, un “diario interiore” di questo amore sarebbe un compito bello e salutare per la nostra vita! L’Avvento ci invita e ci stimola a contemplare il Signore presente. La certezza della sua presenza non dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi? Non dovrebbe aiutarci a considerare tutta la nostra esistenza come “visita”, come un modo in cui Egli può venire a noi e diventarci vicino, in ogni situazione?

Altro elemento fondamentale dell’Avvento è l’attesa, attesa che è nello stesso tempo speranza. L’Avvento ci spinge a capire il senso del tempo e della storia come “kairós”, come occasione favorevole per la nostra salvezza. Gesù ha illustrato questa realtà misteriosa in molte parabole: nel racconto dei servi invitati ad attendere il ritorno del padrone; nella parabola delle vergini che aspettano lo sposo; o in quelle della semina e della mietitura. L’uomo, nella sua vita, è in costante attesa: quando è bambino vuole crescere, da adulto tende alla realizzazione e al successo, avanzando nell’età, aspira al meritato riposo. Ma arriva il tempo in cui egli scopre di aver sperato troppo poco se, al di là della professione o della posizione sociale, non gli rimane nient’altro da sperare. La speranza segna il cammino dell’umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace.

Ma ci sono modi molto diversi di attendere. Se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l’attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c’è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l’attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell’attesa rende il presente più prezioso. Cari fratelli e sorelle, viviamo intensamente il presente dove già ci raggiungono i doni del Signore, viviamolo proiettati verso il futuro, un futuro carico di speranza. L’Avvento cristiano diviene in questo modo occasione per ridestare in noi il senso vero dell’attesa, ritornando al cuore della nostra fede che è il mistero di Cristo, il Messia atteso per lunghi secoli e nato nella povertà di Betlemme. Venendo tra noi, ci ha recato e continua ad offrirci il dono del suo amore e della sua salvezza. Presente tra noi, ci parla in molteplici modi: nella Sacra Scrittura, nell’anno liturgico, nei santi, negli eventi della vita quotidiana, in tutta la creazione, che cambia aspetto a seconda che dietro di essa ci sia Lui o che sia offuscata dalla nebbia di un’incerta origine e di un incerto futuro. A nostra volta, noi possiamo rivolgergli la parola, presentargli le sofferenze che ci affliggono, l’impazienza, le domande che ci sgorgano dal cuore. Siamo certi che ci ascolta sempre! E se Gesù è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Se Lui è presente, possiamo continuare a sperare anche quando gli altri non possono più assicurarci alcun sostegno, anche quando il presente diventa faticoso.

Cari amici, l’Avvento è il tempo della presenza e dell’attesa dell’eterno. Proprio per questa ragione è, in modo particolare, il tempo della gioia, di una gioia interiorizzata, che nessuna sofferenza può cancellare. La gioia per il fatto che Dio si è fatto bambino. Questa gioia, invisibilmente presente in noi, ci incoraggia a camminare fiduciosi. Modello e sostegno di tale intimo gaudio è la Vergine Maria, per mezzo della quale ci è stato donato il Bambino Gesù. Ci ottenga Lei, fedele discepola del suo Figlio, la grazia di vivere questo tempo liturgico vigilanti e operosi nell’attesa. Amen!

Fonte: Radio Vaticana

Publié dans Avvento, Fede, morale e teologia | Commentaires fermés

123456