• Accueil
  • > Apparizioni mariane e santuari

Il venerabile don Placido Baccher, la Madonna e il “Sabato privilegiato”

Posté par atempodiblog le 3 janvier 2015

Sabato_Privilegiato

I teologi gesuiti napoletani, come quelli di tutta la Compagnia di Gesù, seguendo l’esempio di altre Università, specie della Sorbona, s’impegnarono con giuramento a difendere l’Immacolata Concezione, e i membri dell’ordine nei secoli XVII-XIX stesero ben 900 studi sull’argomento. Vanno ricordate, per il loro influsso alla vigilia della definizione dogmatica dell’Immacolata, le opere poderose di Giovanni Perrone e Carlo Passaglia.

Grande fu a Napoli, nel Settecento, il contributo di S. Alfonso de’ Liguori e, nella prima metà dell’Ottocento, quella del venerabile don Placido Baccher (Napoli 5 aprile 1781-10 ottobre 1851).

Quest’ultimo, durante la repubblica partenopea, ebbe esiliato il padre, fucilati due fratelli ed egli stesso, imprigionato in Castel Capuano in attesa di condanna, in giorno di sabato fu riconosciuto innocente e liberato. Egli il giorno precedente con fede viva aveva così pregato: «Domani è sabato; questo giorno non mi può arrecare sventura, perché è il giorno della Madonna, giorno della divina misericordia».

La sera, mentre egli si assopiva recitando il Rosario, gli apparve la Madonna, che gli disse: «Confida, figliuolo; domani sarai liberato da questo orrido carcere. Tu poi dovrai essere mio; e sarai chiamato in una delle principali chiese di Napoli a zelare le glorie del mio immacolato concepimento».

Grato al Signore e alla Vergine, Placido Baccher abbracciò la vita clericale e il 31 maggio 1806 fu ordinato sacerdote nella Basilica di Santa Restituta. Collaborando con D. Pignataro, rettore della chiesa di S. Tommaso d’Aquino, promosse intensamente una cosciente partecipazione ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, l’adorazione frequente del Cristo eucaristico, la devozione all’Immacolata e un’intensa attività evangelizzatrice e caritativa.

Nominato ben presto rettore della chiesa del Santissimo Salvatore, detta del Gesù Vecchio, egli, dopo essersi consigliato col suo confessore, il barnabita Francesco Saverio Bianchi, poi canonizzato, accettò l’incarico e subito si mise all’opera per sistemare questa artistica chiesa che con la soppressione della Compagnia di Gesù era passata al Demanio e adibita a teatro, ad aula magna dell’Università e, per diversi anni, persino abbandonata. A sue spese don Placido riparò il tetto e la cupola, acquistò suppellettili ed arredi sacri, riportò all’antico splendore marmi e bronzi, e fece costruire un organo idoneo per rendere più solenni le funzioni liturgiche.

Malgrado tutto, don Placido soleva dire che la chiesa gli sembrava una casa senza padrona e una reggia senza regina. Fece perciò modellare dall’artista napoletano Nicola Ingaldi la Madonnina, come gli era apparsa durante la sua prigionia in Castel Capuano. La statua è di proporzioni ridotte, è parte in creta e parte in legno; le sue vesti sono di lino ingessato e inargentato; sul manto, sulla veste e sopravveste sono dipinti fiori, stelle e frange dorate. La Madonnina sorregge sul braccio sinistro il Bambino, mentre col piede schiaccia la testa del serpente.

Don Placido volle porre nelle mani della Madonna e del Bambino la corona del Rosario, e ai piedi della Vergine, sul globo, simbolo del mondo, un gruppo di teste di angeli; a destra e a sinistra due angeli recanti nelle mani un giglio e una stella; e ancora a destra uno specchio e a sinistra una rosa quasi a richiamare le litanie lauretane.

La Madonnina fu collocata su un trono composto di colonne e cornici di legno indorato e ghirlandato di lauro, con in alto, a rilievo, le persone della Santissima Trinità. Vi si accede con due rampe di scale in marmo, sulle quali si adagiano due angeli sostenenti candelabri di bronzo dorato.

A questo punto va menzionata una data storica di grande importanza per la devozione dell’Immacolata a Napoli. Leone XII, a chiusura dell’anno giubilare del 1825, concesse all’Archidiocesi partenopea di celebrarlo ancora per tutto il 1826. Don Placido promosse ed ottenne dal Capitolo Vaticano che la Madonnina fosse incoronata il 30 dicembre 1826 dal card. Luigi Ruffo di Scilla, arcivescovo di Napoli.

La celebrazione fu solennissima e vi presenziò il re Francesco II con la regina Elisabetta. Incessante fu il pellegrinaggio dei fedeli e straordinaria la partecipazione ai Sacramenti. Allora don Placido scrisse al cardinale arcivescovo che la gran Signora gli aveva imposto di riferirgli queste sue parole: «Beati i sacerdoti che celebreranno al mio altare e beati i fedeli che vi faranno la comunione nel sabato seguente alla mia incoronazione».

Da allora sino ad oggi nel cosiddetto Sabato privilegiato accorrono a venerare la Madonnina di don Placido innumerevoli pellegrini a confessarsi e a ricevere l’Eucaristia da Napoli e dalla Campania. All’altare maggiore si celebrano ininterrottamente sante Messe durante la notte e il giorno e vari sacerdoti e diaconi distribuiscono l’Eucaristia. Non manca mai a presenziare l’Eucaristia e a confessare il cardinale arcivescovo.

Tratto da: GiuseppeMoscati.it
Per approfondire 2e2mot5 dans Diego Manetti Napoli città dell’Immacolata

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Venerabile Placido Baccher | Pas de Commentaire »

“Ho protetto e proteggerò Napoli”

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2014

“Ho protetto e proteggerò Napoli” dans Apparizioni mariane e santuari fkms1h

Ho letto in varie pubblicazione sulla Basilica del Gesù Vecchio che don Placido – dopo il Giubileo 1825, esteso solo per Napoli al 1826 – aveva sempre vagheggiato che la nostra città diventasse come le bibliche città di rifugio [...] per la protezione dell’Immacolata. [...]

L’ha promesso a don Placido morente allorché gli sussurrò: “Ho protetto e proteggerò Napoli”.

di Nanà Corsicato

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Venerabile Placido Baccher | Pas de Commentaire »

Il 3 gennaio: “sabato privilegiato” alla Chiesa del Gesù Vecchio di Napoli

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2014

La Chiesa del Gesù Vecchio di Napoli e la devozione del “sabato privilegiato” dans Apparizioni mariane e santuari Ges_Vecchio_Napoli

Ogni anno, il primo sabato successivo al 30 dicembre (giorno dell’incoronazione della statua), si celebra il “sabato privilegiato”, in memoria della promessa fatta dall’Immacolata a don Placido: “Beati i sacerdoti che celebreranno al mio altare e i fedeli che vi faranno la Santa Comunione il primo sabato dopo la mia Incoronazione”.

di Luigi Vinciguerra – Radici Cristiane

315fyfr dans Fede, morale e teologia

Per approfondire 2e2mot5 dans Diego Manetti La Chiesa del Gesù Vecchio di Napoli e la devozione del “sabato privilegiato”

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Articoli di Giornali e News, Venerabile Placido Baccher | Pas de Commentaire »

In esposizione il Crocifisso Miracoloso presso il Santuario del Carmine di Napoli

Posté par atempodiblog le 28 décembre 2014

In esposizione il Crocifisso Miracoloso presso il Santuario del Carmine di Napoli dans Apparizioni mariane e santuari 8w06cx

Come ogni anno, dal 26 dicembre al 2 gennaio, viene esposto alla venerazione dei fedeli, durante gli orari di apertura della Basilica, il Crocifisso Miracoloso che, nel 1439, per scansare un colpo di cannone, chinò miracolosamente il capo.

315fyfr dans Fede, morale e teologia

Per approfondire 2e2mot5 dans Diego Manetti Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli

 

Publié dans Apparizioni mariane e santuari | Pas de Commentaire »

Bilbao e le sue radici cristiane

Posté par atempodiblog le 15 décembre 2014

Bilbao e le sue radici cristiane
Tratto da: Bilbao.it

Bilbao e le sue radici cristiane dans Apparizioni mariane e santuari j8k710

Ogni città spagnola, Bilbao compresa, manifesta un forte attaccamento alle radici cristiane reso esplicito dalla presenza di chiese antiche dall’alto valore storico-artistico.

Bilbao è stata al centro del cammino di pellegrinaggio che conduceva a Santiago di Compostela. Non deve sorprendere, quindi, se il luogo di culto più rappresentativo è la Cattedrale di Santiago.

La particolarità di alcuni edifici religiosi a Bilbao è la loro architettura, a metà strada tra la costruzione adibita al culto di Dio e la fortezza militare. Bilbao, del resto, si trovava in un punto geografico particolarmente esposto agli attacchi dei nemici. Una simile conformazione architettonica la riscontriamo nella Basilica de Nuestra Señora de Begoña.

Gli altri luoghi di culto di Bilbao costituiscono un itinerario imperdibile nella città basca.

2e2mot5 dans Diego Manetti Cattedrale di Santiago

f4nzug dans Viaggi & Vacanze
La Cattedrale di Santiago a Bilbao è una bellissima chiesa e porta il nome della località spagnola, meta di pellegrinaggio cristiano da molti secoli.

2e2mot5 dans Diego Manetti Basílica de Nuestra Señora de Begoña

14mz9ts
Decisamente originale nell’aspetto è la Basilica de Nuestra Señora de Begoña, costruzione religiosa realizzata nel Cinquecento. Nel corso della storia di Bilbao è stata trasformata in una fortezza difensiva.

2e2mot5 dans Diego Manetti Chiesa di San Antón

2quu42t
La Chiesa di San Antón è un edificio religioso assolutamente da includere nel tour alla scoperta di Bilbao. La costruzione risale al periodo tardo medievale e fu più volte danneggiata nel corso della sua storia.

2e2mot5 dans Diego Manetti Chiesa San Francisco de Asis

3025tmh
La Chiesa di San Francisco de Asis rientra a pieno titolo negli itinerari turistici alla scoperta di Bilbao. Il nome ricorda il santo proveniente da Assisi che rivoluzionò la storia della cristianità nel Medioevo.

2e2mot5 dans Diego Manetti Chiesa San Nicolás

3166ddc
La Chiesa di San Nicolás si trova in posizione centrale a Bilbao ed è dedicata a San Nicola di Bari. E’ un ottimo esempio di architettura barocca, essendo stata realizzata nel diciottesimo secolo, e conserva preziose opere artistiche.

2e2mot5 dans Diego Manetti Chiesa Santos Juanes

27xikj8
La Chiesa di Santos Juanes si trova nel centro storico di Bilbao, ed è una bellissima costruzione risalente al ’600 di stile barocco classicista.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Viaggi & Vacanze | Pas de Commentaire »

Nostra Signora della Medaglia Miracolosa

Posté par atempodiblog le 27 novembre 2014

Nostra Signora della Medaglia Miracolosa
Tratto da: josemariaescriva.info

1830. Il panorama politico della Francia e soprattutto l’atteggiamento della gente erano molto cambiati a seguito della Rivoluzione del 1789. La stessa atmosfera del paese si faceva sempre più tesa. Fra tutti gli sconvolgimenti del periodo, Nostra Signora fece udire la sua voce che diceva “Venite ai piedi di questo altare. Qui saranno riversate grazie su tutti”.

Didascalia dell’immagine in francese:
Didascalia dell’immagine in francese: “Ama di essere ignorata!”. Tutta la vita, tutta l’anima di Cathetine Labouré è espressa in queste parole.

Da allora l’invito pressante fatto da nostra Madre durante la sua prima apparizione in Rue du Bac è stato accolto da milioni di persone di ogni estrazione sociale e culturale che sono venute ad inginocchiarsi ai piedi di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa in una cappella nel cuore di Parigi.
Ma chi era la ragazza a cui nostra Signora apparve quel lontano 19 luglio 1830? E perché? Santa Caterina Labouré era allora una giovane di 24 anni che aveva appena cominciato il noviziato presso le Sorelle della Carità, un ordine religioso fondato da San Vincenzo de’ Paoli che si prendeva cura dei malati e dei vecchi.
Nel 1876, poco prima di morire, Santa Caterina mise per iscritto ciò che nostra Signora le aveva detto. “Figlia mia, Dio, nella sua benevolenza, vuole assegnarti una missione. Sarà per te causa di molte tribolazioni, ma le vincerai pensando che tutto quello che fai lo fai per dare gloria a Dio. Sarai perseguitata, ma la mia grazia non ti abbandonerà, perciò non avere paura. Vedrai le cose che è necessario tu dica alla gente, ma nella preghiera ti ispirerò io il modo per dirle. Corrono brutti tempi. Sventure di ogni tipo si abbatteranno sul mondo”.
Il messaggio di Nostra Signora indicava il rimedio: “Venite ai piedi di questo altare. Qui grazie saranno riversate su tutti quelli che le chiederanno con fede e devozione. Saranno riversate in ugual misura sui grandi e sui piccoli”.

José Escrivá, padre di San Josemaría, gli trasmise la sua profonda devozione a nostra Signora della Medaglia Miracolosa
José Escrivá, padre di San Josemaría, gli trasmise la sua profonda devozione a nostra Signora della Medaglia Miracolosa

Durante la seconda apparizione, avvenuta sabato 27 novembre 1830, la vigilia della Prima domenica di Avvento, Santa Caterina vide nostra Signora circondata da un’aureola sulla quale era scritto in lettere dorate “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Il comando di nostra Signora era: “Fai coniare una medaglia su questo modello. Quelli che la porteranno al collo riceveranno grandi grazie; le mie grazie saranno molto abbondanti per tutti quelli che confideranno in me”.
Le prime medaglie furono coniate nel Maggio del 1832 e i risultati non si fecero attendere. Da quel momento, alla Medaglia Miracolosa, come venne presto identificata dalla pietà popolare, furono attribuite molte conversioni e guarigioni. Dopo le apparizioni della Madonna, Santa Caterina visse tutta la sua vita nell’umiltà e nel nascondimento. Per i successivi quarantasei anni lavorò in un ospedale per i poveri alla periferia di Parigi, dedicandosi ai doveri più umili. Morì all’età di 70 anni, il 31 dicembre 1876. Fu canonizzata da Papa Pio XII il 27 luglio 1947. La sua festa si celebra il 28 novembre.

San Josemarίa e la Medaglia Miracolosa

Durante la sua vita San Josemarίa si recò a Parigi in molte occasioni per pregare Nostra Signora della Medaglia Miracolosa a Rue du Bac
Durante la sua vita San Josemarίa si recò a Parigi in molte occasioni per pregare Nostra Signora della Medaglia Miracolosa a Rue du Bac

Dio ispirò l’Opus Dei nel cuore di San Josemarίa durante un ritiro spirituale presso la casa dei Fratelli di San Vincenzo de’ Paoli, vicino alla chiesa dedicata a Nostra Signora della Medaglia Miracolosa, all’angolo fra Via Fernandez de la Hoz e Via Garcia de Paredes a Madrid.
Durante la sua vita San Josemarίa si recò a Parigi in molte occasioni per pregare Nostra Signora della Medaglia Miracolosa a Rue du Bac.
Nostra Signora della Medaglia Miracolosa è collegata con due avvenimenti della storia dell’Opus Dei.
Nel giorno della sua ricorrenza, il 27 novembre 1924, José Escrivá, padre di San Josemaría, morì dopo aver pregato davanti ad una statuetta della Madonna della Medaglia Miracolosa che era presente nella casa. José Escrivá nutriva una grande devozione per nostra Signora, specialmente sotto il suo titolo di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa. Trasmise questa devozione a San Josemaría. Il 27 novembre 1982 all’Opus Dei venne definitivamente riconosciuto l’assetto giuridico di Prelatura Personale.
L’attuale prelato dell’Opus Dei, il Vescovo Javier Echevarria, si riferisce alla coincidenza di queste due date in una lettera datata 1 novembre 1995. “Fu come se nostro Signore volesse ricordarci che in tutte le nostre necessità noi dobbiamo ricorrere alla Benedetta Vergine Maria, che è onnipotente nelle sue suppliche. Perciò, trovandoci di fronte all’obiettivo apparentemente impossibile della nostra personale santificazione (non siamo niente, tu ed io: solo miseria e fango), ci rivolgiamo con tutta la nostra confidenza a nostra Madre del cielo”.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa, San Josemaria Escriva' de Balaguer, Santa Caterina Labouré, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Le realtà spirituali hanno un loro pudore

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2014

Le realtà spirituali hanno un loro pudore
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

Le realtà spirituali hanno un loro pudore dans Apparizioni mariane e santuari 2irkhlk

Il silenzio e il nascondimento sono sempre state caratteristiche del pudore. Anche le realtà spirituali hanno un loro pudore, un pudore che neppure la necessità della proclamazione del Vangelo osa intaccare.

Le apparizioni e la vita della veggente, Catherine Labouré, si sono come intrecciate ed unite in questa caratteristica e ci è molto piaciuto e ha suscitato in noi un travolgente desiderio di silenzio contemplativo perché stanchi ormai dalle troppe parole che vengono dette anche nella Chiesa di oggi.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Padre Angelo Maria Tentori, Riflessioni, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa, Santa Caterina Labouré, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2014

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne richiama quella di san Paolo dans Alfonso Maria Ratisbonne 2cygz5s

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne è subitanea, fulminea, che richiama per tanti aspetti quella di Saulo sulla via di Damasco, a tal punto da domandarci se la conversione dell’apostolo delle genti non sia avvenuta anche per l’intercessione di Maria SS. che aveva saputo di quel giovane fariseo che si distingueva tanto nella persecuzione dei suoi figli, dei fratelli del suo Gesù.

Publié dans Alfonso Maria Ratisbonne, Apparizioni mariane e santuari, Padre Angelo Maria Tentori, Riflessioni, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa | Pas de Commentaire »

Vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2014

La Madonna chiede di vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

Vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite dans Apparizioni mariane e santuari 2mfhs76

La Madonna chiede a Catherine di far sapere questo suo cruccio, provocato dal comportamento delle comunità al suo confessore; anche se al momento non è lui il superiore, in futuro lo diventerà, e che, allora, faccia tutto il possibile perché la regola sia messa in vigore.

Sappiamo, infatti, per esperienza che quando le regole non vigono più, gli abusi e le confusioni e le ingiustizie con le divisioni abbondano.

Qui la Madonna specifica alcuni di questi abusi, pochi in verità, e che a noi, oggi, sembrano di poca entità, anzi molto poca. Vuole che Catherine trasmetta al suo confessore, da parte sua, di vegliare sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite.

Le letture
A quel tempo, ci domandiamo, che letture cattive potevano avere a disposizione? Non erano i nostri tempi, eppure, qualche cosa anche in quelle letture non andava bene. La Madonna vuole che si sia più vigilanti, non si può trangugiare tutto, non vale la scusa che si è adulti e vaccinati, il virus del male morale è più forte di qualsiasi altro virus.

Quasi quasi non riusciamo, poi, a crederci sugli altri due punti richiamati dalla Madonna:

La perdita di tempo
Per il Cielo, dove vige solo l’eternità, ha grande valore il tempo di questa terra… per cui non può essere sprecato come tutti i doni di Dio. Ecco perché Maria SS. si preoccupa anche di come impieghiamo il nostro tempo; è prezioso ed è misurato. Il tempo sprecato vuol dire bene non compiuto, grazie perdute, santità non progredita e tante occasioni di bene mancate.

Anche questo richiamo, come tutta la vita di Catherine, ci sembra estemporaneo, “non vale per noi” – pensiamo – dato che il ritornello più frequente sulle nostre labbra è: “non ho tempo, sono talmente preso”, quindi almeno su questo possiamo strare tranquilli… personalmente non ne sarei tanto sicuro… prima di tutto perché alla pressione del tempo che ci scappa dalle mani sappiamo trovare momenti di vuotaggine, non per nulla positivi e costruttivi, magari coperti sotto l’etichetta di relax… tanto necessario per alleviare lo stress del vivere attuale e poi non è detto che impieghiamo sempre bene il tempo, nel rispetto della gerarchia dei valori.

Il tempo lo si può vivere intensamente per cose senza grande importanza e anche per futilità, non riuscendo poi a trovare per il Signore e per altri valori importanti quel tempo dovuto o  tutt’al più qualche infinitesimale ritaglio… forse si può perdere tempo anche così. Del resto chi non si fa questa domanda: “come facevano quelle suore e quei sacerdoti con tutta una giornata piena come un uovo nell’assistenza e sempre esigente dei poveri? Come facevano a perdere tempo? Come ci riuscivano?”. Eh sì che a quel tempo non c’era quella gamma di spettacoli e la possibilità di assistervi che abbiamo oggi. Eppure la Madonna lo fa notare esplicitamente ed è una di quelle cose che l’addolora.

Le visite
E’ facile capire che non vengono proibite le visite di parenti e persone care, ma senz’altro la Madonna si riferisce a quelle visite interminabili come tempo e con il conseguente codazzo di curiosità inutili, malignità, pettegolezzi, perdita di tempo, dissipazioni… in una parola: tempo sottratto ai propri doveri che di solito cadono, poi, sulle degli altri.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Padre Angelo Maria Tentori, Riflessioni, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa, Sacramento dell’Ordine, Stile di vita | Pas de Commentaire »

La grazia “scomoda” della santità

Posté par atempodiblog le 23 novembre 2014

La grazia “scomoda” della santità
Tratto da: Il Suo ritratto sul cuore, di p. Angelo Maria Tentori

La grazia “scomoda” della santità dans Apparizioni mariane e santuari 2mn2at1

Ci ritorna alla mente l’immagine delle perle che non emettono la luce e che la Madonna spiega come quelle grazie che ci dimentichiamo di chiedere. Ci attraversa la mente un dubbio, o meglio un sospetto, che non riusciamo a scacciare… anzi, ci perseguita… ma pensiamo: “come facciamo a dimenticarci delle grazie di cui abbiamo impellente bisogno?”, “come fa la Madonna a dirci che noi ci dimentichiamo delle cose più importanti, più essenziali, della vita?”. E a questo punto il sospetto diventa più cattivo, naturalmente nei nostri riguardi, e ci porta a farci un’altra domanda: “ma la Madonna intendeva veramente dire che noi ci dimentichiamo di chiedere quelle grazie oppure usa questo verbo per delicatezza materna, per non dire un’altra cosa che risulterebbe offensiva alla nostra ipersensibilità?”.

Noi sappiamo bene nei nostri momenti di sincerità con noi stessi che ci sono delle grazie che non chiediamo perché non le vogliamo, siamo persuasi della loro necessità, molto più di altre, ma queste non le vogliamo perché ci scomoderebbero troppo, ci impegnerebbero troppo, e questo non ci piace. Un esempio: la grazia della santità. Santità espressa mediante l’amore assoluto a Dio e al nostro prossimo fino alle estreme conseguenze, perché ciò che misura questo amore, questa santità, sono le estreme conseguenze e sono queste che ci spaventano e noi preferiamo fermarci a metà e la Madonna definisce tutto questo nostro atteggiamento dimenticanza di bambini, ma noi sappiamo che non è così; tant’è vero che quelle grazie non giungono a noi perché in realtà non le vogliamo e proprio perché non le vogliamo non ci possono essere concesse.

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Citazioni, frasi e pensieri, Fede, morale e teologia, Padre Angelo Maria Tentori, Riflessioni, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Apparizioni di Rue du Bac: “che festa per noi e che speranza!”

Posté par atempodiblog le 16 novembre 2014

“Pregare, pregare con tutto il mondo nelle mani, nel cuore, nella mente come la Beata Vergine Maria nelle apparizioni a santa Caterina Labouré”.

“Giovedì 27 (1924) è l’apparizione della Medaglia Miracolosa. Che festa per noi e che speranza!”.

Don Giustino Maria Russolillo

La più bella corona di gloria per la SS. Trinità dans Don Giustino Maria Russolillo m7g64l
Il Beato Giustino che stringe tra le mani la
Medaglia Miracolosa.
Immagine tratta da:
Sdv Philippines

Don Giustino portando sempre sul petto la santa corona, spesso la palpava e baciava e, come se muovesse fra le dita un piccolo turibolo, lanciava benedizioni in cielo e in terra nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Messaggera ne era la Madonna santissima: una medaglia che chiudeva, come un lucchetto di luce, la “mistica corona”.
di Mons. Salvatore Lo Piccolo

Apparizioni di Rue du Bac: “che festa per noi e che speranza!” dans Apparizioni mariane e santuari 108a24k
La Cappella di Rue du Bac, dove l’anno scorso “vi ho portato” con me in pellegrinaggio

2e2mot5 dans Diego Manetti  Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa (da recitarsi dal 18 al 26 novembre)

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Don Giustino Maria Russolillo, Rue du Bac - Medaglia Miracolosa | Pas de Commentaire »

Helsinki, la “città bianca”

Posté par atempodiblog le 19 octobre 2014

Helsinki, la “città bianca” dans Apparizioni mariane e santuari 2m6o0nb

Tutto ebbe inizio nel 1550, quando il Re di Svezia, Gustavo Vasa, fondò Helsinki sulla foce del fiume Vantaanjoki. Ecco perché le lingue ufficiali della città sono due: il finlandese e lo svedese. L’estensione geografica della capitale della Finlandia, proclamata tale nel 1812, comprende anche un arcipelago di 315 piccole isole sparse nel Mar Baltico.

slkw85 dans Viaggi & Vacanze
Altare con un’immagine della Madonna all’interno della cosiddetta “chiesa di ghiaccio” a Helsinki.

È soprannominata la “città bianca”, per il colore della sua cattedrale e di molti altri edifici cittadini, e ha saputo mantenere una dimensione a misura d’uomo pur diventando, nel corso dei secoli, una metropoli dinamica, moderna e di grande fascino. Helsinki è sempre stata una città multiculturale. Non a caso nel 2000 è stata dichiarata Città Europea della Cultura in occasione del 450esimo anniversario dalla sua fondazione.

Helsinki è perfettamente inserita in un contesto naturale fatto di verdi parchi (sono circa 240), canali navigabili e un panoramico lungomare di quasi 100 chilometri dal quale arriva una brezza che soffia costantemente e lungo il quale si può passeggiare anche d’estate e fermarsi a bere qualcosa in uno dei tanti caffè che vi si affacciano. Il suo fulcro è, come per qualsiasi cittadina di pescatori, la vivace piazza del mercato, sempre piena di suoni e di colori.

Molto ricca anche la vita culturale di questa capitale, che conserva lo spirito finnico ma mostra evidenti segni dell’influenza Russa. Natura, vita mondana, feste e discipline sportive si armonizzano perfettamente in questa città tascabile che può essere tranquillamente girata a piedi, fra musei, splendidi edifici e locali con un’atmosfera allegra e frizzante.

[...]

10z1rpg
L’antica icona di Nostra Signora di Konevitza (XIV secolo), nel monastero ortodosso di Nuova Valaamo.

La  Cattedrale. Il Duomo fu progettato da Engel nel 1830. Al suo interno si svolgono importanti eventi statali e universitari (Unioninkatu 29).

La Chiesa Temppeliaukio. Scavata nella roccia naturale, è stata progettata dagli architetti Timo e Tuomo Suomalainen. Fornisce un’ottima acustica e, infatti, vi si svolgono importanti concerti. Il suo nome significa letteralmente “Chiesa nella roccia” e, progettata nel 1969, ha destato molto scalpore all’inizio ma ora è fonte di orgoglio nazionale per tutti i finlandesi. Impressionante il tetto della chiesa rivestito in lastre di rame.

La messa viene celebrata in inglese e la chiesa viene frequentata sia da devoti che da laici (Lutherinkatu 3).

Cattedrale Ortodossa di Uspenski. È la più grande chiesa ortodossa dell’Europa occidentale e si trova nel quartiere Katajanokka (Kanavakatu 1).

Articolo tratto da: DOVE. Corriere della Sera
Immagini  tratte da: Madre di Dio, ed. San Paolo

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Viaggi & Vacanze | Pas de Commentaire »

Santuario della Madonna di Aasebakken (Copenhagen)

Posté par atempodiblog le 1 octobre 2014

Santuario della Madonna di Aasebakken (Copenhagen) dans Apparizioni mariane e santuari 1z2pv

Il più celebre santuario mariano della Danimarca è quello di Aasebakken, situato a circa venticinque chilometri a nord di Copenhagen, su una collina detta “Poggio di Maria”, e custodito dalle monache benedettine di mezza clausura.

La statua della Vergine in legno nero, pregiata opera del secolo XIII, rappresenta Maria che tiene sul braccio destro il bambino Gesù e sulla mano sinistra un mappamondo sormontato dalla croce.

2ef1bwk dans Viaggi & Vacanze

Recentemente è stata costruita accanto una grande Casa del Pellegrino per accogliere, durante i mesi estivi, le piccole comunità cattoliche per convegni, ritiri spirituali e soggiorno.

La Madonna di Aasebakken è venerata come la Patrona della Danimarca; sempre coltivando la speranza che, per la sua intercessione, l’esigua minoranza cattolica riesca a moltiplicarsi e a riportare tutta la Nazione alla fervente fede cattolica delle sue origini cristiane.

Tratto da: Madre di Dio, ed. San Paolo

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Viaggi & Vacanze | Pas de Commentaire »

L’invito della Madonna: “pregate per il mio amatissimo Santo Padre”

Posté par atempodiblog le 18 septembre 2014

L'invito della Madonna: “pregate per il mio amatissimo Santo Padre” dans Apparizioni mariane e santuari 11tnalf

Uno dei messaggi più significativi della Regina della pace in questi ultimi mesi è quello dato attraverso il veggente Ivan il 17 Agosto durante un incontro di preghiera in Italia. La Madonna ha invitato a pregare per il Papa e la sua missione di pace con parole sulle quali è necessario riflettere: “In modo particolare, cari figli in questo tempo pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione, la missione della pace”.

La Madonna fa innanzi tutto riferimento ai pericolosi focolai di guerra che si accendono e si dilatano nel mondo, tanto da poter affermare che siamo di fronte a “una terza guerra mondiale” che procede per tappe. In questo contesto il suo occhio si posa sulla “missione della pace” per la quale Papa Francesco si sta spendendo con grande coraggio fin dall’inizio del suo Pontificato e invita a sostenerla con la preghiera.

Tuttavia ciò che colpisce di più nel messaggio della Santa Vergine è l’esplicita affermazione che Papa Francesco “è il suo amatissimo Santo Padre”. Si tratta di una espressione che la Gospa usa per la prima volta, come a voler sottolineare la strettissima unione fra la Madre della Chiesa e il Successore di Pietro, fra Lei e Papa Francesco. Ed è anche un materno ammonimento a prendere le distanze dalle lingue biforcute che, anche all’interno della Chiesa, non perdono occasione per criticare e diffamare coloro che Cristo ha posto a capo del suo gregge.

di Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Medjugorje, Padre Livio Fanzaga, Papa Francesco I, Riflessioni, Stile di vita | Pas de Commentaire »

Il Primo Cero della Grotta

Posté par atempodiblog le 11 septembre 2014

Il Primo Cero della Grotta dans Apparizioni mariane e santuari hwi9zq

Quando Bernadetta andava alla grotta, teneva un cero in mano. Questo cero era delle sue zie, che erano fierissime di imprestargliene uno a turno.

Un giorno, durante l’apparizione della Vergine, Bernadetta teneva in mano il cero della sua zia più giovane, Lucilla Castérot, sorella di sua madre. Dopo che la vergine era partita, la fanciulla si chinò verso la zia e le disse: “Mi permetti di lasciare il tuo cero alla grotta?”. “Sì, te lo regalo. Se vuoi, va pure a portarlo alla grotta”.

Allora la fanciulla andò fino al fondo della grotta… issò il cero acceso nella sabbia, appoggiandolo alla roccia.

“La Signora mi aveva chiesto, disse la sera a sua zia, se andandomene volevo lasciare il cero ad ardere nella grotta”.

– Perché la Santa Vergine ha chiesto questa cosa a Bernadetta?

Quando tu metti un cero presso l’altare della Santa Vergine, lo fai perché esso prenda il tuo posto presso di Lei. Tu te ne vai, ma il cero resta. La sua piccola fiamma dice alla Vergine: “La tale bambina mi ha messo qui presso di Te. Ella vorrebbe ottenere una grazia, non è potuta restare, perché ha altro da fare: io la chiedo per lei.”

La Santa Vergine diceva a Bernadetta: “Vuole lasciare il suo cero acceso nella grotta perché tenga il suo posto?”. Da allora, vi sono sempre dei ceri accesi nella grotta, a chiedere grazie per gli assenti. Belle preghiere che salgono al Cielo queste piccole fiamme dei ceri!

PROPOSITO: La tua piccola offerta del mattino, fatta bene, resta per tutta la giornata davanti alla Vergine, come il cero. Falla dunque bene.

di Henry Perroy
k3pqtu dans Mormorazione

Le candele non possono certo pregare, ma possono aiutarci a pregare. Le candele hanno diversi significati nella vita dell’uomo.

In primo luogo in ogni candela c’è come un riflesso di quella luce che un tempo scese a Betlemme nel buio del nostro mondo.
Così come la luce delle candele rischiara le tenebre, anche la nostra vita possa essere illuminata dalla vita di Gesù, che ci porta un messaggio che orienta la nostra vita.

La candela ci ricorda il Battesimo, l’inizio del nostro cammino con Cristo e la vocazione alla Vera Vita, alla Vita Eterna.

Che possa sempre più rivelarsi il significato che la Luce ha nella tua vita.

Signore,
Io accendo una candela.
Forse non so pregare nel modo giusto.
Questa candela è un po’ di ciò che possiedo
e un po’ di ciò che sono.

Signore, questa candela, che io qui accendo, sia per me la luce con cui Tu mi illumini nelle difficoltà che mi assillano e nelle decisioni che prenderò. Sia un fuoco attraverso il quale Tu bruci in me ogni malvagità, per trasformarla in qualcosa di nuovo e di buono. Sia un fuoco che scaldi il mio cuore e m’insegni ad amare.

Signore, non posso restare a lungo nella Tua Chiesa. Con questa luce che arde vorrei che restasse qui una parte di me, una parte che desidero donarti.

Aiutami a continuare la mia preghiera in tutto il mio essere e nel lavoro che svolgerò in questo giorno.

Signore, davanti a me c’è una candela. Essa brucia inquieta, a tratti con una piccola fiamma, altre volte con una fiamma più grande. Signore, anch’io sono a volte inquieto/a: lascia che io trovi in Te la calma interiore.

Essa mi offre luce e calore. Signore, lasciami diventare una luce per il mondo.

La candela si smorza, si consuma nel suo proprio compito. Lascia che anch’io diventi un servitore/ una servitrice.

Con questa candela si possono accendere altre candele. Signore, lasciami diventare un esempio per gli altri così anch’essi risplendano e rechino luce al prossimo.

Fonte: Vienna International Religious Centre

Publié dans Apparizioni mariane e santuari, Fede, morale e teologia, Henry Perroy, Lourdes, Preghiere, Racconti e storielle, Riflessioni, Santa Bernadette Soubirous, Stile di vita | Pas de Commentaire »

1...34567...17
 

Neturei Karta - נ... |
eternelle jardin |
SOS: Ecoute, partage.... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Cehl Meeah
| le monde selon Darwicha
| La sainte Vierge Marie Livr...