Spagna vittoriosa al Mondiale: anche i cattolici indiani festeggiano
Posté par atempodiblog le 21 juillet 2026
Spagna vittoriosa al Mondiale: anche i cattolici indiani festeggiano
Il successo della nazionale di calcio nella finale con l’Argentina a New York è stata l’occasione in molte parrocchie per riscoprire la tradizione missionaria iberica, che ha generato tante istituzioni educative in India e conta ancora presenze significative. E non a caso proprio il Kerala è la capitale del calcio in India.
di Nirmala Carvalho – AsiaNews

Per molti cattolici indiani, il trionfo della Spagna ai Mondiali di calcio 2026 ha avuto un significato che va ben oltre il calcio. La vittoria ha richiamato alla memoria il rapporto secolare tra la Chiesa in India e la tradizione missionaria spagnola, la cui eredità continua a vivere in molte istituzioni educative, parrocchie e comunità religiose del Paese.
Nello Stato meridionale indiano del Kerala, spesso definito la capitale del calcio in India e casa di una delle più folte popolazioni cattoliche dell’India, l’attesa ha raggiunto livelli tali che il governo del Kerala ha dichiarato una giornata di chiusura delle scuole, per consentire agli studenti e alle famiglie di riprendersi dopo la partita disputata quando in India era tarda notte.
In tutto lo Stato, scuole cattoliche, parrocchie e gruppi giovanili hanno trasformato l’occasione in una vera festa comunitaria. I saloni parrocchiali delle diocesi più appassionate di calcio, come Trivandrum e Kochi, si sono riempiti di giovani, famiglie e sacerdoti riuniti per seguire insieme la partita. Diverse parrocchie hanno installato maxi-schermi, mentre i volontari hanno distribuito per tutta la notte kattan chaya (il tradizionale tè nero) e specialità locali, creando un’atmosfera simile a quella di una festa patronale.
Lo spettacolo sportivo ha assunto anche una dimensione spirituale. Omelie, bollettini parrocchiali e newsletter della pastorale giovanile hanno richiamato l’attenzione sulle parole, ampiamente condivise, dell’allenatore spagnolo Luis de la Fuente, il quale ha affermato di pregare ogni giorno non per chiedere la vittoria o il successo, ma per approfondire il proprio rapporto personale con Dio.
Le discussioni online nei gruppi WhatsApp parrocchiali e nei forum cattolici hanno dato risalto alla fede apertamente professata da diversi giocatori spagnoli.
Particolare attenzione è stata dedicata alle notizie secondo cui uno dei calciatori della Spagna portava con sé un crocifisso e un’immagine della Beata Vergine Maria, un gesto che ha suscitato un’accoglienza calorosa nelle comunità cattoliche indiane, profondamente devote alla Madonna.
Anche nel quartiere di Bandra, a Mumbai, dove diverse chiese conservano legami storici con i missionari spagnoli e alcune parrocchie hanno inserito questo patrimonio comune nei propri festeggiamenti.
Alcuni cartelli hanno richiamato il contributo dei gesuiti spagnoli alla vita educativa e spirituale dell’India, affiancati da striscioni a sostegno della nazionale spagnola, creando un ponte simbolico tra la storia e le imprese sportive di oggi. Tra i meme generati con l’intelligenza artificiale diffusi online anche il passaggio della coppa tra due missionari gesuiti spagnoli ultranovantenni che da tanti anni servono la comunità cattolica di Mumbai, p. Joseph Aran e p. Francisco Juan.
Alla vigilia della partita, anche diversi vescovi indiani avevano adottato un tono scherzoso sui social media, osservando che entrambe le finaliste rappresentavano nazioni caratterizzate da una profonda tradizione mariana: la Spagna attraverso la sua antica devozione alla Vergine Maria e l’Argentina attraverso la venerazione della Madonna di Luján. Qualunque fosse stato il risultato sul campo, hanno osservato, la Chiesa universale aveva comunque motivo di gioire per la testimonianza di fede offerta da giocatori, allenatori e tifosi.
Nel Nord-Est dell’India, a maggioranza cristiana – in particolare negli Stati di Meghalaya e Nagaland, dove il calcio gode di grande popolarità – la finale dei Mondiali ha suscitato un enorme interesse pubblico. Il Meghalaya ha dichiarato la chiusura delle scuole, mentre le aree allestite per la visione pubblica della partita a Shillong si sono riempite di sostenitori che hanno festeggiato la vittoria della Spagna.
Sebbene le celebrazioni fossero incentrate principalmente sul calcio, anche qui i media cattolici e i gruppi social cristiani hanno diffuso articoli e testimonianze che mettevano in evidenza le aperte espressioni di Luis de la Fuente e di diversi giocatori della nazionale spagnola.
















Laisser un commentaire