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San Giovanni Bosco racconta la morte di san Giuseppe e la sua sepoltura

Posté par atempodiblog le 7 mars 2026

San Giovanni Bosco racconta la morte di san Giuseppe e la sua sepoltura
Tratto dal libro di san Giovanni Bosco: Vita di san Giuseppe, sposo di Maria Santissima, padre putativo di Gesù Cristo
Fonte: Informazione Cattolica

Novena a San Giuseppe dans Preghiere San-Giuseppe

“Nunc dimittis servum tuum Domine, secundum verbum tuum in pace, quia viderunt oculi mei salutare tuum” (“Adesso lascia, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola: perché gli occhi miei hanno veduto il Salvatore dato da te”, LC. II,29).

L’ultimo momento era giunto, Giuseppe fece uno sforzo supremo per alzarsi e adorare Colui che gli uomini consideravano quale suo figlio, ma che Giuseppe conosceva per suo Signore e Dio. Egli voleva gettarsi ai suoi piedi e domandarGli la remissione dei suoi peccati. Ma Gesù non permise che egli s’inginocchiasse, e lo ricevette nelle sue braccia.
Così poggiando il venerando capo sul Divin petto di Gesù con le labbra vicino a quel cuore adorabile spirava Giuseppe, dando agli uomini un ultimo esempio di fede e di umiltà.
Era il diciannovesimo giorno di marzo, l’anno di Roma 777, il venticinquesimo dalla nascita del Salvatore.
Gesù e Maria piansero sulla fredda spoglia di Giuseppe, e fecero presso di lui la mesta veglia dei morti.
Gesù lavò egli stesso questo corpo verginale, gli chiuse gli occhi e gli incrociò le mani sul petto; poi lo benedisse per preservarlo dalla corruzione della tomba, e pose a sua custodia gli angeli del Paradiso.
I funerali del povero operaio furono modesti come modesta era stata tutta la sua vita. Ma se parvero tali in faccia alla terra ebbero per altro così grande onore che non vantarono certamente i più gloriosi imperatori del mondo, giacché ebbero presso l’augusta salma il Re e la Regina del Cielo Gesù e Maria.
Il corpo di Giuseppe fu deposto nel sepolcro dei suoi padri, nella valle di Giosafat, tra la montagna di Sion e quella degli Oliveti.

Divisore dans San Francesco di Sales

Freccia dans Viaggi & Vacanze Novena a San Giuseppe (da recitarsi dal 10 al 18 marzo)

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Papa Francesco: anche se la nostra storia appare “rovinata”, con Dio possiamo ricominciare

Posté par atempodiblog le 7 mars 2026

“Felici coloro che bevevano lo sguardo dei tuoi occhi”.
Charles Péguy

Gesù e la Samaritana

Papa Francesco: anche se la nostra storia appare rovinata, con Dio possiamo ricominciare

Cari fratelli e sorelle,
dopo aver meditato sull’incontro di Gesù con Nicodemo, il quale era andato a cercare Gesù, oggi riflettiamo su quei momenti in cui sembra proprio che Lui ci stesse aspettando proprio lì, in quell’incrocio della nostra vita. Sono incontri che ci sorprendono, e all’inizio forse siamo anche un po’ diffidenti: cerchiamo di essere prudenti e di capire che cosa sta succedendo.

Questa probabilmente è stata anche l’esperienza della donna samaritana, di cui si parla nel capitolo quarto del Vangelo di Giovanni (cfr 4,5-26). Lei non si aspettava di trovare un uomo al pozzo a mezzogiorno, anzi sperava di non trovare proprio nessuno. In effetti, va a prendere l’acqua al pozzo in un’ora insolita, quando è molto caldo. Forse questa donna si vergogna della sua vita, forse si è sentita giudicata, condannata, non compresa, e per questo si è isolata, ha rotto i rapporti con tutti.

Per andare in Galilea dalla Giudea, Gesù avrebbe potuto scegliere un’altra strada e non attraversare la Samaria. Sarebbe stato anche più sicuro, visti i rapporti tesi tra giudei e samaritani. Lui invece vuole passare da lì e si ferma a quel pozzo proprio a quell’ora! Gesù ci attende e si fa trovare proprio quando pensiamo che per noi non ci sia più speranza. Il pozzo, nel Medio Oriente antico, è un luogo di incontro, dove a volte si combinano matrimoni, è un luogo di fidanzamento. Gesù vuole aiutare questa donna a capire dove cercare la risposta vera al suo desiderio di essere amata.

Il tema del desiderio è fondamentale per capire questo incontro. Gesù è il primo a esprimere il suo desiderio: «Dammi da bere!» (v. 10). Pur di aprire un dialogo, Gesù si fa vedere debole, così mette l’altra persona a suo agio, fa in modo che non si spaventi. La sete è spesso, anche nella Bibbia, l’immagine del desiderio. Ma Gesù qui ha sete prima di tutto della salvezza di quella donna. «Colui che chiedeva da bere – dice Sant’Agostino – aveva sete della fede di questa donna».

Se Nicodemo era andato da Gesù di notte, qui Gesù incontra la donna samaritana a mezzogiorno, il momento in cui c’è più luce. È infatti un momento di rivelazione. Gesù si fa conoscere da lei come il Messia e inoltre fa luce sulla sua vita. La aiuta a rileggere in modo nuovo la sua storia, che è complicata e dolorosa: ha avuto cinque mariti e adesso sta con un sesto che non è marito. Il numero sei non è casuale, ma indica di solito imperfezione. Forse è un’allusione al settimo sposo, quello che finalmente potrà saziare il desiderio di questa donna di essere amata veramente. E quello sposo può essere solo Gesù.

Quando si accorge che Gesù conosce la sua vita, la donna sposta il discorso sulla questione religiosa che divideva giudei e samaritani. Questo capita a volte anche a noi mentre preghiamo: nel momento in cui Dio sta toccando la nostra vita coi suoi problemi, ci perdiamo a volte in riflessioni che ci danno l’illusione di una preghiera riuscita. In realtà, abbiamo alzato delle barriere di protezione. Il Signore però è sempre più grande, e a quella donna samaritana, alla quale secondo gli schemi culturali non avrebbe dovuto neppure rivolgere la parola, regala la rivelazione più alta: le parla del Padre, che va adorato in spirito e verità. E quando lei, ancora una volta sorpresa, osserva che su queste cose è meglio aspettare il Messia, Lui le dice: «Sono io, che parlo con te» (v. 26). È come una dichiarazione d’amore: Colui che aspetti sono io; Colui che può rispondere finalmente al tuo desiderio di essere amata.

A quel punto la donna corre a chiamare la gente del villaggio, perché è proprio dall’esperienza di sentirsi amati che scaturisce la missione. E quale annuncio potrà mai aver portato se non la sua esperienza di essere capita, accolta, perdonata? È un’immagine che dovrebbe farci riflettere sulla nostra ricerca di nuovi modi per evangelizzare.

Proprio come una persona innamorata, la samaritana dimentica la sua anfora ai piedi di Gesù. Il peso di quell’anfora sulla sua testa, ogni volta che tornava a casa, le ricordava la sua condizione, la sua vita travagliata. Ma adesso l’anfora è deposta ai piedi di Gesù. Il passato non è più un peso; lei è riconciliata. Ed è così anche per noi: per andare ad annunciare il Vangelo, abbiamo bisogno prima di deporre il peso della nostra storia ai piedi del Signore, consegnare a Lui il peso del nostro passato. Solo persone riconciliate possono portare il Vangelo.

Cari fratelli e care sorelle, non perdiamo la speranza! Anche se la nostra storia ci appare pesante, complicata, forse addirittura rovinata, abbiamo sempre la possibilità di consegnarla a Dio e di ricominciare il nostro cammino. Dio è misericordia e ci attende sempre!

Catechesi del Santo Padre Francesco preparata per l’Udienza Generale del 26 marzo 2025
Ciclo di Catechesi – Giubileo 2025. Gesù Cristo nostra speranza. II. La vita di Gesù. Gli incontri. 2. La Samaritana. «Dammi da bere!» (Gv 4,7)

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Nel Vangelo appaiono molte donne e sono tutte incantevoli

Posté par atempodiblog le 7 mars 2026

Nel Vangelo appaiono molte donne e sono tutte incantevoli
Durante un incontro con ragazze a Santiago del Cile il 7 luglio 1974, San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, ricorda le sante donne che appaiono nel Vangelo
Fonte: OPUS DEI

Festa della Donna

Durante un incontro con ragazze a Santiago del Cile il 7 luglio 1974, San Josemaría ricorda le sante donne che appaiono nel Vangelo.

C’è una donna, figlie mie, che amiamo tutti moltissimo, che è la Madre di Gesù, che è Madre nostra, Nostra Regina e Nostra Signora che quasi non appare nel Vangelo.

Nel Vangelo appaiono molte donne e sono tutte incantevoli:

appare la Cananea con la sua ostinazione, appaiono Marta e Maria, che sanno accogliere il Signore, appare la madre di Giovanni e Giacomo, che come tutte le mamme, chiede il meglio per i suoi figli.

[...]

Ai piedi della Croce ci sono le donne.

Io vorrei dirvi che confido molto nelle donne, confido molto in voi. Ho un affetto enorme per le mie figlie.

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