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San Giuseppe presso il Bambino Gesù

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2025

San Giuseppe e il Bambino Gesù

“Lingua umana non vale a descrivere i sensi di San Giuseppe presso il Bambino Gesù e neppure un angelo saprebbe ridire la felicità del Santo Patriarca, quando Maria Santissima, volendo rendere meno duro il giaciglio al Pargoletto divino, lo pose fra le braccia di San Giuseppe.

Egli lo ricevette colle ginocchia a terra dalle mani dell’Augusta Vergine, se lo strinse al seno con inesprimibile amore e rispetto, lo bagnò di lacrime, lo coprì di baci, l’offrì all’Eterno Padre come il riscatto del suo popolo, la speranza e la gioia di Israele.

Oh, quanto si stimò fortunato l’umile figlio di Davide! Più ricco dei suoi antenati, in mezzo a tanta povertà Egli possedeva il più prezioso Tesoro del Cielo; la sua gloria eclissava tutta quella della sua stirpe.

Egli poteva contemplare con i suoi occhi, stringere al suo cuore quell’Emmanuele, che Davide salutava da lontano, con gli accenti profetici, come suo Signore e suo Dio”.

di San Bernardo di Chiaravalle

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Il nome nuovo

Posté par atempodiblog le 8 décembre 2025

Il nome nuovo
Tratto da: L’ave Maria, preghiera di tutti – di don Alessandro Pronzato, Gribaudi Editore

Maria Immacolata

L’Angelo, salutando la Madonna, Le recapita subito un dono: il nome nuovo.

Non la chiama Maria, ma “Piena di Grazia”.
 Ave (o, rallegrati), Piena di Grazia.

Il termine greco, kecharitoménè, è quasi intraducibile. La gamma piuttosto vasta delle nostre espressioni non riescono a raggiungere il significato profondo del vocabolo, devono accontentarsi di sfiorarlo.
Così sgraniamo tutta una serie, non di traduzioni, ma di semplici approssimazioni:
Piena di Grazia, Colmata di Grazia, Favorita da Dio, Preferita da Dio, Gratificata, Privilegiata, Tu che sei diventata oggetto di amore particolare da parte di Dio, Tu che hai sperimentato l’amore benevolo di Dio…
I filologi puntualizzano che si tratta del perfetto passivo di un verbo che contiene la parola charis, che significa grazia, ma nel senso molto ampio di amore, bontà, favore, bellezza, incanto, simpatia, fascino, armonia, seduzione, attrattiva, splendore, favore elargito.

Ora, l’indicazione fornita dal passivo è trasparente:
Maria non è soggetto, ma oggetto.
E’ Colei che consente al dispiegamento dell’azione divina. E quindi riceve in abbondanza Amore e Bellezza.

La “Grazia” diventa cosi suo possesso abituale (dono, non conquista!).

Giustamente la Bibbia di Gerusalemme traduce:
“Tu che sei stata e rimani colmata del favore divino”.

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