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Il “Signore dei Miracoli” la devozione amata da Prevost che arriva nel cuore di Roma

Posté par atempodiblog le 16 octobre 2025

Presentata la processione della comunità peruviana che domenica sarà benedetta dal Papa
Il “Signore dei Miracoli” la devozione amata da Prevost che arriva nel cuore di Roma
Sebastián Sansón Ferrari – L’Osservatore Romano
Tratto da: Radio Maria

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Sarà un momento di fede particolarmente sentito dai peruviani la Grande Processione Internazionale del Nuestro Señor de los milagros che si svolgerà domenica 19 ottobre a Roma e attraverserà via della Conciliazione per giungere in piazza San Pietro dove riceverà la benedizione di Papa Leone XIV.

L’evento è stato presentato ieri pomeriggio nella Sala Marconi della Radio Vaticana, alla presenza di diversi rappresentanti della comunità peruviana che vivono nella capitale, autorità diplomatiche e membri della Confraternita del Signore dei Miracoli di Roma. Moderato dal vicedirettore editoriale dei media vaticani, Alessandro Gisotti, l’incontro con la stampa ha sottolineato che la fede popolare del Perù può diventare patrimonio di tutta la Chiesa.

«La processione del Nuestro Señor de los milagros è sì un evento peruviano, ma anche della Chiesa universale — ha affermato Gisotti —. Non si può comprendere il Perù senza comprendere cos’è la devozione per il Signore dei Miracoli: un’espressione di fede, cultura e speranza che ora si apre al mondo intero».

I partecipanti alla presentazione della processione hanno indossato con emozione lo scapolare del Signore dei Miracoli, segno di appartenenza e devozione. Il saluto istituzionale è stato rivolto dall’incaricato d’affari dell’ambasciata del Perù presso la Santa Sede, Manuel Carrasco. A seguire gli interventi del presidente della Confraternita a Roma, Wilmer Oblitas, e di membri veterani come Elsa Javier e Carlos Salinas, che hanno condiviso la loro testimonianza di servizio e di fede. Sono stati approfonditi la storia della devozione, il suo significato e i dettagli tecnici, poi è stato proiettato un video sulla devozione dell’allora monsignor Robert Francis Prevost quando era vescovo della diocesi di Chiclayo.

È stato trasmesso anche un videomessaggio del cardinale peruviano Pedro Barreto, arcivescovo emerito di Huancayo, che presiederà la Messa domenica pomeriggio nella Basilica Vaticana. Il porporato ha ricordato che la devozione al “Cristo Morado” si è originata ben quattro secoli fa «dal gesto di fede di uno schiavo africano che, nella sua povertà, dipinse l’immagine di Gesù crocifisso su un muro di fango, e quell’immagine ha resistito ai terremoti che distrussero Lima come segno di speranza».

«Questa devozione affonda le sue radici nell’esperienza del migrante e del povero — ha aggiunto il cardinale —. Oggi, il Signore dei Miracoli ci invita a guardare con amore coloro che soffrono, coloro che sono lontani dalla loro terra, e a ricordare che Gesù stesso è stato migrante e schiavo per amore».

In un gesto di comunione, le confraternite del Signore dei Miracoli di diversi Paesi hanno inviato all’incontro con i giornalisti i loro saluti mostrando come si stanno preparando al grande evento di domenica prossima. «Siamo felici di sentirci più uniti che mai», ha commentato Wilmer Oblitas.

«Dove ci sono peruviani, c’è un’immagine del Signore dei Miracoli, e quest’anno sentiamo che Roma accoglie questa fede a braccia aperte».

Da parte sua, il ministro Manuel Carrasco ha assicurato il sostegno delle ambasciate e dei consolati peruviani per rendere possibile questo evento storico: «Quest’anno abbiamo voluto sognare in grande. Ammiriamo l’altruismo e la dedizione delle confraternite che, dall’estero, mantengono viva questa tradizione di amore e unità».

Infine, Elsa Javier, con tre decenni di servizio nella Confraternita come “sahumadora” (incensatrice) ha evidenziato che «essere devoti del Signore dei Miracoli è un impegno che dura tutta la vita».

Domenica saranno dunque diverse centinaia i peruviani — di più di 40 confraternite — che parteciperanno alla grande processione che culminerà con l’ingresso del carro del Signore dei Miracoli in piazza San Pietro, per ricevere la benedizione del Papa ‘peruviano’, Leone XIV. Un momento che suggellerà, ancora una volta, la profonda comunione tra il popolo del Perù e la Chiesa universale.

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Santa Margherita Maria Alacoque. La capacità di amare dice chi siamo veramente

Posté par atempodiblog le 16 octobre 2025

Santa Margherita Maria Alacoque. La capacità di amare dice chi siamo veramente
di Matteo Liut – Avvenire

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È il cuore il centro della nostra identità: è lì che troviamo la verità di noi stessi perché la nostra capacità di amare dice chi siamo veramente.

Allo stesso modo è il cuore di Cristo il luogo dove possiamo toccare con mano il volto autentico di Dio. Di un Dio che si fa compagno di strada soprattutto quando si tratta di affrontare sofferenze, ferite, limiti della vita.

Ecco perché quella al Sacro Cuore è una delle devozioni più sentite ancora oggi: ci parla di un’umanità consolata, amata, salvata. E la salvezza non passa dalle nostre capacità intellettuali – sebbene esse siano fondamentali –, ma dal centro del nostro mondo, dal cuore, appunto.

Di questo messaggio profetico fu portatrice santa Margherita Maria Alacoque, religiosa e mistica del XVII secolo. Nel momento in cui il mondo sembrava aver trovato la “luce della ragione” questa testimone del Vangelo indicò proprio la via del cuore.

Nata nel 1647 in Francia, entrò a 24 anni tra le Visitandine e da religiosa visse numerose esperienze ascetiche e mistiche legate al Sacro Cuore di Gesù, la cui festa si diffuse proprio grazie a lei (oltre che a san Giovanni Eudes). Fu però incompresa da superiori e compagne, fino a quando trovò una guida illuminata nel beato Claudio La Colombière, il quale la spinse a descrivere le proprie esperienze nell’autobiografia. Morì nel 1690 e fu canonizzata nel 1920.

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